giovedì, Ottobre 29, 2026
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Miastenia gravis, il documentario ‘Despite Everything’ finalista al Paladino d’Oro

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(Adnkronos) – La miastenia gravis sarà una delle protagoniste della 46esima edizione del Paladino d’Oro, il più antico festival nel mondo del cinema sportivo. Il documentario ‘Despite Everything’ (Nonostante Tutto) è stato selezionato tra i finalisti del Festival che si terrà a Palermo dal 1 al 7 dicembre. La pellicola – che vuole dare voce all’esperienza di una persona che vive con la malattia neuromuscolare – è nata da un’idea di ‘Dare to Move’, una campagna internazionale di sensibilizzazione e attivazione sulla disabilita motoria. La paziente si chiama Ilaria e offre la sua testimonianza sulla ‘disabilità invisibile’ indotta dalla patologia rara. Al centro del documentario vi sono l’impatto della miastenia gravis sulla quotidianità e le sfide che i pazienti affrontano per preservare la propria autonomia. Tra queste vi sono la libertà di muoversi, di partecipare alla vita familiare e sociale, di coltivare relazioni e interessi ma anche le rinunce che la malattia impone. La libertà di movimento va oltre la dimensione fisica e rappresenta un presupposto fondamentale per l’indipendenza della persona, l’inclusione sociale e la qualità della vita.  

La storia di Ilaria – informa una nota – racconta proprio il valore della mobilità come strumento di autonomia e partecipazione. La protagonista ha trovato proprio nello sport una straordinaria opportunità di realizzazione personale. Ha dimostrato quanto la possibilità di continuare a vivere attivamente le proprie relazioni e passioni sia importante, anche per chi convive con una malattia cronica. Il Paladino d’Oro è stato presentato nei giorni scorsi alla Camera alla presenza di rappresentanti istituzionali nazionali (tra cui il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi), personalità del cinema ed esponenti del mondo dello sport. 

La miastenia gravis – dettaglia la nota – è una patologia rara autoimmune di cui non si conoscono ancora bene la cause. Si calcola colpisca più di 15mila uomini e donne solo nel nostro Paese. Si caratterizza da una forte debolezza muscolare e quindi affaticabilità che possono può rendere molto difficile svolgere le normali attività quotidiane. “E’ una malattia di cui si parla ancora poco e soprattutto non vengono mai messe al centro dell’attenzione le numerose difficoltà dei pazienti – sottolinea Fabrizio Celia, General manager Argenx Italia che ha reso possibile il documentario Despite Everything -. Il cinema può essere un mezzo di comunicazione molto efficace per far luce su esperienze che spesso rimangono invisibili. Inoltre aiuta a stimolare l’intera società ad una riflessione più ampia su certi temi. Preservare la mobilità significa soltanto migliorare la vita del paziente e anche ridurre la dipendenza dai familiari. La persona può così mantenere il proprio ruolo nella famiglia e nella società. Per questo abbiamo deciso di sostenere la realizzazione del documentario ‘Despite Everything’. La presentazione in una sede istituzionale ci fa sperare che stia crescendo la consapevolezza di un messaggio fondamentale: per le persone con miastenia gravis, mobilità significa indipendenza, qualità della vita e piena partecipazione alla società”. 

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cronaca

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Lavagno, intrusioni e piccoli roghi nella scuola media: il sindaco annuncia più telecamere

Il Comune segnala episodi di danneggiamento all’interno della scuola media e la collaborazione con le forze dell’ordine per ricostruire i fatti. Il sindaco Matteo Vanzan annuncia il potenziamento della videosorveglianza sul territorio e richiama la tutela degli spazi scolastici e dei beni comuni.

Intrusioni, danneggiamenti e piccoli roghi nella scuola media di Lavagno. A segnalarli è il sindaco Matteo Vanzan, in una nota diffusa dal Comune il 21 ottobre. Gli episodi si sarebbero verificati «negli ultimi tempi» all’interno dell’edificio scolastico: l’amministrazione riferisce di seguire la situazione in collaborazione con le forze dell’ordine.

Gli accertamenti, spiega il primo cittadino, servono a ricostruire quanto accaduto e a individuare i responsabili. La nota non attribuisce gli episodi a persone identificate e non comunica l’esito delle verifiche. Non vengono indicati un bilancio economico dei danni o le date dei singoli fatti.

