venerdì, Settembre 18, 2026
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Riciclaggio con criptovalute, sequestro di 9 milioni di dollari

MILANO (ITALPRESS) – I finanzieri del Nucleo Speciale Polizia Valutaria e del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, fino a concorrenza di oltre 9 milioni di dollari, emesso nell’ambito di un’indagine relativa al riciclaggio di proventi illeciti tramite cripto-valute.

Il provvedimento, disposto dal G.I.P. presso il Tribunale di Milano, è stato emesso a seguito di un’attività, diretta e coordinata dalla Procura meneghina e svolta dai militari del Gruppo Investigativo Antiriciclaggio del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, che ha portato a individuare un portafoglio digitale (wallet), artatamente creato tramite documenti falsi e software deepfake, acceso presso un exchange regolarmente operante in Italia che, estraneo ai fatti, ha fornito collaborazione alle Autorità inquirenti.

Secondo le indagini il wallet sarebbe stato utilizzato per far transitare ingenti somme in cripto-valute, a seguito di un attacco hacker con cui sarebbero state fraudolentemente sottratte cripto attività per decine di milioni di euro.

Il portafoglio digitale, inizialmente scarsamente movimentato, proprio in concomitanza con l’attacco hacker ha registrato, nel giro di pochissimi minuti, depositi di cripto-attività per oltre 9 milioni di Tether (USDT), di cui oltre 8 immediatamente convertiti in altri asset digitali (BitCoin, Terra Classic, Ethereum etc.) tramite numerose operazioni di cambio tra valute virtuali (c.d. “chain-hopping”), seguiti da varie operazioni d’invio di valuta.

Dall’analisi della blockchain, attraverso il tracciamento di alcune transazioni è emersa la probabile provenienza delittuosa delle somme transitate e accreditate sul wallet.
Disposto il sequestro delle criptovalute contenute nel portafoglio digitale, fino all’importo di oltre 9 milioni di dollari.

– Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

La F1 fa tappa in Canada, Vasseur “Hamilton ideale per il vertice”

MONTRÉAL (CANADA) (ITALPRESS) – Dopo una settimana di pausa, la Formula 1 fa tappa in Canada. Si esce dall’Europa dopo il trittico Imola-Monaco-Barcellona. Un mese di maggio che ha visto la McLaren confermarsi totale dominatrice del circus. Oscar Piastri e Lando Norris sono sempre apparsi sul podio e hanno vinto una gara a testa. “Mi piace essere il favorito. Vuol dire che sto lavorando bene. La Spagna mi ha dato ulteriore fiducia e voglio continuare così. Siamo su un circuito ricco di insidie. È un cittadino e spesso il meteo fa la differenza. La lotta sarà serrata”, le parole, nel corso del media day, del leader del Mondiale, che guida la classifica piloti con 10 punti di vantaggio sul compagno di scuderia Norris. “Sono state tre settimane intense, ma non perfette. Posso lavorare e migliorare ancora su diversi dettagli. Sia io che Oscar siamo competitivi. Vogliamo batterci a vicenda e vogliamo vincere. È ancora tutto aperto”, sostiene il pilota britannico.

L’unico in grado di spezzare il dominio della scuderia di Woking è stato Max Verstappen, uscito trionfante dal weekend di Imola. “Sono concentrato solo sul futuro. Cercheremo di fare del nostro meglio qui in Canada. Il mio approccio non cambierà. Speriamo di trascorrere un buon weekend”, le dichiarazioni del quattro volte campione del mondo. Due podi nelle ultime tre gare per Charles Leclerc. Il monegasco, nonostante una Ferrari tutt’altro che brillante, ha sfruttato l’aria di casa e una Safety car fortunosa per mettere in cascina un secondo posto a Monaco e una terza posizione a Barcellona. “Amo la Ferrari e amo questo team. Voglio vincere e voglio vincere qui, cercando di riportare la Ferrari al vertice”, afferma Leclerc, che ha risposto alle domande sui rumors nel paddock sul possibile addio del team principal Frederic Vasseur: “Sono voci che non piace mai sentire. Il nostro dovere in questo momento è quello di concentrarci in pista per provare a spegnere questi rumors. Fred crede in me e io credo in lui”.

Anche Lewis Hamilton, reduce da un anonimo sesto posto a Barcellona, si schiera con Vasseur: “Fred è il motivo principale per cui sono qui e gli sono estremamente grato per questo. Al momento le cose non sono perfette, ma credo che sia la persona ideale per portarci al vertice”. Andrea Kimi Antonelli è pronto a reagire alle difficoltà riscontrate nelle ultime gare. Due ritiri, per problemi di affidabilità (Imola, Barcellona), e un 18° posto a Monaco, figlio di una strategia discutibile da parte della Mercedes, i risultati ottenuti dal 18enne di Bologna. Le non elevate temperature di Montréal potrebbero aiutare il classe 2006 romagnolo a ritrovare punti e certezze: “Le ultime tre gare sono state dure. A livello di prestazioni non sono andato benissimo e abbiamo avuto anche diversi problemi. Ho bisogno di un weekend lineare. L’anno scorso qui con temperature basse siamo stati molto competitivi”.

A centro gruppo la Williams, dopo una Spagna in secondo piano, si candida ad essere la quinta forza della griglia. La velocità media elevata e i lunghi rettilinei del circuito canadese dovrebbero permettere a Carlos Sainz e Alexander Albon di tornare saldamente in zona punti. Da non sottovalutare la Racing Bulls di Liam Lawson e Isack Hadjar, che tra i rookie è quello che ha impressionato più di tutti nel primo spicchio di 2025. In un tracciato di motore come quello di Montréal, Haas e Kick Sauber potrebbero competere con Alpine e Aston Martin. Il Gran Premio del Canada seguirà il formato classico del fine settimana di gara. Venerdì sono in programma due sessioni di prove libere, alle 19.30 e 23 ora italiana 18.30 CEST, prima delle qualifiche che si svolgeranno 22. L’edizione numero 54 del Gran Premio del Canada, decima gara della stagione, prenderà il via domenica alle 20. Da percorrere ci sono 70 giri, pari a 305,27 chilometri.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Iran risponde ad Israele, massiccio attacco missilistico. Khamenei “Non ne uscirà indenne”

ROMA (ITALPRESS) – L’Iran ha risposto attaccando Israele. Secondo il corrispondente della Tv “Al Arabiya” oltre 100 razzi sono stati lanciati dall’Iran verso il centro di Israele. I razzi hanno raggiunto il centro dello Stato ebraico ed alcuni sono stati intercettati sui cieli di Gerusalemme. Secondo i media iraniani la contraerea di Teheran avrebbe abbattuto due caccia israeliani. Le forze armate iraniane avrebbero catturato un pilota israeliano. Secondo l’agenzia di stampa iraniana Tasnim un pilota israeliano sarebbe stato catturato durante un attacco a un aereo da caccia israeliano. Notizia che però è stata smentita dalle Forze di difesa israeliane (Idf): “Falsi media iraniani. Queste notizie diffuse dai media iraniani sono completamente infondate”, afferma il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba delle Idf.

