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Sicilia, Marcello Caruso “Archiviamo le polemiche, il centrodestra unito è vincente”

PALERMO (ITALPRESS) – Il coordinatore regionale di Forza Italia in Sicilia, Marcello Caruso, in un’intervista a LiveSicilia.it, ha analizzato il post-elezioni provinciali, esortando a superare le polemiche e a concentrarsi sul lavoro del governo Schifani. Secondo Caruso, prevarrà il senso di responsabilità sulla scorta dello “straordinario lavoro portato avanti dal governo e dalla maggioranza di centrodestra”.

Critico verso le elezioni di secondo livello, ritenute un “meccanismo becero”, ha ribadito che sarebbe stato meglio “restituire agli elettori la parola” per scegliere i rappresentanti in enti considerati “fondamentali”. Il sistema attuale lascia spazio a “questioni locali e territoriali” e “anomalie”. Nonostante ciò, l’analisi dei risultati evidenzia un “successo formidabile” del centrodestra con il 70% dei consiglieri provinciali. Caruso si è detto fiducioso nel “senso di responsabilità” dei partiti di centrodestra “impegnati… per il bene della Sicilia”, non temendo “fibrillazioni” per il governo regionale.

Le provinciali sono ormai “in soffitta”, con il focus sulla “politica con la P maiuscola” e sullo “straordinario lavoro” del governo Schifani e della coalizione. Un rimpasto di giunta “non è certamente all’ordine del giorno”, con la ripartizione già stabilita dal responso delle elezioni regionali, salvo eventuali esigenze interne dei singoli partiti.

Piena soddisfazione anche per il risultato di Forza Italia, confermato come il partito leader della coalizione per numero di consiglieri eletti e forte radicamento territoriale. Risultati “straordinari” in ogni provincia, citando in particolare Palermo (5 consiglieri, 25%), Catania (4 consiglieri, oltre 20%), Agrigento e il successo a Caltanissetta, dove FI ha eletto il presidente con oltre il 32% dei voti di lista.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

CGIA, al Nord Italia si lavora in media 27 giorni in più all’anno rispetto al Sud

VENEZIA (ITALPRESS) – Al Nord si lavora in media 255 giorni all’anno, al Sud appena 228. In altre parole, gli occupati del Nord ogni 12 mesi timbrano il cartellino 27 giorni in più rispetto ai colleghi del Sud. E come si spiega questa differenza? Non certo perché al Nord impiegati e operai siano degli instancabili eroi, mentre al Sud ci sia una diffusa presenza di “scansafatiche” che evitano uffici e fabbriche. Assolutamente no, la chiave di lettura non può essere fondata su questi luoghi comuni. Secondo l’analisi condotta dall’Ufficio studi della CGIA, invece, al Sud si lavora meno per almeno due ragioni strettamente correlate. La prima. E’ dovuta a un’economia sommersa molto diffusa che nelle regioni meridionali ha una dimensione non riscontrabile nel resto del Paese che, statisticamente, non consente di conteggiare le ore lavorate irregolarmente. La seconda. E’ imputabile a un mercato del lavoro che nel Mezzogiorno è caratterizzato da tanta precarietà, da una diffusa presenza di part time involontario, soprattutto nei servizi, da tanti stagionali occupati nel settore ricettivo e dell’agricoltura che abbassano di molto la media delle ore lavorate. Gli operai e gli impiegati con il maggior numero medio di giornate lavorate durante il 2023 sono stati quelli occupati nella provincia di Lecco (264,9 giorni). Seguono i dipendenti privati di Biella (264,3), Vicenza (263,5), Lodi, (263,3), Padova (263,1), Monza-Brianza (263), Treviso (262,7) e Bergamo (262,6).

Le province, infine, dove i lavoratori sono stati “meno” in ufficio o in fabbrica durante il 2023 sono quelli di Foggia (213,5 giorni), Trapani (213,3), Rimini (212,5), Nuoro (205,2) e Vibo Valentia (193,3). La media italiana è stata pari a 246,1 giorni. Ovviamente, nelle aree geografiche del Paese dove le ore lavorate sono più elevate, anche la produttività è maggiore e conseguentemente gli stipendi e i salari sono più pesanti. Se, come riporta la CGIA, al Nord la retribuzione media giornaliera nel 2023 era di 104 euro lordi, al Sud si è fermata a 77 euro (pari a un differenziale del 35 per cento). Per quanto concerne la produttività[1], invece, al Nord era superiore del 34 per cento rispetto a quella presente nel Sud (vedi Tab. 2). Va segnalato che le differenze salariali presenti in Italia nel settore privato sono un problema che ci trasciniamo almeno dagli inizi del secolo scorso. Purtroppo, in questi ultimi decenni il gap è sicuramente aumentato, perché le multinazionali, le utilities, le imprese medio-grandi, le società finanziarie/assicurative/bancarie che – tendenzialmente riconoscono ai propri dipendenti stipendi molto più elevati della media – sono ubicate prevalentemente nelle aree metropolitane del Nord. Non solo. Va evidenziato che queste realtà dispongono di una quota di personale con qualifiche apicali sul totale occupati molto alta (manager, dirigenti, quadri, tecnici, etc.), addetti che per contratto vanno corrisposti stipendi importanti.

