ROMA (ITALPRESS) – “È una realtà in crescita soprattutto grazie ad alcune riforme che abbiamo introdotto”, ha affermato riguardo alla sharing mobility il Sindaco di Roma Roberto Gualtieri, da “considerare come parte integrante del trasporto pubblico nell’aiutare i cittadini a muoversi meglio in una città grande”. Gualtieri, intervenuto in Campidoglio alla 9ª Conferenza Nazionale della Sharing Mobility ha aggiunto: “C’è molto da fare ma i numeri ci stanno incoraggiando, perché abbiamo superato Milano. Siamo i primi in Italia, con 14 milioni di utilizzi nel 2024. Quest’anno stiamo crescendo ancora. Lavoriamo per una città più accessibile in cui sia più semplice muoversi. Questo richiede tanto lavoro da parte delle istituzioni, ma cerchiamo anche un maggiore sostegno da parte del governo”. xl5/trl/mca3
Milano-Cortina, Ghedina “Spero l’Italia venga fuori alla grande”
CHICAGO (STATI UNITI) (ITALPRESS) – “Sono qua in veste di testimone dello sport, dell’eccellenza italiana e penso che un buon bicchiere di vino a tavola vada bene anche per lo sportivo”. A parlare è Kristian Ghedina, ex campione del mondo di sci e oggi ambasciatore Vinitaly.USA 2025, in occasione dell’inaugurazione della seconda edizione di Vinitaly.USA a Chicago.
A proposito dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 dice: “Mi auguro che l’Italia venga fuori alla grande”.
xo9/mgg/gtr (video e intervista di Stefano Vaccara)
Sbloccati 104 milioni per l’artigianato, Tamajo “Adesso avanti nella fusione tra Ircac e Crias”
PALERMO (ITALPRESS) – «Grazie all’approvazione del Rendiconto 2024 della Regione Siciliana da parte della giunta Schifani, possiamo finalmente immettere 104 milioni di euro nel circuito delle imprese artigiane attraverso il bando “Più Artigianato”. È un segnale concreto di attenzione verso un comparto che rappresenta l’anima produttiva della Sicilia. Adesso l’obiettivo è chiudere definitivamente il processo di fusione tra Ircac e Crias in Irca, per costruire un sistema di credito agevolato più moderno, efficiente e vicino alle aziende». Lo ha detto l’assessore regionale alle Attività produttive, Edy Tamajo, nel corso di una riunione che si è tenuta nella sala “Libero Grassi” dell’assessorato, a Palermo. Presenti anche il dirigente generale, Dario Cartabellotta, la presidente del cda di Irca, Vitalba Vaccaro, e i rappresentanti dei sindacati.
Durante l’incontro, dedicato al futuro degli enti di credito agevolato regionali, si legge in una nota, è stato confermato che le risorse potranno essere utilizzate a sostegno degli investimenti e dell’innovazione delle imprese artigiane siciliane, in un momento cruciale per il rilancio del settore: «La disponibilità di liquidità – ha sottolineato Cartabellotta – rappresenta una risposta concreta alle esigenze di migliaia di artigiani che da tempo chiedono strumenti rapidi e accessibili per continuare a lavorare e innovare».
La riunione, sottolinea la nota, ha segnato un passo avanti decisivo nel percorso di razionalizzazione e integrazione tra Ircac e Crias, con l’obiettivo di dare vita a un unico polo regionale del credito a servizio dello sviluppo produttivo dell’Isola, l’Irca.
