sabato, Settembre 19, 2026
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Palermo, Inzaghi si presenta “Dobbiamo riconquistare il pubblico, nessuno ci regalerà nulla”

PALERMO (ITALPRESS) – “Dobbiamo riportare la gente a vedere giocare bene la propria squadra. Serve riconquistare il pubblico, so che dovremo meritarci l’affetto dei tifosi. Le pressioni sono belle, un giocatore deve avere il piacere di giocare a Palermo. Io ci credo, credo che sia stata la scelta giusta, ho voluto Palermo a tutti i costi”. Lo ha detto il tecnico del Palermo Filippo Inzaghi in occasione della conferenza stampa di presentazione al centro sportivo di Torretta.

“Nessuno ci regalerà nulla. Abbiamo un sogno, dovremo meritarcelo. Dobbiamo riportare il Palermo dove merita. Questa è una grandissima capitale del calcio. Sarà molto più difficile per me perché lo scorso anno sono partito a fari spenti. Dobbiamo correre, sudare la maglia e con un pubblico da Champions non mi spaventa nulla. Il mio obiettivo è uscire tra gli applausi anche dopo una sconfitta”, ha spiegato il piacentino.

“Certe volte i giocatori di B si accontentano ma io voglio fargli capire quanto è bello giocare a San Siro. E devono rendersi conto quanto siamo fortunati ad essere in questa città con questa società”, ha ammesso.

“Brunori-Pohjanpalo? Vinceremo se saremo squadra, se lotteremo su tutte le palle, tutti insieme. Il Palermo ha tantisimi giocatori che nelle mie squadre ho sempre desiderato e toccherà a me farli giocare bene”, ha aggiunto sull’importante parterre offensivo a disposizione.

– foto pc/Italpress –

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Amma, Garola “Investire nella formazione in azienda, i giovani siano al centro”

TORINO (ITALPRESS) – “La sfida delle competenze è la più importante dei prossimi anni. Dobbiamo investire nella formazione in azienda come e più che nei macchinari. Perché l’essere umano non è un accessorio dell’innovazione, perché solo l’uomo sa creare un reale vantaggio competitivo, culturale e sociale. L’IA può aiutare nell’ottimizzazione, ma la disruption non nasce dal dato: nasce dall’intuizione umana”. Con queste parole la presidente Giorgia Garola ha aperto l’assemblea generale dell’Amma, il più importante gruppo merceologico dell’Unione Industriali Torino, di cui fanno parte 634 aziende dei settori Aerospazio, Mobilità sostenibile, Meccatronica, Aziende impiantistiche e General contractor.

Tradotto in numeri, si parla di oltre 53 mila dipendenti, più del 40% dei metalmeccanici torinesi. ‘Fabbricare il domani. Attrarre, formare e valorizzare i talenti nella nuova industria’ è il titolo scelto da Garola per la sua prima assemblea da presidente, dopo l’elezione dello scorso novembre. “Serve una scelta: uscire dalla logica dell’emergenza e rientrare in quella dell’investimento. Investire nei giovani, nella formazione, nella transizione digitale e sostenibile. Investire nelle nostre imprese, perché ci crediamo, indipendentemente dal fatto che arrivino fondi pubblici” ha detto la presidente. E ha aggiunto: “Torino deve iniziare, noi tutti dobbiamo iniziare a considerare i giovani come protagonisti già qui e ora”.

Il Piemonte, ha ribadito Garola, ha competenze altissime nella meccatronica, nella robotica, nell’aerospazio, nell’impiantistica e nei macchinari, auspicando però “un piano industriale italiano sull’energia, sulla mobilità, sull’idrogeno, sul nucleare e sulle reti”. La presidente Garola ha poi commentato l’insediamento del nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, e della sua nuova squadra. “Noi siamo molto ottimisti, anche la squadra sembra una squadra italiana, è molto vicina all’Italia e al nostro territorio, quindi noi auspichiamo quanto prima di incontrarlo, di poterci confrontare e di poter far sì che le nostre aziende riprendano a lavorare con Stellantis”. Il presidente dell’Unione Industriali Torino, Marco Gay, nel suo saluto all’assemblea Amma ha sottolineato come “in questo contesto in cui dominano complessità e incertezza emerge un concetto che ci rappresenta profondamente: la nostra ‘intelligenza industriale’. Non è solo questione di tecnologie avanzate, ma della nostra storica capacità di ‘saper fare’ in modo trasversale, combinando competenze”.+

