Per l’esperto – fra i promotori dell’iniziativa ‘Il Senso delle parole’ il cui primo appuntamento si è svolto all’Ifo di Roma -, “è cruciale dare al paziente la possibilità di scelta. La parola, essendo comunicazione, è anche in un certo senso prevenzione. Nei tumori uroteliali non ci sono screening ma ci sono segni molto semplici da individuare come il sangue nelle urine, soprattutto nel genere femminile”.
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Tumori, Calabrò (Regina Elena): “La parola è importante nella malattia, in certi momenti è farmaco”
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