sabato, Ottobre 24, 2026
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Maignan si scusa: “Gesto non intenzionale ma ho dato una cattiva immagine, non volevo abbandonare i miei compagni”

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(Adnkronos) – “Il mio gesto non era intenzionale. Come tutti i portieri e come in ogni partita, volevo fare spazio nella mia area. Purtroppo ho dato una cattiva immagine, specialmente tra i giovani spettatori che ci guardano. Il club, lo staff e i miei compagni sanno che tipo di persona e di capitano sono. Conoscono le mie intenzioni e abbandonarli non era ciò che volevo. Per il resto, siamo abituati alle interpretazioni fatte da certe persone e da certi media”. Il portiere del Milan Mike Maignan fa mea culpa sui social all’indomani dell’espulsione subita al Vitality Stadium al 27′ del primo tempo del match di Europa League contro il Bournemouth. Il 31enne portiere francese ha lasciato i suoi compagni, già sotto di una rete, in dieci uomini per una manata in faccia ad un avversario.  

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sport

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Calzoni (Calzoni Spa): “Dopo PNRR si consumerà meno suolo”

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Nel corso dell’Infrastructure Academy tenutasi a Roma presso la Serra del Palazzo delle Esposizioni, l’Amministratore Unico di Calzoni Spa, Giacomo Calzoni, ha rimarcato che la tendenza futura per le imprese dell’edilizia che lavorano sia con gli enti pubblici sia con quelli privati è quella di “consumare meno suolo possibile”, aggiungendo come “gli investimenti verranno fatti sull’esistente e quindi sarà necessario acquisire e interpretare una serie di dati per valutare correttamente la pianificazione”.

Savino (Hilti): “Il PNRR ci lascia in eredità competenze per migliorare Italia”

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“Il PNRR ci lascerà come eredità quello che abbiamo imparato per fare meglio le infrastrutture del domani e quindi l’Italia del domani”. Le parole dell’Amministratore Delegato di Hilti Italia, Alessandro Savino, nel corso della quinta edizione dell’Infrastructure Academy tenutasi a Roma presso la Serra del Palazzo delle Esposizioni.

Giovannini (ASviS): “Investimenti e progettualità per il dopo PNRR”

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Il Direttore Scientifico dell’ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), Enrico Giovannini, è intervenuto alla quinta edizione dell’Infrastructure Academy tenutasi a Roma presso la Serra del Palazzo delle Esposizioni. “Per proseguire l’esperienza PNRR ci sono due strumenti fondamentali: i fondi per portare avanti gli investimenti e la progettualità”, ha dichiarato l’ex Ministro.

Dramma a Tortona, bimba di 3 anni trovata morta in casa: arrestata la mamma

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(Adnkronos) – Tragedia familiare nella notte a Tortona, nell’alessandrino dove nella notte i carabinieri, intervenuti in un’abitazione, hanno trovato senza vita una bimba di poco piu’ di tre anni. In casa con la piccola era presente solo la mamma che è stata immediatamente ascoltata dal Pubblico Ministero e successivamente arrestata. Sono in corso gli accertamenti e le indagini per chiarire la dinamica dei fatti e le effettive responsabilità dell’accaduto. 

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cronaca

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Mara Sattei, dal coraggio delle emozioni al ritorno nei club: “E’ la dimensione che amo”

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(Adnkronos) – Fare pace con il tempo, imparare a mostrarsi senza filtri e ritrovare nella musica un luogo in cui sentirsi a casa. È da qui che riparte Mara Sattei, protagonista di una nuova fase artistica e personale che a novembre la riporterà nei club italiani con il ‘Mara Sattei Live 2026’, al via il 13 novembre dalla sua Roma. Al centro del percorso c’è ‘Che me ne faccio del tempo’, un album che raccoglie quattro anni di ricerca e che sembra racchiudere una domanda destinata ad andare ben oltre la musica. “La cosa importante è abitarlo, il tempo, nel senso di farci pace e vivere con la consapevolezza che ogni minuto, ogni secondo che abbiamo è una benedizione, un privilegio, qualcosa per cui dobbiamo essere grati”, racconta la cantautrice in un’intervista con l’Adnkronos. Una filosofia che si ritrova anche nel modo in cui Mara Sattei sceglie di raccontarsi. La sensibilità, che attraversa le sue canzoni e le sue parole, non è una fragilità da nascondere ma una possibilità di entrare in contatto con gli altri. “Mostrare le proprie emozioni è una delle cose più belle che possiamo fare”, spiega. “Viviamo in un mondo dove ci dicono di non essere tristi, di essere felici. Invece è bellissimo anche essere vulnerabili, farsi vedere umani, farsi vedere persone emotive”.  

