(Adnkronos) – “Questa l’abbiamo vinta e questo non è poco”. Così Edoardo Purgatori, figlio del giornalista Andrea Purgatori, commenta all’Adnkronos la decisione della Procura di Roma di chiedere al gip di non archiviare l’inchiesta sulla strage di Ustica alla luce della disponibilità della Francia a fornire collaborazione giudiziaria. Andrea Purgatori, scomparso nel luglio 2023, dedicò decenni di inchieste dalle colonne del ‘Corriere della Sera’ alla vicenda del Dc-9 Itavia abbattuto il 27 giugno 1980, raccontandola anche nel libro ‘Il muro di gomma’, da cui fu tratto l’omonimo film diretto da Marco Risi.
“Dopo 46 anni, finalmente dall’Eliseo sono arrivate notizie di apertura”, osserva Edoardo Purgatori, sottolineando come il mancato stop all’indagine rappresenti “una grande vittoria”. Una vittoria che, a suo giudizio, non riguarda soltanto i familiari delle 81 vittime. “Non solo per i parenti, ma per tutti i cittadini italiani, perché vuol dire che, nonostante i depistaggi, le false testimonianze e il disinteresse, si può continuare a indagare”, dice Edoardo, che fa l’attore ed è impegnato attualmente sul set della serie Rai ‘I Super Ospiti’ con Christian De Sica, dove interpreta il figlio del protagonista.
Ripensando a cosa avrebbe detto il padre davanti a questa svolta, Edoardo Purgatori non ha dubbi: “Sarebbe stato sicuramente contento e soddisfatto perché c’è una strada che prosegue. Non c’è un altro muro da abbattere ma una strada che si può percorrere”. Per il giornalista, spiega il figlio, sarebbe stato importante capire “che cosa daranno i francesi, quali nuovi scenari apriranno e cosa confermeranno, perché che i caccia francesi fossero in volo quella notte è cosa abbastanza appurata”.
Secondo Edoardo Purgatori, infatti, la collaborazione annunciata da Parigi potrebbe contribuire a fare luce su elementi a lungo discussi nelle ricostruzioni della tragedia, “mettendo pressione anche ad altri alleati, cioè agli Stati Uniti” e magari indurli a chiarire “che cosa hanno fatto e che cosa sanno”, afferma.
Pur accogliendo con favore la decisione della Procura, il figlio del giornalista invita però alla prudenza: “C’è ancora tanta strada da fare”. L’obiettivo resta quello di arrivare a una verità definitiva “sugli esecutori materiali dell’abbattimento” del Dc-9. “La giustizia può esserci solo se prima c’è la verità”, sottolinea Edoardo.
Per questo, conclude, il mancato affossamento dell’inchiesta assume oggi un valore simbolico e concreto insieme. “Un pezzettino alla volta il muro di gomma si sgretolerà definitivamente”, conclude.
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