mercoledì, Settembre 16, 2026
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McTominay affonda il Torino, il Napoli è da solo in vetta

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Napoli approfitta dello scivolone dell’Inter e si riprende la vetta solitaria della classifica della Serie A, a quattro giornate dalla fine. Gli uomini di Antonio Conte superano 2-0 il Torino nel match del “Maradona”: decide la doppietta di Scott McTominay. I padroni di casa partono subito forte, creando grosse difficoltà ai granata prima con un batti e ribatti nell’area avversaria e poi con un errore di Milinkovic-Savic sulla pressione di Lukaku, su cui è decisivo il salvataggio di Maripan. Al 7′ ci pensa il solito Scott McTominay a sbloccare la contesa: lo scozzese si avventa su un cross basso di Anguissa ed infila la sfera alle spalle di Milinkovic-Savic. All’11’ i ragazzi di Paolo Vanoli provano a reagire con una conclusione di Adams, che però viene successivamente fermato per fuorigioco. Qualche minuto più tardi il Torino si spinge in avanti con l’ex Elmas, il cui tiro viene deviato sui piedi di Biraghi che fallisce il cross. Gli ospiti fanno possesso palla, ma ad andare a segno è ancora il Napoli: al 42′ Scott McTominay realizza la sua personale doppietta, trovando la deviazione vincente sul traversone di Politano. Nella ripresa la squadra granata cerca di accelerare le operazioni per riaprire la sfida, ma fa fatica a rendersi pericolosa dalle parte di Meret. Nel frattempo Antonio Conte deve fare i conti con gli infortuni di Buongiorno ed Anguissa, che vengono rispettivamente rilevati da Marin e Billing. Quest’ultimo è subito protagonista poichè al 61′ colpisce una clamorosa traversa su cross di Spinazzola. Al 78′ il neo-entrato Karamoh lascia partire un traversone insidioso, ma Olivera è attento e lo prolunga in calcio d’angolo. Il secondo tempo del Napoli non è affatto fortunato sotto il punto di vista degli infortuni, dato che anche Lobotka accusa qualche problema fisico: lo slovacco viene sostituito a pochi minuti dal termine. Nel finale gli azzurri amministrano il 2-0 e portano a casa una vittoria fondamentale in ottica Scudetto. In virtù di questo successo, infatti, il Napoli torna in testa alla classifica salendo a 74 punti, a +3 sull’Inter. Nel prossimo turno i campani saranno impegnati nella trasferta del Via del Mare contro il Lecce, in programma sabato.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Lecce protesta ma pareggia a Bergamo nel ricordo di Graziano

BERGAMO (ITALPRESS) – Finisce 1-1 la sfida tra Atalanta e Lecce nel ricordo di Graziano Fiorita, membro dello staff dei salentini scomparso giovedì. I bergamaschi non sfruttano la frenata da parte dell’Inter ma si portano a -6 dai nerazzurri campioni d’Italia in carica; i giallorossi muovono la classifica e fanno un piccolo passo avanti verso la salvezza. Tutto è ancora aperto, nel prossimo turno ci sarà la sfida casalinga col Napoli. Gli orobici, invece, sfideranno il Monza.
Il calcio è passato inevitabilmente in secondo piano. Si è chiusa probabilmente la settimana più complessa in casa Lecce: i giallorossi hanno attuato sin da subito una protesta silenziosa contro la scelta di posticipare la gara di sole 48 ore dopo la scomparsa di Graziano Fiorita, storico fisioterapista del club. I salentini sono scesi in campo con una maglia bianca, senza loghi nè stemmi: “Nessun valore, nessun colore”, la scritta scelta dal club, oggi in formazione ridotta a Bergamo. Con la squadra, infatti, hanno viaggiato soltanto il direttore sportivo Stefano Trinchera e il team manager Claudio Vino: durante il riscaldamento e all’uscita dal campo poco prima del match, tutto il pubblico di fede atalantina ha applaudito il Lecce, che ha ricambiato il segno di vicinanza da parte dei tifosi di casa.
Nel settore ospiti presente invece un fiocco nero gigante e uno striscione dedicato al fisioterapista scomparso giovedì durante il ritiro a Coccaglio, in provincia di Brescia.
I primi 45 minuti sono scivolati via tra l’emozione per il minuto di raccoglimento – il capitano Marten De Roon ha consegnato una corona di fiori a Baschirotto – e un silenzio surreale per via dello sciopero del tifo orobico, ripreso soltanto dopo 15 minuti con un lancio di fumogeni che ha portato alla sospensione per circa un minuto e mezzo della gara. L’Atalanta si è vista pochissimo dalle parti di Falcone – due le occasioni non sfruttate da Mario Pasalic -, il Lecce invece ha spaventato Carnesecchi riuscendo poi a trovare la rete del vantaggio su rigore grazie a Karlsson (penalty assegnato per un fallo di mano Hien). Nella ripresa i nerazzurri hanno trovato la rete del pari ancora su calcio di rigore, questa volta trasformato da Mateo Retegui, salito a quota 24 gol in stagione. Un punto a testa, che fa comodo al Lecce, nel ricordo di Graziano.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Lecce protesta ma pareggia a Bergamo nel ricordo di Graziano

