sabato, Settembre 12, 2026
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Mattarella “Grati alla Protezione Civile, attua solidarietà e coesione”

ROMA (ITALPRESS) – “L’esperienza esemplare sviluppata nei decenni dal sistema della Protezione Civile italiana merita di essere sottolineata in occasione di questa edizione degli Stati Generali della Protezione civile. Negli anni, le diverse componenti del Servizio Nazionale, le strutture operative, gli enti e Istituzioni che, con le preziose esperienze di volontariato della società civile vi concorrono, hanno sostenuto le comunità territoriali nella gestione e nel superamento di delicate emergenze, affinando gli strumenti di previsione e prevenzione. Professionalità e spirito di servizio connotano l’intervento delle diverse componenti, concorrendo ad attuare i principi costituzionali di solidarietà e di coesione sociale, garantendo un’essenziale cornice di sicurezza rispetto alle sfide correlate alla vulnerabilità dei territori, alle implicazioni del cambiamento climatico, alle esigenze di tutela del patrimonio ambientale”.

Lo dice il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci.
“Nell’auspicare ogni migliore successo per l’incontro, rinnovo a tutti i partecipanti i sentimenti di gratitudine della Repubblica per l’opera prestata a servizio del bene comune, insieme all’augurio di buon lavoro”, aggiunge.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

Truffa sui bonus edilizi nel reggino, sequestro per 1,6 milioni

REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria ha eseguito un’ordinanza – emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palmi, su richiesta della locale Procura della Repubblica, che dispone gli arresti domiciliari nei confronti di un uomo originario di Taurianova (RC), indagato per truffa aggravata, sostituzione di persona, nonchè di fabbricazione e possesso di documenti falsi, essendo stato ritenuto l’autore di un articolato sistema di frode realizzato attraverso i cosidetti “bonus edilizi”.

Lo stesso cedeva il credito maturato all’impresa esecutrice dei lavori, al fine di scontare l’importo dovuto per i lavori commissionati. La società appaltatrice, a sua volta, trasferiva i crediti ulteriormente ad altri soggetti, per la contestuale “monetizzazione”.

Le indagini hanno rilevato come l’indagato abbia ricevuto numerose commesse per l’esecuzione di lavori edili, non portati a termine o neanche avviati, a fronte dei quali avrebbe acquisito crediti d’imposta (in realtà, indebitamente sorti e mai maturati) per un valore complessivo di oltre 1 milione e 600 mila euro che, attraverso lo strumento della cessione del credito, i numerosi committenti avrebbero trasferito nel cassetto fiscale dell’impresa di cui egli è risultato titolare.

La Guardia di finanza ha già provveduto a sequestrare i crediti fiscali indebitamente accumulati e ancora presenti nel cassetto fiscale dell’indagato (pari a quasi 1 milione e 200 mila euro), nonchè il valore della somma ricevuta a seguito della cessione di una parte del credito d’imposta fraudolentemente acquisito e “monetizzato” (440 mila euro).
Le indagini hanno anche consentito di accertare che il titolare dell’impresa appaltatrice dei lavori avrebbe creato una falsa identità, avvalendosi di un documento d’identità contraffatto, che gli avrebbe consentito di ottenere anche l’assegnazione di un codice fiscale, di costituire la predetta ditta individuale, di aprire conti correnti nonchè di intestarsi polizze assicurative e automezzi, tutti elementi necessari per l’esercizio dell’attività d’impresa.

– Foto Ufficio stampa Guardia di Finanza –
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Trump e la guerra dei dazi: segno di testardagine o strategia?

di Stefano Vaccara

NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il 2 aprile, dal Giardino delle Rose della Casa Bianca, Donald Trump ha annunciato una nuova raffica di dazi sulle importazioni da una lunghissima lista di paesi, come Cina, Corea del Sud, Viet-Nam, Canada e soprattutto l’Unione Europea. Li ha chiamati “dazi di liberazione”, proclamando ufficialmente il Liberation Day. Ma la reazione dei mercati è stata immediata e devastante: Wall Street ha perso oltre 1.300 miliardi di dollari in due giorni.

