MILANO (ITALPRESS) – Agricoltura e fotovoltaico possono coesistere e collaborare per assicurare la sovranità, l’indipendenza alimentare e quella energetica dell’Italia. È di questo avviso il 76% degli italiani, mentre il 67% riconosce anche i benefici nel coniugare, sullo stesso terreno coltivabile, l’attività agricola con la produzione di energia elettrica rinnovabile. È quanto emerge dall’indagine “Gli italiani e il rapporto tra agricoltura e fotovoltaico”, realizzato da Fondazione UniVerde e Noto Sondaggi. Per consentire all’Italia di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2, senza sacrificare l’attività agricola, il campione intervistato riconosce la necessità di un maggior dialogo e collaborazione tra i settori agricolo ed energetico. Il sondaggio è stato presentato nel corso di un convegno promosso a Milano da Fondazione UniVerde, Coldiretti Lombardia, Starlight – a NextEnergy Group Company e Legance.
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Agrivoltaico sostenibile, una sfida possibile
Mafia, giustizia e il caso Monreale, gli studenti a confronto col procuratore De Lucia
MAFIA, GIUSTIZIA E CASO MONREALE, STUDENTI “INTERROGANO” DE LUCIA
PALERMO (ITALPRESS) – Le azioni di contrasto alla mafia come punto di partenza per un dialogo a tutto tondo, che tocca la stretta attualità su temi di carattere sia politico sia di cronaca. Il procuratore capo di Palermo, Maurizio De Lucia, ha partecipato, al liceo scientifico Ernesto Basile, a un incontro con gli studenti di tre scuole del territorio: il liceo classico Giovanni Meli, il liceo linguistico Ninni Cassarà e lo stesso liceo Basile.
L’incontro rappresenta una tappa delle diverse attività realizzate dal Centro studi Paolo e Rita Borsellino nell’ambito dei percorsi per l’orientamento degli istituti scolastici coinvolti, realizzati nell’ambito del progetto sperimentale Enterprise, promosso dalla Garante dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del Comune di Palermo per favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza negli adolescenti e attivare processi partecipativi e cittadinanza attiva.
L’evento ha anche un valore simbolico, in quanto la sede scolastica ospitante è stata realizzata proprio in una struttura confiscata alla mafia nel quartiere Brancaccio.
Un centinaio circa i ragazzi che hanno partecipato all’incontro: molti di loro hanno rivolto domande a De Lucia, la cui riflessione non può che partire dalle operazioni che dopo la cattura di Matteo Messina Denaro hanno frenato i tentativi di riorganizzazione di Cosa nostra sul territorio.
“Mi piacerebbe operare in una città in cui ci sono molti meno reati – sottolinea, – Purtroppo Palermo è una realtà criminogena forte con un passato terribile, che ci riconduce alla presenza di una mafia che vive in questo territorio da 170 anni e ha sempre cambiato forma per gestire i propri affari. Non è solo un fenomeno criminale, ma qualcosa di profondamente connesso al tessuto cittadino: non parlo di quello popolare, anche se è da lì reclutano manovalanza, ma di quanti permettono di portare avanti i suoi interessi attraverso gente che propriamente mafiosa non è. È vero che Cosa nostra appare più debole rispetto a trent’anni fa, ma non è certamente sconfitta e ce lo dimostra l’operazione di polizia che a febbraio ci ha permesso di decimare diversi mandamenti: adesso la mafia si sta riorganizzando partendo dalle basi, per recuperare una forza militare pari al periodo antecedente a quello dei corleonesi”.
Due, spiega il procuratore capo di Palermo, gli strumenti attraverso cui si cerca oggi di combattere Cosa nostra: “I racconti dei collaboratori di giustizia e le intercettazioni, che non sono solo telefoniche ma coinvolgono anche il dark web: le forme di comunicazione che usa oggi la mafia sono sofisticatissime, ben lontane dai pizzini che usavano in passato, e pure noi dobbiamo evolverci con strumenti investigativi altrettanto nuovi. Servono in particolare poliziotti esperti in materia di cyber crime e una maggiore attenzione a quello che succede all’interno delle carceri, dove troppo spesso entrano oggetti. L’attuale legislatura vuole limitare il ruolo delle intercettazioni, ma sappiamo bene che i loro contenuti vengono divulgati solo per scopi processuali e non per altro: oggi i nostri strumenti non sono solidi come quelli della mafia, più la posta in gioco è alta più aumenta la necessità di adeguarci. Con le cosiddette persone perbene la mafia inizia a lavorare non con le minacce ma con le licenze, in modo che queste persone si ritrovino poi in condizione di debito”.
