martedì, Settembre 15, 2026
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Ucraina, Putin annuncia due giorni di tregua per Pasqua

MOSCA (RUSSIA) (ITALPRESS) – Vladimir Putin ha annunciato la “tregua di Pasqua” in Ucraina. Una decisione unilaterale quella assunta dal presidente russo, che ha ordinato alle sue forze armate di sospendere tutte le azioni di guerra fino alla mezzanotte tra domenica e lunedì.

L’annuncio, reso noto dal Cremlino, è avvenuto durante un incontro con il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate russe, Valery Gerasimov. “Guidati da considerazioni umanitarie, oggi dalle 18 (di Mosca, le 17 italiane, ndr), a lunedì a mezzanotte, la parte russa dichiara una tregua pasquale – ha detto Putin -. Ordino che tutte le operazioni militari siano interrotte durante questo periodo. Prevediamo che la parte ucraina seguirà il nostro esempio”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Dieta Mediterranea: i benefici scientifici che non conosci

La Dieta Mediterranea è spesso citata come uno dei modelli alimentari più salutari al mondo, ma al di là dei luoghi comuni e delle mode passeggere, esistono solide basi scientifiche che ne confermano i benefici reali e misurabili. Non si tratta solo di un insieme di alimenti tipici del bacino mediterraneo, ma di un vero e proprio stile di vita, capace di influenzare positivamente la salute cardiovascolare, rallentare l’invecchiamento cellulare e contribuire al benessere psicofisico.

Ciò che la rende unica non è solo la qualità degli ingredienti — olio extravergine d’oliva, cereali integrali, legumi, pesce azzurro, frutta e verdura di stagione — ma anche il modo in cui questi alimenti vengono combinati, preparati e consumati. Accanto ai benefici più noti, emergono oggi nuovi dati che mettono in luce effetti sorprendenti su aspetti come la funzione cognitiva, il microbiota intestinale e la prevenzione di patologie croniche.

Comprendere davvero il valore di questo modello alimentare significa andare oltre il semplice elenco di cibi consigliati e addentrarsi nei meccanismi con cui può prolungare la vita e migliorarne la qualità.

Benefici scientifici della dieta mediterranea

Negli ultimi decenni, numerose ricerche cliniche e osservazionali hanno confermato il valore della dieta mediterranea nel promuovere la salute e prevenire malattie. Questi studi vanno ben oltre le osservazioni empiriche e forniscono una base concreta a supporto di questo modello alimentare.

Protezione cardiovascolare

Uno dei benefici più documentati riguarda la riduzione del rischio di malattie cardiovascolari. Uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine ha mostrato come un’alimentazione ispirata alla dieta mediterranea, arricchita con olio d’oliva o frutta secca, possa ridurre significativamente il rischio di infarto, ictus e mortalità cardiovascolare nelle persone ad alto rischio. Il merito è legato alla presenza di grassi insaturi, antiossidanti naturali e una bassa quota di grassi saturi.

Miglioramento della funzione cognitiva

Alcune evidenze suggeriscono che la dieta mediterranea possa rallentare il declino cognitivo e ridurre il rischio di sviluppare forme di demenza come l’Alzheimer. Uno studio pubblicato su Frontiers in Nutrition ha evidenziato una correlazione tra l’aderenza alla dieta mediterranea e migliori performance nelle funzioni mnemoniche e attentive, in particolare nelle persone oltre i 60 anni.

Controllo del peso e prevenzione del diabete

Contrariamente a quanto si possa pensare, questa dieta non solo non favorisce l’aumento di peso, ma può contribuire al mantenimento di un peso corporeo sano. Grazie all’elevata presenza di fibre, che favoriscono il senso di sazietà, e alla ridotta assunzione di zuccheri raffinati, viene mantenuto un buon equilibrio glicemico. Alcuni studi indicano anche una riduzione dell’incidenza di diabete di tipo 2 in soggetti che seguono con regolarità questo schema alimentare.

Salute del microbiota intestinale

Una delle scoperte più recenti riguarda l’effetto positivo della dieta mediterranea sulla flora intestinale. Una ricerca condotta nell’ambito del progetto europeo NU-AGE ha mostrato come l’assunzione costante di alimenti ricchi di polifenoli e fibre favorisca la crescita di batteri intestinali benefici, con impatti positivi su infiammazione, metabolismo e sistema immunitario.

