venerdì, Ottobre 9, 2026
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TOMORROW/ Campo largo, tensioni nel centrosinistra: Conte insiste su primarie presto

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(Adnkronos) –
Giuseppe Conte con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni per un’ora e mezza al ristorante di Montecitorio mercoledì. Ieri Elly Schlein che alla Camera parla a lungo con Fratoianni nel corridoio fumatori e poi esce con Bonelli dall’aula, dopo un colloquio tra gli scranni appena finita la votazione sulla legge elettorale. Più tardi Schlein si ferma anche con Riccardo Magi. Una girandola di incontri. Ma pochi passi avanti. E una ostentata distanza tra la segretaria dem e il leader M5S. Tra loro nessun abboccamento davanti ai cronisti. L’unico momento ravvicinato è quando sono in aula. Schlein assiste dai banchi del Pd all’intervento di Conte e lui si ferma in piedi nell’emiciclo ad ascoltare la dichiarazione di voto della leader dem. Eppure l’approvazione del Melonellum, come chiamano le opposizioni la nuova legge elettorale, è un giro di boa che mette alcuni punti fermi, Consulta permettendo, nel percorso del centrosinistra.  

Ora le regole d’ingaggio per le prossime politiche sono nero su bianco. E tra queste l’indicazione del candidato premier al momento della presentazione delle liste. Il centrosinistra lo sceglierà con le primarie? La via sembra ormai segnata. E Conte continua a insistere che devono farsi “il prima possibile”, “un attimo dopo” l’assemblea del Pd del 18 ottobre “programma e poi primarie”. Diventa legge anche l’innalzamento della soglia di firme per presentarsi la prima volta alle elezioni. E qui entra in gioco la galassia centrista. Più Europa, Progetto Civico di Alessandro Onorato, Più Uno di Ernesto Ruffini e Franco Gabrielli: tutti dovranno raccogliere la cifra monstre di 6000 firme a collegio. A meno di creare una nuova componente in Parlamento con un simbolo già presente alle ultime politiche. Come Centro democratico di Bruno Tabacci. In quel modo sarebbe numero il numero di firme. E’ l’ipotesi a cui si sta lavorando. Tabacci lo dice a Repubblica: “Bisognerà fare una lista con tutti dentro, se si vuole superare la soglia del 3%. Magi, Maraio, Tabacci, Ruffini”. Sarebbe stata sondata la disponibilità del M5D a ‘cedere’ qualche deputato per formare la componente. E Matteo Renzi con Casa Riformista? Sempre Tabacci: “Renzi dice che metà lista sarà Italia Viva, l’altra metà di riformisti. Ha già deciso tutto”. E Bonelli la mette così: “Vedo molta offerta… e quindi potrebbero esserci due liste”.  

Il leader Avs spera che la questione venga sciolta rapidamente. In vista del ‘famoso’ tavolo del programma, ancora senza data di convocazione e senza un perimetro. “Dobbiamo superare questa fase di valutazione diversa che c’è sulle primarie. E quindi, nel momento in cui l’area di centro si definirà, cosa che auspichiamo lo faccia rapidamente, a quel punto possiamo partire e chiudere la parte programmatica. Che facciamo ci riuniamo tutti e poi voi fate il titolo ‘al tavolo del centrosinistra 11 sigle?”, dice Bonelli che riferisce ai cronisti di aver parlato con Schlein anche di primarie. “Io sono preoccupato dalle primarie. Non aiutano a unire ma amplificano le differenze. L’ho ribadito anche con Elly Schlein. Non è una questione contro la segretaria del Partito Democratico o contro Giuseppe Conte. È una reale preoccupazione che ho, che ho espresso e mi sono chiarito con lei”.  

 

 

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politica

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