martedì, Settembre 22, 2026
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CNGEI, il 19 luglio gli scout digiunano per Gaza

ROMA (ITALPRESS) – Questa estate, in continuità con l’iniziativa promossa dagli oltre mille amministratori locali della Rete di Trieste e rilanciata dal Mean, Movimento europeo di azione nonviolenta, il CNGEI – Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani – sceglie di digiunare sabato 19 luglio. Per un giorno intero gli scout non mangeranno e non berranno.
Un piccolo sacrificio, simbolico. Un atto di empatia, “per gridare forte che non si può più tacere di fronte all’emergenza umanitaria in corso a Gaza – spiega il CNGEI in una nota -. A Gaza non è solo il caldo. E’ la fame vera. La sete disperata. E’ il terrore quotidiano di perdere la casa, i figli, la vita. Israele ha deliberatamente e sistematicamente privato i civili di Gaza di tutte le risorse essenziali per la sopravvivenza umana, e ha trasformato anche la distribuzione degli aiuti in uno strumento di sopruso e violenza: folle stipate, tragitti chilometrici e spari sulla folla. Da mesi la popolazione civile è ostaggio di un conflitto che non risparmia nessuno. E’ una catastrofe umanitaria sotto gli occhi del mondo. E il mondo tace”.
Il CNGEI, da sempre educatore alla cittadinanza attiva e alla responsabilità, non può e non vuole restare in silenzio. Per questo, in tutto il territorio nazionale, i gruppi scout aderenti all’associazione sono chiamati ad astenersi da cibo e acqua il 19 luglio, per Gaza. “Per chiedere il cessate il fuoco. Per pretendere che l’Italia e l’Europa agiscano in difesa dei diritti umani”, prosegue la nota.
“Oggi siamo affamati, disidratati, stremati. Ma al sicuro. A Gaza no. E non è accettabile”, questo il messaggio che gli scout CNGEI vogliono lanciare, scegliendo un linguaggio semplice, concreto, diretto: quello dei corpi.
“Non possiamo continuare a parlare di educazione alla pace se, quando la guerra massacra i più vulnerabili, giriamo la testa dall’altra parte. Questo digiuno è il nostro modo di dire: noi ci siamo. E ci saremo finchè non vedremo riconosciuta la dignità del popolo palestinese e protetta quella israeliana. Non si può scegliere la neutralità davanti alla sofferenza. Si può solo scegliere l’umanità”, dichiara Filomena Grasso, Presidente Nazionale CNGEI.
“Abbiamo educato generazioni di giovani a sentire il dolore dell’altro come proprio. Oggi il dolore di Gaza è insopportabile. Con questo digiuno insegniamo, prima di tutto a noi stessi, che la solidarietà è fatta di gesti radicali, di scelte scomode, di vicinanza reale. Non staremo fermi mentre il mondo brucia”, aggiunge Mariano Iadanza, Capo Scout CNGEI.
Questa giornata di digiuno è parte di un percorso educativo che culminerà il 12 ottobre 2025 con la partecipazione del CNGEI alla Marcia della Pace PerugiAssisi, insieme a centinaia di realtà impegnate per i diritti umani, la nonviolenza, la giustizia globale. Un cammino che non è solo fisico, ma morale e collettivo. Un percorso di consapevolezza e responsabilità.
“Unisciti a noi. Sabato 19 luglio digiuna con il CNGEI per Gaza. Anche da solo, anche da casa. Non è solo un gesto: è una presa di posizione – è il messaggio lanciato dal CNGEI -. Condividi il tuo digiuno sui social con l’hashtag #DigiunoPerGaza e #ScoutPerLaPace: https://www.instagram.com/p/DL4hb9Jqki0/”.

– Foto ufficio stampa CNGEI –

(ITALPRESS).

Monti “Palermo e i suoi cittadini vivano il porto”

Monti

PALERMO (ITALPRESS) – “Guardando dentro il porto alla città abbiamo pensato di guardare alla bellezza del luogo, dando l’idea che quell’infrastruttura logistica potesse essere anche bella e accogliente per Palermo. Vogliamo consentire così ai cittadini di entrare nel porto, facendogli così vedere cosa accade al suo interno”. Lo ha detto Pasqualino Monti, presidente dell’Autorità portuale della Sicilia in occasione del punto stampa sull’interfaccia porto-città sul porto di Palermo.