In seguito a una valutazione della situazione, il Comando del fronte interno dell’esercito israeliano ha impartito istruzioni secondo cui è possibile lasciare i rifugi, ma di rimanere nelle vicinanze. Lo riferiscono le Forze di difesa israeliane (Idf) su Telegram. Secondo fonti stampa, gli Usa avrebbe contribuito a rispondere all’attacco. Il servizio di ambulanze israeliano (Mda) ha riferito che ci sono stati almeno 21 feriti nell’attacco iraniano, tra cui un uomo e una donna in gravi condizioni, due in condizioni moderate e i restanti in condizioni lievi o affetti da ansia

KHAMENEI “ISRAELE NON LA FARA’ FRANCA”

L’Iran risponderà a Israele con tutta la sua potenza. É quanto ha affermato la guida della rivoluzione iraniana Ali Khamenei nel messaggio trasmesso questa sera al popolo iraniano in seguito all’ultimo attacco di Israele. Nel messaggio televisivo al popolo iraniano, la Guida ha sottolineato: “Le forze armate iraniane agiranno con tutta la loro potenza e renderanno questa vile entità sionista impotente e paralizzata”. Khamenei ha sottolineato che “il regime sionista non uscirà indenne da questo crimine e il popolo iraniano può essere certo che non si verificherà alcuna clemenza o negligenza al riguardo”. Ha poi aggiunto: “Il punto che vorrei condividere con il nostro caro popolo è che il regime sionista ha commesso un grave errore, un errore madornale e un passo completamente sbagliato, le cui conseguenze – a Dio piacendo – lo distruggeranno e lo faranno pentire. Il popolo iraniano non ignorerà il sangue dei suoi cari martiri, né rimarrà in silenzio di fronte alla violazione dello spazio aereo del suo Paese. Le nostre forze armate sono sulla strada giusta. I funzionari del Paese e tutto il suo popolo sono pienamente preparati”.

NETANYAHU “E’ ORA CHE IL POPOLO IRANIANO SI OPPONGA AD AYATOLLAH”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu si è rivolto al popolo iraniano sul suo profilo X invitandolo a opporsi agli ayatollah. “Al fiero popolo iraniano, siamo nel mezzo di una delle più grandi operazioni militari della storia”, ha scritto. “Il regime islamico, che vi ha oppresso per quasi 50 anni, minaccia di distruggere Israele. Come ho detto ieri e molte altre volte in passato, la lotta di Israele non è contro il popolo iraniano, ma contro il regime islamico che vi opprime e vi impoverisce. Il popolo iraniano e il popolo di Israele sono amici fin dai tempi di Ciro il Grande. È giunto il momento per il popolo iraniano di unirsi attorno alla propria bandiera e al proprio patrimonio storico, lottando per la propria libertà”, ha detto.

NELLA NOTTE C’ERA STATO L’ATTACCO ISRAELIANO

L’Aeronautica israeliana ha colpito nella notte oltre 100 obiettivi iraniani, utilizzando circa 200 aerei e oltre 330 munizioni. L’operazione “Rising Lion” ha riguardato obiettivi militari e nucleari, oltre esponenti dei Guardiani della rivoluzione, secondo quanto riportato dalle Forze di difesa israeliane (Idf). I media statali iraniani hanno confermato l’uccisione del comandante dei Guardiani della rivoluzione iraniana, i pasdaran, il generale Hossein Salami, insieme a un certo numero di guardie del corpo.

Negli attacchi sarebbe stato ucciso anche lo scienziato nucleare Fereydoun Abbasi. “Il regime iraniano ha lavorato per decenni per ottenere un’arma nucleare. Il mondo ha tentato ogni possibile percorso diplomatico per fermarlo, ma il regime si è rifiutato di fermarsi”, hanno detto i militari in una dichiarazione. La portavoce delle Idf, Effie Defrin, ha confermato in una conferenza stampa che l’Iran aveva lanciato oltre 100 droni verso Israele nelle ultime ore.

Almeno 95 persone sono rimaste ferite oggi in tutto l’Iran. Lo ha riferito il portavoce dei Servizi di Emergenza Nazionale, Mojtaba Khaledi, alla televisione di stato iraniana. “Finora, 95 persone sono rimaste ferite e sono state trasportate in centri medici in 12 diverse province che sono state prese di mira”, ha detto.

E nel frattempo, le ambasciate di Israele in tutto il mondo saranno chiuse e non saranno erogati i servizi consolari. Lo riferiscono i media israeliani citando una nota del ministero degli Esteri. La mossa avviene dopo l’attacco israeliano su obiettivi in Iran e il timore per una reazione. Il ministero consiglia agli israeliani all’estero di comunicare la loro condizione e ubicazione.

NETANYAHU SENTE I LEADER MONDIALI

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avuto colloqui con i leader mondiali, tra cui il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, il primo ministro indiano, Narendra Modi, e il presidente francese, Emmanuel Macron. Lo ha riferito l’ufficio del primo ministro, aggiungendo che Netanyahu dovrebbe poi parlare con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin e il premier britannico Keir Starmer. “I leader hanno mostrato comprensione per le esigenze di difesa di Israele contro la minaccia di annientamento dell’Iran e il primo ministro ha affermato che continuerà a mantenere contatti costanti con loro nei prossimi giorni”, si legge nella dichiarazione.

GLI USA NEGANO IL COINVOLGIMENTO, TRUMP ATTACCA

TAJANI SEGUE L’EVOLVERSI DELLA SITUAZIONE, MELONI CONVOCA RIUNIONE

MACRON “PRONTI A PROTEGGERE ISRAELE”

LE PAROLE DI KATZ

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, si è congratulato con le Forze di difesa israeliane (Idf) per l’operazione “Il Coraggio del Leone” lanciata in Iran. “L’attacco preciso contro i comandanti dei Guardiani della rivoluzione, l’esercito iraniano e gli scienziati nucleari, tutti coinvolti nel portare avanti il piano per distruggere Israele, trasmette un messaggio forte e chiaro: chiunque agisca per distruggere Israele verrà eliminato”, ha affermato Katz. Il ministro ha aggiunto: “Le Idf continueranno le loro operazioni per contrastare il programma nucleare iraniano e rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele. L’Iran pagherà prezzi crescenti finché continuerà le sue attività aggressive”.