-Foto IPA Agency-
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Inaugurata la 24esima edizione di Buy Veneto, Caner: “Appuntamento strategico”
VENEZIA (ITALPRESS) – “Dal Buy Veneto, uno degli appuntamenti strategici più importanti di incontro e confronto tra buyer e seller, facciamo il punto su dieci anni di investimenti e su una offerta turistica che guarda avanti con una visione chiara: costruire un futuro sempre più sostenibile, digitale e capace di valorizzare ogni territorio. Dal cuore del Lido parte una sfida ambiziosa, quella di raccontare e promuovere un Veneto accessibile, accogliente e autentico non solo come slogan, ma come impegno concreto e patrimonio per le nuove generazioni che guideranno il motore turistico della Regione. Grazie a questo appuntamento clou, rafforziamo i legami commerciali con i mercati esteri con nove educational tour tematici che accompagneranno i buyer alla scoperta del territorio regionale: dalle Spiagge Venete alle Terme e ai Colli Euganei, da Treviso al Delta del Po, passando per la Pedemontana e Vicenza, Padova e la Riviera del Brenta, Verona e il Lago di Garda, fino all’Altopiano di Asiago, le Dolomiti e al fascino delle Ville Venete”. Così l’assessore regionale al Turismo Federico Caner ha annunciato al Lido di Venezia, in occasione dell’inaugurazione della 24esima edizione di Buy Veneto, le novità e ha ricordato gli indirizzi strategici del Piano “Turismo Veneto – Protagonisti del cambiamento”, che segna la rotta del comparto per il triennio 2025-2027.
L’edizione 2025 del Buy Veneto ha registrato numeri importanti: 140 buyer internazionali provenienti da numerosi Paesi del mondo hanno incontrato 320 operatori veneti, in rappresentanza di 176 imprese turistiche. Quasi 3000 appuntamenti B2B organizzati su agende personalizzate e dedicate alla promozione internazionale dell’offerta turistica del Veneto – dalle strutture ricettive ai servizi specializzati, dalle agenzie incoming alle esperienze enogastronomiche.
“Negli ultimi dieci anni il turismo veneto ha conosciuto una crescita costante, non solo nei numeri ma anche nella qualità dell’offerta. Abbiamo investito – ha spiegato Caner – in strutture moderne, in nuovi prodotti turistici e in una governance multilivello che coinvolge istituzioni, imprese e comunità locali. Questo ci consente di rispondere a un mercato in rapida evoluzione e a viaggiatori sempre più attenti e consapevoli”.
Al centro della strategia c’è l’Osservatorio del Turismo Regionale Federato, realizzato in collaborazione con Unioncamere del Veneto, che monitora l’andamento delle prenotazioni turistiche (H-Benchmark), la reputazione online di oltre 70 mila punti di interesse, analizza milioni di tracce digitali per valutare il sentiment (Data Appeal) e la percezione della qualità dell’offerta e della spesa turistica in tempo reale (grazie al monitoraggio dell’uso delle carte di credito in collaborazione con Master Card) e restituisce dati importanti per definire e migliorare l’offerta regionale.
“Il turismo di oggi – ha sottolineato l’Assessore annunciando la nuova versione del portale turistico – si governa con i dati. L’uso dell’intelligenza artificiale e del nuovo Destination Management System (DMS Veneto), sarà il motore del nuovo portale turistico veneto.eu, online dall’8 ottobre, che ci permetterà di gestire in modo integrato informazione, accoglienza e promozione, migliorando la capacità di risposta delle destinazioni”. Oggi tra le azioni chiave della strategia regionale del turismo ci sono: lo sviluppo dei prodotti slow & green (bike, cammini, parchi letterari, turismo musicale); la promozione del turismo accessibile; la diffusione della Carta dell’Accoglienza e dell’Ospitalità in vista di Milano Cortina 2026, e la valorizzazione delle “porte dell’accoglienza”, dagli hub aeroportuali e ferroviari ai siti UNESCO.
“Ma il turismo veneto è anche un esempio di buona gestione dei fondi europei: con il POR FESR 2021-2027, sono stati destinati oltre 85 milioni di euro al settore turistico, di cui 70 già impegnati. Queste risorse sostengono la rigenerazione delle imprese ricettive, l’innovazione digitale e la transizione ecologica dell’offerta – ha concluso Caner -. Questi numeri ci consentono di lasciare un’eredità duratura per il turismo veneto fatta di competenze, sostenibilità e capacità di interpretare il cambiamento. Il Veneto è e resterà una destinazione di eccellenza, protagonista del turismo europeo del futuro”.
