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Hi-Tech & Innovazione Magazine – 24/5/2025

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Nel 2024 il 38% di italiani ha commesso atti di pirateria digitale
– Ue e Giappone rafforzano la cooperazione tecnologica
– Furti in appartamento, la protezione è sempre più smart

fsc/azn

In aumento interventi di protesi d’anca anche per i più giovani

MILANO (ITALPRESS) – In Italia ogni anno si effettuano circa 100 mila interventi di protesi d’anca, soprattutto quando l’articolazione è gravemente compromessa dall’artrosi oppure in
seguito a frattura del collo o del femore: l’intervento è in crescita del 5% circa all’anno, una variazione legata sia all’invecchiamento della popolazione sia all’ampliamento delle
indicazioni chirurgiche nei pazienti più giovani; circa 20 mila protesi infatti vengono impiantate in persone sotto i 65 anni e 5 mila in pazienti con meno di 50 anni. Il recupero dopo
l’intervento varia in base a diversi fattori tra cui l’età, la condizione fisica e la tecnica utilizzata: la maggior parte delle persone operate riprende le normali attività entro 6-12 settimane,
dopo una riabilitazione che comprende la mobilizzazione dopo 24 ore e percorsi di fisioterapia. “Si ricorre a una protesi d’anca quando la qualità di vita del paziente si è deteriorata in modo significativo e non più accettabile, quindi quando artrosi, displasia o altre condizioni patologiche che danneggiano la cartilagine producono un deterioramento della qualità di vita con dolori e questo porta il paziente a richiedere alla protesi: si tratta dunque di un intervento preventivo”, ha spiegato Alessandro Massè, direttore della prima Clinica ortopedica e traumatologica della Città della Salute e della Scienza presso l’Università di Torino, intervistato per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
col3/gsl

In lieve calo il consumo di droga tra i giovani, ma emergono nuovi rischi: tutti i dati

ROMA (ITALPRESS) – Il 2024 delinea un quadro articolato del fenomeno droga in Italia. Da un lato, i dati confermano una sostanziale stabilità nei principali indicatori epidemiologici con accessi ai servizi di trattamento che non evidenziano scostamenti significativi rispetto agli anni precedenti, dall’altro, emergono elementi di trasformazione qualitativa del mercato, con nuove sfide per la salute pubblica e la sicurezza.

Le sostanze più tradizionali, come cannabis, cocaina e oppiacei, continuano a rappresentare la parte dominante del mercato illecito, ma si riconferma anche una diversificazione dell’offerta, con la permanenza dell’inserimento di Nuove Sostanze Psicoattive (NPS) (tra cui catinoni sintetici, cannabinoidi sintetici e oppioidi sintetici). Tuttavia, i dati disponibili confermano che tali sostanze, pur rappresentando un rischio sanitario rilevante, per fortuna, ad oggi non evidenziano una diffusione ampia nella popolazione giovanile.

Al contrario, i consumi tra gli studenti risultano in calo per quasi tutte le categorie di sostanze. È quanto emerge dalla relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze in Italia del 2025, presentata dal Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio.L’intensificazione del lavoro rispetto ad anni passati non ha cercato modifiche legislative, ma si è realizzata sul piano della prevenzione, della cura e del recupero”, scrive il sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga, Alfredo Mantovano, nella prefazione.

Nel 2024, il consumo di sostanze tra gli studenti è diminuito rispetto all’anno precedente. Dal 2023 al 2024, il consumo di cannabinoidi è passato dal 22% al 21%, le NPS dal 6,4% al 5,8%, i cannabinoidi sintetici dal 4,6% al 3,5%, gli stimolanti dal 2,9% al 2,4%, la cocaina dal 2,2% all’1,8%, gli allucinogeni dal 2,0% all’1,2%. Solo gli oppiacei restano stabili all’1,2%.

Questi dati indicano una diminuzione del consumo di sostanze più pericolose e complesse, a fronte di un uso ancora significativo della cannabis, che rimane la droga più diffusa tra i giovani. Questa tendenza positiva sembra riflettere l’efficacia delle attività di prevenzione svolte nei contesti territoriali e nelle scuole oltreché un possibile mutamento nei comportamenti giovanili e nella percezione del rischio.

