martedì, Settembre 15, 2026
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Vanessa Marchetto, ha preso il volo da Cornedo

(Articolo da L’AltraVicenza allegato a Vicenza PiùViva n. 296, sul web per gli abbonati, acquistabile in edicola in versione cartacea).

La giovane Capo cabina si racconta dal giro del mondo in nave alla sua attuale vita tra nuvole e famiglia.

Vanessa Marchetto è una trentunenne originaria di Cornedo Vicentino che ha molto da raccontare. Dopo il diploma di ragioneria il rimanere “ferma” nel Vicentino la faceva sentire insoddisfatta. Mossa dalla passione per i viaggi, ha deciso di cambiare vita. È, quindi, partita da giovanissima, poco meno che ventenne, prima per Londra, poi per lavorare nelle navi da crociera. E ora è Capo cabina di volo negli aerei.

Vanessa, la tua storia ed esperienza è molto originale. Ce la racconti?

La mia è stata una scelta di vita dovuta al fatto che non mi accontentavo della vita “da ufficio” e avevo voglia di muovermi. Dopo il diploma di ragioneria-perito commerciale e programmatore, ero andata a lavorare in un ufficio commerciale. Il mio ragazzo di allora si trovava a Londra e anch’io avevo voglia di evadere. Così decisi di licenziarmi e raggiungerlo, andando a vivere a Londra. Là ho trovato lavoro come cameriera in un pub serale/notturno. In seguito, ho lavorato in un hotel come supervisore di un bar. La vita a Londra era frenetica e dopo un po’ di tempo siamo rientrati in Italia. Perciò ho lavorato nelle fiere, in particolare in Fiera a Bologna come hostess e interprete. Sono, quindi, tornata a Vicenza a lavorare in uno studio di avvocati e poi in vari uffici commerciali. Se non che, ad un certo punto, ho visto su Facebook un annuncio per lavorare sulle navi da crociera e ho fatto domanda. Volevo cambiare aria. Ho fatto il colloquio su Skype e sono stata assunta come “cameriera speciale”. Ricordo che la prima volta mi sono imbarcata in Canada ed era agosto e sono sbarcata a Lima a fine marzo. Sono rimasta 8 mesi sulla nave. Ed è stato lì che sono arrivata fino alla fine del mondo…

Fino alla fine del mondo? Cioè? Fino a dove sei arrivata?

Il giro della nave prevedeva di partire dal Canada, fare il tour intorno agli Usa e America Latina, passando per il canale di Panama e facendo il giro sotto l’Argentina, fino quasi al Polo Sud. Dove finisce l’Argentina c’è la città di Ushuaia, capoluogo della provincia argentina della Terra del Fuoco, Antartide e Isole dell’Atlantico del Sud, ed è la città con più di 81mila abitanti più australe del mondo. Qui c’è scritto che si è arrivati “alla fine del mondo”.

Fino a quando è proseguita la tua esperienza nelle navi?

Una volta tornata da quel lungo viaggio, mi sono imbarcata in navi che costeggiavano l’Europa. Ma nell’ultimo viaggio, sono stata vittima di un incidente. Mi trovavo a Helsinki, in Finlandia, e stavo rifornendo il bar della nave, quando un cameriere-runner, nella fretta, mi ha lanciato addosso una porta e io, per contenere i danni e tenere il vassoio che avevo in mano, ho stretto forte i miei muscoli e schiacciato le vertebre. Ho rischiato di rompermi il bacino. Sono stata paralizzata per 5 giorni. Una volta sbarcata, ho dovuto fare molta riabilitazione negli ospedali.

Poi sei ritornata a lavorare sulle navi? E quando hai iniziato a volare?

Dopo questo incidente, no. Sono tornata a lavorare in ufficio a Thiene. Poi ho pensato di iniziare a volare. Ho fatto un colloquio con Ryanair e ho iniziato il corso di aviazione a Bologna. Ho iniziato come hostess nel 2018 con base ad Amburgo. Sono poi andata a vivere a Dublino nel 2020, dove avevano spostato la base. È stato proprio nel 2020 che sono diventata Capo cabina.

La hostess Vanessa Marchetto
La hostess Vanessa Marchetto

Nel 2020, l’anno del Covid?

Dovevo partire da Vienna a Palma di Maiorca, ma a causa del lockdown sono rimasta bloccata a Vienna, in hotel, per tre settimane. Nel frattempo, io avevo già conosciuto il mio attuale marito, originario di Frosinone. Ci hanno poi rispedito ognuno nel proprio Paese, di notte, con un pullman della Farnesina. Mentre il Veneto era zona rossa, io e il mio compagno abbiamo fatto la quarantena di due mesi a Udine, da una zia di lui.

