venerdì, Ottobre 2, 2026
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Corteo pro Palestina, in migliaia nel fiorentino: traffico della A1 bloccato per un’ora, tensione fuori dall’azienda Leonardo

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FIRENZE (ITALPRESS) –  In migliaia si sono ritrovati questa mattina alla rotonda davanti all’uscita autostradale di Calenzano, sulla A1, bloccando il traffico per circa un’ora, e creando disagi sia alle auto in entrata che a quelle in uscita dal casello autostradale. I manifestanti, che dichiarano di essere circa 10mila persone, si sono ritrovati in tale luogo perché il fulcro dell’iniziativa organizzata dai sindacati di base in occasione dell’odierno sciopero generale per Gaza.

Una bandiera palestinese è stata affissa sulla struttura denominata Ruota del tempo, realizzata dall’artista israeliano Dani Karavan, opera che si trova sulla rotonda davanti all’uscita autostradale di Calenzano. L’obiettivo dei manifestanti è arrivare fino a Campi Bisenzio, ed esattamente al piazzale delle officine Leonardo, azienda che produce armamenti presa di mira per i rapporti con Israele.

Al momento molte strade di collegamento nella zona della Piana fiorentina, ovvero nei comuni di Calenzano, Sesto Fiorentino e Campi Bisenzio, risultano bloccate o si segnalano per forti rallentamenti nella viabilità.

TENSIONE DAVANTI ALL’AZIENDA LEONARDO A CAMPI BISENZIO

All’arrivo dei manifestanti del corteo pro Gaza partito in mattinata dalla rotonda autostradale di Calenzano (Firenze) davanti alla sede dell’azienda Leonardo a Campi Bisenzio (Firenze), si sono registrati alcuni attimi di tensione. Infatti proprio un gruppo di manifestanti si è avvicinato alla recinzione della Leonardo creando un piccolo varco, ma non riuscendo ad entrare perchè un’altra recinzione ne ha bloccato l’accesso. Sono stati lanciati sempre da parte di alcuni manifestanti, all’interno dell’azienda, sassi e petardi, cercando di colpire agenti di polizia schierati in tenuta anti sommossa. Lanciati cori contro la Leonardo, accusata di fornire armi all’esercito israeliano.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Elezioni in Calabria, De Luca “Con Occhiuto alleanza strategica”

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REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – “Il nostro sostegno a Roberto Occhiuto nasce dalla stima per un uomo del fare, capace di determinare un cambiamento in una terra difficile, spesso usata come bancomat della politica. È una scelta che va oltre le sfumature politiche, perché parliamo di un amministratore che ha deciso di restare sul territorio, assumendosi rischi e responsabilità”. Lo ha detto il leader di Sud chiama Nord e sindaco di Taormina, Cateno De Luca, presentando la lista del suo movimento a sostegno della candidatura di Occhiuto alle elezioni regionali in Calabria del 5 e 6 ottobre.

