giovedì, Ottobre 1, 2026
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Controlli sulle strutture ricettive in Umbria, affitti in nero per 880 mila euro

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PERUGIA (ITALPRESS) – Il Comando Provinciale di Perugia ha intensificato le verifiche su strutture ricettive e locazioni turistiche, con l’obiettivo prevenire e reprimere l’abusivismo e la concorrenza sleale in un settore chiave per l’economia regionale. Nel mirino delle Fiamme Gialle perugine attività situate nei comuni di Assisi, Foligno, Spoleto, Todi, Gubbio, Campello sul Clitunno e Umbertide.

Dei 29 esercizi ispezionati, ben 24 (percentuale dell’83%) sono risultati non in regola: in diversi casi, è emersa la mancata comunicazione dell’avvio dell’attività ricettiva agli uffici comunali, l’assenza della dichiarazione di locazione degli alloggi e l’omessa esposizione del Codice Identificativo Nazionale (C.I.N.), introdotto dalla legge n. 191/2023 come strumento per garantire trasparenza e tracciabilità dell’offerta ricettiva. Sono stati segnalati all’Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, scrivono le giamme gialle in una nota, “ricavi non dichiarati per oltre 880 mila euro e segnalati all’autorità giudiziaria 11 responsabili di altrettante strutture, responsabili di non aver comunicato le generalità degli ospiti, in violazione delle norme sulla sicurezza pubblica”.

Più in particolare, durante le attività ispettive, “sono stati individuati tre soggetti (2 nel comune di Gubbio e 1 nel comune di Umbertide) che avevano concesso in locazione i propri immobili a fini turistici senza alcun tipo di contratto regolare e, soprattutto, senza adempiere agli obblighi fiscali, omettendo di dichiarare ricavi complessivi per oltre 90.000 euro”.

A Todi è stata individuata “una persona fisica residente all’estero, proprietaria di un immobile, utilizzato per svolgere l’attività di ricezione extra alberghiera, in forma non imprenditoriale. Gli accertamenti effettuati hanno permesso di riscontrare l’omessa dichiarazione dei redditi percepiti per circa 180.000 euro”. Anche a Campello sul Clitunno è stato scoperto un immobile utilizzato per svolgere, in forma non imprenditoriale, attività di ricezione extra alberghiera: i correlati accertamenti effettuati hanno permesso di riscontrare l’omessa dichiarazione dei redditi per un importo complessivo pari a circa 195.000. Nel corso delle attività di controllo, sono stati inoltre individuati 3 datori di lavoro che impiegavano 6 lavoratori in nero. Le sanzioni previste per ogni lavoratore irregolare vanno da un minimo di 1.950 a un massimo di 11.700 euro, per un importo complessivo massimo per oltre 70 mila euro.

– Foto Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

Fallimento pilotato e autoriciclaggio, a Fiumicino sequestrati un immobile e una stazione di servizio

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ROMA (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in esecuzione di un decreto di sequestro preventivo disposto dal gip di Roma, su richiesta della Procura della Repubblica capitolina, hanno sequestrato un appartamento e una stazione di servizio, in piena attività, “del valore di circa mezzo milione di euro, nei confronti della rappresentante legale di una società di Fiumicino e dei suoi due figli”, accusati dei reati “di bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale, falso in bilancio, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte ed auto-riciclaggio”.

Il provvedimento, scrivono le fiamme gialle in una nota, scaturisce “dalle laboriose indagini delle Fiamme Gialle della Compagnia di Fiumicino, che hanno consentito di appurare che i due fratelli, reali “dominus” della società fallita, ne avrebbero svuotato progressivamente il patrimonio, conferendo artificiosamente due immobili di proprietà, della stessa società, a favore di un soggetto economico di nuova costituzione, dopo un’operazione straordinaria di scissione parziale”.

L’operazione avrebbe consentito di far permanere, in capo alla prima, gli ingenti debiti verso l’Erario, quantificati in circa 600.000 euro, a fronte di un passivo accumulato pari a circa 1,5 milioni di euro. Il Tribunale di Roma ha nominato un amministratore giudiziario della società, che, unitamente al sequestro dell’impianto di distribuzione stradale di carburante, permetterà l’ordinaria prosecuzione dell’attività.