-Foto Regione Veneto-
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Dall’8 al 10 ottobre colori, sapori e icone della Liguria al TTG Travel Experience di Rimini
GENOVA (ITALPRESS) – Colori, sapori e icone della Liguria sono pronti a mettersi in mostra al TTG Travel Experience, uno degli appuntamenti principali del calendario del mercato turistico internazionale, in programma alla Fiera di Rimini dall’8 al 10 ottobre. Con uno stand di 385 metri quadrati, che comprende uno spazio espositivo istituzionale, un’area dedicata ai 35 operatori liguri aderenti con le relative agende per incontri business e un’area riservata alle degustazioni di prodotti tipici del territorio, la nostra regione è pronta a raccontarsi al pubblico dell’evento che, nell’ultima edizione, ha richiamato 1.000 buyer da 62 Paesi, con una crescente presenza internazionale che ha incluso 66 destinazioni estere.
“Il TTG di Rimini è una vetrina importantissima di promozione e di valorizzazione del nostro territorio che richiama anno dopo anno un numero sempre maggiore di buyer nazionali ed esteri, il nostro stand è stato progettato per la prima volta totalmente accessibile ed ospiterà eventi dedicati – afferma l’assessore regionale al Turismo Luca Lombardi -. Proponiamo una Liguria come una destinazione per 12 mesi all’anno a 360 gradi capace di soddisfare ogni esigenza di chi ama mare, natura, cultura, e naturalmente prodotti tipici”.
Lo spazio riprende il concept proposto in occasione della BIT 2025, con la rappresentazione del territorio ligure attraverso le icone sagomate degli elementi caratterizzanti la regione (dal pesto alla sdraio, dalla bici alla canoa, dal carciofo all’oliva, dal vino alla sedia Chiavarina, da Porta Soprana alla Lanterna), utilizzate sia come appendimenti sul tetto dello stand sia come figure sagomate posizionate a terra lungo il perimetro, creando un ambiente colorato e giocoso.
Lo stand è stato concepito per lanciare un messaggio esperienziale, che invita il visitatore a immergersi negli oggetti simbolo delle tipicità liguri, garantendo al tempo stesso un’ottima visibilità alle imprese del comparto turistico regionale. Tanti gli appuntamenti nello spazio Liguria. Qui sarà possibile assistere a conferenze e incontri sui principali temi del turismo e – grazie alla collaborazione con eccellenze del territorio – degustare prodotti tipici, partecipare a show cooking e dimostrazioni dal vivo.
-Foto Regione Liguria-
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Nasce il “Profilo di salute” online della popolazione dell’Emilia Romagna
BOLOGNA (ITALPRESS) – Come sta, o più tecnicamente qual è il “Profilo di salute” della popolazione dell’Emilia-Romagna? Quali sono, ad esempio, a livello regionale, provinciale o addirittura distrettuale le malattie croniche, infettive e degenerative più diffuse? Quali i tassi e le cause di mortalità? E quale il contesto sociale, demografico ed economico di quello specifico territorio, utile a segmentare le politiche di prevenzione? Le risposte, numericamente precise, a queste e a tante altre domande ci sono, e sono alla portata di tutti, grazie al Profilo di salute online messo a punto dalla Regione Emilia-Romagna: un sistema avanzato di raccolta, gestione e analisi dei dati sanitari che può essere consultato gratuitamente non solo da istituzioni, ricercatori, professionisti e autorità sanitarie e quindi dagli addetti ai lavori, ma dagli stessi cittadini. Con un semplice click, accedendo alla banca dati, online da oggi sul portale della Regione a questo link regioneer.it/profilodisalute è possibile consultare e analizzare tutti gli open data raccolti ed effettuare vari tipi di ricerca.