xr6/pc/mca2

Il pegno, un’antica garanzia che sostiene il presente

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MILANO (ITALPRESS) – Quando si parla di “pegno”, l’immaginario collettivo si sposta subito a immagini d’altri tempi: i Monti di Pietà, la scena di Totò in Miseria e nobiltà con il cappotto impegnato per pochi spiccioli, il gesto di chi, in difficoltà, cede momentaneamente un bene per ottenere liquidità. Eppure, oggi più che mai, il pegno è uno strumento vitale per l’economia. A dimostrarlo è il nuovo volume “Il pegno” di Vittorio Occorsio ed Elena Guardigli, uscito nel Commentario Schlesinger (che prende il nome dal suo fondatore e direttore per molti anni, prima che fosse continuato da F.D. Busnelli e G. Ponzanelli, sempre edito Giuffrè, ora Lefebvre Giuffrè).
Si tratta di oltre ottocento pagine fitte che analizzano ogni singolo aspetto dell’istituto secondo la scansione degli articoli del Codice Civile e della Legge sul Pegno non Possessorio, e così facendo illustrano restituiscono al pegno tutta la sua attualità. L’opera racconta come questa forma di garanzia reale, disciplinata dal codice civile e da leggi speciali, non sia affatto un istituto polveroso, ma un pilastro della vita economica contemporanea. E lo fa con uno stile che tiene insieme l’analisi giuridica e la concretezza delle situazioni reali, parlando sia agli studiosi sia a chi, nel mondo delle imprese e delle banche, si confronta ogni giorno con la necessità di tutelare il credito.
Perchè il pegno conta ancora? La risposta è semplice: senza garanzie, non c’è credito. E senza credito, non c’è crescita. Per le imprese, il pegno è la chiave per ottenere finanziamenti, spesso decisivi per lo sviluppo o per superare momenti di crisi. Dalla possibilità di impegnare azioni e quote societarie fino al pegno su crediti, strumenti finanziari e beni aziendali, questa garanzia accompagna l’impresa moderna in tutte le sue fasi: dalla nascita di una start-up fino alla ristrutturazione di un’azienda in difficoltà. Non a caso, il legislatore ha introdotto il cosiddetto pegno mobiliare non possessorio (d.l. 59/2016), che consente all’imprenditore di continuare a utilizzare i beni offerti in garanzia: un’innovazione fondamentale che concilia sicurezza per i creditori e operatività per chi fa impresa, che fa seguito alle normative degli anni Novanta sul pegno su prosciutti e sulle forme di Parmigiano.
Ma l’opera non dimentica i cittadini comuni. Accanto alle imprese, anche i privati ricorrono al pegno, spesso in silenzio, per far fronte a necessità improvvise: dal pagamento di una bolletta o di un affitto arretrato, fino alle spese mediche. Come dimostrano i dati OSCE e Istat, in un’Italia in cui milioni di persone vivono a rischio di povertà o esclusione sociale, il credito su pegno rappresenta ancora un’àncora di salvezza, una risposta rapida che evita il ricorso a canali pericolosi o usurari. L’analisi degli Autori illumina anche questo versante, troppo spesso trascurato, mostrando come dietro un istituto giuridico si nascondano storie di vita quotidiana, fatte di bisogni e dignità da preservare.
La forza del volume sta proprio qui: nell’aver restituito al pegno la sua doppia anima. Da un lato, sofisticato strumento giuridico, con regole precise e complessi dibattiti dottrinali; dall’altro, leva economica e sociale concreta, capace di incidere sulle scelte di famiglie e imprese. Non un fossile del diritto, ma un meccanismo vivo, che si adatta ai tempi: basti pensare all’uso crescente delle nuove tecnologie, dalla dematerializzazione dei titoli al possibile impiego della blockchain.
La prefazione di Stefano Lucchini, Chief External Relations and External Communication Officer di Intesa Sanpaolo e presidente FEDUF, evidenzia bene questo aspetto: il pegno è uno strumento che accompagna tanto il mondo della finanza e dell’impresa quanto i cittadini comuni. E’ la garanzia che permette di trasformare beni in liquidità, sostenendo il tessuto produttivo e insieme proteggendo chi, senza altre alternative, vi ricorre.
In definitiva, “Il pegno” di Occorsio e Guardigli non è solo un commento autorevole al codice civile: è anche un libro che parla del presente. Ricorda che dietro le formule giuridiche ci sono aziende che cercano credito per crescere, famiglie che affrontano momenti difficili, banche che bilanciano rischi e opportunità. E mostra come un istituto antico, se reinterpretato con sguardo moderno, possa diventare uno strumento di inclusione, sviluppo e resilienza.
Nel contesto attuale, in cui l’economia richiede flessibilità e il sistema finanziario chiede certezze, opere come questa aiutano a comprendere che il diritto non è una materia per addetti ai lavori, ma una infrastruttura fondamentale della vita collettiva. E’ questo lo spirito che attraversa il Commentario Schlesinger e che gli Autori hanno saputo tradurre in un libro che unisce rigore, utilità e visione.
Un’opera sistematica su questo istituto, anche con il commento alla normativa sul pegno non possessorio, non era stata mai fatta: non interesserà soltanto giuristi e operatori del diritto, ma chiunque voglia capire da vicino come funziona davvero il motore nascosto della nostra economia: quel meccanismo silenzioso, ma essenziale, che lega credito e garanzia. Perchè senza pegno – ieri come oggi – il credito rischia di restare un privilegio per pochi.

– Foto Lefebvre Giuffrè –

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Mercedes-Benz e TransMedics insieme per trasporto organi per trapianti

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ROMA (ITALPRESS) – TransMedics Group, azienda di tecnologia medica che sta trasformando la terapia dei trapianti per pazienti con insufficienza terminale di polmoni, cuore e fegato, ha annunciato una collaborazione strategica con Mercedes-Benz Group per introdurre, per la prima volta, una flotta di veicoli Mercedes-Benz Classe V, dedicati esclusivamente al trasporto di organi in tutta Italia.

