martedì, Ottobre 27, 2026
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Protesta autotrasportatori, blocchi sospesi in Calabria e Sicilia: oggi il decreto del governo

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(Adnkronos) – Giornata decisiva oggi per la protesta degli autotrasportatori. Alle 12 è previsto il Consiglio dei ministri chiamato a varare un decreto con nuovi interventi a sostegno del trasporto merci e dell’agricoltura. Sul tavolo ci sono ulteriori risorse per compensare i rincari del gasolio e accelerare i rimborsi alle imprese. 

In attesa delle decisioni dell’esecutivo, la mobilitazione non è ancora rientrata, ma si sta differenziando da regione a regione: in Calabria e Sicilia il fermo degli autotrasportatori è stato sospeso, mentre in altre aree del Mezzogiorno restano criticità nella circolazione e nella distribuzione delle merci. Le conseguenze riguardano anche i supermercati, le stazioni di servizio e alcuni servizi pubblici, con carenze soprattutto per i prodotti freschi. In allerta anche gli aeroporti per le difficoltà nell’approvvigionamento di carburante Jet A-1 presso diversi scali tra cui Napoli, Salerno, Reggio Calabria, Crotone e Catania. 

 

Sul fronte dell’ordine pubblico, il Viminale ha intensificato i controlli per garantire la circolazione e consentire alle imprese che vogliono lavorare di effettuare le consegne. Sono state identificate 1.339 persone, con 71 denunce e 242 sanzioni amministrative. È stata inoltre predisposta la scorta delle forze dell’ordine per numerosi mezzi pesanti.. 

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Cologna e Roveredo, otto milioni per gli argini del Guà: nuovi cantieri previsti nel 2027

Gli argini del Guà tra Cologna Veneta e Roveredo saranno rafforzati con otto milioni di euro regionali. Due cantieri sono già avviati, altri partiranno nel 2027: il programma contrasta erosione e filtrazioni, con benefici attesi anche per gli abitati del Montagnanese, nel Basso Padovano.

Il punto sui lavori è stato fatto il 21 ottobre durante un sopralluogo a Roveredo di Guà con l’assessora regionale all’Ambiente Elisa Venturini, il consigliere Alberto Bozza, il sindaco Antonio Pastorello e amministratori di Pressana e Montagnana. Il Genio Civile di Vicenza segue gli interventi finanziati dalla Regione Veneto per proteggere case e attività economiche.

Argini del Guà: quattro interventi e una barriera contro le infiltrazioni

Il primo gruppo di opere vale 4,9 milioni di euro e comprende quattro consolidamenti sulla sinistra del fiume. Due sono in esecuzione a monte del ponte di Roveredo, con una durata prevista di circa un anno. Secondo il cronoprogramma dei cantieri riportato da Daily Verona, gli altri due inizieranno nel 2027 e richiederanno indicativamente dodici mesi.

Le lavorazioni comprendono la rimozione di alberi e sedimenti dall’alveo e il ripristino delle difese spondali danneggiate. È prevista inoltre l’acquisizione di una striscia di terreno agricolo larga quattro metri, destinata a rendere possibili le manutenzioni future.

A valle del ponte si concentra invece un progetto da 3,1 milioni: una barriera interna all’argine lunga un chilometro e mezzo, che raggiungerà una profondità massima di 18 metri. Sono in corso le indagini geotecniche; l’apertura del cantiere è prevista nella prima metà del 2027, per circa due anni di lavori.

La protezione prosegue oltre il confine provinciale

Il Guà continua nel Padovano con il nome di Frassine: il rafforzamento interessa quindi anche la sicurezza del Montagnanese. La difesa dalle filtrazioni è un obiettivo comune ad altre opere venete, come il consolidamento degli argini del Piave annunciato nel 2025 a San Donà.

Sul Guà il programma segue gli interventi successivi all’alluvione del 2010, finanziati con circa quattro milioni, e quelli urgenti del maggio 2024: 750mila euro per ricostruire l’argine danneggiato dalla rotta a Baldaria di Cologna Veneta.

