venerdì, Settembre 25, 2026
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Caso Almasri, Meloni “Archiviata la mia sola posizione, tesi assurda”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi mi è stato notificato il provvedimento dal Tribunale dei ministri per il caso Almasri: dopo oltre sei mesi dal suo avvio, rispetto ai tre mesi previsti dalla legge, e dopo ingiustificabili fughe di notizie. I giudici hanno archiviato la mia sola posizione, mentre dal decreto desumo che verrà chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti dei Ministri Piantedosi e Nordio e del Sottosegretario Mantovano. Nel decreto si sostiene che io “non sia stata preventivamente informata e (non) abbia condiviso la decisione assunta”: e in tal modo non avrei rafforzato “il programma criminoso”. Si sostiene pertanto che due autorevoli Ministri e il sottosegretario da me delegato all’intelligence abbiano agito su una vicenda così seria senza aver condiviso con me le decisioni assunte. E’ una tesi palesemente assurda”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni.
“A differenza di qualche mio predecessore, che ha preso le distanze da un suo ministro in situazioni similari, rivendico che questo Governo agisce in modo coeso sotto la mia guida: ogni scelta, soprattutto così importante, è concordata. E’ quindi assurdo chiedere che vadano a giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro”, evidenzia Meloni. “Nel merito ribadisco la correttezza dell’operato dell’intero Esecutivo, che ha avuto come sola bussola la tutela della sicurezza degli italiani – conclude la premier -. L’ho detto pubblicamente subito dopo aver avuto notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, e lo ribadirò in Parlamento, sedendomi accanto a Piantedosi, Nordio e Mantovano al momento del voto sull’autorizzazione a procedere”.
Il Presidente della Giunta delle autorizzazioni della Camera Devis Dori rende noto che “al momento, non è pervenuta nessuna carta del dossier Almasri dal Tribunale dei Ministri”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Media israeliani, Netanyahu è pronto a occupare Gaza

ROMA (ITALPRESS) – Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è pronto a espandere l’operazione militare nella Striscia di Gaza, nonostante le divergenze con i vertici militari. Lo riportano i media israeliani, citando funzionari nella cerchia di Netanyahu. “Il dado è tratto, puntiamo all’occupazione totale della Striscia di Gaza”, ha affermato. I funzionari hanno aggiunto che “ci saranno attività anche nelle aree in cui sono tenuti gli ostaggi. Se questo non dovesse andare a genio al capo di Stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf) – Eyal Zamir -, può dimettersi”. Le Idf controllano attualmente circa il 75% della Striscia di Gaza, ma secondo il nuovo piano, i militari dovrebbero occupare anche il territorio rimanente, portando l’intera enclave sotto il controllo israeliano. Non è chiaro cosa significherebbe una tale mossa per i milioni di civili e gruppi umanitari della Strip che operano nell’enclave, evidenziano i media.
I vertici delle Idf hanno manifestato la loro contrarietà all’occupazione dell’intera Striscia, anche perchè potrebbero volerci anni per ripulire tutte le infrastrutture di Hamas.
Inoltre, l’espansione dell’operazione potrebbe anche mettere gli ostaggi in pericolo di essere giustiziati se le truppe si avvicinassero a dove sono detenuti.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Occhiuto ha firmato le dimissioni: “I calabresi sceglieranno se il nostro lavoro dovrà proseguire”

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – “Ho firmato la lettera di dimissioni. Oppositori, sciacalli e odiatori hanno tifato continuamente per il fallimento della Calabria, e non solo per bloccare me. Adesso sceglieranno i calabresi se il nostro lavoro dovrà proseguire o meno”. Lo scrive in un post su Facebook il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

“Continuerò personalmente e insieme alla mia Giunta – così come prevede l’articolo 33 dello Statuto – a prendermi cura della Regione fino al giorno delle elezioni. Voglio bene ai calabresi che hanno creduto in me. Ho lavorato e continuerò a farlo anche per quelli che non ci hanno creduto. Viva chi ama la Calabria”.