BERGAMO (ITALPRESS) – Finisce 1-1 la sfida tra Atalanta e Lecce nel ricordo di Graziano Fiorita, membro dello staff dei salentini scomparso giovedì. I bergamaschi non sfruttano la frenata da parte dell’Inter ma si portano a -6 dai nerazzurri campioni d’Italia in carica; i giallorossi muovono la classifica e fanno un piccolo passo avanti verso la salvezza. Tutto è ancora aperto, nel prossimo turno ci sarà la sfida casalinga col Napoli. Gli orobici, invece, sfideranno il Monza.
Il calcio è passato inevitabilmente in secondo piano. Si è chiusa probabilmente la settimana più complessa in casa Lecce: i giallorossi hanno attuato sin da subito una protesta silenziosa contro la scelta di posticipare la gara di sole 48 ore dopo la scomparsa di Graziano Fiorita, storico fisioterapista del club. I salentini sono scesi in campo con una maglia bianca, senza loghi nè stemmi: “Nessun valore, nessun colore”, la scritta scelta dal club, oggi in formazione ridotta a Bergamo. Con la squadra, infatti, hanno viaggiato soltanto il direttore sportivo Stefano Trinchera e il team manager Claudio Vino: durante il riscaldamento e all’uscita dal campo poco prima del match, tutto il pubblico di fede atalantina ha applaudito il Lecce, che ha ricambiato il segno di vicinanza da parte dei tifosi di casa.
Nel settore ospiti presente invece un fiocco nero gigante e uno striscione dedicato al fisioterapista scomparso giovedì durante il ritiro a Coccaglio, in provincia di Brescia.
I primi 45 minuti sono scivolati via tra l’emozione per il minuto di raccoglimento – il capitano Marten De Roon ha consegnato una corona di fiori a Baschirotto – e un silenzio surreale per via dello sciopero del tifo orobico, ripreso soltanto dopo 15 minuti con un lancio di fumogeni che ha portato alla sospensione per circa un minuto e mezzo della gara. L’Atalanta si è vista pochissimo dalle parti di Falcone – due le occasioni non sfruttate da Mario Pasalic -, il Lecce invece ha spaventato Carnesecchi riuscendo poi a trovare la rete del vantaggio su rigore grazie a Karlsson (penalty assegnato per un fallo di mano Hien). Nella ripresa i nerazzurri hanno trovato la rete del pari ancora su calcio di rigore, questa volta trasformato da Mateo Retegui, salito a quota 24 gol in stagione. Un punto a testa, che fa comodo al Lecce, nel ricordo di Graziano.
– foto Image –
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Papa Francesco in un video inedito “Giovani, imparate ad ascoltare”

CITTA’ DEL VATICANO (ITALPRESS) – “Cari ragazzi e ragazze, una delle cose molto importanti nella vita è ascoltare, imparare ad ascoltare. Quando una persona ti parla, aspettare che finisca per capirla bene e, poi, se me la sento, dire qualcosa. Ma è importante ascoltare”. E’ l’invito che Papa Francesco rivolgeva ai giovani in un video registrato l’8 gennaio scorso da un suo amico sacerdote ospite a Casa Santa Marta, e pubblicato oggi da varie testate in occasione del Giubileo degli adolescenti.
“Guardate bene la gente, la gente non ascolta. Alla metà di una spiegazione, risponde, e questo non aiuta la pace. Ascoltate, ascoltate tanto. E non dimenticate i nonni. I nonni ci insegnano tanto”, aggiunge.