– foto xn3/Italpress –

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Enpaia-Censis, con invecchiamento e non autosufficienza welfare rischia

ROMA (ITALPRESS) – L’aumento vertiginoso della popolazione anziana rischia di far saltare il sistema socioassistenziale italiano. Mentre il SSN non garantisce le prestazioni richieste dai cittadini, con i costi delle cure a pagamento che si scaricano sui bilanci delle famiglie; e si registra un boom della sanità integrativa con la crescita di fondi, iscritti e prestazioni erogate; si annuncia l’arrivo di un vero e proprio tsunami che si abbatterà sul sistema socio sanitario e assistenziale del nostro Paese. E’ quanto emerge dal Rapporto Enpaia-Censis su “Difficoltà e tenuta del Servizio sanitario e reazioni degli italiani”.

Stando al Rapporto, infatti, in Italia al 1° gennaio, la popolazione anziana è in forte crescita: da 11,3 milioni registrati nel 2005 siamo passati a 14,6 milioni nel 2025 e si prevedono 19 milioni di over 65 entro il 2045. Gli anziani saranno il 34% della popolazione entro il 2045, l’indice di vecchiaia cresce drasticamente passando dal 138% del 2005 al 207,6% del 2025 e salirà al 307,6% nel 2045. Così per ogni giovane tra i 0 e i 14 anni si avranno più di tre anziani. Dati che, oltre a evidenziare il ritmo di crescita della fascia di età più alta, certificano il carattere di lungo periodo della regressione demografica, in cui un fenomeno molto positivo come l’allungamento della speranza di vita, associandosi al crollo della natalità modifica radicalmente la composizione demografica della popolazione italiana mettendo sotto pressione il sistema di welfare.

“L’invecchiamento della popolazione – afferma il Direttore Generale della Fondazione Enpaia, Roberto Diacetti pone il tema dei servizi di assistenza socio sanitaria per la non autosufficienza in maniera ineludibile per tutti. La sanità integrativa avrà uno spazio sempre più importante che richiama la responsabilità delle parti sociali. Ma la copertura pubblica deve essere comunque garantita dalla fiscalità generale”.

Nel 2023 erano 1,8 milioni gli anziani con limitazioni gravi che ne impediscono l’autonomia, rappresentando il 13,1% delle persone con almeno 65 anni e il 63,2% del totale di persone con limitazioni gravi. Sono invece 1,4 milioni le persone con limitazioni gravi di almeno 75 anni (il 19,2% degli anziani di 75 anni e oltre) e costituiscono il 46,8% del totale delle persone con limitazioni gravi.

Numeri che richiamano, oltre alla domanda sanitaria, una già esistente domanda sociosanitaria che richiede maggiori prestazioni che attualmente le persone sono costrette ad acquistare privatamente in assenza di un’adeguata offerta di strutture e servizi pubblici o accreditati.

Nel 2023 erano 11,1 milioni le persone over 65 anni con almeno una malattia cronica, rappresentando il 79,4% del totale della popolazione anziana. Mentre erano 7,8 milioni (il 55,7% del totale) gli anziani con almeno due cronicità.

L’onda delle cronicità, che sta mettendo a dura prova il SSN, è in costante crescita: tra il 2009 e il 2023 gli anziani con almeno una malattia cronica sono aumentati del 16,3%, ma nelle persone con almeno 75 anni tale quota ha raggiunto +25,8%. Inoltre, la quota di anziani con almeno due cronicità è cresciuta del 12,6%, ma tra le persone over 75 anni l’incremento è stato del 21,1%.

“Dati che certificano la poderosa domanda di prestazioni sociosanitarie, che non riesce a trovare risposta dal lato dell’offerta, perchè in quantità inadeguata e perchè esiste un’asimmetria tra il sistema sanitario, sociosanitario e socioassistenziale tradizionale e la domanda espressa dalla popolazione che invecchia – sottolineano Enpaia e Censis –. Di fronte alla carica degli anziani la famiglia resta il principale luogo di assistenza delle persone non autosufficienti, con un carico di care che ricade in gran parte, sulla componente femminile delle reti familiari. Ma tale soluzione è destinata a doversi confrontare con la dinamica di crescita delle persone che vivono sole: nel 2014 erano circa 7,6 milioni, costituendo il 30,6% del totale delle famiglie; nel 2024 sono diventate 9,6 milioni (il 36,2% del totale) e nel 2043 diventeranno presumibilmente 10,7 milioni, costituendo quasi il 40% del totale delle famiglie. E’ evidente che rispetto ai nuclei familiari più tradizionali, con la presenza di figli e nipoti diretti che prendono in carico il care di genitori e nonni, le persone che vivono sole sono più esposte ad una mancanza di supporto informale familiare. E non c’è rete di volontariato che sia in grado di compensare lo sfilacciarsi della rete familiare”.

