domenica, Ottobre 11, 2026
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Salute mentale a Verona, Borgo Roma punta su ascolto e prevenzione per superare lo stigma

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La salute mentale a Verona passa anche dall’ascolto e dalle relazioni quotidiane. Alla chiusura della settimana di sensibilizzazione, l’incontro di Borgo Roma richiama il ruolo di sanitari, familiari e associazioni: riconoscere il disagio e chiedere sostegno senza vergogna sono i messaggi centrali.

Giovedì 8 ottobre la hall del policlinico G.B. Rossi ha ospitato un punto informativo dell’Azienda ospedaliera universitaria integrata. Come racconta VeronaNews nell’articolo del 9 ottobre, l’appuntamento rientrava nelle iniziative cittadine dal 5 all’11 ottobre, legate alla Giornata mondiale della salute mentale del 10 ottobre.

Salute mentale a Verona: ascoltare i cambiamenti

Corrado Barbui, direttore della Psichiatria B dell’Aoui, ha invitato a prestare attenzione alle variazioni rispetto al comportamento abituale: una minore partecipazione alla vita sociale, l’isolamento o una riduzione dell’attività possono meritare ascolto.

Lo specialista ha precisato che questi cambiamenti non indicano necessariamente un disturbo. Possono essere transitori oppure esprimere un disagio emotivo: il punto è riconoscerli, seguirne l’andamento e, quando necessario, chiedere aiuto.

La settimana è stata organizzata dalla Psichiatria B con la Psichiatria dell’Ulss 9 Scaligera e l’associazione dei familiari. Sport, cultura, arte e lavoro sono gli ambiti coinvolti, con l’obiettivo di ridurre i pregiudizi che possono rendere più difficile rivolgersi ai servizi.

Quattordicimila visite e il confronto con le famiglie

Secondo i dati riportati dalla fonte, la Psichiatria B di Borgo Roma registra ogni anno circa 14 mila visite e 350 ricoveri. L’assistenza comprende attività ambulatoriali, interventi nelle fasi acute, riabilitazione e percorsi sul territorio, affidati a un gruppo di professionisti di discipline diverse.

Tra le esperienze richiamate figura il Recovery College: incontri nei quali cittadini, familiari e operatori sanitari e sociali condividono esperienze e discutono di salute mentale.

Il direttore generale Paolo Petralia ha sottolineato il valore delle relazioni e della cura quotidiana. La rettrice Chiara Leardini ha richiamato la necessità di ambienti capaci di accogliere le fragilità.

Il collegamento tra ospedale, famiglie e comunità è anche uno dei temi del confronto sul piano per la salute mentale in Veneto, già affrontato nella programmazione regionale.

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