mercoledì, Settembre 9, 2026
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Il Cipess approva il piano previsionale dei fabbisogni finanziari

ROMA (ITALPRESS) – Il Cipess ha approvato il Piano previsionale dei fabbisogni finanziari per l’anno 2026 e proiezioni fino al 2028 e il Piano strategico annuale del Fondo (cosiddetto Fondo 295) di cui all’articolo 3 della legge 28 maggio 1973, n. 295 (Simest). Il Piano strategico annuale per il 2026 indica un’operatività per un volume di circa 20,5 miliardi. I settori maggiormente interessati sono il crocieristico, la difesa e le infrastrutture. Approvato inoltre il Piano annuale di attività e del Sistema dei limiti di rischio (Raf) per l’anno 2026 in materia di sostegno finanziario pubblico all’esportazione (Sace). Il Piano stima una domanda massima di copertura assicurativa pari a 74 miliardi, di cui 54 miliardi destinati alle attività di credito all’esportazione e 20 miliardi per attività di rilievo strategico e la cosiddetta push strategy. Sulla base dei dati forniti da Sace, gli effetti sull’economia nazionale sono stimati in un impatto sul Pil di circa 51 miliardi, sul valore della produzione di circa 150 miliardi e un totale di addetti preservati di circa 650.000. Il Comitato ha infine udito la seguente informativa che non comporta adozione di delibera: “Sostegno finanziario pubblico all’esportazione. Informativa sull’aggiornamento del Piano di attività per l’anno 2025, approvato dal Cipess con delibera n. 94 del 19 dicembre 2024”.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Cirio “Lavoreremo per un 2026 in cui il Piemonte rimanga centrale”

TORINO (ITALPRESS) – “Lavoreremo perché il 2026 sia un anno in cui il Piemonte rimanga centrale. Quando io diventai presidente, il Piemonte lamentava il fatto che era un po’ al di fuori degli scenari politici nazionali e delle rotte di interesse economico principali. Oggi questo non c’è più, il Piemonte è richiesto dai grandi eventi che scelgono la nostra regione ed è centrale in qualsiasi dinamica politica”. Così il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, tracciando un bilancio del 2025 in un’intervista all’Italpress. “Prova ne sia che qui a Torino è stata aperta la Fondazione dell’Intelligenza Artificiale e che gli investimenti che le Nazioni Unite stanno facendo qui a Torino e in Piemonte si stanno potenziando. La centralità della politica fa sì che si abbiano gli strumenti per risolvere i problemi”, ha concluso.

xn3/tvi/mca1/gtr

Manovra, Sala “Ancora una volta Milano non è nel cuore del Governo”

MILANO (ITALPRESS) – “Ancora una volta devo dire che Milano non è esattamente nel cuore del Governo”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, durante il tradizionale brindisi di Natale con la stampa a Palazzo Marino. “Non voglio aggiungere temi che esulano da Milano, altrimenti non la finiremmo più, ma vorrei tenere questa conversazione sulle questioni della città” ha proseguito, sottolineando che “è chiaro che noi non abbiamo ancora visto il testo ufficiale ma pare che la Finanziaria penalizzi Milano su alcuni fronti”.

Il primo è “un taglio di più di 15 milioni sulla M4, un taglio che, onestamente, riguarderà anche Napoli e Roma. Il trasporto pubblico è sempre penalizzato in ogni manovra e comunque nella gestione dei rapporti tra l’amministrazione centrale e quella locale, ed è un servizio che molto spesso i cittadini sentono come il più necessario per la loro vita”. Inoltre, “c’è un decreto anticipi che ha istituito un fondo per pagare gli straordinari dei vigili durante le Olimpiadi ma favorisce i piccoli Comuni e in questo modo non è attingibile da Milano”. “Noi chiediamo o fondi oppure la possibilità di derogare, perché è evidente che” durante i Giochi invernali “ci sarà bisogno di fare tanti straordinari”, ha concluso il sindaco.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

In Italia 100 mila casi di ictus ogni anno, prevenzione e cure fanno la differenza