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(ITALPRESS)

Conferenza per la ricostruzione dell’Ucraina: 100 delegazioni a Roma, sostegno e investimenti

ROMA (ITALPRESS) – E’ Roma ad ospitare quest’anno la Ukraine Recovery Conference (URC2025), il maggiore appuntamento internazionale dedicato alla ripresa e alla ricostruzione dell’Ucraina. Il 10 e 11 luglio l’evento vedrà circa 5.000 partecipanti, circa 100 delegazioni ufficiali e 40 Organizzazioni Internazionali, 2.000 rappresentanti di aziende (di cui circa 500 italiani e altrettanti ucraini), centinaia di esponenti delle autonomie locali e della società civile. L’evento è co-organizzato dall’Italia e dall’Ucraina, ed è la quarta edizione dopo quelle di Lugano nel 2022, di Londra nel 2023 e di Berlino nel 2024. Alla Conferenza ha lavorato una Task Force istituita presso la Farnesina che, sotto la guida del ministro Antonio Tajani, che ha nominato a tale scopo un inviato speciale, Davide La Cecilia, ha svolto funzioni di coordinamento dell’attività delle amministrazioni statali, dei soggetti economici istituzionali, del mondo aziendale sul dossier della ricostruzione, anche attraverso un Tavolo interministeriale che opera alla Farnesina da tre anni riunendo più di 200 soggetti.

La Conferenza si basa su 4 dimensioni, già individuate nella precedente edizione di Berlino: Business, Capitale umano, locale e regionale, Adesione all’Ue e Riforme. L’Italia ha anche previsto una nuova dimensione, relativa all’industria strategica, e ha posto un maggiore accento sulle questioni umanitarie e culturali. I lavori prevedono anche un Recovery Forum, piattaforma interattiva che intende favorire il dialogo, il networking e la condivisione. Sarà parte integrante dell’evento una Fiera imprenditoriale, che permetterà a imprese ucraine, italiane e internazionali di costruire nuove collaborazioni. Durante i giorni della Conferenza a Roma, infine, sono previsti numerosi eventi paralleli su argomenti specifici come l’efficienza energetica, la formazione, la ricostruzione verde, le politiche per il capitale umano, la difesa e lo sviluppo industriale. Obiettivo primario è quello di mobilitare il sostegno internazionale e attirare investimenti privati, indispensabili per raccogliere quei 500 miliardi di euro che, secondo le stime della Banca Mondiale, rappresentano il valore complessivo dello sforzo di ricostruzione.

L’anno scorso l’edizione di Berlino aveva raccolto 16,5 miliardi e firmato circa 100 accordi. La Conferenza di Roma si pone l’obiettivo di raggiungere nuovi impegni e nuovi accordi concreti e per questo l’evento intende inviare un messaggio chiaro alle aziende, ovvero che molto si può fare ed in molti ambiti, a cominciare dalle infrastrutture e dall’energia ma non solo. L’evento alla Nuvola, dunque, pur non essendo una Conferenza di donatori in senso classico, vedrà la raccolta di finanziamenti come un momento importante, in cui partner e organizzazioni internazionali renderanno noti i principali impegni in termini di assistenza. La ricostruzione vede però in parallelo il processo di integrazione europea di Kiev, e anche questo è un obiettivo strategico dell’Italia, non solo per andare incontro alle aspirazioni della popolazione ucraina ma anche per evitare una forte area di instabilità in prossimità dei confini nazionali.

L’organizzazione italiana ha infine puntato su una folta presenza istituzionale ai massimi livelli, a cominciare dalle più alte cariche dello Stato, con il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che nella prima giornata dei lavori indirizzerà i suoi saluti mentre oggi pomeriggio riceverà Zelensky al Quirinale. Saranno presenti alla Nuvola il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni e un gran numero di ministri che parteciperanno ai panel tematici previsti dal programma. La presenza nazionale riflette l’impegno dell’Italia, che per questo appuntamento è riuscita a ottenere anche una forte partecipazione internazionale, superando in questo i risultati delle precedenti edizioni. Saranno 15 i capi di Stato e di governo presenti, a cui si uniranno i vertici delle istituzioni europee e quelli delle principali organizzazioni internazionali. Ad accogliere i leader domani mattina sarà la premier Meloni che interverrà anche alla sessione di apertura, dopo l’introduzione del ministro degli Esteri Antonio Tajani e insieme al presidente ucraino Volodymyr Zelensky, alla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, al cancelliere tedesco Friedrich Merz (rappresentante del paese che ha ospitato l’ultima Conferenza) e al premier polacco Donald Tusk (rappresentante del paese che ospiterà la prossima Conferenza).

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

La Regione Emilia Romagna stanzia 1,3 milioni per le donne vittime di violenza

BOLOGNA(ITALPRESS) – La Regione Emilia-Romagna conferma anche per il 2025 il proprio impegno per garantire il Reddito di libertà destinato alle donne vittime di violenza, stanziando 1,3 milioni di euro dal bilancio regionale, che vanno a integrare i 763mila euro assegnati dal Governo, già interamente esauriti.

Grazie a questo ulteriore finanziamento, sarà possibile dare risposta a oltre 200 nuove richieste e garantire il contributo a più di 450 donne su tutto il territorio regionale. Dal 2022, anno in cui la misura è diventata pienamente operativa, la Regione ha stanziato complessivamente oltre 4,3 milioni di euro, che si sono aggiunti ai fondi nazionali.

