ROMA (ITALPRESS) – Non stiamo andando verso la Terza guerra mondiale, ‘ma viviamo in tempi molto pericolosi. Farò tutto quello che è in mio potere per mantenere la pace e la libertà in Europa. E’ proprio per questo che stiamo rafforzando le nostre capacità di difesa con così tanta determinazione. In un mondo sempre più ostile, dobbiamo fare tutto il possibile per salvaguardare la democrazia, la prosperità e la pacè. Così, in una intervista a la Repubblica, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.
‘L’Unione europea – spiega – è responsabile del mercato unico per le sue industrie, per la ricerca e innovazione e per le Pmi, tra cui rientra anche la base industriale della difesa. Noi ci assumiamo le nostre responsabilità per proteggere l’Unione. Dobbiamo fare i conti con la realtà: il mondo è profondamente cambiato e bisogna prepararsi a raccogliere le sfide che ci porrà. Questo significa dimostrare a noi stessi, ai nostri alleati e ai nostri avversari che l’Europa intende difendersi ed è in grado di farlo. E pensando alle molteplici iniziative che abbiamo preso – per la nostra sicurezza energetica, per la nostra prontezza alla difesa – dopo l’invasione dell’Ucraina da parte della Russia nel 2022, siamo sulla buona stradà.
‘Gli incidenti, in particolare quello che si è verificato in Polonia, sono estremamente significativi – sottolinea la presidente Ursula von der Leyen -. Se è vero che la Nato deve rimanere il fulcro della nostra difesa collettiva, è anche vero che abbiamo bisogno di un pilastro europeo molto più forte. L’Europa deve essere più autosufficiente e indipendente in fatto di sicurezza. Per questo abbiamo avviato il programma ‘Prontezza per il 2030’, con il quale intendiamo colmare le carenze di capacità, accelerare le procedure e mobilizzare fino a 800 miliardi di euro per l’industria della difesa. Proteggeremo ogni centimetro dell’Unione europeà. ‘A scanso di equivoci – aggiunge – agli Stati membri spetterà sempre la competenza delle proprie truppe, dalla dottrina al dispiegamento, ad esempio, e della definizione del fabbisogno delle loro forze armate. Non dobbiamo dimenticare che 30 dei 32 paesi della Nato sono europei. Perciò, rafforzando il pilastro europeo della Nato, potenziamo anche le capacità militari dell’Europa e la sua capacità di difendersì.
‘L’interferenza con i sistemi Gps è diventato un problema quotidiano in molte regioni confinanti con la Russia – dichiara
Ursula von der Leyen -. Il traffico marittimo nel Mar Baltico è costantemente interessato da perturbazioni, con un aumento del rischio di collisioni. Lo stesso vale per il traffico aereo sul Mar Nero. La Russia sembra essere disposta ad accettare che prima o poi ci saranno incidenti mortali. E’ una questione che prendiamo molto sul serio, come del resto tutti gli attacchi ibridi e informatici della Russia all’Unione, perchè questi attacchi mostrano chiaramente che le ambizioni della Russia non si fermano all’Ucraina. L’unico percorso dell’Europa verso la sicurezza e la stabilità passa da una deterrenza forte e credibilè.
‘L’Europa – prosegue – è determinata a rafforzare la propria sicurezza energetica: stiamo realizzando una solida base di energia pulitada fonti rinnovabili interne, riducendo nel contempo, o persino eliminando, la nostra dipendenza strategica da fornitori inaffidabili. Stiamo accelerando la graduale eliminazione dei combustibili fossili russi e stiamo realizzando massicci investimenti nelle energie rinnovabili prodotte in Europa, usando il nucleare per il carico di base. Oggi già prendiamo oltre il 70% dell’energia elettrica da fonti a basse emissioni di carbonio. Solo nella prima metà del 2025 gli investimenti nell’energia eolica europea hanno raggiunto un massimo storico di oltre 40 miliardi di euro. Ma la sicurezza energetica non significa totale indipendenza: la prospettiva di una piena autonomia dai mercati globali non è nè realistica nè auspicabile. L’Ue rimane interconnessa e le importazioni di petrolio, Gnl e, eventualmente, idrogeno continueranno a far parte del mix energetico. Sotto questo aspetto gli Stati Uniti sono un partner affidabile e un elemento essenziale della nostra più ampia strategia di diversificazione. Questa visione si è concretizzata nell’accordo commerciale Ue-Usa. Va precisato che i numeri aggregati citati riguardano un periodo di quattro anni e non rappresentano impegni vincolanti. In definitiva spetta alle stesse imprese europee decidere se e quanto acquistare – o investire – negli Stati Unitì.