Ad oggi, a livello nazionale, l’Emilia-Romagna è la seconda Regione dopo il Lazio a dotarsi di questo strumento, che l’assessorato alle Politiche per la salute, in particolare il settore Prevenzione collettiva e Sanità pubblica, ha progettato e realizzato per supportare la programmazione degli interventi di prevenzione. Il Profilo di salute è basato su un Sistema informativo sanitario regionale che raccoglie dati provenienti da diverse fonti, tra cui ospedali, strutture sanitarie locali e altre piattaforme di monitoraggio sanitario; le informazioni vengono organizzate in un formato accessibile, che consente di visualizzare i dati non solo a livello regionale, ma anche con un alto grado di dettaglio provinciale, distrettuale e per alcuni ambiti comunale.
Oggi in Regione, a Bologna, la presentazione in conferenza stampa da parte dell’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi. “Grazie a questo strumento, che definirei di straordinaria importanza, utilità e trasparenza, possiamo affrontare le sfide sanitarie in modo ancor più mirato ed efficace, pensando alla programmazione di interventi diversificati sulla base delle diverse realtà fotografate, ad esempio l’età della popolazione, la prevalenza di malattie croniche o le cause di mortalità– commenta Fabi-. Con una tale quantità e specificità di open data disponibili e consultabili facilmente, le autorità sanitarie possono pianificare azioni mirate a livello provinciale e distrettuale, garantendo una risposta tempestiva alle esigenze locali. Per la Regione si tratta anche di uno strumento per monitorare e capire se quello che stiamo facendo in ambito sanitario in un territorio va bene o è migliorabile con azioni specifiche e localizzate”.
“Siamo certi– aggiunge l’assessore- che il Profilo di salute online dell’Emilia-Romagna, che via via potenzieremo con ulteriori sezioni e dati, possa diventare una piattaforma di riferimento per gli addetti ai lavori e un mezzo per coinvolgere la comunità: la disponibilità di dati aperti consente ai cittadini di essere più informati sulle politiche sanitarie regionali e di partecipare attivamente agli interventi di prevenzione. Facciamo un ulteriore passo avanti in termini di trasparenza nei processi decisionali e di responsabilità, perché l’accesso ai dati incentiva il controllo pubblico e contribuisce a rafforzare la sostenibilità del sistema sanitario, con politiche preventive ancor più mirate e basate su evidenze scientifiche”.
Dalla carta al web: la piattaforma che vede oggi la luce nasce dall’evoluzione di un progetto già in essere in Emilia-Romagna, la raccolta in un volume dei dati relativi allo stato di salute della popolazione, utilizzato per la stesura ogni quattro anni del Piano regionale della prevenzione. Informazioni che oggi la Regione ha deciso di rendere disponibili e consultabili online, con un duplice vantaggio: i dati vengono aggiornati con una frequenza molto maggiore, circa una volta l’anno rispetto ai quattro di prima, e viene garantita per la ricerca la massima flessibilità agli utenti.
Per favorire la conoscenza e l’utilizzo di questo strumento, l’assessorato alle Politiche per la salute organizzerà già nelle prossime settimane 3 webinar di formazione: il primo, il 14 ottobre, dedicato agli Enti locali; il secondo il 15 ottobre, riservato alle Aziende sanitarie, e il terzo, in collaborazione con l’Ordine regionale dei giornalisti, il 21 novembre (sarà reso disponibile sulla piattaforma nei prossimi giorni), per spiegare nel dettaglio le possibilità pratiche di utilizzo del Profilo. Le fonti dei dati che alimentano il Profilo di salute sono il Sistema informativo politiche per la salute e politiche sociali (Siseps), l’Ufficio statistico regionale, l’Istat e le Indagini campionarie coordinate da ministero della Salute e Istituto superiore di sanità (Passi, Hbsc, Okkio alla salute).
