lunedì, Ottobre 5, 2026
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Rapporti Russia-Corea del Nord sempre più stretti, Kim Jong Un a Putin “La nostra amicizia sarà eterna”

ROMA (ITALPRESS) – Il presidente russo Vladimir Putin celebra oggi, 7 ottobre, il suo 73° compleanno e tra i numerosi messaggi di auguri di leader di Paesi amici, spicca quello del leader nordcoreano Kim Jong Un, che ha colto l’occasione per ribadire l’amicizia “eterna” e l’alleanza “indissolubile” tra Mosca e Pyongyang. Nel messaggio, diffuso dall’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA, Kim ha espresso la convinzione che i rapporti tra i due Paesi, “entrati in una nuova fase di prosperità”, continueranno a svilupparsi grazie ai legami personali e alla “fraterna solidarietà” con il presidente russo. Secondo quanto riportato, Kim ha assicurato che la Corea del Nord “sosterrà pienamente la giusta lotta del popolo russo per la difesa della sovranità nazionale, dell’integrità territoriale e degli interessi di sicurezza” e che rimarrà “fedele all’attuazione del trattato interstatale tra la Repubblica Popolare Democratica di Corea e la Federazione Russa”, definendolo un dovere fraterno anche per il futuro. “Pyongyang e Mosca – ha aggiunto – saranno sempre unite, e la nostra amicizia sarà immortale”.

Il messaggio arriva in un momento in cui le relazioni tra Russia e Corea del Nord si fanno sempre più strette, soprattutto dopo la firma, nel giugno 2024, di un Trattato di Partenariato Strategico Completo, che prevede cooperazione economica, tecnologica e militare. Negli ultimi mesi, i due Paesi hanno intensificato i contatti ad alto livello e manifestato un crescente allineamento politico, consolidato anche dal reciproco sostegno nelle rispettive crisi internazionali.

Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha confermato che la giornata del compleanno del presidente sarà scandita da numerose telefonate e messaggi da parte di leader stranieri. Tra questi, quello di Kim Jong Un appare particolarmente significativo per i toni enfatici e per il valore simbolico che assume nel contesto attuale: un segnale di solidarietà e convergenza strategica tra due Paesi sempre più vicini sul piano politico e diplomatico. Il messaggio di Kim, che insiste sulla costruzione di un “ordine mondiale giusto e multipolare”, riflette la narrativa condivisa da Mosca e Pyongyang, entrambe decise a presentarsi come attori alternativi al blocco occidentale.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

7 ottobre, von der Leyen “Lavoriamo instancabilmente per la pace”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Non dimenticheremo mai l’orrore degli attacchi di Hamas del 7 Ottobre e il dolore che hanno causato a vittime innocenti, alle loro famiglie e all’intero popolo di Israele, due anni fa. Onoriamo la loro memoria lavorando instancabilmente per la pace”. Così su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

“L’immediato rilascio di tutti gli ostaggi e il cessate il fuoco sono ora a portata di mano. Questa opportunità non deve essere perduta – aggiunge von der Leyen -. Invitiamo tutte le parti a impegnarsi in modo costruttivo nei colloqui a Sharm el Sheikh, nel contesto del piano presentato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Questo momento deve essere colto per aprire la via a una pace duratura nella regione, basata sulla soluzione a due Stati”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Scoperta frode ai danni dell’Ue a Padova, denunciati 48 imprenditori agricoli

PADOVA (ITALPRESS) – Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno dato esecuzione a un provvedimento di sequestro preventivo disposto dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Padova per 17,2 milioni di euro. Le odierne attività rappresentano l’epilogo di una complessa indagine che ha permesso di deferire alla Procura Europea di Venezia, per associazione a delinquere e truffa aggravata, 48 imprenditori agricoli ritenuti responsabili di aver realizzato un articolato sistema di frode per beneficiare indebitamente, tra il 2017 e il 2022, di contributi del Fondo Europeo Agricolo di Garanzia (F.E.A.GA.) per oltre 20 milioni di euro. Le indagini sono state svolte, dal 2021 al 2025 dal Gruppo della Guardia di Finanza di Padova, in collaborazione con i Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Macerata e Rieti, le Sezioni Aeree della Guardia di Finanza di Pratica di Mare e di Pescara, nonché con il Nucleo Investigativo Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale dell’Arma dei Carabinieri di Rieti.

