giovedì, Settembre 17, 2026
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Intelligenza Artificiale, Italia ed Emirati Arabi Uniti insieme per un cluster di calcolo

MILANO (ITALPRESS) – In un momento cruciale per le relazioni strategiche tra Emirati Arabi Uniti e Italia, G42, gruppo attivo nell’ambito dell’intelligenza artificiale con sede ad Abu Dhabi, ha annunciato oggi – attraverso la sua controllata Core42 – una partnership strategica con iGenius, azienda italiana che opera nei modelli di intelligenza artificiale per settori altamente regolamentati.

La partnership è volta a realizzare la più grande infrastruttura di calcolo AI in Europa e riflette lo slancio crescente della sinergia tra i due Paesi, per promuovere l’innovazione, stimolare la crescita economica e creare valore condiviso grazie alla tecnologia avanzata e allo scambio di conoscenze. L’accordo mira a stabilire un solido quadro di collaborazione, posizionando G42 e iGenius come partner nella trasformazione digitale globale. G42, infatti, parteciperà come principale finanziatore della fase iniziale del progetto Colosseum, riflettendo l’ambizione condivisa di integrare l’intelligenza artificiale nelle catene del valore critiche, promuovendo così la resilienza regionale e una crescita sostenibile nel lungo periodo. L’annuncio è arrivato in occasione della terza edizione di Investopia Europe, alla presenza di autorevoli esponenti istituzionali italiani edegli Emirati Arabi Uniti, tra cui Abdulla Bin Touq Al Marri, Ministro dell’Economia degli EAU e Presidente di Investopia, Adolfo Urso, Ministro delle Imprese e del Made in Italy, e Alia Bint Abdulla Al Mazrouei, Ministro di Stato per l’Imprenditoria degli EAU, insieme ai vertici di G42, Core42 e iGenius.

Obiettivo della partnership è la realizzazione di un cluster GPU ad alte prestazioni, alimentato da migliaia di GPU NVIDIA Blackwell: un traguardo fondamentale per abilitare infrastrutture AI sovrane dedicate al mercato europeo, reso possibile grazie al contributo di Colosseum di iGenius, il primo data center con oltre 100 Exaflops di capacità di calcolo, progettato specificamente per carichi di lavoro AI sovrani. L’espansione paneuropea dell’AI sarà guidata e gestita da Core42, società del gruppo G42 specializzata in cloud sovrano, infrastruttura AI e servizi digitali. iGenius sta ridefinendo il panorama digitale attraverso Colosseum. È previsto che il supercomputer entri in funzione in Italia quest’estate. Colosseum è “un modello per fabbriche AI sovrane, progettato per casi d’uso che richiedono i più alti livelli di sicurezza, affidabilità e precisione”, si legge in una nota. Il cluster di calcolo rappresenterà un elemento fondamentale per accelerare lo sviluppo, l’addestramento e l’utilizzo di applicazioni AI nei settori chiave dell’economia europea, tra cui i servizi finanziari, la manifattura e il settore pubblico. È progettato per rispondere alla crescente domanda europea di infrastrutture sicure, scalabili e ad alte prestazioni, in linea con gli obiettivi eruopei di sovranità digitale.

“Questo accordo, che porterà alla realizzazione di un supercomputer nel nostro Paese, segna un passo decisivo nei rapporti con gli Emirati Arabi Uniti, confermando e valorizzando sia il ruolo di primo piano dell’Italia nello sviluppo dell’IA a livello globale, sia il nostro contributo all’AI europea. Sono forti le chance che la Puglia ospiti questo significativo investimento, ma sarà fondamentale la collaborazione di tutte le istituzioni locali per garantire il supporto energetico necessario al suo funzionamento”, ha affermato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. “L’Italia è sulla strada giusta e sta costruendo il proprio futuro industriale con visione attraverso alleanze strategiche e cooperazioni nelle tecnologie emergenti”.

Abdulla Bin Touq Al Marri, Ministro dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti e Presidente di Investopia, ha commentato: “La firma tra G42 e iGenius testimonia la forte cooperazione economica tra EAU e Italia, e il nostro impegno congiunto nel costruire alleanze virtuose in nuovi settori economici, come l’intelligenza artificiale, che stanno guidando la trasformazione globale. Gli EAU sono al centro di questo cambiamento e siamo orgogliosi che questo memorandum di intesa sia stato siglato proprio a Investopia, piattaforma nata per accelerare partnership e investimenti nella nuova economia”.