ROMA (ITALPRESS) – L’ictus è una delle principali cause di morte e disabilità nel mondo: si verifica quando il flusso sanguigno al cervello viene interrotto o ridotto, provocando una sofferenza dei tessuti cerebrali. Le forme principali sono l’ictus ischemico, dovuto all’occlusione di un’arteria, e l’ictus emorragico, causato dalla rottura di un vaso sanguigno. In Italia si registrano ogni anno circa 90-100mila nuovi casi, con un impatto notevole sul sistema sanitario e sociale: l’incidenza cresce con l’età, soprattutto oltre i 65 anni e con un picco oltre i 75 anni. Il controllo dei fattori di rischio e la rapidità nel trattamento sono elementi determinanti per ridurre l’impatto dell’ictus sul sistema sanitario e soprattutto sulla vita delle persone che ne sono colpite. “La situazione in Italia sul fronte ictus è tutto sommato stabile: il numero di 100-110mila nuovi casi all’anno si mantiene nel tempo. Questo è legato al fatto che la popolazione invecchia e l’età avanzata rappresenta il maggior fattore di rischio per tutte le malattie circolatorie, incluso l’ictus”, ha dichiarato Mauro Silvestrini, preside della facoltà di Medicina dell’Università politecnica delle Marche, intervistato da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

Tra le condizioni che generano l’ictus, prosegue, “vanno ricordate l’ipertensione arteriosa, il diabete, la dislipidemia: ci sono poi una serie di condizioni strettamente connesse con uno stile di vita a volte non adeguato come fumo, eccesso di alcol, inattività fisica, stress, cattiva qualità del sonno notturno. Il tempo è il fattore fondamentale: abbreviare i tempi tra la comparsa del disturbo e l’inizio della terapia è il primo aspetto in grado di influenzare positivamente la prognosi di un paziente. Il cervello è il nostro organo più delicato e non riesce a resistere a condizioni di stress circolatorio: questo spiega perché ogni secondo che passa dall’inizio del disturbo crea una perdita di strutture cerebrali che diventa rapidamente irreversibile”. Fondamentale, secondo Silvestrini, “evitare a ogni costo di sottovalutare qualsiasi disturbo che ci fa pensare che una parte più o meno grande del nostro cervello non stia funzionando adeguatamente: i principali segni legati a un disturbo circolatorio in atto sono una mano che non si muove con la stessa destrezza dell’altra, una gamba più pesante, la bocca che si storce, una certa difficoltà ad articolare le parole, una perdita di coordinazione. Una volta entrato in un ospedale attrezzato per gestire una situazione di questo tipo, il paziente mette immediatamente in atto un protocollo che parte dall’esecuzione di una Tac: questa è fondamentale per discriminare tra l’ischemia e l’emorragia. Oltre l’80% dei casi è legato a un disturbo di tipo ischemico: in base al riscontro vengono intraprese tutte le procedure che portano il paziente a usufruire delle terapie di rivascolarizzazione, farmacologiche o endovascolari”.

L’Italia ha registrato qualche passo avanti negli ultimi anni rispetto alla materia, nella misura in cui “il numero di Unità ictus è stato enormemente incrementato, ma non siamo ancora arrivati a pieno regime: abbiamo oltre 200 centri nei nostri ospedali, ne servirebbero un centinaio in più. Il problema fondamentale è la mancanza di proporzione tra le strutture esistenti in diverse parti del nostro paese: oltre la metà si trova infatti nelle regioni del nord. C’è bisogno di aumentare la cultura e la consapevolezza di quello che si può fare in un paziente con ictus: i percorsi andrebbero ottimizzati e resi omogenei in tutta Italia, andrebbe adeguata la rete delle emergenze, andrebbe ottimizzato il trasporto dei pazienti negli ospedali più vicini dotati di Unità ictus. Una delle caratteristiche di tali unità è poter assicurare al paziente una presa in carico riabilitativa entro la prima giornata: chiunque sia ricoverato in Unità ictus viene sottoposto a valutazione e il trattamento inizia subito; un ictus trattato precocemente ha il 70% di probabilità di prognosi favorevoli”.

L’ultimo aspetto su cui si sofferma Silvestrini è quello della prevenzione: “Bisogna innanzitutto prendersi cura di se stessi: in questo modo la maggior parte degli ictus sarebbero evitabili o comunque procrastinabili all’età più avanzata; attività fisica per mezz’ora al giorno, una dieta adeguata, controlli medici ed eventuali prescrizioni di farmaci sono fondamentali. Ho avuto il privilegio di assistere a un cambiamento epocale: la possibilità di aprire i vasi chiusi nella maggior parte dei pazienti ha costituito una rivoluzione. Oggi l’ictus ci fa molta meno paura: cominciamo ad avere armi anche contro la sorella povera dell’ictus ischemico, ovvero l’emorragia. C’è un progresso costante, ma soprattutto un miglioramento della consapevolezza di quanto possa essere fatto in queste condizioni”.