LA NOTA DELL’IDF

Negli attacchi di Israele all’Iran, decine di radar e siti di lancio di missili terra-aria sono stati distrutti. Lo riferisce un portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) citato dai media, precisando che è stato completato un attacco su vasta scala contro il sistema di difesa aerea iraniano nell’ovest dell’Iran.

Il capo dell’intelligence militare israeliana, il generale Shlomi Binder, ha parlato degli attacchi contro l’Iran, affermando: “Stiamo intraprendendo un’operazione esistenziale contro un nemico che cerca di distruggerci, sviluppare capacità nucleari, avanzando rapidamente nello sviluppo delle sue capacità nucleari, sviluppare capacità di armi convenzionali in quantità molto, molto grandi: questo è ciò che vogliamo ridurre, interrompere ed eliminare questa minaccia”.

L’attacco israeliano in Iran ha causatoingenti danni al più grande sito per l’arricchimento dell’uranio nell’area di Natanz”, nel centro dell’Iran, riferiscono ancora le forze dell’IDF. “Nella notte, i caccia dell’Aeronautica militare, sotto la guida precisa dell’intelligence, hanno attaccato il sito di arricchimento dell’uranio del regime iraniano nell’area di Natanz. Si tratta del più grande sito di arricchimento dell’uranio in Iran, che da anni lavora per ottenere armi nucleari e contiene l’infrastruttura necessaria per l’arricchimento di livello militare”, scrivono le Idf. Secondo l’esercito, “gli attacchi hanno danneggiato lo spazio sotterraneo del sito, che ospita una sala di arricchimento a più piani con centrifughe, cabine elettriche e altre infrastrutture di supporto. Inoltre, sono state attaccate infrastrutture vitali del sito che ne consentono il funzionamento continuo e il proseguimento del progetto del regime iraniano per l’ottenimento di armi nucleari”.

SA’AR SENTE TAJANI E IL MINISTRO DEGLI ESTERI TEDESCO

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha sentito al telefono il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e il suo omologo tedesco, Johann Wadephul, con cui ha parlato degli attacchi contro obiettivi nucleari e militari in Iran. “Abbiamo preso questa decisione all’ultimo momento possibile, dopo aver esaurito tutte le altre vie”, ha dichiarato Sa’ar a Wadephul, secondo quanto riportato dall’ufficio del ministro degli Esteri israeliano.

Sa’ar ha aggiunto: “Il mondo intero ha visto e capito che gli iraniani non erano pronti a fermarsi e che dovevamo fermarli. L’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha illustrato le gravi violazioni iraniane. Sappiamo che ci attendono giorni difficili, ma non abbiamo altra scelta”. Durante il colloquio con Tajani, il ministro degli Esteri israeliano ha parlato della guerra nella Striscia di Gaza.” Anche Israele è interessato a raggiungere un accordo sul rilascio degi ostaggi, cosa che Hamas ha finora respinto”, ha affermato Sa’ar.

– Foto: IPA Agency –

(ITALPRESS).

Israele attacca l’Iran, raid sui siti nucleari. Khamenei promette vendetta, Netanyahu sente i leader mondiali

ROMA (ITALPRESS) – L’Aeronautica israeliana ha colpito nella notte oltre 100 obiettivi iraniani, utilizzando circa 200 aerei e oltre 330 munizioni. L’operazione “Rising Lion” ha riguardato obiettivi militari e nucleari, oltre esponenti dei Guardiani della rivoluzione, secondo quanto riportato dalle Forze di difesa israeliane (Idf). I media statali iraniani hanno confermato l’uccisione del comandante dei Guardiani della rivoluzione iraniana, i pasdaran, il generale Hossein Salami, insieme a un certo numero di guardie del corpo.

Negli attacchi sarebbe stato ucciso anche lo scienziato nucleare Fereydoun Abbasi. “Il regime iraniano ha lavorato per decenni per ottenere un’arma nucleare. Il mondo ha tentato ogni possibile percorso diplomatico per fermarlo, ma il regime si è rifiutato di fermarsi”, hanno detto i militari in una dichiarazione. La portavoce delle Idf, Effie Defrin, ha confermato in una conferenza stampa che l’Iran aveva lanciato oltre 100 droni verso Israele nelle ultime ore.

Almeno 95 persone sono rimaste ferite oggi in tutto l’Iran. Lo ha riferito il portavoce dei Servizi di Emergenza Nazionale, Mojtaba Khaledi, alla televisione di stato iraniana. “Finora, 95 persone sono rimaste ferite e sono state trasportate in centri medici in 12 diverse province che sono state prese di mira”, ha detto.

E nel frattempo, le ambasciate di Israele in tutto il mondo saranno chiuse e non saranno erogati i servizi consolari. Lo riferiscono i media israeliani citando una nota del ministero degli Esteri. La mossa avviene dopo l’attacco israeliano su obiettivi in Iran e il timore per una reazione. Il ministero consiglia agli israeliani all’estero di comunicare la loro condizione e ubicazione.

NETANYAHU SENTE I LEADER MONDIALI

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha avuto colloqui con i leader mondiali, tra cui il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, il primo ministro indiano, Narendra Modi, e il presidente francese, Emmanuel Macron. Lo ha riferito l’ufficio del primo ministro, aggiungendo che Netanyahu dovrebbe poi parlare con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin e il premier britannico Keir Starmer. “I leader hanno mostrato comprensione per le esigenze di difesa di Israele contro la minaccia di annientamento dell’Iran e il primo ministro ha affermato che continuerà a mantenere contatti costanti con loro nei prossimi giorni”, si legge nella dichiarazione.

GLI USA NEGANO IL COINVOLGIMENTO, TRUMP ATTACCA

TAJANI SEGUE L’EVOLVERSI DELLA SITUAZIONE, MELONI CONVOCA RIUNIONE

LE PAROLE DI NETANYAHU

L’operazione Rising Lion “continuerà finché sarà necessario per eliminare la minaccia esistenziale che incombe su di noi”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio dopo l’attacco di Israele all’Iran. L’operazione rappresenta “un momento decisivo nella storia di Israele”, ha detto Netanyahu, che ha esortato i cittadini israeliani a seguire scrupolosamente le istruzioni del Comando del fronte interno, sottolineando che l’Iran possiede ancora “capacità significative” per colpire Israele. Israele ha dichiarato lo stato d’emergenza speciale in tutto il Paese a causa del timore di una risposta iraniana. La popolazione ha ricevuto l’ordine di rimanere nei pressi dei rifugi antiaerei. Le scuole sono state chiuse in tutto Israele e lo spazio aereo israeliano è stato chiuso ai voli. In queste ore è in corso la riunione del gabinetto di sicurezza israeliano.