“La partnership con iGenius segna l’inizio di un nuovo capitolo nello sviluppo dell’economia dell’AI in Europa – dichiara Kiril Evtimov, CTO del Gruppo G42 e CEO di Core42 –. Combinando le competenze di Core42 nelle infrastrutture AI sovrane con l’innovativa leadership dell’Italia, stiamo gettando le basi per supportare la prossima generazione di innovazione AI in Europa. Questo accordo riflette non solo il nostro impegno commerciale, ma anche la fiducia strategica che lega EAU e Italia nel contribuire allo sviluppo dell’ecosistema globale dell’AI”.

Uljan Sharka, CEO di iGenius, ha concluso: “L’alleanza con G42 è un passo strategico per costruire una capacità AI sovrana per l’Europa. Insieme, uniamo infrastrutture di calcolo all’avanguardia e profonda expertise in intelligenza artificiale per offrire soluzioni di grande impatto nei diversi settori, rafforzando al contempo il ruolo dell’Italia come polo per un’AI responsabile e trasformativa. Questa potente infrastruttura sarà sia il cervello che il motore dell’intelligenza e guiderà la trasformazione Made in Italy in questa nuova rivoluzione industriale dell’AI”.

-Foto ufficio stampa Mimit-
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Nicoletta Luppi entra a far parte della squadra di presidenza di Assolombarda

ROMA (ITALPRESS) – Nicoletta Luppi, presidente e ad di Msd Italia, entra a far parte della squadra di presidenza di Assolombarda guidata da Alvise Biffi per il quadriennio 2025-2029. La proposta avanzata dal Presidente è stata approvata nella giornata del 15 maggio dal Consiglio Generale di Assolombarda – Associazione delle imprese che operano nella Città Metropolitana di Milano e nelle province di Lodi, Monza e Brianza, Pavia che, per dimensioni e rappresentatività, è la più importante di tutto il Sistema Confindustria.

Esprime e tutela gli interessi di 7.073 imprese di ogni dimensione, nazionali e internazionali, produttrici di beni e servizi in tutti i settori merceologici e conta circa 435.594 addetti. Designata Vicepresidente con delega a “Europa e Life Sciences”, Luppi vanta una lunga e prestigiosa carriera in MSD – prima azienda farmaceutica impegnata in Ricerca & Sviluppo a livello globale – nonché in ruoli di leadership all’interno di associazioni di settore quali lo IAPG (Italian American Pharmaceutical Group) – di cui è stata Presidente dal 2022 al 2024 – e di Farmindustria con la carica di Vicepresidente, per citarne solo alcuni. A contraddistinguerla, oltre a una profonda conoscenza del mercato a livello nazionale, anche quella a livello europeo. A tal proposito, degno di nota, il suo ruolo di membro del Board di Vaccines Europe.

“È con profondo senso di gratitudine e grande responsabilità che accolgo la nomina a Vicepresidente di Assolombarda con delega a ‘Europa e Life Sciences’ per cui desidero innanzitutto ringraziare il Presidente, il Consiglio Generale e tutti i soci per la fiducia accordatami. Il comparto che rappresenterò è un’area strategica che contribuisce alla crescita, alla stabilità e alla competitività del nostro Paese e dell’Europa, ma che necessita oggi più che mai di un piano strategico che attragga gli investimenti. Lavorerò con determinazione perché questo avvenga, favorendo un dialogo costruttivo tra imprese, istituzioni, mondo della ricerca e comunità scientifica in Italia e in Europa, alla vigilia di alcune importanti riforme. Ritengo infatti fondamentale promuovere politiche che incentivino l’innovazione nel mondo della Salute, che oggi – al pari di tanti altri – sta affrontando sfide importanti. Il mio impegno è quello di contribuire allo sviluppo di un ecosistema Life Science che continui a garantire la crescita economica e sociale nel nostro Paese e un invecchiamento in buona salute per tutti”, ha dichiarato Nicoletta Luppi. L’elezione da parte dell’Assemblea di Assolombarda del 17° Presidente dell’Associazione e dei Vicepresidenti per il prossimo quadriennio avverrà il 19 giugno.