“Perciò è essenziale attivare e potenziare una rete territoriale di presa in carico, composta da operatori e servizi in grado di intervenire presso le abitazioni delle persone fragili o parzialmente non autosufficienti – proseguono Enpaia e Censis -. Ma è necessario anche sviluppare una rete di strutture residenziali e semiresidenziali in grado di prendere in carico i totalmente non autosufficienti che non hanno famiglia o i cui familiari non sono in grado di occuparsene”.

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) italiano, nonostante garantisca ancora l’accesso universale alle cure, sta affrontando gravi difficoltà, con quasi il 40% della popolazione che non percepisce più la stessa sicurezza di un tempo. Secondo il Rapporto Enpaia-Censis, il 71% degli italiani ha avuto difficoltà nell’accesso alle cure negli ultimi due anni, un problema che colpisce tutte le categorie sociali. Le lunghe liste d’attesa e l’affollamento spingono molte famiglie a rivolgersi alla sanità privata, aggravando le disuguaglianze economiche. Nel 72,5% dei casi, gli italiani scelgono il privato per prestazioni più rapide, compreso il 69,5% delle fasce a basso reddito. Il 15,7% delle famiglie ha dovuto ridurre la spesa per visite mediche e accertamenti preventivi, con un aumento delle difficoltà economiche, specialmente nel Sud e tra giovani e anziani. Questo scenario mette in discussione l’equità e l’universalità del SSN, rendendolo sempre più diviso tra chi può permettersi il privato e chi deve aspettare nel pubblico.

Gli iscritti ai fondi sanitari integrativi sono 16,3 milioni, con un aumento del 179% rispetto al 2013. Le risorse erogate ammontano a 3,2 miliardi di euro, con un incremento del 69,5% rispetto al 2013. Di queste, 2,2 miliardi sono destinati alle prestazioni Lea e 1,1 miliardi alle prestazioni integrative, con un aumento del 77,3% rispetto a dieci anni fa. I dati mostrano una crescita costante dei fondi, degli iscritti e delle risorse distribuite, indicando un crescente ricorso alla sanità integrativa. Tale sanità, caratterizzata da una logica mutualistica, non riguarda solo chi ha risorse economiche, ma anche i lavoratori di categorie professionali, grazie agli accordi sindacali. Inoltre, la sanità integrativa sta rafforzando il potere d’acquisto dei cittadini, consentendo una maggiore accessibilità alle prestazioni sanitarie private, distribuendo i rischi e i costi su una base collettiva. In questo modo, la sanità integrativa amplia le tutele, ottimizza l’utilizzo delle risorse e contribuisce ad alleggerire alcune difficoltà del Servizio sanitario.

– Foto ufficio stampa Fondazione Enpaia –

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Dall’Università degli Studi di Milano una ricerca sull’impatto dell’IA sul benessere dei lavoratori

MILANO (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale (almeno per ora) non sta danneggiando il benessere dei lavoratori tedeschi. È quanto emerge dallo studio Artificial Intelligence and the Wellbeing of Workers, realizzato all’interno del progetto “Horizon Europe PIPEON” (Programma Europeo sulla Robotica e l’Intelligenza Artificiale) e pubblicato su Scientific Reports.

La ricerca è stata condotta da Osea Giuntella, professore dell’University of Pittsburgh e del NBER – National Bureau of Economic Research assieme a Luca Stella, professore di Politica Economica al Dipartimento di Economia, Management e Metodi Quantitativi dell’Università degli Studi di Milano, alla Berlin School of Economics e PI del progetto “Horizon Europe Pipeon”, e da Johannes Konig del German Ministry of Finance. Ha preso in esame due decenni di dati longitudinali (ovvero dati ripetuti negli stessi anni per monitorarne l’andamento nel tempo) del German Socio-Economic Panel (SOEP), una delle più ampie indagini multidisciplinari che vengono condotte ogni anno su circa 30 mila persone in Germania, realizzata dal German Institute for Economic Research, con l’obiettivo di analizzare come si siano evolute nel tempo le condizioni di benessere dei lavoratori a seguito dell’introduzione dell’intelligenza artificiale (IA).