E quando hanno riaperto le frontiere, dove sei andata?

A giugno 2020 sono tornata a Vienna, dove mi sono stabilita a vivere. Vienna è una città che non annoia mai. Qui mi sono sposata nel 2022 e ho avuto una bimba, che ora ha 2 anni.

Come fai a conciliare il tuo lavoro di Capo cabina in volo con la famiglia e l’essere mamma?

Lavoro di mattina. Parto alle 3 di mattina con destinazioni che vanno in tutta Europa. Ritorno per mezzogiorno o le 13. Così faccio a tempo ad andare a prendere mia figlia all’asilo, a portarla al parco giochi, a fare la casalinga etc… Mio marito mi aiuta a gestire la famiglia lavorando di pomeriggio. Anche lui lavora negli aerei e in ufficio, fa il safety officer: è Capo cabina, istruttore, esaminatore e responsabile della sicurezza.

In che cosa consiste esattamente il tuo lavoro di capocabina?

Devo far rispettare le misure di sicurezza, gestire i colleghi e la responsabilità è mia e del Capitano. Siamo in 4 capocabina e 2 piloti in tutto.

Cosa dici a chi ha paura di volare?

Di dirlo sempre alle hostess prima di partire. E comunque anch’io soffro di claustrofobia da passeggera! Da quando lavoravo in nave e la mia cabina era sott’acqua! Non abbiate paura di volare, un po’ di claustrofobia è normale!

Insomma, anche se ha la testa sempre fra le nuvole, Vanessa ha i piedi ben piantati per terra.

 

 

Beni confiscati, a Palermo 252 enti ammessi alla prima fase del bando

PALERMO (ITALPRESS) – L’Assessore ai Beni Confiscati del comune di Palermo, Brigida Alaimo, rende noto che sono stati ammessi alla fase successiva del bando per l’assegnazione 252 Enti, tutti quelli che hanno regolarmente presentato istanza nei termini previsti, con firma digitale conforme. “Abbiamo voluto garantire la massima inclusività e trasparenza – sottolinea Alaimo – assicurando che ogni proposta validamente inoltrata potesse accedere alla fase successiva del procedimento”.

Nei prossimi giorni, gli uffici procederanno con la predisposizione e pubblicazione delle schede tecniche descrittive dei beni oggetto del bando. La pubblicazione avverrà subito dopo le festività pasquali, contestualmente all’invio di comunicazioni personali a ciascun ente partecipante e alla diffusione di un apposito avviso pubblico. “Proseguiamo – conclude Alaimo – nel solco di un impegno fermo e concreto per la restituzione dei beni sottratti alla mafia alla collettività, rafforzando il legame tra legalità e territorio”.

– foto IMAGE –

(ITALPRESS).

Leapmotor C10, due motori e un’autonomia di 950 chilometri

MILANO (ITALPRESS) – Una vettura 100% elettrica che fa dimenticare l’ansia da ricarica e autonomia. È questo il punto di forza della Leapmotor C10 REEV, dotata di un motore elettrico da 215 cavalli e di uno a combustione interna da 1,5 litri. La batteria da 28,4 kWh offre un’autonomia elettrica di 145 chilometri, mentre l’autonomia combinata totale supera i 950 km. A questo si aggiungono un consumo di carburante di 0,4 litri per 100 chilometri in modalità combinata ed emissioni di CO2 pari a 10 gr/km. La tecnologia Range-Extended permette agli utenti di scegliere tra 3 modalità di ricarica: corrente continua, corrente alternata e generatore di carburante a bordo. Questa flessibilità consente l’utilizzo dell’energia elettrica dalla rete o dell’energia elettrica generata a bordo grazie al motore a combustione a benzina da 1,5 litri. Il sistema C10 Range-Extended offre una ricarica rapida da 65 kW in corrente continua, che consente ricariche rapide per viaggi senza interruzioni. Con la ricarica rapida in corrente continua può recuperare metà della sua autonomia elettrica in 18 minuti. Questo sistema consente al C10 REEV di offrire l’esperienza di guida fluida, silenziosa e reattiva di un veicolo elettrico, offrendo al contempo la flessibilità di un motore a benzina tradizionale per viaggi più lunghi. Sul fronte tecnologico è dotata di 17 sistemi di assistenza alla guida attiva e passiva. A spiccare all’interno del veicolo è la grande assenza di pulsanti fisici: gran parte delle funzionalità come navigatore GPS, radio, connessione bluetooth, impostazioni e info di guida, sono infatti visibili e programmabili da un touch screen centrale ad alta definizione da 14″6.