– Foto d’archivio IPA Agency –

(ITALPRESS).

Hamas si prepara all’operazione israeliana, spostati alcuni ostaggi. Netanyahu “Attacco a Doha decisione indipendente”

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TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – L’attacco a Doha contro “la leadership terroristica di Hamas è stato frutto di una decisione di Israele totalmente indipendente, decisa da me e dai vertici della difesa e ce ne assumiamo la piena responsabilità”. Lo ha ribadito il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una conferenza stampa congiunta con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, a Gerusalemme. “Faremo in modo che Hamas non trasformi Gaza in una minaccia per Israele”, ha aggiunto.

Il presidente americano Donald Trump “è il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”. Netanyahu ha ringraziato gli Usa per stare al fianco di Israele e con Trump “le nostre relazioni si sono rafforzate come non mai”. Rivolgendosi a Rubio, il premier israeliano ha detto che la sua presenza a Gerusalemme “è anche un messaggio ai governi deboli che ci stanno facendo pressione, perché stanno crollando sotto la pressione delle minoranza islamiste e della demonizzazione nei nostri confronti”. 

RUBIO “TRUMP CONTINUERA’ LA CAMPAGNA DI MASSIMA PRESSIONE CONTRO L’IRAN

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “continuerà la campagna di massima pressione sull’Iran” e “sosteniamo l’attivazione del meccanismo di snapback delle sanzioni contro l’Iran”. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio durante una conferenza stampa congiunta a Gerusalemme con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. “L’Iran minaccia non solo Israele e gli Stati Uniti, ma anche gli alleati del Golfo e l’Europa” e un Iran dotato di armi nucleari rappresenta un “rischio inaccettabile” per il mondo”, ha aggiunto.

ALTRI 17 MORTI A GAZA

Dall’alba di oggi, almeno 17 persone sono state uccise a Gaza City e dintorni a causa degli attacchi israeliani. Lo riferisce l’emittente del Qatar Al-Jazeera citando fonti locali. Dieci persone sono state uccise in attacchi aerei israeliani su due abitazioni in via Al-Jalaa a Gaza City, mentre altre sette persone, tra cui tre bambini, sono rimaste uccise a ovest di Gaza City. Due persone sono state uccise, tra cui il giornalista Mohammed al-Kouifi, e diverse sono rimaste ferite in un attacco israeliano che ha colpito una tenda sul tetto di un edificio residenziale nel quartiere Nassr di Gaza City. Lo riferisce l’emittente qatariota Al-Jazeera. Al-Kouifi collaborava con l’agenzia di stampa Safa e il canale televisivo Al-Aqsa. Da ottobre 2023, data dell’attacco terroristico di Hamas in Israele e della conseguente offensiva militare israeliana nella Striscia di Gaza, almeno 278 giornalisti e operatori dei media sono stati uccisi negli attacchi israeliani, inclusi 10 membri di Al Jazeera, secondo i dati raccolti dalla tv del Qatar.

L’IDF COLPISCE UN GRATTACIELO A GAZA CITY

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno attaccato un grattacielo utilizzato dall’organizzazione terroristica palestinese Hamas nella zona di Gaza City. Lo riferiscono su X le Idf, aggiungendo che i miliziani di Hamas “hanno installato nell’edificio apparecchiature di raccolta di informazioni e hanno allestito posti di osservazione per monitorare la posizione dei militari nella zona e per ordire complotti terroristici contro lo Stato di Israele e le nostre forze armate”. Prima dell’attacco, “sono state adottate misure per ridurre il più possibile il rischio di danni ai civili, tra cui l’avviso alla popolazione, l’impiego di armi di precisione, osservazioni aeree e ulteriori informazioni di intelligence”, prosegue l’esercito. Le Idf concludono: “Le organizzazioni terroristiche nella Striscia di Gaza violano sistematicamente il diritto internazionale, sfruttando crudelmente le istituzioni civili e operando in presenza della popolazione locale”. In vista della massiccia offensiva prevista a Gaza City, le Idf hanno colpito nelle settimane scorse diverse torri usate da Hamas.