-Foto Regione Emilia Romagna-
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Focus Salute – Osteoporosi, come curarla bene
MILANO (ITALPRESS) – Osteoporosi: come possiamo curarla bene? Quali fattori sono più efficaci per recuperare un osso di qualità, solido ed elastico, riducendo anche l’osteopenia e l’osteoporosi? Quali attenzione dobbiamo avere in casa per aumentare la sicurezza e ridurre il rischio di fratture nei nostri anziani? Nel centoquattresimo numero di Focus Salute, format tv dell’Italpress, la professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa e oncologa, analizza il ruolo degli stili di vita, le attenzioni chiave per prevenire le cadute in casa e il meccanismo d’azione dei farmaci più potenti utilizzati per la cura dell’osteoporosi nelle donne e negli uomini.
sat/gsl
Sharing Mobility, cresce la domanda ma cala la disponibilità di servizi
ROMA (ITALPRESS) – La sharing mobility si è radicata nelle abitudini di mobilità degli italiani, questo il presupposto della 9ª Conferenza Nazionale della Sharing Mobility, organizzata in Campidoglio all’interno della Sala della Protomoteca. Un appuntamento che da 10 anni tiene sotto osservazione tutto ciò ruota intorno alla mobilità condivisa che oggi è a disposizione di 13 milioni di italiani, in calo però del 7% rispetto al 2022. L’evento, introdotto e moderato dal Coordinatore Osservatorio Nazionale sulla sharing mobility, Raimondo Corsini e dalla Presidente e AD Roma Servizi per la Mobilità, Anna Donati, è iniziato con un video messaggio del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, seguito a livello istituzionale dagli interventi dell’Assessore alla Mobilità di Roma Capitale, Eugenio Patanè, e del Sindaco di Roma Capitale, Roberto Gualtieri. “La Sharing Mobility, è certamente una delle leve per la costruzione di un nuovo modello di mobilità, per ridisegnare una città più sostenibile, una modalità di movimento ormai divenuta componente stabile della vita quotidiana, un fenomeno che riguarda in profondità il tessuto socio economico del Paese, da dove parte la domanda di nuova mobilità”, queste le parole del ministro Pichetto Fratin.
“Un ruolo importante”, ha continuato il ministro, “in tale contesto è affidato all’Osservatorio Nazionale sulla Sharing Mobility che coinvolge Ministeri, Enti Locali, associazioni, operatori economici con l’obiettivo comune di raccogliere idee per nuovi progetti concreti, servendoci di un ricco ventaglio di opzioni che abbiamo a disposizione, una mobilità condivisa da connettere sempre di più all’intermodalità e all’integrazione con il trasporto pubblico”.
“L’Osservatorio raccoglie i dati dei servizi di sharing in tutte le città italiane da dieci anni”, ha spiegato il coordinatore Orsini. “Questi dati ci dicono che la sharing ormai è un’abitudine consolidata ed è qui per restare, ma è giunto il momento di cambiare passo. Bisogna pensare a misure di sostegno accompagnate da una semplificazione normativa per una maggiore integrazione tra tutte le forme di mobilità condivisa e il Tpl”.
“Per noi la sharing mobility è una componente strategica di una trasformazione della città che vede nel cambiamento della mobilità uno dei pilastri”, ha detto Gualtieri. “Anche le politiche delle mobilità non possono essere affrontate in modo profondo e radicale se non sono dentro ad un cambiamento delle altre politiche: ambientali, urbanistiche, dell’articolazione della città, della distribuzione dei servizi, dell’organizzazione dei tempi, persino nel modo in cui materialmente si fanno e si cambiano strade e piazze. C’è una organicità tra queste dimensioni dentro la nostra ambizione di trasformare Roma”.
Il Sindaco ha continuato sulla Sharing Mobility: “Tra ferro, gomma e sharing nella concezione da primo e ultimo miglio è impossibile avere la capillarità che renda credibile la sostituzione del trasporto pubblico con quello privato. A Roma questa integrazione è indispensabile e penso che debba essere accompagnata da scelte a livello nazionale. Crediamo molto nella sharing e siamo contenti che gli incentivi che abbiamo introdotto stiano funzionando. I numeri si vedono“, dunque ha concluso, “pensiamo che questi debbano crescere”.
