sabato, Settembre 19, 2026
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Venezia, Brugnaro inaugura il bypass Gazzera/Castellana “Opera strategica attesa da anni”

VENEZIA (ITALPRESS) – E’ stato inaugurato dal sindaco Luigi Brugnaro il bypass Gazzera/Castellana voluto da questa amministrazione comunale per creare un collegamento alternativo dalla Gazzera a Mestre per portare alla riduzione delle code di mezzi che nelle ore di punta trasformavano spesso questa zona in un ingorgo urbano.

Alla cerimonia di presentazione dell’opera, che ha aperto alla viabilità lo scorso venerdì, assieme al primo cittadino erano presenti gli assessori Mar e Pesce, i presidenti di municipalità Tagliapietra e Pasqualetto, oltre a consiglieri comunali e municipali. La nuova viabilità collegata è stata pensata inizialmente per risolvere il problema del rischio isolamento per quanti vivono tra i due passaggi a livello della Gazzera e le stradine limitrofe.

I lavori hanno completato i rami di collegamento alla viabilità esistente e alla strada di emergenza a servizio della tangenziale. E’ stata inoltre adeguata la larghezza della carreggiata del sottopasso stradale in corrispondenza dell’attraversamento della tangenziale di Mestre ed è stato realizzato l’asse principale che raccorda la viabilità di accesso alla nuova fermata ferroviaria Olimpia.

Il nuovo collegamento viario tra la Gazzera e Mestre è un’opera strategica, attesa da anni, che finalmente ha preso forma e cambierà concretamente la mobilità in tutta l’area della nostra città” ha affermato il sindaco Luigi Brugnaro all’apertura di questa mattina ricordando l’investimento fatto di oltre 10 milioni di euro, per “avere una città più connessa, sicura e vivibile”.

Il primo cittadino ha poi spiegato: “Il nuovo tracciato offre un’alternativa alle strade congestionate nelle ore di punta, migliorando la viabilità e risolvendo i problemi per chi vive tra i passaggi a livello della Gazzera e le strade limitrofe. Con questa opera portiamo più sicurezza per automobilisti e ciclisti, collegamenti ciclopedonali tra via Brendole, via Castellana e la stazione di via Olimpia, una fascia verde tra la viabilità e il Rio Cimetto, un nuovo ponte sul Marzenego, più largo e sicuro, consentendo di suddividere la viabilità stradale dalla mobilità lenta. Questa è un’area strategica, tra il centro di Mestre e il parco del Marzenego. Voglio ringraziare la Regione per la collaborazione e tutti coloro che hanno lavorato per la realizzazione dell’opera. Oggi non è un fine lavori, ma l’inizio di una nuova porta di accesso alla città”.

A completamento dell’opera è stato infatti costruito anche un nuovo ponte sul canale Marzenego ed è stata anche realizzata una fascia verde di separazione tra la nuova viabilità e il Rio Cimetto e sono stati inoltre collegati i percorsi ciclopedonali tra via Brendole, via Castellana e la stazione Olimpia. Il progetto si inserisce in un vasto programma di soppressione di passaggi a livello avviato su iniziativa della Regione del Veneto e di Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. ed ha come oggetto un intervento viabilistico di completamento del raccordo viario Brendole-Castellana, di cui all’Accordo di Programma con Rete Ferroviaria Italiana S.p.A. ed il Comune di Venezia, sottoscritto a dicembre 2019, con il quale la Regione Veneto ha affidato la realizzazione dell’intervento, in qualità di stazione appaltante, al Comune di Venezia. Nello specifico, l’opera pubblica in argomento, rappresenta un necessario completamento funzionale delle fermate ferroviarie di “Gazzera” e “Olimpia”, rispettivamente lungo la linea ferroviaria Venezia-Treviso e Venezia-Trieste, già programmate sin dai primi anni 2000 nei piani urbanistici comunali, ma mai realizzati. Una importante collaborazione tra Enti, al fine di dare risposte celeri alle esigenze dei cittadini. La nuova fermata di “Gazzera” è già operativa, mentre a fine luglio si fermerà il primo treno alla fermata “Olimpia”.