Proteste a Milano, lo psicologo: “Vetrine rotte, desideri intatti. Il paradosso che svela la fragilità dei giovani”

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(Adnkronos) – “Milano non ha mostrato soltanto una rivolta. Ha mostrato il corto circuito di una società che moltiplica i desideri, ma che non offre futuro, ascolto e riconoscimento”. Mentre la città si prepara a un altro sabato di paura, guardando agli scontri partiti dal capoluogo lombardo offre questa riflessione Pietro Bussotti, segretario di Benèpsys – Osservatorio Benessere psicologico e Salute. “La violenza – premette lo psicologo – va condannata senza ambiguità, ma condannare non significa comprendere e senza comprendere diventa difficile prevenire. Per tutti noi è invece urgente imparare delle lezioni da quanto accaduto”. E agli occhi dell’esperto parla chiaro un’apparente contraddizione: “Perché ragazzi giovanissimi, dopo una protesta, finiscono per assalire negozi, rompere vetrine e portarsi via scarpe, felpe e accessori di marca? La risposta più facile” a questa “domanda sospesa”, liquidata da più parti con l’accusa “‘sono solo teppisti’, spiega poco”. L’analisi di Bussotti prova a capire di più, a scoprire le radici del “paradosso di Milano”. Quello delle “vetrine rotte” e dei “desideri intatti”. 

“Colpire un negozio – osserva lo psicologo – sembra un gesto contro il consumismo, ma saccheggiarlo per appropriarsi dei suoi prodotti significa accettarlo e persino desiderare la merce (e il valore simbolico) che quel negozio vende. Non si vuole demolire così il sistema del consumo: se ne chiede l’ingresso. Si rompe la vetrina, ma si salva intatto ciò che la vetrina rappresentava”. Perché “una vetrina non espone soltanto merci. Espone una promessa: con questo oggetto sarai visto, riconosciuto, accettato. Sneakers costose, capi griffati e accessori di lusso funzionano come veri e propri passaporti simbolici. Non servono soltanto a vestire, ma a dire chi si è, a quale gruppo si appartiene e quanto si vale agli occhi degli altri. Nulla di nuovo”, ricorda Bussotti. “Torna infatti il pensiero di Thorstein Veblen, che già a inizio Novecento descriveva il consumo ostentato: non si consuma soltanto per usare un bene, ma per esibirlo come segno di ricchezza e posizione sociale. Le scarpe rubate non sono soltanto scarpe, sono una prova visibile di essere qualcuno. Pierre Bourdieu aggiunge un tassello decisivo: oltre al denaro esiste un capitale simbolico, fatto di riconoscimento, prestigio e legittimità. Chi si sente escluso da questo capitale può provare una frustrazione che non riguarda soltanto il prezzo di un oggetto, ma il diritto di esistere socialmente”. 

“Il desiderio, però, non nasce nel vuoto”, sottolinea l’esperto. “Tutti noi – ragiona – desideriamo spesso ciò che gli altri desiderano. Non tanto l’oggetto, ma lo sguardo altrui. Se i social, la pubblicità e i coetanei presentano una scarpa come simbolo di successo, quella scarpa diventa finisce per incarnare il desiderio di essere riconosciuti. Guy Debord lo avrebbe chiamato un effetto della società dello spettacolo. Le relazioni sociali vengono mediate da immagini. E oggi lo spettacolo non è più soltanto la vetrina: è TikTok, Instagram, la storia condivisa, il video virale. La trasgressione stessa può diventare contenuto, palcoscenico e ricompensa. Nel consumo non possediamo soltanto oggetti, ma anche i significati che gli altri attribuiscono loro. Una scarpa di marca non vale solo perché serve a camminare: vale perché comunica status, appartenenza e successo. Per questo rubarla non smaschera il suo potere simbolico, ma lo conferma. La scarpa rubata resta desiderabile, forse persino di più, perché è diventata anche un trofeo: possesso, visibilità, riconoscimento”. Ecco allora che “emerge la distinzione più importante. Il ragazzo che devasta un negozio non cerca soltanto un paio di scarpe, ma ciò che crede che quelle scarpe gli restituiscano: identità, appartenenza, valore”.  