«Entrare in una scuola chiusa per vandalizzare, danneggiare o appiccare fuochi è inaccettabile», afferma Vanzan. Il sindaco richiama il valore della scuola come luogo che deve rimanere sicuro per studenti, famiglie e personale, collegando la risposta agli episodi alla difesa degli spazi pubblici della comunità.

Lavagno, annunciato il potenziamento della videosorveglianza

La misura annunciata dall’amministrazione è il potenziamento dell’attuale sistema di videosorveglianza nel territorio comunale. Nel comunicato non sono specificati il numero delle nuove telecamere, le collocazioni, l’importo dell’intervento o un calendario di realizzazione. L’impegno si accompagna alla prosecuzione della collaborazione con le forze dell’ordine.

Vanzan indica nella fermezza e nella prevenzione i due aspetti della risposta comunale. Il richiamo al rispetto delle regole riguarda, nella sua dichiarazione, persone e beni comuni: chi danneggia gli spazi collettivi deve rispondere delle proprie azioni, una volta accertate le responsabilità.

Nella nota il sindaco esprime inoltre l’auspicio che gli strumenti di contrasto ai danneggiamenti e alle violenze di gruppo possano risultare efficaci anche per vicende locali. L’eventuale applicazione al caso di Lavagno viene però subordinata dallo stesso primo cittadino all’individuazione dei responsabili e alla sussistenza dei presupposti previsti dalla legge.

Per la scuola media il punto operativo resta dunque la ricostruzione dei fatti. Il Comune conferma l’attenzione sugli episodi e annuncia il rafforzamento dei controlli attraverso la videosorveglianza, mentre gli accertamenti devono chiarire dinamica e responsabilità delle intrusioni e dei danni segnalati.

In menopausa 17 mln donne, esperti: “Basta stigma, ora politiche di tutela salute femminile”

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(Adnkronos) – In Italia si stima che le donne in menopausa siano circa 17 milioni, eppure questo momento – della durata di circa un terzo della vita femminile – è ancora vittima di pregiudizi e stigma. Riconoscere il climaterio come uno snodo centrale dell’esistenza, che intreccia salute pubblica, parità di genere nei luoghi di lavoro, benessere psicologico e politiche di longevità, è l’obiettivo dell’incontro ‘Menopausa: salute, lavoro, diritti e futuro delle donne’, che si è svolto all’Università degli Studi di Milano. L’incontro, promosso da SalusHub, è stato l’occasione per avviare un dialogo tra clinici, comunità accademica e cittadini sulla necessità di uno sguardo più attento e di politiche sociosanitarie rivolte alle donne over 50. 

“Come università pubblica sentiamo una responsabilità particolare rispetto a questi temi perché la Statale di Milano è da sempre in prima linea nel promuovere una cultura che valorizzi ogni fase della vita biologica e sociale delle persone – spiega Marina Marzia Brambilla, Rettrice dell’Università degli Studi di Milano –. La nostra missione non si esaurisce nella produzione e nella trasmissione della conoscenza: siamo chiamati a contribuire alla costruzione di una società più equa, inclusiva e capace di valorizzare la libera espressione di ogni persona in tutte le fasi della propria esistenza”.  

“La menopausa non deve essere considerata un sinonimo di malattia o di declino, ma una tappa naturale della vita che merita piena tutela e salute – dichiara Alessandra Kustermann, ginecologa e presidente dell’Associazione Svs Donna Aiuta Donna –. Il quadro endocrinologico rende necessaria una maggiore attenzione verso l’apparato cardiovascolare, la salute ossea e il metabolismo, ma oggi abbiamo a disposizione efficaci strumenti diagnostici e di prevenzione primaria. È importante garantire a ogni donna il diritto di vivere questa stagione in completo benessere, sia fisico che psicologico”.  

 

Ampio spazio è stato dedicato anche al costo sociale ed economico causato da una mancata attenzione verso la menopausa nei contesti professionali, all’impatto sulla leadership femminile e alle ripercussioni sulla salute mentale, tema al centro dell’attenzione nel mese dedicato alla prevenzione e al benessere psicologico. “Per troppo tempo la menopausa è stata considerata una questione privata, da affrontare in silenzio – aggiunge Lamberto Bertolé, assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano –. Ma quando una fase naturale della vita diventa motivo di stigma, di difficoltà nell’accesso alle opportunità, siamo di fronte a una questione che riguarda tutta la società. Parlare di menopausa significa quindi parlare di salute, ma anche di diritti, lavoro e disuguaglianze. Significa riconoscere bisogni che troppo spesso sono rimasti invisibili e assumersi, come istituzioni, la responsabilità di dare risposte. Perché una città che vuole essere davvero inclusiva deve sapersi prendere cura delle persone in ogni fase della loro vita, senza lasciare che siano i pregiudizi o le condizioni sociali a determinare le possibilità di stare bene”.  