“Finora troviamo poche evidenze che l’adozione dell’IA abbia compromesso il benessere dei lavoratori. Anzi, in alcune categorie professionali si osservano lievi miglioramenti nella salute. Questo potrebbe essere legato alla riduzione dell’intensità fisica del lavoro e al calo dei rischi associati a mansioni tradizionalmente più pesanti”, commenta Luca Stella.

La ricerca rileva anche una lieve riduzione delle ore lavorative settimanali, senza però variazioni significative nei redditi o nei tassi di occupazione, segno che l’IA potrebbe contribuire a una riorganizzazione più efficiente del lavoro. Gli studiosi invitano comunque alla cautela. Sebbene l’analisi che misura l’esposizione all’IA sulla base dell’occupazione svolta, in quanto ritenuta una misura più oggettiva mostri risultati positivi, quando si prendono in esame le auto-dichiarazioni dei lavoratori il risultato cambia: emergono infatti piccoli effetti negativi sulla soddisfazione lavorativa e sulla qualità della vita. Inoltre, il campione analizzato presenta alcune limitazioni: non include i lavoratori più giovani, che potrebbero essere maggiormente esposti alle trasformazioni future del mercato del lavoro e si concentra esclusivamente sulla Germania, Paese caratterizzato da forti tutele occupazionali e da un’adozione dell’intelligenza artificiale relativamente graduale. Di conseguenza, i risultati potrebbero variare in mercati del lavoro più flessibili o tra le nuove generazioni che entrano in ambienti lavorativi sempre più saturi di IA. “Potremmo semplicemente trovarci troppo presto nella curva di adozione dell’IA per osservare i suoi effetti completi”, sottolinea Stella.

“L’impatto dell’IA potrebbe evolversi drasticamente man mano che le tecnologie avanzano, penetrano in più settori e trasformano il lavoro in modo più profondo”. “Questa ricerca è solo un’istantanea iniziale: con l’accelerazione dell’adozione dell’IA, sarà fondamentale continuare a monitorarne gli effetti più ampi sul lavoro e sulla salute dei lavoratori”, conclude Osea Giuntella, corresponding author della ricerca.

– foto IPA Agency –

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“Arte: Sostantivo Femminile 2025”, premiate nove donne “eccellenti”

ROMA (ITALPRESS) – Nove figure femminili di grande rilievo sono state celebrate nella serata di ieri al Museo Nazionale Etrusco in occasione della XVII edizione del premio “Arte: Sostantivo Femminile”. Il riconoscimento, promosso dall’Associazione A3M – Amici dell’Arte Moderna, intende valorizzare ogni anno il ruolo fondamentale delle donne nello sviluppo culturale, artistico, scientifico e imprenditoriale, sia in ambito nazionale che internazionale.
Le premiate dell’edizione 2025 sono Sveva Alviti, Ludina Barzini, Alessandra Sardoni, Maria Grazia Calandrone, Cristina Bowerman, Marina Apollonio, Francesca Cappelletti, Veronica De Romanis e Anna Pirozzi.
Nove donne che, attraverso percorsi professionali diversi, si sono distinte per talento, dedizione e capacità di incidere positivamente nella società.
Il premio è nato con l’obiettivo di dare visibilità e riconoscimento a protagoniste femminili che hanno saputo emergere in contesti spesso segnati da disuguaglianze di genere.
“Questa edizione rappresenta per me un motivo di grande orgoglio – ha affermato Maddalena Santeroni, presidente e ideatrice del premio – dimostra ancora una volta quanto le donne siano in grado di incidere profondamente in settori diversi, legati tra loro da un linguaggio comune come l’arte. Attraverso il nostro impegno continuo, vogliamo valorizzare il talento femminile e contribuire a costruire una cultura fondata sulla diversità e sull’inclusione”.
Per conoscere i nomi delle premiate anche delle scorse edizioni: www.associazioneamiciartemo-
derna.com/arte-sostantivo-femminile

– Foto ufficio stampa Long Term Value –

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In Piemonte un bando da oltre 2 milioni per proteggere le colture agricole