“Ma l’oggetto non può davvero colmare quella mancanza”, prosegue lo psicologo. “Una volta ottenuto, il bisogno di essere riconosciuti resta lì. La visibilità sostituisce il riconoscimento. Essere filmati, commentati, temuti o seguiti non equivale a essere riconosciuti come persone con dignità, diritti, relazioni e un futuro. Nei social la visibilità è immediata, misurabile e addictive. Il riconoscimento richiede invece tempo, legami stabili e istituzioni credibili. Axel Honneth ha mostrato quanto il riconoscimento sia un bisogno fondamentale. Senza stima, appartenenza e rispetto, l’identità si indebolisce. Quando questa mancanza si accumula, la rabbia può cercare vie brevi e distruttive per farsi vedere”, avverte Bussotti. 

L’esperto cita il presidente di Benèpsys: “David Lazzari propone una chiave preziosa. Il limite non è soltanto una regola imposta dall’esterno, ma una capacità psicologica interna. Serve per regolare gli impulsi, tollerare la frustrazione, valutare le conseguenze e rispettare i diritti degli altri. Nell’adolescenza questa capacità è ancora in costruzione, mentre il gruppo, l’eccitazione collettiva e il digitale possono amplificarne le fragilità. Lazzari parla di un gap psico-evolutivo. Chiediamo ai ragazzi di autoregolarsi in un ambiente che sembra organizzato per sollecitarli senza sosta, associando il valore personale alla visibilità, al possesso e al successo immediato. Non è un alibi per la violenza – precisa Bussotti – ma una condizione che rende la prevenzione più urgente. Servono quindi regole, sicurezza e conseguenze per chi commette reati. Ma se la società investe soltanto nei controlli e nelle punizioni, rischia di intervenire sempre troppo tardi. Occorre restituire ai giovani tre esperienze concrete: essere ascoltati, attraverso adulti e istituzioni capaci di accogliere il disagio ed il possibile, conseguente, conflitto; sentirsi parte, attraverso comunità, ruoli e appartenenze che non passino dai like; Immaginare un futuro, con prospettive reali di studio, lavoro e partecipazione”. 

Ecco perché, secondo lo psicologo, a Milano non è stata portata in piazza una semplice rivolta. Cortei e scontri ci mettono di fronte alla fragiità dei giovani: spaccano le vetrine, ma si portano via quello che c’è dentro per affermare che esistono. Ma “finché il valore di una persona sembrerà dipendere da ciò che indossa, mostra o possiede – chiosa Bussotti – la vetrina rotta resterà solo la parte più rumorosa di un problema molto più profondo”. 

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Tedesco (Codau): “Proposte concrete per semplificare la gestione degli atenei”

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(Adnkronos) – “Non vogliamo limitarci a chiedere maggiori risorse finanziarie, una rivendicazione che spesso rischia di rimanere sterile. Vogliamo invece avanzare proposte concrete per semplificare la complessa gestione degli atenei”.  

Lo ha dichiarato Vincenzo Tedesco, presidente del Codau e direttore generale del Politecnico di Torino, in occasione della terza riunione itinerante della Giunta dell’Associazione, ospitata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. Tedesco ha richiamato il confronto avviato con la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui), anche in vista della definizione della prossima legge di bilancio. “È forse una delle poche volte in cui il Codau può contribuire in modo sostanziale alla definizione delle proposte da sottoporre al Parlamento”, ha sottolineato Tedesco. 

Al centro del confronto, alcune delle principali criticità che interessano la gestione delle università: il fabbisogno degli atenei, i vincoli di spesa e la sostenibilità degli investimenti nella fase successiva al Pnrr. Su questi temi, ha spiegato Tedesco, il Codau intende mettere a disposizione delle istituzioni le competenze tecniche e gestionali dei direttori generali e dei dirigenti universitari, traducendole in proposte operative. E a questi temi sarà dedicato il Convegno Nazionale dal titolo ‘Oltre il Pnrr. Continuità e Competitività per l’Università italiana’, che si terrà all’Università della Calabria dal 15 al 17 novembre dove tutti gli attori del sistema discuteranno insieme ai direttori generali di tutte le tematiche che affrontano ogni giorno. Particolare attenzione sarà dedicata al Fondo di finanziamento ordinario (Ffo). “Attualmente riscontriamo una forte rigidità strutturale nel Ffo, dovuta alla presenza di quote vincolate e alla definizione troppo tardiva della quota base. Sarebbe invece necessaria una maggiore tempestività nell’assegnazione delle risorse, per consentire agli atenei di programmare adeguatamente le proprie attività”, ha osservato il presidente. 