-Foto ufficio stampa Omnicrom-
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Guerra in Ucraina, Trump “Potrei chiamare Putin, dobbiamo incontrarci”

WASHINGTON (USA) (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che “potrebbechiamare il presidente russo Vladimir Putin per discutere della fine della guerra russa in Ucraina.

“Dobbiamo incontrarci. Ci incontreremo io e lui”, ha detto Trump ai giornalisti a bordo dell’Air Force One in partenza da Abu Dhabi, secondo quanto rilancia l’emittente Cnn.

“Penso che risolveremo il problema, o forse no, ma almeno lo sapremo. E se non lo risolveremo, sarà molto interessante”, ha osservato Trump, che già ieri aveva detto che “i progressi nella risoluzione” del conflitto in Ucraina “dipendono” dalla sua capacità di incontrare il presidente russo Vladimir Putin. “Non succederà nulla finché non incontreremo Putin”, aveva detto ieri ai giornalisti a bordo dell’aereo presidenziale in volo dal Qatar verso gli Emirati.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Urso incontra i ministri emiratini Al Marri e Al Mazrui

MILANO (ITALPRESS) – Il rafforzamento delle relazioni economiche bilaterali, le sfide di politica industriale in un contesto globale in fase di transizione geopolitica e commerciale, lo sviluppo di sinergie volte a una cooperazione strutturata in settori strategici come innovazione scientifica, tecnologie emergenti e transizione green e digitale. Questi i temi al centro degli incontri bilaterali che il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso – accompagnato dal viceministro, Valentino Valentini – ha avuto a Milano a margine della terza edizione di Investopia Europe con il ministro dell’Economia degli Emirati Arabi Uniti, Abdulla bin Touk Al Marri, e con il ministro per l’imprenditoria, Alia bint Abdulla Al Mazrui.

“Oggi aggiungiamo un altro tassello importante nel consolidamento dei rapporti tra Italia ed Emirati Arabi Uniti. I rapporti economici e industriali con l’area del Golfo sono strategici per diversificare i mercati e rafforzare la posizione internazionale delle nostre imprese. L’Italia c’è, con fiducia e determinazione, per costruire insieme un futuro fatto di progetti comuni in settori strategici”, ha dichiarato il ministro Urso. Nello specifico, nel corso del primo confronto Urso e Al Marri hanno ribadito l’importanza della collaborazione tra i due paesi, confermata anche dalla recente visita a Roma del Presidente degli Emirati, Sceicco Mohamed bin Zayed, che ha portato alla firma di oltre 30 accordi tra le imprese italiane ed emiratine.

Al riguardo, i due ministri hanno espresso soddisfazione per l’avvio della partnership firmata durante il Forum odierno, tra Core42 – impresa di Abu Dhabi del Gruppo G42 – e l’azienda italiana iGenius, entrambe attive nel campo dell’intelligenza artificiale. Il ministro ha illustrato poi le opportunità di investimento in Italia in diversi settori industriali, tra cui la siderurgia, il farmaceutico, lo sviluppo di data center e la cooperazione nel settore minerario, evidenziando le caratteristiche che rendono l’Italia, oltre che un partner affidabile, un Paese dove conviene oggi investire. Tra i possibili investimenti citati durante il colloquio quello di una società emiratina interessata a valutare la realizzazione di un Data Center in Puglia, a fronte di una fattibilità energetica idonea per alimentare la tecnologia.

A seguire alle 18 ci sarà la premiazione e la presentazione ufficiale degli equipaggi maschili con la presenze degli Sbandieratori di Cava de’ Tirreni, e la partenza alle 19.30 del suggestivo corteo storico da Atrani: un serpentone di figuranti in costume d’epoca che sfilerà fino ad Amalfi, rievocando fasti medievali e gloriosi scambi mercantili. A chiudere la serata lo spettacolo pirotecnico.

Saluto speciale agli equipaggi del palio arriverà via mare con il saluto dall’Amerigo Vespucci grazie al passaggio ravvicinato della nave scuola più famosa al mondo nel golfo di Amalfi. In acqua domani scenderanno: Timoniere: Francesca Brotto. Arianna Gomiero, Angela De Lucchi, Elena Salerno, Vittoria Stangherlin, Beatrice Bastasi, Sara De Battisti, Matilde Stangherlin, Viola Ghigi e Clara Guerra. Riserva: Alessandra Patelli, Stefania Gobbi, Agnese Pighin.