Il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), generale Eyal Zamir, ha annunciato la mobilitazione di massa di decine di migliaia di riservisti. “Abbiamo lanciato l’offensiva perché era giunto il momento: abbiamo raggiunto il punto di non ritorno”, ha affermato. “Questa è un’operazione cruciale per prevenire una minaccia esistenziale da parte di un nemico che invoca apertamente la nostra distruzione. Non possiamo permetterci di aspettare”, ha aggiunto.

In una dichiarazione video, il premier ha aggiunto di attendere una risposta di Teheran. “Mi aspetto un attacco contro di noi – ha precisato – potrebbero essere attacchi molto gravi, a ondate”. Netanyahu ha definito gli attacchi effettuati da Israele “un grande successo”, che hanno colpito una parte significativa dello stato maggiore iraniano e i principali scienziati che lavoravano al programma nucleare.

LA RISPOSTA DI KHAMENEI

La televisione di stato iraniana ha citato la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, la quale ha affermato che Israele riceverà una dura punizione per i raid aerei su larga scala lanciati questa mattina contro molteplici obiettivi in tutto l’Iran, compresi gli impianti nucleari. Khamenei ha affermato che “Israele riceverà una dura punizione”, sottolineando che molti leader e scienziati iraniani sono stati uccisi nell’attacco israeliano. La Guida Suprema iraniana ha minacciato Israele di dure ripercussioni dopo che Israele ha lanciato attacchi su larga scala contro l’Iran, inclusi siti nucleari e la capitale, Teheran.

Khamenei ha affermato in una dichiarazione: “Con questo crimine, l’entità sionista si è scritta un destino amaro e doloroso, e certamente lo incontrerà”. Questo avviene mentre le forze armate iraniane hanno minacciato Israele con una “forte risposta” ai raid aerei su larga scala contro l’Iran. “Le forze armate risponderanno inevitabilmente a questo attacco sionista”, ha affermato Abu al-Fadl Shekarchi, portavoce dello Stato maggiore delle forze armate, sottolineando che Israele “pagherà un prezzo pesante e dovrà attendere una risposta forte dalle forze armate iraniane”.

La guida suprema dell’Iran ha inoltre nominato Mohammad Pakpour nuovo comandante del corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica, i pasdaran, in seguito all’uccisione di Hossein Salami durante un attacco aereo israeliano. Abdolrahim Mousavi è stato nominato nuovo capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, per sostituire Mohammad Bagheri, l’ex comandante ucciso nei raid di Israele avvenuto nella notte. Infine, Khamenei ha promosso Ali Shadmani al grado di generale, nominandolo comandante del quartier generale di Khatam al-Anbiya, società affiliata ai pasdaran coinvolta nel programma missilistico, incarico ricoperto da Gholam Ali Rashid, anch’egli ucciso nell’attacco israeliano.

Il governo iraniano ha dichiarato di aver avviato misure “difensive, politiche e legali” a seguito degli attacchi aerei israeliani che hanno colpito siti a Teheran e ucciso diverse persone, tra cui alti funzionari militari e scienziati del settore nucleare. “La Repubblica Islamica dell’Iran ha avviato le necessarie misure difensive, politiche e legali per far pentire l’illegittimo Israele delle sue azioni”, ha dichiarato il governo in una nota.

Gli attacchi sono “una violazione della sovranità nazionale” e Israele ha agito “al di fuori di tutte le norme internazionali”, ha aggiunto il governo iraniano. “Consideriamo la ritorsione e la difesa un nostro legittimo diritto”, ha proseguito il governo iraniano. L’esercito israeliano ha annunciato che l’Iran ha lanciato circa 100 droni che potrebbero raggiungere Israele nelle prossime ore. Per questo Israele e la Giordania hanno chiuso il loro spazio aereo fino a nuovo avviso. Sul sito Flightradar che monitora il traffico aereo in diretta non compaiono velivoli neanche sullo spazio aereo dell’Iraq e dell’Iran.

KATZ DURO SULL’IRAN

Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, si è congratulato con le Forze di difesa israeliane (Idf) per l’operazione “Il Coraggio del Leone” lanciata in Iran. “L’attacco preciso contro i comandanti dei Guardiani della rivoluzione, l’esercito iraniano e gli scienziati nucleari, tutti coinvolti nel portare avanti il piano per distruggere Israele, trasmette un messaggio forte e chiaro: chiunque agisca per distruggere Israele verrà eliminato”, ha affermato Katz. Il ministro ha aggiunto: “Le Idf continueranno le loro operazioni per contrastare il programma nucleare iraniano e rimuovere le minacce contro lo Stato di Israele. L’Iran pagherà prezzi crescenti finché continuerà le sue attività aggressive”.

LA NOTA DELL’IDF

Negli attacchi di Israele all’Iran, decine di radar e siti di lancio di missili terra-aria sono stati distrutti. Lo riferisce un portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf) citato dai media, precisando che è stato completato un attacco su vasta scala contro il sistema di difesa aerea iraniano nell’ovest dell’Iran.

Il capo dell’intelligence militare israeliana, il generale Shlomi Binder, ha parlato degli attacchi contro l’Iran, affermando: “Stiamo intraprendendo un’operazione esistenziale contro un nemico che cerca di distruggerci, sviluppare capacità nucleari, avanzando rapidamente nello sviluppo delle sue capacità nucleari, sviluppare capacità di armi convenzionali in quantità molto, molto grandi: questo è ciò che vogliamo ridurre, interrompere ed eliminare questa minaccia”.

L’attacco israeliano in Iran ha causatoingenti danni al più grande sito per l’arricchimento dell’uranio nell’area di Natanz”, nel centro dell’Iran, riferiscono ancora le forze dell’IDF. “Nella notte, i caccia dell’Aeronautica militare, sotto la guida precisa dell’intelligence, hanno attaccato il sito di arricchimento dell’uranio del regime iraniano nell’area di Natanz. Si tratta del più grande sito di arricchimento dell’uranio in Iran, che da anni lavora per ottenere armi nucleari e contiene l’infrastruttura necessaria per l’arricchimento di livello militare”, scrivono le Idf. Secondo l’esercito, “gli attacchi hanno danneggiato lo spazio sotterraneo del sito, che ospita una sala di arricchimento a più piani con centrifughe, cabine elettriche e altre infrastrutture di supporto. Inoltre, sono state attaccate infrastrutture vitali del sito che ne consentono il funzionamento continuo e il proseguimento del progetto del regime iraniano per l’ottenimento di armi nucleari”.