Nel 2024 il NEWS-D, il sistema di allerta rapida per le droghe, ha identificato 79 Nuove Sostanze Psicoattive circolanti sul territorio nazionale. Si tratta di sostanze appartenenti principalmente alle classi dei catinoni sintetici (27%), dei cannabinoidi sintetici (24%), delle fenetilamine (8%) e degli oppioidi sintetici (8%). Il 32% delle segnalazioni in entrata provenienti dall’Italia ha interessato sostanze d’abuso classiche, già inserite nelle Tabelle del DPR n.309/1990, quali delta-9-THC, cocaina, metamfetamina, MDMA (ecstasy), amfetamina, eroina, LSD, psilocina, GBL. Nell’ambito delle azioni previste nel “Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di Fentanyl e di altri oppioidi sintetici”, attivato nel mese di marzo 2024, il NEWS-D si è occupato della raccolta e diffusione di documenti relativi all’individuazione sul territorio nazionale di fentanyl e di altri oppioidi sintetici.

Nel 2024, in Italia sono state sequestrate circa 11 tonnellate di cocaina: un quantitativo sensibilmente inferiore rispetto agli anni precedenti, ma che continua a rappresentare, per il quinto anno consecutivo, circa un quarto del totale delle sostanze stupefacenti sequestrate a livello nazionale. In questo contesto, il porto di Gioia Tauro svolge un ruolo cruciale per il traffico di cocaina, con il 40% dei sequestri totali realizzati in Calabria. La cocaina si conferma una delle sostanze con il maggiore impatto sanitario e sociale in Italia. Rappresenta il 35% dei decessi droga-correlati (in linea con il 2023), il 30% dei ricoveri ospedalieri legati a droghe (costante rispetto all’anno precedente). Il 23% degli utenti SerD risulta in carico per cocaina come sostanza primaria di trattamento a cui si aggiungono il 3,3% degli utenti per crack. La cocaina viene frequentemente associata al policonsumo. La sua presenza è rilevata nel 48% delle intossicazioni acute letali secondo i dati riportati dalle tossicologie forensi.

Le analisi effettuate dalle Forze di Polizia su campioni sequestrati evidenziano un incremento dei sequestri di cocaina in polvere a partire dal 2020, con una purezza media che negli ultimi anni si è stabilizzata fra il 67% e il 70%. Per quanto riguarda il crack, oltre a un andamento crescente dei sequestri dal 2019, si registra un aumento significativo dei campioni con un’elevata concentrazione di principio attivo, fino a raggiungere il 90% di purezza. Parallelamente, le denunce per traffico e detenzione di cocaina e crack (art.73 del DPR n.309/1990) sono quasi raddoppiate dal 2000, passando da circa 8.500 a 14.500; la stessa tendenza riguarda le denunce per associazione finalizzata al traffico illecito (art. 74 del DPR n.309/90). Particolarmente preoccupante è l’incremento delle denunce che coinvolgono minori: nel 2024, un quarto dei minorenni denunciati ovvero 300 under 18 è stato segnalato per reati legati alla cocaina, in netto aumento rispetto ai primi anni 2000, quando questa quota non superava il 10%.

Nell’ultimo anno, in Italia sono stati sequestrati quasi 350 chilogrammi di eroina e altri oppiacei, una quantità che rappresenta meno dell’1% delle 58 tonnellate di sostanze stupefacenti complessivamente intercettate sul territorio nazionale, confermando il calo iniziato nel 2019 e che si è accentuato soprattutto negli ultimi due anni. Anche le denunce per traffico e detenzione illecita e per associazione finalizzata al traffico di eroina e oppiacei, che nel 2024 si attestano intorno al 4% di quelle avvenute nell’anno per violazione della normativa sugli stupefacenti, risultano in netta diminuzione rispetto al 20% circa registrato nei primi anni Duemila.