Su questo fronte, il Codau ha già elaborato, attraverso i propri gruppi di lavoro tematici e con il contributo dei colleghi dell’area contabilità e controllo, alcune possibili soluzioni per rendere più flessibile ed efficace la gestione delle risorse. Tedesco ha inoltre sottolineato l’importanza di rappresentare le esigenze di tutte le componenti del sistema universitario, comprese le università non statali, richiamando in particolare le problematiche legate alle scuole di specializzazione. Un primo tema riguarda proprio le scuole di specializzazione mediche sia per le risorse necessarie al loro funzionamento anche per l’esigenza di garantire condizioni migliore nella gestione del finanziamento, superando le attuali rigidità – ha precisato Tedesco – In alcuni casi saranno necessarie modifiche normative, ma in altri basterebbero interventi di natura tecnica, attuabili anche in tempi brevi, per semplificare concretamente la gestione degli atenei”. 

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Di Benedetto (Codau): “Dare rilevanza a tutti gli atenei, indipendentemente dalle dimensioni”

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(Adnkronos) – “Il nuovo corso del Codau nasce con l’obiettivo primario di dare rilevanza a tutti gli atenei, poiché ciascuno di essi, indipendentemente dalle dimensioni e dalla collocazione geografica, svolge un ruolo fondamentale nel proprio contesto”. Lo ha detto Pietro Di Benedetto, vicepresidente del Codau e direttore generale dell’Università degli Studi dell’Aquila, intervenendo in occasione della riunione della Giunta del Codau, ospitata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. Di Benedetto ha sottolineato la necessità di riconoscere il contributo di tutte le realtà universitarie, comprese quelle di dimensioni più contenute e collocate lontano dai principali poli accademici. 

“Molti atenei rappresentano l’unico fattore abilitante del territorio, consentendo a giovani di talento, che altrimenti non avrebbero la possibilità di trasferirsi nelle grandi università o al Nord, di accedere all’istruzione superiore, arricchire la propria preparazione e, auspicabilmente, reinvestire le nuove competenze acquisite a beneficio della comunità locale”, ha spiegato Di Benedetto. Il vicepresidente del Codau ha quindi richiamato la necessità di una collaborazione tra università differenti per dimensioni, caratteristiche e natura giuridica. “Ciascuna università affronta problematiche specifiche, ma l’elemento qualificante sta nel saper individuare, all’interno della diversità, le linee di continuità e di indirizzo necessarie per garantire la funzione amministrativa in realtà differenti per natura e dimensione, siano esse pubbliche o private”, ha affermato Di Benedetto. 

“È fondamentale procedere uniti, evitando che siano soltanto gli atenei leader o più grandi a trainare il gruppo: ogni università può dare il proprio contributo”, ha aggiunto Di Benedetto, ricordando come le università debbano rispondere contemporaneamente alle esigenze degli studenti e dei territori e confrontarsi con “un quadro normativo spesso alluvionale, torrentizio e di complessa interpretazione e applicazione”. Questo sarà lo spirito che animerà anche il Convegno Nazionale dal titolo ‘Oltre il Pnrr. Continuità e Competitività per l’Università italiana’, che si terrà all’Università della Calabria dal 15 al 17 novembre dove tutti gli attori del sistema discuteranno insieme ai direttori generali di tutte le tematiche che affrontano ogni giorno. 

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Colitti (Codau): “Progressioni in deroga, importante concludere le procedure entro dicembre”

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(Adnkronos) – “Siamo estremamente felici che sia arrivata la nota del Ministero dell’Università e della Ricerca (Mur), da noi sollecitata, che definisce i limiti e le indicazioni da seguire per completare le progressioni in deroga”. Lo ha dichiarato Lucia Colitti, vicepresidente vicaria del Codau e direttrice generale dell’Università degli Studi di Roma ‘Foro Italico’, in occasione della terza riunione itinerante della Giunta dell’Associazione, ospitata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. Al centro del confronto con il Ministero, la disciplina delle progressioni economiche e verticali in deroga e la necessità di completare le relative procedure entro la scadenza prevista per dicembre. 

