giovedì, Settembre 17, 2026
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Malta, i trasporti e la congestione stradale al centro dei colloqui con la delegazione Ue

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il peggioramento della congestione stradale e delle sfide infrastrutturali di Malta è stato al centro dell’attenzione di un incontro fra quattro deputati del Partito Nazionalista e una delegazione della Commissione Trasporti e Turismo (Tran) del Parlamento europeo.

L’incontro, tenutosi nella Sala delle Commissioni del Parlamento, si è concentrato sull’allineamento delle strategie locali in materia di trasporti e turismo con le politiche europee, cercando al contempo di ottenere sostegno per soluzioni su misura per lo Stato insulare.

Sottolineando la forte dipendenza di Malta dai veicoli privati, i deputati hanno richiesto investimenti urgenti sostenuti dall’Ue per sviluppare un sistema di trasporto pubblico completo che risponda alle esigenze specifiche dell’isola.

La delegazione nazionalista ha sollecitato fondi europei dedicati per realizzare questa visione, evidenziando l’isolamento geografico di Malta come Stato insulare. Hanno ribadito che le sfide specifiche del Paese devono essere tenute in considerazione nelle politiche e nei finanziamenti dell’UE, in particolare nel contesto degli obiettivi di riduzione delle emissioni e di sostenibilità.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

DIA, nel 2024 sequestrati 93,4 milioni alle Mafie e 1.980 monitoraggi sugli appalti

ROMA (ITALPRESS) – “Le organizzazioni criminali straniere continuano a essere presenti nel territorio nazionale, al punto da poter essere considerate una componente consolidata nel complessivo scenario criminale nazionale”. In particolare, la criminalità organizzata cinese, a causa della sua struttura “gerarchica e chiusa“, si configura come un fenomeno “estremamente complesso e radicato, con caratteristiche peculiari che ne rendono difficile il contrasto da parte delle autorità”. Lo evidenzia la Direzione investigativa antimafia nella Relazione al Parlamento sull’attività svolta nel 2024, che sottolinea “il coinvolgimento della criminalità cinese in attività di riciclaggio perpetrate attraverso sistemi finanziari sommersi paralleli, alimentati da vendite simulate con lo scopo di creare fondi neri e ripulire considerevoli quantità di denaro da reimmettere nei circuiti legali per poi dirottarle in Cina”. La criminalità albanese “rappresenta una delle espressioni più complesse e strutturate della criminalità straniera in Italia” e opera “con approcci organizzativi e operativi diversificati”, mentre quella romena si manifesta “da un lato, in gruppi poco strutturati che si occupano dei reati predatori in genere dando vita a sacche di microcriminalità che ampliano il senso di insicurezza nella popolazione, dall’altro, in sodalizi più simili alle organizzazioni mafiose”.

La criminalità organizzata sudamericana, presente soprattutto nel nord Italia, è dedita “alla commissione di reati contro il patrimonio e allo sfruttamento della prostituzione”, come pure i gruppi criminali balcanici e dei Paesi dell’ex Unione Sovietica, attivi anche nel “traffico di stupefacenti e di armi, nel favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, nel contrabbando e nei furti di rame”.

In Cosa Nostra “la prolungata assenza di una leadership solida e riconosciuta ha determinato ciclici avvicendamenti e tentativi di stabilizzazione tra le nuove e le vecchie generazioni, configurando un modello di coordinamento fondato sulla condivisione delle linee d’indirizzo e su una gestione operativa ‘intermandamentale’”, si evidenzia ancora nel report. Gli arresti di esponenti di vertice e l’aggressione ai patrimoni illeciti hanno permesso alla magistratura e alle forze di polizia di “incidere in maniera significativa sugli aspetti strutturali delle mafie ma anche sul loro potere economico”. Inoltre “l’attività di prevenzione ha permesso di identificare segnali di infiltrazioni mafiose anche al di fuori della Sicilia, soprattutto nelle regioni del nord Italia”.

