mercoledì, Settembre 23, 2026
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Siracusa, la Polizia di Stato sostiene la donazione di sangue

Siracusa, la Polizia di Stato sostiene la donazione di sangue

SIRACUSA (ITALPRESS) – “Noi siamo in prima linea per la raccolta di sangue partendo dal sacrificio dei nostri colleghi che hanno perso la propria vita per il Paese. Cerchiamo di sensibilizzare tutta la comunità sull’importanza della donazione di sangue per dare vita a persone che hanno bisogno”. Così Francesco Giuffrida, presidente associazione DonatoriNati della Polizia di Stato di Siracusa, a margine dell’evento dell’Asp in ricordo ricordo delle vittime della mafia e di sensibilizzazione per la donazione di sangue.
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De Bruyne “Napoli il posto migliore per giocare ad alti livelli”

DIMARO FOLGARIDA (ITALPRESS) – “I tre motivi perchè ho scelto Napoli? Dal punto di vista della competitività è il posto migliore. Ho la possibilità di dimostrare le mie qualità. Cambia parecchio rispetto all’Inghilterra, ma ho ancora motivazioni e il Napoli è stata la scelta migliore. Cambia il clima, ma io sono qui perchè voglio giocare ancora ad alti livelli. Quando il direttore sportivo è venuto in Inghilterra a illustrarmi il progetto sono rimasto molto contento”. Così Kevin De Bruyne nella conferenza stampa di presentazione da calciatore del Napoli nel ritiro di Dimaro. Il campione belga ha voglia di continuare a fare la differenza ad alti livelli, ha detto sì ai campioni d’Italia e spera di dare una mano per portare gli azzurri anche ai vertici del calcio europeo.

In Italia ci sono tante squadre molto forti. Speriamo di piazzarci il più in alto possibile in campionato e di fare un buon cammino in Champions. Qui è tutto diverso rispetto all’Inghilterra, mi devo adattare ma sono tranquillo”, ha aggiunto ancora il campione belga che non dimentica il Manchester City. “Ho passato una vita in Premier League. Sarò a vita un tifoso dei Citizens, ma ora sono convinto di questo progetto. Il Napoli vuole investire. Ha già fatto tanti acquisti e io spero di poter dare il mio contributo. Qui imparerò un nuovo stile di gioco e conoscerò un nuovo campionato”.

In azzurro ritrova un compagni di tante battaglie come Lukaku. “Ho parlato sia con lui che con Dries Mertens per capire la città e la squadra. Ma alla fine è stata una mia decisione, di mia moglie e dei miei figli. Romelu è rimasto contento del mio arrivo. Lo conosco da quando aveva 13 anni. Abbiamo convissuto tanti anni insieme, anche al Chelsea”. Per lui il numero 10 nelle maglie di allenamento. “Sono rimasto un pò sorpreso all’inizio perchè sapevo che il numero era stato ritirato. E’ stato un bel gesto. Non credo che mi dia più pressione. Se giochi nel Napoli la pressione c’è. Maradona è una leggenda, sono orgoglioso di giocare nella sua squadra, ma lui è Diego, io sono De Bruyne”, ha sottolineato il centrocampista, in Italia dopo la scadenza del contratto con il ManCity.

E’ stata la prima volta nella mia carriera che mi sono trovato in questa situazione, non ero mai stato un parametro zero. E’ chiaro che più passava il tempo, più mi sentivo stressato. Il Napoli ha presentato un progetto come hanno fatto altre squadre, ma credo che sia stata l’opzione migliore per me. Bisogna restare competitivi. C’è il sole rispetto a Manchester, ma io voglio dimostrare di essere ancora performante”. E con Antonio Conte non può che esserlo, dal momento che il tecnico italiano è molto esigente con i suoi calciatori. “Non ho parlato molto con lui. Abbiamo fatto un paio di sedute e ci siamo parlati in campo. Lo conosco perchè ha allenato in Premier. All’epoca giocava con una difesa a cinque. E’ un allenatore molto tattico ed è un bene per me. E’ un buon segno che sia rimasto al Napoli. Le prestazioni delle sue squadre parlano chiaro. Credo di poter imparare molto da lui. Sto cercando di guardarmi intorno. Tra cinque settimane sarò pronto”, ha concluso De Bruyne.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Asp Siracusa, Caltagirone “Donazioni di sangue per autosufficienza”