-Foto Comune di Venezia-
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Emilia-Romagna, approvati criteri e modalità per l’iscrizione dei Live Club

BOLOGNA (ITALPRESS) – Definiti criteri, modalità e procedure per entrare a far parte dell’elenco dei locali di musica dal vivo che successivamente con un avviso ad hoc potranno richiedere il sostegno economico della Regione. La Giunta regionale ha approvato la delibera con il documento previsto da una modifica della legge regionale numero 2 del 2018 dedicata allo sviluppo del settore musicale, modifica che ha introdotto gli articoli su “Sostegno ai locali di musica dal vivo” ed “Elenco dei locali di musica dal vivo”. Potranno essere iscritti i locali con sede in Emilia-Romagna attivi da almeno tre anni e che, tra gli altri, presentano quali requisiti una capienza compresa tra 75 e 1.500 persone, l’aver prodotto direttamente o ospitato negli ultimi 12 mesi almeno 20 spettacoli gratuiti o a pagamento, oppure 10 spettacoli a pagamento di musica contemporanea originale dal vivo, cioè musica composta dall’esecutore, di tutti i generi musicali, e l’apertura dello spazio e lo svolgimento dell’attività per almeno sette mesi nell’anno.

“E’ il primo provvedimento di questo genere in Italia e ha anche un carattere sperimentale, soprattutto per ciò che riguarda i criteri– spiega l’assessora regionale alla Cultura, Gessica Allegni-. Si tratta di un ambiente caratterizzato da locali di tipologie anche molto diverse, e in questa prima fase abbiamo privilegiato un approccio ‘inclusivo’. La Regione riconosce la musica come strumento di formazione culturale, aggregazione sociale e sviluppo economico, capace di contribuire alla crescita delle persone e delle comunità e di sostenere una strategia di sviluppo intelligente, sostenibile”. “L’intervento normativo– aggiunge l’assessora- mira a promuovere la produzione e l’esecuzione dal vivo della musica contemporanea originale, nonché a rafforzare la filiera musicale regionale in termini di innovazione, internazionalizzazione e diffusione dell’educazione all’ascolto: i locali di musica dal vivo svolgono anche una rilevante funzione di promozione culturale e socialità, in quanto vivaio delle band e degli artisti”.

Dopo aver realizzato negli anni scorsi una mappatura dei Live Club – a cura dell’Osservatorio regionale dello spettacolo in collaborazione con l’Associazione KeepOn LIVE -, per avere un più definito quadro conoscitivo della realtà regionale, la Regione Emilia-Romagna negli scorsi mesi ha avviato confronto con gli operatori del settore, attraverso il coinvolgimento delle associazioni di categoria. Da questo percorso condiviso è scaturita la disciplina di istituzione e gestione dell’elenco dei locali di musica dal vivo in possesso dei requisiti e degli standard minimi relativi alla quantità e alla continuità della programmazione, nonché all’idoneità di spazi e dotazioni tecnologiche. Per l’annualità 2025, la prima di attuazione, sarà possibile presentare domanda di iscrizione tra il 28 luglio e il 30 agosto (modulistica a breve sul sito di Emilia-Romagna Music Commission).

A partire dal 2026, il periodo utile per l’invio delle domande di iscrizione e/o di mantenimento sarà compreso tra il 1° e il 30 settembre di ogni anno. L’iscrizione all’elenco regionale, requisito necessario per accedere agli strumenti di sostegno, non costituisce garanzia automatica di accesso ai contributi o ad altri benefici. La Regione provvederà a diffondere e promuovere l’Elenco dei Live Club, e le relative schede descrittive di presentazione, tramite i propri canali di comunicazione.

– foto IPA Agency –

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L’assessore Beduschi presiede l’Assemblea generale di Arepo “Puntiamo sulla qualità”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – L‘assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste di Regione Lombardia Alessandro Beduschi ha partecipato a Bruxelles (Belgio), in qualità di presidente, all’Assemblea generale di Arepo, l‘associazione delle Regioni Europee per i Prodotti d’Origine. Arepo rappresenta 35 Regioni di 8 Stati membri dell’Unione Europea (Italia, Francia, Spagna, Germania, Grecia, Croazia, Polonia e Portogallo) e oltre il 60% delle Indicazioni geografiche registrate a livello Ue, tra Dop (Denominazione origine protetta), Igp (Indicazione geografica protetta) e Stg (Specialità tradizionali garantite).

“Presiedere Arepo – ha dichiarato Beduschi – significa portare in Europa la voce delle Regioni che ogni giorno difendono e promuovono la qualità come leva strategica di sviluppo . In un mercato sempre più volubile e globale, dobbiamo investire su ciò che ci distingue: origine, tracciabilità, legame con il territorio. È questa la vera forza delle nostre produzioni a Indicazione Geografica”.