– Foto IPA Agency –

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Sardegna, la giunta Todde nomina i commissari delle Asl

CAGLIARI (ITALPRESS) – La Giunta regionale della Sardegna ha nominato i commissari nelle aziende sanitarie. Su proposta dell’assessore della Sanità, Armando Bartolazzi, l’esecutivo guidato da Alessandra Todde, ha infatti adottato le delibere con cui vengono formalizzati gli incarichi di commissario nelle strutture facenti capo al sistema sanitario regionale. “Dopo l’approvazione di decine di delibere e della Legge 8, lo scorso marzo, oggi con la nomina dei commissari segniamo una tappa fondamentale del processo riorganizzativo della sanità in Sardegna per riportare al centro del sistema sanitario regionale il diritto alla salute fin qui troppo spesso negato ai cittadini sardi”, commenta la presidente della Regione, Alessandra Todde. Le delibere fanno infatti seguito a quanto previsto dalla Legge regionale 8, licenziata dal Consiglio regionale l’11 marzo 2025 e pubblicata sul Buras due giorni dopo, il 13 marzo, “Disposizioni urgenti di adeguamento dell’assetto organizzativo ed istituzionale del sistema sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 11 settembre 2020, n.24”, che prevedeva la possibilità di commissariare i vertici delle aziende sanitarie entro quarantacinque giorni dalla pubblicazione della legge, e quindi entro oggi, 27 aprile.
I commissari sono stati scelti tra i soggetti inseriti nell’elenco nazionale dei direttori generali di cui all’art. 1 del decreto legislativo 4 agosto 2016, n. 171 e resteranno in carica per sei mesi a partire dalla data di sottoscrizione del contratto. La giunta Todde ha nominato questi commissari: Asl 1 Sassari Paolo Tauro; Asl 2 Gallura Ottaviano Contu; Asl 3 Nuoro Angelo Zuccarelli; Asl 4 Ogliastra Diego Cabitza; Asl 5 Oristano Federico Argiolas; Asl 6 Medio Campidano Maria Francesca Ibba; Asl 7 Sulcis Andrea Marras; Asl 8 Cagliari Aldo Atzori; Arnas Brotzu Maurizio Marcias; AOU Cagliari Vincenzo Serra; AOU Sassari Mario Carmine Antonio Palermo; AREUS Angelo Serusi. “Fino a pochi minuti prima della convocazione della Giunta ci sono state interlocuzioni con tutte le forze politiche che compongono il Campo Largo, per ricomporre tutte le posizioni e per condividere i nomi dei commissari, nell’interesse del riassetto complessivo del sistema sanitario sardo”, si legge in una nota.

– Foto IPA Agency –

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Monreale sotto shock dopo la notte di sangue, dalla politica condanna unanime alla violenza

