mercoledì, Settembre 23, 2026
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In Calabria torna “Vinitaly and the City”

SIBARI (CASSANO ALL’IONIO) (ITALPRESS) – Un format unico, replicabile, sostenibile e organizzato su misura per ogni territorio, pensato come uno strumento strategico di promozione per il vino italiano e la cultura che lo accompagna. E’ Vinitaly and the City, il progetto firmato Veronafiere che oggi è stato presentato durante i lavori della Commissione Politiche Agricole, ospitata al Museo archeologico nazionale Sibaritide, a Sibari, in Calabria.
A illustrarlo al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida e agli assessori regionali all’Agricoltura e al presidente di ICE-Agenzia, Matteo Zoppas, è stato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo.
All’incontro, per Veronafiere, hanno partecipato anche il direttore generale, Adolfo Rebughini, e l’exhibition manager di Vinitaly, Gianni Bruno.
Nato nel 2013 come “fuori salone” del Vinitaly di Verona, Vinitaly and the City è oggi un evento esperienziale che lega il vino alla cultura, alla storia e al paesaggio, pensato per il pubblico consumer dei wine lover ma con ricadute concrete in termini di enoturismo e marketing territoriale.
«La prima edizione fuori Verona, che si è tenuta proprio qui a Sibari nel 2024, ci ha dato una risposta molto positiva, con oltre 80 produttori coinvolti e 20 mila presenze in tre giornate. La riconferma in Calabria per il secondo anno, dal 18 al 20 luglio, ci dimostra che Vinitaly and the City è maturo e pronto per essere replicato in altri contesti vocati del Paese – ha detto il presidente Bricolo -. L’idea è semplice ma potente: creare un format modulare, capace di valorizzare i vitigni autoctoni, le tradizioni locali e le bellezze storico-paesaggistiche delle città e delle regioni italiane, attraverso degustazioni, eventi e spettacoli in scenari simbolici».
A sostenere Vinitaly and the City c’è la forza di un brand riconosciuto in tutto il mondo: con 58 edizioni nel 2026 (Verona, 12-15 aprile) Vinitaly è il salone di riferimento globale per il business del settore vitivinicolo italiano, con un network di oltre un milione di contatti e una piattaforma promozionale con rassegne quali Vinitaly.USA, Wine South America, Wine to Asia, roadshow, preview e le attività formative della Vinitaly International Academy.
«Vinitaly and the City – ha aggiunto Bricolo – rappresenta un tassello fondamentale di una strategia integrata che punta a valorizzare il vino italiano non solo come prodotto, ma come esperienza culturale e identitaria, capace di generare impatto positivo su economia, occupazione e reputazione dei territori. Grazie alla sua flessibilità, il format si presta anche ad accompagnare i borghi, le aree interne e i vitigni meno conosciuti verso un riposizionamento sia commerciale che turistico, in linea con le tendenze slow e sostenibili».
A supporto di questa visione, Veronafiere ha dato vita anche al brand Vinitaly Tourism, dedicato espressamente all’enoturismo e alla costruzione di reti tra territori, operatori e istituzioni. In sinergia con Vinitaly and the City, questo nuovo strumento contribuisce a strutturare un’offerta enoturistica italiana più competitiva, accessibile e integrata con il patrimonio culturale e paesaggistico nazionale.

– Foto ufficio stampa Veronafiere –

(ITALPRESS).

Strage Via D’Amelio, Abodi “Bisogna far fruttare la memoria”

PALERMO (ITALPRESS) – La memoria non può mai essere fine a se stessa: negli ultimi anni ho partecipato alla fiaccolata per Paolo Borsellino e intendo farlo finché sarò ministro. Penso che anche per un membro del governo come me sia un’occasione di riflessione e assunzione di responsabilità: la memoria se non c’è una prospettiva è solo una testimonianza di rispetto nei confronti di una persona, ma noi dobbiamo farla fruttare”. Lo sottolinea il ministro dello Sport Andrea Abodi a margine di un incontro con gli studenti all’Orto botanico di Palermo. 

“C’è un’esigenza, che aumenta con il passare del tempo, di capire cos’è successo e chiudere una pagina che può essere chiusa solo con la verità, fermo restando che la pagina di Paolo Borsellino deve rimanere aperta perché il suo pensiero possa essere vivo, vissuto e testimoniato non solo dalle istituzioni, ma anche come patrimonio che mettiamo a disposizione delle giovani generazioni – ha proseguito Abodi – il nostro è un impegno di civiltà. Questo governo ha manifestato sempre rispetto e devozione nei confronti non solo della figura di Paolo Borsellino, ma di tutte le vittime della mafia. La commissione parlamentare Antimafia sta lavorando per svelare i segreti: credo che sarebbe un segno di civiltà anche verso quei cittadini italiani che quel 19 luglio erano rimasti colpiti, tramortiti e addolorati”. 