Per parlare di menopausa oggi è necessario utilizzare i vocaboli più corretti, in grado di scardinare le false credenze. Per favorire la diffusione di queste “buone pratiche” è stato recentemente pubblicato il volume M come Menopausa, con autrici Annamaria Colao e Raffaella Cesaroni ed edito da Cairo. 

“Per trasformare la percezione collettiva è indispensabile partire dalla consapevolezza culturale e dall’importanza di usare le parole giuste – conclude Raffaella Cesaroni, giornalista di SkyTG24 e co-autrice del libro –. Troppo spesso il linguaggio utilizzato ha alimentato pregiudizi e narrazioni errate, dando spazio a un immaginario femminile che non rende giustizia al grande valore insito in questa fase ricchissima della vita. Con il nostro libro abbiamo voluto costruire un vero e proprio dizionario per offrire una chiave di lettura chiara, accurata e priva di stereotipi, offrendo alle donne e alla società gli strumenti linguistici per raccontare la menopausa in modo aperto e consapevole”.  

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cronaca

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Roma-Slovan Bratislava, scontri tra polizia e tifosi nel settore ospiti

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(Adnkronos) –
Caos in Roma-Slovan Bratislava. Mentre i giallorossi conquistavano una vittoria fondamentale in campo, battendo 4-0 gli slovacchi nella terza giornata di Champions League, nel settore ospiti dell’Olimpico si sono consumati disordini e scontri tra i tifosi ospiti e la polizia. 

Succede tutto verso il 55esimo minuto. Dal settore ospiti inizia un lancio di oggetti verso la Curva Nord, occupata dai tifosi romanisti, con alcuni agenti di polizia che sono intervenuti per calmare gli animi e salvaguardare gli spettatori. I supporters dello Slovan però si sono riversati contro i poliziotti, caricandoli e ne sono nati degli scontri che sono continuati per circa dieci minuti. 

 

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sport

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Legnago, partoanalgesia con visita individuale da novembre: come cambia il percorso nascita

Al Mater Salutis la consulenza con l’anestesista diventa individuale: gli incontri collettivi restano informativi e non bastano più per l’idoneità. L’Ulss 9 indica la prenotazione intorno alla 34ª settimana e la visita verso la 36ª. Il prossimo incontro plenario è previsto per il 17 novembre.

Da novembre 2026 la partoanalgesia a Legnago prevederà una consulenza anestesiologica individuale per ogni donna interessata. L’Ulss 9 Scaligera annuncia la riorganizzazione del percorso al Punto nascita dell’ospedale Mater Salutis: la partecipazione agli incontri plenari informativi non costituirà più, da sola, l’idoneità per accedere all’epidurale.

Il cambiamento riguarda quindi il passaggio tra l’informazione generale e la valutazione della singola paziente. Gli incontri con i professionisti proseguiranno, ma saranno la premessa a un colloquio personale con il medico anestesista. Secondo l’azienda sanitaria, il nuovo assetto permette di dedicare maggiore spazio all’ascolto e all’approfondimento delle esigenze di ciascuna futura mamma.

Il Mater Salutis si allinea così al modello già attivo negli ospedali di Villafranca e San Bonifacio. La novità comunicata dall’Ulss riguarda l’organizzazione dell’accesso alla partoanalgesia nel punto nascita legnaghese.

Partoanalgesia a Legnago: prenotazione e documenti per la visita

Le indicazioni diffuse dall’Ulss prevedono di prenotare la consulenza intorno alla 34ª settimana di gravidanza, con l’impegnativa del medico curante per visita anestesiologica. L’appuntamento individuale in ambulatorio è previsto a circa 36 settimane. La prenotazione avviene attraverso il Centro unico prenotazioni dell’Ulss 9, al numero 045 24552: per l’attività con impegnativa il servizio telefonico è attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 18 e il sabato dalle 8 alle 13.

