La Terapia intensiva neonatale di Borgo Trento ha partecipato a TINinTOUR, progetto itinerante di simulazione promosso dalla Società Italiana di Neonatologia. Al Centro Practice i medici si sono esercitati con un manichino ad alta fedeltà. AOUI indica Verona tra gli otto centri selezionati per l’iniziativa.
Un’unità mobile, una culla attrezzata e un simulatore capace di riprodurre le reazioni di un neonato: la Terapia intensiva neonatale di Borgo Trento è stata coinvolta nel progetto itinerante TINinTOUR, dedicato alla formazione sulla rianimazione dei bambini prematuri. La giornata si è svolta al Centro Practice di Verona, con pediatri arrivati anche da altre sedi.
Nel comunicato diffuso il 15 ottobre, AOUI riferisce che l’équipe diretta da Renzo Beghini è fra gli otto centri italiani selezionati per l’iniziativa, promossa dalla Società Italiana di Neonatologia. La selezione viene presentata in relazione al progetto formativo; la nota non illustra criteri o risultati di una graduatoria clinica nazionale.
La simulazione e il ruolo del centro veronese
Durante la formazione TINinTOUR al Centro Practice, i professionisti hanno sperimentato manovre avanzate in un ambiente che riproduce situazioni critiche. Il manichino può piangere e muoversi; un monitor ne visualizza i parametri vitali simulati. L’obiettivo è consentire ai medici di esercitarsi prima di affrontare emergenze reali. Il progetto è organizzato da Accurate, con una sponsorizzazione non vincolante di Chiesi, secondo quanto precisa l’azienda ospedaliera.
Il reparto dispone di dodici posti letto, che AOUI indica in fase di ampliamento. Accoglie neonati prematuri e bambini con altre condizioni che richiedono assistenza ospedaliera. La durata del ricovero dipende dal percorso del singolo paziente: il comunicato descrive degenze che possono protrarsi per mesi nei casi più complessi.
Beghini sottolinea che Verona concentra una quota elevata di situazioni delicate proprio per la sua funzione di riferimento. Il servizio di trasporto neonatale interviene anche negli ospedali territoriali delle province di Verona e Vicenza privi di Terapia intensiva neonatale, con ambulanza attrezzata, medico e infermiere specializzati disponibili nell’arco delle ventiquattro ore.
Il direttore generale Paolo Petralia ha richiamato la responsabilità dei professionisti che assistono i neonati fragili e il valore della preparazione attraverso la simulazione. Maria Angela Cerruto, direttrice della Formazione, riferisce che il Practice ha formato oltre tremila persone ed è anche sede del Centro di simulazione e formazione avanzata della Regione Veneto, SIMFARV. Per l’azienda, consolidare queste competenze significa rafforzare la preparazione delle équipe che operano sui pazienti più piccoli.
