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Malta è la nona destinazione turistica più affollata al mondo

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta è stata classificata come la nona destinazione turistica più affollata al mondo, secondo uno studio condotto da Go2Africa e riportato dal New York Post. L’elenco evidenzia le località globali in cui il sovraffollamento turistico sta esercitando una pressione crescente sulle infrastrutture e sulle comunità locali. Lo studio ha confrontato il numero annuale di turisti di ciascun paese con la sua popolazione.

Nel 2024, Malta con una popolazione di 563.443 abitanti ha accolto oltre 3,5 milioni di turisti, con una media di 6,32 visitatori per residente. Solo otto paesi hanno superato Malta, tra cui la Città del Vaticano, che ha ricevuto 6,8 milioni di turisti nonostante conti appena 882 residenti. Altri paesi in cima alla classifica rispetto a Malta includono Monaco, Bahrein e Bahamas.

Il New York Post ha evidenziato le implicazioni più ampie di questi livelli di turismo, affermando che “le destinazioni pittoresche stanno sentendo la pressione del sovraffollamento turistico”, sollevando preoccupazioni sulla sostenibilità e sugli impatti a lungo termine per le comunità locali. Il rapporto ha suggerito ai turisti di considerare mete alternative per ridurre la pressione sulle località sovraffollate. Per Malta, è stata consigliata Mauritius, descritta come un’opzione più tranquilla, spaziosa e ricca di cultura. Altri paesi che seguono Malta nella top 15 includono Hong Kong, Islanda e Croazia.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Gen Z e bici: abitudine diffusa, ma servono più piste ciclabili

MILANO (ITALPRESS) – In Europa, i giovani considerano la bicicletta parte del loro stile di vita, con il 75% dei partecipanti (il 77% in Italia) al sondaggio che afferma di usarla abitualmente per muoversi e il 58% di usarla almeno una volta a settimana (il 58% nel nostro paese). Montare in sella è un’abitudine settimanale in Germania (66%) e Polonia (62%), mentre la Francia è in coda a questa classifica (52%). In Italia, il 54% degli intervistati usa la bici almeno una volta alla settimana. I giovani lavoratori sono i ciclisti più regolari (66%), a differenza degli studenti (39%). Sono questi i risultati del sondaggio Decathlon che svela come la Gen Z si muove in città e quali barriere incontra.
Il Sondaggio Europeo sulla Mobilità Urbana ha coinvolto più di 4.000 persone di età compresa tra 18 e 28 anni in sei paesi europei (Francia, Regno Unito, Germania, Italia, Polonia e Spagna). I risultati delineano un quadro promettente di una Gen Z già in sella e con la voglia di andare più lontano, se le città e le comunità danno il loro piccolo contributo.
I principali motivi che spingono a usare la bici sono chiari. I giovani europei vogliono: Rimanere in forma e in salute (79%);
gustarsi la libertà e il piacere che la bici offre (68%); risparmiare tempo ed evitare il traffico (68%); risparmiare denaro rispetto ad altre opzioni di trasporto (67%).
I giovani in Italia scelgono la bicicletta prevalentemente per restare in forma e in salute (77%), risparmiare tempo nel traffico (73%), per il senso di libertà dato dall’uso della bici
(70%), ma anche per ridurre l’impronta carbonica (69%) e risparmiare denaro (68%).
A ogni modo, la bicicletta rimane un mezzo preferito per il tempo libero (60%) e lo sport (45%), ma non per andare a scuola, al lavoro o sbrigare commissioni; e ciò mostra che il
passaggio a una piena mobilità ciclistica ha ancora bisogno di supporto. Solo il 16% dei giovani europei prende la bici tutti i giorni. Quando, invece, si parla di come i giovani europei usano la bici, le differenze culturali si fanno sentire. In Francia e Germania, pedalare è strettamente considerato uno sport o un
mezzo per allenarsi. In Italia e Polonia, è più comunemente associato allo svago e al tempo libero, un modo per rilassarsi, stare all’aperto o girare in lungo e in largo la città con più
calma.
Il 50% dei partecipanti al sondaggio descrive la loro città vivibile in bicicletta, con le aree urbane in testa alla classifica. Ma nonostante il senso di sicurezza generale (87%), le preoccupazioni rimangono, con il 61% dei giovani che afferma di non sentirsi completamente sicuro in bici.
Polonia e Spagna registrano una percezione della sicurezza maggiore, mentre in Francia e Italia, una persona su cinque non si sente al sicuro in sella. Per i ciclisti italiani le cause di
questa insicurezza si trovano nel comportamento rischioso di automobilisti o altri utenti della strada (64%), nella mancanza di piste ciclabili dedicate (63%) e nel traffico eccessivo
(42%). I giovani ciclisti europei cercano soluzioni pratiche e hanno indicato delle misure concrete per sentirsi più motivati a usare la bici: Più piste ciclabili protette e separate (54%) – percentuale che sale al 63% nel nostro paese; Parcheggi sicuri per bici (43%) – 43% in Italia; Segnaletica e mappe migliori per le biciclette (36%) – 37% in Italia.
Queste richieste provengono da tutte le città, grandi o piccole, di tutti i paesi coinvolti, a dimostrazione del forte consenso riguardo a quel che serve per eliminare le barriere e
normalizzare la mobilità ciclistica.
– foto col/Italpress –
(ITALPRESS).