Alla visita, precisa il comunicato, occorre portare gli esami recenti del profilo di coagulazione — PT, PTT e fibrinogeno — insieme alla documentazione clinica ed ematochimica relativa all’intera gravidanza. Il confronto individuale con lo specialista diventa dunque un passaggio del percorso, accanto agli appuntamenti collettivi dedicati ai diversi aspetti della nascita.

Il prossimo incontro plenario è fissato per martedì 17 novembre, dalle 14.15 alle 16.30, nella sala Campedelli della sede amministrativa del Mater Salutis. Interverranno ginecologo, pediatra, anestesista, ostetriche e infermiere pediatriche: si parlerà di gravidanza, travaglio, parto in acqua, partoanalgesia, parto cesareo dolce e allattamento.

Gli appuntamenti successivi annunciati dall’azienda sanitaria si terranno il 15 dicembre 2026 e il 12 gennaio 2027. Resta quindi un calendario informativo rivolto alle famiglie, mentre da novembre la valutazione anestesiologica per l’accesso all’epidurale sarà riservata alla singola paziente.

Montorio, carta e bussola per imparare a orientarsi: lezione e uscita gratuita il 24 ottobre

Carta e bussola a Montorio per una mattinata dedicata all’orientamento: sabato 24 ottobre una lezione gratuita precede l’uscita verso Forte Preara, prevista se il meteo lo consentirà. Ritrovo alle 8.30 in piazza delle Penne Nere, con strumenti forniti dagli organizzatori e iscrizioni via email.

Il Comitato Fossi Montorio e il Gruppo Escursionismo Lessinia APS propongono una mattinata di cartografia e orientamento nella sala civica Giovanni Paolo II, al civico 1. L’attività, aperta agli appassionati di natura, rientra nel progetto di valorizzazione della Val Squaranto sostenuto dalla Circoscrizione 8.

Carta e bussola a Montorio: dalla teoria al sentiero

Gli esperti affronteranno lettura delle mappe, uso della bussola, preparazione di un’escursione, GPS e applicazioni di tracciamento. Dopo un’ora e mezza di teoria, la prova sul terreno seguirà la dorsale Prea Fita fino al forte John, con circa due ore di cammino. L’orario complessivo indicato è 8.30–12.30.

Non occorre portare materiali specifici; è raccomandato un abbigliamento pratico. Per informazioni e iscrizioni il riferimento è comitatofossimontorio@gmail.com.

Il forte sul crinale

Forte Preara fu costruito nel 1859–1860, a nord del Castello di Montorio, sul crinale tra Valpantena e valle di Mizzole. Parte del sistema difensivo austriaco, collegava la propria funzione militare a quella della batteria del castello. La pianta irregolare segue la forma dell’altura: il fronte settentrionale con terrapieno e fossato si unisce al corpo orientale affacciato sulla valle. Nel cortile era stata ricavata una cisterna per raccogliere l’acqua piovana; i locali di ricovero della guarnigione occupavano il corpo orientale. La strada militare proveniente dal castello raggiungeva l’ingresso sul lato occidentale. Il nome John ricorda il barone Franz von John, che nel 1866 sarebbe stato capo di Stato maggiore dell’armata dell’arciduca Albrecht.

Nello stesso fine settimana, le escursioni di Cammina Natura nel Veronese porteranno altri gruppi sul Monte Castello di Romagnano e in Val Fraselle. Sono appuntamenti distinti, con guide e modalità di partecipazione proprie, che affiancano la proposta formativa di Montorio nel calendario delle attività all’aperto.

Castello di Montorio, foto di repertorio del territorio: Gian Sini / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Mario Draghi: “Le proteste dei giovani? Hanno la sensazione che nessuno li ascolti”

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(Adnkronos) – Le manifestazioni giovanili, spesso sfociate in atti violenti, in Francia come in Italia “hanno motivazioni differenti” ma “c’è un elemento che accomuna” questi paesi è cioè “il fatto che, l’anno prossimo, si terranno delle elezioni di estrema importanza”. Lo afferma l’ex premier Mario Draghi in un’intervista a Bloomberg per un podcast registrato in occasione di un evento a New York spiegando che però “questa è, per così dire, solo la cornice”. 

“La spiegazione più solida risiede, a mio avviso, nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti. La maggior parte delle persone – ricorda – desidera crescita e giustizia sociale – o meglio, una crescita accompagnata da giustizia sociale. Per i giovani, la giustizia sociale si traduce in giustizia
intergenerazionale”. 

“E quando la crescita viene a mancare – osserva – diventa molto difficile garantire tutto ciò e questo genera ansia”. 

