TORINO (ITALPRESS) – La Juventus è ancora in controllo del proprio destino nella corsa all’ultimo posto per la prossima Champions League. I bianconeri vincono alla penultima giornata 1-0 contro l’Udinese grazie alle reti di Nico Gonzalez e Vlahovic, restano in quarta posizione e si presentano agli ultimi 90′ del campionato con un punto di vantaggio sulla Roma e due sulla Lazio. Ottimo approccio alla partita sin dal fischio d’avvio da parte degli uomini di Tudor, che arrivano ben tre volte al tiro nell’arco dei primi dieci minuti. Conceicao e Locatelli ci provano da fuori senza successo, poi al 10′ Kolo Muani – lanciato in profondità – spreca a tu per tu con Okoye. Quella capitata sul piede dell’attaccante francese resta anche l’occasione più ghiotta di un primo tempo in cui la formazione di casa è sostanzialmente sempre nella metà campo avversaria, ma senza riuscire a trovare gli spazi per scardinare l’organizzata retroguardia ospite.
Ci provano anche Yildiz, Cambiaso, Alberto Costa e infine Nico Gonzalez, con l’argentino che sfiora la rete prima di testa su corner e poi con una conclusione dalla distanza sulla quale Okoye si salva grazie anche all’aiuto del palo. Il risultato, però, non cambia e si va all’intervallo sullo 0-0. La musica non cambia in avvio di ripresa, con ancora la combo Okoye-palo decisiva su una bella iniziativa personale di Conceicao al 51′, ma al 60′ la pressione attuata dalla Juventus porta finalmente risultati. Nico Gonzalez prima toglie palla a Solet in area di rigore e poi su assist di Yildiz trova il gol del vantaggio con un mancino imprendibile per l’estremo difensore avversario. Girandola di cambi da un lato e dall’altro, ma i padroni di casa riescono a gestire senza alcun patema il vantaggioe e al minuto 88 trovano con Vlahovic il raddoppio su un contropiede perfettamente orchestrato dal solito Yildiz. La Juventus sale a quota 67 e il prossimo fine settimana proverà a chiudere i conti a Venezia, mentre l’Udinese resta a 44 punti e si appresta a vivere l’ultimo impegno stagionale contro la Fiorentina.
– foto Ipa Agency –
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La Juventus batte 2-0 l’Udinese e resta al 4° posto
Roma-Milan 3-1, giallorossi ancora in corsa per la Champions
ROMA (ITALPRESS) – Dopo il ko con l’Atalanta, la Roma saluta la sua gente con un 3-1 al Milan che tiene viva la corsa al quarto posto e condanna i rossoneri ad una prossima stagione senza Europa. Record assoluto di spettatori (68.100), una coreografia da brividi per Ranieri, alla sua ultima da allenatore all’Olimpico: inutile dire che, almeno nell’approccio, la differenza la fanno le emozioni. E se i rossoneri sembrano rimasti con la testa alla finale persa di Coppa Italia col Bologna, i giallorossi, con Dybala, Dovbyk e Pellegrini indisponibili, hanno voglia si sparigliare le carte. E, dopo 3′, ecco il vantaggio dei capitolini: Soulè rimedia e batte un corner giusto sulla testa di capitan Mancini, che insacca di testa. Superato il momento, il Milan, privo di Bondo, Hernandez, Walker e Chukwueze, sembra poter crescere e si rende pericoloso prima con un’incursione di Pulisic e poi con una rasoiata di Gimenez appena out. Ma al 20′ ecco l’altro episodio clou: proprio la punta messicana rifila una gomitata al petto a Mancini. Piccinini vola al Var e, di ritorno, gli sventola il rosso in faccia. La superiorità numerica c’è ma non si vede, perchè il Diavolo si sistema e, nemmeno troppo a sorpresa, pareggia i conti al 39′: Jimenez si incunea in area e trova pronti Svilar, Joao Felix è però nei paraggi e infila in tap-in l’1-1 che la difesa di casa ha decisamente sulla coscienza. Ripresa che comincia con lo stesso mood, con il Milan più organizzato e la Roma meno incisiva. Reijnders si fa minaccioso, Saelemaekers prova a farsi rimpiangere ma è Paredes a riportare in vantaggio i suoi: la sua punizione dalla lunga distanza, al 13′, sorprende Maignan e trasforma l’Olimpico in una bolgia. Iniziano i cambi e proprio il neo entrato Leao, al 34′, si ritrova nei piedi una palla coi fiocchi che Svilar disinnesca col corpo. Tutto sembra suggerire un finale da brividi ma la Roma è brava a chiudere i conti con una rasoiata di Cristante a 3′ dal novantesimo. Finisce 3-1 per la Roma, che può ancora sognare il quarto posto che vuol dire Champions, mentre il Milan archivia un’altra tappa della sua deludente stagione.