Le organizzazioni criminali di stampo camorristico, “nel tempo, si sono evolute in strutture organizzative più complesse per il conseguimento di una molteplicità di interessi illeciti” e “protendono verso alleanze che spesso si consolidano in ‘cartelli’, agendo come vere e proprie ‘imprese mafiose’”. Inoltre, “il livello di esperienza tecnologica raggiunto da alcune organizzazioni criminali che, sempre più spesso, utilizzano apparecchi criptati per le comunicazioni interne eludendo i tradizionali metodi di captazione investigativa”. Inoltre risultano “sempre più frequenti risultano i casi di introduzione illegale di telefoni cellulari all’interno delle strutture detentive mediante droni”, con cui “i detenuti mantengono i contatti con i gruppi criminali di riferimento impartendo direttive, pianificando attività illecite o organizzando lo spaccio di stupefacenti all’interno delle carceri”.

Nella criminalità organizzata pugliese, “il traffico di stupefacenti si conferma il ‘core business’, grazie alla sua elevata redditività”. “Questo settore è ulteriormente rafforzato dalla creazione di solidi legami con altre organizzazioni criminali che garantiscono privilegiati canali di approvvigionamento dello stupefacente sia esteri (Albania e Spagna), sia nazionali (trafficanti calabresi)”.

Le inchieste dimostrano “un’infiltrazione sempre più concreta e articolata della ‘ndrangheta nel settore degli appalti pubblici e nel rilascio di autorizzazioni, licenze e concessioni”. Si sottolinea inoltre “la marcata propensione delle cosche a infiltrarsi e a condizionare, in maniera preponderante, i settori agroalimentare, la produzione e il commercio all’ingrosso e al dettaglio di prodotti alimentari, l’edilizia, il turismo e la ristorazione, nonché il settore estrattivo e dei trasporti”. La Relazione sottolinea anche la capacità della ‘ndrangheta di “piegare la gestione della cosa pubblica a proprio vantaggio, incidendo sulle competizioni elettorali comunali: recenti inchieste hanno evidenziato come lo scambio elettorale politico-mafioso per la ‘ndrangheta sia uno strumento in grado di garantire utilità a prescindere dai soggetti eletti poiché, mediante il sostegno a candidati di schieramenti diversi, in maniera diffusiva riescono a godere dell’appoggio trasversale all’interno dell’assemblea eletta”.

La Dia ha svolto approfondimenti specifici sull’esecuzione diretta dei lavori pubblici e sulle diverse attività collegate, concludendo 1.980 monitoraggi antimafia nei confronti di altrettante imprese e 22.949 approfondimenti sulle persone fisiche. Gli accessi eseguiti hanno interessato 200 cantieri con il controllo di 4.364 persone fisiche,1.157 imprese e 2.345 mezzi d’opera. Il numero dei provvedimenti interdittivi emanati nel 2024 (764) ha segnato un incremento del 13,19% rispetto al valore registrato nell’anno precedente (675).

Nel corso del 2024, la Dia ha sequestrato beni per oltre 93,4 milioni di euro e ne ha confiscati quasi 160 milioni. Sono 53 le attività investigative concluse nel 2024 e 309 i provvedimenti restrittivi eseguiti: di questi, 174 sono ordinanze di custodia cautelare, 26 arresti in flagranza, 81 altri provvedimenti restrittivi, 24 sottoposte a fermo, due ordini di esecuzione pena e due arresti latitanti.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Malta ribadisce il sostegno a una risoluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Malta ha ribadito il suo incrollabile sostegno a una risoluzione pacifica del conflitto israelo-palestinese, sostenendo con forza la soluzione a due Stati durante un forum internazionale di alto livello tenutosi a Madrid.

La nazione mediterranea ha partecipato al vertice del Gruppo di Madrid in Spagna, allineandosi agli sforzi diplomatici volti a rafforzare il riconoscimento internazionale dello Stato palestinese e chiedendo un cessate il fuoco immediato a Gaza, in mezzo alla persistente crisi umanitaria. Malta è stata rappresentata all’incontro dal ministro per l’Edilizia Sociale Roderick Galdes, intervenuto a nome del vice primo ministro e ministro degli Affari Esteri Ian Borg.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Lunetta Savino a Belve “Il cinema italiano non dà molto spazio alle donne, io ce l’ho fatta con le mie gambette”

ROMA (ITALPRESS) – Torna Belve, il programma cult di Rai2 ideato e condotto da Francesca Fagnani, prodotto da Fremantle e giunto alla quinta stagione: appuntamento in prima serata, martedì 27 maggio, alle 21.20. Tra gli ospiti della quarta puntata Lunetta Savino. Intervista divertente e a tutto tondo, in cui la ‘regina delle fiction’ attraverso le domande di Fagnani svela una personalità inedita e irresistibile.