-Foto xd8/Italpress-
(ITALPRESS).

A Sibari Vinitaly and the City, il grande evento di promozione per il vino italiano

SIBARI (ITALPRESS) – Un format unico, replicabile, sostenibile e organizzato su misura per ogni territorio, pensato come uno strumento strategico di promozione per il vino italiano e la cultura che lo accompagna. È Vinitaly and the City, il progetto firmato Veronafiere che oggi è stato presentato durante i lavori della Commissione Politiche Agricole, ospitata al Museo archeologico nazionale Sibaritide, a Sibari, in Calabria. A illustrarlo al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida e agli assessori regionali all’Agricoltura e al presidente di ICE-Agenzia, Matteo Zoppas, è stato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. All’incontro, per Veronafiere, hanno partecipato anche il direttore generale, Adolfo Rebughini, e l’exhibition manager di Vinitaly, Gianni Bruno.

Nato nel 2013 come “fuori salone” del Vinitaly di Verona, Vinitaly and the City è oggi un evento esperienziale che lega il vino alla cultura, alla storia e al paesaggio, pensato per il pubblico consumer dei wine lover ma con ricadute concrete in termini di enoturismo e marketing territoriale.

“La prima edizione fuori Verona, che si è tenuta proprio qui a Sibari nel 2024, ci ha dato una risposta molto positiva, con oltre 80 produttori coinvolti e 20mila presenze in tre giornate. La riconferma in Calabria per il secondo anno, dal 18 al 20 luglio, ci dimostra che Vinitaly and the City è maturo e pronto per essere replicato in altri contesti vocati del Paese – ha detto il presidente Bricolo -. L’idea è semplice ma potente: creare un format modulare, capace di valorizzare i vitigni autoctoni, le tradizioni locali e le bellezze storico-paesaggistiche delle città e delle regioni italiane, attraverso degustazioni, eventi e spettacoli in scenari simbolici”.

A sostenere Vinitaly and the City c’è la forza di un brand riconosciuto in tutto il mondo: con 58 edizioni nel 2026 (Verona, 12-15 aprile) Vinitaly è il salone di riferimento globale per il business del settore vitivinicolo italiano, con un network di oltre un milione di contatti e una piattaforma promozionale con rassegne quali Vinitaly.USA, Wine South America, Wine to Asia, roadshow, preview e le attività formative della Vinitaly International Academy. Veronafiere, attraverso Vinitaly e i suoi eventi spin-off, si conferma così non solo organizzatore di manifestazioni, ma partner strategico del sistema Paese, a supporto delle imprese e di intere filiere produttive d’eccellenza del made in Italy.

“Vinitaly and the City – ha aggiunto Bricolo – rappresenta un tassello fondamentale di una strategia integrata che punta a valorizzare il vino italiano non solo come prodotto, ma come esperienza culturale e identitaria, capace di generare impatto positivo su economia, occupazione e reputazione dei territori. Grazie alla sua flessibilità, il format si presta anche ad accompagnare i borghi, le aree interne e i vitigni meno conosciuti verso un riposizionamento sia commerciale che turistico, in linea con le tendenze slow e sostenibili”. 

A supporto di questa visione, Veronafiere ha dato vita anche al brand Vinitaly Tourism, dedicato espressamente all’enoturismo e alla costruzione di reti tra territori, operatori e istituzioni. In sinergia con Vinitaly and the City, questo nuovo strumento contribuisce a strutturare un’offerta enoturistica italiana più competitiva, accessibile e integrata con il patrimonio culturale e paesaggistico nazionale.

-Foto ufficio stampa Vinitaly-
(ITALPRESS).

Abodi “Le iniziative insieme ai giovani sono finalizzate ad offrire delle opportunità”

PALERMO (ITALPRESS) – “Io cerco ove possibile di replicare l’incontro, il confronto, l’ascolto, il dialogo e gli impegni reciproci con i giovani: si rinnova anche la possibilità di farlo in questo giorno, è il terzo anno che vengo qui sempre con lo stesso spirito che si lega anche alla figura di Paolo Borsellino, ma che sulle parole che ci ha lasciato in eredità deve portare concretezza”. Così il ministro dello Sport Andrea Abodi a margine di un incontro con gli studenti all‘Orto botanico di Palermo.

