venerdì, Ottobre 30, 2026
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Montorio, carta e bussola per imparare a orientarsi: lezione e uscita gratuita il 24 ottobre

Carta e bussola a Montorio per una mattinata dedicata all’orientamento: sabato 24 ottobre una lezione gratuita precede l’uscita verso Forte Preara, prevista se il meteo lo consentirà. Ritrovo alle 8.30 in piazza delle Penne Nere, con strumenti forniti dagli organizzatori e iscrizioni via email.

Il Comitato Fossi Montorio e il Gruppo Escursionismo Lessinia APS propongono una mattinata di cartografia e orientamento nella sala civica Giovanni Paolo II, al civico 1. L’attività, aperta agli appassionati di natura, rientra nel progetto di valorizzazione della Val Squaranto sostenuto dalla Circoscrizione 8.

Carta e bussola a Montorio: dalla teoria al sentiero

Gli esperti affronteranno lettura delle mappe, uso della bussola, preparazione di un’escursione, GPS e applicazioni di tracciamento. Dopo un’ora e mezza di teoria, la prova sul terreno seguirà la dorsale Prea Fita fino al forte John, con circa due ore di cammino. L’orario complessivo indicato è 8.30–12.30.

Non occorre portare materiali specifici; è raccomandato un abbigliamento pratico. Per informazioni e iscrizioni il riferimento è comitatofossimontorio@gmail.com.

Il forte sul crinale

Forte Preara fu costruito nel 1859–1860, a nord del Castello di Montorio, sul crinale tra Valpantena e valle di Mizzole. Parte del sistema difensivo austriaco, collegava la propria funzione militare a quella della batteria del castello. La pianta irregolare segue la forma dell’altura: il fronte settentrionale con terrapieno e fossato si unisce al corpo orientale affacciato sulla valle. Nel cortile era stata ricavata una cisterna per raccogliere l’acqua piovana; i locali di ricovero della guarnigione occupavano il corpo orientale. La strada militare proveniente dal castello raggiungeva l’ingresso sul lato occidentale. Il nome John ricorda il barone Franz von John, che nel 1866 sarebbe stato capo di Stato maggiore dell’armata dell’arciduca Albrecht.

Nello stesso fine settimana, le escursioni di Cammina Natura nel Veronese porteranno altri gruppi sul Monte Castello di Romagnano e in Val Fraselle. Sono appuntamenti distinti, con guide e modalità di partecipazione proprie, che affiancano la proposta formativa di Montorio nel calendario delle attività all’aperto.

Castello di Montorio, foto di repertorio del territorio: Gian Sini / Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0.

Mario Draghi: “Le proteste dei giovani? Hanno la sensazione che nessuno li ascolti”

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(Adnkronos) – Le manifestazioni giovanili, spesso sfociate in atti violenti, in Francia come in Italia “hanno motivazioni differenti” ma “c’è un elemento che accomuna” questi paesi è cioè “il fatto che, l’anno prossimo, si terranno delle elezioni di estrema importanza”. Lo afferma l’ex premier Mario Draghi in un’intervista a Bloomberg per un podcast registrato in occasione di un evento a New York spiegando che però “questa è, per così dire, solo la cornice”. 

“La spiegazione più solida risiede, a mio avviso, nel blocco delle aspettative: i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti. La maggior parte delle persone – ricorda – desidera crescita e giustizia sociale – o meglio, una crescita accompagnata da giustizia sociale. Per i giovani, la giustizia sociale si traduce in giustizia
intergenerazionale”. 

“E quando la crescita viene a mancare – osserva – diventa molto difficile garantire tutto ciò e questo genera ansia”. 

 

Per Draghi “si percepisce un blocco nelle dinamiche sociali, si ha la sensazione di non riuscire a trovare facilmente un lavoro. I giovani percepiscono una società in rapidissima trasformazione tecnologica e si sentono impreparati ad affrontarla”. 