Gli indici hanno chiuso con cali record, in quella che molti analisti hanno definito una delle peggiori risposte di mercato a un annuncio presidenziale nella storia moderna. CNBC ha commentato: “Peggio del peggior scenario previsto”. Nonostante il crollo, Trump ha confermato di voler andare avanti, rilanciando sui social il concetto che “i dazi sono giustizia economica” e promettendo ulteriori misure.

Per molti osservatori, siamo davanti a una testardaggine ideologica che ignora i segnali dell’economia reale. Secondo la maggior parte degli economisti, le convinzioni su cui si basa questa politica sono errate e pericolose. Il premio Nobel Paul Krugman ha commentato: “Trump non distingue tra una bilancia commerciale in deficit e un furto. E i dazi non risolvono questo problema: lo peggiorano”.

Anche Jeffrey Sachs, della Columbia University, ha criticato duramente la mossa in un articolo su Common Dreams: “Trump sta distruggendo il sistema commerciale globale per una fallacia economica. Il deficit commerciale non è causato da truffe esterne, ma dal fatto che l’America spende più di quanto produce”. Nel 2024, gli Stati Uniti hanno registrato un deficit di 1.100 miliardi di dollari. Come sottolinea Sachs: “È il risultato di decenni di tagli alle tasse per i ricchi, guerre infinite e spesa pubblica sbilanciata. Non è colpa della Cina, del Messico o dell’Europa”.

Le nuove tariffe si basano su una formula dichiaratamente semplificata: più alto è il deficit commerciale con un Paese, più alta sarà la tariffa. Secondo gli esperti, si tratta di un approccio arbitrario, privo di fondamento economico. “Le cifre sono inventate, ma le barriere saranno reali”, ha scritto Andrew Egger su The Bulwark. Le conseguenze sono già visibili e le famiglie americane potrebbero affrontare aumenti annui fino a 5.000 dollari. Trump ha dichiarato che “la Grande Depressione non sarebbe mai avvenuta se avessero mantenuto la politica dei dazi”.

Ma gli storici economici replicano che è falso. Nel 1930, la legge Smoot-Hawley alzò i dazi su 20.000 prodotti. Il risultato fu una guerra commerciale globale che aggravò la crisi economica. Come ricorda lo storico Douglas Irwin: “I dazi possono funzionare solo in contesti ben pianificati e per obiettivi mirati. Applicarli su larga scala è storicamente un boomerang”. 

Anche nel Partito Repubblicano emergono dissensi. Il Senato ha votato 51 a 48 per respingere la dichiarazione di emergenza nazionale usata da Trump per giustificare i dazi del 25% su beni canadesi. A votare contro anche i repubblicani Collins, Murkowski, McConnell e Rand Paul. “I dazi non puniscono i governi stranieri. Puniscono le famiglie americane”, ha dichiarato Rand Paul. Una condanna inaspettata è arrivata anche dal Wall Street Journal, quotidiano vicino al mondo imprenditoriale conservatore. In un editoriale durissimo, ha definito le nuove misure: “La guerra commerciale più stupida della storia”. Un giudizio pesante, soprattutto considerando che molti lettori del WSJ hanno sostenuto Trump nelle ultime due elezioni.

Va ricordato che il protezionismo ha una lunga storia negli USA. Lincoln lo usò per difendere l’industria, Roosevelt per regolare mercati in crisi. Ma nel contesto attuale, interconnesso e digitale, l’uso dei dazi generalizzati rischia di isolare l’America, senza preparare alternative. Come scrive ancora Sachs: “I dazi non alzeranno i redditi reali. Solo sanità pubblica, sindacati forti e una fiscalità più equa possono farlo”.

Quindi queste decisioni della Casa Bianca sono un segno di testardaggine o strategia? Per ora, l’unico effetto visibile del Liberation Day è il caos nei mercati, l’inflazione attesa e l’incertezza tra consumatori e imprese. Trump insiste: “I dazi ci libereranno”. Ma il mondo economico, e parte crescente del mondo politico, teme che ci stia invece portando verso un isolamento costoso e inutile. Intanto in questa settimana carica di tensione, i Democratici hanno ottenuto una vittoria significativa in Wisconsin, mentre i Repubblicani hanno conquistato due seggi alla Camera in Florida con margini ridotti.