Durissima la presa di posizione contro la riforma sulla separazione delle carriere: per De Lucia “i cittadini sono tutti uguali davanti alla legge, ma la legge deve trattare tutti allo stesso modo. In un sistema dove le carriere sono separate il pubblico ministero non ha il potere di esercitare l’azione penale, ma solo discrezionale e di conseguenza politico: è la politica a dare presunti indirizzi su chi deve essere perseguito penalmente e chi no. In Italia dopo la seconda guerra mondiale si è deciso di avere un pubblico ministero indipendente dal potere politico e inserito nell’ordine giudiziario. Quella per cui andremo a votare non è una riforma della giustizia, ma della magistratura: nessun potere in democrazia dipende solo da se stesso, quindi tra qualche anno presumo ci sarà una seconda riforma per stabilire da chi dipenderà la magistratura requirente. Non può essere un ministro a dire quali reati lasciare stare e quali perseguire, perché è ovvio che l’attenzione riguarderà principalmente quelli che riguardano chi la pensa in modo politicamente diverso“.
Altro tema su cui risponde il procuratore capo di Palermo è la vicenda di Monreale, sulla quale le indagini sono in pieno svolgimento: secondo De Lucia “serve una riflessione più profonda su cosa fare per migliorare lo sviluppo socioeconomico di certe zone della nostra città: a Palermo circolano troppe armi, alimentate da un mercato su cui c’è la mano della mafia, e finiscono in mano ai giovani. Il livello culturale in determinate zone è molto basso e gli principali esempi arrivano dai social: c’è qualcosa che non va sul piano della formazione e del recupero del territorio. Serie tv come Il capo dei capi e Gomorra sono fatte bene, ma servono gli strumenti per capire che si tratta di narrazioni di una realtà da non emulare”.
– Foto xd8/Italpress –
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Palermo, Dionisi “Siamo ancora dentro i playoff, posticipiamo i giudizi”
PALERMO (ITALPRESS) – “Conta il risultato, ci dobbiamo riscattare. Siamo dentro ai play-off e dobbiamo meritarceli. Le due sconfitte hanno complicato il percorso, ma siamo ancora dentro”. Così il tecnico del Palermo Alessio Dionisi alla vigilia della sfida con il Frosinone in programma domani sera al Barbera.
Le prestazioni dei rosanero hanno fortemente deluso i tifosi e le contestazioni non sono mancate: “Noi giochiamo contro il Frosinone, non contro altri. Sappiamo che veniamo giudicati dal risultato. Abbiamo un obiettivo e dobbiamo perseguirlo. L’obiettivo iniziale non erano solo i playoff, non siamo stati all’altezza – continua Dionisi – Quando finirà la stagione si tirerà una riga e qualcuno giudicherà. Ora ci deve essere la volontà di arrivare ai play-off. Il problema è mentale. Noi non siamo dei campioni, dobbiamo andare oltre i nostri limiti. I ragazzi lo sanno”.
Sul prossimo avversario: “Col Frosinone sarà una partita difficile, ha più qualità rispetto alle squadre che abbiamo affrontato nelle ultime gare. L’ex Lucioni? E’ andato via, non c’è stato modo di confrontarci. Non è dipeso da me. È un giocatore che in Serie B ha fatto tanto, con una personalità importante. Sono state fatte delle scelte”.