Dall’analisi provinciale delle retribuzioni medie lorde pagate ai lavoratori dipendenti del settore privato emerge che, nel 2023, Milano è stata la realtà dove gli imprenditori hanno erogato gli stipendi medi più elevati: 34.343 euro. Seguono Monza-Brianza con 28.833 euro, Parma con 27.869 euro, Modena con 27.671 euro, Bologna con 27.603 euro e Reggio Emilia con 26.937 euro. In tutte queste realtà emiliane, la forte concentrazione di settori ad alta produttività e a elevato valore aggiunto – come la produzione di auto di lusso, la meccanica, l’automotive, la meccatronica, il biomedicale e l’agroalimentare – ha “garantito” agli addetti di questi territori buste paga molto pesanti. I lavoratori dipendenti più “poveri”, invece, si trovano a Trapani dove percepiscono una retribuzione media lorda annua pari a 14.854 euro, a Cosenza con 14.817 euro, a Nuoro con 14.676 euro. I più “sfortunati”, infine, lavorano a Vibo Valentia dove in un anno di lavoro hanno portato a casa solo 13.388 euro. La media italiana, infine, ammontava a 23.662 euro. Come ha avuto modo di segnalare anche il CNEL[2], il problema dei lavoratori poveri non parrebbe riconducibile ai minimi tabellari troppo bassi, ma al fatto che durante l’anno queste persone lavorano “poco”. Pertanto, più che a istituire un minimo salariale per legge andrebbe contrastato l’abuso di alcuni contratti a tempo ridotto.

Altresì, dalla CGIA fanno sapere che per innalzare gli stipendi dei lavoratori dipendenti, in particolar modo di quelli con qualifiche professionali minori, bisognerebbe continuare nel taglio dell’Irpef e diffondere maggiormente la contrattazione decentrata. Avendo una quota di lavoratori coperto dalla contrattazione collettiva nazionale tra le più alte d’Europa (quasi il 99 per cento del totale dei lavoratori dipendenti del settore privato), dovremmo “spingere” per diffondere ulteriormente anche la contrattazione di secondo livello, premiando, in particolar modo, la decontribuzione e il raggiungimento di obbiettivi di produttività, anche ricorrendo ad accordi diretti tra gli imprenditori e i propri dipendenti. Così facendo, daremmo soprattutto una risposta alle maestranze del Nord e in particolar modo delle aree più urbanizzate del Paese che, a seguito del boom dell’inflazione, in questi ultimi anni hanno subito, molto più degli altri, una decisa perdita del potere d’acquisto. Nell’analisi statistica sulla contrattazione decentrata realizzata dall’ISTAT, emerge che il 23,1 per cento delle imprese con almeno 10 dipendenti del settore privato extra agricolo applica un contratto decentrato. Si stima che i lavoratori coinvolti sarebbero il 55 per cento dei dipendenti totali delle imprese con almeno 10 addetti, pari, in termini assoluti, a circa 5,5 milioni di lavoratori.

– foto IMAGE –

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Teatro, Pirovano porta in scena a Luino “Johan Padan a la descoverta delle Americhe” di Dario Fo

MILANO (ITALPRESS) – Domenica 11 maggio, nell’ambito del Festival dei Mezaràt, l’attore Mario Pirovano porta in scena a Luino “Johan Padan a la descoverta delle Americhe” di Dario Fo. Il Festival dei Mezaràt, alla sua seconda edizione, è un omaggio a Dario Fo e Franca Rame, due figure emblematiche del teatro italiano, profondamente legate al territorio del Lago Maggiore, in particolare, di Luino e Sangiano.

Il titolo del festival richiama il “Paese dei Mezaràt”, come Fo stesso chiamava Porto Valtravaglia, sottolineando l’importanza delle radici culturali e locali nell’opera dell’autore. Un testo nato con la consueta irriverenza di Fo, che proprio nel 1991 si rese protagonista – involontario – di una clamorosa gaffe in Spagna: episodio dove io fui diretto testimone.