In Wisconsin,la giudice liberale Susan Crawford ha sconfitto il conservatore Brad Schimel, nonostante il sostegno finanziario senza precedenti di Elon Musk per Schimel – un investimento che si è ritorto contro, evidenziando l’influenza controversa di Musk. Nel frattempo, nei distretti tradizionalmente repubblicani della Florida, Jimmy Patronis e Randy Fine hanno vinto le loro corse, ma con margini significativamente ridotti rispetto alle elezioni precedenti, segnalando potenziali vulnerabilità del Gop.

Mentre il vicepresidente JD Vance va subito su Fox per difendere la politica dei Dazi di Trump, e Elon Musk è riapparso in pubblico per smentire voci su un suo ritiro dal team DOGE, la sostanza di questa settimana resta: la guerra dei dazi voluta da Trump è cominciata e gli Stati Uniti rischiano di uscirne più poveri e sempre più isolati.

– Foto IPA Agency –

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Banche, completare l’unione europea per competere a livello globale

MILANO (ITALPRESS) – Per competere a livello globale “andrebbe completata l’unione bancaria europea”. A dirlo il professore Matteo De Poli ordinario di diritto bancario dell’Università di Padova, ospite di Focus ESG, format tv dell’Agenzia Italpress.
fsc/gsl

Italpress €conomy – Puntata del 4 aprile 2025

MILANO (ITALPRESS) – L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centoventiduesima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino intervista Stefania Asti, Data&AI Software Sales Director di IBM Italia, e con Giuliano Zoppis affronta i principali temi economici del momento.
sat/mgg/gsl

Banche, il mercato europeo è solido ma frammentato

MILANO (ITALPRESS) – “In Europa abbiamo banche solide ma si pone il problema di quanto il mercato sia competitivo”. A dirlo la Professoressa Loriana Pelizzon dell’Università Ca Foscari Venezia, ospite di Focus ESG, format tv dell’Agenzia Italpress.
fsc/gsl

Dazi, Tajani “Niente panico, evitare di reagire con ritorsioni a catena”

ROMA (ITALPRESS) – “Niente panico. I dazi sono stati un errore, ma gli italiani devono sapere che il governo lavora da tempo su questo tema, non siamo impreparati o colti di sorpresa, l’esecutivo si muove da mesi su varie direttrici: con l’Europa per concordare risposte che non inneschino ritorsioni a catena ma portino a una trattativa con gli Usa; con un piano d’azione per aprire nuovi mercati; con possibilità di specifici accordi bilaterali”. Lo dice in un’intervista al “Corriere della Sera” il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani.

“A breve termine un obiettivo possibile sarebbe dimezzare i dazi annunciati: dal 20% al 10%, come quelli che sono stati imposti alle merci della Gran Bretagna – aggiunge Tajani -. C’è da lavorarci, ma il commissario al Commercio Sefkovic è la persona più adatta per farlo. Io l’ho incontrato ieri, poi sono stato al consiglio Nato e lì ho richiamato l’articolo 2 del Trattato, che dice come i Paesi dell’alleanza debbano ‘eliminare ogni contrasto nelle loro politiche economiche internazionali’ e incoraggiare ‘la cooperazione economica tra ciascuna di loro o tra tutte’ “.

Una possibile trattativa “dobbiamo cercarla. Oggi Sefcovic sentirà la delegazione Usa per portare le nostre proposte e risposte, poi lunedì ci incontreremo come ministri del Commercio estero Ue e decideremo. Penso che venirsi incontro sia necessario per tutti. Il mio sogno – evidenzia Tajaniè che si possa arrivare a un mercato atlantico a dazi zero, che sarebbe un vero slancio per tutte le economie occidentali”.

Su questo tema la maggioranza sarà unita? “Noi, come tutti, lavoriamo sul campo. Certamente la linea è chiara, e sarà di tutti. Non fare falli di reazione inutili ma nemmeno accettare tutto – replica Tajani -. Non sottovalutiamo le mosse di Trump e non subiremo senza pensare a possibili reazioni. Ma, appunto, bisogna evitare una guerra che faccia male a tutti. E su questo la maggioranza deve essere e sarà unita”.

