venerdì, Settembre 18, 2026
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GP Canada, Berra “Le temperature incideranno, strategia a due soste”

MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – È stato George Russell il più veloce nella prima giornata del Gran Premio del Canada. Il pilota della Mercedes ha fermato il cronometro sul tempo di 1’12″123 nella seconda sessione di libere superando Lando Norris (McLaren) di appena 28 millesimi di secondo.

La buona giornata della Mercedes è stata confermata dal terzo posto di Andrea Kimi Antonelli (1’12″411). I primi sette piloti appartengono a squadre equipaggiate con la power unit Mercedes. Due piloti – Charles Leclerc e Lance Stroll – non hanno segnato nessun tempo in FP2: il ferrarista a causa dei danni alla vettura riportati in FP1, il pilota di casa per una collisione contro il muretto all’uscita della curva 7 che ha provocato la rottura della sospensione anteriore sinistra. Nella prima ora soltanto due squadre (Racing Bulls e Sauber) hanno utilizzato la Medium mentre gli altri 16 piloti hanno usato la Soft.

Nella seconda, ancora la Sauber a distinguersi, con un set di Hard usato dai suoi piloti, mentre Alonso ha usato due treni di C6. “È stata una prima giornata molto interessante, per tanti motivi. Abbiamo portato qui per la terza volta la nuova C6 e abbiamo avuto delle conferme sul suo comportamento: indubbiamente è piuttosto vicina alla C5 in termini di prestazione assoluta ma, a conti fatti, è comunque più veloce”, l’analisi di Simone Berra, Pirelli Chief Engineer.

“Il fatto che il miglior tempo della giornata sia stato ottenuto con un set di Medium non è così significativo in quanto va tenuto presente che le condizioni della pista sono andate evolvendosi in maniera molto rilevante durante lo svolgimento delle due sessioni e fra una sessione e l’altra – prosegue Berra -. Inoltre, Russell ha adottato un approccio diverso rispetto al solito, girando prima con la Soft e poi con la Medium, beneficiando quindi con questa mescola dell’aumento di aderenza prodotto dal gommarsi dell’asfalto. Infine, da segnalare come la C6, in presenza di temperature relativamente fresche, abbia dimostrato di recuperare un buon livello di prestazione anche dopo il primo giro cronometrato. Proprio il tema delle temperature è un fattore da tenere in debita considerazione nella valutazione della giornata in funzione della gara. Domenica dovrebbe esserci più caldo e più sole e l’asfalto potrebbe raggiungere una temperatura più elevata di anche una decina di gradi rispetto al venerdì pomeriggio, considerato poi che la gara partirà alle ore 14 mentre le seconde libere sono iniziate alle 17. Abbiamo visto le squadre diversificare l’utilizzo dei pneumatici rispetto a quanto normalmente avviene il venerdì”.

“Ci sono squadre – continua Berra che hanno usato due set di Medium e due di Soft, altre che invece hanno già usato un set di Hard, con la maggioranza che ha peraltro optato per l’impiego di un treno di C5 e tre di C6. Oggi il livello di graining è stato piuttosto elevato: la situazione dovrebbe migliorare ma è difficile dire se questo fenomeno scomparirà totalmente in gara. In termini di degrado, abbiamo visto come la Medium e la Hard si siano comportate piuttosto bene ma, come ricordato in precedenza, le temperature più calde potrebbero sparigliare le carte. Per quanto riguarda la strategia, il fatto che nove squadre su dieci si siano tenute due set di Hard è una chiara indicazione di quanto questa sarà la mescola protagonista, con la Soft che non dovrebbe invece fare la sua comparsa. Interessante sarà verificare come le squadre affronteranno la qualifica, sia in termini di utilizzo della Medium sia per quanto riguarda la gestione delle Soft nuove, visto che comunque c’è ancora una sessione di prove libere da svolgere domani. Le simulazioni indicano nella doppia sosta la strategia più veloce e nulla indica per il momento che questo scenario possa mutare: domani pomeriggio ne sapremo qualcosa in più”.

– Foto Ufficio stampa Pirelli –

(ITALPRESS)

Malta si unisce all’iniziativa globale Clean Energy Marine Hubs

VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta ha ufficialmente aderito alla Clean Energy Marine Hubs (CEM-Hubs) Initiative, unendosi a paesi come Canada, Norvegia e Grecia per promuovere l’uso di combustibili a basse emissioni nel settore marittimo. Questa iniziativa globale punta ad accelerare la produzione, il trasporto e l’adozione di soluzioni energetiche più pulite.