Alla domanda su come dovrebbe rispondere l’Ue a Trump, che ha chiesto di imporre dazi del 100% all’India e alla Cina, risponde: ‘L’Ue deciderà in autonomia. La richiesta nasceva dall’interesse del Presidente ad aumentare la pressione sulla Russia perchè ponesse fine all’aggressione nei confronti dell’Ucraina e per indurla a sedersi al tavolo dei negoziati. Per questo ho appena proposto il 19º pacchetto di sanzioni sostanziali e di ampia portata. Naturalmente continueremo a coordinare i nostri sforzi su entrambe le sponde dell’Atlantico e all’interno del G7 e accogliamo con favore gli sforzi compiuti dagli Stati Uniti per porre fine alla guerra in Ucraina. Sappiamo anche che, in questo contesto geopolitico sempre più complesso, dobbiamo rafforzare i partenariati radicati nell’interesse comune. Pensi alle nostre relazioni con l’India. Man mano che il paese assume un ruolo sempre più importante in termini di sicurezza nella regione indo-pacifica, una più stretta cooperazione Ue-India è più che mai essenziale. Per questo abbiamo annunciato una nuova agenda strategica Ue-India, che individua, tra le priorità, il rafforzamento della difesa e della sicurezza reciproche. Intendiamo concludere un nuovo accordo di libero scambio entro la fine del 2025, a vantaggio delle imprese europee e indiane. Accordi come questo rafforzano la nostra posizione geopolitica e ci mettono nelle condizioni di conseguire i nostri obiettivì.
‘I dazi – ricorda – sono tasse. La maggior parte degli economisti è del parere che ricadranno sulle imprese e sui consumatori statunitensi. La nostra priorità è garantire che le imprese europee continuino ad avere accesso a un mercato significativo. Ogni anno l’Unione esporta verso gli Stati Uniti merci per un valore di oltre 500 miliardi di euro. Si tratta di scambi commerciali da cui dipendono milioni di posti di lavoro. Grazie a una tariffa onnicomprensiva con un massimale del 15% le nostre imprese si troveranno in una posizione di forza rispetto ai concorrenti mondiali. Ci siamo assicurati l’accordo migliore tra tutti quelli conclusi finora con gli Stati Uniti. E non dimentichiamo: l’alternativa sarebbe stata una guerra commerciale con il nostro partner commerciale più importante in un momento in cui l’Europa è in preda a sconvolgimenti economici e deve fronteggiare gravi minacce alle sue frontiere. Non metterò mai a repentaglio i posti di lavoro o i mezzi di sussistenza delle personè. “Riusciremo a conciliare decarbonizzazione e neutralità tecnologica”, ribadisce la Presidente della Commissione europea, che aggiunge: ‘Il riesame delle norme in materia CO2, che è parte integrante dell’atto approvato dai legislatori europei, terrà conto dell’obiettivo di neutralità tecnologica. Il riesame è iniziato prima della pausa estiva e, a seguito della consultazione pubblica attualmente in corso, verrà effettuata una valutazione d’impatto. Sono determinata a ultimare il riesame entro la fine dell’anno. E a quel punto i primi i portatori di interessi con cui discuteremo saranno quelli del settore automobilistico. Sono fiduciosa che entro tale data saremo in grado di garantire prevedibilità per questo importante settorè.
‘Non è possibile operare una scelta netta, trattandosi di questioni che sono troppo profondamente interconnesse – sottolinea -. Ad esempio: se trascuriamo la competitività e l’adozione delle misure economiche necessarie, perderemo i mezzi per finanziare la transizione verso la neutralità in termini di emissioni di carbonio. Se non diamo il giusto peso alla transizione verso l’energia pulita, avvalendoci, ad esempio, delle energie rinnovabili e del nucleare, non riusciremo a eliminare la nostra eccessiva dipendenza dalla volatilità del mercato mondiale dei combustibili fossili. Se trascuriamo il clima, rischiamo di distruggere le fondamenta della nostra stabilità economica – sia ora che in prospettiva futura. Basta guardare a ciò che è accaduto quest’estate. Un quarto delle regioni dell’Unione europea è stato colpito da siccità, inondazioni e altri eventi meteorologici estremi. In queste regioni, solo nell’anno in corso, il Pil diminuirà di circa 43 miliardi di euro. La Bce prevede che, in assenza di interventi immediati, le perdite annue arriveranno a 126 miliardi di euro entro il 2029. In altri termini: un’economia sana dipende da un ambiente sano. La buona notizia è che i nostri successi possono avere ricadute positive sui settori menzionati. Gli investimenti nelle tecnologie pulite sono positivi per il clima e per l’industria. L’indipendenza energetica rafforza la difesa europea, e così via. In tal modo, le nostre priorità finiscono per rafforzarsi a vicendà.