Nello studio di Belve, Lunetta Savino “solare nonostante il nome che devo allo Sputnik” ripercorre la sua lunga e brillante carriera, e si toglie anche qualche sassolino: “Il cinema italiano non dà molto spazio alle donne, la televisione molto di più”. Savino racconta di non avere avuto “né padrini, né protettori, ce l’ho fatta con le mie gambette”. “Lo dice perché ha visto invece che nel suo ambiente andava diversamente?” chiede Fagnani.“Purtroppo, a volte, le attrici per emergere e avere dei ruoli importanti, essendo brave, hanno dovuto aspettare di essere fidanzate col regista o con il produttore, qualcuno insomma che costruisse il personaggio giusto”. 

Per Savino comunque “i primi passi per entrare nel mondo spettacolo li fai meglio se hai le gambe lunghe”. “Una volta dopo un provino mi fu detto che non avevo il profilo del naso adatto per fare Ofelia. Mi sembrò una strana scusa”. “Chi era il regista?” chiede Fagnani. “Gabriele Lavia” e comunque “l’attrice che prese il mio posto non lavora più”. L’attrice racconta con grande ironia l’esperienza nel monologo teatrale ‘Prova orale per membri esterni’ in cui lei era una professoressa del Centre Pompinou, insegnante di fellatio”. “In un modo o nell’altro ha avuto un ruolo da protagonista” scherza Fagnani. “Ero terrorizzata, bevevo due gin tonic prima di andare in scena. Era proprio una lezione”. “C’erano prove pratiche?” domanda la conduttrice. “Lei mostrava le varie tipologie che sono tante: segato, doppio 69, simplex. Ma si parte da un disegno alla lavagna oppure ti arrangi con un po’ di ortaggi…” risponde Savino con un sorriso.

A Fagnani, poi, Savino confessa di aver un cattivo rapporto con le scene erotiche. “Anche i baci non li sopporto sul set”.Chi è stato il peggiore e chi il miglior baciatore?” indaga Fagnani. “Brignano pessimo, un buon baciatore è stato Solfrizi. E Massimo Ghini una volta sul set ha voluto un bacio bacio…”. “A trasgressioni come siamo messe?” chiede Fagnani? “Quando ero giovane c’era una promiscuità maggiore. Capitava anche una cosa a tre. Ecco, è capitata”.

-Foto ufficio stampa JumpMedia-
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La scherma italiana si avvicina agli Europei di Genova con 59 podi in Coppa del Mondo

ROMA (ITALPRESS) – Gli Europei di Genova 2025 sono ormai alle porte e la scherma italiana si presenta a questa edizione della kermesse continentale (in programma dal 14 al 19 giugno) da disputare “in casa” con ben 59 medaglie (22 d’oro, 18 d’argento e 19 di bronzo) conquistate nella Coppa del Mondo appena conclusa.

Un numero importante, roboante. Cinquantanove. Tante sono state le volte in cui, tra prove individuali e gare a squadre, gli atleti azzurri sono saliti sul podio in questa stagione nelle 48 tappe (otto per ciascuna specialità) del circuito iridato. Al fioretto va la palma di arma più prolifica. Ben 22 le medaglie conquistate al femminile.

Brilla la stella di Martina Favaretto, sei volte sul podio (quattro ori e due bronzi per lei), dominatrice individuale a Tunisi, Vancouver e nei Grand Prix di Torino e Shanghai, seguita dall’infinita Arianna Errigo (quattro medaglie). Una vittoria in Coppa, a Busan, è stata invece firmata da Elena Tangherlini, e podi anche per Martina Batini (tre), Anna Cristino (tre) e Martina Sinigalia (uno). Strepitoso il cammino a squadre con ben quattro vittorie a squadre consecutive per le azzurre a Busan, Hong Kong, Il Cairo e Vancouver.

Appena qualche podio in meno (15 complessivi) ma stesso numero di ori (nove) per i fiorettisti, che hanno portato quattro diversi nomi sul gradino più alto a livello individuale: Alessio Foconi a Takasaki e Parigi, Tommaso Marini nel Grand Prix di Torino, Guillaume Bianchi al Cairo e Filippo Macchi nel GP di Lima. Una volta a medaglia anche Davide Filippi e Giulio Lombardi.