SIRACUSA (ITALPRESS) – “E’ una giornata importante perché parliamo anche dei grandi risultati ottenuti in questa provincia per quanto riguarda la donazione di sangue. Va considerato, infatti, che riusciamo anche a donare sacche di sangue ad altre province per arrivare a un’autosufficienza regionale”. Così Alessandro Caltagirone, direttore generale dell’Asp di Siracusa, a margine dell’evento “Dal sangue versato al sangue donato”, con il quale il ricordo delle vittime della mafia è diventato una grande occasione di sensibilizzazione per la donazione di sangue.

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(ITALPRESS)

Auto sulla folla a Los Angeles, almeno 30 feriti

LOS ANGELES (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Almeno 30 persone sono rimaste ferite, di cui 7 in condizione critiche, a Los Angeles a causa di un auto che ha investito la folla sul Santa Monica Boulevard. Secondo le prime informazioni riferite dai vigili del fuoco, 4-5 persone sono in condizioni critiche, tra le 8 e le 10 in gravi condizioni.

Dopo un primo esame da parte dei paramedici è emerso che uno dei feriti più gravi è stato colpito da un’arma da fuoco, non si sa ancora se si tratti del conducente dell’auto.

-Foto di repertorio fonte pexels.com-
(ITALPRESS).

Piantedosi “La mafia è cambiata, ma il contrasto non si ferma”

PALERMO (ITALPRESS) – La lotta a Cosa Nostra adesso è un po’ cambiata. Il sacrificio delle persone di cui abbiamo celebrato la memoria oggi, non è stato invano perché la mafia, Cosa Nostra, ma non solo, adesso ha un modo diverso di presentarsi, spara di meno, uccide di meno e questo è già un grande risultato”. Così il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, alla caserma “Pietro Lungaro” di Palermo, a margine della commemorazione per il 33° anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i poliziotti della scorta Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli.

La mafia nuova “non è però meno insidiosa in altre forme pervasive di pratica della violenza con cui si rapporta nei confronti della società, vale a dire quello di cercare di infiltrarsi nei circuiti istituzionali, economici – ha spiegato Piantedosi -. Noi siamo molto forti su questo, abbiamo un quadro legislativo e una professionalizzazione delle nostre forze di polizia, per i risultati che ottengono, che è molto all’avanguardia e che è molto stimata, apprezzata e anche invidiata nel mondo. E’ una mafia che si infiltra di più, cerca di condizionare le pubbliche istituzioni, i circuiti economici, quindi abbiamo adeguato in questi anni – e lo stiamo facendo sempre di più – quella che è la professionalità delle forze dell’ordine”. 

Su cosa serva per sconfiggere la mafia definitivamente, Piantedosi ha aggiunto: “Serve come tratto finale continuare in maniera incrollabile questa battaglia e poi cogliere qualche spunto che ci viene anche dalla memoria di casi come quelli a cui abbiamo assistito – ha affermato il ministro –. In fondo questi eroi di cui si celebra la memoria sono persone che innanzitutto hanno lanciato un messaggio culturale, cioè di voler combattere l’illegalità, la mafia, anche sapendo a cosa si andava incontro. Quindi c’è qualcosa di profondo, di culturale e molto probabilmente il colpo finale avverrà quando ci sarà una condivisione proprio dal punto di vista culturale della necessità di combattere ogni forma di prevaricazione e di violenza”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Mattarella “Con le guerre ritornano ombre di periodi oscuri del passato”

ROVERETO (TRENTO) (ITALPRESS) – “Questo ritorno qui a Maria Dolens è prezioso in questo momento storico della vita internazionale, in cui in pieno contrasto con i desideri, le aspirazioni, le attese dell’umanità in ogni continente, in ogni parte del mondo, di ogni nazionalità, riemergono ombre che si pensava non dovessero avere più spazio e presenza, di chi ritiene di reintrodurre le guerre di annessione territoriale che pensavamo appartenessero a momenti oscuri dei secoli passati, o di chi pensa di ripristinare il dominio del forte su coloro che sono più deboli, o di potere bombardare civili nelle loro abitazioni”.

Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel suo intervento a Rovereto, in provincia di Trento, per i cento anni della Campana dei Caduti, “Maria Dolens”, che commemora i caduti della prima guerra mondiale.

“Assistiamo al massacro di giovani intenti a festeggiare ascoltando musica. In questa condizione non ci si limita più neppure al pur triste compito di colpire soldati contrapposti, ma si spara e si uccide sui luoghi di preghiera, sui luoghi in cui si distribuisce acqua a chi ha sete o pane a chi ha fame”, ha aggiunto il capo dello Stato.

“Si colpiscono soccorritori che prestano aiuto ai feriti. Tutto questo crea non soltanto un contrasto radicale con le attese dell’umanità ma rischia anche di introdurre una spirale di risentimenti, di odio, di contrapposizioni che genera a sua volta costantemente altre violenze – ha sottolineato Mattarella -. Per questo è importante questo ritorno qui. Questa condizoine esorta a rilanciare il messaggio che da qui cento anni fa è partito. Vi è una condizione di speranza a cui l’umanità aspira e che deve prevalere su quanto avviene e quanto con tristezza registriamo. Quanto avviene crea sovente anche disorientamento nella vita internazionale, anche nella vita quotidiana delle persone. I rintocchi di Maria Dolens esprimono non soltanto un dolore da quanto avviene, ma esprimono soprattutto, e ne siamo convinti, un segno e un messaggio di pace e di speranza”.

– Foto screenshot video Quirinale –

(ITALPRESS).

Piantedosi a Palermo commemora Paolo Borsellino e agenti della scorta

PALERMO (ITALPRESS) – In occasione del 33° anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e i poliziotti della scorta Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli, la Polizia di Stato ha commemorato le vittime alla caserma “Pietro Lungaro”, alla presenza, tra gli altri, del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del capo della Polizia, direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Vittorio Pisani, del presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, del sindaco di Palermo Roberto Lagalla e del vicepresidente della Camera Giorgio Mulè.
La commemorazione, che ha visto la partecipazione dei familiari delle vittime, di autorità civili e militari, ha avuto
inizio con la deposizione, da parte del ministro dell’Interno, di una corona d’alloro presso la lapide in ricordo dei caduti posta all’interno dell’ufficio scorte.

xd6/sat

Cisl, Fumarola “Serve un nuovo patto sociale per governare il cambiamento”

ROMA (ITALPRESS) – “Il dibattito di questo congresso ci consegna una convinzione chiara: per affrontare adeguatamente le sfide che abbiamo di fronte è urgente un nuovo patto sociale. Molte associazioni delle imprese sono venute qui a dirci che condividono la necessità di un patto sociale per governare le transizioni e il nuovo scenario globale”.

Lo ha detto Daniela Fumarola, segretaria generale della Cisl, chiudendo il XX Congresso Confederale del sindacato. Fumarola ha ripercorso la storia della confederazione sindacale, “fatta di successi, ma anche di fatiche, a volte di momenti di scoramento e di arretramenti. Pronta, però, sempre a ripartire. Insieme abbiamo oggi l’opportunità e il dovere di collegare questo potente motore al futuro del paese accompagnandone la ripartenza con i valori della solidarietà, della partecipazione e della corresponsabilità sociale”.

“Da questo palco ci hanno chiesto di evitare caricature. Siamo d’accordo. Ci pare però, che la caricatura l’abbia fatta chi ha tentato di darci improbabili insegnamenti. Non accettiamo lezioni neanche sui contratti pubblici da parte di chi, per anni con altri governi, ha firmato accordi da zero virgola senza battere ciglio – ha aggiunto -. Voglio richiamare ancora una volta il valore, per noi, irrinunciabile del pluralismo sindacale. La Cisl crede nel pluralismo, perché nessuno da solo può pensare di avere il monopolio della rappresentanza del lavoro. Nessuno può pensare di esercitare una egemonia che esiste solo nella testa di qualche reduce del ‘900. Crediamo nell’unità d’azione sindacale, quando è possibile. Diciamo agli amici di Cgil e Uil di lavorare insieme, costruire alleanze concrete su contenuti, scegliendo un metodo condiviso fatto di confronto e rispetto reciproco”.