-Foto IPA Agency-
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Emiliano a Francesca Albanese “Tu sanzionata come mai nessuno”

BARI (ITALPRESS) – Un pomeriggio tutto pugliese per Francesca Albanese. Dopo aver ricevuto le chiavi della città di Bari dal sindaco Vito Leccese, la relatrice speciale delle Nazioni Unite sui Territori Palestinesi Occupati e autrice del libro “Quando il mondo dorme” (Rizzoli, 2025) ha infatti dialogato nella cornice del Kursaal Santalucia con il presidente della Regione Michele Emiliano.

“Do il benvenuto a Francesca Albanese e la ringrazio per la sua disponibilità verso la nostra comunità. Avevamo bisogno di incontrarla, perché la Puglia è da tempo in riflessione e in azione rispetto alla vicenda del genocidio del popolo palestinese. Abbiamo ovviamente bisogno di stabilire legami, di elaborare strategie comuni, perché rischiamo anche noi, dentro le consapevolezze che abbiamo raggiunto, di rimanere isolati. E l’isolamento, quando le battaglie sono difficili, va evitato a ogni costo”. “Stai subendo – ha aggiunto rivolgendosi ad Albanese – sanzioni durissime da parte di un Paese alleato dell’Italia (al quale dobbiamo il recupero in passato della nostra democrazia nella seconda guerra mondiale), che inopinatamente, per la prima volta nella sua storia, in quella delle Nazioni Unite e in quella dei cittadini italiani, scaglia su di te una serie di sanzioni durissime del genere, che ti impediscono una vita eguale a quella degli altri cittadini per via dell’esercizio della tua funzione di dirigente dell’Onu incaricata di redigere una relazione sul genocidio in Palestina”. 

“Questa cosa non era mai accaduta prima – ha proseguito Emiliano -, e una delle ragioni per le quali credo che il sindaco ti abbia conferito le chiavi della città e una delle ragioni per le quali ti abbiamo chiesto di essere qui con noi sta nel fatto che noi vorremmo sostenere le istanze, mi auguro, anche della Repubblica italiana perché queste sanzioni siano rimosse al più presto, non avendo una giustificazione: sono infatti sanzioni che non sono mai state utilizzate verso nessun altro e colpisce il fatto che siano state utilizzate a prescindere da ciò che si pensa del tuo lavoro di redattrice di una serie di atti dovuti, richiesti dalle Nazioni Unite, per costituire istruttoria dei provvedimenti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite”.

“È necessario capire – ha affermato Albanese – che dinanzi a degli illeciti internazionali, soprattutto quando questi configurano le fattispecie di crimini, ci sono degli obblighi da parte degli Stati terzi. Quello di imporre le sanzioni è uno strumento che è stato utilizzato in tanti altri contesti e non si capisce perché non lo si faccia nei confronti dello Stato di Israele. L’imposizione di sanzioni è uno degli strumenti di cui si dispone nel rispetto della Carta delle Nazioni Unite quando ci sono violazioni del diritto internazionale manifeste e continue patenti”. 

Ci sono anche “degli altri obblighi”, ha ricordato poi Albanese: “Anche le aziende sono oggi degli attori importantissimi e spesso più influenti degli Stati stessi. Non si può tollerare che alle aziende sia concesso quello che non è concesso agli Stati. Questi ultimi devono astenersi dall’aiutare e dal sostenere politicamente, commercialmente, economicamente, militarmente, strategicamente uno Stato che commette dei crimini internazionali. A maggior ragione le aziende, quindi, devono disinvestire. In questo momento è necessario e se non lo fanno e se traggono profitto, devono essere chiamate a giudizio dai consumatori e poi, spero, dall’autorità giudiziaria. Quella di boicottare i prodotti di un determinato Paese ormai è una pratica vecchia di decenni. Il movimento del boicottaggio risale al periodo della contestazione contro l’apartheid sudafricana, che crollò non soltanto perché alla fine anche gli Stati si decisero a imporre delle sanzioni, ma anche perché i cittadini a livello globale si mobilitarono per la fine dell’apartheid ed è questo che ci chiedono la società palestinese e la società israeliana che si oppone al genocidio, all’apartheid e all’occupazione permanente”, ha aggiunto.