La Ministra dell’Energia Miriam Dalli ha espresso l’orgoglio di Malta per la partecipazione a questa collaborazione internazionale, definendola un “passo trasformativo” verso un futuro più sostenibile. Dalli ha sottolineato che l’iniziativa permetterà a Malta di condividere le migliori pratiche, allineare le politiche con gli standard globali e attrarre investimenti nelle infrastrutture per combustibili a basse emissioni.

La ministra ha evidenziato come questa decisione sostenga direttamente la Malta 2050 Vision, in particolare il primo pilastro dedicato alla crescita economica sostenibile nei settori dell’innovazione, dei servizi finanziari e delle industrie marittime.

Il Ministro dei Trasporti, delle Infrastrutture e dei Lavori Pubblici Chris Bonett ha aggiunto che l’impegno di Malta dimostra la volontà di essere all’avanguardia nell’innovazione del settore marittimo. Bonett ha sottolineato che l’adesione ai CEM-Hubs offre a Malta l’opportunità di contribuire attivamente a plasmare il futuro dell’energia marittima pulita insieme a importanti attori internazionali.

L’iniziativa CEM-Hubs, co-guidata da governi e principali organizzazioni industriali come l’International Chamber of Shipping e l’International Association of Ports & Harbours, mira a rendere i centri per l’energia pulita più accessibili e a ridurre i rischi sugli investimenti a livello globale.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Oklahoma vince a Indianapolis, finals sul 2-2

INDIANAPOLIS (USA) (ITALPRESS) – Continua il botta e risposta. Niente fughe e passo alternato tra i Pacers e i Thunder. Oklahoma fa sua gara 4 delle Nba finals, vincendo 111-104 a Indianapolis al termine di una sfida giocata punto su punto, fino all’allungo decisivo degli ospiti nell’ultimo parziale (31-17), trascinati da uno Shai Gilgeous-Alexander in versione diesel.

La star di Okc parte male, impreciso al tiro, ma poi ritrova la sua migliore versione e chiude da top-scorer del match con 35 punti. Una sveglia che ha un peso enorme e che arriva quando il pubblico dei Pacers sente il gusto del possibile scatto verso il 3-1.

Non è così si torna in parità e ci si sposta a Oklahoma per gara 5. Ovviamente non basta l’ultimo quarto di SGA per dare il successo ai Thunder. La vittoria è figlia anche dei 27 punti (con 7 rimbalzi) di Jalen Williams, l’uomo che tiene in vita Okc in attesa del risveglio dell’Mvp della stagione. C’è anche la doppia doppia da 14 punti e 15 rimbalzi di Chet Holmgren ad avere il suo peso, così come il ricco contributo di Alex Caruso che dalla panchina mette al servizio dei suoi 20 punti.

Indiana ha il rimpianto di non aver retto l’urto nell’ultimo quarto, quando la vittoria sembrava vicina. I Pacers ne portano 5 in doppia cifra e anche loro trovano una risorsa importante fuori dal quintetto iniziale, visto che Obi Toppin chiude con 17 punti e 7 rimbalzi. Ne fa 20 Pascal Siakam (per lui anche 8 rimbalzi e 5 assist), 18 Tyrese Haliburton (7 assist), 12 Myles Tuner e 10 Andrew Nembhard, mentre si ferma a 8 Aaron Nesmith aggiungendo anche 9 rimbalzi. Vincono i Thunder si va sul 2-2 e si torna a Oklahoma.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Pecoraro Scanio “Il futuro dell’agricoltura è in mano ai giovani”

UDINE (ITALPRESS) – “Il futuro dell’agricoltura è EcoDigital ed è in mano ai giovani”. E’ il messaggio lanciato da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro delle Politiche Agricole e dell’Ambiente, in occasione della XVIII edizione dell’Oscar Green, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa per valorizzare l’innovazione in agricoltura. “Seguo l’Oscar Green fin dalla prima edizione,” ha ricordato Pecoraro Scanio, “perché incarna esattamente lo spirito della legge sulla multifunzionalità agricola che ho avuto l’onore di firmare il 18 maggio 2001. Una legge che ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana, rendendola un modello europeo per l’impegno dei giovani, delle donne e per lo sviluppo sostenibile dei territori”. Secondo l’ex ministro, l’agricoltura deve essere al centro della doppia transizione, ecologica e digitale: “Non può esserci transizione senza un’agricoltura innovativa, attenta al territorio e capace di diventare presidio nella lotta al cambiamento climatico e nell’adattamento agli effetti globali”.