TORINO (ITALPRESS) – Un bando da oltre 2 milioni destinati a sostenere le colture agricole piemontesi minacciate da fitopatie e da parassiti di origine aliena. Primo fra tutti la Popillia japonica, il micidiale coleottero arrivato dal Giappone che, ormai da anni, anche in Piemonte aggredisce colture pregiate e di alto valore redditivo come il settore florovivaistico o quello dei piccoli frutti: lo ha voluto per il secondo anno l’assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte, Paolo Bongioanni. “Interveniamo per supportare le nostre aziende agricole nelle azioni di prevenzione dei danni da fitopatie e da specie nocive di recente arrivo, sostenendole nell’acquisto di reti o altri dispositivi che proteggano le colture dall’aggressione di questi organismi e dal conseguente, grave danno alle produzioni” e “sosteniamo i nostri imprenditori con criteri che privilegiano le aziende che coltivano specie particolarmente a rischio di attacco o diffusione da parte della Popillia come vivai, coltivazioni di piccoli frutti e pescheti; quelle situate in zone tampone o infestate da Popillia; i giovani coltivatori sotto i 41 anni e le aziende che operano in regime di produzione integrata o biologico”, spiega.

Con il bando precedente “abbiamo finanziato 46 aziende: al termine delle istruttorie sono state accertate economie per quasi 700mila euro che, sommate alla dotazione finanziaria iniziale di 1,5 milioni prevista, ci hanno permesso di arrivare alla disponibilità complessiva di 2,2 milioni di euro”, continua Bongianni. La Popillia japonica possiede un enorme potenziale riproduttivo poiché depone le uova in pieno campo ed è quindi praticamente impossibile da estirpare: di lì, gli individui adulti migrano sulle colture di loro predilezione e le attaccano infliggendo danni devastanti.

La protezione fisica dalla Popillia si è rivelata finora essere l’unico mezzo realmente efficace di prevenzione e contrasto poiché in Italia, per ragioni bio-climatiche, non è stato possibile riprodurre a fini di lotta biologica l’ecosistema che in Giappone, paese d’origine dell’insetto, ne contiene naturalmente lo sviluppo grazie alla presenza di organismi antagonisti. “Per questo motivo – conclude Bongioanni – in parallelo all’attività di prevenzione e contrasto, ho rafforzato con il settore fitosanitario della Regione, le Università di Torino e di Verona e il Politecnico di Torino l’attività di ricerca: uno dei tre capisaldi che ho posto insieme alla promozione e all’innovazione per il futuro dell’agricoltura piemontese“.

– foto ufficio stampa Regione Piemonte –

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Pirelli Star IRC, a San Martino di Castrozza mini rivoluzione nelle classifiche

MILANO (ITALPRESS) – San Martino di Castrozza, uno degli appuntamenti storicamente più importanti del rallysmo italiano, ha lasciato un segno importante sulle classifiche dell’International Rally Cup (IRC), la serie nazionale supportata da Pirelli di cui l’evento è entrato a far parte quest’anno. Il rally dolomitico ha esaltato le prestazioni dei Pirelli PZero e dei loro interpreti, con confronti serratissimi dove non sono mancati anche errori decisivi nel tentativo di imporsi in una gara molto importante sotto tutti i punti di vista, visto che si trattava del terzo dei cinque appuntamenti della serie, ed anche il primo con punteggi aumentati. Dei leader della vigilia il solo Stefano Facchin ha saputo confermarsi al vertice della propria categoria (Rally4/R2) mentre sia fra le Rally che fra le Rally5 c’è stato il cambio al vertice, complice anche il ritiro dei precedenti capoclassifica.

Fra le tante Rally4, la categoria di punta delle “tutto-avanti”, il ritiro pressoché immediato del leader Marco Varetto per uscita di strada e il ritiro forzato (condizioni di salute) di Giacomo Guglielmini ha presto trasformato il rally in un monologo del giovane e velocissimo estone Jaspar Vaher e delle Lancia Ypsilon, visto che anche il toscano Mirco Straffi, secondo al traguardo e nuovo leader della graduatoria generale, e il quarto classificato, il polacco Michal Streer, erano al volante di queste vetture. Ottimo anche il terzo posto di Alex Lorenzato con la Peugeot 208.

