La Giunta approva il Documento del Sindaco per una variante al Piano degli Interventi, da presentare in Consiglio. L’obiettivo è recuperare aree già edificate senza nuovo consumo di suolo: adesione volontaria dei privati e una quota di edilizia sociale negli ambiti oltre 5.000 metri quadrati.
La rigenerazione urbana a Verona compie un passaggio preparatorio in Giunta: è stato approvato il Documento del Sindaco per una variante al Piano degli Interventi dedicata al recupero di aree degradate o dismesse. Il documento sarà presentato da Damiano Tommasi al Consiglio comunale, mentre prosegue l’iter del nuovo Piano di Assetto del Territorio, il PAT.
La proposta, presentata dalla vicesindaca Barbara Bissoli, punta ad anticipare alcune regole della rigenerazione previste dalla strategia del nuovo PAT. Secondo il Documento del Sindaco sulla rigenerazione, i proprietari con programmi coerenti con quella strategia potranno aderire su base volontaria. Il percorso riguarda ambiti già edificati, in abbandono o degradati, con l’obiettivo dichiarato di recuperare l’esistente senza consumare nuovo suolo.
L’atto approvato dalla Giunta non coincide con l’approvazione della variante né con quella del nuovo PAT. Il passaggio annunciato è la presentazione del documento al Consiglio; una revisione complessiva del Piano degli Interventi potrà arrivare soltanto dopo l’approvazione del Piano di Assetto del Territorio.
Edilizia sociale negli ambiti oltre 5.000 metri quadrati
Una delle condizioni indicate riguarda chi intende rigenerare ambiti edificati superiori a 5.000 metri quadrati: una parte delle nuove costruzioni dovrà essere destinata all’edilizia residenziale sociale. Il comunicato non quantifica la quota. L’adesione al percorso sarà volontaria, ma comporterà il rispetto delle regole previste per gli interventi e di quelle perequative già in vigore.
Bissoli riferisce che negli ultimi anni l’amministrazione ha avuto contatti con proprietari disponibili a programmi di rigenerazione urbana e ambientale in linea con le future scelte del PAT. La variante intende offrire un percorso per recepire queste proposte prima della conclusione dell’iter del nuovo piano, consentendo di avviare la riqualificazione di alcune aree della città.
La vicesindaca collega la proposta al Piano Strategico di Transizione Ecologica del Comune di Verona. Accanto alla qualità ambientale, indica come obiettivi l’equità, la coesione sociale e la risposta ai bisogni abitativi, anche attraverso strumenti per favorire affitti accessibili. Per l’amministrazione il percorso fungerà da laboratorio delle regole di rigenerazione che il nuovo PAT intende introdurre, con il coinvolgimento volontario dei soggetti attuatori.