-Foto ufficio stampa Mimit-
(ITALPRESS).

Mattarella consegna la medaglia d’oro a Rivoli, “Grande riconoscenza”

TORINO (ITALPRESS) – “È un momento di grande importanza consegnare la medaglia d’oro al gonfalone di Rivoli, per esprimere la vicinanza della Repubblica alle sofferenze subite da Rivoli e per esprimere la riconoscenza per il contributo alla conquista di libertà e democrazia. È un momento di grande importanza a cui partecipo insieme a tutti i suoi concittadini”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, dopo la consegna della medaglia d’oro al Merito Civile per la Resistenza al Comune di Rivoli, alla presenza del sindaco di Rivoli Alessandro Errigo e al prefetto di Torino Donato Cafagna. Il conferimento è avvenuto nella sede della Prefettura del capoluogo piemontese.

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Fonte video: Quirinale

Rama apre il vertice di Tirana “Vogliamo l’Unione Europea”

TIRANA (ALBANIA) (ATA/ITALPRESS) – Il primo ministro albanese Edi Rama ha dichiarato oggi che la campagna elettorale del Partito Socialista (PS) per le elezioni parlamentari dell’11 maggio era incentrata sull’Europa e che oltre il 52% degli albanesi ha votato per i socialisti, ovvero a favore dell’adesione all’Unione europea.

Nel suo discorso di apertura del vertice della Comunità politica europea (Cpe) a Tirana, Rama si è rivolto ai leader partecipanti e ha affermato: È uno straordinario onore per l’intero Paese e per il popolo albanese darvi il benvenuto in questo luogo e in questa casa costruita appositamente per il vertice della Comunità politica europea”. Rama ha fatto sapere ai presenti che “in questo edificio non sono circondati dagli incubi dell’Europa raffigurata nella pittura rinascimentale, né dal vuoto di uno spazio di incontro temporaneo, ma dall’immaginario dei bambini albanesi” sull’Europa.

“Per noi è stata una scelta chiara, perché i sogni dei bambini non sono mai ostaggi dei miti del passato. Al contrario, sognano un futuro molto simile, tra l’altro, ai sogni dei padri fondatori dell’Europa”, ha detto Rama.

-Foto IPA Agency-
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Mobilità, a Verona l’edizione 2025 di Automotive Dealer Day

VERONA (ITALPRESS) – Verona ha ospitato l’edizione 2025 di Automotive Dealer Day, l’unico appuntamento italiano a respiro internazionale dedicato al mondo della mobilità e della distribuzione automobilistica.
Con il titolo “Decoding Revolution”, la manifestazione ha riunito i principali attori dell’ecosistema automotive: retailer, produttori, fornitori di servizi, decisori politici e operatori internazionali.
Oltre 15.000 metri quadri di esposizione, otto sale conferenze e una business lounge per discutere di presente e futuro di un settore che oggi affronta una trasformazione radicale, spinta da innovazione tecnologica, nuove regolazioni, cambiamenti di mercato e sfide ambientali.
A sottolineare l’importanza di questo momento di confronto, l’edizione 2025 segna anche i 20 anni di attività di Quintegia, ideatrice dell’evento.

Tra i momenti più significativi, la presentazione di RESET, la ricerca realizzata da Quintegia in collaborazione con Findomestic Banca, che monitora i progressi ESG nel settore dal 2020.
Un’iniziativa che aiuta i concessionari a orientarsi nella transizione sostenibile e valorizza il loro ruolo nelle comunità.

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La Regione Puglia avvia un percorso partecipativo del VI Piano delle Politiche Sociali

BARI (ITALPRESS) – Il Dipartimento Welfare della Regione Puglia lancia ufficialmente il percorso partecipativo per la definizione del VI Piano Regionale delle Politiche Sociali, con l’obiettivo di costruire, attraverso il coinvolgimento, oltre che degli stakeholder, dell’intera cittadinanza, un welfare sempre più vicino ai reali bisogni delle comunità anche alla luce dei mutamenti sociali, economici e demografici in atto. Il percorso partecipativo si sviluppa lungo tre momenti fondamentali.