SA’AR SENTE TAJANI E IL MINISTRO DEGLI ESTERI TEDESCO

Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, ha sentito al telefono il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Antonio Tajani, e il suo omologo tedesco, Johann Wadephul, con cui ha parlato degli attacchi contro obiettivi nucleari e militari in Iran. “Abbiamo preso questa decisione all’ultimo momento possibile, dopo aver esaurito tutte le altre vie”, ha dichiarato Sa’ar a Wadephul, secondo quanto riportato dall’ufficio del ministro degli Esteri israeliano.

Sa’ar ha aggiunto: “Il mondo intero ha visto e capito che gli iraniani non erano pronti a fermarsi e che dovevamo fermarli. L’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica ha illustrato le gravi violazioni iraniane. Sappiamo che ci attendono giorni difficili, ma non abbiamo altra scelta”. Durante il colloquio con Tajani, il ministro degli Esteri israeliano ha parlato della guerra nella Striscia di Gaza.” Anche Israele è interessato a raggiungere un accordo sul rilascio degi ostaggi, cosa che Hamas ha finora respinto”, ha affermato Sa’ar.

– Foto: IPA Agency –

(ITALPRESS).

Israele attacca l’Iran, Khamenei promette vendetta. Netanyahu “Momento decisivo della nostra storia”

ROMA (ITALPRESS) – L’Aeronautica israeliana ha colpito nella notte oltre 100 obiettivi iraniani, utilizzando circa 200 aerei e oltre 330 munizioni. L’operazione “Rising Lion” ha riguardato obiettivi militari e nucleari, oltre esponenti dei Guardiani della rivoluzione, secondo quanto riportato dalle Forze di difesa israeliane (Idf). I media statali iraniani hanno confermato l’uccisione del comandante dei Guardiani della rivoluzione iraniana, i pasdaran, il generale Hossein Salami, insieme a un certo numero di guardie del corpo.

Negli attacchi sarebbe stato ucciso anche lo scienziato nucleare Fereydoun Abbasi. “Il regime iraniano ha lavorato per decenni per ottenere un’arma nucleare. Il mondo ha tentato ogni possibile percorso diplomatico per fermarlo, ma il regime si è rifiutato di fermarsi”, hanno detto i militari in una dichiarazione. La portavoce delle Idf, Effie Defrin, ha confermato in una conferenza stampa che l’Iran aveva lanciato oltre 100 droni verso Israele nelle ultime ore.

GLI USA NEGANO IL COINVOLGIMENTO, TRUMP ATTACCA

TAJANI SEGUE L’EVOLVERSI DELLA SITUAZIONE, MELONI CONVOCA RIUNIONE

LE PAROLE DI NETANYAHU

L’operazione Rising Lion “continuerà finché sarà necessario per eliminare la minaccia esistenziale che incombe su di noi”. Lo ha detto il premier israeliano Benjamin Netanyahu in un videomessaggio dopo l’attacco di Israele all’Iran. L’operazione rappresenta “un momento decisivo nella storia di Israele”, ha detto Netanyahu, che ha esortato i cittadini israeliani a seguire scrupolosamente le istruzioni del Comando del fronte interno, sottolineando che l’Iran possiede ancora “capacità significative” per colpire Israele. Israele ha dichiarato lo stato d’emergenza speciale in tutto il Paese a causa del timore di una risposta iraniana. La popolazione ha ricevuto l’ordine di rimanere nei pressi dei rifugi antiaerei. Le scuole sono state chiuse in tutto Israele e lo spazio aereo israeliano è stato chiuso ai voli. In queste ore è in corso la riunione del gabinetto di sicurezza israeliano.

Il capo di stato maggiore delle Forze di difesa israeliane (Idf), generale Eyal Zamir, ha annunciato la mobilitazione di massa di decine di migliaia di riservisti. “Abbiamo lanciato l’offensiva perché era giunto il momento: abbiamo raggiunto il punto di non ritorno”, ha affermato. “Questa è un’operazione cruciale per prevenire una minaccia esistenziale da parte di un nemico che invoca apertamente la nostra distruzione. Non possiamo permetterci di aspettare”, ha aggiunto.

LA RISPOSTA DI KHAMENEI

La televisione di stato iraniana ha citato la Guida Suprema iraniana Ali Khamenei, la quale ha affermato che Israele riceverà una dura punizione per i raid aerei su larga scala lanciati questa mattina contro molteplici obiettivi in tutto l’Iran, compresi gli impianti nucleari. Khamenei ha affermato che “Israele riceverà una dura punizione”, sottolineando che molti leader e scienziati iraniani sono stati uccisi nell’attacco israeliano. La Guida Suprema iraniana ha minacciato Israele di dure ripercussioni dopo che Israele ha lanciato attacchi su larga scala contro l’Iran, inclusi siti nucleari e la capitale, Teheran.

Khamenei ha affermato in una dichiarazione: “Con questo crimine, l’entità sionista si è scritta un destino amaro e doloroso, e certamente lo incontrerà”. Questo avviene mentre le forze armate iraniane hanno minacciato Israele con una “forte risposta” ai raid aerei su larga scala contro l’Iran. “Le forze armate risponderanno inevitabilmente a questo attacco sionista”, ha affermato Abu al-Fadl Shekarchi, portavoce dello Stato maggiore delle forze armate, sottolineando che Israele “pagherà un prezzo pesante e dovrà attendere una risposta forte dalle forze armate iraniane”.

Il governo iraniano ha dichiarato di aver avviato misure “difensive, politiche e legali” a seguito degli attacchi aerei israeliani che hanno colpito siti a Teheran e ucciso diverse persone, tra cui alti funzionari militari e scienziati del settore nucleare. “La Repubblica Islamica dell’Iran ha avviato le necessarie misure difensive, politiche e legali per far pentire l’illegittimo Israele delle sue azioni”, ha dichiarato il governo in una nota.

Gli attacchi sono “una violazione della sovranità nazionale” e Israele ha agito “al di fuori di tutte le norme internazionali”, ha aggiunto il governo iraniano. “Consideriamo la ritorsione e la difesa un nostro legittimo diritto”, ha proseguito il governo iraniano. L’esercito israeliano ha annunciato che l’Iran ha lanciato circa 100 droni che potrebbero raggiungere Israele nelle prossime ore. Per questo Israele e la Giordania hanno chiuso il loro spazio aereo fino a nuovo avviso. Sul sito Flightradar che monitora il traffico aereo in diretta non compaiono velivoli neanche sullo spazio aereo dell’Iraq e dell’Iran.

– Foto: IPA Agency –

(ITALPRESS).

