giovedì, Settembre 17, 2026
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Sala “Per la finale di Champions pensiamo di mettere maxi schermi”

MILANO (ITALPRESS) – “Stiamo discutendo con l’Inter, anche attraverso la Prefettura, quindi non è ancora una notizia ufficiale. Però c’è un’intenzione chiara di, anche in questo caso, mettere un maxi schermo a San Siro” per la finale di Champions. “Per garantire a decine di migliaia di persone di vedere la partita da San Siro, anche in una situazione più tranquilla”. Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenendo in diretta a Rtl 102.5. L’intenzione è di posizionare il maxi schermo a San Siro invece che in piazza Duomo “per motivi di ordine pubblico, perché San Siro è molto più semplice da controllare e poi c’è un tema di capienza perché l’accesso in piazza Duomo è molto più limitato”, ha precisato poi il sindaco, a margine della cerimonia dell’alzabandiera in occasione del 100° anniversario del Primo Comando Aeronautico a Milano. “Ora sia io e che il prefetto ne stiamo parlando con l’Inter, io mi auguro che la cosa si faccia – ha proseguito – . Credo che sia una buona idea che appoggio e che sia nella volontà della Prefettura”.

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(ITALPRESS)

Zaia “Candidato regionali Veneto? Non dipende da cosa farò in futuro”

VENEZIA (ITALPRESS) – Zaia ministro e candidato per il Veneto per il centrodestra un rappresentante di Fratelli d’Italia?: “Non metterei insieme le due cose – risponde a una domanda dei giornalisti il presidente della Regione Veneto Luca Zaia -: Io non sono ricandidabile e quindi non c’è bisogno di fare uno scambio di favori. Da un lato c’è la scelta della presidenza della Regione che spetta alle segreterie ed è legittimo che la mia segreteria, quella della Lega, chieda un suo rappresentante. E questa non è lesa maesta’. Dall’altro c’e’ quello che farò io in futuro che non c’entra niente con questo. E questo deve essere chiaro”. Ma Zaia ha già deciso cosa fare? chiedono i cronisti: “Vedo che tanti si occupano del mio futuro – risponde Zaia, sorridendo – ma non ho capito se mi vogliono bene o sono preoccupati. Lo capirò strada facendo…”

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Veneto, Zaia “Con Una Collina di Libri la letteratura incontra il paesaggio”

VENEZIA (ITALPRESS) – “Con ‘Una Collina di Libri’, la grande letteratura internazionale incontra la bellezza e l’identità delle nostre Colline del Prosecco, Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Questa rassegna, giunta alla sua terza edizione, è diventata un punto di riferimento nel panorama culturale veneto e nazionale. È la dimostrazione concreta di come il Veneto sappia essere laboratorio di eccellenza, coniugando cultura, paesaggio e turismo sostenibile”. Così il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia è intervenuto questa mattina a Palazzo Balbi per presentare la terza edizione di ‘Una Collina di Libri – Festa Internazionale della Letteratura nelle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene’, insieme a Marina Montedoro, Presidente dell’Associazione per il Patrimonio delle Colline del Prosecco e a Francesco Chiamulera, direttore artistico della rassegna.

‘Una Collina di Libri’ è un nome che ho personalmente ideato, insieme al progetto stesso. Il Veneto è la regione italiana con il maggior numero di siti UNESCO, all’interno di un Paese che detiene il primato mondiale per Patrimoni dell’Umanità, ospitando oltre il 70% dei siti culturali riconosciuti a livello globale. ‘Una Collina‘ – ha proseguito Zaia – rappresenta un modello virtuoso: porta autori internazionali in luoghi simbolici del nostro territorio, valorizzando la bellezza dei borghi, dei castelli e delle comunità. Ma, soprattutto, dimostra che la cultura non è qualcosa di distante o elitario: è parte viva delle nostre comunità, è confronto, riflessione, bellezza condivisa. Dopo il successo delle edizioni 2023 e 2024 (quest’ultima sempre sold-out con oltre 2000 presenze), la manifestazione torna con un programma ancora più ricco: otto appuntamenti tra maggio e novembre, con protagonisti della letteratura e del pensiero contemporaneo, italiani e internazionali, che si alterneranno tra Conegliano, Valdobbiadene, Pieve di Soligo e Vittorio Veneto, portando il pubblico alla scoperta di storie, idee, emozioni e paesaggi. Parliamo di luoghi, quelli delle Colline del Prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, che nel 2024 sono state visitati da 530 mila persone, con un aumento del 10% rispetto al 2023 e del 19% rispetto al 2019. Il 60% dei visitatori sono stati turisti stranieri che crescono del 25% rispetto al 2023. E il trend non si arresta: a marzo di quest’anno siamo a più 34% di turisti, a confronto con il 2024″.

