Il welfare manifatturiero veronese si organizza in una rete stabile tra imprese, istituzioni, Università, formazione e Terzo settore. Il Patto firmato a Palazzo Barbieri punta a rendere servizi e strumenti accessibili anche alle PMI, con un piano operativo triennale dal 2026 al 2028.
Una rete territoriale per imprese e lavoratori
Dal progetto W.I.P. a un impegno stabile
Il Patto nasce nell’ambito di “W.I.P. – Welfare in Progress: modelli per le PMI Scaligere”, progetto sostenuto dalla Regione Veneto e seguito anche dal Servizio Politiche del Lavoro del Comune di Verona. L’obiettivo è superare interventi occasionali e costruire una collaborazione capace di proseguire oltre la fase finanziata.
La rete vuole affrontare alcune trasformazioni che incidono sul sistema produttivo: difficoltà nel reperire e trattenere personale qualificato, invecchiamento della popolazione, carichi di cura, conciliazione tra vita e lavoro e benessere psicologico nelle organizzazioni.
Servizi condivisi anche per le piccole imprese
Il Patto per il Welfare Manifatturiero Veronese prevede piani aziendali e interaziendali, servizi condivisi e convenzioni territoriali. Le priorità comprendono sostegno alla genitorialità e ai caregiver, salute psicofisica, inclusione professionale e valorizzazione dei servizi di prossimità.
La condivisione di competenze e strumenti dovrebbe consentire anche alle aziende di dimensioni ridotte di accedere a soluzioni che difficilmente potrebbero sviluppare da sole. Il welfare viene così collegato non soltanto ai benefit, ma anche alla qualità del lavoro, all’attrattività delle imprese e alla competitività del territorio.
Il programma fino al 2028
Il piano triennale contempla un catalogo digitale dei servizi disponibili, convenzioni specifiche per le PMI, nuove progettualità e sistemi permanenti per misurare i risultati. È previsto inoltre un progressivo ampliamento delle imprese e delle realtà aderenti.
Tra i firmatari figurano otto aziende veronesi, i Comuni di Verona, Valeggio sul Mincio e Grezzana, l’Università di Verona, Confimi Apindustria Verona, Confimi Veneto, enti di formazione, cooperative e organizzazioni del territorio. Apiservizi svolge il ruolo di capofila.
La sfida sarà trasformare il protocollo in servizi effettivamente utilizzabili da lavoratori e imprese. Continuità, accessibilità e verifica degli esiti saranno quindi i criteri decisivi per capire se la rete riuscirà a consolidarsi e a produrre benefici duraturi nel sistema manifatturiero scaligero.