– Foto tratta da video Medicina Top –

(ITALPRESS)

Tra medici e Farnesina cooperazione costante per Gaza

ROMA (ITALPRESS) – Natale più che mai nel segno della solidarietà, al servizio dei più deboli e bisognosi di aiuto quello della Fnomceo, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri. Un Natale più sicuro e sereno per i 232 bambini di Gaza accolti in Italia insieme alle loro famiglie nel 2025 per essere ricoverati presso le strutture sanitarie del Paese. Un’attività, quella del ministero degli Esteri, a cui la Fnomceo partecipa attivamente anche durante le festività di fine anno, grazie alla rete permanente di cooperazione tra Farnesina e medici a Gaza per monitorare le necessità di farmaci e strumentazioni e coordinare gli interventi necessari.

sat/gtr

Malta, rinviati al 2026 i farmaci gratuiti per la prevenzione dell’HIV

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il governo maltese ha nuovamente rinviato l’introduzione dei farmaci gratuiti per la prevenzione dell’HIV, annunciando che il bando di gara per la fornitura dei medicinali sarà pubblicato solo nel 2026, nonostante il continuo aumento dei casi di HIV nel Paese.

Il ministro della Salute Jo Etienne Abela ha confermato che il bando riguarderà la Profilassi Pre-Esposizione (PrEP) e la Profilassi Post-Esposizione (PEP), due trattamenti riconosciuti a livello internazionale per la prevenzione della trasmissione dell’HIV. Abela è intervenuto dopo la pubblicazione, in Parlamento, di dati che indicano come 721 persone vivano attualmente con l’HIV a Malta. Il ministro ha inoltre confermato che fino al 28 novembre 2025 sono stati diagnosticati 125 nuovi casi, precisando che il numero complessivo dei pazienti può variare nel tempo a causa di persone che si trasferiscono dentro o fuori dal Paese. Il rinvio ha suscitato critiche da parte di ONG e attivisti, che da anni chiedono l’accesso gratuito a PrEP e PEP. Secondo loro, il governo non avrebbe agito con la necessaria urgenza in un momento in cui i tassi di infezione da HIV sono in aumento.

Nella tanto attesa strategia per la salute sessuale, pubblicata per la prima volta come libro bianco nel dicembre 2024, il governo si era impegnato a fornire gratuitamente la PrEP alle persone considerate ad alto rischio di contrarre l’HIV. Nel dicembre 2024, Abela aveva dichiarato che il trattamento sarebbe stato introdotto nel 2025, dopo lo stanziamento dei fondi nel bilancio nazionale. Tuttavia, l’ultimo annuncio comporta un ulteriore slittamento nell’effettiva disponibilità dei farmaci.

Il ministro ha affermato che la fornitura gratuita di PrEP e PEP avrebbe un costo di 1,6 milioni di euro nell’arco di tre anni, una cifra che ha definito sostenibile per il bilancio sanitario. La PrEP è un farmaco preventivo assunto da persone HIV-negative e, se utilizzato con regolarità, riduce il rischio di trasmissione sessuale dell’HIV di circa il 99 per cento. È inoltre altamente efficace nel diminuire il rischio di infezione tra le persone che fanno uso di droghe per via iniettiva. La PEP, invece, viene assunta dopo una possibile esposizione al virus, generalmente entro 72 ore, per un periodo di 28 giorni. Studi medici ne stimano l’efficacia attorno all’80 per cento se assunta correttamente.