La collaborazione è in linea con la più ampia strategia commerciale di TransMedics volta a replicare in Europa il successo del proprio NOP statunitense, attraverso la costruzione di una rete logistica dedicata, sia aerea che terrestre, che integri la piattaforma innovativa di perfusione OCS e i servizi clinici di TransMedics. Il prossimo lancio potrebbe gettare le basi per una rete logistica europea multi-paese, interamente dedicata ai trapianti, finalizzata ad ampliare l’accesso agli organi donati e a supportare un numero maggiore di pazienti in attesa di trapianto. Nell’ambito della collaborazione, TransMedics distribuirà e gestirà diversi veicoli Mercedes-Benz V-Class in quattro principali hub italiani del NOP a Milano, Roma, Padova e Bari.

I veicoli saranno dotati di specifiche avanzate di sicurezza, conformi ai rigorosi requisiti del trasporto di organi per trapianto, garantendo un ambiente protetto per organi, medici e attrezzature durante le missioni di trasporto.

Il lancio iniziale degli hub italiani del NOP è previsto entro la fine del 2025. Ogni hub sarà dotato dei sistemi OCS Lung, Heart e Liver e sarà gestito da un team esperto di perfusionisti clinici. TransMedics intende garantire supporto tecnologico, clinico e logistico continuativo a centri trapianti, organizzazioni di procurement e èquipe chirurgiche, al fine di incrementare l’utilizzo degli organi donati per i trapianti in Italia. Il Centro di Comando Nazionale avrà sede presso l’hub NOP di TransMedics a Santa Giulia, Milano.

“Questa collaborazione tra TransMedics e Mercedes-Benz sottolinea il nostro comune impegno a fornire la migliore tecnologia e i migliori servizi per salvare vite,” ha dichiarato Waleed Hassanein, M.D., Presidente e Amministratore Delegato di TransMedics. “La nostra iniziativa NOP in Italia rappresenta un primo passo cruciale per ampliare a livello globale l’accesso alla nostra tecnologia salvavita OCS a favore dei pazienti che ne hanno necessità”.

“Siamo orgogliosi di supportare TransMedics con i nostri veicoli di prima classe, progettati per operazioni altamente professionali e critiche. Insieme puntiamo a innalzare gli standard del trasporto medico, consentendo ai team clinici di concentrarsi su ciò che conta di più: salvare vite” ha aggiunto Dario Albano, Managing Director di Mercedes-Benz Vans Italia.

foto: ufficio stampa Mercedes-Benz Group Italia

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Un campionato bellissimo…alla radio. Pellegrini-Roma: che storia!

Prudente per pericolosi atti di pirateria compiuti in passato dal Sassuolo a San Siro, l’Inter (aranciosa dopo il successo sull’Ajax) ha esibito la sua potenza intelligente facendo un altro passo avanti con un bellissimo gol al 13′ di Dimarco (perfettamente suggerito da Sucic). E’ anche l’Inter di “Figlio” Pio (Esposito), confermato titolare e autore di un bellissimo “quasigol”. Premio di un chiaro dominio è arrivato all’81 anche il 2-0 sotto forma di autogol di Muharemovic, seguito dal 2-1 di Cheddira e da una insopportabile perdita di tempo al VAR per annullare il 3-1 di Frattesi.
Vien da dire che San Giuseppe (Marotta) è riuscito a regalare ai nerazzurri l’allenatore giusto. Senza contraddire troppo lo stile di Inzaghi – magari aggiornandolo – e tentando con Chivu una più convincente manovra offensiva. Critiche sommarie sono da evitare – non solo per l’Inter – dopo il logorante turno di Champions. Suggerisco tuttavia ai nostri tecnici di migliorare la preparazione fisica per reggere contemporaneamente e con successo le eccessive prove nazionali ed europee.
Se ascolti solo la radio – come settant’anni fa – il campionato è bellissimo, le voci volano, saltano, s’impennano, nell’evento più nazionalpopolare c’è giustamente gloria per tutti; se guardi la tivù, solo le goleade di Juve-Inter e della Champions esaltano e ricordano (ai nonni come me) il più bello spettacolo del mondo. Suggerisco ai curatori delle paytv di animare lo spettacolo creando interesse intorno alle rivalità di spicco. Come fanno abilmente in Rai e Mediaset con gli “Affari tuoi” di Stefano De Martino e “La ruota della fortuna” di Gerry Scotti. Il simpatico Gerry tiene la testa da tempo e sabato ha visto affiancarsi il suo Milan con un brillante tris di gol a Udine; ora Stefano aspetta di superare il dominatore della scena in tv e sul campo con il suo Napoli che battendo il Pisa potrebbe guidare da solo la classifica.
Scusate la divagazione ma cerco in tutti i modi di divertirmi con un torneo nel quale – a voler cedere alla trattazione più consona, quella tecnica – spicca in particolare la qualità del Como di Fabregas e di Nico Paz protagonista vittorioso anche a Firenze. I padroni del Como – Robert e Michael Hartono, indonesiani miliardari produttori di speciali chiodi di garofano – sono gli unici ricconi a far bella figura sullo scenario straniero dove in particolare gli americani stentano ad affermarsi. I viola – purtroppo per Pioli, già contestato – non battono un chiodo.
E’ andata invece bene ai discussi signori Friedkin che nel derby fra maestri hanno prevalso: la Roma ha battuto la Lazio con un gol di Pellegrini (gioia e lacrime, una bella storia d’amore pallonara) ma in particolare Gasperini ha sconfitto Sarri davanti a sessantamila tifosi innaturalmente sottratti ai deschi famigliari perchè la notte è ormai nemica del derby. Da notare che brigate di imbecilli si sono presentati armati di bastoni anche al derby della pajata.
Applausi anche a Tudor, non dico per la non eccellente prova della Juventus a Verona, ma per la sua vistosa quanto incontestabile protesta contro l’arbitro Rapuano (retrocesso) per un rigore incerto contro i bianconeri realizzato da Orban, ventitreenne attaccante nigeriano vero protagonista della partita. E contro la Lega che fa giocare alla Juve tre partite in sette giorni. Per giustizia, dal momento in cui è stata offerta agli arbitri la possibilità di esibirsi dichiarando pubblicamente e in tempo reale le motivazioni delle loro scelte, ritengo che sia opportuno concedere a tutti i mister il diritto di esprimere un’opinione, soprattutto in riferimento al giudizio arbitrale. Fu coraggiosa e intelligente quella spiegazione “in diretta” di un fallo in partita offerta da Pierluigi Collina alle panchine a San Siro, un episodio educativo oggi moltiplicato in discutibili piazzate mangiatempo. Andiamo sempre peggio.
Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)
(ITALPRESS).

