giovedì, Settembre 17, 2026
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Dazi, Cingolani “Non sono una grande soluzione per nessuno”

Dazi, Cingolani

ROMA (ITALPRESS) – “I dazi sono una questione di geopolitica economica, non sono nelle mie corde e io mi limito a guardare da cittadino e operatore. Mi sembra che ci sia un po’ di stop and go. Io spero che in tempi abbastanza rapidi si ritorni ad una situazione più stabile e più costruttiva. Non mi pare che i dazi siano una grande soluzione per nessuno”. Così Roberto Cingolani, amministratore delegato di Leonardo e presidente dell’Italy-Japan Business Group, a margine dell’Assemblea Generale di “Italia-Giappone Business Group” a Roma.

xb1/mca2/sat

Cresce il partenariato Italia- Giappone, export al +2,5%

ROMA (ITALPRESS) – Valorizzare la cooperazione economica e industriale tra Italia e Giappone, favorire la creazione di partenariati strategici, investimenti e scambi commerciali in settori chiave e innovativi, come la digitalizzazione e la sostenibilità.

Sono alcuni degli obiettivi della XXXIV Assemblea Generale dell’Italy-Japan Business Group (IJBG), organismo nato nel 1989 e co-presieduto, per parte italiana, da Roberto Cingolani, Amministratore Delegato di Leonardo S.p.A., e, per parte giapponese, da Shunichi Miyanaga, Director & Member of the Board di Mitsubishi Heavy Industries.

Il Gruppo rappresenta uno dei principali fori di confronto economico tra i due Paesi e l’Assemblea Generale annuale costituisce non solo un momento di indirizzo strategico, ma anche un’importante occasione per la presentazione ufficiale di nuovi soci, rafforzando la rete di contatti e le opportunità di collaborazione.

La Riunione ha visto la presenza, tra gli altri, del vicepremier ministro degli Esteri, Antonio Tajani; del ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e del presidente Ice, Matteo Zoppas.

“Con gli stravolgimenti del sistema economico globale diventa molto interessante per Paesi esportatori diversificare le collaborazioni. La collaborazione tra Italia e Giappone si presta a una crescita costante”. Così Roberto Cingolani, ad di Leonardo e presidente dell’Italy-Japan business Group. “Giappone e Italia condividono socialmente e industrialmente molti punti: siamo Paesi a lunghissima aspettiva di vita con una silver economy, siamo altamente manifatturieri e grandi esportatori, molte pmi”, aggiunge.

Per il ministro Tajani l’Italia sta “rafforzando la presenza sui mercati internazionali per cercare di raggiungere l’obiettivo di 700 miliardi di export entro fine legislatura. Oggi siamo a 623 miliardi l’anno e dobbiamo andare avanti. Il mercato giapponese è di grande interesse e il business forum serve a rafforzare i rapporti tra i nostri Paesi e le nostre imprese, si può collaborare. Noi vogliamo esportare e investire di più, ma siamo anche pronti ad accogliere investimenti nel nostro Paese”, sottolinea.

Anche il ministro Urso evidenzia l’importanza di un “partenariato strategico che si conferma nell’incremento continuo degli scambi commerciali e delle visite istituzionali. C’è una profonda stima reciproca e una visione comune del futuro. Una delle sfide che dobbiamo affrontare è quella sulle nuove frontiere tecnologiche per mantenere l’uomo al centro di ogni scelta. Dobbiamo affrontare la sfida dell’IA con una visione antropocentrica, ma abbiamo altre sfide come quelle che ci provengono dalla chiusura dei mercati. Siamo entrambe economie avanzate che hanno saputo coniugare democrazia con prosperità e oggi affrontiamo insieme le sfide globali”, conclude.

Nel 2024, infatti, l’export italiano verso il Paese nipponico ha superato gli 8,2 miliardi di euro, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno precedente, numeri che rendono l’Italia il secondo Paese esportatore europeo in Giappone.