Confronto con altri regimi alimentari

Molte diete moderne promettono risultati rapidi in termini di peso e salute, ma spesso trascurano l’equilibrio nutrizionale e la sostenibilità nel tempo. A differenza di queste, la dieta mediterranea offre un approccio flessibile, variegato e supportato dalla scienza.

  • Dieta chetogenica
    La dieta chetogenica, ricca di grassi e povera di carboidrati, è diventata popolare per la sua efficacia nella perdita di peso rapida. Tuttavia, sul lungo termine può comportare squilibri metabolici, affaticamento renale e carenze di fibre. La dieta mediterranea, invece, consente di dimagrire in modo graduale e sicuro, mantenendo una ricca varietà di alimenti nutrienti.
  • Dieta paleo
    Ispirata all’alimentazione dei nostri antenati preistorici, la dieta paleo esclude cereali, latticini e legumi. Questo la rende difficile da seguire a lungo termine e potenzialmente carente in alcuni micronutrienti. Al contrario, la dieta mediterranea include tutti i gruppi alimentari essenziali, promuovendo una nutrizione completa e bilanciata.
  • Diete iperproteiche
    Le diete iperproteiche sono spesso utilizzate da chi vuole aumentare la massa muscolare o perdere peso rapidamente. Tuttavia, un’elevata assunzione di proteine animali può avere effetti negativi sul fegato, sui reni e sul profilo lipidico. La dieta mediterranea privilegia fonti proteiche vegetali e pesce azzurro, riducendo il consumo di carni rosse e lavorate.
  • Regimi detox e “clean eating”
    Molti regimi detox si basano su restrizioni eccessive e promesse non supportate da prove scientifiche. Spesso si tratta di approcci temporanei che non educano a una vera cultura alimentare. La dieta mediterranea, invece, si distingue per la sua sostenibilità quotidiana e il suo impatto positivo su mente e corpo, senza privazioni né estremismi.
olio e pomodori
olio extravergine di oliva e pomodori: due ingredienti della dieta mediterranea

Consigli pratici per adottare la dieta mediterranea

Integrare la dieta mediterranea nella propria routine quotidiana è più semplice di quanto si pensi. Non richiede rinunce drastiche, ma piuttosto una serie di piccole scelte consapevoli che, sommate, possono generare un grande impatto sulla salute.

  1. Scegli grassi buoni
    Utilizza olio extravergine d’oliva come principale fonte di condimento, sia a crudo che in cottura. Evita margarine, burro e oli raffinati, optando per una fonte di grassi insaturi che protegge cuore e arterie.
  2. Punta sulla varietà vegetale
    Ogni giorno dovrebbero essere presenti nei pasti verdure di stagione, legumi, frutta fresca e cereali integrali. Questi alimenti forniscono fibre, antiossidanti e micronutrienti fondamentali per l’equilibrio intestinale e il benessere generale.
  3. Riduci le proteine animali, aumenta quelle vegetali
    Privilegia il consumo di pesce azzurro, uova, latticini magri e legumi come fonti proteiche principali. Limita carni rosse e lavorate, che andrebbero consumate solo occasionalmente.
  4. Bevi acqua e limita le bevande zuccherate
    L’idratazione è centrale: acqua naturale è sempre la scelta migliore. Il vino rosso può essere consumato con moderazione, durante i pasti, e solo se già parte delle proprie abitudini.
  5. Dai valore alla convivialità
    Un aspetto spesso trascurato della dieta mediterranea è la dimensione sociale del pasto. Mangiare lentamente, in compagnia, favorisce una digestione più efficiente e un migliore rapporto con il cibo.
  6. Scegli prodotti locali e di stagione
    Oltre a essere più saporiti e nutrienti, gli alimenti freschi e di stagione hanno un minore impatto ambientale e supportano le economie agricole locali. La qualità degli ingredienti è uno degli elementi distintivi della dieta mediterranea.
  7. Organizza la spesa e pianifica i pasti
    Per rendere sostenibile questo stile alimentare, è utile preparare una lista della spesa settimanale, organizzare i pasti in anticipo e avere sempre a disposizione ingredienti base sani e versatili.