 

Per Draghi “si percepisce un blocco nelle dinamiche sociali, si ha la sensazione di non riuscire a trovare facilmente un lavoro. I giovani percepiscono una società in rapidissima trasformazione tecnologica e si sentono impreparati ad affrontarla”. 

E sullo sfondo, ricorda, “a questo si aggiungono altre circostanze” quali “il ruolo di determinati attori politici” che giocano sulle dinamiche di massa, sugli scontri e sulla violenza “che va condannata in ogni circostanza”. “Fattori che però – conclude – agiscono più come amplificatori che come vere e proprie spiegazioni”. 

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economia

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Verona, tutta la Cinta Magistrale passa al Comune: trasferite le ultime 14 porzioni

Completato il passaggio dal Demanio al Comune del sistema fortificato veronese. Dopo le prime nove porzioni acquisite con il federalismo culturale, arrivano le altre quattordici. Bissoli annuncia la ripresa dell’iter per gli edifici dei Giardini di Raggio di Sole e nuove possibilità di concessione.

La Cinta Magistrale di Verona è interamente di proprietà del Comune. Il 21 ottobre l’Agenzia del Demanio ha annunciato il completamento del trasferimento delle ultime porzioni del sistema fortificato. Si conclude così il percorso che assegna all’amministrazione cittadina la piena disponibilità di porte, bastioni, torrioni e tratti delle mura storiche.

Le prime nove porzioni erano state acquisite negli anni attraverso il federalismo culturale. Le restanti quattordici sono passate al Comune con un diverso strumento normativo, richiamato dal Demanio nella comunicazione sul trasferimento della Cinta Magistrale. Il nuovo annuncio arriva dopo il via libera del Consiglio comunale, che aveva preceduto il passaggio definitivo dallo Stato.

Secondo quanto precisato dall’Agenzia, il trasferimento gratuito delle quattordici porzioni è avvenuto in applicazione dell’articolo 15-bis del decreto legge 13/2023. La disposizione riguarda immobili statali interessati da progetti di riqualificazione finanziati, anche solo in parte, attraverso PNRR, Piano nazionale complementare o Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Il comunicato non indica un nuovo stanziamento per gli interventi sulla Cinta.

Cinta Magistrale al Comune: restauri e concessioni nella nuova fase

La vicesindaca e assessora al Patrimonio Barbara Bissoli indica due conseguenze del completamento dell’acquisizione. Il Comune potrà programmare in modo unitario cura, manutenzione e restauro delle fortificazioni, reperendo i finanziamenti necessari. La piena proprietà consentirà inoltre di attivare concessioni amministrative a enti, associazioni di volontariato e privati: una possibilità che, spiega l’assessora, il precedente regime concessorio non permetteva.

Tra i passaggi più immediati Bissoli cita la ripresa dell’iter amministrativo per la riqualificazione degli edifici dei Giardini di Raggio di Sole.

La valorizzazione delle mura rientra negli obiettivi del Piano Città Verona, l’accordo sottoscritto da Agenzia e Comune nel 2024 per il recupero del patrimonio immobiliare pubblico. Il trasferimento consente ora una pianificazione coordinata dell’intero sistema difensivo, dalla conservazione al riuso degli spazi. Le forme concrete di gestione e gli interventi dipenderanno dai successivi atti amministrativi e dalle risorse che saranno individuate.

Magi (Sumai): “Potenziare la specialistica per rafforzare presa in carico sul territorio”

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(Adnkronos) – Non solo strutture e strumenti, ma professionisti coinvolti nella programmazione, nell’organizzazione e nella gestione dei percorsi di cura: è su questo terreno che si gioca l’attuazione della riforma della sanità territoriale. Le Case di comunità sono chiamate a dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini e a rafforzare la presa in carico sul territorio, in particolare dei pazienti cronici, evitando che l’ospedale diventi il punto di riferimento per esigenze che possono trovare risposta nei servizi di prossimità. In questo percorso, il contributo degli specialisti ambulatoriali è stato al centro della tavola rotonda “La riforma della sanità territoriale senza gli specialisti ambulatoriali rischia di fallire”, nell’ambito del 58esimo congresso nazionale Sumai Assoprof, in corso all’Ergife Palace Hotel di Roma.  