Il rinvio arriva mentre Malta continua a registrare dati preoccupanti sull’HIV. La scorsa settimana, lo studio HIV/AIDS Surveillance in Europe ha rilevato che il tasso pro capite di nuove diagnosi di HIV a Malta ha raggiunto il livello più alto dell’ultimo decennio, rimanendo il più elevato in Europa per il secondo anno consecutivo. Lo studio ha inoltre evidenziato che, mentre nella maggior parte dei Paesi europei le nuove infezioni da HIV sono in costante diminuzione, Malta ha registrato il suo tasso di infezione più alto dal 2015.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Al Teatro dell’Opera di Roma l’ottava edizione dell’”Oscar della Lirica”

ROMA (ITALPRESS) – Il Teatro dell’Opera di Roma ha accolto l’ottava edizione degli Opera Star – International Opera Awards, prestigioso riconoscimento italiano dedicato ai protagonisti della lirica internazionale, noto al grande pubblico come l’”Oscar della lirica”. Una serata di gala che ha celebrato il grande canto, la musica e le arti del teatro musicale, riportando Roma al centro della scena lirica mondiale. Fortemente voluta dalla Confederazione Italiana Associazioni e Fondazioni per la Musica Lirica e Sinfonica APS, presieduta da Daniela Traldi, e ideata da Alfredo Troisi, la manifestazione ha segnato una nuova e significativa tappa nel percorso di valorizzazione dell’opera come patrimonio culturale universale. Dalla sua presentazione in anteprima all’Arena di Verona il 31 agosto 2010, sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, il premio ha attraversato i palcoscenici più prestigiosi: dal Gran Teatro Giacomo Puccini di Torre del Lago al Teatro Comunale di Bologna, dall’Anfiteatro di Katara in Qatar al Teatro Ristori di Verona, fino al Teatro dell’Opera di Hai Nan, in Cina. La direzione artistica è stata affidata a Franco Moretti, mentre la conduzione della serata è stata di Beppe Convertini.

La serata si è aperta con un video celebrativo che ha ripercorso i momenti più significativi delle precedenti edizioni degli Opera Star, seguito dall’ingresso dell’Orchestra Sinfonica degli Opera Star – International Opera Awards, diretta dal maestro Jacopo Sipari di Pescasseroli, vincitore del Premio Speciale Golden Opera “New Generation” per la direzione d’orchestra. Il programma musicale ha attraversato alcune delle pagine più amate del repertorio operistico, alternando esecuzioni orchestrali, grandi arie e momenti di premiazione. L’omaggio a Giacomo Puccini, nato il 22 dicembre 1858, nel giorno del suo compleanno, ha rappresentato uno dei fili conduttori della serata, che infatti si è avviata con la toccante esibizione di Afag Abbassova, artista azerbaigiana, premiata con uno Special Award da Carlo Eleuteri e dalla presidente della Camera di Commercio Italo-Azerbaigiana, Manuela Traldi. Il Premio Opera Star – International Opera Award come Miglior Soprano (VIII edizione) è stato assegnato a Saioa Hernandez, che ha emozionato il pubblico con una intensa interpretazione de “La mamma morta” dall’Andrea Chénier di Umberto Giordano.

Tra i premiati e protagonisti musicali della serata: Amartuvshin Enkhbat, Miglior Baritono, applauditissimo in “Cortigiani, vil razza dannata” da Rigoletto; Giacomo Prestia, Miglior Basso, autorevole interprete di “Ella giammai m’amò” da Don Carlo; Maria Agresta, già Miglior Soprano (IV edizione), tornata sul palco con l’”Ave Maria” dall’Otello; Amarilli Nizza, insignita del Premio Speciale Golden Opera alla Carriera, che ha regalato un momento di grande intensità con “Vissi d’arte” da Tosca. Particolarmente apprezzate anche le esibizioni degli Special Award: Alessandra Di Giorgio e Ivana Hoxha, mentre il pubblico ha accolto con entusiasmo la partecipazione straordinaria del tenore Amadi Lagha, interprete di una memorabile espressione della pura magia pucciniana con “Nessun dorma” da Turandot. Ampio spazio è stato riservato alle arti del teatro musicale. Il Premio Opera Star come Miglior Costumista è stato conferito a Ursula Patzak, mentre il Premio Miglior Scenografo è andato al maestro Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar, omaggiato per il suo contributo determinante all’immaginario visivo del teatro e del cinema internazionale. Nel segno del futuro e della formazione, sono stati assegnati riconoscimenti speciali a FABBRICA – Young Artist Program del Teatro dell’Opera di Roma, a Frequenze & Armonici APS per Opera Lab Edu, e a RAI Cultura, con Francesca Nesler, premiata per il ruolo fondamentale nella divulgazione della lirica.