Gattuso resta in pole per il ruolo di Ct, ma le riflessioni continuano

ROMA (ITALPRESS) – La Formula 1 in questo week-end fa tappa in Canada, ma tra Roma e Coverciano ognuno ha la sua griglia di partenza. Il traguardo è la panchina della Nazionale, rimasta vuota dopo l’esonero di Luciano Spalletti, arrivato il giorno dopo la debacle di Oslo e a 24 ore dal brodino di Reggio Emilia con la Moldova.

Da allora Gabriele Gravina e il suo entourage, sfiorato l’obiettivo Ranieri, lavorano sull’erede dell’uomo di Certaldo. In campo anche il capo delegazione Gigi Buffon, come esperto del mondo Italia e vicino ad alcuni dei candidati della prima ora. Primo fra tutti Gennaro Gattuso ed è proprio lui, Ringhio, a ringhiare dalla pole della griglia di partenza.

E’ probabile che ieri i due si siano incontrati, sicuramente in questi giorni si sono sentiti più volte. L’ex centrocampista e allenatore del Milan convince per la sua capacità di trasmettere la sua proverbiale grinta, per le qualità da leader e l’abitudine a gestire spogliatoi, anche non facili, come per vari motivi gli è capitato nella sua giovane carriera (Sion, Ofi Creta, Pisa, Hajuduk Spalato solo per fare qualche esempio, senza dimenticare club di assoluto prestigio come appunto Milan, Napoli, Valencia e Marsiglia).

Serve un tecnico capace di mettere in campo una squadra credibile con pochi allenamenti, la strada dei maestri di calcio non è quella percorribile vista la situazione e il momento storico del pallone italico. Gattuso da questo punto di vista è una garanzia e Buffon, così come Gravina e tutti in Figc, ne sono assolutamente convinti. I contatti però non si limitano a Ringhio.

Ci sono stati e continuano a esserci anche con altri potenziali ct, altri che hanno un passato importante alle spalle, magari con un titolo iridato in bacheca e un presente, oltre che un futuro, da allenatori. I nomi sono sempre quelli: Daniele De Rossi (ancora sotto contratto con la Roma) e Fabio Cannavaro, altri due tecnici campioni del mondo che hanno personalità da vendere e una storia azzurra indelebile oltre che da tramandare.

Ci sarebbero anche Pirlo, Gilardino, Pippo Inzaghi, anche se quest’ultimo sembra a un passo dal Palermo. Potrebbero esserci anche sorprese, magari tecnici senza o con poca esperienza ma dal grande feeling con il mondo della Nazionale e perchè no già inseriti negli staff di Coverciano (Bonucci?). C’è anche la figura del tecnico federale da non trascurare. Le selezioni giovanili stanno facendo benissimo, di conseguenza anche i loro allenatori. Uno come Bollini, per esempio, trasmette competenza e carattere solo a guardarlo e nel passato della Nazionale il tecnico fatto in casa (da Bearzot a Vicini) ha spesso funzionato.

Ci sono anche altre piste. Inesistente quella che porterebbe a Gianni De Biasi che ha esperienze passate da ct (Albania e Azerbaijan), ma che non sembrerebbe rientrare nei piani federali. Non accantonabili le ipotesi che porterebbero a un recente passato.

Roberto Mancini, anche oggi nell’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport, ha fatto capire che basterebbe una chiamata per riprendere il discorso e cancellare l’onta della mancata qualificazione al Mondiale, coprendola con il pass per il 2026 da regalare agli italiani.

Sarebbe il suo sogno e, secondo lui, il rapporto con Gravina non ostacolerebbe il suo ritorno. Ci sono anche altre affascinanti suggestioni: Josè Mourinho è un nome che circola, conosce bene il calcio italiano, è sotto contratto con il Fenerbahce e costa tanto. Sono tanti gli allenatori liberi o in cerca di occupazione, tra gli ex azzurri c’è anche Raffaele Palladino.

È un ex azzurro anche Thiago Motta, ma lì torniamo al discorso dei “maestri di calcio” e in questo momento serve altro. “Non abbiamo novità, stiamo studiando. Continuiamo a pensare, abbiamo qualche giorno a disposizione e vogliamo prenderci il tempo necessario perché, al di là dei nomi, vogliamo capire se ci può essere un progetto nuovo che richiede qualche riflessione più approfondita”, diceva ieri Gravina. Così sarà. Messe da parte le griglie di partenza, è questa la sensazione.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS)

78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza: un mese di grandi eventi con 7 prime nazionali

Un mese di grande teatro a Vicenza con 9 progetti di altissima qualità tra cui 7 prime assolute: sono solo alcuni numeri che già fanno presagire che il 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico, in programma dopo l’estate, dal 25 settembre al 22 ottobre prossimi, sarà un evento, o meglio una serie di eventi, di grande portata.

Presentato questa mattina in Sala Stucchi a Palazzo Trissino, il Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico ha la direzione artistica di Ermanna Montanari e Marco Martinelli. Il progetto è promosso dal Comune di Vicenza, in collaborazione con l’Accademia Olimpica e la Biblioteca civica Bertoliana, con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione del Veneto, il coordinamento artistico del Centro di Produzione Teatrale La Piccionaia e il coordinamento generale della Fondazione Teatro Comunale Città di Vicenza, oltre al fondamentale contributo economico degli sponsor Agsm Aim e Burgo Group.

È la seconda volta che Montanari e Martinelli, coppia di arte e di vita, curano la direzione artistica degli spettacoli all’Olimpico, e anche nel 2025 il tema centrale è quello del “Coro”, come l’anno scorso: «Abbiamo pensato a questo biennio – spiegano Montanari e Martinelli – come un dittico unitario all’insegna del ‘Coro’, una parola che nasconde in sé molte pieghe e svela di volta in volta forme sorprendenti. Sospeso tra musica, voce, danza, il coro è il segreto dionisiaco che emerge alle origini dell’arte teatrale in Occidente, la cui luce è ancora oggi gravida di futuro. Gli artisti di questa edizione porteranno le loro opere ideate apposta per lo spazio dell’Olimpico, degli unicum che avremo il privilegio di incontrare».

L’edizione di quest’anno, come già la precedente, coinvolgerà, oltre all’Olimpico, anche la Basilica Palladiana, il Teatro Comunale, il Teatro Astra e Palazzo Cordellina, attraversando l’intera città di Vicenza e coinvolgendo i suoi cittadini.

Nomi importanti daranno voce, immagine e contenuti al mese di spettacoli: Alot, Roberto Latini, Salvatore Sciarrino, Marco Martinelli, Claudia Castellucci, Igort, Anagoor, Masque Teatro e Vinicio Capossela si alterneranno in 9 spettacoli di cui 7 prime assolute, 1 prima regionale, 1 chiamata pubblica e 2 cicli di incontri di approfondimento.