E sullo sfondo, ricorda, “a questo si aggiungono altre circostanze” quali “il ruolo di determinati attori politici” che giocano sulle dinamiche di massa, sugli scontri e sulla violenza “che va condannata in ogni circostanza”. “Fattori che però – conclude – agiscono più come amplificatori che come vere e proprie spiegazioni”. 

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economia

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Verona, tutta la Cinta Magistrale passa al Comune: trasferite le ultime 14 porzioni

Completato il passaggio dal Demanio al Comune del sistema fortificato veronese. Dopo le prime nove porzioni acquisite con il federalismo culturale, arrivano le altre quattordici. Bissoli annuncia la ripresa dell’iter per gli edifici dei Giardini di Raggio di Sole e nuove possibilità di concessione.

La Cinta Magistrale di Verona è interamente di proprietà del Comune. Il 21 ottobre l’Agenzia del Demanio ha annunciato il completamento del trasferimento delle ultime porzioni del sistema fortificato. Si conclude così il percorso che assegna all’amministrazione cittadina la piena disponibilità di porte, bastioni, torrioni e tratti delle mura storiche.

Le prime nove porzioni erano state acquisite negli anni attraverso il federalismo culturale. Le restanti quattordici sono passate al Comune con un diverso strumento normativo, richiamato dal Demanio nella comunicazione sul trasferimento della Cinta Magistrale. Il nuovo annuncio arriva dopo il via libera del Consiglio comunale, che aveva preceduto il passaggio definitivo dallo Stato.

Secondo quanto precisato dall’Agenzia, il trasferimento gratuito delle quattordici porzioni è avvenuto in applicazione dell’articolo 15-bis del decreto legge 13/2023. La disposizione riguarda immobili statali interessati da progetti di riqualificazione finanziati, anche solo in parte, attraverso PNRR, Piano nazionale complementare o Piano nazionale integrato per l’energia e il clima. Il comunicato non indica un nuovo stanziamento per gli interventi sulla Cinta.

Cinta Magistrale al Comune: restauri e concessioni nella nuova fase

La vicesindaca e assessora al Patrimonio Barbara Bissoli indica due conseguenze del completamento dell’acquisizione. Il Comune potrà programmare in modo unitario cura, manutenzione e restauro delle fortificazioni, reperendo i finanziamenti necessari. La piena proprietà consentirà inoltre di attivare concessioni amministrative a enti, associazioni di volontariato e privati: una possibilità che, spiega l’assessora, il precedente regime concessorio non permetteva.

Tra i passaggi più immediati Bissoli cita la ripresa dell’iter amministrativo per la riqualificazione degli edifici dei Giardini di Raggio di Sole.

La valorizzazione delle mura rientra negli obiettivi del Piano Città Verona, l’accordo sottoscritto da Agenzia e Comune nel 2024 per il recupero del patrimonio immobiliare pubblico. Il trasferimento consente ora una pianificazione coordinata dell’intero sistema difensivo, dalla conservazione al riuso degli spazi. Le forme concrete di gestione e gli interventi dipenderanno dai successivi atti amministrativi e dalle risorse che saranno individuate.

Magi (Sumai): “Potenziare la specialistica per rafforzare presa in carico sul territorio”

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(Adnkronos) – Non solo strutture e strumenti, ma professionisti coinvolti nella programmazione, nell’organizzazione e nella gestione dei percorsi di cura: è su questo terreno che si gioca l’attuazione della riforma della sanità territoriale. Le Case di comunità sono chiamate a dare risposte ai bisogni di salute dei cittadini e a rafforzare la presa in carico sul territorio, in particolare dei pazienti cronici, evitando che l’ospedale diventi il punto di riferimento per esigenze che possono trovare risposta nei servizi di prossimità. In questo percorso, il contributo degli specialisti ambulatoriali è stato al centro della tavola rotonda “La riforma della sanità territoriale senza gli specialisti ambulatoriali rischia di fallire”, nell’ambito del 58esimo congresso nazionale Sumai Assoprof, in corso all’Ergife Palace Hotel di Roma.  