Poi, alla domanda se ritiene che la sua posizione sia indebolita dalle ripetute mozioni di censura al Parlamento europeo, risponde: ‘Ciascuna delle istituzioni ha le proprie responsabilità. Personalmente agisco nell’interesse superiore di tutti gli europei. Gli esponenti dell’estrema destra e dell’estrema sinistra hanno tutto il diritto di valutare le cose in modo diverso e di esercitare le rispettive prerogative parlamentari. Non spetta a me formulare osservazioni in proposito. Sono profondamente convinta che l’Europa possa superare tutte le sfide se dà prova di unità – tra i partiti, gli Stati membri e le istituzioni dell’Ue. Collaboro con le forze democratiche europeiste del Parlamento europeo per ottenere risultati a beneficio dei nostri cittadinì. ‘Sono pienamente impegnata ad assolvere le funzioni di presidente della Commissione e non sono disponibile ad assumere altri incarichì, aggiunge.
Ed in merito al fronte Medio Oriente, su cosa potrà fare la Commissione di fronte a ciò che sta accadendo a Gaza, dichiara: ‘Dobbiamo garantire una reale sicurezza a Israele e, allo stesso modo, un presente e un futuro sicuri per tutti i palestinesi.
Ciò significa che gli ostaggi devono essere liberati. Che deve essere garantito un accesso senza restrizioni per tutti gli aiuti umanitari e deve essere instaurato un cessate il fuoco immediato. Per quanto riguarda il lungo termine, tuttavia, la mia posizione è chiarissima: la soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati è l’unica prospettiva in grado di garantire nella regione una pace sostenibile a lungo termine. Abbiamo bisogno di uno Stato di Israele sicuro e di un’autorità palestinese vitale; non ci deve essere spazio per gli estremismi e la piaga di Hamas deve essere eliminata. So benissimo quanto gli atroci attacchi del 7 ottobre da parte di terroristi di Hamas abbiano scosso in profondità la nazione di Israele. Tuttavia i recenti sviluppi – una carestia provocata dall’uomo e il soffocamento finanziario dell’Autorità palestinese – sono fonte di notevole preoccupazione. I piani per un progetto di insediamento nella cosiddetta zona E1, se realizzati, determinerebbero di fatto una separazione tra la Cisgiordania occupata e Gerusalemme Est. Gli interventi messi in atto dal governo di Israele negli ultimi mesi costituiscono un chiaro tentativo di sabotare la soluzione fondata sulla coesistenza di due Stati. Per questo motivo la Commissione ha deciso di agire e ha proposto un pacchetto di misure mirate e proporzionate che tracciano la via da seguire. Abbiamo proposto di ampliare il nostro regime di sanzioni per colpire altri terroristi di Hamas, jihadisti palestinesi e coloni violenti. Abbiamo proposto di interrompere in parte il nostro sostegno diretto al governo israeliano, senza tuttavia compromettere la collaborazione con la società civile israeliana o il popolo israeliano o la nostra intangibile determinazione a proseguire la lotta contro l’antisemitismo in tutte le sue forme. Abbiamo altresì proposto di sospendere le disposizioni dell’accordo di associazione relative alle questioni commerciali. Mi auguro che questo invito alla ragionevolezza non resti inascoltato e che sia possibile trovare una via di uscita dall’attuale situazione di stallo, senza ulteriori perdite di vite umane e senza che siano ulteriormente compromesse le prospettive di un futuro più pacifico sia per gli israeliani che per i palestinesì. Ed infine, per quanto riguarda le raccomandazioni formulate nella relazione Draghi, dice: ‘La Commissione è in carica da nove mesi. Fin dall’inizio ha posto la competitività europea al centro della sua agenda. A gennaio ha varato il patto per l’industria pulita. A febbraio ha avviato le gigafabbriche di IA. A marzo ha lanciato il più grande programma di investimenti nel settore della difesa nella storia europea, insieme all’Unione dei mercati dei capitali. Potrei andare avanti, citando i pacchetti di semplificazione e gli accordi commerciali. E ogni mese annunciamo nuove iniziative. E’ un fatto incontestabile: in un brevissimo lasso di tempo abbiamo varato moltissime iniziative. Sono ora il Parlamento e gli Stati membri a dover agire. Urgenza e unità, ciò di cui abbiamo bisogno in questo momentò.