Nel mondo le specialità a Indicazione d’origine (Ig) sono oggi 3.428, di cui 856 in Italia, che detiene il primato assoluto di cibi e vini a Denominazione. Il sistema Dop e Igp italiano vale 20,2 miliardi di euro alla produzione, 11,6 miliardi in export e impiega circa 850.000 addetti. Con 75 prodotti riconosciuti, la Lombardia è la quarta regione italiana per numero di Ig, ma terza per impatto economico complessivo, con un valore che sfiora i 2,6 miliardi di euro. È prima in Italia per il comparto dei formaggi Dop (1,8 miliardi).

A livello provinciale spiccano Mantova (594 milioni), Brescia (581 milioni), Cremona (307 milioni), Sondrio (260 milioni) e Lodi (110 milioni) nel settore food, mentre nel comparto vino si distinguono Brescia (348 milioni) e Pavia (114 milioni). Nel corso dell’Assemblea, Beduschi ha illustrato il bilancio delle attività dell’associazione e le priorità del mandato: dal nuovo Regolamento europeo sulle Ig, a cui Arepo ha contribuito attivamente, al rafforzamento dei rapporti con Commissione, Parlamento e Comitato delle Regioni, fino alla partecipazione a progetti europei come ‘GI Smart’, un’iniziativa finanziata dal programma ‘Horizon Europe’ che mira a valorizzare il ruolo delle Ig nello sviluppo sostenibile dei territori.

“Le Regioni – ha concluso Beduschi – sono le vere custodi di questo patrimonio, che non è solo economico ma anche sociale. Le Indicazioni geografiche raccontano il lavoro delle comunità, la storia dei luoghi, e sono un argine contro l’omologazione alimentare. Il nostro compito è tutelarle, rafforzarle e farle conoscere in tutta Europa”. 

-Foto Lombardia notizie-
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Il Veneto leader nel turismo delle Dop, Zaia “Esempio di come la cooperazione tra settori possa dare risultati tangibili”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Questo importante riconoscimento conferma quanto sia fondamentale la sinergia tra agricoltura, turismo e Dop economy per valorizzare il nostro territorio. Il Veneto vanta 18 Denominazioni di Origine Protetta (DOP), altrettante Indicazioni Geografiche Protette (IGP), 4 Specialità Tradizionali Garantite (STG), oltre a un patrimonio vitivinicolo di eccellenza con 14 DOCG, 29 DOC e 10 IGT. Questi numeri testimoniano la capacità della nostra regione di unire forze e competenze: dagli attori locali alle istituzioni, dai Consorzi alle imprese, in una rete virtuosa che ha saputo promuovere progetti condivisi e sinergie concrete tra pubblico e privato. Il risultato è un’offerta turistica autentica, integrata e sostenibile, in grado di rispondere alla crescente domanda di esperienze legate all’identità e alla qualità del territorio. Quindi, essere alla guida di questa prestigiosa classifica nazionale è la prova del lavoro e della visione strategica delle nostre comunità e dei Consorzi di tutela, che hanno saputo trasformare le nostre eccellenze in motore di sviluppo. Il Veneto dimostra che valorizzare le Dop non significa solo conservare le tradizioni, ma anche alimentare la crescita economica e rafforzare il legame con le nostre radici”. Con queste parole il presidente della Regione del Veneto, Luca Zaia, celebra il primato del Veneto nel Turismo delle Dop, come annunciato dalla Fondazione Qualivita nel primo Rapporto Nazionale dedicato al legame tra Indicazioni Geografiche e turismo nei territori italiani.

Il Veneto, assieme a Toscana, Emilia-Romagna e Lombardia, si distingue per l’eccellenza delle sue filiere produttive, l’attrattività turistica consolidata e l’efficace operato dei Consorzi di tutela. Il Rapporto sottolinea inoltre l’importanza di utilizzare questa classifica non solo come un indicatore di prestigio, ma come una guida per individuare modelli replicabili e rafforzare le politiche pubbliche che possano favorire ulteriori opportunità di crescita economica e turistica.

“Questo successo va visto anche come un esempio di come la cooperazione tra settori possa dare risultati tangibili – conclude il Presidente -. Il Veneto è pronto a condividere le proprie esperienze e a collaborare per un futuro in cui il Turismo DOP sia un motore di sviluppo per tutto il nostro Paese”. 