Si parte con la Relazione Sociale, costruita insieme agli Ambiti Territoriali Sociali, per raccogliere le esperienze, le buone pratiche e anche le difficoltà incontrate sul territorio: sarà il punto di partenza per costruire un Piano che rispecchi la realtà. A seguire, sarà attivata una consultazione online aperta a tutti, attraverso una piattaforma digitale dove anche il singolo cittadino, oltre agli interlocutori istituzionali, potranno inviare idee, proposte e segnalazioni. Si terranno inoltre incontri pubblici sul territorio, occasioni concrete di confronto diretto con le comunità locali per discutere insieme i temi chiave del welfare in Puglia.

Il Piano guiderà le politiche sociali regionali per i prossimi anni, partendo da una rilettura aggiornata dei bisogni, dall’individuazione delle priorità d’intervento, dalla definizione delle risorse disponibili e dei criteri di equità e trasparenza, mettendo a valore le buone pratiche già esistenti. “Viviamo una fase storica in cui le trasformazioni sociali, demografiche ed economiche impongono alla politica un ascolto diretto dei territori, propedeutico alla pianificazione degli interventi” dichiara Ruggiero Mennea, consigliere delegato al Welfare della Regione Puglia. “Il Piano diventa così uno strumento non solo tecnico, ma culturale: un atto di democrazia sociale, capace di restituire senso di appartenenza, fiducia e coesione in un tempo in cui le fragilità rischiano di diventare solitudini”.

“Ascolto e partecipazione non sono passaggi formali, ma pilastri della programmazione sociale. Rileggere i bisogni a partire dalle storie di vita significa costruire politiche capaci di generare cambiamento, affrontando le radici profonde dell’esclusione e non solo i suoi effetti. Il Piano nasce dall’ascolto del territorio e intende rispondere ai bisogni sociali emergenti, promuovendo il benessere collettivo attraverso processi partecipativi e decisioni condivise” aggiunge Valentina Romano, direttrice del Dipartimento Welfare della Regione Puglia. L’adozione formale del Piano da parte della Giunta regionale concluderà il percorso, i cui esiti avranno ricadute concrete nella vita delle persone e nella costruzione di una comunità equa e solidale.

-Foto regione Puglia-
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Barbara Ferro nominata nuova amministratrice delegata di Veronafiere

VERONA (ITALPRESS) – Barbara Ferro è la nuova amministratrice delegata di Veronafiere. A nominarla all’unanimità il Cda della società fieristica veronese, nel corso della prima riunione seguita al rinnovo dei suoi componenti. All’amministratrice delegata sono state conferite deleghe strategiche che comprendono lo sviluppo e la gestione di operazioni straordinarie, quali fusioni, acquisizioni, joint venture e dismissioni, funzionali al consolidamento e alla crescita del Gruppo. Tra le responsabilità rientra anche la supervisione della governance delle società controllate, con l’obiettivo di garantire coerenza con gli indirizzi industriali e i principi di trasparenza, economicità ed efficacia. Particolare attenzione è riservata all’ambito ESG, con il compito di definire e monitorare le politiche di sostenibilità del Gruppo, integrandole nei processi decisionali e assicurando la redazione del bilancio di sostenibilità, in linea con la normativa vigente e le best practice di mercato.

“Sono molto grata della fiducia che i Soci e i membri del Cda di Veronafiere hanno riposto in me, fornendomi l’opportunità di contribuire allo sviluppo di una realtà strategica nel panorama nazionale e, in primis, nella mia città – dichiara Ferro -. La capacità di creare valore di un operatore fieristico si misura non solo dalla sua profittabilità, ma soprattutto dal positivo impatto generato su chi, con il vocabolario della sostenibilità, definiremmo portatore d’interesse, a partire dalle aziende espositrici, i visitatori, i fornitori, i collaboratori, i cittadini e tutti gli operatori economici, sociali e culturali del territorio. Per questo assumo questo incarico con grande passione e motivazione. Le geografie fisiche e demografiche del mondo, le geometrie economiche e finanziarie di cui abbiamo imparato a conoscere le regole stanno mutando più velocemente di quanto avessimo forse pensato, generando a volte smarrimento e senso di impotenza. Credo che in questo contesto la fiera come luogo in cui le persone si incontrano, si conoscono, scambiano opinioni e si stringono le mani riassuma un ruolo centrale, per affrontare scenari complessi senza paure. Nel contempo è importante individuare risposte non convenzionali e nuove opportunità. Sono certa . Conclude l’Ad – che la squadra che si è costituita, eterogenea per competenze ed esperienze, saprà intraprendere questo percorso di innovazione”.