Perché scegliere la dieta mediterranea migliora davvero la qualità della vita

Abbracciare la dieta mediterranea non significa solo migliorare le proprie abitudini alimentari, ma compiere una scelta più ampia che coinvolge il benessere quotidiano, la prevenzione attiva e una maggiore consapevolezza nel rapporto con il cibo.

Numerosi studi dimostrano come questo stile alimentare sia associato a una maggiore aspettativa di vita, una minore incidenza di patologie croniche e una migliore salute mentale. Tutto questo è possibile senza rinunciare al piacere del gusto, grazie a una cucina semplice, genuina e profondamente radicata nella cultura del Mediterraneo.

Chi adotta questo approccio nel lungo periodo sperimenta spesso un maggiore equilibrio energetico, una digestione più regolare e un senso di benessere diffuso. Non si tratta di seguire una moda, ma di ritrovare il valore della sobrietà, della qualità e del ritmo naturale delle stagioni.

Anche piccole modifiche quotidiane, come sostituire il pane raffinato con una fetta integrale, o iniziare la giornata con della frutta fresca e un cucchiaio di olio d’oliva, possono essere l’inizio di un cambiamento profondo.

Scegliere la dieta mediterranea oggi significa investire nella salute di domani — con gusto, semplicità e intelligenza.

A Gibuti il passaggio di consegna al comando della Base Militare Italiana di Supporto

ROMA (ITALPRESS) – Dopo 14 mesi cambia il comando della Base Militare Italiana di Supporto (B.M.I.S.) a Gibuti. L’avvicendamento tra il colonnello dell’Esercito Stefano Capriglione, uscente, e il colonnello dell’Aeronautica Militare Francesco Sassara, subentrante.

Nel suo intervento, il Colonnello Capriglione ha ringraziato tutti i presenti, sottolineando come la partecipazione all’evento testimoni il forte legame di rispetto e collaborazione tra le diverse realtà operative sul territorio gibutiano.

Ha, inoltre, evidenziato l’apprezzamento per la dedizione e la professionalità del personale del Contingente che, lavorando in sinergia, ha affrontato le sfide con successo, raggiungendo gli obiettivi prefissati.

Il Colonnello Sassara, assumendo il comando dello schieramento, ha ribadito l’impegno nel garantire la continuità della B.M.I.S., sottolineando l’importanza strategica della missione in un contesto geopolitico di primaria rilevanza.

Alla cerimonia hanno preso parte il Generale di Brigata Sergio Cardea, Comandante dell’Italian Joint Force Headquarters, insieme ad altre autorità militari, civili e religiose.

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Maltempo in Piemonte, il vertice tra Regione, province ed enti locali

TORINO (ITALPRESS) – Si è svolto questa mattina in video collegamento il vertice tra il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori alla Protezione civile Marco Gabusi e quello agli Enti locali Enrico Bussalino, con i presidenti delle Province piemontesi e i rappresentanti degli enti locali Anci, Uncem, Upi, Anpci e Ali.

“Grazie all’accuratezza delle previsioni di Arpa e alla tempestività degli interventi dei tecnici e della nostra protezione civile, che in poche ore ha saputo mettere in campo oltre 1500 volontari, pare che la situazione più critica sia passata, anche se le previsioni per le prossime ore non ci consentono di abbassare la guardia – ha spiegato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio aprendo la riunione – Vanno monitorate con particolare attenzione le frane: sono oltre 500 quelle già censite, ma il numero potrebbe aumentare. Alle Province abbiamo chiesto di lavorare da subito a una stima dei danni in modo da avere per i primi giorni della prossima settimana un conteggio il più possibile accurato da fornire al governo per l’istruttoria necessaria al riconoscimento dello Stato di emergenza che è essenziale per la copertura delle opere di somma urgenza per le quali la Regione ha già garantito i primi 5 milioni, ma che stimiamo superino i 15 milioni di euro. Ho sentito più volte in questi giorni il ministro Musumeci, e il vicepresidente Tajani, durante il Consiglio dei ministri di ieri, ha posto la questione all’attenzione del governo, da cui abbiamo avuto importanti rassicurazioni sul supporto e la vicinanza”.