– Foto IPA Agency –
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Poste Italiane, Del Fante “Risultati del trimestre molto soddisfacenti”
ROMA (ITALPRESS) – “Oggi siamo lieti di annunciare risultati molto soddisfacenti nel primo trimestre dell’anno in tutte le aree di business, con ricavi e profittabilità a livelli record, e una crescita a doppia cifra del risultato operativo anno su anno. Questi numeri rappresentano un’ulteriore conferma della solidità del nostro modello di business, della nostra disciplina e nella sua esecuzione e della nostra capacità di adattarci e crescere in un contesto dinamico. Restiamo fiduciosi sulla nostra capacità di raggiungere gli obiettivi del 2025 e di continuare a generare risultati solidi anche nei prossimi trimestri. Tutte le business unit hanno contribuito alla crescita dei ricavi del 5% anno su anno, per un totale di 3,2 miliardi”. Così Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste Italiane.
“Il bilancio di Gruppo estremamente solido – aggiunge – sostiene la nostra nuova politica dei dividendi e rappresenta un chiaro impegno alla creazione di valore a lungo termine per i nostri stakeholder, confermato da un saldo di dividendo pari a 0,75 euro per azione, equivalente a un dividendo totale di circa 970 milioni, da corrispondere agli azionisti alla fine di giugno. Questo importo determina un dividendo totale per l’intero esercizio pari a 1,4 miliardi, corrispondenti a 1,08 per azione”, conclude Del Fante.
– Foto Ufficio stampa Poste Italiane –
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Una donna presa a pugni e rapinata a Roma, arrestato un 39enne
ROMA (ITALPRESS) – I Carabinieri della Stazione di Roma Tor Vergata, su segnalazione giunta al numero di emergenza 112, hanno arrestato in flagranza di reato per resistenza a pubblico ufficiale e rapina un romano di 39 anni.
I militari sono intervenuti in via Calimera dove una donna aveva segnalato di essere stata vittima di rapina. In particolare la donna ha riferito che, pochi minuti prima al culmine di una lite su strada con il 39enne, suo conoscente, era stata percossa violentemente e colpita con pugni al volto, con evidente ecchimosi al volto notate anche dai militari intervenuti, che poi le aveva rubato il telefono cellulare e dei documenti personali.
A seguito dell’aggressione la donna è stata poi soccorsa e condotta in codice giallo presso il pronto soccorso del Policlinico Casilino dove è stata medicata e successivamente dimessa con 15 giorni di prognosi. Nelle fasi dell’identificazione da parte dei militari, l’uomo ha più volte cercato di colpire con calci e pugni i militari che sono stati costretti ad immobilizzarlo e condurlo in caserma. Presso le aule di piazzale Clodio, il Tribunale di Roma ha convalidato l’arresto.
– Foto Ufficio stampa Carabinieri –
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Luna Rossa prepara la sua seconda base a Cagliari, acquisito un lotto al Porto Canale
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Merita sicuramente attenzione particolare la nascente base tecnologica ed industriale di Luna Rossa che rafforza ufficialmente il legame a doppio filo con Cagliari e la Sardegna, ambiente naturale e casa dove preparare interamente le proprie sfide sportive”.
Così il presidente dell’Autorità di sistema portuale della Sardegna, Massimo Deiana, commenta il nuovo insediamento di Luna Rossa al Porto Canale di Cagliari, che raddoppia la presenza del team in Sardegna. Dopo la base operativa al molo Ichnusa, la squadra di vela protagonista dell’America’s Cup ha ottenuto in concessione un ampio lotto nell’area est del porto industriale, dove realizzerà un cantiere avanzato per la costruzione, la manutenzione e il collaudo di imbarcazioni da competizione.
Il nuovo polo si estenderà su una superficie di 27mila mq, con due banchine di 203 e 210 metri rispettivamente, e relativi specchi acquei per un totale di circa 13.940 metri quadrati. Luna Rossa è una delle cinque realtà che hanno partecipato al bando per l’assegnazione dei lotti destinati allo sviluppo della cantieristica nautica nel porto industriale.
“Il processo di assegnazione dei lotti del distretto della cantieristica della nautica da diporto può considerarsi un successo storico che apre la strada ad una nuova stagione di crescita imprenditoriale ed economica per il Sud dell’Isola e non solo” aggiunge Deiana.