Ad aprire la terza edizione sarà Javier Cercas, tra i più importanti narratori spagnoli, giovedì 15 maggio 2025 al Teatro Accademia di Conegliano, con la presentazione in anteprima italiana del suo nuovo libro Il folle di Dio alla fine del mondo. Tra gli altri ospiti: Yaroslav Trofimov, finalista Pulitzer e firma del Wall Street Journal (5 giugno a Vittorio Veneto); Irina Turcanu e Sabrina Zuccato, in un dialogo sull’identità e i confini (22 giugno); Riccardo Falcinelli, tra i più influenti designer italiani, con una riflessione sul rapporto tra immagine, percezione e paesaggio (ottobre); e ancora altri quattro appuntamenti in autunno, il cui calendario completo sarà annunciato a giugno.

“L’intuizione di estendere il format di ‘Una Montagna di Libri’ da Cortina alle Colline del Prosecco – ha sottolineato Zaia – si è rivelata una scelta vincente. Una Collina di Libri è oggi una rassegna matura, che porta con sé valori fondamentali: la promozione della lettura, la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e paesaggistico, l’inclusione e la diffusione della conoscenza. Siamo davanti ad un tassello importante del percorso verso Cortina 2026, legando assieme i due grandi siti UNESCO del Veneto – le Dolomiti e le Colline del Prosecco – sotto il segno della cultura”.

“Ringrazio Marina Montedoro e Francesco Chiamulera – ha concluso il Presidente – per aver costruito con passione e continuità un progetto che fa crescere il nostro territorio non solo in termini di attrattività turistica, ma anche di consapevolezza culturale. Alla base di tutto, c’è l’amore per i libri, per la cultura e per i nostri luoghi. E questo amore è contagioso, perché parla a tutti, e parla del meglio del Veneto”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Lupus, passi in avanti nella cura di una malattia difficile da individuare

ROMA (ITALPRESS) – Il lupus eritematoso sistemico è una malattia autoimmune cronica che può colpire diversi organi e tessuti del corpo, tra cui la pelle, le articolazioni, i reni, il cuore e il sistema nervoso. Si verifica quando il sistema immunitario attacca erroneamente le cellule sane, causando infiammazione e danni ai tessuti. Le cause esatte del lupus eritematoso sistemico non sono ancora completamente note, ma si ritiene che vi sia una combinazione di fattori genetici, ambientali e ormonali. Alcuni fattori scatenanti sono le infezioni virali, l’esposizione ai raggi UV e lo stress.

“Il lupus è una patologia piuttosto rara che colpisce circa uno o due soggetti ogni mille abitanti, quindi di fatto è in effetti una patologia di cui si parla ancora piuttosto poco. Però devo dire che nell’ultimo periodo, negli ultimi anni, ci sono state diverse campagne di sensibilizzazione promosse soprattutto dalle associazioni dei pazienti, sia associazioni nazionali che associazioni internazionali, e di fatto anche la giornata, il World Lupus Day, è fatta apposta per sensibilizzare e far conoscere la malattia, anche perché è una malattia che talvolta può essere difficile da individuare”, ha detto la professoressa Maria Gerosa, professore associato di Reumatologia del Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università degli Studi di Milano e referente della Lupus Clinic, dell’unità operativa complessa di clinica reumatologica dell’ASST Pini-CTO, intervistata da Marco Klinger per Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.