Cresce la domanda con oltre 50 milioni di noleggi nel 2024 e 60 milioni stimati per il 2025, uno per ogni italiano e la flotta è per il 95% a zero emissioni. Prosegue invece il calo dell’offerta con meno veicoli, servizi e operatori. Nel 2024, rispetto al 2022, i veicoli in sharing sono 96.000 (-15%), il numero complessivo dei servizi è di 170 (-26%); gli operatori sono scesi tra il 2022-25 a 35 (-24%). L’offerta si concentra sempre di più nelle grandi città, mercati più redditizi e favorevoli: Roma e Milano, con 13,2 e 12,6 milioni noleggi, generano insieme oltre il 50% del totale nazionale. Ben 16 capoluoghi di provincia, soprattutto medio piccoli, come Catanzaro, Reggio Calabria, Pesaro e Prato, hanno perso invece servizi di sharing. Tendenze queste che indicano la necessità di una nuova rotta: integrazione col trasporto pubblico, incentivi economici alla domanda e supporto all’offerta. Senza nuovi modelli di regolazione e sostegno della mobilità condivisa aumenterà infatti inesorabilmente l’uso dell’auto privata che nel 2024 ha superato 40 milioni di veicoli, 701 ogni mille abitanti. Numeri e tendenze della sharing mobility nazionale sono contenuti nel 9° Rapporto nazionale sulla sharing mobility, presentato da Luca Refrigeri, dell’Osservatorio Nazionale sharing mobility, in occasione della Conferenza stessa e promosso dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.
L’Osservatorio ha elaborato, per la prima volta, lo Sharing Mobility Index che, per valutare le performance di sharing mobility nelle città italiane, tiene conto di quattro indicatori: varietà dei servizi disponibili (car, bike, scooter, monopattini); numero di veicoli per abitante; numero di noleggi per abitante; tasso di rotazione giornaliero dei veicoli. Dai dati elaborati emerge che le uniche città che offrono contemporaneamente tutti e quattro i servizi di sharing sono: Milano, Roma, Firenze, Bergamo e Torino. Roma è la prima città per numero di noleggi totali (13,2 milioni nel 2024); Bologna e Firenze sono le città cresciute maggiormente nel 2024 rispetto al 2023; Bologna è la città con più noleggi per abitante, dato significativo, trattandosi di una città in cui non sono presenti i monopattini; Milano è la città con più veicoli a disposizione per abitante; Brescia presenta il migliore tasso di rotazione dei veicoli. Il carsharing è stato il primo servizio di sharing mobility presente in Italia. Oggi il comparto è quello più in difficoltà: in calo città servite e noleggi, complice anche la micromobilità in aumento per gli spostamenti brevi in città ed eccessivi oneri per gli operatori.
Nel 2025 è in corso una corposa riduzione del numero dei veicoli in servizio di Enjoy, un operatore storico di car sharing. I servizi nel 2024 sono 42, -1 rispetto al 2023. Nel 2024 le flotte di auto sono aumentate del 9%, ma i primi mesi del 2025 vedono un drastico calo del 17%. Sempre più ecologica la flotta con 3.000 i veicoli elettrici nel 2024, più 18% rispetto al 2023. Sul totale della flotta le auto ibride arrivano nel 2024 al 38%, superando l’elettrico (34,8%). Milano (3.293) e Roma (2.158) dispongono del maggior numero di auto free floating; Torino (250), Roma (200), Palermo (109) per la flotta station based. In termini di chilometri percorsi, il carsharing conferma nel 2024 una quota pari al 45%, quasi equivalente a quella complessiva della micromobilità.
Continua anche nel 2024 la crescita dei noleggi del bikesharing free-floating toccando il picco di 12,2 milioni, valore di oltre il 162% superiore a quanto registrato nel 2021 e del 26% più alto del 2022. Complessivamente il bikesharing rappresenta il 32% del totale dei noleggi. I km percorsi sono stati circa 25 milioni. Più a prova di ambiente la flotta: Il numero di bici elettriche è aumentata del 18% rispetto al 2023 con oltre 4500 veicoli in più. La prima città per biciclette elettriche è Milano (più di 10mila veicoli), seguita da Roma (circa 7mila) e Bologna (2,7mila).