La Gen Z usa la bici nel tempo libero e per mantenersi in forma

MILANO (ITALPRESS) – In Europa, i giovani considerano la bicicletta parte del loro stile di vita, con il 75% che afferma di usarla abitualmente per muoversi e il 58% almeno una volta a settimana. E’ quanto emerge da un sondaggio di Decathlon che svela come la Gen Z si muove in città e quali barriere incontra. Montare in sella è un’abitudine settimanale in Germania e Polonia, mentre la Francia è in coda a questa classifica. In Italia, il 54% degli intervistati usa la bici almeno una volta alla settimana. I giovani lavoratori sono i ciclisti più regolari, a differenza degli studenti.
col/mgg/gsl

Fermato uno scafista egiziano a Lampedusa, 70 migranti a bordo di un barchino

AGRIGENTO (ITALPRESS) – La Polizia di Stato – Squadra Mobile di Agrigento, Servizio Centrale Operativo, S.I.S.C.O. di Palermo – e la Guardia di Finanza – Sezione Operativa Navale di Lampedusa – hanno eseguito il decreto di fermo di indiziato di delitto, emesso dalla Procura della Repubblica, nei confronti di un egiziano ritenuto responsabile del reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Il fermato è accusato di aver effettuato il trasporto di settanta migranti all’interno di una barca in vetroresina, lunga appena 10 metri, ed inadatta ad effettuare la traversata, esponendoli così a pericolo per la loro vita e per la loro incolumità. Inoltre, le operazioni di soccorso sono state rese difficoltose dal comportamento del trafficante il quale, con il viso coperto da passamontagna di colore nero, non ha ottemperato all’ordine di arrestare la navigazione, ma ha aumentato repentinamente la velocità, continuando la navigazione verso Lampedusa, al fine impedire le operazioni di soccorso da parte del personale operante. Egli arrestava la navigazione dopo un inseguimento durato più di venti minuti.

– foto screenshot video Polizia di Stato –

(ITALPRESS).

Netanyahu “Non c’è fame a Gaza, Hamas ruba gli aiuti”. Media, 13 morti dall’alba nei raid israeliani

ROMA (ITALPRESS) – Israele non ha una “politica per affamare Gaza. Hamas ruba gli aiuti umanitari e accusa Israele di non fornirli”. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, intervenendo alla “Conferenza Cristiana” di Gerusalemme, secondo quanto riferisce il quotidiano Haaretz.

Dall’inizio della guerra sono state consegnate a Gaza 1,9 milioni di tonnellate di cibo e centinaia di camion carichi di aiuti umanitari si trovano attualmente sul lato Gaza del valico di Kerem Shalom in attesa di distribuzione, ha affermato Netanyahu. Le organizzazioni internazionali – “alcune delle quali con ottime intenzioni” – hanno dichiarato di non poter consegnare gli aiuti a causa dei combattimenti, sebbene Israele abbia assicurato loro che non sarebbe stato un problema nelle zone sicure, ha aggiunto.

Riferendosi alle pause umanitarie nei combattimenti entrate in vigore ieri, il premier ha affermato che Israele sta ora “annunciando formalmente” le zone sicure. “All’Onu non restano scuse. Smettetela di mentire, consegnate gli aiuti”, ha affermato. Netanyahu ha aggiunto che Israele si è “impegnato a raggiungere gli obiettivi di guerra”, restituendo gli ostaggi e sconfiggendo Hamas.

13 MORTI DALL’ALBA NELLA STRISCIA

Tredici persone sono state uccise e altre ferite dall’alba di oggi a causa dei bombardamenti israeliani in diverse zone della Striscia di Gaza. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa. Dieci palestinesi sono morti a ovest di Khan Younis, altri tre sono deceduti in seguito al bombardamento nel campo profughi di Maghazi, nella Striscia di Gaza centrale.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Dazi, Meloni “Base al 15% sostenibile. C’è ancora da battersi”

ROMA (ITALPRESS) – Valuto “positivamente che si sia raggiunto un accordo. Ho sempre pensato e continuo a pensare che una escalation commerciale tra Europa e Stati Uniti avrebbe avuto conseguenze imprevedibili, potenzialmente devastanti”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa ad Addis Abeba. “La base di dazi al 15%, se ricomprende i dazi precedenti che, di media, erano intorno al 4,8-5%, differentemente da quello che prevedeva un possibile accordo al 10% che sommava i dazi precedenti, secondo me è una base sostenibile”, ha sottolineato.

col4/mca1

(Fonte video: Palazzo Chigi)

Dazi, Meloni “Accordo positivo, base al 15% sostenibile” / Video

ROMA (ITALPRESS) – Valuto “positivamente che si sia raggiunto un accordo. Ho sempre pensato e continuo a pensare che una escalation commerciale tra Europa e Stati Uniti avrebbe avuto conseguenze imprevedibili, potenzialmente devastanti”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un punto stampa ad Addis Abeba.