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L’Inter pareggia 2-2 con la Lazio, resta a -1 dal Napoli
MILANO (ITALPRESS) – L’Inter sogna il sorpasso sul Napoli in vetta ma viene fermato dalla Lazio all’ultimo respiro: a San Siro termina 2-2 per effetto del gol di Pedro su rigore al 90′, dopo che i nerazzurri erano stati davanti per due volte (reti di Bissck prima e Dumfries dopo, risposte sempre dello spagnolo).
Inzaghi deve fare a meno di Lautaro Martinez e sceglie Taremi come partner d’attacco per Thuram; a centrocampo, invece, si rivede Mkhitaryan. Baroni, invece, sorprende tutti schierando Vecino titolare sulla trequarti con Dia a sinistra, al posto dello squalificato Zaccagni. Si rivede, inoltre, Nuno Tavares. La prima parte di primo tempo è molto bloccata, con qualche squillo da una parte e dall’altra ma senza occasioni concrete. L’Inter tiene palla, la Lazio si difende con ordine. I nerazzurri aumentano la pressione e mettono in difficoltà gli ospiti, che però hanno un’occasione ghiottissima con Isaksen al 42′: Isaksen si invola in profondità ma, davanti a Sommer, sbaglia tutto calciando addosso al portiere svizzero.
Gol sbagliato, gol subito: in pieno recupero, Bisseck risolve una mischia sugli sviluppi di calcio d’angolo infilando di mancino la sfera sotto la traversa, battendo Mandas. Un gol provvidenziale che manda le squadre negli spogliatoi sull’1-0. Al rientro in campo, la Lazio appare più frizzante e prende l’iniziativa, mentre l’Inter sembra perdere ritmo e metri in campo. Nonostante ciò, non arrivano occasioni particolarmente importanti per gli uomini di Baroni nei primi venti minuti della ripresa, fino a quando Castellanos si prende palla sulla trequarti servendo bene Dia, che però manca lo specchio mandando sul fondo. E’ il preludio al pareggio, che arriva al 72′: azione che si sviluppa da destra a sinistra, con il tiro di Marusic deviato da Dumfries e Vecino che è lucido nell’appoggiare palla a Pedro, che da pochi passi non sbaglia. La rete, inizialmente annullata per fuorigioco, viene poi convalidata dopo la revisione del Var, dato che l’offside non c’era. La reazione dell’Inter è immediata, il nuovo vantaggio arriva al 79′ su un calcio di punizione battuto da Calhanoglu dal lato corto dell’area: cross per lo stacco di Dumfries, che di testa batte Mandas sul primo palo. Sembra tutto in controllo per l’Inter, ma su una giocata di Castellanos, Bisseck allarga colpevolmente il braccio.
Chiffi inizialmente non ravvisa l’irregolarità, ma non può che concedere il rigore dopo essere stato richiamato all’on-field review: Pedro va sul dischetto e batte che Sommer, che intuisce ma non ci arriva. C’è ancora spazio per una grande occasione per Arnautovic, che liscia clamorosamente il pallone su una sponda di Acerbi. Al 98′, lo stesso attaccante austriaco trova la rete ma in chiaro fuorigioco: il risultato non cambia più, l’Inter perde una grande occasione e la Lazio scende a due punti dalla Juventus, venendo scavalcata al quinto posto anche dalla Roma: tutto ancora aperto in vista dell’ultima giornata.