MONREALE (PALERMO) (ITALPRESS) – Una notte tragica per Monreale, con tre giovani vittime e due feriti, al termine di una sparatoria che ha insanguinato la centralissima via Benedetto d’Acquisto, a poca distanza dal Duomo. Circa venti colpi di pistola, che hanno spezzato le vite di Massimo Pirozzo, 25 anni, Salvatore Turdo, 24, e Andrea Miceli, 34, ferendo altri due giovani, ora ricoverati all’ospedale Civico di Palermo.
Sulla strage indagano i carabinieri, che in caserma hanno sentito numerose persone. Si fanno sempre più insistenti le voci su un sospettato 19enne del quartiere Zen di Palermo, ma ancora non ci sono conferme ufficiali dagli inquirenti. Le indagini sono coordinate dalla Procura di Palermo guidata da Maurizio De Lucia.
La sparatoria è avvenuta intorno all’una, e sarebbe avvenuta al culmine di una lite tra un gruppo di giovani monrealesi, davanti a un locale di via D’Acquisto, e dei palermitani provenienti dal quartiere Zen. Una delle vittime avrebbe protetto la fidanzata prima di venire colpita dai proiettili.
Gli inquirenti hanno acquisito le immagini delle videocamere di sorveglianza della zona. Non è ancora chiaro se la lite sia nata per futili motivi o dietro ci sia un tentativo di furto di alcune moto.
Ultimamente a Monreale sono avvenuti numerosi furti di auto e di moto, e secondo diverse testimonianze gli autori verrebbero dal capoluogo.
La sparatoria è avvenuta nella zona della movida monrealese, ancora più frequentata in queste sere anche per l’imminente festa del Santissimo Crocifisso, che è stata annullata dal Comune in segno di lutto per una comunità che è sotto shock.
Il sindaco Alberto Arcidiacono, profondamente addolorato “per la perdita di queste giovani vite”, ha infatti annunciato l’annullamento della 399^ edizione della Festa, i cui eventi avrebbero preso il via questa sera. “In un momento di così profondo dolore per la nostra comunità, ogni festeggiamento appare inopportuno e irrispettoso verso le vittime e le loro famiglie”, ha dichiarato il sindaco.
In segno di lutto e di vicinanza ai familiari colpiti da questa tragedia, il Comune di Monreale proclamerà il lutto cittadino nei giorni in cui si svolgeranno le esequie.
Inoltre, l’Amministrazione Comunale ha deciso di farsi carico delle spese per i funerali dei tre giovani scomparsi, desiderando così offrire un concreto segno di solidarietà e sostegno alle famiglie in questo momento di sofferenza.
“La nostra comunità è ferita nel profondo – ha aggiunto Arcidiacono -. Ci stringiamo con affetto alle famiglie colpite e ci impegniamo a fare tutto il possibile per supportarle in questo momento così difficile. La perdita di queste giovani vite è una ferita che segnerà per sempre la nostra città”.
“La violenza ha nuovamente colpito e questa volta i nostri ragazzi nel cuore di Monreale! Di fronte ad un simile evento, la parola più eloquente è il silenzio, i gesti più appropriati, la preghiera e il pianto – è il commento dell’arcivescovo di Monreale Gualtiero Isacchi -. Esprimo il mio personale cordoglio e la mia vicinanza ai famigliari nel loro infinito dolore, così come anche agli amici e all’intera città di Monreale oggi preda dello sconforto. Questo fatto mi colpisce e genera in me un senso di responsabilità, perché queste morti chiedono e meritano una risposta personale da parte di ciascuno. La violenza è ormai cifra caratterizzante del nostro convivere sociale: l’uso delle parole, il bullismo, gli abusi su bimbi e donne, le prepotenze, l’arroganza e molte altre manifestazioni, infettano il nostro modo di comunicare, di convivere e di abitare la casa comune. Tutto ciò non può che sfociare nella violenza e nella morte. Basta! È necessario fermarci, interrogarci e farci carico della complessità sociale avviando laboratori di civiltà nuova”.
“C’è solo l’abisso della sofferenza davanti alla tragedia avvenuta a Monreale la scorsa notte. C’è la disperazione per un episodio che non può trovare alcuna connessione con la ragione. Ho parlato a lungo con il sindaco di Monreale, Alberto Arcidiacono, e ho trovato un uomo sconvolto per i fatti: attraverso lui ho espresso il cordoglio per le vittime e la cristiana vicinanza ai loro familiari. Mi stringo nella preghiera a tutta la comunità di Monreale che so incredula quanto me nell’osservare la catastrofe umana seguita agli spari della scorsa notte”, dice Giorgio Mulè, vice presidente della Camera.
“Pensavamo che episodi del genere fossero collegati prevalentemente ad altri territori o solo alla cinematografia americana, invece, troppo spesso leggiamo di notizie collegate alla movida violenta delle nostre città – spiega il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gaetano Galvagno -. Si tratta di fatti che iniziano quasi sempre per futili motivi e degenerano in violenze che sfociano in tragedia. Tutto ciò è assurdo. Sono da subito disponibile ad avviare un confronto tra le istituzioni per individuare ogni soluzione necessaria ad arginare questa recrudescenza che ha già superato il livello di guardia. In un momento così doloroso, desidero esprimere il mio personale cordiglio alle famiglie delle tre giovani vite spezzate da questa notte di violenta follia”.
“Dolore e sgomento per quanto successo a Monreale. Assurdo che tre ragazzi muoiano così. Esprimiamo la nostra vicinanza ai familiari delle vittime, ai feriti e a tutta la comunità. Auspichiamo sia fatta presto chiarezza sull’accaduto, assicurando i colpevoli alla giustizia”, afferma Nino Germanà, vicepresidente dei senatori della Lega e coordinatore della Lega in Sicilia.
“Non si può morire così, in una serata come tutte le altre, incroci pazzi criminali con in tasca una pistola e lasci questa vita, in un istante, senza una ragione – scrive sui social il vicepresidente di Italia Viva Davide Faraone -. E con tre vittime ti consoli, perché comunque per il numero di pallottole sparate e la massa di gente in giro, pensi che potevano essere molti di più a morire. Condoglianze alle famiglie, vicinanza alla comunità monrealese sconvolta da piombo e sangue e infine la speranza che i criminali vengano presto assicurati alla giustizia”, conclude Faraone.
“La tragica notte di Monreale, che ha lasciato una terribile e inaccettabile scia di sangue, lascia sgomenti e induce a una profonda, attenta riflessione: troppo facile sta diventando il ricorso alle armi e alla violenza, cosa che rende insicure le nostre città e i luoghi della movida frequentati dai nostri ragazzi. Bisogna lavorare, e molto, sul fronte della sicurezza e della prevenzione. Ai familiari delle vittime il nostro grande cordoglio, e ai feriti l’augurio di pronta guarigione, nella speranza che sulla vicenda sia fatta presto piena luce e che i colpevoli siano assicurati prontamente alla giustizia”, sottolinea il capogruppo del M5S all’Ars Antonio De Luca.
Il presidente dei deputati regionali di Forza Italia Stefano Pellegrino, esprime “profondo sgomento e inquietudine per la gravissima sparatoria avvenuta questa notte a Monreale, costata la vita a tre giovani e il ferimento di altri due. Un atto di inaudita violenza che colpisce non solo le vittime e le loro famiglie, ma l’intera comunità di Monreale e quella siciliana”.
“Siamo sconvolti dalla notizia di questa tragedia. Le vite spezzate di questi giovani rappresentano una perdita incolmabile per le loro famiglie e per la nostra società. È fondamentale unirsi per affrontare le radici di un disagio sociale sempre più evidente, che alimenta episodi di violenza e insicurezza”, afferma la segretaria generale della Cisl Palermo Trapani Federica Badami.