Roma e Tokyo sono inoltre legate da una lunga storia di sinergie e partenariati nel settore industriale, tra i quali oggi spicca il progetto strategico GCAP – Global Combat Air Programme, un’iniziativa di portata storica che vede Italia e Giappone, assieme anche al Regno Unito, lavorare per lo sviluppo di un velivolo da combattimento di sesta generazione.

I rapporti commerciali vedono “una crescita costante e il lavoro che stiamo facendo, a partire dagli imprenditori che riescono a creare prodotti, tecnologie e quant’altro assolutamente apprezzati da parte del Giappone. Diventa così una destinazione strategica, come testimonia anche il l’elevazione a partner strategico fatto nel 2023 proprio dal presidente del Consiglio”.

Afferma il presidente dell’Ice, Matteo Zoppas. “Abbiamo anche siglato memorandum dove ci impegniamo reciprocamente con la nostra controparte a mantenere un certo livello di interscambio di informazioni sulle opportunità che ci possono essere nell’assistenza reciproca delle aziende, in un contesto in cui c’è un interesse degli investimenti diretti in Italia da parte delle varie nazioni, tra cui anche il Giappone”, aggiunge.

– Foto xb1/Italpress –

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Il ministro della Difesa Crosetto incontra il Segretario Generale dell’Onu Guterres

BERLINO (ITALPRESS) – Importante incontro con il Segretario Generale dell’Onu Antonio Guterres. Abbiamo condiviso la forte preoccupazione per le principali crisi in corso, tra cui Gaza, Sahel e l’importanza di avere efficaci strumenti per contenimento crisi. L’Italia, primo Paese occidentale e tra i primi in assoluto per numero di truppe che partecipano alle missioni di peacekeeping, auspica ruolo più incisivo e determinante delle #UN per crisi internazionali, con un approccio calibrato in funzione delle situazioni e crisi in atto. Da Segretario Generale, che ha condiviso nostra visione su ruolo per il Peacekeeping, è giunto grande apprezzamento per lavoro svolto dai nostri militari. Su Ucraina rimane necessità di garantire diritto internazionale. L’impegno italiano resta massimo, anche in termini di risorse finanziarie, per incrementare sicurezza, stabilità e credibilità delle missioni ONU”. Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, su X, in merito alla riunione Ministeriale delle Nazioni Unite sul Peacekeeping, a Berlino. 

-Foto profilo X Ministero della Difesa-
(ITALPRESS).

Giunge al termine l’F50 Legacy Tour di Ferrari

MARANELLO (MODENA) (ITALPRESS) – Si è concluso questo weekend l’F50 Legacy Tour 2025, evento Ferrari dedicato ai possessori di una F50, la terza supercar del Cavallino Rampante presentata al Salone di Ginevra del 1995 per celebrare i 50 anni della Casa di Maranello.

Gli oltre 20 equipaggi partecipanti al raduno – provenienti da 10 nazioni diverse – hanno percorso 675 chilometri ciascuno, suddivisi lungo le tre giornate di guida che si sono dipanate tra Toscana ed Emilia-Romagna in alcuni dei borghi più belli d’Italia.

In tutto le F50 hanno quindi percorso quasi 15.000 km, dato che testimonia la passione dei possessori di queste leggendarie supercar come pure la loro immutata affidabilità a trent’anni dall’uscita delle stesse dalla linea di produzione.

Il Legacy Tour, partito dalle terme di Saturnia, ha attraversato lungo il suo percorso città e località come Grosseto, Porto Santo Stefano e Siena, prima di arrivare a Maranello venerdì 9 luglio.

Tra le tante attività organizzate, i partecipanti hanno avuto l’opportunità di partecipare a un momento con Paolo Martinelli, ingegnere responsabile dello sviluppo dell’iconico V12 portante che equipaggia la F50, a tutt’oggi il trasferimento tecnologico più diretto realizzato in epoca recente di un propulsore Formula 1 su una vettura Ferrari omologata per uso stradale.