Implacabile, poi, l’Italia del fioretto maschile nelle prove squadre con i successi di Tunisi, Takasaki, Parigi e Il Cairo, oltre all’argento a Vancouver. Nella spada femminile copertina per Giulia Rizzi, oro nel Grand Prix di Bogotà (ma anche argento a Fujairah e nel GP di Budapest), poi un oro negli Emirati Arabi per Sara Kowalczyk, due bronzi griffati da Lucrezia Paulis e uno da Rossella Fiamingo mentre a squadre le spadiste hanno collezionato una vittoria a Barcellona e due secondi posti (a Fujairah e Wuxi). Tra gli spadisti ben quattro medaglie per Davide Di Veroli, che ha trionfato a Heidenheim ed è salito sul terzo gradino del podio nel Grand Prix di Doha e nelle tappe di Marrakech e Saint Maur.

Medaglie anche per Giacomo Paolini (argento a Berna), il giovanissimo Matteo Galassi (bronzo nella stessa gara svizzera) e per la squadra maschile classificatasi seconda a Marrakech.

Nella sciabola doppio podio individuale tra gli uomini con l’argento di Michele Gallo nello storico Trofeo Luxardo di Padova e il bronzo di Luca Curatoli nel GP di Seul, cui si aggiunge un terzo posto a squadre conquistato a inizio stagione nella tappa di Orano. Due medaglie dalle sciabolatrici, con le firme di Michela Battiston nel Grand Prix di Tunisi e di Chiara Mormile sulle pedane di Plovdiv. In totale, considerando solo le competizioni individuali, ben 23 azzurri sono riusciti a salire almeno una volta sul podio della Coppa del Mondo 2024/2025, le cui classifiche finali saranno ovviamente definite dopo i campionati continentali di metà giugno e i Mondiali di Tbilisi (dal 20 al 30 luglio) che assegneranno punteggi maggiorati.

Una base di partenza importante, per la scherma italiana, guardando agli Europei “in casa” ormai alle porte, in programma a Genova dal 14 al 19 giugno, e che saranno preceduti (dal 5 al 10 giugno) dai campionati italiani di Piacenza.

-Foto ufficio stampa Federscherma-
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Valditara “Investiamo affinché in ogni scuola ci sia una struttura sportiva”

ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo partire dal fatto che la scuola italiana vale tanto. Voglio ricordare quello che stiamo facendo per valorizzare l’attività sportiva che è fondamentale per costruire il futuro. Abbiamo avviato un piano di interventi a sostegno dello sport nelle scuole che non ha pari nella storia della Repubblica. Stiamo investendo quasi un miliardo di euro di cui solo 300 milioni sono fondi Pnrr, il resto sono fondi nostri o fondi bond. Sono fondi per far sì che ogni scuola italiana possa avere a disposizione una struttura sportiva. Stiamo intervenendo su mille scuole su neanche ottomila complessive”. Così il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, nel corso del punto stampa in occasione della fase nazionale dei Giochi della Gioventù 2025 all’Olimpico di Roma.

“Iniziative come questa servono anche a rilanciare l’importanza dello sport nella società. Lo abbiamo messo nell’Agenda Sud per colmare il divario e fare sì che ogni giovane possa avere opportunità formative – ha aggiunto -. Lo abbiamo messo nell’Agenda Nord perché anche qui lo sport serve a combattere la dispersione scolastica. Lo abbiamo messo nel Piano Estate a servizio di quegli studenti che, quando arrivano le vacanze, perdono un punto di riferimento. Oltre ai 400 milioni che avevamo stanziato l’anno scorso, abbiamo stanziato ulteriori 150 milioni per far sì che si possa praticare attività sportiva, ricreativa e ludica all’interno delle scuole in estate su base volontaria. Perché così tanta attenzione per lo sport? Perché rappresenta valori fondamentali di rispetto verso l’altro, rispetto delle regole, imparare che i risultati si ottengono con merito e fatica – conclude Valditara -. Con il ministro Abodi e Sport e Salute abbiamo firmato un protocollo per far sì che vengano messe a disposizione strutture sportive sul territorio perché lo sport sia sempre più collegato alla comunità. Dallo sport parte il riscatto di ogni comunità”.