pc/mca3
(ITALPRESS)

Pecoraro Scanio all’Oscar Green “Il futuro dell’agricoltura è EcoDigital”

UDINE (ITALPRESS) – “Il futuro dell’agricoltura è EcoDigital ed è in mano ai giovani”. E’ il messaggio lanciato da Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde ed ex Ministro delle Politiche Agricole e dell’Ambiente, in occasione della XVIII edizione dell’Oscar Green, il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa per valorizzare l’innovazione in agricoltura.

“Seguo l’Oscar Green fin dalla prima edizione”, ha ricordato Pecoraro Scanio, “perché incarna esattamente lo spirito della legge sulla multifunzionalità agricola che ho avuto l’onore di firmare il 18 maggio 2001. Una legge che ha cambiato il volto dell’agricoltura italiana, rendendola un modello europeo per l’impegno dei giovani, delle donne e per lo sviluppo sostenibile dei territori”.

Secondo l’ex ministro, l’agricoltura deve essere al centro della doppia transizione, ecologica e digitale: “Non può esserci transizione senza un’agricoltura innovativa, attenta al territorio e capace di diventare presidio nella lotta al cambiamento climatico e nell’adattamento agli effetti globali”.

Nel corso dell’evento a Udine, Pecoraro Scanio ha premiato giovani imprenditori agricoli che, spesso provenienti da esperienze internazionali, stanno guidando con competenza imprese multifunzionali, inclusive e sostenibili.

“Sono ragazzi e ragazze che portano avanti progetti all’avanguardia: dall’agricoltura sociale agli AGRI-asili, dalle fattorie didattiche alla produzione di energia rinnovabile tramite agri-voltaico etico”. Un plauso particolare è stato rivolto alla rete Campagna Amica e a Coldiretti, per l’impegno costante nel sostenere le iniziative innovative in campo agricolo: “Da decenni rappresentano un pilastro fondamentale per far emergere talenti e buone pratiche. Ora dobbiamo andare oltre: dare spazio reale ai giovani nel presente, se vogliamo un futuro credibile”.

– Foto screenshot video Pecoraro Scanio –

(ITALPRESS)

SkinLongevity Magazine – Puntata del 14/6/2025

MILANO (ITALPRESS) – Tutto per una lunga vita della pelle, sana, giovane e bella. Nella diciassettesima puntata di Skinlongevity Magazine, format Tv dell’agenzia di stampa Italpress, Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano del Gruppo San Donato, intervista Marta Serafino, biologa molecolare e clinical manager, e Myriam Mazza, farmacista, cosmetologa e presidente dell’Associazione “Ricomincio da Me”. La cosmetologia oncologica e la biologia molecolare tra gli argomenti della puntata.

sat/gsl

Iran, Schlein “Serve voce forte Ue per evitare rischio guerra globale”

ROMA (ITALPRESS) – “Serve una Ue che trovi una sua voce forte per evitare l’escalation, si rischia un conflitto globale”. Lo afferma la segretaria Dem Elly Schlein a “Repubblica delle Idee”.

“Al governo italiano abbiamo chiesto di assumere subito un’iniziativa diplomatica. E a Meloni di non schiacciarci su Trump perchè l’Italia ripudia la guerra, sta scritto nella nostra Costituzione” ha continuato.

“La pandemia ha obbligato a mettere da parte i nazionalismi e finanziare il Next Generation Eu. Adesso è il momento di farne uno all’anno e rendere strutturale la solidarietà europea. Se non fosse per le risorse del Pnrr, oggi in Italia saremmo già in recessione. Trovo incredibile che il governo accetti di avere la bolletta più cara d’Europa, senza fare come in altri Paesi – Spagna o Germania – che hanno disaccoppiato il prezzo del gas da quello dell’energia”, denuncia Schlein. “Non si può non avere il coraggio di intaccare i profitti delle società energetiche, come sta facendo Meloni”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Notte di attacchi incrociati tra Iran e Israele, missili anche dallo Yemen

ROMA (ITALPRESS) – Sono proseguiti anche nella notte gli attacchi incrociati tra Israele ed Iran.

