Forte Albrecht a Verona entra in una nuova fase: la Giunta ha approvato lo schema di convenzione con Parco Ottocento per il riuso temporaneo dell’area. Il provvedimento riguarda le strutture a servizio delle attività sociali e degli eventi, nel percorso di valorizzazione del complesso storico.
Forte Albrecht: cosa prevede la convenzione
Il Comune di Verona ha reso nota il 25 settembre l’approvazione dello schema con Parco Ottocento Srl. L’accordo consente di mantenere la tensostruttura e i punti di accoglienza e sosta realizzati nell’area adiacente al forte, in via Boscomantico, per ospitare le iniziative.
L’autorizzazione potrà durare al massimo tre anni dalla stipula. Una richiesta motivata consentirà di valutarne la proroga fino alla scadenza del patto di sussidiarietà vigente. Il provvedimento è immediatamente eseguibile e non prevede spese a carico del Comune. Si applicano gli indirizzi sul riuso temporaneo approvati dal Consiglio comunale nel 2021.
Il patto con la città e le attività inclusive
La scheda ufficiale del patto di sussidiarietà indica un periodo dal 17 febbraio 2026 al 13 febbraio 2030. L’intesa riguarda la prosecuzione delle attività aggregative e la valorizzazione del sito nella terza circoscrizione. Comprende anche iniziative per conoscere la storia del complesso e collaborazioni con associazioni per momenti inclusivi rivolti alle fasce sociali fragili.
Il riuso temporaneo si inserisce in un progetto più ampio di parco urbano e archeologico. Tra le funzioni previste figurano percorsi salute, orto botanico, spazi per la formazione e attività all’aperto. Sono obiettivi del percorso di riqualificazione, da distinguere dalle strutture temporanee oggetto dell’attuale decisione.
Una fortificazione ottocentesca da valorizzare
Come ricorda la ricostruzione storica di Parco Ottocento, Forte Albrecht, conosciuto anche come Forte Parona, fu costruito tra il 1859 e il 1860. Apparteneva al sistema difensivo a nord-ovest della città. Il bombardamento del 1944 provocò l’esplosione dei depositi e la distruzione della struttura, lasciando i resti del terrapieno e del fossato.
La valorizzazione di questa testimonianza si affianca al più generale dibattito sulla tutela del patrimonio fortificato veronese, al centro anche del recente voto del Consiglio sulle Mura magistrali.