– foto Ipa Agency –
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L’Inter pareggia 2-2 con la Lazio, resta a -1 dal Napoli
MILANO (ITALPRESS) – L’Inter sogna il sorpasso sul Napoli in vetta ma viene fermato dalla Lazio all’ultimo respiro: a San Siro termina 2-2 per effetto del gol di Pedro su rigore al 90′, dopo che i nerazzurri erano stati davanti per due volte (reti di Bissck prima e Dumfries dopo, risposte sempre dello spagnolo).
Inzaghi deve fare a meno di Lautaro Martinez e sceglie Taremi come partner d’attacco per Thuram; a centrocampo, invece, si rivede Mkhitaryan. Baroni, invece, sorprende tutti schierando Vecino titolare sulla trequarti con Dia a sinistra, al posto dello squalificato Zaccagni. Si rivede, inoltre, Nuno Tavares. La prima parte di primo tempo è molto bloccata, con qualche squillo da una parte e dall’altra ma senza occasioni concrete. L’Inter tiene palla, la Lazio si difende con ordine. I nerazzurri aumentano la pressione e mettono in difficoltà gli ospiti, che però hanno un’occasione ghiottissima con Isaksen al 42′: Isaksen si invola in profondità ma, davanti a Sommer, sbaglia tutto calciando addosso al portiere svizzero.
Gol sbagliato, gol subito: in pieno recupero, Bisseck risolve una mischia sugli sviluppi di calcio d’angolo infilando di mancino la sfera sotto la traversa, battendo Mandas. Un gol provvidenziale che manda le squadre negli spogliatoi sull’1-0. Al rientro in campo, la Lazio appare più frizzante e prende l’iniziativa, mentre l’Inter sembra perdere ritmo e metri in campo. Nonostante ciò, non arrivano occasioni particolarmente importanti per gli uomini di Baroni nei primi venti minuti della ripresa, fino a quando Castellanos si prende palla sulla trequarti servendo bene Dia, che però manca lo specchio mandando sul fondo. E’ il preludio al pareggio, che arriva al 72′: azione che si sviluppa da destra a sinistra, con il tiro di Marusic deviato da Dumfries e Vecino che è lucido nell’appoggiare palla a Pedro, che da pochi passi non sbaglia. La rete, inizialmente annullata per fuorigioco, viene poi convalidata dopo la revisione del Var, dato che l’offside non c’era. La reazione dell’Inter è immediata, il nuovo vantaggio arriva al 79′ su un calcio di punizione battuto da Calhanoglu dal lato corto dell’area: cross per lo stacco di Dumfries, che di testa batte Mandas sul primo palo. Sembra tutto in controllo per l’Inter, ma su una giocata di Castellanos, Bisseck allarga colpevolmente il braccio.
Chiffi inizialmente non ravvisa l’irregolarità, ma non può che concedere il rigore dopo essere stato richiamato all’on-field review: Pedro va sul dischetto e batte che Sommer, che intuisce ma non ci arriva. C’è ancora spazio per una grande occasione per Arnautovic, che liscia clamorosamente il pallone su una sponda di Acerbi. Al 98′, lo stesso attaccante austriaco trova la rete ma in chiaro fuorigioco: il risultato non cambia più, l’Inter perde una grande occasione e la Lazio scende a due punti dalla Juventus, venendo scavalcata al quinto posto anche dalla Roma: tutto ancora aperto in vista dell’ultima giornata.