“Durante una conferenza stampa a Siviglia, per la presentazione di Mistero Buffo, Il responsabile Culturale del Festival, gli propose di tornare e l’anno dopo con “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe. Ignorando il contenuto della commedia; Una satira tagliente proprio contro la regina Isabella, la quale veniva celebrata in quei giorni, da una campagna per la sua beatificazione. Dopo aver accennato alla trama, e notato il gelo calato in sala, Fo con prontezza virò su una storia più “neutra”, ambientata proprio a Siviglia, e tutti tirarono un sospiro di sollievo”.

Il Festival è ideato e curato da Serena Nardi e vede anche il coinvolgimento dei Comuni di Sangiano, Luino, Leggiuno e della Provincia di Varese.

– foto ufficio stampa Mario Pirovano –

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Circuisce l’anziano zio e gli sottrae 250.000 euro, un uomo denunciato a Pordenone

PORDENONE (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Pordenone hanno denunciato un uomo per aver circonvenuto l’anziano zio sottraendogli oltre 250.000 euro. Eseguito, a suo carico, su ordine del Tribunale di Pordenone, il sequestro preventivo della somma sottratta.

Le indagini, condotte dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Pordenone sotto la direzione della locale Procura della Repubblica, originano dalla denuncia di un anziano pordenonese che, per essere assistito nelle incombenze della vita quotidiana, si era affidato al nipote. L’uomo, però, approfittando della fragilità dello zio, gravato dalla recente scomparsa della moglie, lo aveva subdolamente indotto ad affidargli la gestione dei conti correnti e delle carte di credito/debito e a disporre, a suo esclusivo vantaggio, la liquidazione di alcune polizze assicurative, appropriandosi, così, complessivamente, di una somma pari, a 251.667 euro.

Grazie ad articolati riscontri finanziari e all’audizione di numerose persone informate sui fatti, i Finanzieri pordenonesi hanno confermato la circonvenzione dell’anziano. Sulle evidenze probatorie, la Procura della Repubblica di Pordenone ha chiesto ed ottenuto, dal Giudice per le Indagini Preliminari, l’emissione, a carico del nipote infedele, di un Decreto di sequestro preventivo, eseguito dalle Fiamme Gialle fino alla concorrenza di Ç 251.667.

– foto ufficio Guardia di Finanza –

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Papa Leone XIV, Conte “Mi auguro possa essere scomodo come Bergoglio”

ROMA (ITALPRESS) – Papa Leone XIV “saprà farsi sentire e parlare con logiche che non sono proprie di nessuna fazione politica e mi auguro che sarà anche lui ‘scomodo’, a suo modo, come lo è stato Bergoglio. Sono certo che diventerà un grande punto di riferimento spirituale e morale anche negli Stati Uniti e che la sua solida figura farà sfigurare le intemperanze non solo di Trump ma di tutti i politici che, negli Usa, in Italia e dappertutto, fingono di risolvere i problemi a colpi di annunci e di azioni dimostrative”. Lo dice in un’intervista a La Stampa, il leader del M5s Giuseppe Conte.

“Non lo inquadrerei come un Papa americano tout court. Gli anni missionari nelle diocesi povere del Perù credo gli abbiano garantito ‘l’odore delle pecore’ e la propensione a stare ‘in mezzo al gregge’, non rinserrato nei palazzi apostolici. In un mondo lacerato da guerre, competizioni economiche e fondamentalismi, frammentato da ingiustizie e diseguaglianze, la parola ‘pace’ che è risuonata più volte nel suo primo discorso, non è neutra. Su di essa si misurerà primariamente il ruolo della Chiesa nel mondo: costruire ponti, avvicinare i popoli in conflitto con l’ascolto e il dialogo, per dirla con Papa Francesco: ‘disarmare le parole, le menti, la terra’” aggiunge Conte. “Oggi credo che la Chiesa, con la sua rete diplomatica e le sue riconosciute qualità di saggezza, possa essere il più grande promotore di pace e di negoziati al mondo. Questo compito dovrebbe svolgerlo, laicamente, l’Onu, che però versa da anni in grave crisi senza che ci sia la volontà politica di riformarla e rilanciarla” conclude l’ex premier.

– foto IPA Agency –

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Incontro con due ragazze come esca per una rapina, arrestata una banda a Roma

ROMA (ITALPRESS) – Un appuntamento concordato con due belle ragazze conosciute due giorni prima, poi l’aggressione degenerata in rapina: è lo schema andato in scena nella zona sud-est della Capitale e spezzato dalla Polizia di Stato che, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma, ha dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di quattro custodie cautelari in carcere.