Segnalati diversi missili lanciati dall’Iran su obiettivi militari israeliani. Milioni di israeliani si sono rifugiati nel nord. Secondo i media locali, sarebbero sei i morti, sette i dispersi e 140 i feriti.

L’Israel Defense Forces e il Mossad, l’intelligence israeliana, hanno proseguito la sistematica distruzione di siti nucleari, basi militari, infrastrutture strategiche e leadership militari islamiche su tutto il territorio iraniano. Nelle ultime ore aerei da combattimento israeliani hanno bombardato una base militare nella citta’ di Zanjan, a circa 325 km da Teheran, nell’Iran settentrionale.

NETANYAHU “ABBIAMO ANCORA ALTRO DA FARE”

“Il nostro obiettivo è fermare la doppia minaccia dell’Iran volta ad annientare lo Stato di Israele: sia il nucleare che i missili balistici”. Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio. “Quello che gli ayatollah hanno visto finora è niente rispetto a ciò che vedranno nei prossimi giorni – ha aggiunto il primo ministro -. Abbiamo colpito duramente il sito di arricchimento dell’uranio, colpito lo stabilimento strategico per rendere attive le bombe nucleari, preso di mira il gruppo di scienziati che portava avanti questi progetti. Questo porta indietro l’Iran sul nucleare di molti anni. Ora ci sono altre cose da fare che non posso dire”. 

MACRON SENTE IL PRESIDENTE IRANIANO

“Ho appena parlato con il presidente iraniano Massoud Pezeshkian. Il mio primo messaggio è stato quello di chiedere l’immediata liberazione dei nostri connazionali Cécile Kohler e Jacques Paris, tenuti in ostaggio dal regime iraniano in condizioni inaccettabili per oltre tre anni. Di fronte al grave rischio di destabilizzazione per l’intera regione, ho chiesto che i nostri beni e i nostri cittadini in Iran e nella regione non fossero presi di mira in nessuna circostanza. Ho anche chiesto la massima moderazione per evitare un’escalation”. Lo ha scritto su X il presidente francese Emmanuel Macron. “La questione nucleare iraniana è seria: deve essere risolta attraverso il negoziato. Ho quindi invitato il Presidente Pezeshkian a tornare rapidamente al tavolo delle trattative per raggiungere un accordo, unico modo possibile per disinnescare la situazione. Siamo pronti a dare il nostro contributo e a mettere tutto il nostro impegno nel raggiungimento di questo obiettivo” ha concluso.

TRUMP AL TELEFONO CON PUTIN “PER ENTRAMBI LA GUERRA DEVE FINIRE”

VON DER LEYEN PARLA CON TRUMP DI MEDIO ORIENTE E RUSSIA-UCRAINA

ANNULLATI I COLLOQUI IRAN-USA SUL NUCLEARE IN OMAN

MUSK ANNUNCIA “STARLINK ATTIVO IN IRAN”

ORE DELICATE IN MEDIO ORIENTE

Nonostante sia uno dei più grandi siti atomici del Paese il deposito di combustibile nucleare che si trova fuori dall’antica capitale Isfahan non é stato tuttavia colpito. Israele si é mantenuto alla larga perché bombardare il deposito di stoccaggio provocherebbe il rilascio di radiazioni, trasformando di fatto l’impianto in una bomba sporca. L’obiettivo principale dello stato ebraico é quello di impedire che il regime degli ayatollah possa realizzare armi nucleari.

Quello collaterale il rovesciamento dell’intera struttura del governo islamico che ha riprecipitato l’Iran nel medio evo e reprime con spietata ferocia il dissenso popolare. Il portavoce militare israeliano, il generale di brigata Effie Defrin, ha dichiarato che l’operazione é “ancora all’inizio”.

Ma é evidente che non c’é una tempistica precisa e gli attacchi israeliani potrebbero durare diverse settimane. Il first strike dell’alba di venerdì, con la distruzione delle difese aeree di Teheran ha dato ad Israele una significativa libertà di movimento nei cieli iraniani, aprendo la strada a ulteriori attacchi.

Tanto che la rappresaglia iraniana é limitata al lancio di missili balistici e droni. I sistemi di difesa aerea terrestri statunitensi nella regione stanno contribuendo ad intercettare ed abbattere i missili iraniani, aggiungendosi all’Iron Dome, l’apparato multilivello israeliano in grado di fornire diverse opzioni per abbattere droni e missili a lungo raggio.