“La nomina di Barbara Ferro come amministratrice delegata – commenta Federico Bricolo, presidente di Veronafiererappresenta un valore aggiunto per la strategia di consolidamento e sviluppo del Gruppo Veronafiere. Porta con sé un’esperienza trasversale, maturata in ambiti chiave come l’innovazione tecnologica, la gestione dei processi, la finanza e la sostenibilità, elementi che riteniamo centrali per affrontare le sfide del futuro. Il suo legame con il territorio veronese e la moderna visione della funzione fieristica come motore di crescita economica, culturale e sociale si allineano perfettamente con la mission di Veronafiere. Grazie alle sue competenze e leadership, in sinergia con i soci e il nuovo Cda, ci muoveremo per rafforzare ulteriormente il nostro ruolo internazionale, valorizzando al tempo stesso tutti gli stakeholder e le filiere produttive d’eccellenza che promuoviamo”.

-Foto Veronafiere EnneviFoto-
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Spiritualità e segreti dei favolosi templi khmer. Viaggio in Cambogia di Aristide e Virginia

(Articolo di Virginia Reniero e Aristide Malnati sul loro viaggio in Cambogia da L’AltraVicenza n.3- aprile 2025, allegata a Vicenza PiùViva n. 297, sul web per gli abbonati).

Un viaggio alla scoperta dell’antica città di Angkor, in Cambogia, tra palazzi e templi con presunti riferimenti agli alieni.