Lo stesso andamento si riscontra nelle segnalazioni per possesso a uso personale, che negli ultimi anni rappresentano il 3% del totale, contro l’11% registrato nel 2010. Osservando la domanda espressa, emerge che l’eroina continua a rappresentare la sostanza principale per il 59% delle persone attualmente in carico presso i SerD. Sebbene si tratti ancora della percentuale più alta, è in calo rispetto ai primi anni Duemila, quando raggiungeva circa il 70%. La cannabis resta la sostanza più diffusa, con il 21% degli studenti che ne hanno fatto uso nell’ultimo anno (in calo rispetto al 22% del 2023).

Sono da ricondurre a questa sostanza il 77% delle segnalazioni per uso personale (dato stabile), il 37% delle denunce per spaccio (in lieve calo), e risulta essere la sostanza primaria per il 13% degli utenti SerD (dato invariato). Anche per questa sostanza, si registra una riduzione dei sequestri: -36% per l’hashish e -29% per la marijuana rispetto al 2023, a fronte di un incremento del 10% nel numero di operazioni. Anche l’analisi delle acque reflue evidenzia che cannabis e derivati restano le sostanze psicoattive più diffuse, con circa 52 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti, un dato questo, che rimane stabile rispetto agli anni precedenti.

Un elemento da evidenziare è il significativo aumento della concentrazione di THC nei prodotti a base di hashish la cui potenza è quadruplicata dal 2016, soprattutto nelle formulazioni di nuova generazione e nei liquidi utilizzati per le sigarette elettroniche. È stata inoltre accertata la presenza sul mercato di prodotti dichiarati a basso contenuto di THC (inferiore all’1%), adulterati però con cannabinoidi sintetici, ovvero sostanze chimiche in grado di imitare gli effetti del THC e che rappresentano il 24% delle nuove sostanze psicoattive (NPS) individuate in Italia dal NEWS-D nel corso del 2024.

Nel corso del 2024, le Forze dell’Ordine hanno effettuato 9.943 operazioni contro il traffico di cannabis, sequestrando complessivamente oltre 46 tonnellate tra marijuana e hashish, quantità che rappresenta il 79% di tutte le sostanze stupefacenti intercettate sul territorio nazionale. Tuttavia, nonostante un incremento del 10% nel numero di operazioni rispetto al 2023, si registra una netta flessione dei quantitativi sequestrati: -36% per l’hashish e -29% per la marijuana. Il sequestro di oltre 150.000 piante di cannabis evidenzia inoltre il consolidamento della produzione interna, concentrata soprattutto in Sardegna, Calabria e Puglia. Nel 2024 si contano 27.989 denunce per violazioni della legge sugli stupefacenti (DPR 309/1990 art. 73 e 74 ) per traffico e spaccio.

La stragrande maggioranza delle denunce (91%) riguarda il reato di traffico, produzione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti (art.73), mentre il restante 9% si riferisce al reato di associazione finalizzata al traffico (art.74); proporzioni che si sono mantenute stabili negli ultimi vent’anni. Analizzando le sostanze coinvolte, cocaina/ crack rappresentano il 52% delle denunce, seguite da quelle per cannabis e derivati, che incidono per il 37%; eroina e altri oppiacei sono responsabili del 4% dei casi, mentre le sostanze sintetiche e le altre droghe costituiscono rispettivamente circa il 2 e il 5%. Servizi e prevenzione: una rete solida e articolata I Servizi per le Dipendenze (SerD) hanno seguito oltre 134.443 persone nel 2024 (+2,7% rispetto al 2023), le comunità terapeutiche circa 23.977 utenti. Nel 2024, in Italia i Pronto Soccorso hanno registrato 8.378 accessi per patologie direttamente droga-correlati (segnando un lieve calo del 2,5% rispetto all’anno precedente)

Nel 2024, il consumo di sostanze psicoattive tra gli studenti minorenni conferma un quadro complesso e multiforme, che include tanto sostanze illegali quanto legali. Sono oltre 300 mila gli studenti minorenni che riferiscono l’uso di almeno una sostanza illegale nel corso dell’anno, pari a un quinto della popolazione scolastica under 18, dato in generale diminuzione se comparato al 2023 (23%)Tale diffusione è riflessa anche nei dati relativi alle segnalazioni per detenzione di sostanze stupefacenti per uso personale (art.75 DPR n.309/1990): l’11% delle persone segnalate nel 2024 è minorenne, quota stabile dal 2022, quando sono stati raggiunti i valori più elevati mai registrati.