L’evento si è concluso con una parata delle vetture e un giro d’onore del circuito di Fiorano, dove tutte le Ferrari – compresa naturalmente la F50 – vengono sviluppate e vedono la luce sin dal 1972, anno di costruzione del tracciato.

– Foto Ufficio stampa Ferrari –

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‘No alla dipendenza, si alla vita’, premiati i vincitori del concorso dedicato ai giovani

ROMA (ITALPRESS) – Canzoni, fumetti, video, performance per lanciare il messaggio: “No alla dipendenza, sì alla vita”. I ministri dell’Istruzione e del Merito, della Salute e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano hanno premiato, nel corso di una cerimonia nella sala Polifunzionale, i vincitori del concorso “No alla droga, no ad ogni forma di dipendenza”, promosso dal dipartimento per le politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei Ministri.

“Questa non è una iniziativa come tante altre, non parliamo solo di dipendenza dalla droga, ma come i lavori che avete svolto, testimoniano che ci sono dipendenze anche di altro tipo, dipendenze da alcool, dall’uso smodato dei social, il gioco d’azzardo e così via – ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Mantovano -. Parliamo di tutto ciò che impedisce ad una persona di essere libera, perché se qualcuno dipende da una sostanza, dal mazzo di carte, dal cellulare, vuol dire che il mio comportamento non è quello di una persona libera. Come si affronta la dipendenza? Certamente, a livello più ampio, coinvolgendo le forze di polizia, la magistratura nel contrasto a chi diffonde gli strumenti della dipendenza e quindi per esempio il traffico di sostanze stupefacenti”.

Il sottosegretario Mantovano ha spiegato: “Noi siamo qui perché c’è un aspetto importantissimo che consente di affrontare le dipendenze e che è quello culturale, partire dalla scuola è il modo migliore per ottenere risultati, non esistono droghe leggere esistono droghe che fanno male”.

E’ la prima edizione dell’iniziativa, rivolta a tutte le scuole italiane, è volta a sensibilizzare le nuove generazioni sui rischi legati all’uso di droghe, sull’importanza della libertà dalle dipendenze e sulla promozione di corretti stili di vita, attraverso linguaggi espressivi come fumetti, video e performance artistiche.

“Questo concorso è il primo passo, la prima tappa, di un percorso particolarmente importante”, le parole del ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, “oggi vogliamo lanciare una vera e propria svolta culturale e partiamo dalla scuola, non a caso, partiamo da voi giovani, partiamo dalla vostra sensibilità, dalle vostre riflessioni per avviare un percorso di forte rinnovamento per voi. Uno dei compiti principali della scuola e’ educare alla libertà, a diventare persone mature, responsabili, a non essere dipendenti da qualcosa”.

Per il ministro della Salute Orazio Schillaci “quando i giovani diventano veramente portatori di messaggi positivi, come nel vostro caso e credo che il coinvolgimento della scuola sia veramente fondamentale per la promozione di tante buone pratiche. I vostri elaborati, le vostre performance, hanno un veramente un grande valore educativo anche per gli adulti, danno un contributo prezioso per sensibilizzare altri ragazzi come voi, sui pericoli legati alle droghe e sull’importanza della prevenzione”.