“Ancora una volta il nostro sistema di protezione civile è stato in grado di affrontare un evento atmosferico straordinario per modalità e per il periodo dell’anno in cui si è verificato: siamo stati al lavoro nelle 30 ore dell’emergenza e da ieri sono iniziati i sopralluoghi per ripristinare le situazioni più importanti, questo è frutto dello straordinario lavoro di squadra tra regioni enti locali e volontari. A questo va aggiunta la costante collaborazione tra la Regione e gli enti locali – Comuni, Province e Città metropolitana – che si conferma fondamentale sia per la gestione delle fasi di emergenza sia per quella della ricostruzione” hanno dichiarato gli assessori alla Protezione civile Marco Gabusi e agli Enti locali, Enrico Bussalino.

Durante la riunione i presidenti delle Province hanno evidenziato come la macchina di protezione civile e di pronto intervento abbia consentito di contenere i danni, così come gli importanti interventi di messa in sicurezza di grandi fiumi e versanti che sono stati fatti negli anni successivi all’alluvione del 1994. I presidenti hanno poi relazionato sulla situazione di strade e frane nei rispettivi territori e sottolineato la preoccupazione per il maltempo previsto nei prossimi giorni.

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L’Aeronautica militare alla Ramstein Flag 2025

ROMA (ITALPRESS) – L‘Aeronautica Militare italiana prende parte alla Ramstein Flag 2025: in prima linea nell’addestramento tattico multidominio della NATO. Organizzata dall’Allied air command della NATO, la Ramstein Flag 2025 (RAFL25) coinvolge oltre 90 velivoli, 15 Nazioni e 12 basi aeree dislocate strategicamente in Europa, tra cui le principali di Leeuwarden ed Eindhoven (Paesi Bassi), e sedi operative alleate come Skrydstrup (Danimarca), dove sono rischierati gli assetti dell’Aeronautica Militare F-35A ed E-550A CAEW.

L’esercitazione NATO, una delle più avanzate e articolate del panorama addestrativo, è strutturata per fornire un contesto realistico e gradualmente complesso, sviluppando capacità operative in scenari non-permissivi e multidominio, con forte enfasi sulla C-A2/AD (Counter-Anti Access/Area Denial), l’integrazione di sistemi d’arma di 4ª e 5ª generazione, e l’interoperabilità con assetti navali, terrestri e di difesa aerea. Il KC-767A del 14° stormo sta operando dalla propria Main Operating Base, garantendo supporto costante al rifornimento in volo, diurno e notturno.

Tra gli obiettivi addestrativi principali: la pianificazione ed esecuzioni di missioni COMAO (composite air operations) in ambienti IADS (integrated air defence system) semi-permissivi, l’esercizio del ciclo F2T2EA (find fix target – track engage access) in operazioni ad alta intensità, il consolidamento delle capacità a supporto della superiorità informativa, la condivisione di dati e l’integrazione C2 (command and control) in tempo reale tra le forze aeree alleate nonché consolidare la capacità di difesa dei paesi dell’Alleanza.

Allo stesso modo, l’assetto CAEW del 14° stormo ha svolto un ruolo cruciale nella gestione del battle space offrendo una piattaforma di comando mobile e interoperabile. L’esercitazione vede anche la presenza di assetti provenienti da Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Paesi Bassi, Canada, Svezia, Finlandia, Grecia, Repubblica Ceca, Romania, Turchia, Ungheria, Belgio e Spagna. Attraverso la partecipazione alla RAFL25, l’Aeronautica Militare conferma la piena operatività dei propri sistemi d’arma e l’elevata professionalità del personale, consolidando il ruolo dell’Italia come attore credibile e interoperabile nel panorama della Difesa Aerea integrata NATO.

La Ramstein Flag 2025 rappresenta per l’Aeronautica Militare un’opportunità preziosa per consolidare l’interoperabilità con i paesi partner, affinare le procedure operative in ambienti ostili e valorizzare l’efficacia dei sistemi d’arma nazionali in scenari multinazionali.