Il confronto ha messo a fuoco il passaggio dalla realizzazione delle strutture alla loro operatività: dalla partecipazione degli specialisti ai percorsi diagnostici e assistenziali alla centralità dei professionisti nelle Case e negli Ospedali di comunità, fino al ruolo della contrattazione. Un filo conduttore lega gli interventi: rafforzare la specialistica territoriale per rendere concreta la presa in carico e mettere gli ospedali nelle condizioni di svolgere meglio il proprio compito. A partire da questa esigenza – informa una nota – il coinvolgimento degli specialisti deve tradursi in una partecipazione concreta alla definizione dei percorsi assistenziali, come sottolineato da Antonino Trimarchi, presidente di Card Italia: “Chiamarli protagonisti significa che sono partecipi della programmazione, dell’organizzazione e della gestione dei percorsi diagnostici assistenziali che passeranno attraverso le Case della Comunità”. 

Dalla partecipazione ai percorsi di cura all’operatività delle strutture, il tema resta quello dei professionisti chiamati a dare concretezza alla riforma. Su questo punto ha richiamato l’attenzione Francesco Zaffini, presidente della X Commissione Sanità, Lavoro, Previdenza e Affari sociali del Senato: “A partire dal 2027 il tema cambia completamente: la priorità diventa quella dei professionisti che devono far funzionare le Case e gli Ospedali di comunità. La sanità la fanno le persone che ci lavorano dentro, non le macchine, i muri o gli strumenti”.  

 

La centralità dei professionisti si traduce, a sua volta, nella capacità delle nuove strutture di rispondere ai bisogni dei cittadini e di rafforzare il raccordo tra territorio e ospedale. E’ su questa funzione delle Case di comunità che si è soffermato Andrea Costa, esperto per le strategie di attuazione del Pnrr per il ministero della Salute: “Gli specialisti – ha detto – possono dare un contributo fondamentale e le Case di comunità devono rappresentare un pilastro per creare un filtro sul territorio, mettendo gli ospedali nelle condizioni di operare meglio e garantendo ai cittadini risposte ai loro bisogni di salute”. 

Accanto al ruolo della specialistica nell’organizzazione dei servizi, il confronto affronta anche il piano contrattuale, portando l’attenzione sulle questioni da discutere con le organizzazioni sindacali. Su questo versante, Marco Caroli, coordinatore della Sisac, ha invece ribadito: “Da parte nostra c’è sempre la massima disponibilità ad affrontare tutti gli argomenti che le organizzazioni sindacali pongono al tavolo”. 

Dal confronto sull’organizzazione dei servizi a quello contrattuale – conclude la nota – il punto di arrivo resta la risposta ai bisogni del paziente. È a questo obiettivo che riconduce gli interventi, in chiusura, Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, richiamando la funzione della specialistica ambulatoriale nella presa in carico sul territorio e nel ridurre la necessità di rivolgersi all’ospedale. Il rilancio della specialistica diventa così il filo che tiene insieme il ruolo dei professionisti e il rafforzamento dei servizi di prossimità, a partire da un ambito che negli anni è stato trascurato: “Il lavoro degli specialisti è fondamentale perché consente di prendere in carico il paziente sul territorio, evitando che debba arrivare in ospedale. È un indicatore concreto dell’importanza della specialistica, che negli anni è stata un po’ abbandonata e che oggi dobbiamo rilanciare e potenziare”. 

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cronaca

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Inps, D’Angelo: “Sulla maternità meno burocrazia grazie ai dati già disponibili”

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(Adnkronos) – “Innovare significa anche eliminare una domanda, non soltanto digitalizzarla”. Lo ha detto Massimiliano D’Angelo, Direttore centrale Tecnologia, informatica e innovazione dell’Inps, intervenendo al convegno ‘Maternità obbligatoria: la proattività al servizio di famiglie e imprese’, ospitato dalla Direzione regionale Inps Emilia-Romagna. Nel suo intervento, dedicato agli aspetti tecnologici del progetto, D’Angelo ha indicato nella connessione delle informazioni la chiave del nuovo modello: a partire dal certificato telematico di gravidanza e dai dati già presenti negli archivi dell’Istituto, la pratica viene predisposta in automatico, senza che la lavoratrice debba presentare domanda. 