Tra le società assegnatarie vi è Gordon’s Light Structures Srl, in collaborazione con Cantieri di Olbia Srl, che ha ottenuto due lotti distinti. Il primo, di tipologia A, prevede un canone annuo di circa 96mila euro e comprende una superficie scoperta di circa 50mila metri quadri, una banchina di 176 metri e circa 5.800 mq di specchio acqueo. Il secondo lotto è invece di tipologia C, ha un canone annuo di poco superiore ai 21mila euro con una superficie di 12.500 metri quadri.
Entrambi gli insediamenti ospiteranno moderni capannoni, architettonicamente innovativi, destinati ad attività industriali e uffici, oltre ad aree sistemate a verde con specie autoctone per minimizzare l’impatto ambientale. Un’altra assegnazione è andata a Cantiere navale Sa Perdixedda e SCA.FE Srl, che hanno ottenuto due lotti retrobanchinali.
Il primo, di tipologia D, ha un’estensione di 7mila mq per un canone annuo di 12.400 euro ed è destinato a un cantiere per rimessaggio, laboratori artigiani e attività complementari per imbarcazioni fino a 15 metri. Il secondo di tipologia E da 3.500 mq e un canone annuo di poco superiore a 6mila euro. Infine, ICN Srl – Iannella Costruzioni Metalliche e Navali si è aggiudicata un lotto di tipologia D, senza sbocco a mare, per un canone annuo di circa 15.500 euro. Restano ancora da assegnare cinque lotti su undici.
– Foto Ufficio stampa Autorità Portuale Sardegna –
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A Milano il Digital Coffee di Jakala per l’impatto dell’IA sulle imprese
MILANO (ITALPRESS) – Si è svolto oggi presso la sede di Palazzo Mellerio a Milano un nuovo appuntamento con il Digital Coffee di JAKALA, il ciclo di incontri dedicato all’impatto dell’Intelligenza Artificiale sul mondo delle imprese.
L’edizione di maggio ha posto l’accento sull’evoluzione dei settori Telco, Media & Energy, sempre più interconnessi e accomunati dalla transizione verso un modello multiservizio. Una convergenza che sta ridisegnando le strategie aziendali e imponendo una nuova visione della customer experience, in cui centralità del cliente, semplificazione e integrazione rappresentano le nuove leve competitive.
Intitolato Smart Multiservice Model: esperienza cliente e tecnologie abilitanti, l’incontro ha visto la partecipazione di rappresentanti di realtà di primo piano che hanno scelto JAKALA per l’implementazione dei loro progetti di trasformazione: Francesco Baisi, Head of CVM & Big Data, Fastweb+Vodafone; Alberto Comunello, Director of Customer Value & Data, E.ON; Flavia Lenzi, Head of Marketing & Customer Service, Engie; Francesco Muscente, Head of Marketing Strategy & CX, Edison Energia; Roberta Ponticelli, Responsabile Marketing e Comunicazione di prodotto, Iren Mercato Dalla fibra all’energia, dai contenuti all’intrattenimento, i confini tra telco, media e utility si fanno sempre più sfumati.
Le aziende sono chiamate a ripensare la relazione con i clienti in un’ottica integrata, capace di rispondere a bisogni trasversali e in rapida evoluzione. Tra i temi emersi durante la tavola rotonda, l’importanza delle alleanze strategiche, la gestione intelligente della customer base e il superamento del modello “business as usual”.
I leader intervenuti hanno condiviso casi concreti e visioni sul valore di una nuova cultura del dato e sulla capacità di ascoltare e interpretare i comportamenti del cliente per costruire esperienze davvero rilevanti. “Il modello multiservizio richiede alle aziende di pensare in modo diverso: non basta più sommare offerte, serve creare un’esperienza integrata e significativa, capace di rispondere ai bisogni complessi e in continua evoluzione dei consumatori. L’evoluzione verso un modello multiservizio impone una trasformazione profonda, non solo tecnologica ma soprattutto culturale”, ha dichiarato Alessandro Olivari, Senior Partner di JAKALA, aprendo lavori della mattinata.