-Foto Regione Puglia-
(ITALPRESS).

È morta Alessandra Balocco, Presidente e Amministratore Delegato dell’omonima società

FOSSANO (ITALPRESS) – È scomparsa Alessandra Balocco, Presidente e Amministratore Delegato dell’omonima società. Lo annuncia in una nota la Balocco SpA. Alessandra, 61 anni, alla guida della Società dal 2022, in azienda dagli anni ’90 al fianco del padre Aldo e del fratello Alberto, ha rappresentato per tutta la sua vita una figura di riferimento per l’intero gruppo, contribuendo con totale dedizione, determinazione e competenza alla crescita e al consolidamento dell’azienda in Italia e sui mercati internazionali.

Il Consiglio di Amministrazione, composto da Ruggero Costamagna, Marco Costamagna, Diletta Balocco, Assunta Pinto e Gianfranco Bessone, Consiglieri di Amministrazione, proseguirà lo sviluppo dell’azienda seguendo fedelmente l’esempio e le linee guida tracciate da Alessandra. La Società esprime la propria vicinanza alla famiglia in questo momento di grande dolore e si unisce al lutto della comunità di Fossano e di tutti coloro che hanno avuto il privilegio di conoscerla e lavorare con lei. I funerali avverranno in forma riservata.

CIRIO “PERDIAMO UNA DONNA DI VALORE”

“La morte di Alessandra Balocco è una notizia tristissima per il nostro Piemonte. Perdiamo una donna di valore che ha saputo incarnare a pieno quella tradizione delle grandi famiglie imprenditoriali della nostra terra che sanno unire crescita, visione e attenzione per le proprie comunità. Alla famiglia le condoglianze mie e di tutto il Piemonte”. Così, in una nota, il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

-Foto ufficio stampa Balocco-
(ITALPRESS).

Caso Almasri, Meloni “Notificata la mia archiviazione, richiesta l’autorizzazione a procedere per Nordio, Piantedosi e Mantovano”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi mi è stato notificato il provvedimento dal Tribunale dei ministri per il caso Almasri: dopo oltre sei mesi dal suo avvio, rispetto ai tre mesi previsti dalla legge, e dopo ingiustificabili fughe di notizie. I giudici hanno archiviato la mia sola posizione, mentre dal decreto desumo che verrà chiesta l’autorizzazione a procedere nei confronti dei Ministri Piantedosi e Nordio e del Sottosegretario Mantovano. Nel decreto si sostiene che io “non sia stata preventivamente informata e (non) abbia condiviso la decisione assunta”: e in tal modo non avrei rafforzato “il programma criminoso”. Si sostiene pertanto che due autorevoli Ministri e il sottosegretario da me delegato all’intelligence abbiano agito su una vicenda così seria senza aver condiviso con me le decisioni assunte. È una tesi palesemente assurda”. Lo scrive sui social il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. 

“A differenza di qualche mio predecessore, che ha preso le distanze da un suo ministro in situazioni similari, rivendico che questo Governo agisce in modo coeso sotto la mia guida: ogni scelta, soprattutto così importante, è concordata. È quindi assurdo chiedere che vadano a giudizio Piantedosi, Nordio e Mantovano, e non anche io, prima di loro – aggiunge Meloni – Nel merito ribadisco la correttezza dell’operato dell’intero Esecutivo, che ha avuto come sola bussola la tutela della sicurezza degli italiani – aggiunge Meloni -. L’ho detto pubblicamente subito dopo aver avuto notizia dell’iscrizione nel registro degli indagati, e lo ribadirò in Parlamento, sedendomi accanto a Piantedosi, Nordio e Mantovano al momento del voto sull’autorizzazione a procedere”. 