“HAMAS HA SPOSTATO ALCUNI OSTAGGI FUORI DAI TUNNEL”

Il gruppo terroristico palestinese Hamas si sta preparando per l’inizio dell’operazione di terra dell’esercito israeliano a Gaza City e ha spostato alcuni degli ostaggi fuori dai tunnel per complicare i combattimenti. Lo riferisce l’emittente pubblica israeliana Kan, citando fonti arabe a Gaza, secondo cui alcuni degli ostaggi sono tenuti in case private e alcuni in tende.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Hamas si prepara all’operazione israeliana e sposta alcuni ostaggi. Netanyahu “L’attacco a Doha è stata una decisione indipendente”

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TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – L’attacco a Doha contro “la leadership terroristica di Hamas è stato frutto di una decisione di Israele totalmente indipendente, decisa da me e dai vertici della difesa e ce ne assumiamo la piena responsabilità”. Lo ha ribadito il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una conferenza stampa congiunta con il segretario di Stato americano, Marco Rubio, a Gerusalemme. “Faremo in modo che Hamas non trasformi Gaza in una minaccia per Israele”, ha aggiunto.

Il presidente americano Donald Trump “è il più grande amico che Israele abbia mai avuto alla Casa Bianca”. Netanyahu ha ringraziato gli Usa per stare al fianco di Israele e con Trump “le nostre relazioni si sono rafforzate come non mai”. Rivolgendosi a Rubio, il premier israeliano ha detto che la sua presenza a Gerusalemme “è anche un messaggio ai governi deboli che ci stanno facendo pressione, perché stanno crollando sotto la pressione delle minoranza islamiste e della demonizzazione nei nostri confronti”. 

RUBIO “TRUMP CONTINUERA’ LA CAMPAGNA DI MASSIMA PRESSIONE CONTRO L’IRAN

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, “continuerà la campagna di massima pressione sull’Iran” e “sosteniamo l’attivazione del meccanismo di snapback delle sanzioni contro l’Iran”. Lo ha detto il segretario di Stato Marco Rubio durante una conferenza stampa congiunta a Gerusalemme con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. “L’Iran minaccia non solo Israele e gli Stati Uniti, ma anche gli alleati del Golfo e l’Europa” e un Iran dotato di armi nucleari rappresenta un “rischio inaccettabile” per il mondo”, ha aggiunto.

ALTRI 17 MORTI A GAZA

Dall’alba di oggi, almeno 17 persone sono state uccise a Gaza City e dintorni a causa degli attacchi israeliani. Lo riferisce l’emittente del Qatar Al-Jazeera citando fonti locali. Dieci persone sono state uccise in attacchi aerei israeliani su due abitazioni in via Al-Jalaa a Gaza City, mentre altre sette persone, tra cui tre bambini, sono rimaste uccise a ovest di Gaza City.

“HAMAS HA SPOSTATO ALCUNI OSTAGGI FUORI DAI TUNNEL”

Il gruppo terroristico palestinese Hamas si sta preparando per l’inizio dell’operazione di terra dell’esercito israeliano a Gaza City e ha spostato alcuni degli ostaggi fuori dai tunnel per complicare i combattimenti. Lo riferisce l’emittente pubblica israeliana Kan, citando fonti arabe a Gaza, secondo cui alcuni degli ostaggi sono tenuti in case private e alcuni in tende.

– Foto IPA Agency –

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Media, a Gaza City almeno 17 vittime dall’alba. Hamas si prepara all’operazione israeliana e sposta alcuni ostaggi

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ROMA (ITALPRESS) – Dall’alba di oggi, almeno 17 persone sono state uccise a Gaza City e dintorni a causa degli attacchi israeliani. Lo riferisce l’emittente del Qatar Al-Jazeera citando fonti locali. Dieci persone sono state uccise in attacchi aerei israeliani su due abitazioni in via Al-Jalaa a Gaza City, mentre altre sette persone, tra cui tre bambini, sono rimaste uccise a ovest di Gaza City.