Attraverso perquisizioni, intercettazioni telefoniche, accertamenti bancari, acquisizioni documentali presso Aziende Sanitarie di diverse Regioni, appostamenti e sorvoli aerei, è emerso che gli indagati, domiciliati in Veneto tra le province di Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona, Vicenza, nonché in altre località del territorio nazionale (Ascoli Piceno, Brescia, L’Aquila, Macerata, Mantova, Perugia, Teramo, Rieti, Torino), tra il 2017 e il 2022, hanno indebitamente ottenuto contributi erogati dagli organismi pagatori nazionali AG.E.A., A.VE.PA., A.R.P.E.A. e Regione Lombardia, attraverso due distinte condotte fraudolente. In un primo caso, attraverso il frazionamento di un’azienda attiva nel padovano in dodici imprese agricole “di comodo” dislocate in Veneto, Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria, eludendo quindi i limiti imposti dalla Politica Agricola Comune (P.A.C.) in materia di aiuti diretti che fissa il tetto massimo degli aiuti spettanti a ogni singola azienda agricola in 500.000 euro annui. Ulteriore condotta fraudolenta consisteva nell’eludere il divieto di pascolamento svolto da terzi (non più consentito dalla normativa nazionale a decorrere dal 2015), allo scopo di consentire a soggetti compiacenti di poter incassare contributi senza averne diritto. Nel dettaglio, numerosi imprenditori agricoli del Nord Italia, essendo in possesso di titoli PAc inutilizzati, si rivolgevano ai principali responsabili della frode, identificati in due padovani, per ottenere formalmente terreni, stalle, bestiame, pastori e veterinari, nonché servizi amministrativi e sanitari, così da precostituirsi i presupposti per avanzare la domanda di pagamento dei contributi. In realtà, i finanzieri hanno accertato che le aziende richiedenti il sostegno finanziario non esercitavano alcuna attività di pascolo: queste venivano svolte dagli ideatori padovani della frode – in violazione del divieto di pascolamento svolto da terzi – che conseguivano rilevanti vantaggi economici grazie all’incasso dei canoni di locazione dei terreni destinati al pascolo, concessi a prezzi fuori mercato. All’esito delle attività investigative, la Procura Europea di Venezia ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo del profitto del reato. Condividendo l’impianto probatorio acquisito, il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Padova ha emesso un decreto di sequestro preventivo, anche per equivalente, per complessivi di euro 17,2 milioni nonché un provvedimento di sequestro preventivo impeditivo al trasferimento di titoli di pagamento pari a circa euro 4 milioni notificato ad AG.E.A. (che avrebbero generato, per ogni campagna agraria annuale, ulteriori indebite percezioni di pari importo). Gli imprenditori agricoli sono stati inoltre segnalati alla Procura Regionale della Corte dei Conti del Veneto per un complessivo danno erariale di 32,1 milioni di euro, conseguente alle condotte fraudolente definitivamente accertate.

– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

Primo round di colloqui per Gaza positivo, Netanyahu “Vicini alla fine della guerra”. Hamas sul 7 ottobre “Battaglia ancora in corso”

ROMA (ITALPRESS) – La prima giornata dei colloqui indiretti tra Israele e Hamas a Sharm el-Sheikh, in Egitto, si è conclusa positivamente, tra le speranze di un potenziale accordo sul piano in 20 punti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per porre fine alla guerra a Gaza. Lo ha riferito l’emittente del Qatar Al-Jazeera citando diverse fonti. Alcune fonti hanno riferito ad Al Jazeera Arabic che l’incontro di ieri nella località turistica di Sharm el-Sheikh sul Mar Rosso è stato “positivo” e che è stata elaborata una tabella di marcia per la prosecuzione dell’attuale ciclo di colloqui. I negoziatori torneranno per ulteriori colloqui oggi.

