venerdì, Ottobre 23, 2026
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Ucraina, Musk riaccende Starlink: ordine di Trump. Europa cerca un negoziatore per trattare con Putin

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(Adnkronos) –
Donald Trump chiede a Elon Musk di ‘riaccendere’ Starlink per l’Ucraina. Il presidente degli Stati Uniti ha chiesto espressamente al magnate di ripristinare il servizio, determinante per le operazioni militari di Kiev nella guerra contro la Russia. Trump, come scrive il Wall Street Journal, ha chiamato il numero 1 di SpaceX per ottenere un intervento immediato. Secondo le informazioni fornite da funzionari americani e ucraini, dopo il colloquio tra i due, il sistema avrebbe ripreso a funzionare a pieno regime. “Il mio rapporto con Elon è ottimo. L’ho chiamato? Non ne voglio parlare. Ho chiamato io, ha chiamato qualcun altro… Il dato di fatto è che lo ha riacceso”, le parole di Trump rispondendo alle domande dei giornalisti alla Casa Bianca. 

Nei giorni scorsi, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva denunciato il rallentamento più che sospetto del sistema Starshield, la versione militare della rete satellitare targata Musk. Lo stop aveva neutralizzato di fatto le operazioni offensive con i droni, impedendo a Kiev di colpire in profondità il territorio russo. Musk aveva risposto chiamando in causa il potere decisionale della Casa Bianca e in particolare del presidente. Trump, però, aveva negato responsabilità dirette. Ora, il colloquio tra il presidente e il multimiliardario pare destinato a chiudere – almeno per ora – il caso. 

 

Torna uno spicchio di sereno nei rapporti tra Kiev e Washington, messi a dura prova dal feeling sull’asse Trump-Putin confermato dall’accordo per la fornitura di diesel russo agli Usa e dallo stop alle sanzioni americane contro Mosca. Zelensky, in un’intervista alla Cnn, ha affermato che non c’è nulla di personale nei confronti di Trump. Ma, spiega il presidente ucraino, “ingraziarsi Vladimir Putin rende solo il Presidente russo solo più forte”.  

Trump, ha aggiunto, “è passato dalla parte sbagliata della storia”, con l’annuncio dell’accordo per l’acquisto di combustibile russo. La conflittualità “non è uno scontro di personalità. Ma quello che penso di Putin è chiarissimo. Se solleviamo le sanzioni, lo rendiamo più forte. Non c’è nulla di personale fra me e il presidente Trump, sono solo contrario al sollevamento delle sanzioni”, ha precisato. Nelle ultime ore, prende quota l’ipotesi di una ripresa del dialogo con la prospettiva di colloqui trilaterali Ucraina-Usa-Russia a Abu Dhabi. “Trump può portare Putin al tavolo dei negoziati molto facilmente. Proprio come il Presidente Trump parla di me, dovrebbe adottare lo stesso tipo di retorica nei confronti di Putin”, ha detto Zelensky in un’altra intervista, a The Diary of a Ceo di Steven Bartlett. 

 

Anche l’Europa lavora per avere un ruolo nell’eventuale iter negoziale. I governi europei si stanno convincendo di dover nominare presto un interlocutore per negoziati diretti con Putin su un accordo di pace per l’Ucraina, anche se resta aperta la questione di chi sia la figura più adatta per assumersi un compito così rischioso, secondo il quadro delineato da Politico Europe, che fa riferimento alle informazioni fornite da diplomatici Ue rimasti anonimi, esponenti politici ed esperti. 

La questione ha acquistato urgenza dopo che l’inviato del presidente Usa, Steve Witkoff, si è recato in Russia per proporre a Putin il vertice a tre con Trump e Zelensky, nel tentativo di spingere verso un cessate il fuoco. Negli ultimi giorni Trump ha irritato Kiev e gli alleati europei parlando direttamente con Putin ignorandoli e mostrandosi sempre più disposto a schierarsi su posizioni ‘gradite’ a Mosca nella guerra, altro elemento che ha riacceso il dibattito in Ue sulla necessità di stabilire una lina diretta con il Cremlino. 

“Il presidente Putin non tiene in alcun conto l’Ue come autorità”, ha sottolineato il presidente ceco Petr Pavel in un’intervista alla rete Axel Springer Global Reporters’ Network, di cui fa parte Politico: “Non vuole parlare con Ursula von der Leyen, non parla con Kaja Kallas, ha smesso di parlare con altri leader europei, tra cui Emmanuel Macron”. Per Pavel l’Ue dovrebbe “identificare una persona o un gruppo di persone che parlino per l’Europa”, non necessariamente rappresentanti di Ue o Nato ma leader con un mandato degli altri. 

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