“HAMAS HA SPOSTATO ALCUNI OSTAGGI FUORI DAI TUNNEL”

Il gruppo terroristico palestinese Hamas si sta preparando per l’inizio dell’operazione di terra dell’esercito israeliano a Gaza City e ha spostato alcuni degli ostaggi fuori dai tunnel per complicare i combattimenti. Lo riferisce l’emittente pubblica israeliana Kan, citando fonti arabe a Gaza, secondo cui alcuni degli ostaggi sono tenuti in case private e alcuni in tende.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Palermo ricorda Don Puglisi, assassinato dalla mafia 32 anni fa

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PALERMO (ITALPRESS) – Ricorre oggi il 32esimo anniversario della morte di padre Pino Puglisi, ucciso da Cosa nostra il 15 settembre 1993 a Palermo. Parroco presso la Chiesa di San Gaetano nel quartiere palermitano di Brancaccio, Don Pino Puglisi, oggi Beato, venne assassinato la sera del 15 settembre 1993, giorno del suo 56esimo compleanno, dal killer di Cosa nostra Salvatore Grigoli che nel 1997, dopo il suo arresto, confessò 46 omicidi, tra cui quello del parroco.

La causa di beatificazione di don Puglisi venne introdotta nel 1999 dall’allora arcivescovo di Palermo il Cardinale Salvatore De Giorgi. Il 28 giugno 2012 Papa Benedetto XVI promulgò il decreto di beatificazione “Super martyrio in odium fidei”. Il 25 maggio del 2013 don Pino Puglisi è stato proclamato Beato. Le spoglie del Beato Puglisi riposano in un monumento funebre che ricorda una spiga di grano ai piedi dell’altare della cappella dell’Immacolata Concezione nella Chiesa Cattedrale di Palermo.

LAGALLA “SEMI CHE HA PIANTATO NON RESTINO COMMEMORAZIONI”

“Sono passati 32 anni dall’uccisione di Padre Pino Puglisi. Trentadue anni da quel sorriso che, più di mille discorsi, ha messo in crisi chi pensava di poter continuare a comandare con la paura. Oggi non celebriamo un’icona, ma ricordiamo un uomo. Un prete che non cercava il martirio né voleva fare l’eroe. Padre Puglisi è stato, semplicemente, un cittadino che ha fatto il proprio dovere con coerenza. E in una terra come la nostra, dove la normalità è spesso rivoluzionaria, questo è bastato per attirare l’odio mafioso”. Così, in una nota, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla.

“Non ha mai lanciato proclami. Non ha mai cercato lo scontro diretto. Ha scelto l’unico vero modo di combattere la mafia: restituire dignità, opportunità e coscienza a chi sembrava condannato al silenzio e alla rassegnazione. La sua morte non è servita a fermare quel cambiamento. Al contrario, ha reso ancora più evidente quanto la mafia abbia paura dell’educazione, del pensiero libero, dei piccoli gesti quotidiani che costruiscono comunità. Palermo ha bisogno di memoria, ma ancora di più ha bisogno di continuità. I semi che ha piantato Padre Puglisi non devono restare commemorazioni. Devono essere scelte. Ogni giorno”.

SCHIFANI “RIFERIMENTO ALTO PER SICILIA E PER INTERO PAESE”

“Il 15 settembre del 1993, nel giorno del suo 56° compleanno, veniva ucciso don Pino Puglisi. Un sacerdote che ha fatto della fede, dell’impegno educativo e della testimonianza civile la sua missione, fino al dono estremo della vita. A distanza di trentadue anni, la figura di 3P resta un riferimento alto per la Sicilia e per l’intero Paese. Con semplicità e coraggio, padre Puglisi ha mostrato che la legalità e la dignità delle persone possono essere affermate attraverso l’ascolto, l’educazione, l’accompagnamento dei giovani verso percorsi di libertà e di responsabilità”. Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, nel giorno del 32esimo anniversario dell’omicidio di padre Pino Puglisi ucciso dalla mafia a Palermo il 15 settembre 1993.

“Il suo insegnamento ci ricorda che il cambiamento è possibile se ciascuno fa la propria parte. È un messaggio che continua a interpellare le istituzioni e i cittadini, chiamati insieme a costruire una società più giusta, più solidale e più attenta ai bisogni delle nuove generazioni. La Regione Siciliana intende onorarne la memoria con scelte concrete: sostenere la scuola, il lavoro, la cultura e ogni iniziativa che rafforzi la coesione sociale. È questo il modo più autentico per rendere viva la sua eredità e dare continuità al suo esempio. Ricordare don Pino Puglisi significa riaffermare la speranza di una terra che non si piega alla violenza, ma che trova nella forza della legalità e nella dignità della persona le basi per il proprio futuro”, conclude.

