venerdì, Ottobre 16, 2026
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FDF di Oppeano, respinto l’incentivo da 10mila euro: i lavoratori chiedono continuità produttiva

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La vertenza FDF di Oppeano prosegue dopo il no dei lavoratori all’incentivo da 10mila euro per l’uscita volontaria entro ottobre. A Vallese sono coinvolti sessanta dipendenti: la Fiom chiede di riaprire il confronto e trovare un acquirente capace di mantenere la produzione e salvaguardare l’occupazione.

L’assemblea ha giudicato inadeguata la proposta economica, secondo quanto riferisce ViPiù.it sul rifiuto dell’accordo per l’esodo il 16 ottobre. Il sindacato sollecita sia nuove condizioni per le eventuali uscite sia una ricerca di alternative industriali alla chiusura o alla riduzione dell’attività.

Vertenza FDF di Oppeano: la richiesta di un acquirente

Per la Fiom veronese il punto centrale resta la tutela dei posti. Il segretario Martino Braccioforte critica l’importo offerto e richiama le conseguenze per i dipendenti e le loro famiglie. L’appello coinvolge anche istituzioni e imprese del territorio, alle quali viene chiesto di favorire possibili contatti imprenditoriali.

Il voto non annuncia quindi una soluzione già raggiunta: indica la posizione dei lavoratori e la richiesta sindacale di proseguire la trattativa. La disponibilità di un nuovo investitore rimane l’obiettivo da verificare.

Le precedenti fasi del confronto

La crisi FDF e il confronto previsto per il 12 ottobre avevano già posto al centro il futuro del sito. Nel precedente incontro del primo ottobre, svolto presso Confindustria Verona con la Regione collegata da remoto, i rappresentanti incaricati dalla proprietà avevano illustrato le difficoltà finanziarie dell’azienda.

La ricostruzione sindacale di quella fase indicava l’intenzione di passare dal contratto di solidarietà alla cassa integrazione straordinaria per cessazione entro fine anno. Si trattava del percorso prospettato, non dell’annuncio di misure già operative per ogni dipendente.

Tra le richieste avanzate dalla Fiom figuravano uscite volontarie, accesso alla Naspi e percorsi regionali di formazione e ricollocazione. Accanto a queste tutele, la ricerca di un imprenditore interessato a mantenere l’attività costituiva già la priorità. Il rifiuto dell’incentivo riporta ora il confronto sulle condizioni economiche e sulle prospettive produttive.

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