NETANYAHU “LA FINE DELLA GUERRA E’ VICINA

“Siamo vicini alla fine della guerra, ma non ci siamo ancora arrivati”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, intervistato dal giornalista Ben Shapiro, con cui ha parlato dei negoziati in corso a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per porre fine al conflitto a Gaza e liberare gli ostaggi. Parlando del piano del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, Netanyahu ha affermato: “È stata un’iniziativa congiunta. Hamas ha cercato di ricattare Israele e il mondo intero per convincerli ad accettare le sue condizioni”. Riguardo alle critiche mosse da una parte dell’opinione pubblica americana al sostegno a Israele, ha affermato: “Ogni potenza ha bisogno di alleati. Sia la Cina che la Russia. Non chiediamo un supporto militare, e ce la siamo cavata bene per oltre 75 anni. Abbiamo impedito all’Iran di sviluppare armi nucleari che alla fine avrebbero raggiunto gli Stati Uniti”.

HAMAS CELEBRA IL 7 OTTOBRE

Due anni dopo l’operazione “Diluvio Al-Aqsa”, ovvero l’attacco terroristico del 7 ottobre 2023 compiuto da Hamas in Israele, “la battaglia è ancora in corso e le sue ripercussioni politiche e militari sono chiare sulla regione”. Lo scrive in un comunicato stampa il gruppo armato palestinese al potere nella Striscia di Gaza nel secondo anniversario dell’attacco. Israele “sta combattendo nella sua brutale guerra contro il nostro popolo costante tra la complicità internazionale e la delusione araba da due anni”, prosegue Hamas. Il popolo palestinese “sostiene i suoi diritti legittimi contro lo sfollamento forzato, è circondato dalla resistenza (i gruppi armati) e respinge i progetti di tutela illegale”, ovvero il controllo governativo esterno.

FORUM FAMIGLIE “NETANYAHU SPIEGHI PERCHE’ PARLA DI 46 OSTAGGI”

Il Forum delle famiglie degli ostaggi israeliani chiede spiegazioni al primo ministro Benjamin Netanyahu dopo che, durante l’intervista con il giornalista Ben Shapiro, ha erroneamente detto che a Gaza ci sono 46 ostaggi. Nella Striscia di Gaza si trovano ancora 48 ostaggi, di cui 20 ancora in vita, secondo le stime, rapiti esattamente 2 anni fa, il 7 ottobre 2023. Sono stati rapiti “tutti sotto la vostra sorveglianza. Vi diamo un aggiornamento: ci sono 48 ostaggi a Gaza”, afferma il Forum. “Per noi e per il popolo israeliano che per due anni è sceso in piazza settimana dopo settimana, ognuno di loro è un mondo intero. Ognuno di loro deve tornare a casa, i vivi per la riabilitazione e i caduti per la sepoltura nella loro terra”, aggiunge il forum. Rivolgendosi a Netanyahu, mentre sono in corso a Sharm el-Sheikh nuovi negoziati per porre fine al conflitto e liberare gli ostaggi, il Forum afferma che il premier ha l’opportunità di porre fine all’”incubo” e restituire tutti gli ostaggi, “48, non 40 e non 46”.