“Da tempo stiamo lavorando al documento relativo alla disciplina delle progressioni economiche e verticali in deroga. Ci siamo confrontati intensamente al nostro interno e abbiamo interloquito direttamente con il Ministero dell’Università e della Ricerca, fino a ottenere una nota esplicativa valida per tutti gli atenei”, ha spiegato Colitti, sottolineando l’importanza di disporre di indicazioni condivise per portare a termine le procedure nei tempi previsti. La vicepresidente vicaria ha richiamato in particolare le ricadute di questo risultato sulle università di minori dimensioni, che dispongono di risorse più limitate rispetto ai grandi atenei. “Si tratta di un passaggio particolarmente importante per le università di minori dimensioni, che dispongono di fondi accessori e punti organico limitati rispetto ai grandi atenei”, ha osservato Colitti. 

“I piccoli atenei hanno visto in questa misura una grande occasione per valorizzare le persone e le loro competenze e, di conseguenza, migliorare la qualità dell’azione amministrativa”, ha aggiunto Colitti, definendo l’arrivo della nota ministeriale “un grandissimo risultato, raggiunto già in occasione della nostra terza riunione di Giunta”. E di questi temi si parlerà anche in occasione del prossimo Convegno Nazionale dal titolo ‘Oltre il Pnrr. Continuità e Competitività per l’Università italiana’, che si terrà all’Università della Calabria dal 15 al 17 novembre dove tutti gli attori del sistema discuteranno insieme ai direttori generali di tutte le tematiche che affrontano ogni giorno. 

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Rago (Lum): “Il sistema delle università non statali è in forte crescita”

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(Adnkronos) – “Il sistema delle università non statali è in forte crescita e rappresenta oggi circa il 30% del panorama universitario italiano complessivo: non si tratta più di una realtà di nicchia, ma di un comparto di notevole peso in grado di offrire un contributo rilevante al sistema nazionale della formazione e della ricerca”. Lo ha detto Antonella Rago, direttrice generale dell’Università Lum Giuseppe Degennaro e rappresentante delle università non statali all’interno del Codau, intervistata in occasione della riunione della Giunta dell’Associazione, ospitata dall’Università Campus Bio-Medico di Roma. 

Rago ha richiamato il contributo delle università non statali alla formazione e alla ricerca, sottolineando il ruolo del comparto nello sviluppo del sistema universitario nazionale. Si tratta, ha spiegato, di un contributo che si realizza “sia attraverso la formazione di professionalità di eccellenza per il futuro, sia mediante progetti di ricerca ricchi e strutturati”. La rappresentante delle università non statali ha inoltre indicato nella collaborazione tra gli atenei uno degli obiettivi da perseguire all’interno del Codau. “Il nostro obiettivo è consolidare ulteriormente queste relazioni, costruire un network solido ed essere competitivi mettendo a fattor comune le nostre buone pratiche a beneficio dell’intero sistema universitario nazionale”, ha concluso Rago. 

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Volo cancellato? Rimborsi entro 7 o 14 giorni, anche con le agenzie online: le novità Ue

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(Adnkronos) – Un volo viene cancellato, il biglietto è stato acquistato online e comincia il rimpallo: la compagnia aerea invita a rivolgersi alla piattaforma di prenotazione, l’intermediario rimanda al vettore e il passeggero resta senza soldi. È una situazione sulla quale l’Unione europea vuole intervenire fissando responsabilità più chiare e tempi precisi per i rimborsi, comprese le commissioni pagate al momento dell’acquisto. 

Il Parlamento europeo ha approvato il 20 ottobre, con 652 voti favorevoli, 2 contrari e 8 astensioni, l’accordo sulle nuove disposizioni per rafforzare i diritti dei viaggiatori. Il provvedimento riguarda aerei, treni, autobus e trasporti marittimi, ma introduce novità particolarmente rilevanti per chi compra voli attraverso agenzie online e piattaforme di prenotazione. 