– Foto Agenzia Fotogramma –

(ITALPRESS).

 

Produzione di castagne in Italia: dati e previsioni

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Le castagne non sono soltanto il profumo dell’autunno: per l’Italia rappresentano cibo-energia senza glutine, un presidio economico delle aree montane e una filiera che intreccia agricoltura, forestazione, turismo locale e trasformazione agroalimentare.

Dal punto di vista nutrizionale spiccano per carboidrati complessi, fibre e minerali come il potassio, con un apporto di circa 165 kcal per 100 g e una composizione che le rende un sostituto “naturale” dei cereali in molti piatti tradizionali. Anche i marroni, frutti selezionati di qualità superiore, hanno una forte identità commerciale. Questi elementi spiegano perché il castagno continui a contare nella dieta e nell’economia rurale italiana.

Perché le castagne contano

Sul piano alimentare le castagne offrono carboidrati a basso contenuto di grassi, fibre utili al benessere intestinale e micronutrienti preziosi. Sono naturalmente senza glutine, qualità che amplia la platea dei consumatori. In cucina si traducono in farina, creme, dolci e preparazioni salate, sostenendo un indotto artigianale diffuso. A scaffale, la distinzione tra castagne e marroni incide su prezzo e utilizzo: i marroni, spesso IGP o DOP, valgono di più grazie a pezzatura e pelabilità della pellicina interna. Tutto ciò alimenta una domanda stabile, specie nei mesi autunnali.

C’è poi un valore economico-territoriale: sagre, agriturismi e percorsi nei castagneti attraggono visitatori, mentre il comparto italiano resta paradossalmente forte importatore per soddisfare il fabbisogno nei picchi stagionali, pur difendendo nicchie di export di valore. Nel 2023 l’Italia è stata indicata come primo importatore mondiale e, per l’export, seconda al mondo per valore dopo la Cina, segno di un posizionamento premium del prodotto nazionale.

Produzione in Italia e confronto internazionale

L’andamento recente è altalenante ma leggibile. Le stime raccolte sul mercato indicano circa 46.400 tonnellate nel 2021, seguite da circa 57.000 tonnellate nel 2022 su oltre 36.000 ettari; per il 2023 varie analisi convergono su intorno a 55.000 tonnellate, in un contesto produttivo comunque sensibile al meteo. La leadership regionale spetta alla Campania, seguita da Piemonte, Calabria, Toscana e Lazio; insieme coprono gran parte delle superfici e dei volumi nazionali.

Nel 2024 il quadro è risultato a macchia di leopardo: in Toscana la produzione stimata è salita di circa +20% sul 2023, mentre in Puglia si sono registrati crolli fino al -90% per combinazione di siccità, umidità in fioritura e patologie fogliari. Segnali utili per comprendere la variabilità climatica che caratterizza il comparto.

Sul fronte mondiale, la produzione ha raggiunto circa 2,1 milioni di tonnellate nel 2022. La Cina domina con circa il 73% del totale, davanti a Spagna e a un gruppo che comprende Bolivia e Turchia; l’Italia pesa per circa il 2,7%, ma detiene quote di mercato elevate nei segmenti di qualità. In Europa i volumi complessivi si aggirano su ~220.000 tonnellate, con Italia tra i primi player insieme a Spagna, Turchia, Grecia e Portogallo.

Da cosa dipende un buon raccolto in Italia

La produttività del castagno italiano è il risultato di un equilibrio delicato tra clima, sanità del bosco-frutteto e gestione agronomica.

  • Clima: la fioritura avviene tra fine giugno e metà luglio. Servono piogge ben distribuite, assenza di gelate tardive e estate non eccessivamente siccitosa per assicurare allegagione e riempimento dei frutti. Periodi prolungati di siccità o eventi estremi possono svuotare i ricci o ridurre nettamente le rese.

  • Fitopatie e parassiti: il cinipide galligeno del castagno (Dryocosmus kuriphilus) ha provocato il minimo storico di produzione nel 2014. La lotta biologica con il parassitoide Torymus sinensis ha consentito un recupero, ma il monitoraggio resta indispensabile.

  • Età e struttura degli impianti: molti castagneti da frutto sono storici. Rinnovo, potature funzionali e gestione della chioma migliorano efficienza e sanità; in areali aridi l’irrigazione di soccorso fa la differenza, specie nei giovani impianti.