Nel complesso, la cannabis e i suoi derivati rappresentano il 98% delle sostanze riportate nelle segnalazioni riferite a minorenni. Dal punto di vista penale, i minorenni denunciati all’Autorità Giudiziaria per reati droga-correlati rappresentano il 4,3% del totale nazionale corrispondenti a 1.202 under 18, un valore che si mantiene in linea con quello dell’anno precedente. Accanto al consumo di sostanze illegali, persistono livelli significativi di utilizzo anche delle sostanze legali a effetto psicoattivo. Oltre 500 mila studenti minorenni (33%) hanno fatto uso di tabacco nel corso del 2024, con prevalenze più elevate tra le ragazze, senza significative variazioni rispetto al 2023. Anche il consumo episodico eccessivo di alcol risulta particolarmente diffuso: quasi 360 mila minorenni hanno riportato almeno un episodio di intossicazione alcolica durante l’anno, pari al 24% degli studenti under 18, con una maggiore incidenza tra le ragazze. Risultano inoltre rilevanti anche i dati relativi all’uso di psicofarmaci senza prescrizione medica: 180 mila minorenni, equivalenti al 12% degli studenti under 18, ne hanno fatto uso nel 2024, con una prevalenza più che doppia tra le studentesse

Accanto a queste forme di consumo, si osservano altri comportamenti a rischio legati all’uso del digitale e del tempo libero. Oltre 180 mila studenti minorenni (17%) hanno fatto un uso problematico di Internet, trascurando relazioni e sonno, mentre il cyberbullismo ha coinvolto il 48% degli studenti come vittime e il 33% come autori, con una maggiore incidenza tra i ragazzi.

Le “challenge” online hanno coinvolto l’1,6% degli studenti under 18, mentre il fenomeno del ghosting ha riguardato il 30% come autori e il 27% come vittime. Anche il mondo dei videogiochi presenta criticità: più di 290 mila studenti minorenni (19%) mostrano comportamenti a rischio, spesso associati a reazioni emotive forti in caso di interruzione. A questa tendenza si lega il fenomeno Hikikomori: oltre 25 mila studenti under 18 (1,7%) si sono isolati per più di sei mesi, mentre un ulteriore 2,3% ha vissuto periodi di isolamento tra tre e sei mesi, spesso legati a difficoltà psicologiche, relazionali o familiari.

Infine, il gioco d’azzardo tra i giovani mostra un netto aumento: il 59% degli studenti minorenni ha riferito di aver giocato almeno una volta nella vita, mentre il 55% lo ha fatto nell’ultimo anno. Le tipologie più diffuse sono Gratta&Vinci e scommesse calcistiche. Il gioco online interessa l’11% degli studenti minorenni. I profili di gioco “a rischio” (e “problematic o” (risp ettivamente 6% e 4,7% della popolazione studentesca minorenne) restano stabili, ma risultano spesso associati ad altri comportamenti devianti, tra cui furti, atti vandalici e uso di sostanze stupefacenti.

-Foto grafico Dipartimento delle politiche contro la droga e le altre dipendenze della Presidenza del Consiglio-
(ITALPRESS).

Rigenerazione oli minerali usati, Conou “Italia batte Europa”

ROMA (ITALPRESS) – Con il 100% della raccolta e oltre il 98% di rigenerazione, la filiera italiana degli oli minerali usati, guidata dal consorzio CONOU, conferma ampiamente il proprio ruolo di leadership nel mercato UE, dove la media è ferma al 61%. Lo afferma il Rapporto di Sostenibilità 2024 del Consorzio, presentato nel corso di un evento a Roma. Il report, per la prima volta certificato anche nella analisi Life Cycle Assessment, sottolinea anche la crescita delle quantità raccolte: 188mila tonnellate contro le 183 mila tonnellate del 2023, nonostante il calo del 2% del mercato grazie all’impulso dei concessionari a recuperare ovunque anche l’ultima goccia.
spf/mgg/gsl (in collaborazione con Conou)