“Il termine lupus ha origini lontane, già nel Medioevo veniva utilizzato questo termine per indicare tutta una serie di manifestazioni della pelle che, con un po’ di fantasia, potevano ricordare le cicatrici di un morso di un lupo. E quindi da lì poi, nell’Ottocento, è stato utilizzato proprio per definire le manifestazioni cutanee del lupus eritematoso”, ha aggiunto. Il lupus, ha spiegato, “ha delle manifestazioni cliniche molto variegate e anche molto diverse fra loro, sia nello stesso paziente nel corso della malattia, sia tra un paziente e l’altro. Sicuramente dei sintomi molto tipici e anche facili da identificare sono le manifestazioni cutanee, poi ci sono altre manifestazioni che coinvolgono tutti gli organi, come dolori articolari, artrite, problemi renali, problemi neurologici. È molto complessa come patologia e quindi, quando non ci sono le manifestazioni cutanee, talvolta può essere un po’ anche difficile da diagnosticare”.

“Il lupus è una patologia che è tipica delle donne in età fertile, ha un picco di incidenza proprio tra i 20 e i 40 anni, e le donne sono colpite 9 volte più frequentemente degli uomini. Questo probabilmente perché gli ormoni, in particolare gli estrogeni, possono attivare la risposta autoimmune. Fino a 30-40 anni fa la gravidanza nei casi più gravi di lupus veniva addirittura proprio sconsigliata perché poteva essere associata a un rischio di avere delle complicazioni durante la gravidanza, per la mamma e per il bambino, perché durante la gravidanza c’è in effetti un minimo di rischio che la malattia si riattivi e, se questo accade, può avere un impatto negativo sul decorso della gravidanza e quindi magari rendere necessario anticipare il parto. Gli estrogeni aumentano in maniera esponenziale in gravidanza e, siccome hanno un effetto che attiva la risposta immunitaria nel lupus, talvolta la malattia può proprio comparire durante la gravidanza. Adesso esistono delle cure che possono essere proseguite anche in gravidanza e ormai sappiamo che, se la gravidanza viene ben pianificata e ben programmata, in una fase in cui la malattia è spenta grazie a farmaci che poi non devono essere sospesi, allora le probabilità che tutto vada bene sono molto alte”, ha spiegato.

“La cosa più importante che raccomandiamo ai nostri pazienti e alle nostre pazienti è la protezione dai raggi ultravioletti perché l’esposizione al sole può essere uno dei fattori scatenanti la comparsa delle manifestazioni cutanee ma non solo, può anche scatenare una riacutizzazione delle manifestazioni degli organi interni. Quindi noi raccomandiamo di utilizzare sempre delle creme ad altissima protezione anche in inverno, in città, nella vita quotidiana”. Poi serve seguire “uno stile di vita sano: sappiamo che il fumo non solo può favorire l’insorgenza di malattie reumatologiche, ma può anche ridurre un po’ l’efficacia di alcuni farmaci. Recentemente sono stati fatti diversi studi sulla dieta e sembra che la dieta mediterranea e in particolare l’olio extravergine di oliva siano quasi dei fattori protettivi, perché riducono un po’ il miglio infiammatorio”.

La diagnosi “può essere abbastanza difficile, fino a 30-40 anni fa la diagnosi poteva essere ritardata rispetto all’esordio dei sintomi anche di decenni, perché è una malattia che è molto subdola, perché i sintomi possono mimare altre malattie. Poi essendo una malattia poco conosciuta e anche piuttosto rara non è la prima a cui si pensa, ma abbiamo fatto dei grossi passi avanti perché c’è una maggiore conoscenza, abbiamo anche degli strumenti diagnostici più efficaci e più sensibili e quindi adesso per fortuna non c’è più questo ritardo”.

La diagnosi precoce “è molto importante perché il lupus è una malattia che, se non è curata bene e in maniera decisa fin dall’inizio, è gravata da un rischio di accumulare un danno cronico che poi è irreversibile. Per cui la diagnosi precoce è fondamentale ed è uno dei nostri interessi principali anche dal punto di vista della ricerca, eventualmente individuare anche nuovi strumenti che ci possano aiutare a diagnosticare precocemente la malattia”.

“Adesso – conclude – abbiamo anche dei farmaci molto efficaci, finalmente dopo anni di attesa anche noi che ci occupiamo di lupus eritematoso abbiamo a disposizione i farmaci biologici, che sono utilizzati in reumatologia da tanti anni in altre patologie. Dall’anno scorso ne abbiamo due e, anche grazie all’utilizzo di questi farmaci, possiamo porci come obiettivo quello di prevenire il danno cronico e di permettere ai nostri pazienti di avere una vita normale”.