Tutto è iniziato da un incontro apparentemente casuale tra la vittima e due belle ragazze in un fast food. “Dietro le quinte”, in realtà, era stato tutto architettato in ogni dettaglio: dalle esche, alla scelta dell’uomo da adescare, all’appuntamento al parco della Caffarella due giorni dopo. All’incontro, però, si sono presentati anche altri due ragazzi, che lo hanno circondato, picchiato e, minacciandolo con un coltello, rapinato di 500 euro. Oltre al danno economico, la vittima avrebbe altresì riportato una frattura delle ossa nasali. Una volta dimessa, si era poi presentata al Commissariato Appio per sporgere denuncia di quanto accaduto, fornendo una lucida ricostruzione dei fatti, accompagnata da una dettagliata descrizione dei presunti responsabili. Mentre gli uomini di via Botero, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma, stringevano il cerchio intorno a quattro persone sospette, si è presentato in commissariato un ventenne per denunciare una rapina da lui subita in piena notte.

Le analogie emerse con il precedente reato, in particolare le descrizioni dei presunti autori e dell’arma usata, hanno convito gli inquirenti ad unificare le indagini. Al termine degli accertamenti, sono state individuate quattro persone: le due ragazze, che avevano funto da “esca” in occasione del primo episodio, un ragazzo di 19anni, concorrente nello stesso reato, ed un 24enne di origini romene, che sarebbe stato il protagonista in negativo di entrambe le rapine. L’autorità giudiziaria competente, accolta la richiesta formulata dalla Procura della Repubblica all’esito delle indagini condotte dalla squadra di polizia giudiziaria del Commissariato Appio, ha emesso un’ordinanza applicativa della misura della custodia cautelare per i quattro gravemente indiziati del reato di rapina. Sono stati gli stessi agenti della Polizia di Stato a rintracciare gli indagati e ad eseguire il provvedimento.

– foto ufficio stampa Polizia di Roma –

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Medicina Top – 10/5/2025

MILANO (ITALPRESS) – Lupus, disturbi del gusto e dell’olfatto e l’arte di condurre interviste: sono i temi della cinquantaseiesima puntata di Medicina Top. Marco Klinger intervista Maria Gerosa, professore associato di Reumatologia del Dipartimento di Scienze cliniche e di comunità dell’Università degli Studi di Milano; Luca Raimondo, responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’ospedale Humanitas Gradenigo di Torino; Candida Morvillo, giornalista, opinionista e scrittrice.
fsc/gsl

Cleveland riapre la serie contro i Pacers, Nuggets ok all’overtime su Oklahoma

INDIANAPOLIS (USA) (ITALPRESS) – Cleveland reagisce e riapre la serie con Indiana. Dopo aver perso le prime due gare in casa, i Cavaliers passano per 126-104 al Gainbridge Fieldhouse e accorciano le distanze nella semifinale di Conference contro i Pacers. A far saltare stavolta il fattore campo è Donovan Mitchell, che chiude con 43 punti e 9 rimbalzi e soprattutto mette il timbro nell’ultimo quarto con due triple di fila e l’assist per Strus per un’altra bomba dall’arco a spegnere i sogni di rimonta di Indiana che era risalita fino al -9. Fondamentali anche i rientri di Evan Mobley, De’Andre Hunter (entrambi assenti in gara 2) e soprattutto Darius Garland, che per un infortunio al piede aveva saltato gli ultimi 4 match. Coach Atkinson si gode anche uno Strus da 20 punti con 4 triple, 7 rimbalzi e 7 assist, in una partita in cui Cleveland è stata sempre in controllo mentre Indiana (23 punti per Mathurin e 18 per Siakam) ha pagato la scarsa vena di Tyrese Haliburton, appena 4 punti e 5 assist.

Continua a regalare spettacolo anche la serie fra Denver e Oklahoma City, con i Nuggets che si impongono all’overtime per 113-104 nel primo dei due round alla Ball Arena portandosi sul 2-1. Dopo il pesante ko di gara 2 (43 punti di distacco), Denver trova in Jamal Murray (27 punti), Aaron Gordon (22 punti) e Michael Porter jr (21 punti) gli uomini della riscossa, bravi a sopperire alla serata no di Nikola Jokic che mette sì a referto 20 punti, 16 rimbalzi e 6 assist ma con 8/25 dal campo e 8 palle perse. Sul fronte Thunder anche l’altro grande candidato al titolo di Mvp della stagione, Shai Gilgeous-Alexander, è incappato in una serata complicata, sbagliando 15 tiri su 22 (1/6 da tre) per 18 punti totali. Meglio di lui Jalen Williams (32 punti) ma nel supplementare (11-2 il parziale) ne avevano di più i Nuggets, che domani sera proveranno ad allungare ancora sfruttando la spinta del proprio pubblico.