– Foto xc3/Italpress –

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Di Matteo (ASI) “Donne fondamentali per storia e futuro dell’automotive”

NAPOLI (ITALPRESS) – “L’automobile è nata da un’idea maschile, ma a farla funzionare è stata una donna”. E’ il messaggio lanciato da Agnese Di Matteo, vicepresidente dell’Automotoclub Storico Italiano (ASI), nel corso del suo intervento a Herconomy, dove ha raccontato la storia di Bertha Benz, pioniera dell’automotive e figura simbolo del contributo femminile spesso dimenticato in questo settore.
“Bertha Benz – ha spiegato – fu molto più della moglie di Carl Benz: fu lei a credere, finanziare e poi testare il primo veicolo a motore, percorrendo 100 km con i figli al seguito, risolvendo problemi tecnici con mezzi di fortuna: una giarrettiera per sistemare la cinghia, uno spillone per pulire il carburatore. E’ stata la prima collaudatrice della storia”.
Secondo Di Matteo, “la sua storia non si racconta abbastanza perchè viviamo ancora in un immaginario in cui l’auto è dominio maschile. Invece, le donne sono da sempre parte attiva dell’automotive. E oggi più che mai sono chiamate a giocare un ruolo decisivo in settori come la sostenibilità, la cultura e l’innovazione”.
Nel suo intervento, Di Matteo ha ricordato che l’ASI – fondata nel 1966, con sede a Torino e 150mila soci, di cui 21mila donne – è attiva su numerosi fronti grazie a 27 commissioni tematiche. Tra queste, la Commissione Green, che studia soluzioni sostenibili per garantire un futuro ai veicoli storici. “Stiamo lavorando su biocarburanti avanzati – ha sottolineato – che permettano di continuare a far vivere mezzi d’epoca senza impattare negativamente sull’ambiente. I nostri test dimostrano che le bio-benzine di seconda generazione possono abbattere fino al 65% le emissioni di CO2, mantenendo intatte le prestazioni”.
“E’ una sfida culturale oltre che tecnica”, ha aggiunto. “Il motorismo storico non è solo passione, ma anche patrimonio da preservare. E possiamo farlo solo innovando in chiave green”.
Di Matteo ha poi ricordato la recente firma di un protocollo tra ASI e RAI per garantire l’accuratezza storica dei veicoli usati in film, fiction e pubblicità. “Abbiamo già certificato l’auto della radiocronaca del Giro d’Italia e altri veicoli iconici. In questo lavoro le donne sono fondamentali: hanno precisione, attenzione al dettaglio, capacità organizzative che emergono anche nella Commissione Eventi, dove ogni anno gestiamo oltre 3.000 iniziative tra motoraduni, concorsi, tour culturali e manifestazioni solidali”.
Infine, Di Matteo ha raccontato il proprio percorso: “Sono entrata in questo mondo quasi per caso, da Napoli, con studi diversi alle spalle. Mio padre era medico e appassionato di auto d’epoca. Ho cominciato aiutandolo nell’organizzazione di eventi legati alla sicurezza, poi mi sono candidata in ASI. Alla prima non ce l’ho fatta, poi sono passata terza, seconda e oggi sono vicepresidente. Su 13 consiglieri sono l’unica donna, l’unica campana, una delle poche del Sud. Non ho mai vissuto mancanza di rispetto, ma i clichè esistono ancora. Per questo bisogna continuare a raccontare storie come quella di Bertha e di tante altre”.

– foto ufficio stampa Economy Group –
(ITALPRESS).

Confedilizia “A Catanzaro un progetto colpisce la proprietà e soffoca il mercato”

CATANZARO (ITALPRESS) – “Con un avviso pubblico da poco diffuso, il Comune di Catanzaro ha lanciato una ‘manifestazione di interesse’ rivolta ai proprietari di locali commerciali sfitti nel centro storico per attuare un progetto denominato temporary store. L’intento dichiarato è quello di attrarre eccellenze produttive regionali e nazionali, da insediare in immobili privati ‘a canone concordato’, sotto la regia dell’amministrazione. Ebbene, dietro il linguaggio apparentemente neutro si cela invero l’ennesima operazione di pianificazione pubblica, in cui la municipalità catanzarese non si limita a coordinare, ma si propone come soggetto centrale e attivo nella gestione degli spazi privati, promettendo – in cambio – generici sostegni economici, tributari e burocratico-amministrativi”. Lo evidenzia in una nota Sandro Scoppa, presidente di Confedilizia Calabria.