Se la musica le dà la voce, è la fede a darle la forza. Cresciuta in una famiglia evangelica, Mara sottolinea però il valore di un rapporto personale, che non si esaurisce nelle regole o nella religiosità. “Io sono molto credente e vivo la mia fede, ed è la mia forza. Penso che senza di Lui non farei nulla. Ma è stata una scelta individuale, un rapporto personale, un incontro intimo, non è seguire delle regole”. La stessa libertà di percorso che l’artista riconosce alla musica, fatta di tentativi, errori e scoperte. Ha iniziato a cantare a soli 13 anni e, guardando indietro, non cancellerebbe nulla, nemmeno i passaggi meno convincenti. “Tutto quello che ho fatto, anche gli sbagli, è servito a formarmi e a essere più testarda nel migliorarmi”. Anche la scrittura, racconta, ha avuto bisogno di tempo per condurla verso un’identità sempre più riconoscibile.  

E ora, la musica torna a chiedere il suo posto, questa volta in una dimensione che la cantautrice sente particolarmente sua. Dopo il tour estivo nei festival, novembre segnerà il ritorno nei club, con cinque appuntamenti: Roma il 13 novembre, Torino il 18, Pordenone il 20, Milano il 23 e Conversano, in provincia di Bari, il 27. “È proprio la dimensione che amo, quella dei club. Sono felicissima, perché i miei fan sono veramente coinvolgenti: fanno parte del live”, dice. L’obiettivo è costruire uno spettacolo diverso da quello dei grandi palchi, più intimo e pensato come un viaggio attraverso tutta la sua discografia. La scaletta è stata definita e gli arrangiamenti sono già al lavoro. Ci sarà anche una novità per lei: Mara sta studiando per salire sul palco e suonare uno strumento. E non mancheranno brani che il pubblico le chiede da tempo, anche quelli meno conosciuti. “Ascolto molto quello che mi scrivono. Quando mi chiedono canzoni che magari non sono le più mainstream, sono felice, perché vuol dire che sono davvero affezionati alla mia musica”. Insomma nei club, quel filo diretto col pubblico diventerà musica da condividere a pochi passi dai fan. Senza la distanza dei grandi palchi, con nuove sorprese e canzoni che attraversano il tempo. Quello che passa, certo, ma che Mara Sattei ha scelto, finalmente, di abitare. 

Lo stesso spirito che accompagna le collaborazioni del nuovo album, nel quale ogni artista ha portato la propria identità, da Elisa a Noemi, passando per thasup e Mecna. “È bello mescolare le varie voci, le varie timbriche. Per me era fondamentale che ognuno mantenesse il proprio stile”, racconta all’Adnkronos, ricordando quanto sia “importante anche il legame umano che nasce in studio”. Questa apertura all’arte degli altri esseri umani, si traduce per Mara Sattei in un altro progetto speciale: la collaborazione con _resetfestival per dare spazio agli emergenti, uno per ogni data del tour, selezionato per aprire il concerto nella propria città. Un’occasione per mettere in contatto il pubblico con nuove voci e restituire un’opportunità a chi cerca di farsi ascoltare. “Anche a me è stata data un’opportunità nella vita, ed è giusto restituire qualcosa alla musica e all’arte”, osserva. 

Un’apertura all’umano che la fa empatizzare con le proteste pacifiche in corso in Italia da parte dei lavoratori (“C’è una disperazione generale che non può andare avanti così, è giusto che sia data la dignità e soddisfatti i bisogni primari delle persone”), ma a prendere le distanze da chi si esprime con la violenza: “Credo che la violenza non vada mai accettata e sia sempre da condannare”, scandisce. 

Fuori dal palco, Mara Sattei “sa cosa fare del suo tempo”, parafrasando il titolo del suo album. Dopo anni trascorsi a Milano, il ritorno a Roma ha significato anche riavvicinarsi alla famiglia e a una quotidianità fatta di gesti semplici. Lo spiega così: “Amo la mia famiglia, amo stare con le persone che mi sono accanto. Sono tornata a Roma per questo dopo aver vissuto a Milano, volevo ritrovare la possibilità di esserci per loro, dalle cose più piccole, come un compleanno, a quelle più grandi”. Una scelta che restituisce il senso di una nuova consapevolezza: il successo conta, ma non può occupare tutto lo spazio. (di Ilaria Floris) 

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spettacoli

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Fiere: Di Luca (Michelin Italia), ‘progettazione e gestione pneumatico fondamentali per ridurre

