mercoledì, Novembre 4, 2026
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Prix Galien Italia ad Amgen per terapia malattia rara e menzione per immunoterapia anticancro

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(Adnkronos) – Amgen annuncia che inebilizumab ha ricevuto il Prix Galien Italia 2026 nella categoria ‘Immunologia e autoimmunità’. Si tratta del primo trattamento approvato in Ue per la malattia IgG4-correlata, una patologia rara particolarmente difficile da diagnosticare. All’azienda anche una menzione speciale per tarlatamab, immunoterapia first-in-class per il cancro al polmone a piccole cellule in stadio esteso. I riconoscimenti sono stati consegnati ieri a Torino.  

La malattia IgG4-correlata – spiega Angen in una nota – è una patologia fibroinfiammatoria rara, cronica e sistemica che, se non adeguatamente diagnosticata e controllata, può progredire e causare danno d’organo. La malattia, che in Italia si stima colpisca da poco meno di 500 pazienti a poco meno di 800, può nascondersi dentro svariati organi e tessuti: pancreas, reni, ghiandole salivari, orbite oculari, tiroide o aorta. La sua capacità di manifestarsi con sintomi eterogenei e spesso poco specifici rende il riconoscimento particolarmente complesso e compromettere significativamente la qualità di vita delle persone che ne sono affette. Le sue manifestazioni variano da persona a persona e possono somigliare a quelle di altre patologie: per questo è spesso definita la ‘grande imitatrice’ e la diagnosi può essere complessa. Inebilizumab, primo trattamento approvato nell’Unione europea per la malattia IgG4-correlata, è un anticorpo monoclonale anti-Cd19 che agisce sulle cellule B, un bersaglio chiave della malattia. L’approvazione di inebilizumab è il risultato dei progressi della ricerca sul ruolo delle cellule B nelle malattie immunomediate. Nella malattia IgG4-correlata queste cellule svolgono infatti un ruolo centrale nei processi che determinano infiammazione e danno d’organo, aprendo la strada a terapie mirate. L’efficacia di inebilizumab è stata confermata dai risultati dello studio registrativo di fase 3 Mitigate, che ha coinvolto 135 pazienti in 80 centri distribuiti in 22 Paesi e si è concluso nel 2024. Per Amgen, “il riconoscimento con il Premio Galeno 2026 assume particolare rilevanza in un’area terapeutica caratterizzata da un’importante urgenza medica”. 

Alla cerimonia di premiazione l’azienda ha ottenuto anche una menzione speciale per tarlatamab, immunoterapia bispecifica a emivita estesa sviluppata per il trattamento dei pazienti adulti con carcinoma polmonare a piccole cellule in stadio esteso che necessitano di una terapia sistemica dopo progressione. “Una nuova opzione terapeutica in un ambito clinico storicamente caratterizzato da elevato bisogno medico e limitate alternative”. 

“Il Prix Galien Italia 2026 a inebilizumab, così come la menzione speciale per tarlatamab sono un riconoscimento al valore della ricerca scientifica e alla sua capacità di tradurre una maggiore comprensione della malattia in nuove possibilità di cura – dichiara Lauri Lindgren, Vice President e General Manager di Amgen Italia e Grecia – Si tratta di un importante avanzamento per due patologie con un’urgenza medica estremamente elevata; la malattia IgG4-correlata fa parte delle malattie rare, per oltre il 90% orfane di terapie efficaci e mirate; mentre il tumore al polmone a piccole cellule è un’area dove finalmente dopo oltre 30 anni di studi, la ricerca ha segnato un passo importante. Siamo al lavoro per assicurare che questa innovazione raggiunga i pazienti che ne hanno bisogno”. 

“Siamo grati per questi riconoscimenti che valorizzano la ricerca di Amgen e che ispirano la nostra collaborazione con la comunità scientifica – aggiunge Katia Massaroni, Executive Medical Director di Amgen Italia – Inebilizumab può fare la differenza nel trattamento della malattia IgG4-correlata, noi stiamo lavorando a fianco agli specialisti per favorire una più diffusa conoscenza di questa patologia il cui percorso diagnostico-terapeutico presenta ancora lacune e ampi margini di miglioramento. Nel microcitoma, dopo oltre trent’anni senza progressi significativi, tarlatamab apre nuove prospettive ai pazienti dopo una prima progressione: un beneficio tangibile che alimenta la nostra ambizione di cambiarne radicalmente il decorso”. 

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salute

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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