“Con questa edizione del Digital Coffee vogliamo alimentare un confronto concreto tra chi oggi sta ripensando il mercato alla luce delle potenzialità dell’Intelligenza Artificiale”. “Oggi non assistiamo solo a una trasformazione tecnologica, ma a una ridefinizione del significato stesso di customer experience. L’Intelligenza Artificiale è il catalizzatore che ci permette di anticipare i bisogni, abbattere le barriere tra settori e costruire modelli di relazione realmente evoluti – ha aggiunto Stefano Spoldi, Managing Director di JAKALA – In questo scenario, il nostro ruolo va oltre quello di fornitore di soluzioni: siamo un partner strategico che accompagna le imprese nella costruzione di un vantaggio competitivo sostenibile e orientato al futuro”.
– Foto Ufficio stampa Jakala –
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La space economy veneta protagonista all’Expo di Osaka
VENEZIA (ITALPRESS) – “La space economy in Veneto è un mission strategica, un settore in cui anche piccole aziende o start-up possono crescere velocemente in nicchie di mercato. E’ una rivoluzione, che partendo dalla realizzazione di infrastrutture spaziali arriva a generare prodotti e servizi innovativi a valore aggiunto per aziende, cittadini, istituzioni. Per questo, chi decide di investirvi può valersi di risorse per 185 milioni di euro, dedicate a ricerca e innovazione come previsto dal PR FESR 2021-2027. Oggi il Veneto è la terza regione italiana nella filiera dell’aerospazio, un settore che vale 2,2 miliardi di fatturato e conta 260 aziende. 88 aderiscono alla RIR Air, la rete innovativa regionale per l’aerospazio riconosciuta dal 2020, che comprende anche 4 università venete e 2 Fondazioni con il compito di trasferire le tecnologie innovative dal settore aerospaziale alla filiera industriale. Ne parleremo dal 20 al 22 maggio nella terza edizione di Space Meetings veneto, che ospiterà 5.000 incontri b2b tra operatori del settore, 250 aziende da 25 paesi, 150 buyer internazionali, 25 start-up, 150 relatori e 50 panel”.
L’assessore Roberto Marcato ha presentato nel Padiglione Italia ad Expo 2025 Osaka la rete veneta dell’aerospazio, assieme al dirigente di RIR Air Michele Peterle e ai componenti del Consiglio direttivo Liviana Forza, Gianpietro Marchiori, Luciano Gamberini, in un incontro molto partecipato e d’interesse verso un settore che ogni anno in Veneto cresce del 22% quanto a fatturato dalle sue 260 aziende. Una filiera in netto sviluppo non solo come tecnologie, ma anche per la loro applicazione all’impresa veneta.
“E’ rilevante considerare che le imprese attive in Italia nella filiera dell’aerospazio sono per l’85% pmi, di cui il 27% start-up – aggiunge Marcato -. Si deduce anche da questo come il tessuto economico veneto, composto per il 96% da piccole e medie imprese, sia particolarmente favorevole all’innovazione che deriva dalla ricerca aerospaziale. In questo da 5 anni la RIR Air è fondamentale, perché interpreta l’aerospazio come insieme di opportunità per le imprese nelle telecomunicazioni, la navigazione, la meteorologia, la gestione delle emergenze, nell’agricoltura e nel controllo del territorio, con ampissime possibilità di impiego in tanti settori, declinandole poi all’impresa”.
“Ne sono esempio virtuoso le aziende Officina Stellare, Qascom e Zoppas Industries, che fanno parte della rete AIR, hanno sviluppato progetti a livello internazionale e sono state protagoniste di due lanci orbitali internazionali. Il primo lancio, eseguito dalla base spaziale di Vandenberg in California con un razzo Falcon 9 di SpaceX, ha portato in orbita due satelliti grazie all’impiego di un sofisticato telescopio prodotto dall’azienda di Sarcedo (Vicenza) Officina Stellare. Il secondo lancio avvenuto dal Nasa Kennedy Space Center in Florida con il razzo Falcon 9 di SpaceX, ha riguardato la missione congiunta Nasa-Asi diretta verso la Luna, con lo scopo di testare un payload d’avanguardia sviluppato dall’azienda veneta Qascom, progettato per validare i futuri servizi di navigazione spaziale lunare. Quello aerospaziale è uno scenario che comincia a coinvolgere sempre più imprese appartenenti a settori diversi e questo è di assoluto interesse per la filiera veneta che guarda all’innovazione”.