Si comincia in Basilica Palladiana, poi subito Olimpico

Il programma si apre giovedì 25 settembre in Basilica Palladiana con la Prima Assoluta di VENI, a goodbye della giovanissima formazione Alot, un collettivo teatrale composto da 13 elementi di età media 25 anni, formatosi a Milano nel 2022, e che debutta sulla scena nazionale proprio a Vicenza. La proposta è un evento musicale corale con interventi grafici dal vivo in tempo reale, nata da una ricerca sulla tradizione dei canti polifonici del Mediterraneo compiuta fra il 2022 e il 2024 in Sardegna, in Corsica e in Sicilia.

Il debutto all’Olimpico del Ciclo di spettacoli sarà il giorno dopo, venerdì 26 settembre, in replica il 27, con la prima assoluta di Ànghelos del pluripremiato attore, regista e drammaturgo Roberto Latini, personalità di primissimo piano della scena teatrale contemporanea. Prodotto dal Teatro della Toscana, Ànghelos è una tappa autonoma nel percorso che porterà al palcoscenico una riscrittura de Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini.

Anche il 1. ottobre si andrà in scena sul teatro palladiano, con Il novello Perseo di Salvatore Sciarrino, una nuova versione dell’opera Perseo e Andromeda scritta dal Maestro nel 1990, dopo aver frequentato per alcuni anni il Centro di Sonologia Computazionale, un centro di ricerca multidisciplinare animato da musicisti e scienziati per indagare la computer music. La prima esecuzione assoluta de Il novello Perseo è promossa dall’Accademia Olimpica di Vicenza in occasione del 470° della propria fondazione e del 440° dell’inaugurazione del Teatro Olimpico, e dalla Scuola di Ingegneria dell’Università degli Studi di Padova, in occasione del 150° anno di attività, in collaborazione con il Centro di Sonologia Computazionale (CSC-DEI) dell’Ateneo.

Roberto Latini (foto Masiar Pasquali)

Sempre al Teatro Olimpico, il 4 ottobre andrà in scena in prima regionale Lisistrata, riscrittura da Aristofane, fra le ultime creazioni di Marco Martinelli. Lisistrata è un nuovo atterraggio di Sogno di volare, un progetto quadriennale (iniziato nel 2022) del Parco Archeologico di Pompei in collaborazione con Ravenna Festival che vede Martinelli lavorare su quattro commedie di Aristofane con oltre trecento adolescenti dell’area vesuviana, dove è ancora sentito il rischio di dispersione scolastica, disoccupazione ed emigrazione giovanile.

Al Teatro Olimpico sarà poi la volta di una personalità che ha inciso profondamente nel panorama internazionale del teatro contemporaneo: Claudia Castellucci, vincitrice del Leone d’Argento alla Biennale di Venezia nel 2020, drammaturga, coreografa e cofondatrice di Socìetas Raffaello Sanzio. Al Ciclo di Spettacoli Classici, Claudia Castellucci presenta in prima assoluta il 9 ottobre (con replica il 10 ) Ballo Improprio, una danza eseguita dalla Compagnia Mòra sui Canti Znamenny della tradizione russa, cantati dal vivo dal Coro In Sacris di Sofia, Bulgaria.

Coinvolti anche il Teatro Comunale e il Teatro Astra

L’11 ottobre tocca invece al Teatro Comunale di Vicenza reggere la scena, con il particolare progetto, anche questo in prima assoluta, di Igort, che oltre a essere uno dei grandi maestri del fumetto d’autore internazionale è anche sceneggiatore, regista e musicista. Il suo I dispacci di Delmore è un progetto in bilico fra reading e immersione nella musica, una riflessione sul sogno americano – sul suo mito e sulla sua decadenza – ispirato da Delmore Schwartz, poeta e scrittore statunitense, figura che ha influenzato scrittori come il Premio Nobel Saul Bellow e Philip Roth.

Il 18 e 19 ottobre arriva la compagnia Anagoor, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia 2018, che presenta in prima assoluta al Teatro Olimpico una rilettura delle Baccanti di Euripide. In questa nuova creazione – realizzata per il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale -, Anagoor guida gli allievi dell’Accademia Teatrale Carlo Goldoni, immergendoli in un’esperienza che unisce rito, poesia e teatro.

Si rimane nei territori della trance con Voodoo di Masque Teatro, in scena il 21 ottobre al Teatro Astra. Visionaria compagnia attiva dal 1992 e da allora ospite dei più importanti festival di ricerca performativa, Masque Teatro esprime un’idea di teatro fondata sul dialogo fra filosofia, architettura scenica e produzione di simulacri.

È invece ancora avvolto nel mistero l’attesissimo progetto appositamente realizzato per la grande chiusura del 78° Ciclo di Spettacoli Classici al Teatro Olimpico di Vicenza da Vinicio Capossela, uno dei più grandi maestri della canzone d’autore. Sarà presente con un’ultima, preziosa, Prima Assoluta in scena il 22 ottobre che certamente sorprenderà il pubblico presente.

Il programma si completa con due sezioni dedicate all’approfondimento teorico riunite nel titolo “Farsi Luogo. 440 anni di incontri all’Olimpico”: a Palazzo Cordellina sarà ospitato il ciclo di incontri Parlamenti d’Autunno; al Teatro Astra invece si svolgeranno gli incontri con la critica teatrale del territorio a cura di Oliviero Ponte di Pino e Roberto Cuppone.

per informazioni sul programma e sui biglietti: sito ufficiale www.classiciolimpicovicenza.it, oppure le pagine Facebook https://www.facebook.com/cicloclassici o Instagram https://www.instagram.com/cicloclassici

I Modà tornano a San Siro, Kekko “Un modo per dirci grazie a vicenda”

MILANO (ITALPRESS) – Stasera i Modà tornano sul palco dello Stadio di San Siro per “La notte dei romantici”, concerto-evento che apre ufficialmente “La notte dei romantici – Il tour”, al via in autunno nei principali palazzetti italiani.

Per la band milanese capitanata da Francesco “Kekko” Silvestre si tratta di una vera e propria festa condivisa con i fan, che avrà solo un’altra replica estiva: il 28 giugno alla Fiera di Cagliari.

“Quello di stasera non è solo un concerto, è un modo per dirci grazie a vicenda, dopo tutto quello che abbiamo passato”, ha detto Kekko parlando con i giornalisti appena prima del concerto, dove porterà anche “Come hai sempre fatto”, nuovo singolo già in programmazione radiofonica, tratto dall’album “8 canzoni” pubblicato dopo il Festival di Sanremo, che sarà presentato per la prima volta dal vivo.