Il fuoco incrociato tra Israele e Iran ha interrotto la rotta est-ovest attraverso il Medio Oriente, una rotta aerea chiave a livello globale, mentre l’ escalation del conflitto sta provocando un effetto domino sui mercati finanziari, già provati da mesi di incertezza per il caos dei dazi scatenato dal Presidente americano Trump.

I trader temono la scarsità di offerta di materie prime e tornano a puntare sui beni rifugio. I listini asiatici, europei e statunitensi segnano perdite decise, inferiori tuttavia a quelle delle peggiori giornate interessate dagli annunci sui dazi. I prezzi del petrolio sono saliti rapidamente, per paura di una restrizione dell’offerta.

I futures sul petrolio sono schizzati di oltre il 13% nell’intraday, chiudendo le contrattazioni al Nymex con un rialzo dell’8%, riaccendendo i timori di un nuovo picco dell’inflazione. I futures europei sul gas naturale al Ttf sono saliti di quasi il 5%, superando i 38 euro/MWh, il livello più alto dall’inizio di aprile.

Oltre ai rischi geopolitici, altri fattori contribuiscono alla pressione al rialzo sui prezzi del gas, gli analisti prevedono un calo della produzione di energia eolica nel fine settimana nell’Europa nord-occidentale, con conseguente riduzione dell’offerta di energia rinnovabile.

Il prezzo dell’oro é balzato di oltre l’1%, superando i 3.420 dollari, avviandosi verso il massimo storico raggiunto ad aprile scorso di 3.500,05 dollari, con gli investitori in cerca di sicurezza nel contesto di crescenti tensioni geopolitiche e incertezza economica. Assieme all’Ucraina i mercati internazionali seguono con crescente preoccupazione l’evolversi di quella che si preannuncia come l’ultima guerra convenzionale per scongiurare un conflitto nucleare.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Attacchi incrociati tra Israele e l’Iran, Netanyahu “Gli ayatollah non hanno ancora visto niente”

ROMA (ITALPRESS) – Seconda alba di guerra con attacchi incrociati fra Israele ed Iran. Teheran ha lanciato massicci attacchi missilistici di rappresaglia, bombardando Gerusalemme, Tel Aviv Ramat Gan, Haifa ed altre città, provocando secondo un primo bilancio 4 vittime e una ottantina di feriti.

L’Israel Defense Forces e il Mossad, l’intelligence israeliana, hanno proseguito la sistematica distruzione di siti nucleari, basi militari, infrastrutture strategiche e leadership militari islamiche su tutto il territorio iraniano. Nelle ultime ore aerei da combattimento israeliani hanno bombardato una base militare nella citta’ di Zanjan, a circa 325 km da Teheran, nell’Iran settentrionale.

NETANYAHU “ABBIAMO ANCORA ALTRO DA FARE”

“Il nostro obiettivo è fermare la doppia minaccia dell’Iran volta ad annientare lo Stato di Israele: sia il nucleare che i missili balistici”. Così il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio. “Quello che gli ayatollah hanno visto finora è niente rispetto a ciò che vedranno nei prossimi giorni – ha aggiunto il primo ministro -. Abbiamo colpito duramente il sito di arricchimento dell’uranio, colpito lo stabilimento strategico per rendere attive le bombe nucleari, preso di mira il gruppo di scienziati che portava avanti questi progetti. Questo porta indietro l’Iran sul nucleare di molti anni. Ora ci sono altre cose da fare che non posso dire”. 

UCCISI 9 SCIENZIATI RESPONSABILI DEL NUCLEARE IRANIANO

Con l’attacco all’Iran, Israele ha ucciso 9 scienziati ed esperti di alto livello responsabili dell’avanzamento del programma di armi nucleari del regime di Teheran. Lo rendono noto le Idf israeliane. “Tutti gli scienziati ed esperti eliminati, sulla base di informazioni di intelligence, erano fattori chiave nello sviluppo delle armi nucleari iraniane – scrivono le Idf su X -. La loro eliminazione rappresenta un duro colpo per la capacità del regime di acquisire armi di distruzione di massa”.

IDF “SUPERIORITA’ AEREA DA OVEST IRAN A TEHERAN”

“Israele ha stabilito la superiorità aerea dall’Iran occidentale a Teheran”. Così su X un post delle Idf israeliane.