– Foto Ufficio stampa Regione Veneto –
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Schifani “Garantire livelli più alti di sanità un obiettivo, dialogo tra pubblico e privato”
PALERMO (ITALPRESS) – “La salute è un diritto riconosciuto e tutelato quale fondamentale diritto della persona e come interesse della collettività ed è stata chiara nei costituenti la volontà di inserire nel testo della Carta fondamentale la tutela della ‘salute’ intesa quale bene – valore in sé, e non in quanto ricollegata ad interessi, pur rilevanti, quali la sicurezza pubblica o la capacità produttiva. In questo contesto assume certamente rilievo l’evoluzione del nostro ordinamento costituzionale in materia di diritto alle cure: dopo una lunga stagione nella quale i vincoli finanziari hanno costituito un un’immancabile qualificazione limitativa della piena effettività dell’accesso alle cure, stanno prevalendo orientamenti, suffragati dagli orientamenti della Corte costituzionale, che riconoscono il rilievo ‘incomprimibile’ che connota il diritto a ricevere prestazioni sanitarie adeguate”.
Così il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, intervenendo al convegno promosso dall’Associazione Coordinamento Ospedalità Privata – Acop Sicilia, su “Obiettivi e sfide del sistema sanitario siciliano: verso la creazione di valore”, presso la Sala Mattarella, a Palazzo dei Normanni, a Palermo.
“Se il Servizio sanitario nazionale (SSN), basato sui principi di universalità, uniformità e solidarietà deve garantire l’accesso all’assistenza sanitaria a tutti i cittadini, sulla base dei bisogni di ciascuno, senza la selezione del rischio, ciò può e deve avvenire coinvolgendo le strutture sanitarie private che concorrono alla qualità ed all’efficienza complessiva del servizio per corrispondere alla crescente domanda di assistenza sanitaria e di tutela del diritto alla salute”, prosegue Schifani.
“L’apporto dei privati al rendimento del sistema sanitario nazionale, come di quello regionale, si manifesta non solo per il pur significativo ruolo produttivo e la rilevante creazione di valore, ma l’elemento realmente distintivo riguarda la sua capacità di anticipare i bisogni della collettività offrendo, mediante l’impiego di strutture organizzative, servizi che sovente la mano pubblica non è in grado di erogare sui territori. Le politiche pubbliche di una democrazia decidente, soprattutto quelle chiamate a confrontarsi con le esigenze ed i diritti fondamentali dei cittadini, hanno necessità di una continua opera di correzione e riequilibrio che tenga conto delle esigenze effettive e dei bisogni ai quali corrispondere, soprattutto in una Nazione variegata e differenziata qual è l’Italia ed in una grande Regione insulare qual è la Sicilia”.
“Il mio Governo – ed in questo senso sono state adottate puntuali scelte sul piano amministrativo ed organizzativo – ritiene che il sistema delle Strutture sanitarie private debba svolgere un ruolo fondamentale per garantire il pluralismo dell’offerta di servizi alla salute necessario per assicurare la qualità delle cure e l’adeguato soddisfacimento di una diffusa domanda di assistenza sanitaria – sottolinea Schifani -. Un sistema che coniughi differenziazione e complementarietà può puntare, pur in un contesto di risorse finanziarie limitate, ad accrescere lo spettro dei servizi offerti alla domanda di assistenza sanitaria che proviene dalla società. Il privato sociale, attraverso l’apporto dei privati al sistema sanitario, assume rilevanza strategica in un settore come quello dell’assistenza, ma anche della prevenzione sanitaria, che si trova a fronteggiare sfide molto complesse. Le tendenze demografiche in atto nel nostro come negli altri Paesi industrializzati denotano un generale invecchiamento della popolazione, con evidenti ripercussioni negative sui sistemi di welfare. La domanda di prestazioni sanitarie e sociosanitarie si è sviluppata, si è differenziata ed è divenuta sempre più sofisticata, sottoponendo il sistema sanitario a crescenti pressioni evolutive. Le tensioni finanziarie sui bilanci pubblici e, in special modo, su quelli delle strutture sanitarie hanno rischiato di compromettere il livello di soddisfazione della domanda di servizi assistenziali pubblici”.