Il confronto ha messo a fuoco il passaggio dalla realizzazione delle strutture alla loro operatività: dalla partecipazione degli specialisti ai percorsi diagnostici e assistenziali alla centralità dei professionisti nelle Case e negli Ospedali di comunità, fino al ruolo della contrattazione. Un filo conduttore lega gli interventi: rafforzare la specialistica territoriale per rendere concreta la presa in carico e mettere gli ospedali nelle condizioni di svolgere meglio il proprio compito. A partire da questa esigenza – informa una nota – il coinvolgimento degli specialisti deve tradursi in una partecipazione concreta alla definizione dei percorsi assistenziali, come sottolineato da Antonino Trimarchi, presidente di Card Italia: “Chiamarli protagonisti significa che sono partecipi della programmazione, dell’organizzazione e della gestione dei percorsi diagnostici assistenziali che passeranno attraverso le Case della Comunità”. 

Dalla partecipazione ai percorsi di cura all’operatività delle strutture, il tema resta quello dei professionisti chiamati a dare concretezza alla riforma. Su questo punto ha richiamato l’attenzione Francesco Zaffini, presidente della X Commissione Sanità, Lavoro, Previdenza e Affari sociali del Senato: “A partire dal 2027 il tema cambia completamente: la priorità diventa quella dei professionisti che devono far funzionare le Case e gli Ospedali di comunità. La sanità la fanno le persone che ci lavorano dentro, non le macchine, i muri o gli strumenti”.  

 

La centralità dei professionisti si traduce, a sua volta, nella capacità delle nuove strutture di rispondere ai bisogni dei cittadini e di rafforzare il raccordo tra territorio e ospedale. E’ su questa funzione delle Case di comunità che si è soffermato Andrea Costa, esperto per le strategie di attuazione del Pnrr per il ministero della Salute: “Gli specialisti – ha detto – possono dare un contributo fondamentale e le Case di comunità devono rappresentare un pilastro per creare un filtro sul territorio, mettendo gli ospedali nelle condizioni di operare meglio e garantendo ai cittadini risposte ai loro bisogni di salute”. 

Accanto al ruolo della specialistica nell’organizzazione dei servizi, il confronto affronta anche il piano contrattuale, portando l’attenzione sulle questioni da discutere con le organizzazioni sindacali. Su questo versante, Marco Caroli, coordinatore della Sisac, ha invece ribadito: “Da parte nostra c’è sempre la massima disponibilità ad affrontare tutti gli argomenti che le organizzazioni sindacali pongono al tavolo”. 

Dal confronto sull’organizzazione dei servizi a quello contrattuale – conclude la nota – il punto di arrivo resta la risposta ai bisogni del paziente. È a questo obiettivo che riconduce gli interventi, in chiusura, Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, richiamando la funzione della specialistica ambulatoriale nella presa in carico sul territorio e nel ridurre la necessità di rivolgersi all’ospedale. Il rilancio della specialistica diventa così il filo che tiene insieme il ruolo dei professionisti e il rafforzamento dei servizi di prossimità, a partire da un ambito che negli anni è stato trascurato: “Il lavoro degli specialisti è fondamentale perché consente di prendere in carico il paziente sul territorio, evitando che debba arrivare in ospedale. È un indicatore concreto dell’importanza della specialistica, che negli anni è stata un po’ abbandonata e che oggi dobbiamo rilanciare e potenziare”. 

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cronaca

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Inps, D’Angelo: “Sulla maternità meno burocrazia grazie ai dati già disponibili”

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(Adnkronos) – “Innovare significa anche eliminare una domanda, non soltanto digitalizzarla”. Lo ha detto Massimiliano D’Angelo, Direttore centrale Tecnologia, informatica e innovazione dell’Inps, intervenendo al convegno ‘Maternità obbligatoria: la proattività al servizio di famiglie e imprese’, ospitato dalla Direzione regionale Inps Emilia-Romagna. Nel suo intervento, dedicato agli aspetti tecnologici del progetto, D’Angelo ha indicato nella connessione delle informazioni la chiave del nuovo modello: a partire dal certificato telematico di gravidanza e dai dati già presenti negli archivi dell’Istituto, la pratica viene predisposta in automatico, senza che la lavoratrice debba presentare domanda. 

“Con la sperimentazione sul congedo di maternità mettiamo a fattore comune i dati già in possesso dell’Istituto per ridurre gli adempimenti a carico di lavoratrici e imprese. Meno burocrazia e un accesso più semplice alle tutele: ecco il valore concreto della tecnologia”, ha sottolineato il Direttore centrale. 

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lavoro

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