Con le nuove regole, il passeggero non dovrà più districarsi tra compagnie aeree, piattaforme di prenotazione e servizi di assistenza per ottenere un rimborso. Gli intermediari saranno tenuti a chiarire fin dall’acquisto le procedure per la restituzione del denaro, mentre i sistemi di reclamo diventeranno più uniformi in tutta l’Unione europea. 

Il testo interviene su un problema diverso da quello affrontato dalla riforma europea dei diritti dei passeggeri aerei, approvata dal Parlamento a luglio. Quella revisione ha mantenuto le compensazioni per i ritardi superiori alle tre ore e introdotto nuove garanzie sui bagagli e sull’assistenza. Il voto di ottobre riguarda soprattutto la possibilità di far valere concretamente i diritti, anche quando il viaggio è stato acquistato attraverso un intermediario. 

Biglietti comprati online: chi deve restituire i soldi?
 

Quando un viaggiatore acquista un biglietto su una piattaforma, il pagamento può coinvolgere più soggetti. Il portale gestisce la prenotazione, la compagnia aerea opera il volo e talvolta il denaro passa attraverso conti differenti prima di arrivare al vettore. 

Se il volo viene cancellato, questa catena può complicare la restituzione della somma pagata. Il passeggero può trovarsi a dover dimostrare chi abbia incassato il prezzo del biglietto, quali costi aggiuntivi siano stati applicati e a chi spetti materialmente effettuare il rimborso. 

Le nuove disposizioni puntano a chiarire queste responsabilità. In caso di cancellazione, quando il passeggero ha diritto alla restituzione del prezzo, il rimborso dovrà comprendere anche le commissioni di intermediazione, evitando che una parte della spesa rimanga trattenuta dalla piattaforma. 

Il termine ordinario previsto è di sette giorni. Quando invece l’intermediario ha acquistato il biglietto pagando la compagnia attraverso un proprio conto, il rimborso al passeggero potrà richiedere fino a quattordici giorni, per consentire il trasferimento delle somme lungo la catena dei pagamenti. 

Per esempio, se un viaggiatore acquista un volo da 180 euro e paga altri 20 euro di commissioni di prenotazione, la tutela prevista dal nuovo accordo riguarda l’intera somma di 200 euro, nei casi in cui il biglietto deve essere integralmente rimborsato. 

Le piattaforme dovranno inoltre spiegare le procedure applicabili prima che il cliente concluda l’acquisto. La compagnia aerea, a sua volta, dovrà rendere noto se collabora con gli intermediari nella gestione dei rimborsi. 

È prevista una disciplina particolare per le microimprese, come alcune piccole agenzie di viaggio, che potranno beneficiare di un’eccezione a determinate condizioni, purché il cliente venga informato fin dall’inizio della prenotazione. 

Un altro intervento riguarda le prenotazioni effettuate attraverso sistemi automatizzati che permettono a un intermediario di acquistare biglietti senza dichiarare chiaramente il proprio ruolo alla compagnia. Le nuove regole mirano a impedire queste pratiche, rendendo riconoscibili i soggetti coinvolti nella vendita. 

L’obiettivo è evitare che l’assenza di un rapporto trasparente tra vettore e piattaforma si traduca, in caso di problemi, in una difficoltà aggiuntiva per il passeggero. 

Un modulo europeo per chiedere rimborsi e compensazioni
 

Le difficoltà non terminano necessariamente quando il viaggiatore individua il soggetto al quale presentare la richiesta. I sistemi di reclamo cambiano da compagnia a compagnia e da un mezzo di trasporto all’altro, con moduli, procedure e canali di comunicazione differenti. 

L’accordo introduce formulari standardizzati europei per richiedere rimborsi e compensazioni, utilizzabili anche quando il viaggio è stato effettuato in treno, autobus o nave. I passeggeri potranno presentare le richieste attraverso questi moduli oppure mediante procedure equivalenti messe a disposizione dal vettore. 