È morto a 78 anni Rosario Schifani, fratello del presidente della Regione

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PALERMO (ITALPRESS) – È scomparso Rosario Schifani, fratello del Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani. 78 anni, Rosario Schifani era professore ordinario di Elettrotecnica presso l’Università degli Studi di Palermo.

IL CORDOGLIO DEL MONDO DELLA POLITICA

 “A nome dell’Amministrazione comunale e mio personale, esprimo al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, il più sentito cordoglio per la scomparsa del fratello Rosario. Apprezzata figura umana, accademica e scientifica, il professor Rosario Schifani ha dedicato la sua vita all’insegnamento e alla ricerca, contribuendo alla crescita culturale dell’Ateneo palermitano e al prestigio internazionale del Laboratorio Dielettrici da lui fondato. Alla famiglia i confermati sensi della nostra vicinanza in questo momento di profondo dolore“. Lo dichiara il sindaco di Palermo Roberto Lagalla. 

“Appresa la notizia della scomparsa del professor Rosario Schifani, desidero porgere le più sentite condoglianze al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e alla sua famiglia”. Lo scrive su Facebook il presidente del Senato Ignazio La Russa.

 “Il mio cordoglio e la mia vicinanza al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per la scomparsa del fratello Rosario, noto e stimato professore presso l’Università degli Studi di Palermo. Mi stringo, in questo momento di dolore, al Presidente e a tutti i suoi cari”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana.

“In questo momento di profondo dolore, desidero esprimere la mia personale vicinanza e quella del Parlamento regionale nei confronti del presidente Renato Schifani e a tutta la sua famiglia per la scomparsa del fratello Rosario, illustre accademico dell’Università di Palermo. Professore ordinario di elettrotecnica Rosario Schifani, con i suoi quarant’anni attività di ricerca e con alle spalle numerose pubblicazioni internazionali, ha contribuito alla nascita e all’affermazione in ambito europeo del Laboratorio Dielettrici, del Dipartimento di Ingegneria Elettrica, Elettronica e delle Telecomunicazioni divenendo per l’intera comunità scientifica siciliana un autentico punto di riferimento”. Lo afferma il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana, Gaetano Galvagno.

“Il gruppo parlamentare di Grande Sicilia all’Assemblea Regionale Siciliana, insieme all’assessore Francesco Colianni, esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Rosario Schifani, fratello del presidente della Regione, Renato Schifani. Desideriamo far giungere al presidente e ai suoi familiari i sentimenti più sinceri di vicinanza e solidarietà in questo momento di dolore”. Il gruppo ARS di Grande Sicilia esprime vicinanza al presidente Schifani per la perdita del fratello Rosario.