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A Pasqua lavoreranno circa 5 milioni di italiani

ROMA (ITALPRESS) – Secondo le previsioni, oltre 11 milioni di italiani approfitteranno del ponte pasquale per concedersi alcuni giorni di svago. Mentre molti potranno recarsi al mare, in montagna o visitare una o più città d’arte, non si può ignorare che un numero significativo di persone sarà costretto a lavorare anche durante questo periodo festivo.

Dall’elaborazione dell’Ufficio studi CGIA su dati Istat si stima che tra la domenica di Pasqua e il lunedì dell’Angelo dovranno recarsi sul luogo di lavoro fino a poco più di 5 milioni di italiani. Un impegno che riguarda tutte quelle persone che lavorano anche nella stragrande maggioranza degli altri giorni festivi dell’anno, perché sono impiegate in settori che non possono chiudere le attività: come il turistico/ricettivo, l’informazione/comunicazione, l’intrattenimento, l’agricoltura/allevamento, il commercio/esercizi pubblici, i trasporti, la sanità, l’industria con produzioni a ciclo continuo e la sicurezza/ordine pubblico.

Di questi 5,1 milioni, 1,3 sono lavoratori autonomi (agricoltori, allevatori, ambulanti, artigiani, commercianti, esercenti, etc.) e gli altri 3,8 sono lavoratori dipendenti. Negli ultimi dieci anni, a seguito della liberalizzazione degli orari di apertura/chiusura delle attività commerciali introdotta dal governo Monti, il numero dei lavoratori impiegati durante le giornate festive è aumentato costantemente.

Gli ultimi dati riferiti al 2023 ci dicono che il 25,8 per cento del totale degli autonomi alza la saracinesca della propria attività anche nei giorni di festa, mentre tra i dipendenti la quota di chi si reca al lavoro alla domenica e nelle altre festività è al 20,4 per cento.

Secondo i microdati Istat, il settore dove il numero dei lavoratori dipendenti occupati nei giorni di festa è il più alto riguarda gli alberghi/ristoranti con 785.000 unità. Seguono il comparto della sanità/case di cura con 774.500 addetti e il commercio/esercizi pubblici con 689.900 dipendenti. Il totale occupati di questi tre settori è pari a 2.250.000.

Se rapportiamo questo importo ai 3.778.700 lavoratori dipendenti totali che secondo il nostro istituto di statistica lavorano nei giorni festivi, l’incidenza è del 60 per cento. Va altresì segnalato che la quota di coloro che tra i lavoratori dipendenti è tenuto a lavorare anche la domenica sul totale dipendenti è pari al 20,4 per cento. La percentuale però sale al 70,2 nel settore degli alberghi/ristoranti, al 32 nel commercio/esercizi pubblici, al 25,7 nella Pubblica amministrazione (statali, militari, forze dell’ordine, etc.) e il 24,5 per cento nel settore del trasporto (di merci e di persone).

Dei 3,8 milioni di dipendenti che in Italia lavorano anche durante le feste comandate, la regione che in termini assoluti ne conta di più è la Lombardia con 593.600 unità. Seguono il Lazio con 465.600, il Veneto con 323.400 e l’Emilia Romagna con 287.400. Se, invece, rapportiamo il dato di chi lavora durante le feste sul totale dipendenti, le regioni che presentano l’incidenza più elevata sono la Sardegna e la Liguria entrambe con il 26,9 per cento.

Seguono l’Abruzzo con il 24,9 e il Lazio con il 24,4. Secondo la CGIA, questi risultati sono ascrivibili al fatto che rispetto al totale dei dipendenti, quelli del settore alberghi/ristoranti, commercio e trasporti hanno nelle regioni appena elencate una consistenza percentuale molto elevata, cosa che invece non si registra in Veneto, in Emilia Romagna, nelle Marche e in Lombardia che si collocano in coda alla classifica nazionale.

Rispetto agli altri paesi europei, l’Italia si posiziona nella parte bassa della classifica tra chi lavora durante le festività. Se, in riferimento ai lavoratori dipendenti, nel 2023 la media dell’UE a 27 era del 20,6 per cento – con picchi del 38,6 nei Paesi Bassi, 35,8 a Malta, 35,4 in Finlandia e 32,8 in Danimarca – da noi la percentuale si attestava al 20,4 per cento. Al di sotto della nostra soglia segnaliamo il dato della Spagna che era pari al 19,9 per cento e quello della Germania al 14,6 che era il più basso tra tutti Paesi dell’UE.