-Foto infografica Regione Veneto-
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Fibrosi polmonari, a Roma una mostra racconta il vissuto dei pazienti

ROMA (ITALPRESS) – Inaugurata al Chiostro del Bramante di Roma la mostra del progetto AiR – una nuova dimensione per le Fibrosi Polmonari, iniziativa di Boehringer Ingelheim nata dal confronto di quattro associazioni di pazienti impegnate sul territorio nazionale – ANMAR Associazione Nazionale Malati Reumatici, APMARR Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, GILS Gruppo Italiano Lotta alla Sclerodermia, FIMARP Federazione Italiana IPF e Malattie Rare Polmonari – e cinque giovani artisti digitali.
Le fibrosi polmonari rappresentano una sfida di salute pubblica. Colpiscono migliaia di persone nel nostro Paese – circa 400.000 in Europa – molti dei pazienti affetti da Fibrosi Polmonare in media muoiono entro 3-5 anni2 dalla diagnosi. Si tratta di malattie rare, progressive e irreversibili, che vengono troppo spesso diagnosticate in ritardo, con gravi conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita dei pazienti.
Il progetto ha quindi il merito di tradurre plasticamente il patient journey della persona con fibrosi polmonare, dalla comparsa dei sintomi, alla diagnosi della malattia, dalla presa in carico alla corretta gestione della patologia, senza trascurare l’impatto psicologico.
Cinque opere capaci di offrire allo spettatore un’esperienza immersiva e multisensoriale, grazie all’ausilio dell’arte figurativa e del linguaggio digitale della Realtà Aumentata. Le animazioni, in 2D e 3D, infatti, arricchiscono ogni opera permettendo di osservare le fibrosi polmonari da una prospettiva inedita, capace di restituire la complessità e le molte sfaccettature della patologia: Rifiorire di Francesca Macciò, Il respiro ritrovato di Adolfo Di Molfetta, Stringimi la mano di Laura Micieli, Anelito di Francesco Pestarino, L’altalena di Federico Niccolai.
All’inaugurazione della mostra hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle società scientifiche e delle associazioni pazienti: Orfeo Mazzella, Vice Presidente della Commissione Affari sociali, sanità e lavoro del Senato della Repubblica; Ilenia Malavasi, Componente Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati; Gian Antonio Girelli, Componente Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati; Francesco Maria Salvatore Ciancitto, Componente Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati; Ubaldo Pagano, Componente Commissione Bilancio Camera dei Deputati; Ignazio Zullo, Componente Commissione Affari sociali, sanità e lavoro del Senato della Repubblica; Claudia Ravaglia, Responsabile del Gruppo di Studio Pneumopatie Infiltrative Diffuse e Patologia del Piccolo Circolo, AIPO – Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri; Daniela Marotto, Past President CReI – Collegio dei Reumatologi Italiani; Rosanna Cantarini, Responsabile dei rapporti con le Regioni, SIMG – Società Italiana di Medicina Generale; Paola Rogliani, Presidente Eletto SIP – Società Italiana di Pneumologia; Gian Domenico Sebastiani, Past President SIR – Società Italiana di Reumatologia; Paola Canziani, Presidente Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia (GILS); Matteo Buccioli – Presidente Federazione Italiana IPF e Malattie Polmonari (FIMARP); Antonella Celano – Presidente Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMARR) e Silvia Tonolo – Presidente Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR).
“La mostra “AiR – una nuova dimensione per le fibrosi polmonari” vuole rappresentare, in una modalità immediata ed emozionale, il vissuto complesso delle persone con questa patologia e si inserisce nel percorso di collaborazione che Boehringer porta avanti da anni con le associazioni di pazienti – ha dichiarato Morena Sangiovanni, Presidente e AD di Boehringer Ingelheim Italia -. Sappiamo quanto possa essere in salita la vita per loro. In aggiunta alle difficoltà di ottenere una diagnosi corretta e di poter accedere alle terapie, chi ha la fibrosi polmonare sperimenta quotidianamente limitazioni progressive nella vita sociale, relazionale e lavorativa. Siamo grati alle associazioni di pazienti per la fiducia che ci hanno dimostrato, rendendo possibile questa mostra, alle comunità scientifiche e alle istituzioni, per questo ulteriore tassello di partenariato, consapevoli che solo insieme possiamo fare la differenza per le persone con fibrosi polmonare”.
Proprio partendo dagli unmet needs dei pazienti è stato presentato nei giorni scorsi in Senato un Documento di posizionamento per una presa in carico più strutturata dei pazienti. Il documento, realizzato con il contributo non condizionante di Boehringer Ingelheim e promosso dalla senatrice Elena Murelli, è stato frutto di tavoli di lavoro a cui hanno partecipato le stesse Società Scientifiche e Associazioni di Pazienti coinvolte nel progetto AiR.
Nelle opere, così come nel documento, vengono fuori in maniera importante la necessità di una diagnosi tempestiva, dell’accesso all’innovazione terapeutica, della creazione di una rete assistenziale integrata, e dell’adozione di linee guida nazionali per uniformare i percorsi di cura.
Le opere rimarranno esposte presso il Chiostro del Bramante a Roma fino al 29 giugno.