MUSK ANNUNCIA “STARLINK ATTIVO IN IRAN”

ORE DELICATE IN MEDIO ORIENTE

Nonostante sia uno dei più grandi siti atomici del Paese il deposito di combustibile nucleare che si trova fuori dall’antica capitale Isfahan non é stato tuttavia colpito. Israele si é mantenuto alla larga perché bombardare il deposito di stoccaggio provocherebbe il rilascio di radiazioni, trasformando di fatto l’impianto in una bomba sporca. L’obiettivo principale dello stato ebraico é quello di impedire che il regime degli ayatollah possa realizzare armi nucleari.

Quello collaterale il rovesciamento dell’intera struttura del governo islamico che ha riprecipitato l’Iran nel medio evo e reprime con spietata ferocia il dissenso popolare. Il portavoce militare israeliano, il generale di brigata Effie Defrin, ha dichiarato che l’operazione é “ancora all’inizio”.

Ma é evidente che non c’é una tempistica precisa e gli attacchi israeliani potrebbero durare diverse settimane. Il first strike dell’alba di venerdì, con la distruzione delle difese aeree di Teheran ha dato ad Israele una significativa libertà di movimento nei cieli iraniani, aprendo la strada a ulteriori attacchi.

Tanto che la rappresaglia iraniana é limitata al lancio di missili balistici e droni. I sistemi di difesa aerea terrestri statunitensi nella regione stanno contribuendo ad intercettare ed abbattere i missili iraniani, aggiungendosi all’Iron Dome, l’apparato multilivello israeliano in grado di fornire diverse opzioni per abbattere droni e missili a lungo raggio.

Il fuoco incrociato tra Israele e Iran ha interrotto la rotta est-ovest attraverso il Medio Oriente, una rotta aerea chiave a livello globale, mentre l’ escalation del conflitto sta provocando un effetto domino sui mercati finanziari, già provati da mesi di incertezza per il caos dei dazi scatenato dal Presidente americano Trump.

I trader temono la scarsità di offerta di materie prime e tornano a puntare sui beni rifugio. I listini asiatici, europei e statunitensi segnano perdite decise, inferiori tuttavia a quelle delle peggiori giornate interessate dagli annunci sui dazi. I prezzi del petrolio sono saliti rapidamente, per paura di una restrizione dell’offerta.

I futures sul petrolio sono schizzati di oltre il 13% nell’intraday, chiudendo le contrattazioni al Nymex con un rialzo dell’8%, riaccendendo i timori di un nuovo picco dell’inflazione. I futures europei sul gas naturale al Ttf sono saliti di quasi il 5%, superando i 38 euro/MWh, il livello più alto dall’inizio di aprile.

Oltre ai rischi geopolitici, altri fattori contribuiscono alla pressione al rialzo sui prezzi del gas, gli analisti prevedono un calo della produzione di energia eolica nel fine settimana nell’Europa nord-occidentale, con conseguente riduzione dell’offerta di energia rinnovabile.

Il prezzo dell’oro é balzato di oltre l’1%, superando i 3.420 dollari, avviandosi verso il massimo storico raggiunto ad aprile scorso di 3.500,05 dollari, con gli investitori in cerca di sicurezza nel contesto di crescenti tensioni geopolitiche e incertezza economica. Assieme all’Ucraina i mercati internazionali seguono con crescente preoccupazione l’evolversi di quella che si preannuncia come l’ultima guerra convenzionale per scongiurare un conflitto nucleare.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

Attacchi incrociati tra Israele e l’Iran, Idf “Uccisi 9 scienziati del programma nucleare di Teheran”

ROMA (ITALPRESS) – Seconda alba di guerra con attacchi incrociati fra Israele ed Iran. Teheran ha lanciato massicci attacchi missilistici di rappresaglia, bombardando Gerusalemme, Tel Aviv Ramat Gan, Haifa ed altre città, provocando secondo un primo bilancio 4 vittime e una ottantina di feriti.

L’Israel Defense Forces e il Mossad, l’intelligence israeliana, hanno proseguito la sistematica distruzione di siti nucleari, basi militari, infrastrutture strategiche e leadership militari islamiche su tutto il territorio iraniano. Nelle ultime ore aerei da combattimento israeliani hanno bombardato una base militare nella citta’ di Zanjan, a circa 325 km da Teheran, nell’Iran settentrionale.