“Alcuni giorni fa sono stato a Catania, che è la città italiana della Gioventù, con una serie di progettualità che si stanno portando avanti – aggiunge Abodi, – Qui a Palermo abbiamo aperto pochi mesi fa un hub insieme a Invitalia, relativamente a un progetto dedicato alla formazione, all’avviamento al lavoro, agli stage dedicati ai ragazzi e alle imprese italiane nel nostro paese e all’estero. Sono tutte iniziative che tendono ad accorciare le distanze, stabilire relazioni, offrire opportunità e passare dalle parole ai fatti”. 

-Foto xd8/Italpress-
(ITALPRESS).

Caner “Vinitaly and The City” traino per per tutto il paese

VENEZIA (ITALPRESS) – “Il rafforzamento dell’export agroalimentare passa attraverso una visione condivisa tra Governo e Regioni, capaci di fare sistema per promuovere in maniera strutturata e coordinata le nostre eccellenze nel mondo. La scelta di riunirci in Calabria, nei giorni simbolici del Vinitaly and the City, rappresenta non solo un gesto di attenzione verso un territorio ricco di potenzialità, ma anche un segnale politico forte: il sistema delle Regioni è compatto e pronto a sostenere, con proposte concrete, il rilancio dell’agroalimentare italiano sui mercati globali. In questo contesto Veronafiere, con manifestazioni come Vinitaly, Vinitaly USA e ora Vinitaly and the City in Calabria, continua a rappresentare un modello di successo e un traino per tutto il Paese, portando fuori dai confini regionali l’intero sistema fieristico veneto. La Fiera di Verona cresce, traina l’agroalimentare regionale, dimostra tutta la propria attrattività all’interno di una strategia nazionale di promozione integrata. Il know how veneto ha in questo uno straordinario biglietto da visita, rafforzando una leadership che si dimostra vincente in Italia e all’estero”. Lo ha detto l’assessore regionale Veneto Federico Caner, presiedendo oggi a Sibari la Commissione Politiche Agricole in cui è stato presentato “Vinitaly and The City”, il format firmato Veronafiere che unisce vino, cultura, storia e paesaggio.

All’incontro hanno partecipato il ministro Lollobrigida, gli assessori regionali all’Agricoltura, il presidente di Ice Matteo Zoppas e il presidente di Veronafiere Federico Bricolo con il direttore generale Adolfo Rebughini e l’exhibition manager Gianni Bruno.

Nato come “fuori salone” del Vinitaly, “Vinitaly and the City” è oggi un evento pensato per il pubblico consumer dei wine lover ma con ricadute concrete in termini di enoturismo e marketing territoriale; oltre 80 i produttori coinvolti e 20.000 le presenze in tre giornate. A sostenere Vinitaly and the City c’è la forza di un brand riconosciuto in tutto il mondo: con 57 edizioni Vinitaly è il salone di riferimento globale per il business del settore vitivinicolo italiano, con un network di oltre un milione di contatti e una piattaforma promozionale con rassegne quali Vinitaly.USA, Wine South America, Wine to Asia, roadshow, preview e le attività formative della Vinitaly International Academy.

-Foto Regione Veneto-
(ITALPRESS).

Strage di Via D’Amelio, la lettera della nipote di Emanuela Loi “Lottare per ciò che è giusto”

PALERMO (ITALPRESS) – In occasione del 33° anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i poliziotti della scorta Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli, la Polizia di Stato ha ricordato il tragico evento alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani.

La commemorazione, che ha visto la partecipazione dei familiari delle vittime, di autorità civili e militari, ha avuto inizio con la deposizione, da parte del Ministro dell’Interno, di una corona d’alloro presso la lapide in ricordo dei caduti posta all’interno dell’Ufficio scorte. Successivamente, al termine della messa di suffragio, celebrata nella cappella della Caserma “Pietro Lungaro” dal cappellano della Polizia di Stato, Don Massimiliano Purpura, è stato proiettato, presso la Sala Corona, il docufilm “I ragazzi delle Scorte: Fabio” dedicato al poliziotto Fabio Li Muli, il più giovane tra gli agenti di scorta che persero la vita il 19 luglio 1992.

L’episodio, che ripercorre la sua vita attraverso le voci delle sorelle Tiziana e Sabrina e della fidanzata Victoria Elena de Lisi, fornisce il ritratto di un ragazzo che credeva fortemente nella legalità e che non voleva essere un eroe ma solo un uomo giusto.