“Rinnoviamo il nostro impegno per il Reddito di libertà perché vogliamo continuare a offrire un sostegno concreto alle donne che stanno affrontando il difficile percorso di uscita dalla violenza, per aiutarle a riconquistare la propria autonomia”, ha detto l’assessora alle Pari opportunità, Gessica Allegni. “È un intervento che da solo non può risolvere tutte le difficoltà, ma rappresenta un aiuto reale in una fase delicata, in cui è fondamentale poter contare su un supporto economico per affrontare spese necessarie come l’alloggio, le utenze, la formazione o la cura dei figli. Vogliamo e dobbiamo dare risposte a chi si trova in una situazione di forte fragilità”, conclude Allegni.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Fabio Fognini si ritira a 38 anni “Questo è il miglior modo per farlo”

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Fabio Fognini si ritira all’età di 38 anni. Lo ha annunciato il tennista ligure in una conferenza stampa organizzata a Wimbledon. “E’ un un qualcosa che avevo già in testa e ne ho parlato con la mia famiglia. La prima settimana a Wimbledon è stata impegnativa e non ho avuto molto tempo per riflettere, ma credo che questo sia il miglior modo per dire addio”, sono le prime parole pronunciate dall’ex numero 9 al mondo nel corso della conferenza. “Amo questo sport e la motivazione è ancora alta, il tennis mi ha accompagnato per tutta la vita e continuerà a farlo. Ho tantissimi bei ricordi che conservo nel cuore. Questo giorno, però, sapevo che sarebbe arrivato”, ha ammesso Fognini, reduce dalla sconfitta contro Carlos Alcaraz a Wimbledon. “Il mio sogno sarebbe stato finire a Monte-Carlo, questo era l’obiettivo, ma la vita è così. Sono comunque felice di dire addio, ho fatto del mio meglio. Oggi sono qui per lavoro e per seguire Flavio (Cobolli, impegnato contro Djokovic, ndr) che è della nostra agenzia. Lui fa già parte di questo piacere-lavoro. E’ difficile dire cosa farò, ora voglio godermi l’estate con la famiglia”, le parole di Fognini, tagliando corto sul tema futuro.
– Foto Ipa Agency –
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Sicilia, vertice di maggioranza: Schifani illustra manovra da 200 milioni

PALERMO (ITALPRESS) – Si è riunito stamattina a Palazzo d’Orleans il vertice di maggioranza convocato dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani per illustrare la bozza del disegno di legge di variazioni di bilancio che sarà approvata domani dalla giunta.

L’incontro, al quale erano presenti i segretari regionali e capigruppo dei partiti di centrodestra all’Ars, è durato oltre due ore e si è svolto in clima di serenità e grande compattezza. I contenuti della manovra – che ammonta a circa 200 milioni di euro – sono stati illustrati dal presidente e pienamente condivisi dagli alleati di governo. Recepiti anche i suggerimenti arrivati dal tavolo di lavoro.

Gli obiettivi principali del ddl ruotano attorno allo sviluppo della Sicilia e prevedono misure che vanno dalle emergenze alla crescita, al sociale, con particolare attenzione al tema della salute. Sul rispetto della linea discussa ci sarà il massimo rigore del governatore. Secondo gli accordi con il presidente dell’Ars Galvagno, con il quale Schifani è in stretto e continuo contatto, la legge dovrebbe essere approvata dal Parlamento prima dell’interruzione estiva.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Tennis, Fabio Fognini si ritira a 38 anni “Il miglior modo per dire addio”

LONDRA (INGHILTERRA) (ITALPRESS) – Fabio Fognini lascia il tennis all’età di 38 anni. Lo ha annunciato il tennista ligure in una conferenza stampa organizzata a Wimbledon. “È un un qualcosa che avevo già in testa e ne ho parlato con la mia famiglia. La prima settimana a Wimbledon è stata impegnativa e non ho avuto molto tempo per riflettere, ma credo che questo sia il miglior modo per dire addio”, sono le prime parole pronunciate dall’ex numero 9 al mondo nel corso della conferenza.

“Amo questo sport e la motivazione è ancora alta, il tennis mi ha accompagnato per tutta la vita e continuerà a farlo. Ho tantissimi bei ricordi che conservo nel cuore, qualcosa di speciale. Questo giorno, però, sapevo che sarebbe arrivato”, ha ammesso Fognini, reduce dalla sconfitta contro Carlos Alcaraz a Wimbledon.Il mio sogno sarebbe stato finire a Montecarlo, questo era l’obiettivo, ma la vita è così. Sono comunque felice di dire addio, ho fatto del mio meglio”, le sue parole.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Interfaccia porto-città, Monti “Restituiamo a Palermo il quartiere di mare”

PALERMO (ITALPRESS) – Non solo infrastruttura di passaggio, ma ponte urbano tra il mare e il centro di Palermo: questo il proposito dell’interfaccia porto-città, il cui cantiere si avvia alla fase conclusiva. I lavori dovrebbero essere ultimati a dicembre, restituendo a palermitani e turisti un’infrastruttura a tutto tondo che collega le navi a via Amari.