-Foto ratta da video Medicina Top-
(ITALPRESS).

Al Campus Gemelli di Roma via al Clinical Trials Day

ROMA (ITALPRESS) – Il ‘Campus di Ricerca Gemelli’, sintesi della sinergia tra Università Cattolica del Sacro Cuore e Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, in collaborazione con l’Ospedale Isola Tiberina Gemelli Isola si prepara ad accogliere il Clinical Trials Day, il 20 e 21 maggio a Roma: due giornate di confronto ad alto livello, dedicate all’innovazione terapeutica, alla crescita della ricerca clinica in Italia e alla formazione delle nuove figure professionali della medicina traslazionale.

Alla conferenza stampa di presentazione della due giorni sono intervenuti il Professore Antonio Gasbarrini, Preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore Scientifico facente funzioni della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, il Professore Sergio Alfieri, Ordinario di Chirurgia Generale all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore Area Clinico-Scientifica dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola, il Dottore Marco Elefanti, Direttore Generale della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, il Dottore Daniele Piacentini, Direttore Generale dell’Ospedale Isola Tiberina-Gemelli Isola e la Dottoressa Vincenzina Mora, Responsabile del Clinical Trial Office (CTO) della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e coordinatrice dell’evento.

“Negli ultimi 10-15 anni la medicina è completamente cambiata. Abbiamo farmaci innovativi in ogni linea terapeutica, dalle malattie rare, ai tumori, alle malattie autoinfiammatorie, alle malattie infettive. Abbiamo aumentato la sopravvivenza della maggioranza dei tumori di anni e anni. Questa è una rivoluzione”, ha spiegato Gasbarrini a margine della conferenza stampa.

“Abbiamo migliorato la qualità di vita di chi ha malattie autoimmuni, stiamo avendo successi sulle malattie rare e soprattutto nel mondo dell’oncologia c’è una rivoluzione in corso. I devices hanno fatto vedere cose incredibili”, come per esempio, “le protesi cocleari dei bambini che fin da piccoli possono imparare a sentire, imparare a parlare o le protesi cardiache. Questo, però, implica una medicina diversa, che ha costi diversi, ma con risparmi giganteschi. Soprattutto in termini di costi indiretti per la società, per il lavoro, per le famiglie. È una grande sfida e bisogna trovare le risorse investendo e disinvestendo”.

Sarà un evento di respiro nazionale, con una vocazione sempre più internazionale, che vedrà riuniti accademici, istituzioni, ricercatori, clinici, ma soprattutto le aziende farmaceutiche e dei medical devices, partner strategici e imprescindibili nel processo di sviluppo dei farmaci e delle tecnologie che cambiano la vita dei pazienti.

“I trials clinici sono un processo molto complesso che mira a verificare la sicurezza e l’efficacia di nuove terapie”, offrendo un’alternativa ai pazienti diventando per loro stessi “un’opportunità incredibile”, ha spiegato la Mora. Le aziende del farmaco e dei dispositivi medici saranno tra i protagonisti centrali dell’evento, non solo per i risultati raggiunti in R&S, ma anche per l’investimento crescente in Italia come hub di innovazione.

Il primo giorno sarà infatti dedicato a una rassegna concreta di successi industriali e scientifici, raccontando come le partnership pubblico-privato siano fondamentali per portare l’innovazione clinica al letto del paziente.

Nel secondo giorno, i riflettori si accenderanno sulle nuove professionalità della ricerca clinica, sempre più centrali per condurre studi di qualità secondo gli standard GCP. Sarà l’occasione per confrontarsi con università, enti regolatori e aziende su come costruire percorsi formativi curriculari, graduate e postgraduate, per figure come Study Coordinator e Study Nurse. Per sottolineare l’importanza di queste nuove professioni, saranno consegnati due riconoscimenti: il Clinical Trials Award “Giovanni Scambia” per il miglior Study Nurse e il premio “Ilaria Biagini” per il miglior Study Coordinator.

“I processi accademici devono cambiare, dobbiamo essere in grado di preparare i professionisti della sanità e della ricerca del futuro che ormai è presente”, ha detto Gasbarrini facendo riferimento al tema delle nuove professioni.