“Ancor più gravi sono le condizioni imposte ai proprietari: obbligo di conformità urbanistica e impiantistica, documentazione dettagliata, rinuncia a ogni contenzioso in essere con l’ente comunale, assenza di qualunque debito verso l’amministrazione. A ciò si aggiunge la possibilità che l’ente comunale individui, in piena discrezionalità, soggetti gestori o reti di imprese con cui il proprietario sarà chiamato a relazionarsi per la stipula del contratto. E non manca nemmeno l’invito a contribuire alle spese per eventuali adeguamenti interni degli immobili”.

“Invece di rimuovere ostacoli, semplificare procedure e incentivare la libera iniziativa, l’amministrazione sceglie di centralizzare, condizionare e burocratizzare. Si presenta come ‘garante’ del progetto, ma di fatto si intromette nei rapporti tra privati, limitando la libertà contrattuale e violando il principio stesso di autonomia negoziale”.

“Ma l’aspetto più paradossale riguarda proprio il ‘canone concordato’ proposto come base dell’iniziativa: non esiste alcuna normativa nazionale né accordo territoriale che consenta di applicare tale meccanismo agli immobili commerciali. Si tratta di un concetto preso in prestito in modo improprio dal settore abitativo – dove trova fondamento nella legge 431/1998 – e traslato arbitrariamente a un contesto completamente diverso, fatto di attività temporanee, flessibili, dinamiche” prosegue Confedilizia Calabria.

“Il risultato? Proprietari privati trattati come concessionari temporanei di beni che invece appartengono loro pienamente. Un mercato distorto da vincoli senza legge. Una desertificazione commerciale che, lungi dall’essere contrastata, viene aggravata da una visione pianificatrice e invasiva. E tutto questo mentre sarebbe urgente liberalizzare, aprire, semplificare. Catanzaro non ha bisogno di progetti artificiosi imposti dall’alto, ma di fiducia nella proprietà privata e nelle forze del mercato. Restituire libertà negoziale ai proprietari, rimuovere gli ostacoli normativi e lasciare spazio all’iniziativa spontanea sono le uniche strade percorribili per riportare vita vera nel centro storico. Meno Comune, più mercato. Meno vincoli, più libertà”, conclude Confedilizia Calabria.

– Foto Ufficio stampa Confedilizia Calabria –

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Giglione “Bene nuove misure della Regione siciliana a sostegno delle imprese”

PALERMO (ITALPRESS) – “Esprimiamo apprezzamento per la presentazione da parte della Regione Siciliana delle sei bozze di bando destinate alle imprese dell’isola”. Lo dice Piero Giglione, segretario regionale di CNA Sicilia.

“Finalmente si dà seguito a una nuova programmazione attesa da tempo – dichiara Giglione –. Le aziende siciliane aspettavano da oltre due anni l’avvio di queste misure, considerato che la precedente programmazione si era già conclusa. Questi bandi rappresentano un segnale concreto di attenzione verso il tessuto produttivo regionale, che ha urgente bisogno di sostegno per affrontare le sfide del mercato e incentivare la crescita economica”.

“La CNA Sicilia, da sempre al fianco delle piccole e medie imprese, plaude all’iniziativa e si augura che l’implementazione avvenga in tempi rapidi e con procedure snelle, per garantire un reale accesso alle opportunità finanziarie. Ora – conclude Giglioneè fondamentale che le risorse siano effettivamente disponibili, che le modalità di accesso siano semplificate e che gli uffici siano dotati del personale necessario per consentire alle microimprese di beneficiarne in tempi ragionevoli. Continueremo a monitorare il processo, offrendo la nostra collaborazione alle istituzioni per ottimizzare l’efficacia di questi interventi”.

– Foto Ufficio stampa Cna Sicilia –

(ITALPRESS)