– foto spf/Italpress –
(ITALPRESS).

Fibrosi polmonari, a Roma una mostra racconta il vissuto dei pazienti

ROMA (ITALPRESS) – Inaugurata al Chiostro del Bramante di Roma la mostra del progetto AiR – una nuova dimensione per le Fibrosi Polmonari, iniziativa di Boehringer Ingelheim nata dal confronto di quattro associazioni di pazienti impegnate sul territorio nazionale – ANMAR Associazione Nazionale Malati Reumatici, APMARR Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare, GILS Gruppo Italiano Lotta alla Sclerodermia, FIMARP Federazione Italiana IPF e Malattie Rare Polmonari – e cinque giovani artisti digitali.
Le fibrosi polmonari rappresentano una sfida di salute pubblica. Colpiscono migliaia di persone nel nostro Paese – circa 400.000 in Europa – molti dei pazienti affetti da Fibrosi Polmonare in media muoiono entro 3-5 anni2 dalla diagnosi. Si tratta di malattie rare, progressive e irreversibili, che vengono troppo spesso diagnosticate in ritardo, con gravi conseguenze sulla salute e sulla qualità della vita dei pazienti.
Il progetto ha quindi il merito di tradurre plasticamente il patient journey della persona con fibrosi polmonare, dalla comparsa dei sintomi, alla diagnosi della malattia, dalla presa in carico alla corretta gestione della patologia, senza trascurare l’impatto psicologico.
Cinque opere capaci di offrire allo spettatore un’esperienza immersiva e multisensoriale, grazie all’ausilio dell’arte figurativa e del linguaggio digitale della Realtà Aumentata. Le animazioni, in 2D e 3D, infatti, arricchiscono ogni opera permettendo di osservare le fibrosi polmonari da una prospettiva inedita, capace di restituire la complessità e le molte sfaccettature della patologia: Rifiorire di Francesca Macciò, Il respiro ritrovato di Adolfo Di Molfetta, Stringimi la mano di Laura Micieli, Anelito di Francesco Pestarino, L’altalena di Federico Niccolai.
All’inaugurazione della mostra hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle società scientifiche e delle associazioni pazienti: Orfeo Mazzella, Vice Presidente della Commissione Affari sociali, sanità e lavoro del Senato della Repubblica; Ilenia Malavasi, Componente Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati; Gian Antonio Girelli, Componente Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati; Francesco Maria Salvatore Ciancitto, Componente Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati; Ubaldo Pagano, Componente Commissione Bilancio Camera dei Deputati; Ignazio Zullo, Componente Commissione Affari sociali, sanità e lavoro del Senato della Repubblica; Claudia Ravaglia, Responsabile del Gruppo di Studio Pneumopatie Infiltrative Diffuse e Patologia del Piccolo Circolo, AIPO – Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri; Daniela Marotto, Past President CReI – Collegio dei Reumatologi Italiani; Rosanna Cantarini, Responsabile dei rapporti con le Regioni, SIMG – Società Italiana di Medicina Generale; Paola Rogliani, Presidente Eletto SIP – Società Italiana di Pneumologia; Gian Domenico Sebastiani, Past President SIR – Società Italiana di Reumatologia; Paola Canziani, Presidente Gruppo Italiano per la Lotta alla Sclerodermia (GILS); Matteo Buccioli – Presidente Federazione Italiana IPF e Malattie Polmonari (FIMARP); Antonella Celano – Presidente Associazione Nazionale Persone con Malattie Reumatologiche e Rare (APMARR) e Silvia Tonolo – Presidente Associazione Nazionale Malati Reumatici (ANMAR).
“La mostra “AiR – una nuova dimensione per le fibrosi polmonari” vuole rappresentare, in una modalità immediata ed emozionale, il vissuto complesso delle persone con questa patologia e si inserisce nel percorso di collaborazione che Boehringer porta avanti da anni con le associazioni di pazienti – ha dichiarato Morena Sangiovanni, Presidente e AD di Boehringer Ingelheim Italia -. Sappiamo quanto possa essere in salita la vita per loro. In aggiunta alle difficoltà di ottenere una diagnosi corretta e di poter accedere alle terapie, chi ha la fibrosi polmonare sperimenta quotidianamente limitazioni progressive nella vita sociale, relazionale e lavorativa. Siamo grati alle associazioni di pazienti per la fiducia che ci hanno dimostrato, rendendo possibile questa mostra, alle comunità scientifiche e alle istituzioni, per questo ulteriore tassello di partenariato, consapevoli che solo insieme possiamo fare la differenza per le persone con fibrosi polmonare”.
Proprio partendo dagli unmet needs dei pazienti è stato presentato nei giorni scorsi in Senato un Documento di posizionamento per una presa in carico più strutturata dei pazienti. Il documento, realizzato con il contributo non condizionante di Boehringer Ingelheim e promosso dalla senatrice Elena Murelli, è stato frutto di tavoli di lavoro a cui hanno partecipato le stesse Società Scientifiche e Associazioni di Pazienti coinvolte nel progetto AiR.
Nelle opere, così come nel documento, vengono fuori in maniera importante la necessità di una diagnosi tempestiva, dell’accesso all’innovazione terapeutica, della creazione di una rete assistenziale integrata, e dell’adozione di linee guida nazionali per uniformare i percorsi di cura.
Le opere rimarranno esposte presso il Chiostro del Bramante a Roma fino al 29 giugno.