– Foto IPA Agency  –

(ITALPRESS).

Europei U23, primo posto dell’Italia nel medagliere per nazioni

TALLINN (ESTONIA) (ITALPRESS) – Un finale trionfale: due ori, un argento e il primo posto nel medagliere per Nazioni. Chiusura col botto per l’Italia nell’ultima giornata degli Europei under 23 di Tallinn: vincono il titolo continentale le squadre azzurre di spada femminile (con Gaia Caforio, Carola Maccagno, Lucrezia Paulis e Vera Perini) e di fioretto maschile (nel team Mattia De Cristofaro, Damiano Di Veroli, Giulio Lombardi e Tommaso Martini), mentre è vicecampione d’Europa il quartetto degli sciabolatori (Cosimo Bertini, Edoardo Cantini, Marco Mastrullo e Antonio Tallarico).

Così, nella domenica estone, la spedizione italiana, guidata dal Capo delegazione Federico Vismara, vola a quota 13 medaglie con un totale di 5 ori, 3 argenti e 5 bronzi, piazzando proprio nella giornata conclusiva il sorpasso sulla Francia e conquistando così il medagliere anche dall’Europeo under 23. La marcia della squadra azzurra di spada femminile è scattata con la netta vittoria per 45-21 sull’Estonia padrona di casa nei quarti di finale. La squadra guidata a fondo pedana dal maestro Maurizio Mencarelli ha poi superato in semifinale la Svezia con il punteggio di 45-30.