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“Quando si parla di riduzione dell’emissione di Co2 relativamente allo pneumatico, la sfida è fare in modo che questo consumi meno energia possibile per avanzare ed abbia, dunque, una bassa resistenza al rotolamento. L’attenzione su questo aspetto è molto alta, soprattutto nello sviluppo dei nuovi prodotti. C’è poi la questione legata all’utilizzo che io faccio dello pneumatico: esiste infatti una serie di operazioni che la flotta può fare già da subito per aumentare ad abbattere l’impatto ambientale durante il rotolamento. Abbiamo preso parte alla manifestazione proprio per raccontare questi aspetti”. Lo ha detto Remo Di Luca, responsabile dipartimento Prodotto e Performance Michelin Italia, al convegno ‘Soluzioni per ridurre la Co2: camion, semirimorchi, pneumatici’, svoltosi nel corso della seconda edizione di T3 – Truck, tyre e trailer, la manifestazione fieristica italiana dei veicoli e mezzi per il trasporto stradale. La kermesse, firmata da Mediapoint & Exhibitions, è in svolgimento fino al 24 ottobre negli spazi di Piacenza Expo.

Pirelli, ecco il calendario The Cal 2027: viaggio in India tra poesia e ricordi

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(Adnkronos) – (Dall’inviata a Nuova Delhi, Federica Mochi) – Se è vero che l’India non può essere racchiusa in una sola immagine, si può almeno tentare di darle una forma. È la sfida del Calendario Pirelli 2027, che per la sua 53esima edizione prova a raccontare un Paese fatto di contrasti e trasformazioni attraverso tre sguardi diversi e due generazioni di fotografi. Un viaggio in cui le fotografie d’archivio incontrano le strade di oggi, la poesia si intreccia al ricordo e l’India emerge in tutta la sua complessità, senza mai lasciarsi catturare del tutto. Per la prima volta The Cal riunisce il lavoro del norvegese Sølve
Sundsbø, già autore dell’edizione 2026, del fotografo indiano Raghu
Rai, scomparso nell’aprile scorso, e di sua figlia Avani, che ha portato avanti il progetto dopo la morte del padre. “Se chiudete gli occhi e pensate all’India che cosa vedete? Forse un colore, un volto, una strada affollata o un rituale. L’India non è mai una cosa sola. È un Paese nel quale tempi, tradizioni e realtà differenti convivono, dove antico e contemporaneo entrano nella stessa immagine” racconta Sundsbø. Il fotografo ha scelto di concentrarsi sui ritratti di nove donne indiane o legate all’India, lasciando a Raghu e Avani Rai il compito di restituire la complessità del Paese attraverso le persone e gli spazi in cui vivono.  

“Non me la sentivo di provare a rappresentare l’India in tutta la sua complessità. Io non avevo il diritto di farlo – spiega il fotografo -. Ho scelto invece di concentrarmi sui ritratti di straordinarie donne indiane, giocando con le texture degli abiti, sui colori e sui contrasti”. Sono tante le chiavi di lettura per The Cal 2027. Sundsbø ha fotografato le protagoniste tra il Forte Jaigarh di Jaipur e Ajabgarh, in Rajasthan, lavorando su luce, colore, tessuti e architetture. Il cast comprende le attrici Aditi Rao Hydari e Avantika Vandanapu, l’attrice e produttrice Freida Pinto, la musicista e compositrice Anoushka Shankar, la poetessa e performer Rupi Kaur, le modelle Lakshmi Menon e Bhavitha Mandava, l’autrice e conduttrice televisiva Padma Lakshmi e la stessa Avani Rai, fotografata anche da Sundsbø. “Per me, la chiave del Calendario sono le persone – dice il fotografo -.Volevamo rappresentare una varietà di personaggi: ci sono poetesse, musiciste, architette, modelle e attrici”. 

Parallelamente c’è il lavoro di Raghu Rai, che ha fotografato l’India dal 1965 per oltre sessant’anni. La sua idea era far dialogare le immagini del passato con i volti del presente attraverso una serie di ritratti in studio. Dopo la sua scomparsa, Avani ha scelto di cambiare prospettiva senza abbandonare il progetto originario: ha ripreso fotografie del padre, pubblicate e inedite, ed è tornata nei luoghi in cui erano state scattate, a Delhi e Mumbai, inserendole nel paesaggio umano e urbano di oggi. “Mio padre apparteneva alla strada – racconta -. Per questo ho preso l’idea alla quale stava lavorando e l’ho riportata nelle strade, tra le persone che aveva fotografato per tutta la vita”. Le immagini originali restano intatte ma intorno a loro cambia tutto: le strade, gli edifici, le persone, le luci. Un punto d’incontro tra epoche diverse, senza cancellare le differenze. “Il passato continuerà sempre a esistere nel presente – dice Avani -. È ovunque, nelle sfumature”. 