Se nel biennio 2020-2022 i monopattini in sharing hanno rappresentato il motore del vehicle sharing, dal 2023 in poi i noleggisi sono stabilizzati appena sotto i 25 milioni. Le stime per il 2025, tuttavia, indicano una possibile ripresa (+27%). I servizi di monopattini hanno registrato un calo rilevante: dai 99 attivi nel 2022 si è passati a 68 nel 2024 e a 62 nei primi mesi del 2025, un fenomeno da attribuirsi ad un riposizionamento degli operatori in più città o all’uscita dal mercato di alcuni player. Diminuisce anche il numero di città capoluogo di provincia in cui è presente un servizio di monopattino in sharing: tra il 2022 e il 2024 ci sono 15 città in meno. La flotta (circa 42.000 veicoli) , cresciuta nel 2024 di 2 mila unità, si prevede in calo del 6% nel 2025. Le città con più monopattini in sharing sono Roma (13.500), Milano (6000) Torino (4.000) Palermo (2.280).
Nel 2024 l’offerta di servizi di scooter sharing, dopo essersi dimezzata tra 2022 e 2024, cresce di tre unità rispetto al 2023 e resta stabile anche a inizio 2025. La domanda mostra segnali di contrazione: dopo il picco del 2023, i noleggi si riducono del 23% nel 2024. La flessione è imputabile in larga parte a Milano, dove la chiusura di un operatore ha fatto perdere circa 1 milione di noleggi. Le città servite sono 9, nel 2024 le flotte più fornite a Milano con 1836 scooter, ma oltre 1000 in meno rispetto al 2023, Roma (1556), Torino (349), Bari (150). Pochi incidenti ed anche in diminuzione: in media un incidente ogni 300.000 km percorsi. In diminuzione nel 2024, del 7% per i monopattini, del 54% per gli scooter e del 67% per le biciclette. Il monopattino conferma un dato in linea con lo scooter, con valori rispettivamente pari a 0,6 e 0,4 incidenti ogni 100.000 km.
Nel complesso, il calo generalizzato evidenzia un miglioramento significativo della sicurezza. Nel 2024 i viaggi in carpooling aziendale hanno raggiunto 388 mila unità, con la previsione, basata sui dati del primo semestre, di un ulteriore aumento del 40% nel 2025. Siamo però ancora lontani dai numeri della Francia, dove il carpooling aziendale ha raggiunto una scala nettamente superiore, grazie a un quadro normativo chiaro e a politiche di incentivo strutturate: 12,8 milioni di viaggi. Il fatturato complessivo del comparto vehicle sharing si attesta su una cifra di poco superiore ai 200 milioni di Euro nel 2024, con un incremento del 2% rispetto all’anno precedente, ma inferiore alla crescita dell’11% registrata tra il 2022 e il 2023. I principali driver di questo sviluppo restano i monopattini in sharing e il carsharing free-floating, che incidono rispettivamente per il 36% e il 31% sul totale. In Italia il numero massimo di veicoli condivisi è stato raggiunto nel 2022, mentre in Europa il picco si è avuto nel 2023. Sul fronte dei noleggi, invece, il trend europeo resta in crescita e nel 2024 tocca il record di 617 milioni: a sostenerlo sono le bici, sia free-floating (+27%) sia station-based (+9%), mentre monopattini e scooter registrano valori negativi. Per quanto riguarda le tipologie, in Germania emerge il carsharing, mentre nelle città spagnole e francesi la mobilità condivisa ruota soprattutto intorno alla bici station-based, frutto di politiche amministrative precise ed orientate alla ciclabilità. Il solo servizio di bikesharing station-based di Parigi totalizza quasi quanto l’intero numero di noleggi della sharing mobility italiana. Anche sul fronte carsharing, le città tedesche come Berlino e Amburgo presentano volumi comparabili con l’intero mercato italiano.
– Foto xl5/Italpress –
(ITALPRESS)