– foto IPA Agency –

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Eu Defence readiness, il Consiglio Ue lancia 11 nuovi progetti

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Consiglio europeo ha adottato oggi approvato una delibera per l’avvio della sesta ondata di progetti nell’ambito della Cooperazione strutturata permanente (Pesco), il quadro chiave dell’Ue per lo sviluppo delle capacità di difesa.

Con 11 nuovi progetti, il numero totale di iniziative Pesco ammonta ora a 75. Secondo quanto precisa una nota del Consiglio europeo, ciò dimostra l’impegno continuo, collettivo e risoluto degli Stati membri partecipanti a rafforzare la prontezza di difesa dell’Ue. In linea con gli orientamenti strategici forniti dal Consiglio europeo il 6 marzo 2025, l’Ue sta intensificando gli sforzi per rafforzare le proprie capacità militari di fronte alle sfide immediate e future.

I nuovi progetti abbracciano vari ambiti tra cui terra, aria, mare, facilitatori strategici e moltiplicatori di forza, strutture di addestramento, nonché tecnologie all’avanguardia come sistemi quantistici e armi a energia diretta.

Questa nuova ondata include i seguenti progetti: Iniziativa congiunta europea di convergenza per la guerra elettromagnetica (Jeewci); Sostituto del piombo nelle munizioni per la fanteria (Slia); Interfaccia optronica portatile comune (Choi); Navigazione di fanteria senza Gnss (InfNav senza Gnss); Sistemi energetici diretti (Des); Sistema di soldati smontati di nuova generazione (Ngdss); Nave modulare per fondali marini (Msv); Capacità futura di rifornimento aria-aria (senza pilota); Trasporto aereo senza pilota di soldati feriti (Unatis); Abilitatori quantistici per il vantaggio strategico (Quest); Ruolo 2 della struttura di trattamento medico – Sviluppo delle capacità avanzate (MTF R2F-CD).

Molti di questi progetti rispondono direttamente alle priorità in termini di capacità individuate dai leader dell’Ue, rafforzando il ruolo della Pesco nel potenziamento della posizione di difesa dell’Ue e nell’approfondimento della sua sovranità strategica.

La decisione odierna dimostra che la Pesco continua a essere uno strumento fondamentale per colmare le lacune in termini di capacità dell’UE attraverso la cooperazione. Mobilita gli Stati membri partecipanti per mettere in comune le risorse, coordinare gli investimenti e migliorare l’interoperabilità delle loro forze armate, rafforzando al contempo la Base Tecnologica e Industriale di Difesa Europea (Edtib).

La Cooperazione Strutturata Permanente (Pesco) è un’iniziativa chiave dell’Ue in materia di difesa. Fornisce un quadro per la cooperazione in materia di difesa tra i 26 Stati membri dell’Ue partecipanti, che hanno sottoscritto impegni più vincolanti. Migliora la prontezza operativa e l’interoperabilità, la spesa e gli investimenti per la difesa, lo sviluppo delle capacità e il contributo delle forze armate alle missioni più impegnative, promuovendo al contempo una cultura strategica comune.

Con la decisione odierna, il numero di progetti collaborativi sale a 75 e copre vari ambiti, tra cui: strutture di addestramento, sistemi di formazione terrestre, sistemi marittimi e aerei, cyber e abilitazione di molteplici servizi congiunti e spazio. I 26 Stati membri che partecipano alla Pesco sono: Austria, Belgio, Bulgaria, Croazia, Repubblica Ceca, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Svezia.

-Foto IPA Agency-
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Toyota celebra i 30 anni del progetto formativo “Tech School”

ROMA (ITALPRESS) – Toyota celebra i 30 anni del proprio progetto formativo, lanciato nel 1995 come T-TEP (Toyota Technical Education Program) e rilanciato nel maggio 2024 con il nuovo nome Toyota Tech School con l’obiettivo di affrontare le sfide della mobilità del futuro investendo nelle competenze delle nuove generazioni.

Nell’ambito del pluridecennale protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione e del Merito, Toyota Tech School punta a costruire competenze tecniche trasversali nei giovani, con un focus sulle soluzioni di mobilità elettrificate e digitalizzate, contribuendo così a formare i professionisti del domani in un settore in continua evoluzione.