“Il sistema accademico italiano è straordinario. Da sempre siamo in grado di dare le preparazioni migliori del mondo in ogni area, quando la affrontiamo. Queste però sono professioni nuove. Professioni che non esistevano, quindi in qualche modo non c’è dubbio che dobbiamo fare un ripensamento anche su alcuni nostri corsi di laurea. Ormai in tutte le aree non si parla della didattica frontale, quella professionalizzante, quella fatta sul campo. Bisogna usare questa integrazione tra università e ospedale o strutture di ricerca per far sì che i ragazzi conoscano la teoria e soprattutto conoscano la pratica. La ricerca è un’arte, è una professione. La ricerca clinica ha delle regole rigidissime che vanno rispettate. Sono queste le cose che noi vogliamo fare emergere in questi due giorni di evento”.

“Le ragioni per cui ci siamo orientati verso i trials sono: competenze distintive, casistica estremamente ampia e necessità di cogliere nuove opportunità anche economiche”, ha spiegato Elefanti facendo riferimento, inoltre, a quanto sia cruciale per la crescita la creazione delle condizioni organizzative.

“Fare ricerca e la migliore garanzia per dare qualità delle cure. Quando si parla di sperimentazioni cliniche l’obiettivo è di fare innovazione finalizzata a curare meglio”, ha dichiarato Piacentini.

“L’evento è rivolto soprattutto ai cittadini. I pazienti che si rivolgono alle nostre strutture possono trovare non solo la medicina tradizionale ma la possibilità di dire dopo che cosa c’è e c’è la possibilità di entrare in un trial clinico”, ha detto Alfieri aggiungendo come sia necessario “facilitare la possibilità di trattenere i giovani che sono i talenti e che danno la possibilità di fare ricerca”.

Con 653 studi clinici ‘profit’ e 780 ‘no profit’ in corso e una solida infrastruttura di supporto alla ricerca (dal centro di Fase 1 al parco tecnologico G-STeP), il Campus dell’IRCCS Gemelli si conferma uno dei principali hub italiani per la sperimentazione clinica, capace di attrarre investimenti, fondi e talenti, e di generare valore in una logica di medicina personalizzata e sostenibile.

– Foto xl5/Italpress –

(ITALPRESS)

Il rilancio dell’Appennino Centrale passa dal Made in Italy

ROMA (ITALPRESS) – Storie di lavoro, passione e forte radicamento con il proprio territorio. Imprenditori e famiglie dell’Appennino centrale che hanno saputo rialzarsi dopo il sisma degli anni 2016 e 2017, rilanciando le loro aziende in diversi settori. Sono otto le realtà che operano del cratere sisma – la vasta area compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – presentate nel corso dell’evento “Made in Italy. Made in Appennino centrale”.
spf/mgg/azn

Netanyahu “Nei prossimi giorni entreremo a Gaza con tutte le nostre forze”

ROMA (ITALPRESS) – Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha annunciato che l‘esercito entrerà nella Striscia di Gazacon tutte le sue forze” nei prossimi giorni e che la guerra non si fermerà.

Durante un incontro con i riservisti, Netanyahu ha affermato: “Nei prossimi giorni entreremo con tutte le nostre forze per completare l’operazione e sconfiggere Hamas. Non ci sarà nessuna situazione in cui fermeremo la guerra”. 