DUE ANNI FA IL 7 OTTOBRE

Centinaia di manifestanti si sono radunati davanti alle abitazioni dei membri della coalizione di governo in Israele per chiedere il rilascio degli ostaggi a due anni esatti dall’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Le manifestazioni si stanno svolgendo davanti alle abitazioni della ministra dei Trasporti, Miri Regev, del ministro degli Esteri, Gideon Sa’ar, e altri. Ulteriori proteste si stanno svolgendo in circa altre 20 località in tutto Israele. Da Haifa, il figlio di un ostaggio, Boaz Zalmanovich, sta manifestando fuori dalla casa del deputato del Likud Ariel Kallner e ha fatto riferimento ai negoziati in corso a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per porre fine alla guerra a Gaza e per rilasciare i 48 ostaggi: “Fortunatamente, abbiamo il presidente Trump, che nonostante la sua instabilità, si assicura di fare pressione su entrambi i partner, Hamas e Bibi (il premier Netanyahu)”. Nell’ambito delle commemorazioni per il 7 ottobre, circa 3.000 partecipanti hanno intrapreso un viaggio in bicicletta lungo il confine con la Striscia di Gaza. Il giro, denominato “Pedalando finché tutti non tornano”, è iniziato alle 6:29 del mattino (l’orario in cui iniziò l’attacco 2 anni fa), guidato dall’ex presidente del Consiglio regionale di Eshkol, Haim Yellin, e organizzato dall’organizzazione “Brothers in Arms”.

All’inizio del viaggio, Yellin ha dichiarato: “Esattamente due anni fa, ci siamo addormentati e ci siamo svegliati nel giorno più buio della storia di Israele. Abbiamo bisogno di tutti i 48 ostaggi. Lo Stato di Israele, che ha a cuore la vita, deve tornare ai suoi valori. Basta guerra, basta lutto. Riportate tutti a casa”. Centinaia di persone si stanno radunando presso il sito del festival Nova, vicino a Reim, nel sud di Israele in occasione del secondo anniversario dell’attacco del 7 ottobre 2023 e una cerimonia si terrà sul posto alle 11:00 (le 10 in Italia). Nelle prime ore del mattino del 7 ottobre 2023, i terroristi di Hamas hanno fatto irruzione nell’area del festival durante il loro attacco a sorpresa nel sud di Israele, uccidendo 378 persone e rapendone decine di altre.

7 MORTI A GAZA DALL’ALBA

Fonti mediche negli ospedali della Striscia di Gaza hanno riferito che sette persone, tra cui un operatore umanitario, sono state uccise a causa degli attacchi israeliani in varie zone della Striscia di Gaza dall’alba di oggi. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Dopo l’apertura del gruppo terroristico al potere a Gaza, Hamas, al piano per porre fine alla guerra presentato dal presidente americano Donald Trump, le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno modificato la loro strategia operativa da offensiva a difensiva.

GUTERRES “ORRORE DEL 7 OTTOBRE NELLA MEMORIA, LIBERARE GLI OSTAGGI”

“Due anni fa, Hamas e altri gruppi armati palestinesi lanciarono un abominevole attacco terroristico su larga scala contro Israele. In questo giorno, ricordiamo tutti coloro che furono uccisi e subirono orribili violenze. L’orrore di quel giorno buio rimarrà impresso per sempre nella memoria di tutti noi. Due anni dopo, gli ostaggi rimangono prigionieri a Gaza in condizioni deplorevoli. L’ho detto più e più volte, e lo ripeto oggi con ancora maggiore urgenza: rilasciate gli ostaggi, incondizionatamente e immediatamente“. Inizia così il messaggio pubblicato su X dal segretario generale della Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel secondo anniversario dell’attacco terroristico di Hamas in Israele costato la vita a circa 1.200 persone. Guterres esorta a “porre fine alle sofferenze per tutti. Questa è una catastrofe umanitaria di una portata che sfida ogni comprensione; porre fine alle ostilità a Gaza, in Israele e nella regione, ora”. “Smettete di far pagare ai civili con la loro vita e il loro futuro. Dopo due anni di traumi, dobbiamo scegliere la speranza. Ora.”, ha aggiunto. La recente proposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per porre fine alla guerra a Gaza “offre un’opportunità che deve essere colta per porre fine a questo tragico conflitto. Un cessate il fuoco permanente e un processo politico credibile sono essenziali per prevenire ulteriori spargimenti di sangue e aprire la strada alla pace”, ha affermato Guterres.