tvi/azn

Vance incontra Meloni “Importanti negoziati commerciali tra Usa e Ue”

ROMA (ITALPRESS) – “Stiamo portando avanti importanti negoziati commerciali non solo tra Italia e Stati Uniti, ma con l’intera Unione Europea. Ne abbiamo parlato a lungo ieri con il Presidente e daremo seguito a quelle conversazioni oggi”. Lo ha detto il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, incontrando il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Palazzo Chigi.
Vance ha parlato anche di Ucraina: “Voglio aggiornare la premier su alcuni dei negoziati tra Russia e Ucraina e anche su alcune cose che sono successe nelle ultime 24 ore. Siamo ottimisti sul fatto che si possa sperare di poter porre fine a questa guerra così brutale”.

sat/mrv
(fonte video: Palazzo Chigi)

Urso in visita alla Dolfin “Incarna identità italiana, è un’eccellenza”

CATANIA (ITALPRESS) – Il ministro delle Imprese e del Made in Italy ha visitato a Riposto, nel catanese, lo storico stabilimento della Dolfin, l’azienda dolciaria siciliana fondata nel 1914 e da centodieci anni guidata dalla famiglia Finocchiaro, oggi alla terza generazione di imprenditori.

“Qui, nel cuore della Sicilia – ha dichiarato il senatore Adolfo Urso – la Dolfin incarna pienamente l’identità italiana e rappresenta un esempio concreto di ciò che rende unico il nostro Made in Italy: capacità di innovare, eccellenza del prodotto, attenzione alla qualità. Un marchio che, forte delle sue radici, ha conquistato i mercati internazionali, esportando in oltre 50 Paesi e affermandosi come leader nel settore alimentare, pilastro delle tre A che – insieme all’abbigliamento e all’arredo – rappresentano da sempre il biglietto da visita del nostro Paese: tre pilastri storici del Made in Italy, che continuano a distinguersi sui mercati globali”.

Accolto dal presidente di Dolfin, Santi Finocchiaro e dai fratelli Gaetano e Rosaria, il ministro è stato accompagnato alle varie linee di produzione, la più famosa quella dei Polaretti, ghiaccioli da gelare, prodotti con tanto succo di frutta ed esportati all’estero in oltre cinquanta paesi. Il ministro Adolfo Urso non poteva non soffermarsi nell’area dedicata alla produzione delle uova di Pasqua (2,6 milioni quelle prodotte quest’anno) e dei prodotti cavi in finissimo cioccolato al latte: un segmento della produzione che negli ultimi anni, oltre a posizionare Dolfin fra le prime cinque nel segmento Kids, ha visto un consistente investimento nella direzione della digitalizzazione e automazione dei processi gestita da figure professionali, informatici ed ingegneri, altamente specializzate.

Mentre i tecnici di laboratorio dell’area Ricerca & Sviluppo hanno fatto conoscere al ministro come nascono le merende della frutta bio e senza zucchero, che a Dolfin sono valse da alcuni anni una importante commessa della multinazionale canadese Debee’sche, nei canali della Gdo (Grande Distribuzione Oegajizzata), che esporta sia in Canada che negli Stati Uniti, dove sono commercializzati gli snack alla frutta prodotti in Sicilia. Un caso di Made in Italy di successo nel settore dell’agroalimentare che il ministro Urso ha particolarmente apprezzato anche in relazione alla recentissima celebrazione della Giornata nazionale del Made in Italy in cui sono state esaltate le qualità dei prodotti italiani di successo richiestissimi anche all’estero. Dal canto suo Santi Finocchiaro, presidente Dolfin e presidente UnionFood-Confindustria ha espresso la forte preoccupazione verso la “mannaia” dei dazi Usa: “Gli Usa sono il primo mercato della nostra azienda – ha detto – e al momento siamo fermi al 10% rispetto allo scorso anno e fino a qualche giorno fa non esistevano. Speriamo molto dunque nell’intervento della nostra presidente del Consiglio e nel dialogo bilaterale”.

-Foto ufficio stampa ministero Imprese e del Made in Italy-
(ITALPRESS).