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Von der Leyen “Farò di tutto per mantenere la pace e la libertà in Europa”
Pulisic trascina il Milan a Udine, i rossoneri vincono 3-0
UDINE (ITALPRESS) – Terza vittoria di fila in campionato per il Milan che a Udine si impone con merito per 3-0. Sono Fofana e Pulisic, doppietta per lui, i mattatori di una serata positiva per i sette volte campioni d’Europa. Il ritmo è alto fin dalle prime battute e dopo neanche tre minuti è Pulisic ad andare al tiro da posizione defilata, ma Sava è attento e devia in corner. Al 19′, Gimenez ha una grande occasione quando calcia addosso a Sava in uscita dopo essere stato lanciato in porta da una precisa imbucata di Estupiñan. Gli ospiti giocano meglio e al 40′ passano meritatamente in vantaggio. Pulisic avvia l’azione e serve Estupiñan, il quale mette dentro una palla insidiosa su cui si avventa Karlstròm rischiando l’autogol, ma sulla respinta di Sava è lo stesso Pulisic il più lesto di tutti a ribadire in rete a porta quasi sguarnita. Il primo tempo termina 1-0 in favore degli uomini di Allegri, oggi squalificato e sostituito in panchina dal vice Landucci.
Il raddoppio arrivo dopo nemmeno un minuto dall’inizio della ripresa. Karlstròm si fa soffiare palla in area da Pulisic e la sfera finisce sul destro di Fofana, che chiude sul primo palo infilando Sava per il 2-0. Pulisic è scatenato e all’8′ cala il tris, quando la sua squadra si rende protagonista di un’ottima ripartenza dalla propria trequarti, con Rabiot bravo a servire in area lo statunitense che trafigge un imperfetto Sava sul suo palo. Al 35′ è Saelemaekers a impegnare il portiere avversario con un piatto destro da buona posizione che viene però respinto in tuffo. Cinque minuti dopo, Estupiñan ci prova con un mancino di controbalzo dalla lunga distanza che sibila il palo alla destra di Sava. Sarà l’ultima emozione del match. Grazie a questi tre punti, il Milan sale momentaneamente al secondo posto della classifica (in compagnia del Napoli che ha una partita in meno e che lunedì ospiterà il Pisa al Maradona), portandosi a una sola lunghezza dalla Juventus. L’Udinese, invece, resta a quota 7 punti.
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Pulisic straripante, il Milan domina a Udine e conquista la terza vittoria consecutiva
UDINE (ITALPRESS) – Terza vittoria di fila in campionato per il Milan che a Udine si impone con merito per 3-0. Sono Fofana e Pulisic, doppietta per lui, i mattatori di una serata positiva per i sette volte campioni d’Europa.
Il ritmo è alto fin dalle prime battute e dopo neanche tre minuti è Pulisic ad andare al tiro da posizione defilata, ma Sava è attento e devia in corner. Al 19′, Gimenez ha una grande occasione quando calcia addosso a Sava in uscita dopo essere stato lanciato in porta da una precisa imbucata di Estupiñan. Gli ospiti giocano meglio e al 40′ passano meritatamente in vantaggio. Pulisic avvia l’azione e serve Estupiñan, il quale mette dentro una palla insidiosa su cui si avventa Karlström rischiando l’autogol, ma sulla respinta di Sava è lo stesso Pulisic il più lesto di tutti a ribadire in rete a porta quasi sguarnita. Il primo tempo termina 1-0 in favore degli uomini di Allegri, oggi squalificato e sostituito in panchina dal vice Landucci.
Il raddoppio arrivo dopo nemmeno un minuto dall’inizio della ripresa. Karlström si fa soffiare palla in area da Pulisic e la sfera finisce sul destro di Fofana, che chiude sul primo palo infilando Sava per il 2-0. Pulisic è scatenato e all’8′ cala il tris, quando la sua squadra si rende protagonista di un’ottima ripartenza dalla propria trequarti, con Rabiot bravo a servire in area lo statunitense che trafigge un imperfetto Sava sul suo palo. Al 35′ è Saelemaekers a impegnare il portiere avversario con un piatto destro da buona posizione che viene però respinto in tuffo. Cinque minuti dopo, Estupiñan ci prova con un mancino di controbalzo dalla lunga distanza che sibila il palo alla destra di Sava. Sarà l’ultima emozione del match. Grazie a questi tre punti, il Milan sale momentaneamente al secondo posto della classifica (in compagnia del Napoli che ha una partita in meno e che lunedì ospiterà il Pisa al Maradona), portandosi a una sola lunghezza dalla Juventus. L’Udinese, invece, resta a quota 7 punti.