– foto spf/Italpress –
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Daniele Piacentini è il nuovo Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS

ROMA (ITALPRESS) – Daniele Piacentini è il nuovo Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS. Il Dottor Piacentini, attualmente Amministratore Delegato e Direttore Generale dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola, assumerà l’incarico dal 1° luglio come stabilito dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione.

Il Consiglio di Amministrazione della Fondazione ha designato il Dottor Piacentini alla guida del Gemelli al termine di un articolato e approfondito processo di selezione; succede al Professor Marco Elefanti, Direttore Generale del Gemelli dal 31 gennaio 2018. Daniele Piacentini ha costruito un significativo bagaglio di esperienze in oltre 25 anni di carriera professionale maturata in organizzazioni sanitarie di eccellenza. Ha avviato la sua carriera nell’ambito delle Risorse Umane all’Istituto Europeo di Oncologia, dove ha assunto ruoli di crescente responsabilità fino a ricoprire l’incarico di Direttore Centrale delle Risorse Umane di IEO e del Centro Cardiologico Monzino. Dal luglio del 2015 al giugno del 2022 il Dottor Piacentini ha ricoperto il ruolo di Direttore delle Risorse Umane della Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS. Dal luglio del 2022 ha assunto il ruolo di Amministratore Delegato e Direttore Generale dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola nell’ambito del progetto di rilancio dell’Ospedale.

La scelta del Dottor Piacentini è avvenuta in prossimità della scadenza del secondo mandato quadriennale del Professor Elefanti; il Consiglio di Amministrazione della Fondazione nello scorso mese di marzo aveva avviato una selezione per ricercare, tra i migliori manager della sanità italiana, il nuovo Direttore Generale del Policlinico Gemelli. Il processo di ricerca e selezione è stato coordinato da una Commissione composta dal Dottor Daniele Franco, Presidente della Fondazione, dalla Professoressa Elena Beccalli, Rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dall’Onorevole Giuseppe Fioroni, Vice Presidente della Fondazione, dal Professor Antonio Gasbarrini, nel duplice ruolo di Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia e di Direttore Scientifico ad interim, e dal Professor Elefanti. Al fine di assicurare la valutazione di una ampia platea di candidati, ci si è avvalsi di un’autorevole società di head hunting che ha individuato candidati di alto profilo nel panorama nazionale della sanità pubblica e privata.

