Neri Marcorè al Ristori inaugura la stagione di prosa con “Gaber. Mi fa male il mondo”: due serate, il 4 e 5 novembre alle 20.30, dedicate al teatro-canzone. La regia di Giorgio Gallione e gli arrangiamenti per quattro pianoforti riportano in scena il repertorio di Giorgio Gaber e Sandro Luporini.
Il calendario del Teatro Ristori conferma entrambi gli appuntamenti nella sala di via Teatro Ristori 7, a Verona. Come riferisce Verona News, accanto all’attore suoneranno Eugenia Canale, Lorenzo Fiorentini, Eleonora Lana e Francesco Negri. La direzione musicale è affidata a Paolo Silvestri; scene e costumi sono di Guido Fiorato, le luci di Marco Filibeck.
Neri Marcorè al Ristori, il teatro-canzone torna sul palco
La produzione riunisce Teatro Stabile di Bolzano e Fondazione Teatro della Toscana, con la collaborazione della Fondazione Giorgio Gaber e del Centro Servizi Culturali Santa Chiara. Canzoni e monologhi affrontano libertà, democrazia e partecipazione, alternando ironia e riflessione.
Lo spettacolo aveva già attraversato il Veneto nella stagione di prosa di Thiene, con tre rappresentazioni fra marzo e aprile. Le note di regia di quell’allestimento descrivono una ricerca sulle radici letterarie del lavoro di Gaber e Luporini: tra i riferimenti compaiono Pasolini, Calvino, Gramsci, Galeano e Saramago. L’intento dichiarato è recuperare anche materiali meno frequentati, rileggendoli attraverso la sensibilità degli interpreti di oggi.
Quattro pianoforti e un percorso condiviso
Nelle note musicali, Silvestri accosta la regolarità con cui Gaber e Luporini preparavano ogni nuovo spettacolo al metodo dei compositori classici. Da questa osservazione nasce la scelta del pianoforte come strumento capace di suggerire un’intera orchestra. Il precedente “Un certo signor G” ne utilizzava due: in questo lavoro il numero raddoppia e cambia la consistenza dell’accompagnamento.
Il sodalizio fra Marcorè e Gallione prosegue così un cammino passato anche da “Eretici e corsari”. La tappa veronese colloca questa rilettura all’apertura del cartellone di prosa, con due repliche consecutive pensate intorno allo stesso incontro fra parola e musica.