Per celebrare il trentennale, Toyota ha organizzato il 16° Toyota Skill Contest presso l’IIS E. Ferrari di Monza, la prima scuola ad aver aderito al progetto nel 1995. L’evento si è tenuto il 22 e 23 maggio, riunendo 20 studenti provenienti dagli Istituti aderenti per sfidarsi in prove teoriche e pratiche che mettono alla prova le competenze acquisite grazie al programma.

A conquistare il primo posto dell’edizione 2025 del Toyota Skill Contest è stato Alessandro Bernardini dell’IIS E. Ferrari, che si è distinto dimostrando eccellenza, talento e motivazione per la tecnologia automobilistica durante le cinque prove, una teorica e quattro tecnico-pratiche, preparate dai formatori tecnici di Toyota Motor Italia. Il progetto Toyota Tech School nel 2024 ha registrato un’importante espansione: 15 nuovi Istituti si sono uniti alla rete, portando il totale a 35 scuole distribuite su tutto il territorio nazionale. L’obiettivo è raggiungere 53 istituti entro il 2026, assicurando la copertura del territorio nazionale con un Istituto per ogni Concessionaria Toyota.

Il programma di formazione è stato aggiornato per includere la formazione non solo sulla tecnologia Full Hybrid, ma anche Plug-in Hybrid, Electric e Fuel Cell ad idrogeno. Per garantire alti standard di qualità delle scuole, Toyota ha inoltre istituito una certificazione annuale per i docenti delle Tech School, che si svolge ogni settembre presso la sede Toyota di Roma (ad oggi certificati oltre 50 insegnanti).

Per gli studenti, il percorso formativo della durata di cinque anni, si conclude con il rilascio della qualifica di “Addetto di manutenzione e assistenza degli autoveicoli”. Dal 1995 ad oggi, oltre 15.300 giovani hanno partecipato al programma e, nel 2025, contiamo 2.500 studenti attivi. Ogni anno, circa 150 studenti svolgono uno stage presso le officine Toyota in Italia, e tra questi da 5 a 10 vengono inseriti stabilmente nella rete Toyota e Lexus o in realtà di altri marchi, a testimonianza delle alte competenze acquisite.

Con Toyota Tech School, l’azienda rinnova il ruolo attivo nella collettività, investendo nello sviluppo delle competenze dei giovani e creando un collegamento diretto tra formazione e opportunità di lavoro. Oltre a rafforzare il sistema formativo pubblico italiano, il programma rappresenta un bacino di talenti certificati di elevato livello, pronti a contribuire alla qualità del servizio di assistenza della rete Toyota promuovendo la transizione verso una mobilità sempre più responsabile, elettrificata e innovativa.

foto: ufficio stampa Toyota Motor Italia

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Unicredit, Evola “Con UniPa iniziativa per stimolare progettualità”

PALERMO (ITALPRESS) – “L’idea nasce da una collaborazione oramai pluriennale con l’Università di Palermo, in modo particolare con il professore Ruisi, che ha lanciato da tempo un’iniziativa tesa a stimolare quelle che sono le progettualità da parte degli studenti, quindi progettualità imprenditoriali, e a cui siamo chiamati a collaborare dando il nostro contributo attraverso la Banking Academy della Banca”. Lo ha detto Vincenzo Evola, Responsabile Territorial Development Sicilia di UniCredit, a margine della presentazione dell’ottava edizione del “Laboratorio sulla redazione di un business plan” che si è tenuta questa mattina presso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche (SEAS) dell’Università di Palermo.

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Unipa, Ruisi “Con Unicredit laboratorio per un efficace Business Plan”

PALERMO (ITALPRESS) – “Abbiamo pensato a questo laboratorio ormai da diversi anni con UniCredit proprio per dare la possibilità ai ragazzi di confrontarsi con dei tecnici che per mestiere valutano piani di fattibilità d’impresa, con l’idea di ricevere dei suggerimenti e delle critiche costruttive per perfezionare le loro skills proprio nel processo di redazione di un efficace business plan”. Lo ha affermato Marcantonio Ruisi, direttore del Dipartimento SEAS, a margine della presentazione dell’ottava edizione del “Laboratorio sulla redazione di un business plan” che si è tenuta questa mattina presso il Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche (SEAS) dell’Università di Palermo.

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