Il Consiglio di Amministrazione, preso atto dell’esito del processo di selezione nella seduta del 26 maggio, in quella immediatamente successiva del 23 giugno ha proceduto a designare il dottor Daniele Piacentini nel ruolo di Direttore Generale della Fondazione Gemelli a decorrere dal 1° luglio 2025 con incarico quadriennale. Il Dottor Piacentini continuerà a svolgere il ruolo di Amministratore Delegato della società benefit Gemelli Isola. Il Consiglio di Amministrazione ha espresso vivo apprezzamento nei confronti del Professor Marco Elefanti, che ha ringraziato per il lavoro svolto negli otto anni di mandato. Il suo ruolo è stato fondamentale per lo sviluppo e la crescita della Fondazione e la sua leadership ha lasciato un’impronta duratura e significativa.

-Foto Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS-
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Patrimonio zootecnico calabrese, la Regione stanzia 10 milioni in 4 anni

CATANZARO (ITALPRESS) – È stata pubblicata sul sito www. calabriapsr.it, la graduatoria definitiva relativa all’Avviso pubblico dell’Intervento SRA 14Allevatori custodi dell’agrobiodiversità, misura volta alla salvaguardia delle razze animali locali a rischio di estinzione o di erosione genetica. L’intervento, inserito nell’ambito della programmazione 2023-2027, prevede un sostegno economico calcolato per Uba (Unità di bestiame adulto), concesso alle aziende zootecniche che, su base volontaria, si impegnano nella conservazione delle risorse genetiche animali locali.

Tale impegno contribuisce attivamente al contrasto del depauperamento della biodiversità animale, compensando al contempo gli allevatori per i maggiori costi sostenuti e i minori ricavi derivanti dall’allevamento di razze meno produttive dal punto di vista commerciale, ma di alto valore ecologico.

“L’iniziativa rappresenta la naturale prosecuzione delle attività già avviate con la sottomisura 10.1.8 della programmazione 2014-2022 – spiega l’assessore regionale all’Agricoltura Gianluca Galloconfermando la volontà dell’Amministrazione regionale di proseguire in modo concreto nel solco della tutela e valorizzazione del patrimonio zootecnico calabrese”.

Per questo intervento, la Regione Calabria ha destinato una dotazione finanziaria complessiva di 10 milioni di euro per il periodo 2023-2027, corrispondente alla durata degli impegni pluriennali di 4 anni previsti dal Regolamento (UE) 2021/2115, art. 70, comma 6, lettera b). Dalla graduatoria definitiva risultano ammissibili e finanziabili 603 domande, testimonianza dell’ampia adesione degli operatori del settore e della crescente consapevolezza dell’importanza della biodiversità zootecnica nella nostra regione. Il documento integrale della graduatoria è consultabile sul sito istituzionale della Regione Calabria e al link https://www.calabriapsr.it/news/2212-intervento-sra-14-allevatori-c ustodi-dell-agrobiodiversita-approvazione-graduatoria-definitiva-do mande-di-sostegno-2024-2027-e-domande-di-pagamento-anno-2024.

-Foto Regione Calabria-
(ITALPRESS).