Sarà possibile utilizzare canali elettronici, ma anche modalità tradizionali come la posta. La tutela riguarda quindi anche chi non utilizza abitualmente applicazioni digitali o incontra difficoltà con le procedure online. 

La differenza rispetto alle regole attuali sta soprattutto nell’accessibilità delle richieste. Ottenere un rimborso non dovrebbe richiedere la conoscenza delle procedure interne di ciascun operatore, né costringere il passeggero a ricominciare ogni volta da un sistema differente. 

Rimborso e compensazione restano comunque due diritti distinti. Il primo consiste nella restituzione del prezzo del biglietto quando ricorrono le condizioni previste dalla normativa. La seconda è una somma aggiuntiva riconosciuta in determinate circostanze, per esempio nel trasporto aereo quando il ritardo all’arrivo supera la soglia prevista e non sussistono cause di esonero. 

I nuovi formulari non rendono automatico il riconoscimento di tutte le richieste. Servono a semplificare il percorso attraverso il quale il passeggero può esercitare i diritti che gli spettano. 

L’accordo interviene anche sulle autorità incaricate di vigilare sul rispetto delle norme. Gli organismi nazionali dovranno poter utilizzare reclami, ispezioni, verifiche e richieste di informazioni per individuare violazioni e intervenire nei confronti degli operatori. 

La cooperazione tra autorità di Paesi diversi diventa particolarmente rilevante quando il viaggio coinvolge più Stati. Un biglietto può essere acquistato su una piattaforma con sede in un Paese, utilizzato per un volo operato da una compagnia di un altro Stato e riguardare una destinazione differente. 

L’applicazione uniforme delle norme europee dipende anche dalla capacità delle autorità nazionali di scambiarsi informazioni e coordinare i controlli. 

Più tutele per le persone con disabilità
 

Un’altra parte dell’accordo riguarda i viaggiatori con disabilità o mobilità ridotta, per i quali l’accessibilità del trasporto non dipende soltanto dalla possibilità di acquistare un biglietto. 

Le nuove disposizioni rafforzano le garanzie sull’assistenza durante il viaggio e intervengono in particolare sul ruolo degli accompagnatori. 

Quando una compagnia aerea richiede, per ragioni di sicurezza, che una persona con disabilità viaggi accompagnata e non è in grado di fornire direttamente l’assistenza necessaria, l’accompagnatore scelto dal passeggero dovrà poter viaggiare gratuitamente, sedendo accanto alla persona assistita. 

Il provvedimento mira a evitare che una condizione imposta per consentire il viaggio si trasformi in un costo aggiuntivo per chi ha bisogno di supporto. 

Le disposizioni ampliano inoltre gli obblighi relativi agli standard di qualità del servizio. Le norme esistenti prevedono già garanzie per l’assistenza alle persone con disabilità e mobilità ridotta; l’accordo estende alcuni obblighi di definizione e pubblicazione degli standard a ulteriori operatori, comprese compagnie aeree e imprese di trasporto in autobus. 

È prevista anche una valutazione dell’applicazione delle nuove regole entro cinque anni, per verificare se gli interventi abbiano effettivamente migliorato le condizioni di viaggio. 

Il tema interessa direttamente la possibilità di utilizzare il trasporto pubblico in autonomia. Un servizio può essere formalmente accessibile, ma diventare difficile da utilizzare quando mancano informazioni, assistenza adeguata o procedure chiare in caso di imprevisti. 

Il rafforzamento dei controlli punta anche a ridurre la distanza tra le garanzie previste dalla normativa e quelle effettivamente offerte dai gestori dei servizi. 

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Belardinelli (Contram): “Carenza tecnici e autisti, puntiamo collaborazioni con atenei per giovani”

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(Adnkronos) – “Stiamo cercando di trovare un equilibrio finanziario nei bilanci, in modo da assicurare sia il cofinanziamento da parte dell’azienda sia il completo utilizzo di tutti i finanziamenti pubblici, sia quelli provenienti dal Pnrr sia quelli del Piano nazionale della mobilità sostenibile, oltre alle altre risorse europee e regionali. Questo ci ha dato l’occasione di inserire nella flotta anche mezzi moderni, come gli autobus elettrici, ormai utilizzabili sia in ambito urbano sia in ambito extraurbano. Si tratta di una grande sfida per le aziende, che devono attrezzare i propri depositi per le ricariche elettriche e formare il personale, anche quello delle officine”. Così Stefano Belardinelli, rappresentante di Contram, alla 20esima edizione del Convegno Nazionale Asstra, in programma ieri e oggi al Parco dei Principi Grand Hotel Roma, dal titolo ‘Mobilità di valore, valore alla mobilità’.  