“La Sicilia ha attraversato quasi un ventennio di risanamento economico-finanziario del sistema sanitario regionale (programmi operativi di riorganizzazione, di riqualificazione, di potenziamento del Servizio sanitario regionale, successivamente denominato Piano di rientro), recuperando il necessario equilibrio e riducendo il disavanzo, in linea con le disposizioni del Patto per la Salute e della normativa nazionale e regionale. Le intese che abbiamo raggiunto con il Governo centrale, anche a seguito un un lungo confronto di fronte alla Corte costituzionale, offrono un nuovo quadro di cooperazione finanziaria tra Stato e Regione”, ha detto ancora il presidente della Regione.
“Il Governo regionale – rimarca Schifani – è impegnato rafforzare la percezione e l’affidabilità nelle comunità territoriali della tutela della Salute – pur di fronte a vicende che hanno evidenziato patologie e ritardi che abbiamo affrontato con tempestività – con l’obiettivo di garantire più adeguati ed elevati livelli di qualità, a partire dalla riduzione delle liste d’attesa – obbiettivo prioritario del mio Governo -, superando le diseguaglianze territoriali nell’erogazione dei LEA conseguenti a rilevanti differenze di tipo strutturale, tecnologico e organizzativo che condizionano l’offerta dei servizi sanitari, destinando risorse significative per rafforzarne la sostenibilità e l’efficienza del servizio, ricorrendo a nuove professionalità sanitarie e parasanitarie”.
“Intendiamo migliorare l’accesso alle cure per i cittadini siciliani – aggiunge Schifani -, rafforzando la qualità dell’offerta da parte di strutture pubbliche riorganizzate e razionalizzate, ma anche attraverso l’accordo con le strutture private accreditate per incrementare la disponibilità di prestazioni sanitarie, dalle visite specialistiche agli interventi chirurgici, con una diminuzione dei tempi di attesa che ha purtroppo rappresentato una delle criticità maggiori del sistema sanitario regionale. L’obiettivo prioritario resta quello di incrementare la flessibilità dell’offerta sanitaria permettendo a molti cittadini di ottenere le cure necessarie in tempi più rapidi rispetto al passato e senza la necessità di migrare, anche per ottenere un’assistenza sanitaria appropriata. L’integrazione delle strutture private nel sistema sanitario pubblico rafforza la specializzazione nelle prestazioni, visto che molte strutture private offrono trattamenti di alta complessità che sovente risultano non essere facilmente accessibili nel sistema pubblico”.
“Si tratta di modellare e modernizzare un sistema – e pubblico e privato dovranno farlo nel dialogo ed nel confronto innovativo – chiamato ad affrontare una domanda quantitativamente e qualitativamente crescente di tutela della salute, un sistema che deve incrementare gli investimenti, sia nell’edilizia sanitaria, garantendo la tempestività di quelli previsti dal PNRR, che per far fronte all’epocale trasformazione digitale dell’assistenza sanitaria e delle tecnologie innovative per ed edificare su solide basi una società più inclusiva per le future generazioni dei siciliani”, conclude il presidente della Regione Siciliana.
– Foto IPA Agency –
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Giornata mondiale della Croce rossa, la bandiera esposta in Cittadella regionale
CATANZARO (ITALPRESS) – La bandiera della Croce rossa italiana è stata esposta oggi nella Cittadella regionale per celebrare e onorare l’impegno dei volontari dell’organizzazione umanitaria in ogni parte del mondo. L’occasione è offerta dalla giornata mondiale della Croce rossa e della Mezzaluna rossa, che si celebra oggi, 8 maggio, data di nascita del fondatore Henry Dunant.
La bandiera dell’associazione, che in Italia è operativa da 161 anni, ricorderà ai calabresi l’importanza di un’azione umanitaria svolta quotidianamente al fianco delle persone più vulnerabili. Nella serata di oggi, per rendere omaggio alla ricorrenza, la Cittadella regionale verrà inoltre illuminata di rosso.
– Foto Ufficio stampa Regione Calabria –
(ITALPRESS)