Fra le Rally5, tutte Renault Clio, ritirato il giovanissimo leader siciliano Marco Nicoletti, così è stata la giornata di una fantastica lotta a tre fra Alessandro Forneris, Matteo Scalet e Michel Della Maddalena, che si sono alternati al comando e sono poi finiti nell’ordine racchiusi in appena 16″. Nell’altra lotta tre, quella per il primato femminile, nuova vittoria di misura per Silvia Franchini su Chiara Lombardi, mentre non ha concluso la gara Arianna Doriguzzi Breatta. Fra le Rally4/R2 nuovo successo con conferma del primato stagionale per Stefano Facchin, mentre il suo consueto rivale Loris Battistelli è stato costretto al ritiro a metà gara quando a separarli c’erano solo tre decimi di secondo. Posto d’onore per il nuovo arrivato nella categoria, Elia Camponogara, che ha preceduto Alex Possamai. Prossimo appuntamento della serie IRC, il Rally Internazionale del Casentino a inizio luglio.

– foto ufficio stampa Pirelli –

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Witkoff “In arrivo grandi novità sull’adesione agli Accordi di Abramo”

ROMA (ITALPRESS) – Si prevede che altri Paesi aderiranno agli Accordi di Abramo. Lo ha dichiarato alla Cnbc l’inviato speciale degli Stati Uniti per il Medio Oriente, Steve Witkoff: “Riteniamo di avere grandi annunci sui Paesi che aderiranno agli Accordi di Abramo”. Nel 2020, gli Stati Uniti hanno forgiato gli Accordi di Abramo che hanno sancito l’avvio delle relazioni diplomatiche tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein.

Da quel momento è rimasta sullo sfondo l’ipotesi di ampliare l’intesa anche all’Arabia Saudita. Riguardo all’Iran, Witkoff ha espresso la speranza di un accordo di pace globale, osservando “una forte sensazione che l’Iran sia pronto”. Gli attuali colloqui con i funzionari iraniani si concentrano sull’istituzione di un programma nucleare civile, ha aggiunto. Witkoff ha inoltre affermato: “E’ una linea rossa se l’Iran tenta di nuovo l’arricchimento nucleare”.

– Foto IPA Agency –

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Maxi truffa sul bonus facciate 90% a Palermo, sequestrati oltre 1,2 milioni

PALERMO (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Palermo, su delega della Procura, hanno eseguito un’ordinanza emessa dal gip con cui è stato disposto il sequestro preventivo per equivalente di 1.208.967 euro, pari al profitto derivante dai reati di truffa ai danni dello Stato e indebite compensazioni nei confronti di un imprenditore e della relativa impresa attiva nel settore edile. Le indagini condotte dalle fiamme gialle della Compagnia di Partinico hanno preso le mosse da anomalie sotto il profilo tributario, per le quali era stata avviata una verifica fiscale nei confronti della società. Tra la documentazione contabile sottoposta ad attività ispettiva vi era quella inerente alla realizzazione di lavori edilizi, rientranti nel bonus facciate, usufruendo di una detrazione fiscale agevolata del 90%. I finanzieri hanno appurato che, per almeno 5 condomini ubicati nel quartiere San Filippo Neri di Palermo, le opere commissionate sono state solamente avviate per poi essere bruscamente sospese.

I finanzieri hanno ricostruito il disegno criminale attraverso l’esame della documentazione, mettendo in luce il modus operandi del soggetto che dopo aver avviato le “ristrutturazioni” e presentato presso gli organi competenti tutta la documentazione necessaria, avrebbe maturato un credito d’imposta inesistente, in parte ceduto a soggetti terzi inconsapevoli. Inoltre, lo stesso avrebbe utilizzato un’altra parte dei crediti inesistenti per compensare debiti di imposta da lui stesso maturati nell’ambito delle attività di impresa, mediante un’artificiosa compilazione dei modelli di pagamento delle imposte. Con il provvedimento in esecuzione, all’indagato sono stati sequestrati i crediti ancora presenti nel cassetto fiscale dell’impresa coinvolta.

– foto ufficio stampa Guardia di Finanza –

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Iran, New York Times “Khamenei ancora nascosto, teme per la sua vita”

ROMA (ITALPRESS) – A due giorni dall’entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Iran, la guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, si troverebbe ancora in un bunker perché i funzionari della sicurezza iraniani temono che Israele possa tentare di assassinarlo.

Lo riporta il quotidiano americano New York Times, basandosi sulle dichiarazioni di Hamzeh Safavi, analista politico e figlio del generale Yahya Safavi, comandante di alto rango dei Guardiani della rivoluzione, i pasdaran, e stretto consigliere militare di Khamenei. Secondo Safavi, i funzionari della sicurezza in Iran stanno “adottando protocolli di protezione estremi, tra cui la limitazione dei contatti con il mondo esterno”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).