Oli minerali usati, Conou “Italia batte Europa 98%-61%”

ROMA (ITALPRESS) – Con il 100% della raccolta e oltre il 98% di rigenerazione, la filiera italiana degli oli minerali usati, guidata e vigiliata sin dagli anni ’80 dal consorzio CONOU, conferma ampiamente il proprio ruolo di leadership nel mercato UE, dove la media è ferma al 61%.
Il Rapporto di Sostenibilità 2024 di CONOU, per la prima volta certificato anche nella analisi Life Cycle Assessment (ISO 14040 e ISO 14044), sottolinea anche la crescita delle quantità raccolte: 188mila tonnellate contro le 183mila tonnellate del 2023, nonostante il calo del 2% del mercato grazie all’impulso dei nostri Concessionari a recuperare ovunque anche “l’ultima goccia”.
“La nostra attività di garanti sulla filiera è ispirata a principi di qualità, equità, controllo e fiducia – afferma il Presidente del CONOU Riccardo Piunti – e questo permette di ottenere trasparenza e tracciabilità. Al centro c’è la Qualità: prestiamo grande attenzione alla gestione e alla qualità del rifiuto in entrata e quindi ci atteniamo a scrupolosi standard per l’olio rigenerato in uscita, che deve essere equivalente a quello di prima produzione petrolifera.
Tutto ciò continua a destare grande interesse da parte di Paesi sia europei che extraeuropei, che vogliono approfondire i nostri standard e il nostro modo di funzionare: noi siamo a disposizione di tutti per esportare il ‘modello CONOU’”.
La filiera Conou è composta da 58 Concessionari e 2 Imprese di Rigenerazione e i processi adottati hanno permesso di trasformare un rifiuto pericoloso in nuove basi lubrificanti di elevata qualità, riducendo al minimo il ricorso a termodistruzione e combustione, che insieme hanno interessato meno dell’1,5% del totale. Nel 2024 sono stati eseguiti 6.907 conferimenti presso oltre 103.000 produttori e siti in tutta Italia, il 12% proveniente dall’industria e l’88% da officine meccaniche. La raccolta è stata svolta con 673 automezzi, per un totale di 25,1 milioni di km percorsi.
Oltre il 56% del totale raccolto arriva dal Nord e vede in cima alla lista delle regioni produttrici la Lombardia (21%) seguita dal Veneto (11%); le regioni del Centro contribuiscono con una raccolta del 18% (solo dal Lazio arriva il 7% e la Campania che ne raccoglie l’8%). Il Sud e le isole arrivano al 26%.
A proposito dei mezzi, nell’ambito della strategia di decarbonizzazione della filiera, il Consorzio ha avviato un’iniziativa di promozione su base volontaria dell’utilizzo di HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) come alternativa al gasolio tradizionale nei veicoli dei concessionari di raccolta.
Stimati e certificati i vantaggi per l’ambiente e la salute, grazie alla raccolta e alla rigenerazione rispetto al ciclo lineare che non prevede alcuna rigenerazione e riuso degli oli minerali usati, con oltre 90 mila tonnellate di CO2 equivalente evitate (-45% rispetto al ciclo lineare); oltre 7,4 milioni di GJ di combustibili fossili risparmiati (-85%); circa 49 milioni di m³ di acqua risparmiata (-85%); oltre 655 milioni di suolo “qualitativamente” preservato (-91%); riduzione del 42% degli impatti cancerogeni e del 86% dei non cancerogeni e oltre 8 unità di incidenza malattie/particolato evitate, con una riduzione del 91%.
Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema CONOU ha generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone, con effetti positivi in termini di coesione territoriale, inclusione sociale e sviluppo locale. Il sistema garantisce elevata stabilità occupazionale e presenza capillare sul territorio, contribuendo alla creazione di valore condiviso.
“Siamo un consorzio indipendente e senza fine di lucro – ricorda il presidente Piunti – e la raccolta non richiede contributi pubblici ma utilizza risorse dei soli soggetti consorziati grazie al principio di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). Guardiamo con attenzione alle nostre tante aziende familiari che affrontano un cambio generazionale e cerchiamo di integrare i potenziali nuovi attori.
Nel frattempo, continuiamo a reprimere l’evasione del contributo ambientale fino all’ultimo euro”.
In un contesto normativo e sociale sempre più attento alla trasparenza, il CONOU ha continuato a rafforzare il proprio impegno in termini di qualità, di rendicontazione e revisione/certificazione; il nostro Rapporto di Sostenibilità è un libro aperto sul passato, sul presente e sul futuro di questa Filiera di eccellenza.
-foto ufficio stampa Conou –
(ITALPRESS).