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Cagliari-Venezia 3-0, i sardi festeggiano la salvezza
CAGLIARI (ITALPRESS) – Alla Domus Arena vittoria pesantissima in chiave salvezza per il Cagliari che supera il Venezia, 3-0 il finale, e davanti al proprio pubblico conquista la permanenza aritmetica in Serie A con 36 punti. Discorso del tutto diverso per la squadra lagunare guidata da Di Francesco, che con questa sconfitta, in concomitanza alla vittoria ottenuta dal Lecce nello scontro con il Torino, si ritrova penultima con 29 punti e con l’ultima gara di campionato da disputare contro la Juventus di Tudor. Prima frazione di gara favorevole ai padroni di casa che, all’11’, festeggiano il momentaneo 1-0. Dalla trequarti, calcio piazzato di Augello per il colombiano Mina, che di testa segna il gol dell’1-0. L’undici veneto accusa il colpo e il Cagliari, al 24′, insegue il raddoppio con Piccoli che, servito dalla sinistra da Luvumbo, viene però anticipato da Candè. In panchina Di Francesco prova a scuotere i suoi ma Radu deve fare gli straordinari per negare il gol a Piccoli al 41′. Un minuto dopo però, su calcio calcio d’angolo, Zortea serve un assist al bacio a Piccoli che anticipa la retroguardia avversaria e colpisce di testa per il gol che fissa sul 2-0 il risultato all’intervallo. Nella ripresa il Venezia si lancia alla ricerca del gol per riaprire la partita, ma il Cagliari non si lascia intimorire e, dopo aver preso le misure agli avversari, l’undici di Nicola affonda il colpo del 3-0. Al 71′, azione corale spettacolare della squadra sarda finalizzata dalla splendida conclusione a giro di Deiola, che manda a vuoto l’estremo Radu. Gli ospiti si caricano sulle spalle il riplo svantaggio e provano ad accorciare le distanze ma Gytkaer all’81’ non inquadra il bersaglio. Negli ultimi minuti del match il risultato non cambia più e il Cagliari può festeggiare la salvezza.
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A Biden diagnosticata forma aggressiva di cancro alla prostata
WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – All’ex presidente degli Stati Uniti Joe Biden è stata diagnosticata una forma aggressiva di cancro alla prostata. Ad annunciarlo un portavoce di Biden, secondo quanto riporta il New York Times.
“Sebbene si tratti di una forma più aggressiva della malattia, il cancro sembra essere sensibile agli ormoni, il che ne consente una gestione efficace – spiega il portavoce -. Il presidente e la sua famiglia stanno valutando le opzioni terapeutiche con i suoi medici”.
– Foto IPA Agency –
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Referendum, Schlein “Italia può sorprendere con ondata partecipazione”
ROMA (ITALPRESS) – “Non mi sembrano molto tecnici i quesiti” dei referendum, e “penso che l’Italia possa sorprenderci con una grande ondata di partecipazione per dire basta alla precarietà, per aumentare la sicurezza sul lavoro e riconoscere la cittadinanza a chi nasce e cresce in Italia”. Lo dice Elly Schlein, segretaria del Pd, ospite di “Che tempo che fa”, sul Nove.
“La destra si riempie la bocca con il supporto alla famiglia, parla di denatalità e non vede come sia causata dalla precarietà”, ha aggiunto.
“Per meloni quello che funziona è merito suo e quello che non funziona è colpa di qualcun altro”, ha proseguito.
“Meloni in Europa non sta facendo le battaglie che sono di interesse italiano”, sottolinea.
“La prima è superare l’unanimità, poi un piano di investimenti per l’industria, ma anche sociali e per la casa”, prosegue Schlein, che si dice favorevole “all’esercito comune europeo”.
“La politica estera non possiamo vederla piegata alle simpatie o antipatie di Giorgia Meloni. L’Italia sull’Ucraina è in panchina, non ce lo possiamo permettere. Per la prima volta i leader europei chiedono un cessate il fuoco incondizionato e chiedono una pace giusta, e in quella discussione l’Italia non c’era, e l’Italia dovrebbe essere in prima fila – afferma la leader del Pd -. Noi siamo con l’Europa per costruire la pace. I nazionalismi stanno tornando a causare guerre”.