Presentato il progetto del nuovo stadio di Venezia, sorgerà nel Bosco dello Sport

VENEZIA (ITALPRESS) – È stato presentato questa mattina al Municipio di Mestre il progetto del nuovo stadio di Venezia che sorgerà nell’area del Bosco dello Sport. Un impianto pensato e omologato per ospitare partite di calcio di Serie A, incontri di rugby e altri eventi dal vivo come i concerti. Maffeis Engineering e Populous, quest’ultimo studio di architettura leader mondiale nel settore dello sport e dell’intrattenimento, hanno ricevuto l’incarico di progettazione dal raggruppamento di imprese costituito da Costruzioni Bordignon, Fincantieri Infrastrutture e Ranzato Impianti, che a marzo 2024 si è aggiudicato la gara d’appalto.

Si tratta di un’importante infrastruttura sportiva, un moderno stadio di serie A da 18.500 posti, che sorgerà a Tessera nel nuovo Bosco dello Sport, polo multifunzionale di 116 ettari a nord della città, pensato per integrare sport, socialità, educazione e benessere. Già dalla prossima settimana sarà predisposta l’area di cantiere, mentre l’avvio dei lavori  – che dureranno circa venti mesi –  è previsto a luglio 2025. L’inaugurazione dell’impianto è in programma nella primavera 2027.

A ispirare le forme del nuovo stadio è il paesaggio circostante. I tratti curvilinei seguono quelli dell’intera area del masterplan, dialogando con i volumi della vicina arena e del centro sportivo. Anche la linea perimetrale dello stadio segue le linee organiche generali: la sua struttura pulita si colloca idealmente all’interno del Bosco dello Sport come un padiglione in un giardino. La facciata è caratterizzata da un gioco di elementi verticali che salgono verso l’alto in modo regolare e creano una sorta di quinta del catino nella fascia superiore. Una scelta compositiva che omaggia il ritmo delle facciate storiche dei palazzi veneziani. Questo ordito in facciata rende l’impianto leggero, arioso e permette una visione del catino dello stadio anche dall’esterno.

Il podio a mezzaluna avvolge dolcemente il volume dello stadio, diventando parte strategica della struttura, per ospitare parcheggi e altri servizi. La cavea si sviluppa su una sezione semicontinua su tre lati sud, est e nord. I progettisti specializzati di Populous l’hanno disegnata per offrire una visione impeccabile durante le partite. La sua configurazione compatta e monumentale avvicina i tifosi al campo da gioco, amplificando le emozioni e creando un’atmosfera unica. La tribuna a ovest è destinata all’ospitalità Vip ed è in grado di offrire esperienze premium allineate alle più recenti soluzioni dei migliori campionati Europei. Per la tifoseria locale sono stati disegnati spazi dedicati, come la galleria coperta che circonda il catino a 360 gradi, offrendo servizi selezionati e una vista emozionante sul paesaggio intorno.

In generale una gamma diversificata di offerte di ristoro e luoghi per l’interazione sociale renderanno la permanenza di tutto il pubblico ancora più gradevole. Lo stadio è stato progettato in conformità ai migliori requisiti in materia di design inclusivo, per consentire a tutti di utilizzare e godere di questo luogo. Il nuovo stadio di Venezia avrà la capacità di trasformarsi per ospitare partite di Serie A, di Rugby ed eventi live come concerti. Una caratteristica che, come spiegato nel corso della presentazione, renderà l’impianto ancora più vivo e attraente per la comunità locale. Collaborano al progetto dello stadio Soil Engineering, Seingim e Gae Engineering.

“Sono davvero orgoglioso ed emozionato di presentare oggi questo progetto, è un simbolo di rinascita ed un esempio di una città che vuole farcela  – ha detto il sindaco Brugnaro –  Dopo 50 anni di chiacchiere e promesse mai mantenute, finalmente è arrivato il momento di avere anche noi uno degli stadi più moderni e all’avanguardia del mondo. Sarà un’opera importante non solo per il nostro territorio metropolitano, ma per tutto il Paese. Ospiterà le partite di calcio e rugby, oltre ad eventi culturali e concerti. Insieme alla nuova Arena porterà alla creazione di nuovi posti di lavoro. Con tutta l’area del Bosco dello Sport finalmente Venezia avrà un nuovo epicentro di sport, socialità, inclusione e sostenibilità. Ringrazio tutti coloro che in questi anni, insieme a me, hanno lavorato perché questo sogno diventasse realtà”.