IL TABELLINO DELLA PARTITA
UDINESE (4-4-2): Sava 5; Ehizibue 5 (14′ st Zanoli 6), Kristensen 5, Solet 5, Zemura 5; Ekkelenkamp 5.5 (14′ st Modesto 6), Karlström 4.5, Zarraga 5, Atta 5 (36′ st Miller sv); Davis 5 (14′ st Zaniolo 6), Iker Bravo 5 (1′ st Buksa 5.5). In panchina: Nunziante, Venuti, Bertola, Goglichidze, Kabasele, Palma, Kamara, Lovric, Piotrowski, Gueye. Allenatore: Runjaic 5
MILAN (3-5-2): Terracciano 6; Tomori 7, Gabbia 6.5, Pavlovic 6.5 (23′ st De Winter 6); Saelemaekers 7, Fofana 7 (23′ st Ricci 6), Modric 7 (36′ st Athekame sv), Rabiot 7, Estupiñan 7; Pulisic 8 (18′ st Loftus-Cheek 6), Gimenez 5.5 (17′ st Nkunku 6). In panchina: Pittarella, Torriani, Bartesaghi, Odogu, Balentien. Allenatore: Landucci (Allegri squalificato) 7
ARBITRO: Doveri di Roma 6
RETI: 40′ pt Pulisic, 1′ st Fofana, 8′ st Pulisic.
NOTE: cielo sereno, campo in buone condizioni. Ammoniti: Atta, Zemura. Angoli 1-4. Recupero 2′ pt, 3′ st.
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Bernini “Le università sono officine del futuro, qui si formano le competenze richieste dal mercato del lavoro”
ROMA (ITALPRESS) – “Le università non sono semplici custodi del sapere: sono officine del futuro, laboratori in cui si formano le competenze richieste dal mercato del lavoro, e dove l’aggiornamento costante non è un optional, ma una regola”. Così la ministra dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, intervenuta a Portofino Talks. “La nostra idea è chiara: legami più stretti tra atenei e imprese, maggiore apertura internazionale, flessibilità e multidisciplinarietà degli insegnamenti. Dobbiamo formare gli studenti per essere in grado di affrontare le sfide del presente e soprattutto quelle del futuro”.
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Tajani “Altri tre studenti palestinesi sono arrivati oggi in Italia, continua il nostro impegno verso la popolazione di Gaza”
ROMA (ITALPRESS) – “Continua l’impegno italiano per l’assistenza alla popolazione di Gaza. Oltre alle operazioni sanitarie, che posizionano l’Italia al primo posto tra i Paesi UE, proseguono gli arrivi di parenti diretti di cittadini palestinesi già in Italia. La Farnesina sta lavorando con i Paesi della regione per rafforzare l’apertura di un canale per l’uscita di studenti universitari. Oggi sono arrivati in Italia altri tre cittadini palestinesi destinati ad un percorso di formazione accademica nell’ambito di un’operazione che dovrebbe vedere l’arrivo di oltre 100 studenti”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un post su X.
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Orban replica a Conceiçao, Verona-Juventus 1-1
VERONA (ITALPRESS) – Dopo un avvio di campionato più che convincente fatto di tre vittorie in altrettante gare, la Juventus di Tudor frena al Bentegodi, pareggiando per 1-1 contro l’Hellas Verona. La rete in apertura di Conceicao è stata infatti neutralizzata dal gol su rigore di Orban: inoltre, nella ripresa il Var ha annullato il possibile 2-1 a Serdar. In virtù di questo risultato, in caso di vittoria lunedì contro il Pisa, il Napoli di Conte si ritroverebbe in solitaria in testa alla classifica. Un buon Verona strappa così un punto prezioso ad una Vecchia Signora troppo imprecisa ed evidentemente affaticata dall’impegno europeo. Il primo tempo del Bentegodi si conclude con un gol a testa: nonostante un approccio positivo e il vantaggio trovato, infatti, i bianconeri riescono a complicarsi la vita da soli. Al 19′ gli ospiti trovano la rete dell’1-0, grazie al bel sinistro rasoterra di Conceicao, al primo gol della sua seconda avventura in maglia Juve. I ragazzi di Tudor sembrano in totale controllo delle operazioni, mentre il Verona fatica a innescare il duo d’attacco Orban-Giovane. Al 41′, però, da una rimessa laterale in favore degli scaligeri in zona offensiva, dopo il tentativo di spizzata andato a vuoto di Nelsson, il pallone carambola sfortunatamente sul braccio largo di Joao Mario. Rapuano viene richiamato al Var per poi concedere il rigore al Verona: dagli undici metri Orban sigla l’1-1, nonostante il tocco di Di Gregorio. Smaltita la rabbia per il vantaggio dissipato, nella ripresa la Juve torna in campo, provando a caricare a testa bassa. La partita si stappa così definitivamente con il Verona che trova maggiori spazi in contropiede. Al 51′ uno spento Vlahovic (poco dopo sostituito) riesce a impegnare Montipò con un tiro violento; due minuti più tardi, nell’altra metà campo, è invece Orban con una conclusione dal limite a costringere Di Gregorio al grande intervento. Il Verona è più vivo che mai e cresce sempre di più di pericolosità, anche sfruttando il calo fisico degli avversari. Al 67′ il Var nega il 2-1 ai padroni di casa e la gioia del gol a Serdar: al 73′ un frizzante Orban spaventa ancora la Juve, sfiorando il palo con un destro a giro. Nel finale i bianconeri più con i nervi che con la qualità tornano a premere: Tudor inserisce nella mischia anche Zhegrova, Openda e David, senza però ottenere il risultato sperato. Al Bentegodi finisce 1-1.