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

E’ in libreria “Un’altra storia”, la biografia di Maurizio Landini

ROMA (ITALPRESS) – “C’è un filo rosso che lega tutta la mia esperienza. Questo filo rosso è la centralità del rapporto con le persone. La volontà e la capacità di ascoltarle. Siamo di fronte a un passaggio d’epoca. La democrazia è a rischio nel nostro Paese se non si combattono la disoccupazione e la precarietà se non si riconosce pieno valore alle persone che lavorano. Quando si è poveri anche lavorando vuol dire che è il momento della giustizia sociale”.
“Un’altra storia” (Piemme), l’autobiografia di Maurizio Landini, esce oggi – 13 maggio – nelle librerie a poche settimane dai referendum abrogativi dell’8-9 giugno su lavoro e cittadinanza. Una sorta di richiamo all’impegno, alla partecipazione e alla condivisione collettiva. Il libro è un racconto intimo tra ricordi e aneddoti. La vita con la famiglia e gli amici a San Polo d’Enza, l’amore per la moglie, la passione per il calcio, gli studi abbandonati a malincuore, il lavoro come metalmeccanico, le prime esperienze sindacali a Reggio Emilia e Bologna, la scoperta di un impegno che lo porterà prima a dirigere la Fiom e poi a diventare segretario generale della Cgil. Svolte professionali ed esistenziali che si intrecciano alla storia degli ultimi quarant’anni del nostro Paese.
Attenzione particolare viene riservata alle ferite sociali che ancora sanguinano e che devono essere rimarginate: la dignità del lavoro, affermata nel dopoguerra e nella seconda metà del Novecento e “negata nell’ultimo ventennio a colpi di leggi sbagliate, che le iniziative referendarie propongono di correggere e riformare profondamente”.
“Uno dei motivi che mi hanno spinto a raccontare la mia esperienza di vita e di lotta, è che vedo tra le giovani generazioni una straordinaria domanda di libertà”, spiega Maurizio Landini. “Una domanda di libertà e di realizzazione che non può essere delegata ad altri o rinviata a un futuro lontano, ma che si costruisce giorno per giorno, a partire dalla lotta per cambiare le condizioni di lavoro e superare la precarietà”.
-foto copertina libro –
(ITALPRESS).

A Roma controlli antiborseggio a tutela di pellegrini e turisti, 6 gli arresti

ROMA (ITALPRESS) – Prosegue il rafforzamento dei servizi di controllo per garantire la sicurezza per contrastare i reati contro il patrimonio, nello specifico furti e borseggi nei luoghi di maggiore afflusso, presso le fermate metropolitane e bus e a bordo dei mezzi pubblici, lungo le vie di afflusso dei fedeli in tutte le direttrici che conducono al Vaticano e a Santa Maria Maggiore. In questo contesto, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma, nelle ultime ore hanno arrestato altre 6 persone.

Nello specifico, i Carabinieri della Stazione Roma Quirinale hanno bloccato due cittadini georgiani di 51 e 53 anni, entrambi senza fissa dimora e con precedenti, che erano tenuti d’occhio dai militari, subito dopo avere sottratto una borsetta, appoggiata dietro al bancone della cassa, da una commessa di un esercizio commerciale di via Merulana.

I Carabinieri della Stazione viale Eritrea hanno invece individuato e poi pedinato, all’interno della metropolitana A, alla fermata Spagna, un cittadino peruviano di 63 anni, senza fissa dimora e con precedenti specifici, dedito alla commissione di furti. Lo straniero, poco dopo è entrato all’interno di un esercizio commerciale di via del Corso, poi all’uscita è stato bloccato dai militari con un personal computer appena sottratto.

Nella tratta della metropolitana Ottaviano – Flaminia, i Carabinieri della Stazione di Roma Monte Mario hanno sorpreso e arrestato un italiano di 50 anni, con precedenti, subito dopo aver rubato il portafogli ad un turista italiano che non si era accorto di nulla.

In piazza Trevi, proprio nei pressi della celebre Fontana, una nomade di 19 anni, di origine croata, senza fissa dimora e con precedenti, approfittando della distrazione di una turista slovacca intenta a scattare delle fotografie, le ha sottratto il portafogli, ma è stata poi bloccata dai Carabinieri della Stazione di Roma San Lorenzo in Lucina.

Infine, i Carabinieri della Stazione di Roma Madonna del Riposo hanno arrestato un romeno di 30 anni, senza fissa dimora e con precedenti, che poco prima, all’interno della metro A, fermata Cornelia, dopo aver sottratto il portafogli ad un 50enne romano, è stato rincorso dalla vittima con l’aiuto di un vigilante che lo hanno raggiunto e poi consegnato ai militari giunti poco dopo.

Le vittime di furto hanno presentato regolare denuncia querela presso i vari Comandi Stazione dei Carabinieri e la refurtiva recuperata è stata poi riconsegnata ad ognuna delle vittime. Gli arrestati sono stati condotti presso le aule dibattimentali di piazzale Clodio per il rito direttissimo al termine del quale gli arresti sono stati convalidati.