LANCIATO RAZZO DA GAZA A ISRAELE

Un razzo lanciato dal nord della Striscia di Gaza verso Israele ha fatto attivare i sistemi di allarme a Nativ Ha’esra, in Israele, a ridosso del confine con l’enclave palestinese. Le Forze di difesa israeliane (Idf) riferiscono che il razzo “a quanto pare, è caduto nella zona. Finora non sono pervenute segnalazioni di vittime”. L’episodio avviene esattamente a due anni dall’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, quando centinaia di razzi furono lanciati verso Israele e altrettante centinaia di miliziani penetrarono la barriera difensiva con Israele uccidendo circa 1.200 persone.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Primo round di colloqui per Gaza positivo, Netanyahu “Vicini alla fine della guerra”. Manifestazioni in Israele per il 7 ottobre

ROMA (ITALPRESS) – La prima giornata dei colloqui indiretti tra Israele e Hamas a Sharm el-Sheikh, in Egitto, si è conclusa positivamente, tra le speranze di un potenziale accordo sul piano in 20 punti del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per porre fine alla guerra a Gaza. Lo ha riferito l’emittente del Qatar Al-Jazeera citando diverse fonti. Alcune fonti hanno riferito ad Al Jazeera Arabic che l’incontro di ieri nella località turistica di Sharm el-Sheikh sul Mar Rosso è stato “positivo” e che è stata elaborata una tabella di marcia per la prosecuzione dell’attuale ciclo di colloqui. I negoziatori torneranno per ulteriori colloqui oggi.

NETANYAHU “LA FINE DELLA GUERRA E’ VICINA

“Siamo vicini alla fine della guerra, ma non ci siamo ancora arrivati”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, intervistato dal giornalista Ben Shapiro, con cui ha parlato dei negoziati in corso a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per porre fine al conflitto a Gaza e liberare gli ostaggi. Parlando del piano del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, Netanyahu ha affermato: “È stata un’iniziativa congiunta. Hamas ha cercato di ricattare Israele e il mondo intero per convincerli ad accettare le sue condizioni”. Riguardo alle critiche mosse da una parte dell’opinione pubblica americana al sostegno a Israele, ha affermato: “Ogni potenza ha bisogno di alleati. Sia la Cina che la Russia. Non chiediamo un supporto militare, e ce la siamo cavata bene per oltre 75 anni. Abbiamo impedito all’Iran di sviluppare armi nucleari che alla fine avrebbero raggiunto gli Stati Uniti”.

DUE ANNI FA IL 7 OTTOBRE

Centinaia di manifestanti si sono radunati davanti alle abitazioni dei membri della coalizione di governo in Israele per chiedere il rilascio degli ostaggi a due anni esatti dall’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023. Le manifestazioni si stanno svolgendo davanti alle abitazioni della ministra dei Trasporti, Miri Regev, del ministro degli Esteri, Gideon Sa’ar, e altri. Ulteriori proteste si stanno svolgendo in circa altre 20 località in tutto Israele. Da Haifa, il figlio di un ostaggio, Boaz Zalmanovich, sta manifestando fuori dalla casa del deputato del Likud Ariel Kallner e ha fatto riferimento ai negoziati in corso a Sharm el-Sheikh, in Egitto, per porre fine alla guerra a Gaza e per rilasciare i 48 ostaggi: “Fortunatamente, abbiamo il presidente Trump, che nonostante la sua instabilità, si assicura di fare pressione su entrambi i partner, Hamas e Bibi (il premier Netanyahu)”. Nell’ambito delle commemorazioni per il 7 ottobre, circa 3.000 partecipanti hanno intrapreso un viaggio in bicicletta lungo il confine con la Striscia di Gaza. Il giro, denominato “Pedalando finché tutti non tornano”, è iniziato alle 6:29 del mattino (l’orario in cui iniziò l’attacco 2 anni fa), guidato dall’ex presidente del Consiglio regionale di Eshkol, Haim Yellin, e organizzato dall’organizzazione “Brothers in Arms”.