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Primo stop in campionato per la Juventus di Tudor, a Verona non va oltre l’1-1 contro l’Hellas
VERONA (ITALPRESS) – Dopo un avvio di campionato più che convincente fatto di tre vittorie in altrettante gare, la Juventus di Tudor frena al Bentegodi, pareggiando per 1-1 contro l’Hellas Verona. La rete in apertura di Conceicao è stata infatti neutralizzata dal gol su rigore di Orban: inoltre, nella ripresa il Var ha annullato il possibile 2-1 a Serdar. In virtù di questo risultato, in caso di vittoria lunedì contro il Pisa, il Napoli di Conte si ritroverebbe in solitaria in testa alla classifica. Un buon Verona strappa così un punto prezioso ad una Vecchia Signora troppo imprecisa ed evidentemente affaticata dall’impegno europeo.
Il primo tempo del Bentegodi si conclude con un gol a testa: nonostante un approccio positivo e il vantaggio trovato, infatti, i bianconeri riescono a complicarsi la vita da soli. Al 19′ gli ospiti trovano la rete dell’1-0, grazie al bel sinistro rasoterra di Conceicao, al primo gol della sua seconda avventura in maglia Juve. I ragazzi di Tudor sembrano in totale controllo delle operazioni, mentre il Verona fatica a innescare il duo d’attacco Orban-Giovane. Al 41′, però, da una rimessa laterale in favore degli scaligeri in zona offensiva, dopo il tentativo di spizzata andato a vuoto di Nelsson, il pallone carambola sfortunatamente sul braccio largo di Joao Mario. Rapuano viene richiamato al Var per poi concedere il rigore al Verona: dagli undici metri Orban sigla l’1-1, nonostante il tocco di Di Gregorio. Smaltita la rabbia per il vantaggio dissipato, nella ripresa la Juve torna in campo, provando a caricare a testa bassa.
La partita si stappa così definitivamente con il Verona che trova maggiori spazi in contropiede. Al 51′ uno spento Vlahovic (poco dopo sostituito) riesce a impegnare Montipò con un tiro violento; due minuti più tardi, nell’altra metà campo, è invece Orban con una conclusione dal limite a costringere Di Gregorio al grande intervento. Il Verona è più vivo che mai e cresce sempre di più di pericolosità, anche sfruttando il calo fisico degli avversari. Al 67′ il Var nega il 2-1 ai padroni di casa e la gioia del gol a Serdar: al 73′ un frizzante Orban spaventa ancora la Juve, sfiorando il palo con un destro a giro. Nel finale i bianconeri più con i nervi che con la qualità tornano a premere: Tudor inserisce nella mischia anche Zhegrova, Openda e David, senza però ottenere il risultato sperato. Al Bentegodi finisce 1-1.
IL TABELLINO DELLA PARTITA
HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò 6.5; Nunez 6.5, Nelsson 6.5, Frese 6.5; Belghali 7 (32′ st Kastanos 6), Serdar 6.5 (45′ st Santiago sv), Akpa Akpro 5.5 (32′ st Niasse 6), Bernede 5.5, Bradaric 6; Giovane 6 (18′ st Sarr 6), Orban 7 (45′ st Ajayi sv). In panchina: Perilli, Toniolo, Slotsager, Ebosse, Bella-Kotchap, De Battisti, Elmusrati, Vermesan. Allenatore: Zanetti 6.5.