La notte è ancora profonda e tutt’attorno si sente uno stridore di suoni cupi emessi da animali notturni di ogni specie.
Percorriamo con emozione crescente i viali che dall’ampio parcheggio esterno, dove iniziano a convergere i turisti più mattinieri, immettono nelle cornici più esterne del tempio. È il tempio indù-buddhista dell’Angkor Wat, il più imponente del complesso di Angkor, nel cuore della Cambogia: un susseguirsi, Angkor, di resti di templi, santuari, palazzi, edifici civili e religiosi, che coprono oltre 400 km quadrati e che, tra il IX e il XV secolo, furono sede del potente regno khmer, dominatore per lungo periodo di tutte le popolazioni della penisola indocinese e artefice di bellezze architettoniche rimaste, le più importanti, ancora ben conservate fino ad oggi.
Lo spettacolo dell’alba con il sole che sorge tra le guglie a pennacchio e i frontoni che le uniscono a formare spazi rettangolari collegati tra loro da portali, non ci deve cogliere impreparati: trascinati da Gabriele, il nostro cameraman abituato a centinaia di battaglie per guadagnare sempre la migliore posizione di ripresa, ci sistemiamo difronte a un laghetto artificiale, lo specchio d’acqua già in antico sacro per le abluzioni dei fedeli prima delle preghiere e delle processioni. Il disco solare si fa avanti con una certa velocità (com’è tipico ai tropici) e fende una bruma lattiginosa che avvolgeva prima dell’alba il fasto archeologico di Angkor. Uno spettacolo nello spettacolo; uno spettacolo che, una volta concluso, ci dà il giusto entusiasmo per entrare e percorrere corridoi, porte verso i segreti millenari di Angkor Wat. Veniamo a conoscenza degli aspetti più curiosi di quelle antiche popolazioni con l’aiuto di una guida, un esperto laureato in civiltà dell’estremo oriente, soprattutto delle tecniche di costruzione degli architetti khmer. Apprendiamo da lui (ma è evidente anche solo guardando le architetture più monumentali) che si trattava di tecniche per quel tempo avanzatissime, che hanno permesso di realizzare un complesso templare fatto di cornici concentriche e, al loro interno, settori ampi collegati da corridoi con portali (i “gopura”) per il passaggio dei fedeli. Corridoi che raccontano antiche storie, antichi miti: ci parlano del Monte Meru, l’Olimpo della religione induista, con le divinità più famose che vi abitano e che dirigono le sorti del mondo e quindi anche quelle degli uomini.
Il Monte Meru è ricordato dalla guglia più alta, una sorta di cono con la punta in alto a simboleggiare l’aspra conformazione della montagna sacra. Potenti narrazioni di miti ancestrali, che parlano di contese tra divinità dalle forme umane o animali potentemente deformate; miti che rimandano anche a lotte primigenie, a teomachie, tra divinità e, quindi, tra regnanti per il controllo di un territorio fertile, come la valle del Mekong non lontana da Angkor, sede inoltre di floridi commerci. Ogni sovrano ha voluto lasciare la propria impronta
ad Angkor Wat, soprattutto Yayavarman VII, un signore leggendario che nacque nel 1122 e morì nel 1218 quasi centenario, il più potente di tutti, fautore di un periodo di pace e di prosperità, ma anche di sfarzo e lusso a corte. Una vita, quella nella sua corte, fatta di momenti lieti, di ricchi banchetti, di feste con danze e musica fino al limite della licenziosità: a eccessi al limite del vizio fanno pensare le ballerine discinte, per non dire completamente senza veli, che sono istoriate lungo le pareti di uno dei cortili principali. Un intreccio di corpi sinuosi di giovani fanciulle in fiore che ammiccano coi loro accattivanti sorrisi, colte in un plastico movimento di danza. Danze ritmate che ci accolgono nella parte più interna: anche qui splendide fanciulle poco vestite, questa volta in carne e ossa, ci invitano a seguirle in arditi movimenti del corpo al suono di melodie per noi arcane. Come arcana è la litania di monaci buddhisti, che ci augurano armonia e serenità e che, alla fine della loro nenia, ci impartiscono una benedizione volta a evocare la protezione delle forze spirituali dell’universo. Un’unione di profumi (d’incenso, soprattutto) e di colori, di musiche antiche e di sfarzose architetture che ci accompagna nel tragitto verso la zona non distante di Angkor Thom.
Precisamente ci rechiamo nel simbolo più misterioso, quasi esoterico, forse di tutto il complesso di Angkor: il Bayon, probabilmente un santuario, famoso per i suoi circa duecento volti, tutti dall’espressione enigmatica, che fa subito pensare a mondi alieni, alla presenza di visitatori astrali a cui le popolazioni khmer avrebbero tributato un omaggio visivo. Sono visi a forma di parallelepipedo, scolpiti su tutte quattro le facce con una somiglianza sorprendente: “Sembrano quasi guardiani, a protezione di tutta la comunità – ci dice la guida esperta -. È per questo che il personaggio rappresentato è il sovrano, probabilmente lo stesso Yayavarman VII, il più potente tra tutti, che ha reso il Bayon ancora più magnifico e che si è fatto rappresentare con questi volti sereni, a suggerire la positività con cui lo vedeva il suo popolo. Altro che alieni, sono rappresentazioni visive della serenità che il monarca trasmetteva