Per l’occasione Emanuela Loi, omonima nipote della poliziotta caduta, agente della Polizia di Stato in servizio presso la Questura di Cagliari, ha voluto ricordare la zia, pur non avendola mai conosciuta, con una lettera aperta nella quale esprime nei suoi confronti un sentimento d’orgoglio per l’esempio di coraggio e dedizione e riconosce come il suo estremo sacrificio le abbia insegnato il significato del senso del dovere e l’importanza di lottare per ciò che è giusto.

“Cara Emanuela – scrive nella lettera -, nonostante io non abbia avuto la fortuna di conoscerti, sento una profonda connessione con te. Il tuo nome, che porto con orgoglio, è un costante promemoria del tuo coraggio e della tua dedizione alla giustizia. La tua storia, il tuo sacrificio mi hanno insegnato l’importanza di lottare per ciò che è giusto, anche di fronte alle difficoltà. Emanuela loi ha 32 anni, un’età che sua zia Emanuela non ha mai vissuto, uccisa a 24 anni dal tritolo che sventró via d’amelio. Non si sono mai conosciute. Ma indossano la stessa divisa. Emanuela era nata da poco quando la casa di famiglia a sesto si preparava a celebrare il primo anno dalla morte di quella ragazza, bionda, sorridente e sveglia, agente di scorta di Paolo borsellino. E’ cresciuta in stanze in cui i segni di Emanuela erano ovunque, in cui il dolore si è fatto da parte solo per lasciare spazio alla memoria. Una famiglia in cui la mafia non è una affare lontano, di cui sente parlare al telegiornale, ma è la cosa che ha ucciso la sorella di tuo padre”.

“Mia madre e mio padre mi hanno raccontato della tua dedizione al lavoro e del tuo essere sempre positiva e solare, col tuo sorriso inconfondibile stampato sul viso per affrontare ogni situazione, anche la più difficile – prosegue Emanuela Loi -. Sono orgogliosa di poter continuare, in qualche modo, i tuoi passi. Il peso dello stesso nome è diventato l’orgoglio della stessa divisa, che Emanuela, agli inizi degli anni 90, ha vestito quasi per uno scherzo del destino. Non voleva fare la poliziotta Emanuela, voleva fare la maestra, e al concorso per entrare in polizia andò solo per accompagnare la sorella. Ma era brava Emanuela e quel concorso lo vinse. UN Destino, ma non UN caso, perché poi quando arrivò anche la possibilità di fare l’insegnante restò li, per fare del bene, disse. A volte, sento come se stessi vivendo la tua vita, come se i tuoi sogni e le tue passioni fossero anche i miei. Mi chiedo se avremmo avuto gli stessi interessi, se avremmo riso insieme delle stesse cose. Il pensiero di non aver potuto condividere questi momenti con te è un dolore che non riesco a descrivere. Lavorare nella Palermo dei primi anni novanta non era un incarico qualunque. Manuela non l’aveva scelto, avrebbe voluto essere assegnata nella sua Sardegna, ma si adeguò. E Palermo le si presentò subito come una città in cui la mafia uccide. I primi incarichi: la protezione della casa dell’allora Onorevole Sergio Mattarella, i piantonamenti sotto casa del boss francesco Madonia, la protezione della senatrice Pina Maisano, vedova di Libero Grassi”.

“Vorrei poter ringraziarti per l’esempio che hai lasciato, per la forza che hai dimostrato e per l’ispirazione che continui a essere per me e per tutte le persone che fanno il nostro lavoro. Spero di poter onorare la tua memoria vivendo una vita che rifletta i tuoi valori e la tua passione per la giustizia. Sarò sempre grata per l’eredità che hai lasciato e per l’amore che mi hai sempre trasmesso – prosegue la lettera -. A casa non raccontava molto, Sestu era il posto in cui tornare e stare bene, con gli amici, le persone care, il fidanzato, al mare. Torno’ a casa anche nei terribili 57 giorni tra l’attentato al giudice falcone e la strage di via d’amelio. Era già stata assegnata alla scorta di paolo borsellino, il magistrato sapeva che sarebbe morto, lo sapevano tutti, “sono un morto che cammina” diceva. E non sopportava che quel destino coinvolgesse anche i suoi piccotti, così chiamava gli agenti della sua scorta. Sarei io a dover protegegre te, aveva detto a emanuela, non il contrario. E per questo ogni tanto cercava di sfuggire alla loro guardia, anche solo per andare a comprare le sigarette, era il suo modo per dire colpitemi ora, che sono solo. E invece. Manuela era tornata a palermo dalla sardegna il 17 luglio. aveva la febbre, la mamma le aveva detto di restare a casa, in malattia, ma lei no, non voleva che qualche collega dovesse rinunciare alle ferie per colpa sua. Non erano in molti a voler fare quel servizio. Manuela invece non si tirava indietro, forse per coraggio, forse anche per incoscienza, ma forse soprattutto, per una cosa molto piu’ semplice e tanto piu’ potente: il senso del dovere Spero che, in qualche modo, tu sia orgogliosa di me. Grazie per avermi ispirato a essere una persona migliore. Con affetto, tua nipote Emanuela”.