“Con la sperimentazione sul congedo di maternità mettiamo a fattore comune i dati già in possesso dell’Istituto per ridurre gli adempimenti a carico di lavoratrici e imprese. Meno burocrazia e un accesso più semplice alle tutele: ecco il valore concreto della tecnologia”, ha sottolineato il Direttore centrale. 

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lavoro

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Sanità, Cossolo (Federfarma): “Telefarmamed unisce prossimità, diagnosi e innovazione”

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“Telefarmamed mette in relazione due protagonisti della sanità territoriale: farmacie e specialisti ambulatoriali. La piattaforma unisce prossimità, competenza diagnostica e innovazione tecnologica. La vera innovazione è passare dal lavorare accanto al lavorare insieme”. Queste le parole di Marco Cossolo, presidente Federfarma, intervenuto al 58° Congresso nazionale Sumai Assoprof a Roma.

Sanità, Gemmato: “Il Sumai può essere determinante per rafforzare le Case della Comunità”

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“Le Case della Comunità devono rafforzare la sanità territoriale, valorizzando la presenza dei medici convenzionati e degli specialisti. Insieme ai medici di famiglia e agli infermieri di comunità, gli specialisti sono fondamentali nella presa in carico e nella gestione dei pazienti cronici.” Lo ha detto il sottosegretario di Stato al ministero della Salute, Marcello Gemmato, intervenuto al Congresso nazionale Sumai Assoprof a Roma.

Sanità, Magi (Sumai Assoprof): “Contratto unico per specialisti tra ospedale e territorio, risparmi

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“Bisogna aumentare le risorse per il personale e rendere il Ssn più attrattivo, soprattutto per i giovani specialisti. Propongo un contratto unico per ospedale e territorio, superando le incompatibilità e rafforzando le équipe multidisciplinari.” Queste le parole di Antonio Magi, segretario generale del Sumai Assoprof, al 58° Congresso nazionale del sindacato degli specialisti ambulatoriali, presso l’Ergife Palace Hotel di Roma.

Sanità, Trimarchi (Card Italia): “Specialisti nelle équipe multiprofessionali per costruire le reti

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“Gli specialisti devono essere protagonisti nelle Case della Comunità, insieme a medici di famiglia, pediatri e infermieri, partecipando alla programmazione e gestione dei percorsi assistenziali. Il loro contributo è fondamentale per costruire le reti di cura e integrare la presa in carico della malattia e della salute.” Queste le parole del presidente incoming di Card Italia, Antonino Trimarchi, intervenuto al Congresso Sumai a Roma.

Malattie reumatologiche, a Siena un incontro su cura e benessere

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(Adnkronos) – Le malattie reumatologiche non coinvolgono soltanto il corpo, ma incidono profondamente anche sul benessere psicologico, sulle relazioni personali e sulla qualità della vita. Il dolore cronico, le limitazioni funzionali e le difficoltà che spesso accompagnano il percorso diagnostico e terapeutico rendono necessario un approccio alla cura capace di considerare la persona nella sua complessità. Diagnosi tempestiva, appropriatezza delle terapie, ricerca scientifica, sostegno psicologico e collaborazione con le associazioni dei pazienti rappresentano elementi fondamentali per migliorare la gestione di queste patologie e la qualità dell’assistenza. È questo il filo conduttore dell’incontro “Apmarr incontra Siena: cura, benessere e comunità nelle malattie reumatologiche” promosso da Apmarr – Associazione nazionale persone con malattie reumatologiche e rare, in programma sabato 24 ottobre, alle ore 9, presso LaBotteghina Mad Aps, in Via Tolomei 7 a Siena. 

