La sanità pubblica nel Veronese torna al centro dell’attenzione: in sette comuni i comitati raccolgono firme per chiedere più personale, attese più brevi e servizi territoriali pienamente operativi.
Sanità pubblica nel Veronese: le richieste dei territori
La mobilitazione. Da Bussolengo a Legnago, passando per Villafranca, Malcesine, Caprino Veronese, Isola della Scala e San Bonifacio, cittadini e comitati locali hanno promosso una raccolta di firme a sostegno della sanità pubblica nel Veronese. L’iniziativa mette insieme realtà diverse della provincia, accomunate dalla richiesta di servizi accessibili e presìdi capaci di rispondere con continuità ai bisogni della popolazione.
Personale e liste d’attesa. Le richieste riguardano anzitutto il rafforzamento degli organici, la piena operatività degli ospedali e delle case di comunità, la riduzione dei tempi per visite ed esami e una maggiore presenza della medicina territoriale. Tra i punti indicati figura anche la necessità di aumentare la disponibilità dei medici di famiglia, soprattutto nelle aree in cui pensionamenti e carenze rendono più difficile ottenere assistenza vicino a casa.
Le criticità locali. Ogni territorio porta all’attenzione problemi specifici. A Bussolengo viene richiamata la situazione dei servizi di salute mentale; a Villafranca l’attenzione si concentra sulla neurologia e sulla procreazione medicalmente assistita dell’ospedale Magalini; a San Bonifacio vengono segnalate difficoltà per l’attività chirurgica e ambulatoriale di oculistica. La mobilitazione punta a consegnare le firme al presidente della Regione Veneto Alberto Stefani e ai vertici dell’Ulss 9 Scaligera.
Il quadro nazionale. Secondo i dati della Fondazione Gimbe richiamati nel servizio dedicato alla mobilitazione veronese, la spesa sanitaria pubblica italiana si ferma al 6,2 per cento del prodotto interno lordo, contro una media Ocse del 7,1 per cento. Un divario che alimenta le preoccupazioni sulla tenuta dei servizi e sulla capacità di garantire cure tempestive.
Prevenzione e prossimità. Il rafforzamento dell’assistenza non riguarda soltanto gli ospedali. Programmi locali come La Salute nel Movimento mostrano quanto prevenzione, socialità e attività diffuse nei quartieri possano affiancare la rete sanitaria. Per i promotori della raccolta firme, tuttavia, queste iniziative devono poggiare su strutture pubbliche solide, personale sufficiente e tempi di risposta sostenibili.