All’inizio del viaggio, Yellin ha dichiarato: “Esattamente due anni fa, ci siamo addormentati e ci siamo svegliati nel giorno più buio della storia di Israele. Abbiamo bisogno di tutti i 48 ostaggi. Lo Stato di Israele, che ha a cuore la vita, deve tornare ai suoi valori. Basta guerra, basta lutto. Riportate tutti a casa”. Centinaia di persone si stanno radunando presso il sito del festival Nova, vicino a Reim, nel sud di Israele in occasione del secondo anniversario dell’attacco del 7 ottobre 2023 e una cerimonia si terrà sul posto alle 11:00 (le 10 in Italia). Nelle prime ore del mattino del 7 ottobre 2023, i terroristi di Hamas hanno fatto irruzione nell’area del festival durante il loro attacco a sorpresa nel sud di Israele, uccidendo 378 persone e rapendone decine di altre.

GUTERRES “ORRORE DEL 7 OTTOBRE NELLA MEMORIA, LIBERARE GLI OSTAGGI”

“Due anni fa, Hamas e altri gruppi armati palestinesi lanciarono un abominevole attacco terroristico su larga scala contro Israele. In questo giorno, ricordiamo tutti coloro che furono uccisi e subirono orribili violenze. L’orrore di quel giorno buio rimarrà impresso per sempre nella memoria di tutti noi. Due anni dopo, gli ostaggi rimangono prigionieri a Gaza in condizioni deplorevoli. L’ho detto più e più volte, e lo ripeto oggi con ancora maggiore urgenza: rilasciate gli ostaggi, incondizionatamente e immediatamente“. Inizia così il messaggio pubblicato su X dal segretario generale della Nazioni Unite, Antonio Guterres, nel secondo anniversario dell’attacco terroristico di Hamas in Israele costato la vita a circa 1.200 persone. Guterres esorta a “porre fine alle sofferenze per tutti. Questa è una catastrofe umanitaria di una portata che sfida ogni comprensione; porre fine alle ostilità a Gaza, in Israele e nella regione, ora”. “Smettete di far pagare ai civili con la loro vita e il loro futuro. Dopo due anni di traumi, dobbiamo scegliere la speranza. Ora.”, ha aggiunto. La recente proposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, per porre fine alla guerra a Gaza “offre un’opportunità che deve essere colta per porre fine a questo tragico conflitto. Un cessate il fuoco permanente e un processo politico credibile sono essenziali per prevenire ulteriori spargimenti di sangue e aprire la strada alla pace”, ha affermato Guterres.

LANCIATO RAZZO DA GAZA A ISRAELE

Un razzo lanciato dal nord della Striscia di Gaza verso Israele ha fatto attivare i sistemi di allarme a Nativ Ha’esra, in Israele, a ridosso del confine con l’enclave palestinese. Le Forze di difesa israeliane (Idf) riferiscono che il razzo “a quanto pare, è caduto nella zona. Finora non sono pervenute segnalazioni di vittime”. L’episodio avviene esattamente a due anni dall’attacco terroristico di Hamas del 7 ottobre 2023, quando centinaia di razzi furono lanciati verso Israele e altrettante centinaia di miliziani penetrarono la barriera difensiva con Israele uccidendo circa 1.200 persone.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Piantedosi “Grave sottovalutare appelli alla rivolta sociale”