– Foto IPA Agency –
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Dell’Aquila torna e conquista l’oro nella President’s Cup
ROMA (ITALPRESS) – Rientro da campione per Vito Dell’Aquila. Il fuoriclasse azzurro, oro olimpico a Tokyo2020, è tornato sul tatami dopo l’infortunio subito ai Giochi di Parigi e ha subito conquistato la medaglia d’oro nei -58 kg nella decima edizione della WT President’s Cup – Europe, torneo G3 valido per il ranking olimpico e mondiale. Dell’Aquila a Sofia ha offerto una prestazione impeccabile, chiudendo in bellezza con una finale avvincente vinta contro il russo Idar Bagov. “Sono stanchissimo ma felicissimo: ricominciare così, dopo nove mesi di stop, è davvero un’emozione. Non avevo grandi aspettative, ma ero molto positivo e fiducioso”, ha commentato l’azzurro al termine del torneo.
A impreziosire la spedizione italiana anche l’oro di Simone Alessio nei -87 kg. Il bronzo olimpico di Parigi ha dominato la sua categoria, imponendosi in ogni incontro fino al successo finale contro l’ucraino Artem Harbar, ritiratosi prima del match decisivo.
Due anche i bronzi per l’Italia: Giada Al Halwani nei -57 kg femminili, capace di battere tre atlete turche tra cui la medagliata mondiale Hatice Kubra Ilgun, e Dennis Baretta nei -63 kg, autore di un ottimo percorso fino alla semifinale.
Per il taekwondo azzurro, dunque, un inizio di stagione internazionale che conferma ambizioni e qualità.
– foto Ufficio Stampa Fita –
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Autonomia, Zaia “Regioni sono propositive e collaborative”
VENEZIA (ITALPRESS) – “Siamo propositivi e collaborativi, vogliamo fare questo percorso assieme al Governo portando delle proposte che migliorino la vita dei cittadini, una di queste è l’autonomia sulla quale vogliamo continuare a investire”. Lo dice il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, a margine del festival “L’Italia delle Regioni”, a Venezia.
“Questo Paese deve cambiare pelle, e combattere le disuguaglianze partendo dalla responsabilità, da un progetto di federalismo serio”, prosegue Zaia.
sat
(fonte video: ufficio stampa Regione Veneto)
Autonomia, Fedriga “Regioni più efficienti se vicine ai cittadini”
VENEZIA (ITALPRESS) – “Il Friuli Venezia Giulia è l’esempio di come il decentramento delle competenze al territorio consenta una gestione più efficiente della spesa pubblica. Non deve esserci una contrapposizione tra poteri dello Stato, ma una riflessione seria su chi possa esercitare al meglio ciascuna funzione”. Lo ha affermato a Venezia il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, intervenendo al 4° Festival delle Regioni e delle Province autonome durante il talk “Regionalismo sostenibile: il ruolo delle Regioni tra cooperazione e innovazione istituzionale”.
Come ha spiegato il massimo esponente della Giunta regionale, il modello autonomistico del Friuli Venezia Giulia consente di rispondere in modo più tempestivo ed efficace alle esigenze di cittadini e imprese.
Inoltre Fedriga ha anche sottolineato che la semplificazione dell’azione amministrativa passa anche per una ridefinizione delle competenze oggi in capo allo Stato.
A tal riguardo è obiettivo della Regione Friuli Venezia Giulia poter assumere direttamente alcune funzioni oggi attribuite alla Soprintendenza: “Chi è nominato dallo Stato spesso non conosce il territorio, mentre cittadini e imprese chiedono risposte rapide, coerenti e concrete”.
L’intervento si è completato con una riflessione sul futuro dell’Autonomia regionale. Fedriga ha dichiarato che si tratta di “un percorso destinato a crescere sempre di più negli anni. Un processo di miglioramento progressivo della macchina pubblica al servizio dei cittadini”.
“In questo senso – ha concluso Fedriga – un esempio significativo di questa gradualità è rappresentato dall’abolizione delle Province in Friuli Venezia Giulia, che si è rivelata un errore. Oggi, passo dopo passo, stiamo ricostruendo gli enti di area vasta, restituendo loro personale e competenze”.
– Foto ufficio stampa Regione Friuli Venezia Giulia –
(ITALPRESS).