Realizzata con il contributo della Regione Lazio – Grandi Eventi 2025, in collaborazione con la Fondazione Verona per l’Anfiteatro Arena, e con il sostegno di prestigiosi partner istituzionali e privati, l’Ottava Edizione degli Opera Star – International Opera Awards ha confermato il valore dell’opera lirica come linguaggio universale capace di unire tradizione, contemporaneità e nuove generazioni. Molti i volti istituzionali presenti in sala, tra cui l’Assessore alla cultura della Regione Lazio Simona Baldassarre, che ha anche conferito più di un premio, così come il Presidente della Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati Federico Mollicone, che ha consegnato il riconoscimento al Maestro Dante Ferretti. Tra gli oltre mille spettatori, numerosi esponenti del mondo della diplomazia, della cultura, dell’arte e dei media, tra i quali citiamo S.A.R. Carlo di Borbone, Don Paolo Costantino Borghese, Principe di Nettuno, il Marchese Ignazio e Sylvia Carrassi del Villar, che hanno premiato alcuni vincitori per Banca Patrimoni Sella, sponsor dell’evento, la Marchesa Leontina Pallavicino, Flaminia e Marco Elser, il Marchese Giuseppe Ferrajoli, P.pe Guglielmo Giovanelli Marconi, il Ministro Tria e consorte, il Sovrintendente del Teatro La Fenice di Venezia Nicola Colabianchi, la regista Adriana Chiesa, l’Ambasciatore Maurizio Zanini e consorte, Leonardo e Aura Caltagirone.

– foto Opera Star – International Opera Awards  –

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Come le iniziative della Cina stanno aprendo una nuova strada verso un mondo migliore

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Quando gli storici del futuro guarderanno all’epocale trasformazione globale e ricostruiranno la logica di fondo nell’evoluzione delle relazioni internazionali, riconosceranno sicuramente il primo settembre 2025 come un momento cruciale: quello in cui il presidente cinese Xi Jinping ha proposto l’Iniziativa per la governance globale (GGI).

Prima di questa proposta, Pechino aveva già avanzato una serie di importanti iniziative globali: l’Iniziativa per lo sviluppo globale (GDI) nel 2021, l’Iniziativa per la sicurezza globale (GSI) nel 2022 e l’Iniziativa per la civiltà globale (GCI) nel 2023. Insieme alla GGI, esse costituiscono un quadro olistico per la costruzione congiunta di una comunità dal futuro condiviso per l’umanità.

Ogni iniziativa affronta un pilastro fondamentale della cooperazione globale: la GDI mira a porre le basi materiali, la GSI è concepita per salvaguardare la stabilità, la GCI punta a favorire una comprensione condivisa, mentre la GGI intende fornire l’architettura istituzionale. Come ha osservato il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, le quattro iniziative globali proposte dalla Cina “sono pienamente compatibili con lo Statuto delle Nazioni Unite”. Molti Paesi le considerano inoltre soluzioni pragmatiche e costruttive alle sfide globali contemporanee.

Eppure il mondo rimane frammentato, attraversato da una crescente ondata di incertezza e turbolenza. Mentre alcuni sostengono il dialogo e la cooperazione, altri si aggrappano all’unilateralismo e alla politica dei blocchi, aggravando crisi di lunga data e creando nuovi rischi.

Lo sviluppo globale rimane fragile, segnato dall’ampliarsi del divario tra Nord e Sud e aggravato da crisi energetiche e alimentari concomitanti. In tutto il mondo, oltre un miliardo di persone continua a vivere in condizioni di povertà estrema. La sicurezza è in deterioramento, con conflitti armati che raggiungono livelli record nel dopoguerra, un aumento degli sfollamenti e un ricorso crescente a sanzioni e pratiche di bullismo da parte di alcuni Paesi.

Nel frattempo, il discorso sul “conflitto tra civiltà” sembra oscurare gli scambi tra le stesse, mentre la governance globale viene erosa da ritiri dai trattati internazionali, pratiche di disaccoppiamento e dall’espansione di barriere che minano equità e uguaglianza, in particolare a danno del Sud globale.

Questa dura realtà evidenzia la rilevanza e l’attualità delle quattro iniziative globali, sottolineando ulteriormente la necessità di costruire un consenso internazionale e rafforzare la solidarietà.

(ITALPRESS).