JUVENTUS (3-4-2-1): Di Gregorio 6; Kalulu 6, Gatti 6, Kelly 5.5; Joao Mario 5 (38′ st Zhegrova sv), Locatelli 5 (1′ st Koopmeiners 5.5), Thuram 6 (17′ st Adzic 6), Cambiaso 5.5; Conceicao 7 (25′ st David 5.5), Yildiz 5.5; Vlahovic 5.5 (12′ st Openda 5.5). In panchina: Perin, Pinsoglio, Bremer, Rugani, Cabal, Kostic, McKennie. Allenatore: Tudor 5.5.
ARBITRO: Rapuano di Rimini 6.
RETI: 19′ pt Conceicao 6, 44′ pt Orban (rig).
NOTE: pomeriggio sereno, campo in discrete condizioni. Ammoniti: Akpa Akpro, Gatti, Kelly, Tudor, Orban, Koopmeiners, Bernede. Angoli: 5-3. Recupero: 2’+1, 7′.
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Meloni “In Italia la destra ha dimostrato di poter governare. Ora più conservatori al potere per cambiare radicalmente l’UE”
ROMA (ITALPRESS) – “Vogliamo rendere l’Europa meno burocratica e più sovrana in campo militare, energetico e tecnologico. Ma per raggiungere tutto questo e cambiare radicalmente l’UE, abbiamo bisogno di molti più governi conservatori al nostro fianco. Immaginate cosa potremmo ottenere con una nuova svolta a destra al massimo vertice europeo. E l’unico modo per raggiungere questo obiettivo è creare alleanze, da Roma a Bruxelles, passando per Parigi e Madrid. La strada è quella dell’unità tra destra e centrodestra”. Così la premier Giorgia Meloni nel videomessaggio per l’evento dell’ECR “The Right that wins”. “Per raggiungere questi obiettivi, dobbiamo continuare le nostre lotte culturali, affermando con forza i nostri legami, le nostre radici, la nostra identità, come alternativa a una società fluida che cerca di diluire tutto ciò che ci definisce: comunità, famiglie, nazioni, religioni. E una volta chiamati ad assumerci responsabilità di governo, dobbiamo essere in grado di essere coerenti e fedeli agli impegni presi”, conclude.
“IN ITALIA ABBIAMO DIMOSTRATO CHE DESTRA È CAPACE DI GOVERNARE”
“Nel 2022 abbiamo vinto soprattutto perché abbiamo rimesso la politica al centro. Ci siamo candidati con una coalizione e un programma comune, con l’obiettivo di rappresentare un’alternativa chiara alla sinistra e porre fine a un lungo periodo di governi tecnici e alleanze politiche tanto innaturali quanto infruttuose. In Italia, abbiamo dimostrato che la destra non è solo capace di vincere le elezioni, ma soprattutto di governare”.
“DESTRA PRONTA AD ASSUMERSI RESPONSABILITÀ DI GOVERNO OVUNQUE”
“Dobbiamo trasmettere il messaggio che noi, a tutte le latitudini, siamo pronti ad assumerci le responsabilità del governo. In alcuni casi, come in Italia, è già capitato. In altri ci vorrà più tempo. In alcuni casi sarà facile, in altri difficilissimo, ma noi siamo sempre pronti e capaci di farlo”.
“NON CADREMO IN GIOCO SPORCO DEI SEMINATORI D’ODIO”
“Voglio rendere un sentito omaggio a Charlie Kirk, un giovane uomo, un padre coraggioso che ha pagato con la vita il coraggio delle sue idee e il prezzo della sua libertà: il suo sacrificio cosi ricorda ancora una volta da che parte stanno la violenza e l’intolleranza e voglio dire forte e chiaro a tutti i seminatori di odio, quelli che passano la loro esistenza a demonizzare l’avversario politico e poi a fare distinguo ipocriti, giustificando persino i crimini più efferati, che noi non cadremo nel loro gioco sporco, non consentiremo loro di trascinare le nostre nazioni in questa spirale di odio e violenza”. Così la premier Giorgia Meloni nel videomessaggio per l’evento dell’ECR “The Right that wins”.