Effetto “second hand’: sempre più italiani scelgono consegna fuori casa

ROMA (ITALPRESS) – Cambia il modo di acquistare online e cambia anche il modo di ricevere gli acquisti. Secondo un’analisi condotta da InPost Italia in collaborazione con Subito, la prima piattaforma di re-commerce in Italia (fonte Casaleggio Associati – E-Commerce in Italia, 2024) con oltre 26 milioni di utenti unici al mese, nel 2024 è cresciuta in modo significativo la quantità di utenti che scelgono la spedizione “fuori casa”, nei locker (gli armadietti automatici) o punti di ritiro ospitati dai negozi di quartiere.
A trainare questo cambiamento sono soprattutto gli abitanti delle grandi città, attratti da soluzioni logistiche più flessibili, sicure e comode, ma anche più smart e aperti all’innovazione: Roma, Milano, Torino, Napoli, Genova, Bologna, Palermo, Firenze, Padova e Verona.
Accanto alla comodità, si fa strada anche una maggiore consapevolezza ambientale. Secondo lo studio “L’impatto ambientale delle consegne e-commerce”, realizzato da Netcomm, Politecnico di Milano e B2c Logistics, le consegne presso locker e punti di ritiro permettono infatti di ridurre fino al 38% le emissioni di CO? rispetto alla tradizionale consegna a domicilio. Un dato che trova riscontro nelle scelte quotidiane degli utenti di Subito, già sensibili al tema del riuso come alternativa allo spreco o all’iperconsumo: chi compra o vende articoli di seconda mano sulla piattaforma tende infatti a riutilizzare anche imballaggi già disponibili in casa o materiali riciclati, contribuendo così a ridurre l’impatto ambientale delle spedizioni. Dalla scelta di una modalità di consegna più sostenibile alla scelta di riutilizzare materiali per impacchettare, aumenta la serie di “buone pratiche” messe in atto dagli utenti di queste piattaforme, quasi una sorta di “second hand effect”.
“La nostra collaborazione con Subito ha reso la spedizione ancora più semplice e sicura, rispondendo alla crescente domanda di soluzioni logistiche smart e convenienti”, ha dichiarato Leonardo Berlingieri, Head of Commercial di InPost Italia.
“Il nostro rating su Trustpilot, pari a 4.8 su 5 per i clienti Subito, è un indicatore chiaro del livello di fiducia e soddisfazione raggiunto”, ha aggiunto.
La fiducia è anche un altro aspetto importante, dato che le persone acquistano su Subito prodotti di valore, economico o affettivo: restano centrali i dispositivi elettronici, ma si registra una crescita significativa di altre categorie merceologiche, come il collezionismo, che nell’ultimo anno ha registrato un aumento del 77%, posizionandosi tra le aree più attive in termini di transazioni. E ancora, tra i più scambiati: borse, scarpe, orologi e accessori di lusso.
Subito è una delle piattaforme di acquisti online che, dal 12 al 15 maggio ha aderito agli “InPost Days”, una promozione attivata da InPost per incentivare l’utilizzo delle spedizioni fuori casa. In soli quattro giorni, la piattaforma ha registrato un incremento del 77% delle transazioni e una crescita del 150% delle spedizioni gestite da InPost rispetto alla settimana precedente.
Con oltre 82.000 punti di ritiro attivi in nove Paesi europei, tra cui più di 8.500 in Italia, InPost Group è un pioniere internazionale delle consegne fuoricasa e si posiziona oggi come uno dei principali operatori nella logistica dell’ultimo miglio in Europa. Il gruppo, nato in Polonia nel 2009, ha avviato un piano strutturato di decarbonizzazione e aderito all’iniziativa Science-Based Targets (SBTi), con l’obiettivo di raggiungere la neutralità climatica entro il 2040.
Il consolidamento dell’e-commerce di seconda mano, unito alla crescente diffusione delle consegne fuori casa, rappresenta una trasformazione strutturale nelle abitudini dei consumatori italiani. Una trasformazione che non riguarda solo la logistica, ma coinvolge in maniera più ampia il rapporto tra tecnologia, consumo responsabile e sostenibilità ambientale, verso una nuova maturità del consumatore, che anche attraverso la scelta consapevole del vettore può arginare l’impatto dei consumi.

– News in collaborazione con InPost –
– Foto ufficio stampa InPost –

(ITALPRESS).

Iran, Araghchi “Proseguiremo lo sviluppo del programma nucleare, non rinunceremo a queste tecnologie”

TEHERAN (IRAN) (ITALPRESS) – Gli attacchi di Israele e Stati Uniti hanno rafforzato la determinazione della Repubblica islamica a proseguire lo sviluppo del suo programma nucleare. Lo ha detto il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, un’intervista al quotidiano qatariota con sede a Londra “Al-Arabi al-Jadeed”.

La guerra lanciata da Israele il 13 giugno “ci rende più determinati e tenaci. L’Iran ha compiuto grandi sforzi per raggiungere questi traguardi tecnologici, i suoi scienziati hanno fatto grandi sacrifici, dando la vita per raggiungere questo obiettivo”, ha aggiunto. Araghchi ha puntualizzato che “nessuno in Iran rinuncerà a queste tecnologie”.

IDF “PROGRAMMA NUCLEARE IRANIANO RITARDATO DI ANNI”

“Il programma nucleare iraniano è stato ritardato di anni”. Lo ha detto ai media il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), il generale di brigata Daniel Hagari. Le sue osservazioni sono state pubblicate in seguito ai servizi della Cnn e del New York Times, secondo cui, in base a un’analisi preliminare, gli attacchi americani e israeliani contro gli impianti nucleari avrebbero ritardato il programma dell’Iran solo di pochi mesi. Hagari ha aggiunto: “Posso affermare, in accordo con la dichiarazione del direttore generale dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, che esiste un Iran prima dell’operazione e un Iran dopo”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).