“La premier ha riconosciuto la necessità di superare la logica dello scontro ideologico, di rifondare il rapporto tra impresa e lavoro in modo collaborativo e ha manifestato apertura verso un dialogo sociale. Abbiamo accolto con soddisfazione il suo intervento. È un impegno forte che metteremo già da domani alla prova dei fatti”, puntando ad “uno sviluppo contrattato che ricomponga le fratture sociali e spieghi le vele del progresso” dice ancora Fumarola.

L’invito al governo da parte della leader della Cisl, quindi, è quello di passare “subito dalle intenzioni all’azione. La via maestra è quella che porta a un contratto nazionale per lo sviluppo, la sostenibilità sociale e il lavoro, che impegni esecutivo e parti sociali su programmi e obiettivi condivisi. L’auspicio è che questa strategia sia sostenuta da una coalizione ampia. Non è più tempo di alibi o di pregiudiziali. Chi oggi si tira indietro si assume la responsabilità di autoescludersi da un cammino fondato sull’etica della cooperazione. La via del dialogo e della partecipazione richiede coraggio di scelte giuste anche quando possono essere impopolari o meglio impopuliste. L’alternativa è quella della sterile denuncia o del nuovo comunismo che si che si manifesta nella ripetizione compulsiva di slogan vuoti e fini a se stessi. Si tratta di riscoprire la concertazione in una chiave diversa rispetto al passato con finalità coerenti con le sfide di questo nostro tempo”.

“È un tempo difficile caratterizzato dalla ri-legittimazione della guerra come via per affrontare i conflitti geopolitici e le relazioni tra paesi. L’esibizione muscolare ha spazzato via il dialogo, il confronto, il multilateralismo faticosamente costruito nella seconda metà del secolo scorso”.

“Abbiamo rivendicato per molto tempo una globalizzazione diversa da quella centrata sulla finanza speculativa e lontana da vincoli di sostenibilità sociale – ha aggiunto -. L’eredità di quella stagione esacerbata dalla pandemia” ha portato a maggiore “diseguaglianza, polarizzazione con l’espandersi a macchia d’olio della sfiducia e del rancore”.

In questo contesto definito preoccupante dalla Fumarola è necessario “un approccio saldamente centrato sulla nostra appartenenza all’Unione Europea”, dunque, “su un’Europa che deve essere più unita e autorevole”. Le sfide in corso per la leader della Cisl “non paiono essere state del tutto colte dalla proposta di bilancio dei giorni scorsi”.

La CISL punta ad agire secondo il modello di democrazia sociale affrontando innanzitutto “l’emergenza che riguarda salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Questa deve essere la materia da cui partire, attraverso una strategia di condivisione nazionale che in Europa siamo l’unico paese a non avere”.

In secondo luogo c’è l’accelerazione del “ritmo di sviluppo del paese, perché senza crescita non c’è redistribuzione e perché la decrescita non è mai felice. Bisogna far evolvere il nostro modello sociale in modo che sia più centrato sui consumi interni e sulla qualità del lavoro”.

“È necessario”, quindi, “promuovere una nuova politica espansiva dei redditi che aumenti salari e pensioni, lanci una vera strategia industriale, promuova investimenti nella pubblica amministrazione e nel socio sanitario, per un patto nella scuola che rilanci assunzioni e stabilizzazioni, valorizzi le comunità educanti e chi le fa vivere ogni giorno – ha aggiunto -. Dobbiamo optare su ricerca e università, qualificare il sistema dei servizi a mercato, capacitare le persone nel lavoro con le nuove tecnologie generative. Le tutele vanno date a tutti i lavoratori, subordinati o autonomi. Bisogna agire per curare le innumerevoli ferite che attraversano e lacerano il nostro paese”.

– Foto xl5/Italpress –

(ITALPRESS)