“La base di dazi al 15%, se ricomprende i dazi precedenti che, di media, erano intorno al 4,8-5%, differentemente da quello che prevedeva un possibile accordo al 10% che sommava i dazi precedenti, secondo me è una base sostenibile”, ha sottolineato.

“Bisognerà studiare i dettagli dell’accordo, perché quello che è stato sottoscritto ieri è un accordo giuridicamente non vincolante di massima: c’è ancora da battersi”, ha aggiunto. “Bisogna verificare quali sono le possibili esenzioni, particolarmente su alcuni prodotti agricoli. Ci sono una serie di elementi che mancano: non so esattamente a che cosa ci si riferisca quando si parla di investimenti o acquisto di gas: questo non sono in grado di valutarlo finché non ho i dati chiari”, ha aggiunto.

“L’Italia e l’Europa adesso devono lavorare per definire tutti i dettagli e per ottenere un accordo che sia il migliore possibile, dopodiché devono sedersi e interrogarsi su come si faccia a sostenere eventuali settori che dovessero essere particolarmente colpiti. È il lavoro che faremo ovviamente nelle prossime ore, anche parlando con le associazioni degli imprenditori e con il mondo industriale”, ha spiegato.

“Credo che anche il livello europeo sia importante, non tanto e non solo in termini di aiuti verso quei settori che possono avere maggiori difficoltà, ma anche rispetto a quello che noi possiamo fare per noi stessi”. Dal “tema delle semplificazioni al mercato unico c’è tutto un lavoro su cui l’Unione Europea non può più perdere tempo. Bisogna accelerare e cercare di compensare”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Francesca Jones è la regina dei Palermo Ladies Open

PALERMO (ITALPRESS) – Con la determinazione di chi non si è mai arresa, nemmeno davanti a difficoltà che avrebbero fermato chiunque, Francesca Jones si prende Palermo, il secondo titolo Wta 125 della carriera e un posto tra le prime 90 giocatrici del mondo (domani nella nuova classifica sarà 84 del ranking). La britannica ha vinto la finale dei 36esimi “Palermo Ladies Open”, andati in scena sulla terra rossa del Country Time Club, battendo in 2 set l’olandese Anouk Koevermans, sorpresa del torneo e numero 201 del modno, con il punteggio di 6-3 6-2, in un’ora e 10 minuti di gioco.
La tennista di Leeds, 24 anni, che a causa di una rara condizione genetica ha quattro dita per mano, ha dato una lezione di talento e forza mentale per tutta la settimana. Nessun set perso, grande solidità e tennis d’attacco, fino all’ultima palla chiusa con un sorriso che sa di conquista.
“Ho sentito l’amore di Palermo nel corso del torneo – ha detto Francesca Jones nel corso della premiazione -. Grazie al pubblico e grazie agli organizzatori per questa bellissima settimana. Complimenti ad Anouk per il torneo, sei una bellissima persona. Amo l’Italia, adesso andrò in vacanza a Taormina”.
Per la Jones si tratta del secondo titolo Wta 125 della stagione, dopo il trionfo al Grand Est Open 88 a Contrexeville, due settimane fa. Il successo a Palermo le permette di consolidare il suo ranking nella top 90 mondiale, obiettivo dichiarato a inizio torneo. Dopo Heather Watson e Emma Raducanu, è la terza britannica ad alzare un trofeo del circuito negli ultimi cinque anni e la prima in assoluto a farlo nei 36 anni di storia dei Palermo Ladies Open. Esce, comunque, a testa altissima Anouk Koevermans, 21 anni, figlia dell’ex numero 37 Atp Mark, che a Palermo ha firmato il miglior risultato della sua giovane carriera.
A premiare le finaliste, davanti a una tribuna centrale gremita, il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, l’assessore comunale allo Sport e al Turismo, Alessandro Anello, l’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo, il presidente del Country Time Club, Giorgio Cammarata, e il direttore del torneo, Oliviero Palma.
“Il bilancio della manifestazione – hanno affermato Cammarata e Palma – è assolutamente positivo. E’ stata l’edizione più seguita degli ultimi anni, con numeri record di presenze e visibilità”.
La competizione del Country Time Club Palermo tornerà a luglio del 2026.
– foto Ufficio Stampa Palermo Ladies Open –
(ITALPRESS).