– foto IPA Agency –

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Macron, Starmer, Merz e Tusk a Kiev “La Russia accetti una tregua di 30 giorni”

ROMA (ITALPRESS) – “Con gli Usa chiediamo alla Russia di concordare un cessate il fuoco completo e incondizionato di 30 giorni per creare lo spazio per i colloqui su una pace giusta e duratura”. Lo hanno Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz e Donald Tusk in una dichiarazione al loro arrivo a Kiev, dove sosterranno l’Ucraina con una visita congiunta al leader Volodymyr Zelensky: “Siamo pronti a sostenere i colloqui di pace il prima possibile, a discutere l’attuazione tecnica del cessate il fuoco e a preparare un accordo di pace completo. Vogliamo essere chiari: lo spargimento di sangue deve cessare, la Russia deve fermare la sua invasione illegale e l’Ucraina deve poter prosperare come nazione sicura, protetta e sovrana all’interno dei suoi confini riconosciuti a livello internazionale per le generazioni future. Continueremo ad aumentare il nostro sostegno all’Ucraina. Finché la Russia non accetterà un cessate il fuoco duraturo, aumenteremo la pressione sulla macchina da guerra russa” hanno aggiunto.

– foto IPA Agency –

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Il Milan batte 3-1 il Bologna, doppietta per Gimenez

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan vince in rimonta a San Siro contro il Bologna per 3-1 e mantiene vive le speranze di raggiungere l’Europa. Sono Pulisic e una doppietta di Gimenez a regalare i tre punti ai sette volte campioni d’Europa, in apertura di ripresa in svantaggio in seguito a una rete del solito Orsolini. Per i rossoneri un buon antipasto della finale di Coppa Italia, sempre contro gli emiliani; per gli uomini di Italiano un brutto stop in chiave qualificazione alla prossima Champions.
Al 14′, i padroni di casa devono rinunciare a Tomori, costretto a uscire in seguito a un colpo alla testa che non sembra però preoccupante. Al suo posto entra Thiaw. Tre minuti dopo, Pulisic si rende protagonista di una serpentina centrale, si porta la palla sul destro e calcia, ma Lykogiannis stoppa in scivolata la conclusione che sarebbe probabilmente finita nell’angolino. Al 23′, sul fronte opposto, Maignan deve mettere le mani su un destro a giro di Dominguez che viene salvato in angolo. Alla mezz’ora si fa male anche Erlic, che lascia il posto a Lucumì. Al 44′, Orsolini si divora l’1-0 quando calcia alle stelle con il sinistro da ottima posizione vanificando una bella palla a rimorchio messa al centro da Lykogiannis. Sarà l’ultima occasione della prima frazione, che si chiude sullo 0-0.
Il match si sblocca al 4′ della ripresa, in favore degli uomini di Italiano. Dallinga effettua una sponda aerea per Orsolini che, dalla destra, fa il classico movimento a rientrare sul sinistro e scaglia una conclusione nell’angolino lontano che diventa imprendibile per Maignan. Al 28′, gli emiliani si fanno trovare scoperti e subiscono il pareggio. Il neo entrato Chukwueze si trova libero sulla sinistra e serve al centro Pulisic, il quale prolunga sulla destra per l’altro nuovo entrato Gimenez, che batte Skorupski per l’1-1. La rimonta si completa al 34′. Chukwueze serve al centro Joao Felix, il quale va al tiro e la palla, dopo un rimpallo su Beukema, finisce sul destro di Pulisic che con il piatto destro trafigge Skorupski per il 2-1. Per i rossoblù è un colpo da ko che costa carissimo alla squadra in ottica corsa Champions. Al 45′, Cambiaghi ha sul destro la palla del 2-2 ma Maignan si fa trovare pronto deviando in angolo. In pieno recupero, Gimenez mette in cassaforte il risultato sfruttando al meglio un assist dalla destra di Chukwueze, battendo ancora Skorupski per il 3-1 con il destro al termine di un contropiede perfetto. Il risultato non cambierà più. Il Milan sale all’ottavo posto, in attesa della sfida della Fiorentina, raggiungendo quota 60. Il Bologna resta invece in settima posizione, a +2 sui rossoneri. Le due squadre torneranno ad affrontarsi mercoledì sera, a Roma, in occasione della finale di Coppa Italia.
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