– Foto Ufficio stampa Carabinieri –

(ITALPRESS)

Sisma, passa dal Made in Italy il rilancio dell’Appennino Centrale

ROMA (ITALPRESS) – Storie di lavoro, passione e forte radicamento con il proprio territorio. Imprenditori e famiglie dell’Appennino centrale che hanno saputo rialzarsi dopo il sisma del 2016-2017 rilanciando le loro aziende, che esprimono l’eccellenza del Made in Italy in diversi settori. Sono otto le realtà in rappresentanza di tutto il tessuto imprenditoriale del cratere sisma (la vasta area compresa tra Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria) che nella giornata di ieri sono state presentate al Mimit nel corso dell’evento “Made in Italy. Made in Appennino centrale”. L’appuntamento, al quale erano presenti molte aziende del territorio, ha visto la partecipazione del Ministro Adolfo Urso, del Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli “Da un evento catastrofico importante, nel luogo più sfidante e difficile che è il cratere, sono nate storie di successo realizzate dalle imprese italiane – ha sottolineato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso -. Questo ci incoraggia a proseguire sulla strada del Sistema Paese: pubblico e privato insieme per far risorgere la speranza nei giovani, perchè restino in Italia a costruire il loro futuro. Come Governo, abbiamo introdotto l’obbligo di assicurazione per tutte le imprese contro gli eventi catastrofali, contribuendo così a ridurre il costo delle polizze, e previsto una liquidazione anticipata, da parte delle compagnie assicurative, fino al 30% dei danni entro 15 giorni, garantendo agli imprenditori risorse immediate per ripartire. In questo modo mettiamo in sicurezza il sistema economico e produttivo italiano”.
“L’Appennino centrale non solo è un territorio di grande bellezza, che racchiude un patrimonio unico fatto di storia, arte e cultura – dichiara il Commissario Straordinario al sisma 2016, Guido Castelli -. E’ anche un luogo caratterizzato da un tessuto imprenditoriale sano, vivace e tenace, che può contare su aziende di assoluto livello, che coniugano tradizione e innovazione. Presentarle e valorizzarle, come in occasione di questo incontro, è un’occasione per sottolineare che il cratere sisma è vivo e che un nuovo futuro, fatto di sviluppo e lavoro, è possibile anche grazie alla presenza di imprenditori che non si arrendono ma, anzi, sono pronti a rilanciarsi mantenendo sempre alto il vessillo del Made in Italy. A questa volontà di rimettersi in piedi e correre il Programma NextAppennino offre un supporto tanto strategico quanto importante, attraverso risorse che hanno l’obiettivo di promuovere la riparazione economica e sociale di comunità che hanno attraversato anni molto difficili. Desidero ringraziare il Ministro Urso per aver ospitato questo
appuntamento che conferma l’attenzione, sua e di tutto il Governo Meloni, nei confronti dei nostri territori, recentemente confermata anche dall’importantissimo esito della vertenza Beko”.
Nel corso dell’incontro, moderato dal giornalista della Rai Marco Carrara, i titolari delle aziende ospitate hanno descritto le caratteristiche della loro realtà, la loro storia e come hanno saputo affrontare le conseguenze di eventi catastrofali che, in quei territori, hanno causato gravi difficoltà a tutto il tessuto imprenditoriale. Una ripartenza difficile, in molti casi resa possibile anche grazie alle risorse finanziate da NextAppennino (il Programma del Piano complementare al Pnrr dedicato ai sismi del 2009 e del 2016) che, attraverso la Macromisura B, ha messo in campo incentivi per 565 milioni di euro, di cui hanno usufruito quasi 1400 imprese, destinati a sostenere gli investimenti, a stimolare l’innovazione, a rafforzare le attività produttive e la capacità competitiva nell’Appennino centrale. La responsabilità degli interventi di NextAppennino è affidata a una Cabina di Coordinamento, presieduta dal Commissario Straordinario Castelli.
Le otto imprese presentate al Mimit sono state la L:A:S – Laser Art Style di Corridonia (Mc), la Cucine Lube di Treia (Mc); la Tigamaro di Tolentino (Mc); la Marmo Idea 4.0 e la Centauroos di Ascoli Piceno (Ap); la AgriEuro di Spoleto (Pg), la SANO di Accumoli (Ri) e il Maglificio Gran Sasso di Sant’Egidio alla Vibrata (Te).
-foto spf/Italpress-
(ITALPRESS).