Carola Maccagno, Gaia Caforio, Lucrezia Paulis e Vera Perini hanno confermato la propria leadership della competizione e chiuso in bellezza la loro giornata perfetta governando fin dalle prime anche la finale contro l’Ungheria, esultando per il verdetto di 45-25 che ha regalato alle spadiste italiane un oro meritatissimo.

Quattro su quattro per il fioretto, che ha completato oggi il suo poker di successi, vincendo tutte le competizioni d’arma. Nella domenica di Tallinn è toccato alla squadra maschile. I fiorettisti Giulio Lombardi, Tommaso Martini, Damiano Di Veroli e Mattia De Cristofaro hanno iniziato la giornata con il 45-33 contro Israele nei quarti di finale. Gli azzurri, seguiti a fondo pedana dalla maestra Serena Pivotti, anche in semifinale hanno dettato legge imponendosi sulla Polonia per 45-30.

In finale il quartetto italiano, dopo un avvio non semplicissimo, ha avuto ragione della Francia con il risultato di 45-40, conquistato in quinto titolo europeo complessivo di questo Europeo azzurro. Secondo gradino del podio, infine, per la squadra azzurra di sciabola maschile.

Il quartetto composto da Cosimo Bertini, Edoardo Cantini, Marco Mastrullo e Antonio Tallarico è entrato in gara contro la Spagna nei quarti di finale, vincendo l’incontro con il punteggio di 45-38. In semifinale, dopo un match molto intenso, l’Italia ha superato la Georgia per 45-43 staccando così il pass per l’ultimo atto. Gli sciabolatori italiani, guidati dai maestri Marco Ciari e Cristiano Imparato, si sono fermati solo in finale contro la Francia, che ha avuto la meglio con il risultato di 45-36.

Per l’Italia, comunque, una bellissima medaglia d’argento sui titoli di coda che certifica un en-plein: tutte le sei squadre azzurre, in questa kermesse continentale, sono riuscite a salire sul podio. Dunque, l’Italia ha fatto 13. Tante sono le medaglie che hanno permesso alla spedizione azzurra di trionfare nel Medagliere per Nazioni anche in questa 16^ edizione dei Campionati Europei Under 23.

A Tallinn i 5 titoli continentali sono stati conquistati a livello individuale da Giulia Amore (fioretto femminile) e Giulio Lombardi (fioretto maschile), e dalle squadre di fioretto femminile (Giulia Amore, Irene Bertini, Carlotta Ferrari e Aurora Grandis), spada femminile (Gaia Caforio, Carola Maccagno, Lucrezia Paulis e Vera Perini) e fioretto maschile (Mattia De Cristofaro, Damiano Di Veroli, Giulio Lombardi e Tommaso Martini).

Tre le medaglie d’argento griffate da Gaia Caforio (spada femminile individuale) e dalle squadre di sciabola femminile (Benedetta Fusetti, Carlotta Fusetti, Michela Landi e Manuela Spica) e sciabola maschile (Cosimo Bertini, Edoardo Cantini, Marco Mastrullo e Antonio Tallarico).

Di bronzo, infine, nelle gare individuali Benedetta Fusetti e Manuela Spica (sciabola femminile), Damiano Di Veroli (fioretto maschile) e Cosimo Bertini (sciabola femminile), e la squadra di spada maschile (Filippo Armaleo, Enrico Piatti, Simone Mencarelli e Nicolò Del Contrasto). L’Italia saluta così Tallinn con una medaglia in più rispetto all’edizione dello scorso anno ad Antalya ed eguagliando il bottino record di un Europeo under 23 all’estero che risaliva a Torun 2013.