-Foto IPA Agency-
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Ddl Semplificazioni, Pichetto Fratin “La transizione ecologica è il motore della competitività”

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio dei Ministri ha approvato oggi un nuovo disegno di legge per maggiori semplificazioni a favore delle imprese. Il provvedimento è dedicato anche a misure in materia ambientale. “Snellire le procedure, ridurre i tempi e dare certezza agli operatori è essenziale per accelerare gli investimenti e accompagnare le imprese nella transizione verde – ha dichiarato il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto – Questo disegno di legge semplifica le bonifiche, favorisce il riutilizzo dei rifiuti in chiave circolare, incentiva l’uso del combustibile solido secondario nei cementifici e rende più efficiente e sicuro il trasporto marittimo dei rifiuti”. 

Tra le principali novità, procedure più snelle per i progetti di bonifica, anche in relazione agli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza; disposizioni volte a incentivare l’utilizzo del combustibile solido secondario (CSS) nei processi industriali, in particolare nei cementifici, riducendo il ricorso a combustibili fossili di importazione estera; misure per rafforzare la sicurezza del trasporto via mare dei rifiuti, sia in acque nazionali che internazionali, attraverso la semplificazione e razionalizzazione del quadro autorizzativo, nell’ottica di una maggiore certezza per gli operatori e una più efficace valorizzazione del comparto.

“La sostenibilità non deve essere vista come un vincolo, ma come una leva per modernizzare l’economia, creare lavoro e rafforzare la competitività del Paese. Con queste semplificazioni rendiamo il sistema più efficiente, senza abbassare il livello delle tutele ambientali”, ha concluso il Ministro Pichetto.

-Foto IPA Agency-
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Lollobrigida “Il Governo intende promuovere e difendere il vino in Italia e all’estero”

ROMA (ITALPRESS) – Si è svolto oggi a Palazzo Chigi il Tavolo del vino, convocato dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. All’incontro, che si è concluso con l’intervento del Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, hanno partecipato anche il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il Sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, il Presidente di ICE, Matteo Zoppas e il Presidente di Verona Fiere, Federico Bricolo. L’obiettivo dell’incontro, come ha evidenziato il Ministro Lollobrigida in apertura, è stato quello di rispondere in maniera puntuale alle richieste sollevate dalla filiera vitivinicola e di affrontare le questioni che riguardano il settore.

Un tavolo di ascolto, in cui le rappresentanze della filiera del vino e le associazioni di categoria hanno apprezzato l’operato del Governo in questi anni e hanno espresso all’unanimità preoccupazioni per la tendenza alla criminalizzazione del vino, spesso associato all’abuso in modo semplicistico, e per le pressioni sui mercati esteri per effetto delle tariffe doganali imposte dagli Stati Uniti. “Il Governo intende continuare a sostenere in maniera concreta un settore fondamentale per l’economia italiana e che non possiamo permetterci di disperdere. L’Italia è leader mondiale nella produzione di vino e ha raggiunto nel 2024 la cifra record di 8,1 miliardi di euro nell’export, con un incremento del 5,5% rispetto al 2023. Un traguardo straordinario che dimostra la forza, la qualità e la competitività del vino italiano”, ha sottolineato il ministro Lollobrigida nel corso dell’incontro.

“Con ColtivaItalia il Governo ha messo in campo un miliardo per rafforzare l’autonomia produttiva dell’agricoltura italiana e sostenere in modo strutturale settori chiave come quello del vino. Siamo determinati a difendere le nostre eccellenze a fianco dei produttori che ogni giorno contribuiscono alla crescita economica dell’intera Nazione”, ha concluso.