L’amministratore delegato di Maffeis Engineering, Massimo Maffeis, ha dichiarato: “Finalmente da Veneti per il Veneto. Per noi abituati a lavorare in campo internazionale, una emozione e una spinta in più, lavorare per un progetto che sentiamo più nostro di tanti altri. Orgogliosi di far parte di questo progetto e con questo team”. La senior principal e general manager di Populous Italia, Silvia Prandelli ha evidenziato: “Il prossimo stadio di Venezia darà alla città l’infrastruttura sportiva che merita. Il suo design è pensato per rendere ottimale l’esperienza dei tifosi. Populous Italia è felice di contribuire così anche al progetto del Bosco dello Sport, un luogo dove l’intrattenimento di qualità e le attività sportive offerte a tutti i livelli, eserciteranno un potere trasformativo e rigenerativo sul territorio. Grazie alla sua posizione strategica sarà un catalizzatore di benessere, capace di richiamare numerosi visitatori nazionali e internazionali”.

Sul progetto esecutivo, approvato questa mattina dalla Giunta comunale, il vicesindaco e assessore allo Sport Andrea Tomaello ha sottlineato: “Venezia è l’unica città in Italia che oggi sta costruendo uno stadio ex novo, partendo da zero e senza intervenire con il restauro di un vecchio impianto. Così rispondiamo a una cronica carenza di infrastrutture sportive, diventando un esempio per tutto il Paese. La realizzazione del nuovo impianto, atteso da oltre settant’anni, è una nuova pagina della storia, non solo sportiva, della nostra città”.

Poi il punto sul finanziamento dell’opera, affrontato dall’assessore al Bilancio Michele Zuin: “Siamo orgogliosi di poter dare il via ad un’opera che abbiamo fortemente voluto e con la quale realizziamo qualcosa di grande per la comunità. Lo stadio costerà complessivamente 92milioni e 300mila euro, di cui 47 milioni dall’avanzo del Comune e 45 milioni a mutuo. Complessivamente per la realizzazione dell’intera opera del Bosco dello Sport faremo debito per 65 milioni di euro, rispetto ai 95 milioni di euro previsti inizialmente”.

Sul cronoprogramma degli interventi l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto ha confermato che proseguono regolarmente, nel rispetto dei tempi stabiliti: “Le opere di viabilità, il sistema del verde urbano, le urbanizzazioni e la costruzione dell’Arena hanno raggiunto, in diversi lotti, oltre il 40 % di avanzamento fisico e il 50 % della spesa complessiva. Il design architettonico dello Stadio si armonizza con le linee guida del masterplan e con l’Arena adiacente, creando un’area unica di circa 40.000 m², con un’altezza massima di quasi 29 metri. Particolare attenzione è stata riservata alla sostenibilità e all’accessibilità: l’impianto sarà facilmente raggiungibile grazie a una rete integrata di viabilità stradale e ciclabile, adeguati parcheggi e un servizio di mezzi pubblici potenziato”.

– foto ufficio stampa Comune di Venezia –

(ITALPRESS).

Dalla NATO Science & Technology Organization le tendenze chiave per i prossimi 20 anni

ROMA (ITALPRESS) – Pubblicato il rapporto della NATO sulla scienza e la tecnologia: identifica le tendenze che modellano il futuro della scienza, della difesa e della sicurezza per i prossimi 20 anni (Science & Technology Macro Trends Report 2025-2045). Il documento, redatto dalla NATO Science & Technology Organization (STO), identifica sei tendenze chiave che saranno importanti per gli Alleati del Patto Atlantico nei prossimi 20 anni: l’evoluzione delle aree di competizione; la corsa all’intelligenza artificiale (AI) e alla superiorità quantistica; la rivoluzione biotecnologica; il divario delle risorse; la frammentazione della fiducia pubblica; l’integrazione e le dipendenze tecnologiche.

Il rapporto valuta che, con l’intensificarsi della competizione strategica globale, i progressi della scienza e della tecnologia trasformeranno il modo in cui le nazioni competono. Prevede che l’intelligenza artificiale e le tecnologie quantistiche saranno al centro di questa competizione e continueranno a rivoluzionare le industrie, anche nei settori della difesa e della sicurezza. I progressi della biologia sintetica e delle aree correlate solleveranno questioni relative alla sicurezza della ricerca e alle normative sanitarie.