Oli minerali usati, Conou “Italia batte Europa 98%-61%”

ROMA (ITALPRESS) – Con il 100% della raccolta e oltre il 98% di rigenerazione, la filiera italiana degli oli minerali usati, guidata e vigiliata sin dagli anni ’80 dal consorzio CONOU, conferma ampiamente il proprio ruolo di leadership nel mercato UE, dove la media è ferma al 61%.
Il Rapporto di Sostenibilità 2024 di CONOU, per la prima volta certificato anche nella analisi Life Cycle Assessment (ISO 14040 e ISO 14044), sottolinea anche la crescita delle quantità raccolte: 188mila tonnellate contro le 183mila tonnellate del 2023, nonostante il calo del 2% del mercato grazie all’impulso dei nostri Concessionari a recuperare ovunque anche “l’ultima goccia”.
“La nostra attività di garanti sulla filiera è ispirata a principi di qualità, equità, controllo e fiducia – afferma il Presidente del CONOU Riccardo Piunti – e questo permette di ottenere trasparenza e tracciabilità. Al centro c’è la Qualità: prestiamo grande attenzione alla gestione e alla qualità del rifiuto in entrata e quindi ci atteniamo a scrupolosi standard per l’olio rigenerato in uscita, che deve essere equivalente a quello di prima produzione petrolifera.
Tutto ciò continua a destare grande interesse da parte di Paesi sia europei che extraeuropei, che vogliono approfondire i nostri standard e il nostro modo di funzionare: noi siamo a disposizione di tutti per esportare il ‘modello CONOU’”.
La filiera Conou è composta da 58 Concessionari e 2 Imprese di Rigenerazione e i processi adottati hanno permesso di trasformare un rifiuto pericoloso in nuove basi lubrificanti di elevata qualità, riducendo al minimo il ricorso a termodistruzione e combustione, che insieme hanno interessato meno dell’1,5% del totale. Nel 2024 sono stati eseguiti 6.907 conferimenti presso oltre 103.000 produttori e siti in tutta Italia, il 12% proveniente dall’industria e l’88% da officine meccaniche. La raccolta è stata svolta con 673 automezzi, per un totale di 25,1 milioni di km percorsi.
Oltre il 56% del totale raccolto arriva dal Nord e vede in cima alla lista delle regioni produttrici la Lombardia (21%) seguita dal Veneto (11%); le regioni del Centro contribuiscono con una raccolta del 18% (solo dal Lazio arriva il 7% e la Campania che ne raccoglie l’8%). Il Sud e le isole arrivano al 26%.
A proposito dei mezzi, nell’ambito della strategia di decarbonizzazione della filiera, il Consorzio ha avviato un’iniziativa di promozione su base volontaria dell’utilizzo di HVO (Hydrotreated Vegetable Oil) come alternativa al gasolio tradizionale nei veicoli dei concessionari di raccolta.
Stimati e certificati i vantaggi per l’ambiente e la salute, grazie alla raccolta e alla rigenerazione rispetto al ciclo lineare che non prevede alcuna rigenerazione e riuso degli oli minerali usati, con oltre 90 mila tonnellate di CO2 equivalente evitate (-45% rispetto al ciclo lineare); oltre 7,4 milioni di GJ di combustibili fossili risparmiati (-85%); circa 49 milioni di m³ di acqua risparmiata (-85%); oltre 655 milioni di suolo “qualitativamente” preservato (-91%); riduzione del 42% degli impatti cancerogeni e del 86% dei non cancerogeni e oltre 8 unità di incidenza malattie/particolato evitate, con una riduzione del 91%.
Sul fronte economico-sociale, nel 2024 il sistema CONOU ha generato un impatto diretto di oltre 73,4 milioni di euro, occupando oltre 1.850 persone, con effetti positivi in termini di coesione territoriale, inclusione sociale e sviluppo locale. Il sistema garantisce elevata stabilità occupazionale e presenza capillare sul territorio, contribuendo alla creazione di valore condiviso.
“Siamo un consorzio indipendente e senza fine di lucro – ricorda il presidente Piunti – e la raccolta non richiede contributi pubblici ma utilizza risorse dei soli soggetti consorziati grazie al principio di Responsabilità Estesa del Produttore (EPR). Guardiamo con attenzione alle nostre tante aziende familiari che affrontano un cambio generazionale e cerchiamo di integrare i potenziali nuovi attori.
Nel frattempo, continuiamo a reprimere l’evasione del contributo ambientale fino all’ultimo euro”.
In un contesto normativo e sociale sempre più attento alla trasparenza, il CONOU ha continuato a rafforzare il proprio impegno in termini di qualità, di rendicontazione e revisione/certificazione; il nostro Rapporto di Sostenibilità è un libro aperto sul passato, sul presente e sul futuro di questa Filiera di eccellenza.
-foto ufficio stampa Conou –
(ITALPRESS).