-Foto IPA Agency-
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Fs, approvata la relazione semestrale: ricavi a 8,2 miliardi e investimenti record (+15%)

ROMA (ITALPRESS) – Il Consiglio di Amministrazione di Ferrovie dello Stato Italiane Spa, presieduto dal presidente Tommaso Tanzilli, ha approvato, in data odierna, la Relazione finanziaria semestrale consolidata del Gruppo FS relativa al semestre chiuso al 30 giugno 2025. L’Amministratore Delegato e Direttore Generale Stefano Antonio Donnarumma ha così commentato: “I risultati economici del semestre, in crescita al netto di partite non ricorrenti, confermano l’efficacia della strategia industriale intrapresa dal Gruppo FS e la solidità del nostro modello operativo. Con circa 8,5 miliardi di euro di investimenti tecnici, stiamo portando avanti un programma infrastrutturale senza precedenti per lo sviluppo della rete ferroviaria e stradale del Paese, migliorando l’esperienza di viaggio e garantendo al contempo la continuità del servizio, allo scopo di assicurare la piena mobilità del Paese. Grazie all’impegno delle nostre persone e a una capacità esecutiva riconosciuta a livello europeo, stiamo dando piena attuazione al PNRR: abbiamo raggiunto tutte le milestone europee previste per il periodo di riferimento e già consuntivato oltre 14 miliardi di euro, pari a circa il 56% delle risorse assegnate. Questo percorso di trasformazione industriale prosegue in linea con il Piano Strategico 2025-2029, che ci guiderà nei prossimi anni verso una mobilità sempre più moderna, sostenibile e integrata, a beneficio del sistema Paese”. 

I Ricavi operativi complessivi aumentano a 8,2 miliardi di euro, con un incremento di 188 milioni di euro (+2%) rispetto al primo semestre 2024. I Ricavi da servizi di trasporto, pari a 4,5 miliardi di euro, registrano una crescita di 159 milioni di euro rispetto al periodo di confronto. Nello specifico, aumentano i ricavi relativi al trasporto passeggeri su ferro AV (+35 milioni di euro), Intercity (+7 milioni di euro), Regionale (+26 milioni di euro) e i ricavi da trasporto passeggeri su gomma (+81 milioni di euro). In aumento anche i ricavi connessi al trasporto merci (+10 milioni di euro). I Ricavi da servizi di infrastruttura, pari a 2,4 miliardi di euro, registrano un aumento di 206 milioni di euro per effetto dell’andamento dei corrispettivi di servizio e concessori legati alla circolazione stradale (+225 milioni di euro). Gli Altri ricavi operativi, pari a 1,3 miliardi di euro, diminuiscono complessivamente di 177 milioni di euro per la presenza, nel primo semestre 2024, del ricavo realizzato dalla vendita dello scalo di Milano Farini e San Cristoforo (-390 milioni di euro), compensato dall’incremento dei ricavi da contributi (+157 milioni di euro, di cui 145 milioni di euro stanziati a sostegno dell’infrastruttura ferroviaria) e da maggiori altri ricavi (+56 milioni di euro).

I Costi operativi si attestano a 7,2 miliardi di euro, in crescita di 204 milioni di euro (+3%) rispetto al semestre a confronto per maggiori costi del personale (+169 milioni di euro) per effetto dell’incremento dell’organico medio e dell’aumento del costo unitario del lavoro, maggiori costi di gestione dell’infrastruttura stradale (+230 milioni di euro), maggiori costi variabili relativi all’offerta di servizi di trasporto e manutenzioni (+146 milioni di euro), maggiori capitalizzazioni per lavori interni (-191 milioni di euro), nonché per la minore variazione di giacenze di immobili e terreni trading in relazione alla già citata vendita dello scalo Farini (-136 milioni di euro). Per effetto della dinamica di ricavi e costi sopra esposta, l’EBITDA si decrementa di 16 milioni di euro, pari a -2%. Al netto della plusvalenza di Milano Farini ed escludendo l’effetto della variazione di perimetro, l’EBITDA registra una crescita pari a +122 milioni di euro, +14%.