– Foto Ufficio stampa Federscherma –

(ITALPRESS)

La Fiorentina piega l’Empoli nel derby per 2-1

FIRENZE (ITALPRESS) – Il secondo 2-1 consecutivo conquistato ai danni dell’Empoli consente alla Fiorentina di fare suo il derby e poter continuare ad ambire ad un piazzamento europeo attraverso il campionato. Una vittoria importante quella degli uomini di Palladino, costruita nel primo tempo e poi difesa con le unghie e con i denti contro un’avversaria che era assetata di punti vista la pericolante classifica. Troppo poco quanto messo in mostra dagli uomini di D’Aversa per portare a casa un risultato positivo dal Franchi e la classifica di Grassi e compagni rimane ancora rimediabile solo in virtù del ko contemporaneo del Venezia. I padroni di casa indirizzano la gara a proprio favore nei 25′ iniziali quando prima Adli, servito sul filo del fuorigioco da Gudmundsson, e poi Mandragora, in rovesciata, su cross dello stesso Adli, trovano due reti che sembrano annichilire gli ospiti. Eppure la squadra di D’Aversa non si presenta timida al cospetto dei cugini, tanto che è la prima ad andare vicino al vantaggio con un tiro cross insidioso di Pezzella, ma paga due gravi disattenzioni difensive. Ad avere la meglio è il centrocampo gigliato con Adli che domina la scena e con Gudmundsson bravo a trovare gli spazi giusti fra le linee. Nonostante sia uno dei più positivi al 45′ Anjorin viene sostituito all’intervallo in favore di Henderson ma è soprattutto la mossa Colombo, al posto di un evanescente Solbakken, a rendere più incisiva la manovra offensiva dell’Empoli, che non a caso riapre la partita al 57′ con Fazzini su cross di Goglichidze da destra. Per fortuna degli uomini di Palladino da quel momento gli ospiti non si rendono più pericolosi dalle parti di De Gea, anzi è la Fiorentina ad andare più vicina al terzo gol prima con Gudmundsson, che trova pronto Vasquez a mettere in angolo, poi con Gosens, che su assist del subentrato Zaniolo trova solo l’esterno della rete. Serve però un intervento del portiere di casa a blindare il risultato sulla conclusione di un altro subentrato, Kovalenko (92′). Al triplice fischio finale è festa gigliata, per gli azzurri ancora un brutto ko.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

La Fiorentina piega l’Empoli nel derby per 2-1

FIRENZE (ITALPRESS) – Il secondo 2-1 consecutivo conquistato ai danni dell’Empoli consente alla Fiorentina di fare suo il derby e poter continuare ad ambire ad un piazzamento europeo attraverso il campionato. Una vittoria importante quella degli uomini di Palladino, costruita nel primo tempo e poi difesa con le unghie e con i denti contro un’avversaria che era assetata di punti vista la pericolante classifica.

Troppo poco quanto messo in mostra dagli uomini di D’Aversa per portare a casa un risultato positivo dal Franchi e la classifica di Grassi e compagni rimane ancora rimediabile solo in virtu’ del ko contemporaneo del Venezia. I padroni di casa indirizzano la gara a proprio favore nei 25′ iniziali quando prima Adli, servito sul filo del fuorigioco da Gudmundsson, e poi Mandragora, in rovesciata, su cross dello stesso Adli, trovano due reti che sembrano annichilire gli ospiti.

Eppure la squadra di D’Aversa non si presenta timida al cospetto dei cugini, tanto che è la prima ad andare vicino al vantaggio con un tiro cross insidioso di Pezzella, ma paga due gravi disattenzioni difensive. Ad avere la meglio è il centrocampo gigliato con Adli che domina la scena e con Gudmundsson bravo a trovare gli spazi giusti fra le linee.

Nonostante sia uno dei più positivi al 45′ Anjorin viene sostituito all’intervallo in favore di Henderson ma è soprattutto la mossa Colombo, al posto di un evanescente Solbakken, a rendere più incisiva la manovra offensiva dell’Empoli, che non a caso riapre la partita al 57′ con Fazzini su cross di Goglichidze da destra.

Per fortuna degli uomini di Palladino da quel momento gli ospiti non si rendono piu’ pericolosi dalle parti di De Gea, anzi è la Fiorentina ad andare più vicina al terzo gol prima con Gudmundsson, che trova pronto Vasquez a mettere in angolo, poi con Gosens, che su assist del subentrato Zaniolo trova solo l’esterno della rete. Serve però un intervento del portiere di casa a blindare il risultato sulla conclusione di un altro subentrato, Kovalenko (92′). Al triplice fischio finale è festa gigliata, per gli azzurri ancora un brutto ko.