“Al presidente Renato Sschifani tutta la nostra vicinanza e il nostro cordoglio per la scomparsa del fratello Rosario, illustre accademico dell’ateneo di Palermo. Quando devi prendere atto che una persona di famiglia non è più con te, solo la fede può sostenere una prova così dura”. Lo affermano il capogruppo della Lega a Palazzo dei Normanni, Salvo Geraci, i deputati Luca Sammartino, Pippo Laccoto, Vincenzo Figuccia e l’assessore Mimmo Turano.

“A nome di tutti i deputati regionali di Forza Italia, desidero esprimere le nostre più sentite e profonde condoglianze al Presidente della Regione Siciliana e alla sua famiglia per l’improvvisa e dolorosa scomparsa del fratello, il professor Rosario Schifani. In questo momento di immenso dolore, la nostra vicinanza va all’amico Renato e ai suoi cari. Oltre al legame istituzionale, è il sentimento di stima e di affettuosa amicizia che ci guida in questo gesto di partecipazione al lutto. Desideriamo onorare la memoria del Professor Schifani, ricordando la sua vita dedicata allo studio e al sapere, che lo ha reso uno stimato accademico e un faro di cultura e intelligenza. La sua perdita lascia un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma in tutta la comunità alla quale ha dato il suo prezioso contributo. Al Presidente Schifani e alla sua famiglia giungano la nostra vicinanza, il nostro affetto e la nostra preghiera in questo momento di così grande prova”. Lo dichiara il Presidente dei deputati di Forza Italia all’Assemblea Regionale Siciliana, Stefano Pellegrino. 

“Desidero esprimere il più sentito cordoglio al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, per la scomparsa del fratello, il professor Rosario Schifani. Uomo stimato, docente universitario di grande valore, il professor Schifani lascia un segno profondo nella comunità accademica e civile. In questo momento di dolore, esprimo vicinanza al Presidente Schifani e alla sua famiglia”. Lo dichiara in una nota il presidente del consiglio comunale di Palermo Giulio Tantillo.

“A nome mio e di tutta la Democrazia Cristiana intendo esprimere il più sincero cordoglio al presidente Renato Schifani, per la scomparsa del fratello Rosario. In questo momento di grande dolore, tutti noi ci stringiamo con affetto alla famiglia, condividendo il dolore e la tristezza per la perdita. A nome di tutta la DC, porgo le nostre più sentite condoglianze, rinnovando vicinanza e solidarietà in questo difficile momento”. Lo dichiara Totò Cuffaro, segretario nazionale della DC.

-Foto IPA Agency-
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All’ospedale Villa Sofia è stato eseguito un delicato intervento di prelievo multiorgano su un paziente di 30 anni in morte cerebrale

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PALERMO (ITALPRESS) – Un delicato intervento di prelievo multiorgano è stato eseguito dall’equipe medica dell’UOSD Anestesia e Neurorianimazione dell’ospedale Villa Sofia diretta da Innocenza Pernice, su un paziente di 30 anni in morte cerebrale.

All’esecuzione del prelievo, reso possibile grazie al supporto di tutto il personale medico ed infermieristico di reparto, coordinato da Fabio Cuccia, hanno partecipato Giorgia Corpora, che ha accertato la morte cerebrale del donatore e coordinato i rapporti con il Centro Regionale Trapianti e con i Centri trapianto, Alessandra De Francesco e Laura Savatteri, che hanno gestito le fasi di prelievo in sala operatoria supportate dagli infermieri dei complessi operatori.

L’intervento è stato eseguito con il supporto di un’equipe chirurgica dell’Ismett diretta da Pasquale Bonsignore, che ha effettuato il prelievo di fegato e reni. “Rivolgo il mio personale ringraziamento alla famiglia di questo donatore – ha detto il direttore generale dell’AOOR Villa Sofia Cervello, Alessandro Mazzara – scegliere di donare gli organi è un grande atto d’amore e di estrema generosità che permette di salvare più vite umane. Esprimo il mio apprezzamento per i medici e tutta l’equipe sanitaria per la grande professionalità che ha reso possibile eseguire l’intervento con successo”.

-Foto ufficio stampa AOOR Villa Sofia Cervello-
(ITALPRESS).

La Barba al Palo – Restituiamo agli arbitri la dignità del comando

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ROMA (ITALPRESS) – Il direttore editoriale di Italpress, Italo Cucci, si sofferma sulla figura ormai snaturata dei direttori di gara tra tecnologia e ‘comizi’ in mezzo al campo.

ic/mc/azn