La CGIA, infine, ha stilato l’elenco delle principali professioni che da sempre lavorano anche la domenica; pertanto, molti di loro saranno in servizio domani e, quasi tutti, il lunedì di Pasquetta.

Esso è costituito da: addetti ai musei/cinema/teatri/mostre/stadi/concerti e spettacoli vari, addetti al soccorso stradale, addetti alla gastronomia, addetti alla sicurezza privata, addetti alle imprese funebri, agenti penitenziari, agricoltori, albergatori, allevatori di bestiame, ambulanti, animatori turistici, ascensoristi[3], atleti professionisti, autisti, autonoleggiatori con conducente, autotrasportatori[4], badanti, banconieri, baristi, barman, benzinai, camerieri, cassieri, carabinieri, casellanti, chef, colf, commessi, commercianti, cuochi, disc-jockey, edicolanti, farmacisti, ferrovieri, finanzieri, fioristi, fotografi, fotoreporter, gelatai, giornalisti, guide turistiche, infermieri, magazzinieri, manutentori di impianti di riscaldamento/raffreddamento, marinai, medici, musicisti, negozianti, operai su impianti industriali a ciclo continuo, operatori ecologici, operatori radio-Tv, panificatori, pasticceri, pescatori, piloti/assistenti/controllori di volo-personale di terra delle compagnie aeree, pizzaioli, poliziotti, portuali, ristoratori, tour operator, tabaccai, taxisti, tramvieri, vigilantes, vigili del fuoco e vigili urbani.

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Teatro di Roma, Rocca “Abbiamo mantenuto le promesse sulla stabilizzazione dei precari”

ROMA (ITALPRESS) – Grazie all’emendamento approvato ieri in Parlamento, dopo dieci anni finalmente arriva il via libera alla stabilizzazione dei lavoratori precari del Teatro di Roma. Avevamo promesso che la Regione Lazio si sarebbe impegnata per arrivare a dare sicurezza e prospettiva alle famiglie dei dipendenti del Teatro di Roma e lo abbiamo fatto. La Giunta Regionale ha stanziato le risorse necessarie e ha avviato una proficua collaborazione istituzionale con il governo, il Parlamento, il Comune di Roma Capitale, il presidente del Teatro di Roma Siciliano e il direttore artistico De Fusco. Ringrazio per l’impegno il presidente della Commissione Cultura della Camera Federico Mollicone, con il quale fin da subito abbiamo lavorato per arrivare a questo risultato che restituisce dignità ai lavoratori del Teatro di Roma dopo dieci vergognosi anni di incertezza”. Lo dichiara il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, aggiungendo che “sull’occupazione e sulla serenità delle famiglie non devono esistere bandiere politiche e la Regione Lazio è orgogliosa di aver fatto fino in fondo la propria parte mantenendo gli impegni presi”. 

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Tudor “Contro il Parma servirà non sbagliare niente”

TORINO (ITALPRESS) – “Non mi aspetto nessuno step, ma una gara super difficile e dalla mia squadra una grande partita, seria”. Lo ha detto il tecnico della Juventus, Igor Tudor in vista della sfida del lunedì di Pasquetta al Tardini contro il Parma (ore 20.45). “Contro l’Inter i ducali hanno pareggiato con merito, per fare qualcosa di importante servirà non sbagliare niente e ci stiamo preparando per questo con 15 giocatori – ha aggiunto il mister bianconero in conferenza stampa – Abbiamo lavorato bene, è stata una settimana un pò più lunga del solito e l’abbiamo sfruttata sotto ogni punto di vista. Yildiz ha avuto una contusione, oggi ha lavorato un pò con noi e domani vedremo. Koopmaniers ha accusato un forte colpo al tendine e vedremo domani, è a forte rischio per la partita di lunedì”.