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GP Azerbaijan, Isola “Qualifica assolutamente fuori dalla norma, sarà una gara incerta”
BAKU (AZERBAIJAN) (ITALPRESS) – “Una qualifica assolutamente fuori dalla norma, sia per la lunghezza che per l’utilizzo delle gomme. Sapevamo che in termini di prestazione complessiva la differenza fra C5 e C6 era molto ridotta e variabile da vettura a vettura se non, addirittura, da pilota a pilota. Il calo delle temperature con cui i piloti hanno dovuto fare i conti in qualifica, determinato anche dall’allungamento della sessione, ha reso ancor più labile la differenza di rendimento e quindi soggettiva la preferenza fra le due. Anzi, la prima impressione è che con un asfalto più freddo la Soft sia stata la mescola più redditizia, nonostante le aspettative che si erano create ieri”. Così Mario Isola, direttore Motorsport Pirelli, ha commentato l’esito delle qualifiche del Gp di Azerbaijan in programma domani sul circuito di Baku.
“Dal punto di vista della strategia, domani l’opzione nettamente più veloce è la sosta unica, con Medium e Hard che saranno le grandi protagoniste, al netto ovviamente delle eventuali neutralizzazioni. Per quanto riguarda la Soft il suo utilizzo in gara è improbabile ma non da scartare a priori, magari da chi vorrà fare un primo stint corto per poi mettersi a girare in aria pulita e arrivare fino alla bandiera a scacchi. Ovviamente, un primo stint con la Medium o con la Hard consente una maggior flessibilità, visto che non è da escludere – ne abbiamo avuto un assaggio oggi, sia nelle qualifiche che nella gara di F2 – che ci siano neutralizzazioni. Quello che è certo è che sarà una gara molto incerta, vista anche la griglia abbastanza diversa da quelle cui siamo stati abituati quest’anno”.
-Foto ufficio stampa Pirelli-
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Il Bologna vince in rimonta, al 99° Orsolini piega il Genoa
BOLOGNA (ITALPRESS) – Il Bologna fa festa allo scadere al Dall’Ara. La squadra guidata da Vincenzo Italiano, nel match valido per la 4^ giornata di Serie A, supera 2-1 il Genoa in pieno recupero: a decidere la contesa è un calcio di rigore trasformato da Riccardo Orsolini al 99°. Prima il vantaggio ligure di Ellertsson e il pareggio di Castro. I padroni di casa partono subito con il piede sull’acceleratore, andando a segno con Castro dopo appena 4′, ma la rete viene prontamente annullata dal direttore di gara per fuorigioco. La risposta dei ragazzi di Patrick Vieira non si fa attendere con Colombo che al 7′ tenta la conclusione, ma non centra lo specchio della porta. Al 15′ il Bologna protesta per un contatto in area di rigore tra Dominguez e Norton-Cuffy, ma per Collu non c’è nulla. Due minuti più tardi Ellertson lascia partire un cross insidioso, sul quale è provvidenziale l’intervento di Heggem ad anticipare gli avversari. Dopo un avvio di gara molto movimentato, i ritmi di gioco di abbassano, ma al 33′ il Genoa prova a sorprendere Skorupski con un tiro dalla distanza di Martin: il portiere polacco compie una grande parta e sventa la minaccia.
Al 38′ Bernardeschi si rende protagonista di una buona azione personale e serve Heggem che colpisce di prima intenzione spedendo la palla sul fondo. Al termine di oltre 4′ di recupero le due formazioni vanno a riposo sul parziale di 0-0.
Nella ripresa Vieira prova a scuotere i suoi con le sostituzioni e manda in campo Marcandalli ed Ekuban per Ostigard e Colombo. La compagine ligure prova ad alzare i giri del motore, sfiorando il gol del vantaggio al 63′ con Vitinha, che conclude sull’esterno della rete. Un minuto dopo, però, ci pensa Mikael Ellertson a realizzare il gol dell’1-0: l’ex giocatore del Venezia, dopo un uno-due con Ekuban, entra in area di rigore e fulmina Skorupski con una potente conclusione. Gli emiliani reagiscono e al 68′ vanno vicini al pareggio con un’incornata di Castro, che trova una grande opposizione di Leali. L’appuntamento con la rete dell’1-1 è soltanto rimandato poichè al 73′ lo stesso Castro, su assist del neo-entrato Cambiaghi, anticipa tutti e deposita la sfera in fondo al sacco. Nel finale gli uomini di Italiano provano a completare la rimonta, ma la migliore occasione creata di testa da Orsolini si infrange sulla traversa. In pieno recupero i padroni di casa, a seguito di revisione Var, guadagnano un rigore per fallo di mano di Carboni: sul dischetto si presenta Orsolini che spiazza Leali e firma il suo 67° gol in Serie A, eguagliando Beppe Signori. Il Bologna, dunque, si impone 2-1 e porta a casa una vittoria fondamentale che gli consente di andare a 6 punti in classifica, mentre il Genoa resta quota 2.
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