Sardegna all’Expo di Osaka, Cuccureddu ricevuto dal governatore della Prefettura di Okinawa

NAHA (OKINAWA) (ITALPRESS) – L’assessore regionale del Turismo della Sardegna, Franco Cuccureddu, è stato ricevuto oggi dal governatore della Prefettura di Okinawa, Denny Tamaki, nell’ambito delle manifestazioni legate all’Expo di Osaka, in Giappone. Oggetto dell’incontro è stata la possibilità di costituzione di una rete fra le cinque blue zone del mondo, finalizzata a creare un nuovo prodotto turistico globale, con relativo marchio riconoscibile ed un apposito sito web.

Okinawa ha già un consistente flusso di visitatori e studiosi attratti dalla ricerca dell’elisir di buona e lunga vita. Nel corso dell’incontro, al quale hanno partecipato i rispettivi direttori generali del Turismo e delle attività produttive (per la Sardegna erano presenti la dg Angela Porcu, Valentina Tagliagambe e la consulente dell’assessorato, Marzia Cilloccu) si è anche discusso delle altre similitudini fra le isole della Sardegna e di Okinawa, di come preservare spiagge e ambiente naturale da un eccessivo flusso turistico ma anche di come conservare tradizioni come quelle linguistiche e dei vestiti tipici, ancora molto utilizzati a Okinawa nella vita quotidiana.

Nel corso della giornata, la delegazione guidata dall’assessore Cuccureddu è stata ricevuta anche dal Presidente del Consiglio della Prefettura di Okinawa, Kyoky Nakagawa, dal Presidente dell’Unione delle 34 Camere di Commercio della Prefettura di Okinawa, Yoshiaki Komesu, e dal deputato alla Camera dei Rappresentanti di Tokyo, Konosuke Kokuba. Tutti i rappresentanti politici di Okinawa hanno sposato con entusiasmo l’idea di sottoscrivere in Sardegna, tra 12 e 18 mesi, un protocollo finalizzato alla costituzione e valorizzazione in chiave turistica delle cinque aree, identificate come le blue zone.

Le “Blue Zone” sono regioni del mondo in cui le persone vivono significativamente più a lungo e godono di una buona qualità della vita. Questi luoghi sono stati identificati da Dan Buettner e il suo team di ricerca e includono Okinawa (Giappone), la Sardegna, Ikaria (Grecia), Nicoya (Costa Rica) e Loma Linda (California). Le caratteristiche comuni delle Blue Zone includono stili di vita attivi, diete sane, forti legami sociali, e una vita caratterizzata da un forte senso di comunità. La Sardegna è famosa per la sua alta concentrazione di centenari. Stime indicano che in Sardegna ci sono circa 20 centenari ogni 100.000 abitanti, uno dei tassi più alti al mondo.

– foto ufficio stampa Regione Sardegna –

(ITALPRESS).