lunedì, Novembre 2, 2026
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Verona, Riccardo Bonadonna alla guida della diabetologia italiana: cure e prevenzione al centro

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Riccardo Bonadonna, direttore dell’Endocrinologia di Borgo Trento e docente dell’Università di Verona, guiderà la Società Italiana di Diabetologia per il prossimo biennio. Tra le priorità annunciate, accesso equo alle terapie, ricerca indipendente e prevenzione anche fuori dagli ambulatori.

Riccardo Bonadonna è il nuovo presidente nazionale della Società Italiana di Diabetologia (SID) per il prossimo biennio. Il professore dirige l’Unità operativa complessa di Endocrinologia, Diabetologia e Malattie del Metabolismo di Borgo Trento ed è docente di Endocrinologia all’Università di Verona. La nomina è stata annunciata dall’AOUI di Verona il 2 novembre.

Bonadonna subentra a Raffaella Buzzetti, che dopo aver guidato la società nell’ultimo biennio assume la presidenza della Fondazione Diabete Ricerca della SID. Il passaggio avviene in occasione del 31° Congresso nazionale della società scientifica.

Il nuovo presidente indica come priorità l’accesso equo alle terapie innovative, il sostegno alla ricerca indipendente e gli investimenti nella diabetologia. Nel suo programma rientrano diagnosi tempestive e una presa in carico appropriata: secondo Bonadonna, questi strumenti possono contribuire a prevenire complicanze, ridurre ricoveri e costi assistenziali e migliorare la qualità della vita.

Riccardo Bonadonna: prevenzione fuori dagli ambulatori

Una parte del mandato sarà dedicata al rapporto tra salute e condizioni sociali. Per Bonadonna, diabete di tipo 2 e obesità richiedono politiche che vadano oltre la responsabilità del singolo. Il professore richiama il peso delle disuguaglianze economiche, dell’urbanistica, dell’organizzazione del lavoro e della disponibilità di spazi per l’attività fisica. La SID intende confrontarsi con le istituzioni per favorire ambienti e abitudini di vita più sani.

«La prevenzione deve essere anche fuori dagli ambulatori», sottolinea. L’obiettivo dichiarato è orientare le politiche pubbliche verso condizioni che rendano più facile vivere in salute e superino le differenze territoriali e sociali nell’accesso alle cure.

Un altro fronte riguarda le prospettive terapeutiche per il diabete di tipo 1. Bonadonna prevede nei prossimi cinque anni innovazioni in grado di modificarne profondamente il decorso, ma richiama la necessità di prepararsi sul piano scientifico, organizzativo ed economico. È una prospettiva indicata dal nuovo presidente, che pone al centro anche la sostenibilità delle cure: «Il prezzo dell’innovazione non deve diventare una barriera al diritto alla cura».

Il suo percorso comprende esperienze negli Stati Uniti, alla Yale University e alla University of Texas Health Science Center di San Antonio. È autore di oltre duecento articoli scientifici; tra i temi di ricerca figurano i meccanismi del diabete di tipo 2 e le terapie avanzate della malattia.

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