UCCISI 9 SCIENZIATI RESPONSABILI DEL NUCLEARE IRANIANO

Con l’attacco all’Iran, Israele ha ucciso 9 scienziati ed esperti di alto livello responsabili dell’avanzamento del programma di armi nucleari del regime di Teheran. Lo rendono noto le Idf israeliane. “Tutti gli scienziati ed esperti eliminati, sulla base di informazioni di intelligence, erano fattori chiave nello sviluppo delle armi nucleari iraniane – scrivono le Idf su X -. La loro eliminazione rappresenta un duro colpo per la capacità del regime di acquisire armi di distruzione di massa”.

IDF “SUPERIORITA’ AEREA DA OVEST IRAN A TEHERAN”

“Israele ha stabilito la superiorità aerea dall’Iran occidentale a Teheran”. Così su X un post delle Idf israeliane.

MUSK ANNUNCIA “STARLINK ATTIVO IN IRAN”

ORE DELICATE IN MEDIO ORIENTE

Nonostante sia uno dei più grandi siti atomici del Paese il deposito di combustibile nucleare che si trova fuori dall’antica capitale Isfahan non é stato tuttavia colpito. Israele si é mantenuto alla larga perché bombardare il deposito di stoccaggio provocherebbe il rilascio di radiazioni, trasformando di fatto l’impianto in una bomba sporca. L’obiettivo principale dello stato ebraico é quello di impedire che il regime degli ayatollah possa realizzare armi nucleari.

Quello collaterale il rovesciamento dell’intera struttura del governo islamico che ha riprecipitato l’Iran nel medio evo e reprime con spietata ferocia il dissenso popolare. Il portavoce militare israeliano, il generale di brigata Effie Defrin, ha dichiarato che l’operazione é “ancora all’inizio”.

Ma é evidente che non c’é una tempistica precisa e gli attacchi israeliani potrebbero durare diverse settimane. Il first strike dell’alba di venerdì, con la distruzione delle difese aeree di Teheran ha dato ad Israele una significativa libertà di movimento nei cieli iraniani, aprendo la strada a ulteriori attacchi.

Tanto che la rappresaglia iraniana é limitata al lancio di missili balistici e droni. I sistemi di difesa aerea terrestri statunitensi nella regione stanno contribuendo ad intercettare ed abbattere i missili iraniani, aggiungendosi all’Iron Dome, l’apparato multilivello israeliano in grado di fornire diverse opzioni per abbattere droni e missili a lungo raggio.

Il fuoco incrociato tra Israele e Iran ha interrotto la rotta est-ovest attraverso il Medio Oriente, una rotta aerea chiave a livello globale, mentre l’ escalation del conflitto sta provocando un effetto domino sui mercati finanziari, già provati da mesi di incertezza per il caos dei dazi scatenato dal Presidente americano Trump.

I trader temono la scarsità di offerta di materie prime e tornano a puntare sui beni rifugio. I listini asiatici, europei e statunitensi segnano perdite decise, inferiori tuttavia a quelle delle peggiori giornate interessate dagli annunci sui dazi. I prezzi del petrolio sono saliti rapidamente, per paura di una restrizione dell’offerta.

I futures sul petrolio sono schizzati di oltre il 13% nell’intraday, chiudendo le contrattazioni al Nymex con un rialzo dell’8%, riaccendendo i timori di un nuovo picco dell’inflazione. I futures europei sul gas naturale al Ttf sono saliti di quasi il 5%, superando i 38 euro/MWh, il livello più alto dall’inizio di aprile.

Oltre ai rischi geopolitici, altri fattori contribuiscono alla pressione al rialzo sui prezzi del gas, gli analisti prevedono un calo della produzione di energia eolica nel fine settimana nell’Europa nord-occidentale, con conseguente riduzione dell’offerta di energia rinnovabile.

Il prezzo dell’oro é balzato di oltre l’1%, superando i 3.420 dollari, avviandosi verso il massimo storico raggiunto ad aprile scorso di 3.500,05 dollari, con gli investitori in cerca di sicurezza nel contesto di crescenti tensioni geopolitiche e incertezza economica. Assieme all’Ucraina i mercati internazionali seguono con crescente preoccupazione l’evolversi di quella che si preannuncia come l’ultima guerra convenzionale per scongiurare un conflitto nucleare.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)