“In un momento difficile ho scelto di mettermi a nudo. È stata una canzone terapeutica, per me e per chi si sente in difficoltà. Rialzare la testa, anche quando non ne hai voglia, può essere un atto d’amore verso chi ti sta accanto”, ha spiegato ancora Silvestre.

“Non mi sento guarito del tutto dalla depressione. È una condizione che non si risolve come una malattia fisica. Sto meglio perché ne ho parlato e mi sto curando, ma continuo il mio percorso. Solo qualche anno fa non avrei nemmeno accettato l’idea di esibirmi a San Siro. Oggi sono pronto, anche se con paura”, ha aggiunto. Non è mancata una riflessione sul panorama musicale attuale: “Oggi puoi scrivere anche la canzone più bella del mondo, ma rischi che nessuno la ascolti”.

E ancora: “Il sistema discografico privilegia i numeri e la viralità, non i contenuti e i messaggi profondi”. Nonostante questo, Kekko riconosce alcune eccezioni: “Ci sono giovani validi, come Olly e Alfa, ma in generale è una carneficina. Il cantautorato è sempre più trascurato”.

Nel corso dell’incontro Kekko Silvestre ha espresso anche amarezza per l’ultima partecipazione al Festival: “Ci ho messo tutto me stesso. Anche sacrifici fisici e psicologici”. Nonostante l’impegno, l’esperienza si è rivelata deludente: “Al televoto eravamo quinti, ma siamo arrivati ultimi per radio e stampa. È stata una grande delusione”.

Una delusione che ha lasciato il segno, al punto da escludere un ritorno: “Non tornerò più all’Ariston. Mi sono sentito giudicato ingiustamente da un sistema che non tiene conto dell’impegno degli artisti”.

E ha concluso: “Questa delusione non è solo mia, ma anche dei fan che hanno creduto in me”. Tornando a “La notte dei romantici”, la scaletta – costruita con l’intento di celebrare la lunga carriera della band – alterna brani storici, medley e pezzi simbolo del loro percorso, da “Sono già solo” a “Tappeto di fragole”, da “Salvami” a “Viva i romantici”.

“Abbiamo più di 150 canzoni, scegliere è stato doloroso, ma abbiamo pensato a un karaoke condiviso: vogliamo che sia la nostra festa e quella di tutti”, ha aggiunto il frontman. Tra le particolarità del live, l’apertura con i brani romantici, a partire da “Tutto non è niente”.

“Del resto è ‘La notte dei romantici’”, sottolinea Kekko. Poi l’inserimento di due medley – uno rock e uno lento – e il finale con “Viva i romantici”, manifesto del loro approccio alla musica. Nessun ospite previsto: “Abbiamo scelto di essere solo noi, per coerenza artistica e per rispetto di chi ci ha sempre seguiti”, ha concluso Kekko.

– Foto Ufficio stampa Modà –

(ITALPRESS)

Aereo per Londra si schianta in India, un sopravvissuto. Oltre 200 morti

ROMA (ITALPRESS) – Dolore e sgomento in tutto il mondo per l’incidente aereo che si è verificato questa mattina nei pressi di Ahmedabad, nello stato indiano del Gujarat, da cui era da poco decollato con destinazione Londra Gatwick il volo che dopo un paio di metri ha perso quota e si è schiantato contro uno studentato. Il bilancio non è definitivo ed è destinato ad aggravarsi notevolmente: i corpi già recuperati sono già 204. Tanti i punti da chiarire sulla dinamica dell’incidente, verificatosi alle 13:38 ora locale, a partire dalla posizione del velivolo al momento del decollo. A bordo del Boeing 787-8 appartenente alla compagnia Air India, vi erano 242 persone, 230 passeggeri e dodici membri dell’equipaggio: di questi, si legge in una nota di Air India, “169 sono cittadini indiani, 53 britannici, uno canadese e sette portoghesi”.
L’unico superstite accertato a bordo è Vishwash Kumar Ramesh, cittadino indiano di quarant’anni: ha contusioni a petto, occhi e piedi, ma è lucido e cosciente; era sul volo insieme al fratello. “Trenta secondi dopo il decollo c’è stato un forte rumore e poi l’aereo si è schiantato – ha raccontato all’Hindustan Times, – E’ successo tutto in fretta. Quando mi sono alzato c’erano corpi ovunque intorno a me. Ero spaventato, mi sono alzato e ho corso. C’erano pezzi dell’aereo tutt’intorno. Qualcuno mi ha afferrato, messo su un’ambulanza e portato in ospedale”.
Non trovano riscontro delle autorità competenti, al momento, le indiscrezioni secondo cui ci sarebbe un secondo superstite.
In un post su X, il premier indiano Narandra Modi sottolinea come “la tragedia di Ahmedabad ci ha sconvolti e rattristati. E’ straziante e indescrivibile. In quest’ora triste, i miei pensieri sono rivolti a tutti coloro che ne sono stati colpiti. Sono in contatto con i ministri e le autorità che stanno lavorando per assistere le persone colpite.
L’Air Accidents Investigation Branch (Aaib) del Regno Unito ha formalmente offerto la propria assistenza all’Aircraft Accident Investigation Bureau dell’India. Secondo il Guardian, l’agenzia del Regno Unito avrà lo status di esperto nell’inchiesta sulla sicurezza indiana poichè a bordo dell’aereo erano presenti cittadini britannici. A dare conferma, secondo quanto riportato da Sky News, è il premier britannico Keir Starmer, il quale definisce le notizie sull’incidente come “assolutamente devastanti” e aggiunge che “ci saranno famiglie britanniche e indiane in tutto il paese che saranno profondamente colpite da questo. I nostri pensieri, prima di tutto, sono con loro”.
Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, stando ancora a Sky News, ha dichiarato di aver offerto “tutto il possibile” alle autorità indiane dopo il “terribile incidente” di Ahmedabad. “Nessuno aveva idea di cosa fosse successo, sembrava che stesse volando perfettamente”, ha aggiunto Trump, che ha concluso definendo l’incidente come “uno dei peggiori incidenti nella storia dell’aviazione”.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

A2A, 92 mln di euro il valore economico generato in Liguria nel 2024

GENOVA (ITALPRESS) – E’ di 92 milioni di euro il valore economico generato nel 2024 da A2A in Liguria, con un aumento del 140% rispetto all’anno precedente: è uno dei dati più significativi emerso nel corso della presentazione a Genova della seconda edizione del Bilancio di Sostenibilità Territoriale della Liguria del Gruppo, che nel 2024 ha investito oltre 5 milioni di euro, finalizzati in larga parte al potenziamento dei servizi ambientali.
f32/fsc/gsl