L’iniziativa – informa una nota – nasce con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini, operatori sanitari, persone con patologie reumatologiche e rare, familiari e caregiver sull’importanza di una maggiore conoscenza di queste malattie e di promuovere un confronto tra professionisti della salute, associazioni e comunità. Un dialogo particolarmente importante in un ambito, come quello reumatologico, che comprende condizioni molto diverse per diffusione, manifestazioni cliniche e complessità assistenziale, e nel quale il coinvolgimento attivo delle persone interessate può contribuire a rendere i percorsi di cura sempre più rispondenti ai loro bisogni. 

“La reumatologia comprende un insieme molto ampio ed eterogeneo di patologie, alcune particolarmente diffuse, altre rare, che pongono sfide importanti sia sul piano scientifico sia su quello assistenziale – sottolinea Bruno Frediani, professore di Reumatologia dell’Università di Siena – Le malattie rare, in particolare, meritano una crescente attenzione, non soltanto perché, considerate nel loro insieme, interessano un numero significativo di persone, ma anche perché il loro studio consente di approfondire meccanismi biologici comuni a patologie molto più frequenti. Investire nella loro conoscenza significa, quindi, contribuire al progresso dell’intera reumatologia, con ricadute positive sulle possibilità di diagnosi e cura. Ma per tradurre questi progressi in un’assistenza sempre più efficace è altrettanto importante rafforzare il dialogo con le persone che convivono con queste malattie. In questa prospettiva, anche sul territorio senese, auspichiamo una collaborazione sempre più stretta e strutturata tra specialisti e associazioni dei pazienti, il cui contributo è fondamentale per comprendere i bisogni reali delle persone e costruire percorsi di cura più rispondenti alle loro esigenze”. 

 

Accanto ai progressi della ricerca e all’appropriatezza delle cure, un ruolo altrettanto importante è svolto dall’attenzione alle conseguenze che le malattie reumatologiche possono avere sulla vita quotidiana. La convivenza con una patologia cronica, spesso caratterizzata da dolore persistente e limitazioni funzionali, può infatti influire sull’equilibrio emotivo, sulle relazioni familiari e sociali e sulla capacità di mantenere le proprie abitudini. Da qui la necessità di affiancare alle terapie farmacologiche interventi che favoriscano il benessere psicologico e aiutino le persone ad affrontare le difficoltà legate alla malattia. 

“La diagnosi precoce rappresenta un obiettivo fondamentale, ma ancora non sempre facilmente raggiungibile, anche a causa della scarsa conoscenza di queste patologie – sottolinea Alessandra Rosabianca, psicologa e psicoterapeuta –. Con questa iniziativa vogliamo promuovere una maggiore consapevolezza, ma anche richiamare l’attenzione sull’importanza di considerare la persona nella sua unità mente-corpo. Il dolore, che rappresenta una delle manifestazioni più difficili da affrontare nelle malattie reumatologiche, non ha soltanto una dimensione fisica: la sua percezione è influenzata anche da fattori emotivi, cognitivi e relazionali. Per questo è essenziale costruire una rete di sostegno che coinvolga non solo i professionisti sanitari, ma anche familiari, caregiver e comunità, valorizzando tutte quelle risorse che possono contribuire a migliorare il benessere e la qualità della vita”. 

In questa prospettiva, l’incontro – si legge – offrirà l’opportunità di approfondire anche il contributo di interventi complementari, dal sostegno psicologico alle tecniche di rilassamento e mindfulness, fino al movimento e all’attività fisica adattata alle condizioni individuali. Strumenti che, integrati nel percorso terapeutico, possono aiutare le persone a gestire meglio le conseguenze della malattia, preservare la propria autonomia e sviluppare una maggiore consapevolezza delle risorse personali. L’appuntamento di Siena si inserisce nell’impegno di Apmarr per promuovere informazione, consapevolezza e partecipazione attiva, rafforzando il dialogo tra persone con malattie reumatologiche, professionisti della salute, associazioni e territorio. Un’occasione per ribadire che migliorare la gestione delle patologie croniche significa non soltanto valorizzare i progressi della medicina, ma anche costruire una rete di relazioni e servizi capace di accompagnare le persone nel loro percorso di cura e nella vita quotidiana. 

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cronaca

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