IL TABELLINO 

FIORENTINA (3-5-2): De Gea 6; Pongracic 6, Pablo Marì 6.5, Ranieri 6.5 (14’st Comuzzo 6); Folorunsho 6 (24’st Parisi 6), Mandragora 7, Cataldi 6, Adli 7 (14’st Richardson 6), Gosens 6; Beltran 6 (24’st Zaniolo 6), Gudmundsson 6.5 (37’st Fagioli sv).

In panchina: Terracciano, Martinelli, Moreno, Ndour, Colpani.

Allenatore: Palladino 6.5.

EMPOLI (3-4-2-1): Vasquez 6; Goglichidze 5.5 (44’st Sambia sv), Ismajli 5, Viti 5; Gyasi 5.5, Anjorin 6.5 (1’st Henderson 6), Grassi 6 (31’st Kovalenko sv.), Pezzella 6; Fazzini 6.5 (37’st Konate sv), Solbakken 5 (1’st Colombo 5.5); Esposito 5.5.

In panchina: Silvestri, Seghetti, Brancolini, Sambia, De Sciglio, Tosto, Marianucci, Bacci, Asmussen, Campaniello.

Allenatore: D’Aversa 5.5.

ARBITRO: Rapuano di Rimini 6.

RETI: 7’pt Adli, 25’pt Mandragora, 12’st Fazzini.

NOTE: pomeriggio nuvoloso, terreno in ottime condizioni. Spettatori: 20.547 per un incasso di 491.907 euro.

Ammoniti: Beltran, Ranieri, Mandragora, Anjorin, Henderson.

Angoli: 5-1 per l’Empoli.

Recupero: 1′, 6′.

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Altro ko per l’Inter, la Roma vince 1-0 con Soulè

MILANO (ITALPRESS) – Terza sconfitta consecutiva per l’Inter. La squadra di Simone Inzaghi, dopo aver perso a Bologna in campionato ed essere stata eliminata in Coppa Italia per mano del Milan, viene fermata anche dalla Roma, che vince 1-0 a San Siro, fa un favore al Napoli in chiave scudetto e rilancia la sua corsa verso un posto in Champions. E’ un gol di Matias Soulè a guastare ulteriormente il mese dei nerazzurri, chiamati a sfidare il Barcellona in Champions League con più di un problema in infermeria. Oltre a gestire le assenze degli squalificati Bastoni e Mkhitaryan e dell’infortunato Thuram, Simone Inzaghi deve spendere un cambio obbligato dopo quindici minuti: Pavard deve lasciare il campo per un problema alla caviglia ed entra Bisseck. L’Inter controlla il possesso palla (63% il dato a fine primo tempo) ma la Roma attacca con più determinazione la porta. Al 22′ Soulè sfrutta un flipper in area e a botta sicura batte Sommer. La reazione nerazzurra non c’è, anzi la Roma sfiora due volte il raddoppio: prima con un destro sbilenco di Cristante in area (26′), poi con un tocco sotto rete di Shomurodov salvato sulla linea da Carlos Augusto (28′). La prima sostituzione di Ranieri si registra al 58′ con Baldanzi che prende il posto proprio dell’uzbeko. Simone Inzaghi cambia invece al 64′: dentro il recuperato Dumfries e l’ex Zalewski, fuori Darmian e Dimarco. Quattro minuti dopo l’Inter va vicina al pareggio: dopo un recupero alto di palla dei nerazzurri, Barella viene pescato in area ma il centrocampista apre troppo il destro e calcia fuori. La Roma risponde con Pisilli: Soulè crossa per il giovane del vivaio giallorosso, che impatta male e spreca la palla del 2-0. Proprio come Dovbyk che al momento del tiro a tu per tu con Sommer si fa rimontare da Acerbi dopo una rapida ripartenza guidata da Angelino. La Roma chiude senza un bomber di ruolo, aggiungendo peso difensivo sulla destra: dentro El Shaarawy e Rensch, fuori Dovbyk e Soulè. Basta per murare un’Inter povera di energie e di idee. La Roma allunga la sua striscia d’imbattibilità (18 partite), sale a 60 punti e crede alla Champions. L’Inter è in crisi in vista di gara-1 della semifinale di Champions contro il Barcellona; Napoli sogna.
– foto Ipa Agency –
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