Belardinelli ha poi analizzato come l’evoluzione tecnologica ha alimentato un fabbisogno di personale: “Registriamo una carenza sia di personale qualificato e tecnico. Stiamo cercando di sviluppare importanti collaborazioni con le università, parlando ai giovani già durante il loro percorso di studi, offrendo loro la possibilità di fare uno stage in azienda e mostrando che il trasporto pubblico locale non è un settore tradizionale, legato soltanto alla conservazione e quindi poco attrattivo per le nuove generazioni”. 

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Non fu overdose ma omicidio, Ursula Turri soffocata con un cuscino: condannato l’ex compagno in appello

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(Adnkronos) –
Quattordici anni e otto mesi di reclusione per Fabio Picciolo, 63 anni, ex dipendente del Comune di Barga (Lucca), condannato in appello per l’omicidio volontario dell’ex compagna Ursula Turri, operatrice socio-sanitaria di 49 anni. La sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Firenze ribalta l’assoluzione pronunciata in primo grado dal giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Lucca nel febbraio 2024.  

La vicenda risale al 19 novembre 2019, quando il corpo senza vita della 49enne venne trovato nel letto della sua abitazione di via Fontana, a Barga. In una prima fase si era ipotizzato un decesso legato all’assunzione di sostanze stupefacenti. Gli approfondimenti investigativi e gli accertamenti medico-legali portarono però a una conclusione diversa: secondo la ricostruzione dell’accusa, la donna era stata soffocata con un cuscino. La consulenza del medico legale Stefano Pierotti fu uno degli elementi che contribuirono a delineare l’ipotesi dell’omicidio.  

Fin dalle prime fasi delle indagini, l’attenzione degli investigatori si concentrò sull’ex compagno. Il quadro accusatorio si fondava su diversi elementi indiziari, tra cui la presunta debolezza dell’alibi dell’uomo, l’assenza di segni di effrazione nell’abitazione e alcuni elementi relativi a possibili accessi all’appartamento dopo la morte della donna. Tra gli aspetti esaminati anche una chiave rinvenuta dai carabinieri sul pavimento della camera da letto. Nonostante questi elementi, nel febbraio 2024 Picciolo era stato assolto in primo grado con rito abbreviato. La Procura e la parte civile, rappresentata dall’avvocato Paolo Mei per i familiari di Turri, avevano impugnato la decisione, ottenendo un nuovo esame del caso in appello. 

Il procedimento davanti alla Corte fiorentina ha comportato una rinnovazione dell’istruttoria: sono stati nuovamente ascoltati i principali testimoni e altri quattro dichiaranti, i cui precedenti verbali erano stati acquisiti nel primo giudizio. Al centro dell’esame anche le analisi informatiche e telefoniche, con l’audizione di quattro consulenti che avevano studiato tabulati, cellulari e celle telefoniche riferibili alla vittima e all’imputato. Al termine della requisitoria, il sostituto procuratore generale Fabio Origlio aveva chiesto una condanna a 16 anni di reclusione, partendo da una richiesta di 24 anni per omicidio volontario e considerando la riduzione di un terzo prevista dal rito abbreviato. La Corte ha infine inflitto a Picciolo la pena di 14 anni e otto mesi. 

Nel dispositivo letto dalla presidente della Corte sono state riconosciute provvisionali risarcitorie pari a 80mila euro per il padre della vittima, Gianluigi Burri, 100mila euro per la figlia Bruna e 30mila euro per il fratello Leonardo, per un totale di 210mila euro. La quantificazione definitiva del danno sarà stabilita in sede civile. Disposto inoltre il pagamento delle spese legali relative ai due gradi di giudizio. 

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