ai sudditi”, il giovane cambogiano si dice sicuro di questa interpretazione che “è quella dei più insigni studiosi di civiltà dell’estremo oriente”, asserisce senza ammettere repliche. E il mistero aumenta quando raggiungiamo nella giungla ormai fitta il complesso templare di Ta Prohm, sempre ovviamente all’interno dello sterminato perimetro urbano dall’antica Angkor, la quale – è sempre opportuno ricordarlo – fu un agglomerato che nel 1200-1300 superava di sette volte Londra e Parigi, sia per numero di abitanti sia per estensione. Qui ci attende la meraviglia di una natura che nei secoli tutto ha divorato, ma che a Ta Prohm si è armonicamente fusa con le grandiose costruzioni passate, subito dopo che esse furono abbandonate. Sono soprattutto “ficus” strangolatori a farla da padrone: con il loro alto fusto e rami tentacolari (dallo scarso fogliame) si sono avvinghiati a muri e resti di palazzi e santuari; senza però disgregarli. Gli edifici hanno retto e anzi oggi trovano sostegno nei grossi alberi, quasi un bastone per la vecchiaia. Passiamo da un corridoio all’altro, facendo lo slalom tra rami sporgenti e saltando da un lastrone a quello successivo, a volte accumulati sul terreno all’interno di cortili.
Anche qui antiche vicende istoriate su pareti e frontoni con bassorilievi di splendida fattura: con l’aiuto della guida, sempre più preziosa, apprendiamo di tresche, di tentativi di colpi di stato, di cospirazioni sacerdotali, ma anche di feste, di danze e festival canori, di serrati commerci, persino di guarigioni miracolose, per cui si ringraziavano gli dèi. Uno spaccato
di vita comune di altri tempi e di altri mondi, raccontato con enfasi quasi letteraria, una quotidianità vivace e colorata, che quando la apprendiamo stride con gli ambienti lugubri dei palazzi che attraversiamo tra cunicoli e stanze segrete.
Un fascino un po’ inquietante che sicuramente ha spinto gli autori (e la stessa Angelina Jolie) ad ambientare proprio qui, a Ta Prohm, le scene più cult di Tomb Raider, dove la Jolie, splendida Lara Croft, combatte nemici implacabili correndo tra tunnel e botole letali. Una location adatta con il suo carico di tetro mistero millenario, incupito ulteriormente dall’ombra e dai tentacoli dei “ficus” presenti ovunque. E il carico di mistero raggiunge l’apoteosi grazie a una piccola figura di animale effigiata sulla colonna di un tempietto laterale, un’effigie che passerebbe inosservata se non fosse per l’animale raffigurato. A una prima analisi quel che sembra è inquietante: saremmo in presenza di un primitivo stegosauro, un dinosauro erbivoro con una robusta cresta sul dorso.
Ma che ci faceva qui, ad Angkor, neanche mille anni fa? È spontaneo chiederselo, visto che i grossi sauri si sarebbero estinti 65 milioni di anni fa, quando l’homo sapiens non era
nemmeno un lontano progetto. Gli esperti corrono ai ripari e assicurano che l’immagine raffigurata sarebbe solo quella di un facocero (animale molto diffuso in Cambogia) con simboli magici sul dorso.
L’interpretazione non convince tutti, però, perché una simile raffigurazione non è testimoniata da nessun’altra parte tra i monumenti della civiltà khmer. Con il dubbio non fugato – anche se non vogliamo negare la scienza, noi così profani di quelle remote culture – ci portiamo su un punto “strategico” (ci assicura il nostro accompagnatore) sopra un’altura per gustare il tramonto che sta per fare capolino. Uno spettacolo avvolgente,
così come l’alba del mattino e come in generale tutti i crepuscoli ai tropici. Ma la nostra Cambogia non è solo archeologica, non finisce lì. Il giorno seguente, sempre a orari antelucani, vogliamo esplorare la vasta regione del Lago Tonle Sap, non distante da Siem Reap, la cittadina che è base per chi poi visita lo smisurato sito di Angkor. Poche decine di chilometri, percorsi in un contesto “green”, dato dal verde pastello delle risaie a perdita d’occhio proprio durante il periodo della maturazione delle piantine di riso: una qualità eccellente quella cambogiana, esportata in tutto il mondo, soprattutto in Francia (la Cambogia rimase colonia transalpina fino a poco prima della guerra in Vietnam). All’imbarcadero di Kampong Phluk saliamo su una rapida e agile imbarcazione che si districa tra naviri più lenti e, attraversato il villaggio con mercatini sulle sponde e con case palafitticole per contrastare il fiume che esonda durante la stagione delle piogge, raggiungiamo la vasta distesa del bacino idrico. Un enorme specchio d’acqua di cui non si vede la riva opposta e che è solcato da semplici pescatori in quanto ricchissimo di fauna ittica, sostentamento dei villaggi della regione. Tutta la giornata è dedita a navigare e a conoscere, comunicando a gesti ed espressioni facciali, gli abitanti lungo il Tonle Sap, molti sono i bambini dal sorriso spontaneo.
Una giornata, di cui ammiriamo il tramonto che si insinua tra la fitta griglia di mangrovie, che orlano larghi tratti della riva lacustre e che noi attraversiamo a navigazione lenta con il barcaiolo che abilmente sposta quei rami che pericolosamente sporgevano verso la barca. Il tutto nella pace infinita del Tonle Sap, incuranti del frinire di cicale e di altri insetti tropicali.