ROMA (ITALPRESS) – Se c’è stata una regia dietro gli scontri alle recenti manifestazioni “lo accerteranno gli inquirenti, ma credo che ci sia stata una sottovalutazione e la cosa non è meno grave: lanciare di continuo appelli alla piazza, alla rivolta sociale o, peggio ancora, sottovalutare la partecipazione di alcuni gruppi”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a Cinque Minuti su Rai1.
“La nostra storia ci insegna: non bisogna mai sottovalutare che quando ci sono gruppi così estesi di antagonisti c’è una stratificazione di atteggiamenti che vogliono il pretesto per innalzare il livello dello scontro – ha aggiunto -. Il rischio c’è sicuramente, ecco perchè c’è bisogno che tutte le istituzioni democratiche siano concordi nel non innescare la miccia”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Occhiuto rieletto in Calabria “Lavoro e sacrifici vengono ripagati”

GIZZERIA (CATANZARO) (ITALPRESS) – “Vorrei ringraziare soprattutto i calabresi, sono ancora più orgoglioso di loro dopo questo risultato che è persino superiore alle attese. Pasquale Tridico mi ha chiamato per farmi i complimenti e gli auguri di buon lavoro. Lo ringrazio, gli ho chiesto di collaborare perché è necessario pacificare questa regione. E’ stata una campagna violenta e con toni che a volte ci hanno fatto soffrire”. Così il presidente rieletto della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, dal quartier generale di Gizzeria. “In un Paese civile nessuno si dimette per un avviso di garanzia, vorrei che il mio gesto non venisse male interpretato, è giusto che ogni potere dello Stato faccia il suo lavoro. Troppe volte, però, delle inchieste vengono strumentalizzate per cercare di sconfiggere, per altra via, chi non potrebbe essere sconfitto elettoralmente. I calabresi – ha concluso – hanno dato la dimostrazione che il lavoro e i sacrifici, nella vita come in politica, possono essere ripagati da tanto affetto”.

xd2/pc/mca1

7 ottobre, Piantedosi “No all’apologia di terrorismo, vigileremo”

ROMA (ITALPRESS) – “Siamo molto cauti nel vietare manifestazioni di carattere ideologico, ma inneggiare al 7 ottobre significa fare apologia di un atto di terrorismo, significa richiamare i violenti. Staremo attenti, non ci sono segnali specifici ma vigileremo”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, a Cinque Minuti su Rai1.

Se c’è stata una regia dietro gli scontri delle manifestazioni “lo accerteranno gli inquirenti, ma credo che ci sia stata una sottovalutazione e la cosa non è meno grave: lanciare di continuo appelli alla piazza, alla rivolta sociale o, peggio ancora, sottovalutare la partecipazione di alcuni gruppi”, ha aggiunto.

“La nostra storia ci insegna: non bisogna mai sottovalutare che quando ci sono gruppi così estesi di antagonisti c’è una stratificazione di atteggiamenti che vogliono il pretesto per innalzare il livello dello scontro. Il rischio c’è sicuramente, ecco perché c’è bisogno che tutte le istituzioni democratiche siano concordi nel non innescare la miccia”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Da Quore a Cuore, prevenzione cruciale per le malattie cardiovascolari

MILANO (ITALPRESS) – In Italia le malattie cardiovascolari restano la prima causa di morte, con oltre 220.000 decessi ogni anno: 25 ogni ora, un dato che conferma l’urgenza di programmi di prevenzione diffusi. A Milano, al 59° Congresso Nazionale di Cardiologia – inaugurato durante la Giornata Mondiale del Cuore – sono stati presentati i risultati della campagna Novartis “Da Quore a Cuore”, patrocinata da Fondazione Italiana per il Cuore e Associazione Italiana Scompensati Cardiaci. All’ingresso è stata collocata l’installazione simbolo della campagna: due mani che, da disallineate, si ricompongono in un cuore perfetto, un invito visivo a non sottovalutare il colesterolo alto e a trasformare la prevenzione in un gesto quotidiano.
f28/fsc/gsl