Il dottor Bryan Wells, scienziato capo della NATO e presidente del NATO Science & Technology Board (STB), ha sottolineato nel rapporto che queste tendenze “metteranno i responsabili decisionali della NATO e degli alleati in condizione di considerare le scelte che li attendono e il modo migliore per preparare l’Alleanza di oggi ad affrontare le sfide future”.Il continuo sviluppo delle conoscenze e gli investimenti nella scienza e nella tecnologia rafforzeranno la capacità della NATO e degli Alleati di superare i concorrenti di oggi e di domani e di garantire che restiamo solidi, resistenti e pronti a rispondere a qualsiasi minaccia”, ha concluso.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Aspi, Cda nomina Arrigo Giana nuovo amministratore delegato

ROMA (ITALPRESS) – Il consiglio di amministrazione di Autostrade per l’Italia, riunitosi sotto la presidenza di Antonino Turicchi, ha nominato Arrigo Giana quale amministratore delegato e Andrea Valeri vicepresidente.

Il consiglio, inoltre, con il parere favorevole del Collegio Sindacale, ha confermato Piergiorgio Peluso come dirigente preposto alla redazione dei documenti contabili societari sino all’approvazione del bilancio della Società al 31 dicembre 2027.

-Foto Aspi-
(ITALPRESS).

La Royal Navy intensifica il controllo dei fondali

ROMA (ITALPRESS) – Un’inchiesta del Sunday Times ha rivelato che le operazioni della RFA Proteus, nave di sorveglianza oceanica multiruolo (MROS) della marina reale della Gran Bretagna, si stanno intensificando dopo la scoperta di sensori subacquei che si ritiene siano utilizzati dalla Russia. Secondo il quotidiano nazionale inglese, questi dispositivi erano destinati a spiare i quattro sottomarini nucleari di classe Vanguard del Regno Unito.

L’ubicazione di questi ritrovamenti non è stata resa nota, ma si presume siano stati recuperati vicino il Firth of Clyde, una profonda insenatura situata nella costa occidentale della Scozia, dove è più facile il rilevamento dei battelli nucleari. La Royal Navy adesso è passata all’impiego di imbarcazioni autonome o con equipaggio minimo per condurre regolari indagini sulle rotte. Nel frattempo la nave spia Yantar di Putin è stata avvistata mentre navigava nel Canale della Manica per gran parte di gennaio. In risposta sono state schierate la HMS Somerset e la HMS Tyne, con base a Portsmouth.

Il segretario alla Difesa John Healey aveva precedentemente dichiarato alla Camera dei Comuni che la Russia era “la minaccia più urgente e immediata”, ma aveva anche detto ai parlamentari che Mosca era “pericolosa ma fondamentalmente debole”. Negli ultimi 15 mesi, almeno 11 cavi internet nel Mar Baltico sono stati danneggiati attraverso il traino di ancore. La Royal Navy ha così optato per l’impiego della RFA Proteus, attualmente l’unica nave di superficie della flotta reale in grado di indagare fondali oceanici. Strumenti ulteriori saranno il SeaCat, un veicolo autonomo all’avanguardia in grado di rintracciare mine e altri dispositivi subacquei, e il Gavia, un veicolo sottomarino senza equipaggio (UUV) che può scendere fino a 1.000 metri di profondità.

Sono state sperimentate anche altre imbarcazioni. Durante una visita a bordo del Proteus, lo scorso gennaio, il ministro delle forze armate britannico, Luke Pollard, ha dichiarato che “le nazioni che stanno pensando di interferire con le nostre infrastrutture critiche nazionali non dovrebbero avere dubbi sul fatto che useremo i nostri formidabili mezzi militari per difendere la nostra sicurezza nazionale. Le capacità di Proteus sono all’avanguardia, leader a livello mondiale e faranno parte della difesa della nostra sicurezza nazionale in futuro, soprattutto per quanto riguarda i cavi sottomarini”.

Intanto l’ambasciatore russo nel Regno Unito, Andrei Kelin, è intervenuto in merito affermando che Mosca non rappresenta una minaccia per la Gran Bretagna, pur non negando responsabilità in merito al rinvenimento dei sensori nelle acque intorno al Regno Unito per cercare di tracciare i sottomarini nucleari della Royal Navy. “Non ho intenzione di negarlo, ma mi chiedo se abbiamo davvero interesse a seguire tutti i sottomarini britannici con testate nucleari obsolete e molto vecchie… Tutte queste minacce sono estremamente esagerate”, ha dichiarato. In questi anni di conflitto in Ucraina, il Mar Baltico è stato teatro di una serie di incidenti in cui sono stati danneggiati cavi elettrici, collegamenti di telecomunicazione e gasdotti. Molti di questi incidenti sono stati attribuiti alla Russia, che ha negato le accuse.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).