Con Vlahovic, svela l’ex difensore croato, “parliamo ogni giorno, ascolta ed apprende, e sta sempre nella partita. Ha messo due belle palle e non è poco, ed è stato apprezzato dal gruppo. Il gol arriverà. Stiamo crescendo, abbiamo alzato l’intensità in fase difensiva e dobbiamo migliorare ancora quando siamo bassi e sui calci piazzati. Ma c’è la voglia di essere determinati nella compattezza”.

“Io traghettatore? E’ una brutta parola, mi dà una sensazione non bella. Uno quando arriva è un allenatore e allena, tanto si può andare a casa anche se hai un contratto di cinque anni e ne perdi cinque di seguito. Un tecnico è sempre solo e il futuro si costruisce oggi, così bisogna vivere. Al passato non bisogna pensare se non per trarne insegnamento – ha concluso Tudore pensare al futuro dà solo ansia”.
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Nuove rotte aeree per rafforzare la connettività tra Malta e la Libia

LA VALLETTA (ITALPRESS/MNA) – Nel tentativo di rafforzare i collegamenti nel settore dei trasporti e approfondire le relazioni bilaterali, il Ministro dei Trasporti libico e Consigliere Finanziario del Primo Ministro, Mohamed Al-Shahoubi, ha incontrato l’Ambasciatore di Malta in Libia, Charles Saliba, presso il Ministero dei Trasporti a Tripoli.

Un punto centrale dell’incontro è stata l’esplorazione di nuove rotte aeree dirette tra aeroporti libici e maltesi. Entrambe le parti hanno sottolineato l’importanza di aumentare la connettività aerea per facilitare i viaggi, rafforzare la cooperazione economica e promuovere una maggiore interazione tra i due popoli. I funzionari hanno inoltre discusso la semplificazione delle procedure per il rilascio dei visti ai cittadini libici diretti a Malta, a conferma dell’impegno condiviso a migliorare l’accessibilità e la comunicazione tra le due nazioni.

Oltre allo sviluppo di nuove rotte, le parti hanno esaminato meccanismi di coordinamento per revocare il divieto dell’Unione Europea sull’aviazione civile libica. La reintegrazione della Libia nello spazio aereo europeo resta un obiettivo strategico, con Malta considerata un partner fondamentale in questo processo.

Il Ministro Al-Shahoubi ha evidenziato il ruolo di Malta come porta d’accesso cruciale per la Libia verso l’Europa, sottolineando l’importanza di una cooperazione più stretta con i partner europei per rilanciare i settori dell’aviazione e dei trasporti libici. L’incontro rappresenta un passo significativo verso il ripristino della presenza dell’aviazione libica in Europa e il rafforzamento dei legami regionali attraverso un’espansione della connettività aerea.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS/MNA)

Indennizzi agli agricoltori, il Veneto sostiene fondi mutualistici

VENEZIA (ITALPRESS) – La Giunta regionale del Veneto ha stanziato per l’anno in corso 300.000 euro per incrementare i Fondi mutualistici privati con cui gli agricoltori fanno fronte ai danni da avversità climatiche e fitosanitarie. Lo annuncia l’assessore regionale all’agricoltura Federico Caner: “Un segnale in continuità con quanto già fatto nei tre anni precedenti per sostenere questi strumenti di gestione del rischio, che possono aiutare gli imprenditori ad indennizzare i danni ai raccolti”.

L’importo di 300.000 euro è finalizzato ad incrementare gli indennizzi erogabili dai Fondi mutualistici riconosciuti dal Masaf alle imprese associate che hanno subito danni da avversità nel 2024. Le domande di contributo possono essere presentate ad Avepa entro 45 giorni dalla pubblicazione del bando nel BUR.

“Ma al di là di questo contributo ai Fondi, dobbiamo guardare oltre il contingente e mettere in campo tutte le migliori energie tecniche e scientifiche di cui dispone la Regione per dare agli agricoltori la possibilità di difendere le proprie produzioni – conclude Caner -. Abbiamo perciò stanziato 400.000 euro per finanziare una serie di attività sperimentali da parte del Servizio Fitosanitario regionale in collaborazione con Veneto Agricoltura e l’Università di Padova, inerenti la difesa della vite, dei fruttiferi, delle colture ortive e la limitazione della diffusione della cimice asiatica”.

– Foto Ufficio stampa Veneto –

(ITALPRESS)