 

Il lavoro attraversa la vecchia Delhi, i mercati, i vicoli, le rive del fiume Yamuna, fino alla Mumbai contemporanea, tra architetture, locali frequentati dai giovani, grattacieli e villaggi di pescatori. Circa 130 persone hanno preso parte agli scatti, tra cittadini, giovani, danzatori, performer, modelle e artigiani, insieme alla madre di Avani e alla star del cinema indiano Ranveer Singh. L’obiettivo è restituire la coesistenza di mondi diversi, spesso separati da poche strade, in città che cambiano senza perdere del tutto le tracce della propria storia. Per Avani, proseguire il lavoro del padre ha significato trovare una propria posizione senza imitarlo. “Lui ha sempre creduto che l’imitazione non potesse mai portarti oltre l’originale – racconta -. Quello che mi ha lasciato è qualcosa di molto più profondo: guardare il mondo con il cuore aperto, uno sguardo attento, dignità e rispetto, e portare avanti la sua eredità con grazia”. La fotografia, aggiunge, è anche un modo per continuare a incontrarlo: “Quando guardo attraverso l’obiettivo, il mondo sembra rallentare”. È nell’attesa, nel momento in cui qualcosa emerge dalla normalità, che ritrova il dialogo con lui. “Non mi ha mai insegnato come fotografare. Mi ha insegnato qualcosa di molto più fondamentale: come essere pienamente presenti e ricettivi nei confronti del mondo che ci circonda”.  

La scelta dell’India si inserisce anche nella riflessione sul ruolo del Calendario, arrivato alla sua 53esima edizione. “Non è un calendario che deve provare nulla, è un calendario che è un segno dei tempi visto dall’artista, visto in questo caso dagli artisti – afferma il presidente esecutivo di Pirelli, Marco Tronchetti Provera -. I temi sono sempre la qualità e l’indipendenza dell’artista nell’esprimersi”. L’India, osserva Tronchetti Provera, ha oggi un ruolo crescente nelle dinamiche politiche ed economiche internazionali: “Rappresenta una forza tranquilla che si muove guardando al futuro, che ha delle sue regole complesse e ci permette di avere lo sguardo su un futuro che ancora è da esplorare, dove sì ci sono tensioni, ma c’è una grande voglia di futuro”. 

L’edizione 2027, realizzata tra maggio e settembre, si presenta in un cofanetto con due tasche distinte e raccoglie 36 fotografie: 18 firmate da Sundsbø e 18 appartenenti al progetto di Raghu e Avani Rai. Due percorsi che non cercano di sovrapporsi ma che mettono in relazione la ricerca estetica contemporanea e la memoria fotografica di un Paese in continua evoluzione. Niente spazio, però, all’intelligenza artificiale nel Calendario. Tronchetti Provera, che pure si definisce un “utente addicted” all’Ia, difende per The Cal “l’occhio dell’uomo” fatto di esperienza, emozioni e capacità di cogliere l’istante. “Per quanto perfetta e fantastica, quel grado di sofisticazione legato all’esperienza non ce l’avrà mai” assicura. Nessuna fotografia può contenere l’India, dicevamo. Ma un mosaico di immagini, come dimostra quest’anno il Calendario Pirelli, può avvicinarsi alla sua anima.  

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Gerry Scotti e Samira Lui rispondono a Fiorello… in catene

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(Adnkronos) –
Gerry Scotti e Samira Lui rispondono a Fiorello durante l’ultima puntata di ‘La Pennicanza’. Lo showman, negli scorsi giorni, aveva lanciato un ironico appello a Mediaset: “Sono in onda da ben 494 giorni ininterrottamente, liberateli! Fateli uscire per una pizza, una serata al cinema, una corsetta con Tony Effe… qualsiasi cosa!”. E ora è arrivata la replica congiunta dei due protagonisti di La ruota della fortuna. 

“Grazie Fiore del tuo bellissimo appello, lo abbiamo apprezzato molto”, hanno detto Scotti e Lui in un video mandato in onda dallo stesso Fiorello, “vorremmo tranquillizzare tutti, siamo in assoluta libertà”. “Stiamo benissimo, è tutto a posto”, ha assicurato Lui, prima dei calorosi saluti di Scotti: “Grazie, ciao Fiore”. 

Una volta allargata l’inquadratura però, i due si sono mostrati davanti a una catena, un modo in più per ironizzare e ‘reggere il gioco’ di Fiorello. 

 

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Disparità di genere e natalità: sempre più coppie si fermano al primo figlio

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Quando si parla della crisi demografica in Italia, lo sguardo della politica e dei media si posa quasi sempre su chi un figlio non l’ha ancora avuto. Esiste tuttavia una realtà sommersa e raramente raccontata: quella dei genitori che un bambino lo stringono già tra le braccia, ma scelgono di fermarsi e non allargare la famiglia. 🔴🆕Aggiungi Demografica alle fonti preferite e approfondisci fertilità, longevità, migrazione, l’istruzione e le tematiche legate alle condizioni delle giovani generazioni. #crisidemografica #secondofiglio