  • Scelta varietale: l’inserimento mirato di ibridi euro-giapponesi tolleranti e precoci, accanto alle cultivar tradizionali di pregio, può stabilizzare rese e calendario di raccolta, senza perdere identità territoriale.

In sintesi, gestione agronomica moderna + resilienza climatica sono la chiave per consolidare i progressi degli ultimi cicli produttivi.

Prospettive e previsioni

Le prospettive per l’Italia nei prossimi anni sono moderatamente positive ma condizionate dal clima. Alcuni modelli previsionali sul comparto segnalano la possibilità di una crescita graduale dei volumi a fronte di investimenti in rinnovo degli impianti, controllo biologico stabile del cinipide e una maggiore disponibilità di acqua irrigua nelle aree vocate. All’opposto, scenari di estati più calde e irregolari potrebbero riportare volatilità marcata da regione a regione.

Per orientarsi, vale la pena tenere a fuoco alcuni punti operativi:

  • Riallineare gli impianti: dove possibile, favorire sesti e forme di allevamento che facilitino potatura e difesa, senza snaturare i castagneti storici di pregio.

  • Acqua e suolo: adottare irrigazione di soccorso e pratiche di conservazione dell’umidità del suolo, soprattutto nei giovani impianti e nei versanti più esposti.

  • Biodiversità produttiva: combinare varietà tradizionali tipiche con ibridi per distribuire i rischi produttivi e allungare la finestra di raccolta.

  • Mercato e valore: puntare su IGP/DOP e trasformati di qualità, sfruttando il posizionamento premium dell’offerta italiana e l’interesse estero per i prodotti a indicazione geografica.

Guardando al 2025-2028, la traiettoria più probabile è quella di volumi stabili o in lieve crescita laddove si integrano innovazione colturale, gestione fitosanitaria e investimenti idrici. Se queste condizioni si consolidano, l’Italia potrà ridurre la dipendenza da import nei picchi stagionali e difendere un export di valore fondato su qualità, origine e trasformazioni ad alto contenuto artigianale.

Nota metodologica: i dati più recenti disponibili convergono su ordini di grandezza 2021-2023 pari a 46-57-~55 mila tonnellate in Italia, con forti differenze regionali nel 2024. A livello globale, FAOSTAT indica circa 2,1 milioni di tonnellate nel 2022, con la Cina al 73%

Mediapartnership fra Italpress e Arab Defense News

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RIYADH (ITALPRESS) – L’agenzia Italpress potenzia e rafforza il suo notiziario tematico “La Voce della Difesa” grazie ad un accordo di partnership con Arab Defense News, sito leader in Arabia Saudita e nei Paesi Arabi sul mondo della Difesa.

L’accordo è stato firmato a Riyadh dal fondatore e direttore dell’Agenzia Italpress Gaspare Borsellino e dal suo omologo saudita Nabil Al Ajal. Questo nuovo accordo permetterà sia ad Italpress che ad Arab Defense News di poter scambiare i rispettivi contenuti editoriali e permetterà all’agenzia diretta da Borsellino di poter avere un partner strategico in un’area geopolitica molto importante per la copertura di servizi giornalisti e multimediali con un occhio di riguardo alle aziende italiane che operano anche in quell’area geografica.

“In qualità di principale sito web di notizie sui media della difesa in Medio Oriente e Nord Africa – afferma il direttore Nabil Al Ajal – siamo lieti di annunciare questa costruttiva collaborazione con Italpress. Consideriamo questa partnership un passo strategico verso il miglioramento dello scambio professionale tra media e la fornitura di contenuti affidabili che soddisfino le aspirazioni del nostro pubblico da entrambe le parti. Riteniamo inoltre che questa collaborazione aprirà la strada a ulteriori investimenti e sviluppi nel settore dei media della difesa nel prossimo futuro”.

Molto soddisfatto anche il direttore dell’agenzia Italpress Gaspare Borsellino “Siamo veramente contenti di questo importante accordo con il più importante portale dedicato al mondo della Difesa presente in Arabia Saudita e che copre anche tutta l’area dei Paesi del Golfo. Questa partnership – conclude Borsellino – ci permetterà di poter ulteriormente rafforzare il nostro notiziario La Voce della Difesa e soprattutto mettere a disposizione delle aziende italiane che operano in quelle zone la possibilità di informare e comunicare con i media locali, grazie anche al nostro notiziario in lingua araba che viene diffuso a diversi siti e giornali di questa importante area geografica”.

– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

Mediapartnership fra Italpress e Arab Defense News

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RIYADH (ITALPRESS) – L’agenzia Italpress potenzia e rafforza il suo notiziario tematico “La Voce della Difesa” grazie ad un accordo di partnership con Arab Defense News, sito leader in Arabia Saudita e nei Paesi Arabi sul mondo della Difesa.
L’accordo è stato firmato a Riyadh dal fondatore e direttore dell’Agenzia Italpress Gaspare Borsellino e dal suo omologo saudita Nabil Al Ajal. Questo nuovo accordo permetterà sia ad Italpress che ad Arab Defense News di poter scambiare i rispettivi contenuti editoriali e permetterà all’agenzia diretta da Borsellino di poter avere un partner strategico in un’area geopolitica molto importante per la copertura di servizi giornalisti e multimediali con un occhio di riguardo alle aziende italiane che operano anche in quell’area geografica.
“In qualità di principale sito web di notizie sui media della difesa in Medio Oriente e Nord Africa – afferma il direttore Nabil Al Ajal- siamo lieti di annunciare questa costruttiva collaborazione con Italpress.
Consideriamo questa partnership un passo strategico verso il miglioramento dello scambio professionale tra media e la fornitura di contenuti affidabili che soddisfino le aspirazioni del nostro pubblico da entrambe le parti.
Riteniamo inoltre che questa collaborazione aprirà la strada a ulteriori investimenti e sviluppi nel settore dei media della difesa nel prossimo futuro”.
Molto soddisfatto anche il direttore dell’agenzia Italpress Gaspare Borsellino “Siamo veramente contenti di questo importante accordo con il più importante portale dedicato al mondo della Difesa presente in Arabia Saudita e che copre anche tutta l’area dei Paesi del Golfo.
Questa partnership -conclude Borsellino- ci permetterà di poter ulteriormente rafforzare il nostro notiziario La Voce della Difesa e soprattutto mettere a disposizione delle aziende italiane che operano in quelle zone la possibilità di informare e comunicare con i media locali, grazie anche al nostro notiziario in lingua araba che viene diffuso a diversi siti e giornali di questa importante area geografica”.

– Foto Italpress –
(ITALPRESS).

Azzurro Aouani vince il bronzo nella maratona mondiale

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TOKYO (GIAPPONE) (ITALPRESS) – Quarta medaglia per l’Italia ai Mondiali di Tokyo. Nella maratona Iliass Aouani conquista il bronzo con il tempo di 2h09:53. E’ il coronamento di una stagione fantastica per il milanese, campione europeo in carica che ha trionfato ad aprile nella prima edizione degli Europei di corsa su strada a Lovanio, in Belgio. Vince in volata il tanzaniano Alphonce Simbu al fotofinish, in rimonta sul tedesco Amanal Petros che era in testa all’ingresso nello stadio (2h09:48 il crono per entrambi). Tra i migliori anche il primatista italiano Yohanes Chiappinelli, sesto in 2h10:15, mentre si ferma Yeman Crippa al 32esimo chilometro. Nella storia dei Mondiali è la quinta medaglia azzurra nella maratona maschile dopo un argento (Vincenzo Modica 1999) e tre altri bronzi (Gelindo Bordin 1987, Stefano Baldini 2001 e 2003). Si qualifica per la finale dell’asta Roberta Bruni, a segno con 4,60 alla prima prova dopo il 4,45 ottenuto alla seconda, recuperata meno di tre mesi dopo la frattura dell’osso sacro mentre viene eliminata Elisa Molinarolo con 4,45. Promosse in semifinale le tre azzurre dei 400 ostacoli: Alice Muraro vince la sua batteria con il personale di 54.36 e si migliora di oltre due decimi per diventare la seconda italiana di sempre, realizzando l’ottavo tempo complessivo, Ayomide Folorunso (54.67) e Rebecca Sartori (55.11). Nel martello out Giorgio Olivieri (71,41).
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).