-Foto Ufficio Stampa Polizia di Stato-
(ITALPRESS).

La Doganaccia è il primo Campus europeo per la cura asmatica, Giani “La valorizzeremo”

FIRENZE (ITALPRESS) – L’aria della Doganaccia, 1530 metri di altitudine nel Comune di Abetone Cutigliano (Pistoia) è la più adatta per chi soffre di asma o di patologie respiratorie. È quanto ha stabilito il CNR che, anche per le caratteristiche del suo microclima, l’ha selezionata preferendola ad altri 60 siti in Italia come sede per il primo campus europeo per la cura dell’asma pediatrica, in collaborazione con il Meyer di Firenze.

Questa mattina alla presentazione di “Respiriamo insieme” questo il nome dell’iniziativa presso La Grande Baita a Doganaccia ha partecipato il presidente Eugenio Giani insieme al sindaco Gabriele Bacci. “E’ straordinario scoprire gli effetti curativi del nostro ambiente montano sulla salute- ha detto il presidente Giani- Come Regione saremo impegnati a strutturare e a valorizzare questa potenzialità che porta benefici enormi ai bambini asmatici e alle loro famiglie.Grazie a chi ha reso possibile questo importante progetto, al sindaco Gabriele Bacci, al CNR, al Meyer e all’Unione dei Comuni. La dimensione paesaggistica di quest’area, con il comprensorio sciistico di grande richiamo in inverno, ma anche la sua salubrità e la dimensione sociale, ne fanno un territorio unico in Italia e una perla della Toscana diffusa” ha concluso Giani.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Toscana, la Giunta Regionale approva le linee di indirizzo per lavorare nell’agricoltura sociale

FIRENZE (ITALPRESS) – La giunta regionale ha approvato alcuni giorni fa le linee di indirizzo sulla base delle quali potranno essere organizzati percorsi di formazione dedicati per conseguire l’attestato di qualificazione regionale di operatore/operatrice di queste particolari imprese che svolgono attività produttiva agricola con l’obiettivo di includere persone fragili e svantaggiate.

“Prosegue il percorso di valorizzazione dell’intero settore dell’agricoltura sociale nel nostro territorio avviato con la legge regionale 20/23 e l’approvazione del relativo regolamento, attraverso i quali abbiamo voluto dare norme chiare e procedure definite”, spiegano la vicepresidente e assessora all’agricoltura Stefania Saccardi e l’assessora alla formazione professionale e al lavoro Alessandra Nardini. “Lavorare in una fattoria sociale – osservano – richiede particolari competenze dal punto di vista formativo e professionale che è opportuno regolare per favorire concretamente inclusione e coesione sociale”. 

La delibera definisce i vari aspetti in cui la formazione dovrà strutturarsi. Dalle caratteristiche dei soggetti attuatori ai requisiti di accesso al corso, alla certificazione del percorso. Sono richieste almeno 80 ore di formazione ed è prevista una prova finale per conseguire l’attestato. Oltre all’attestato del corso di operatore/operatrice di fattoria sociale, le linee di indirizzo prevedono un secondo canale per l”iscrizione all’,elenco regionale: il possesso di adeguate competenze acquisite attraverso esperienza pratica triennale.

“Vogliamo favorire il più possibile questo settore – concludono Saccardi e Nardini – che potrà essere anche foriero di collaborazioni con i servizi sociosanitari e che siamo certe avrà ricadute positive soprattutto nelle aree interne e nelle zone periferiche, favorendo lo sviluppo della Toscana diffusa”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Colosimo “Dare tutto nella lotta alla mafia”

Colosimo

PALERMO (ITALPRESS) – “Per ricordare chi ha subito la strage di via D’Amelio bisogna dare tutto nella lotta alla mafia con consapevolezza, ma soprattutto bisogna ascoltare quello che ci hanno insegnato le vittime: seguire i fatti per perseguire il crimine, è questo che dobbiamo fare per onorare Paolo Borsellino e gli agenti della scorta”.
A dirlo è la presidente della commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, a margine di un convegno al Palazzo di Giustizia di Palermo.
xd8/ads/mca3