La Giunta dà un indirizzo favorevole alla rimodulazione dell’ex area ferroviaria di via Porto San Michele. Adige Living punta su residenze e sport, con ascolto del quartiere, studio della mobilità e servizi pubblici da definire. Il passaggio non equivale all’approvazione definitiva del progetto.
Adige Living compie un nuovo passaggio amministrativo a Verona: la Giunta ha approvato un atto di indirizzo favorevole alla rimodulazione del progetto per l’ex magazzino ferroviario di via Porto San Michele, a Porto San Pancrazio. La proposta riguarda un’area dismessa dal 2006 e punta a combinarvi funzioni residenziali e sportive.
L’atto, proposto dall’assessore al Coordinamento dei lavori pubblici e progetti complessi Tommaso Ferrari, non approva in via definitiva la trasformazione. Dopo la delibera dovrà svilupparsi il confronto con residenti, associazioni, Circoscrizione e proponenti. Solo un progetto coerente con le indicazioni espresse potrà essere portato al Consiglio comunale per l’approvazione e la valutazione del pubblico interesse.
La società proprietaria indicata dal Comune è PSP Invest. Rispetto al progetto originario del 2018, chiamato Adige Docks, la nuova impostazione assegna maggiore peso alle abitazioni per studenti, giovani lavoratori e anziani, con locazioni a medio e lungo termine. Il passaggio segue la proposta di rimodulazione presentata a settembre, allora ancora nella fase di approfondimento preliminare.
Mobilità, affitti e servizi: gli indirizzi per il quartiere
La Giunta chiede uno studio della mobilità esteso a tutto Porto San Pancrazio. L’obiettivo indicato è rafforzare la zona 30 esistente e migliorare sicurezza, ciclabilità e trasporto pubblico. Le opere non dovranno quindi essere valutate soltanto all’interno del perimetro dell’ex area ferroviaria.
Sul versante abitativo, l’indirizzo è rispondere alla domanda di giovani coppie, studenti, famiglie, anziani e della cosiddetta “fascia grigia”, anche attraverso edilizia sociale e affitti accessibili. Sono indicazioni per lo sviluppo della proposta: la nota non definisce ancora canoni, assegnazioni o un’offerta disponibile.
Il progetto dovrà inoltre essere coerente con il nuovo PAT e con il Piano ambientale del Parco dell’Adige, confinante con l’area. Le risorse generate dall’intervento dovranno finanziare opere e servizi per il quartiere, le cui priorità saranno affrontate nel percorso di ascolto.
Tra le possibili funzioni pubbliche il Comune cita un centro di comunità, una biblioteca, un punto informativo del Parco dell’Adige Sud e spazi didattici per il Museo di Storia naturale. Si tratta di esempi da discutere, non di dotazioni già approvate. Ferrari presenta questa fase come l’avvio del dialogo per verificare la fattibilità della rigenerazione insieme al territorio.