Si tratta di un investimento da 35 milioni di euro, con alcuni ritardi causati dalle difficoltà di reperimento degli acciai strutturali: un’operazione che si inserisce in un quadro generale di riqualificazione della costa cittadina e che prosegue nel solco del lavoro iniziato con il Palermo Marina Yachting. Sarà questa l’ultima infrastruttura di Pasqualino Monti da presidente dell’Autorità portuale per la Sicilia occidentale, l’ultimo regalo a Palermo in attesa di conoscere il nome del suo successore.

“Quest’opera rappresenta uno stravolgimento nel rapporto tra porto e città – spiega Monti, – Quando ho presentato insieme ai progettisti ciò che avrei voluto c’era un po’ di scetticismo per via di una situazione generale complessa: 7,50 m di altezza, tutto il verde all’ingresso del porto, via Crispi affollata di mezzi pesanti, passeggeri che camminano sotto il sole o la pioggia, strutture fatiscenti; eppure dopo sei anni ci troviamo qui con un’infrastruttura nuova, che nonostante sia un po’ in ritardo nella realizzazione ci consentirà di rivedere il rapporto tra questa parte del porto e la città”.

Tale opera, aggiunge, nasce da un disegno in cui “il porto svolge diverse funzioni, è un’infrastruttura logistica importantissima per i territori che hanno la fortuna di accoglierlo: non deve essere visto come un enclave o un luogo chiuso, ma può essere restituito in termini di riqualificazione alla città e quando questo avviene diventa un quartiere di mare; questo era il nostro desiderio e ha mosso la progettazione e la realizzazione delle opere. Avevamo bisogno di una piattaforma differente, quindi abbiamo pensato di guardare alla bellezza del luogo e dare alla città l’idea che quell’infrastruttura logistica al servizio del porto potesse essere bella e accogliente per Palermo: volevamo consentire ai cittadini di entrare in porto e vedere ciò che accade all’interno”.

Monti fa poi un punto relativamente alla scadenza delle sue funzioni, per poi tracciare un bilancio della sua esperienza palermitana: “La proroga di 45 giorni del mio mandato è prevista dalla norma: solo dopo la scadenza del 13 luglio arriverà la nomina del mio successore. Ad oggi le mie funzioni ordinarie e straordinarie sono ancora vigenti, dal 13 luglio proseguirò con poteri di ordinaria amministrazione previsti dalla legge; non so dire se rimarrò commissario per l’interfaccia porto-città. A Palermo lascio un impegno costante, fatto con una squadra meravigliosa: ho trovato una terra che mi ha accolto in maniera altrettanto straordinaria e non smetterò mai di ringraziare i siciliani per questo. Ho cercato di fare il mio lavoro con trasparenza, onestà e impegno e quando trovi un popolo che ti dimostra così tanto affetto e riconoscenza non si può che rimanerne meravigliato: mi è dispiaciuto molto lasciare e se la legge mi avesse permesso di continuare non avrei minimamente mollato il colpo, ma avrei proseguito”.

– Foto xd8/Italpress –

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Esplosione del distributore a Roma, morto uno dei due feriti gravi

ROMA (ITALPRESS) – Prima vittima legata alla grave esplosione avvenuta in un distribuzione di carburanti a Roma nei giorni scorsi. Alle 11.30 di oggi, è deceduto un paziente che aveva riportato ustioni estese di 3 grado sul 55% del corpo.  Si tratta di Claudio Ercoli, 67 anni, ispettore di piazza per conto di Eni e dipendente dell’area di servizio. Aveva ustioni di terzo grado sul 55% del corpo. L’uomo era stato sottoposto nella giornata di ieri a un complesso intervento di innesto di cute omologa.

L’equipe medica e chirurgica ha messo in atto ogni possibile trattamento intensivo e specialistico, ma le condizioni cliniche del paziente sono progressivamente peggiorate, fino al decesso, causato dalla gravità delle lesioni riportate.

Rimane invece ancora in condizioni critiche, ma stabili, l’altro paziente coinvolto, che presenta ustioni sul 25% del corpo. La prognosi resta riservata. La Direzione Aziendale della Asl Roma 2 esprime la propria vicinanza alla famiglia della vittima e il pieno supporto ai professionisti sanitari che stanno proseguendo senza sosta nell’assistenza al secondo paziente.

-Foto IPA Agency-
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