La gestione finanziaria mostra un miglioramento riconducibile principalmente all’assenza nel semestre corrente dell’accantonamento a fondo rischi di 153 milioni di euro legato alla sentenza del Consiglio di Stato in riferimento alla partecipazione in FSE. Per effetto dei fenomeni sopra rappresentati, il Risultato Netto di periodo, pari a -89 milioni di euro, registra una variazione positiva di 110 milioni di euro rispetto al medesimo periodo dell’esercizio precedente. Sul fronte degli Investimenti, si conferma il ruolo centrale del Gruppo a sostegno del sistema industriale nazionale. Il Gruppo FS ha, infatti, sviluppato e gestito un livello complessivo di spesa per investimenti tecnici pari a 8,5 miliardi di euro, con una crescita del 15% rispetto al primo semestre 2024 (il 98% degli investimenti è in Italia e quasi 7,5 miliardi di euro sono relativi ad infrastrutture ferroviarie e stradali). La Posizione Finanziaria Netta, pari a 13 miliardi di euro, registra un miglioramento di 0,5 miliardi di euro rispetto al 31 dicembre 2024.

-Foto ufficio stampa Fs-
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Via libera in Consiglio dei ministri a ddl Semplificazioni

ROMA (ITALPRESS) – E’ stato approvato oggi in Consiglio dei ministri il Disegno di legge Semplificazioni, su proposta del ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo. Il provvedimento interviene su specifici procedimenti amministrativi con l’obiettivo di rendere più semplice, rapido ed efficace il rapporto tra cittadini, imprese e Pubblica amministrazione.
“Si tratta di un intervento strategico, soprattutto alla luce del contesto economico e geopolitico che stiamo attraversando. Vogliamo ridurre gli ostacoli burocratici che rallentano l’attività di chi produce, investe e lavora in Italia. Con questo disegno di legge diamo risposte concrete e tempestive, semplificando la vita quotidiana delle imprese e sostenendo la competitività del nostro sistema economico”, ha dichiarato il ministro Zangrillo.
Il testo è il frutto di un percorso condiviso, costruito attraverso un confronto continuo con le Amministrazioni centrali e territoriali, le associazioni di categoria, i rappresentanti del mondo produttivo e i cittadini. “Quello che stiamo portando avanti è un metodo basato su ascolto, dialogo e collaborazione. Un approccio che sta producendo risultati concreti: ad oggi abbiamo già semplificato 261 procedure amministrative, con l’obiettivo di arrivare a 600 entro il 2026, come previsto dal PNRR. Un risultato quello raggiunto fino ad oggi che vede il Dipartimento della Funzione pubblica in linea con le scadenze previste”, ha sottolineato il ministro Zangrillo.
Il provvedimento interviene in quattro ambiti principali: materia fiscale, lavoro, ambiente e attività economiche. Tra le iniziative principali, viene introdotto il principio dell’”once only” per le comunicazioni obbligatorie relative all’instaurazione e alla gestione del rapporto di lavoro. Le Pubbliche amministrazioni non potranno più richiedere dati e documenti già in possesso di altre amministrazioni. E’ inoltre prevista una misura a sostegno del sistema ITS Academy: il disegno di legge consente di stipulare specifiche convenzioni con le imprese per consentire la partecipazione dei dipendenti, dotati dell’esperienza professionale richiesta, all’erogazione dei percorsi formativi. “Con questo provvedimento, proseguiamo nel percorso di modernizzazione della Pubblica amministrazione. Continueremo a lavorare in questa direzione per costruire una Pubblica amministrazione più semplice, più efficiente e più vicina a chi vive e lavora in questo Paese. Le prossime misure sono già pronte: andiamo avanti con concretezza e visione”, ha concluso Zangrillo.

– Foto Ipa Agency –

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