– foto: IPA Agency –
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Brignone operata dopo la caduta ma c’è anche la rottura del crociato

VAL DI FASSA (ITALPRESS) – Una caduta che rischia di rovinare le Olimpiadi in casa di Federica Brignone. La 34enne valdostana è andata giù durante la seconda manche dello slalom gigante dei campionati italiani assoluti alla Ski Area Lusia in Val di Fassa: un incidente causato dall’aggancio di una porta con il braccio che ha sbalzato a terra la vincitrice della Coppa del Mondo 2025. Immediatamente soccorsa dallo staff medico, dopo la caduta Brignone è stata portata via in toboga prima dell’arrivo dell’elicottero che l’ha trasportata all’ospedale di Trento: i primi esami effettuati hanno evidenziato la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra. La vice brigadiere dei Carabinieri è stata così immediatamente trasferita in elicottero alla Clinica La Madonnina di Milano dove, dopo un’attenta analisi da parte Andrea Panzeri, presidente della Commissione Medica Fisi, è stato deciso di operarla immediatamente: “Ha avuto questa brutta caduta oggi, questa frattura importante. Abbiamo fatto una valutazione degli esami e della situazione della cute, quanto il ginocchio si sia gonfiato, e abbiamo deciso di andare in sala operatoria subito”. In serata è stato così effettuato l’intervento, “perfettamento riuscito”, fanno sapere dalla Fisi, che “si è reso necessario per la riduzione e sintesi della frattura” e per “la riparazione legamentosa del compartimento mediale del ginocchio”: a peggiorare il quadro, infatti, è emersa anche “la rottura del legamento crociato anteriore, che verrà valutata nelle prossime settimane”. La campionessa del mondo di supergigante e fresca vincitrice della Coppa del mondo inizierà sin dai prossimi giorni il percorso riabilitativo ma niente previsioni sui tempi al momento, “il recupero non sarà velocissimo, parliamo di mesi”, aveva già messo le mani avanti prima dell’intervento Panzeri. Che aveva parlato di “frattura impegnativa, l’osso si è rotto in modo significativo, lei per fortuna è forte e non si è mai fatta male in modo importante prima di oggi. Come l’ha presa? Come tutti i grandi atleti che si fanno male, accettando quello che succede – continua – Non era felice, ha avuto una stagione eccezionale dove ha vinto tutto quello che poteva vincere, questo incidente non ci voleva ma i grandi campioni sanno reagire e anche lei saprà farlo, speriamo che tutto vada per il meglio. Lei è forte, è una tigre”. Difficile a questo punto valutare se riuscirà a recuperare per i Giochi di Milano-Cortina del prossimo febbraio ma non è mancato il sostegno da parte del presidente del Coni Giovanni Malagò: “Tornerai a farci gioire più di prima, da vera ‘Tigrè delle nevi. Con la tua classe, il tuo sorriso e la tua consapevolezza. Scriverai altre pagine indelebili dello sci alpino: ti aspettiamo presto, per prenderti quel sogno Milano-Cortina che la sfortuna non può negarti. Forza, Federica!”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Brignone crac, per Milano-Cortina è corsa contro il tempo

VAL DI FASSA (ITALPRESS) – Una caduta che rischia di rovinare le Olimpiadi in casa di Federica Brignone. L’azzurra è caduta oggi durante la seconda manche dello slalom gigante dei campionati italiani assoluti: un incidente causato dall’aggancio di una porta con il braccio che ha sbalzato a terra la campionessa del mondo di specialità e vincitrice della Coppa del Mondo 2025.

Immediatamente soccorsa dallo staff medico, dopo la caduta Brignone è stata portata via in toboga prima dell’arrivo dell’elicottero che ha trasportato la valdostana all’ospedale di Trento: i primi esami effettuati hanno evidenziato la frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra.

L’atleta è stata immediatamente trasferita in elicottero alla Clinica La Madonnina di Milano dove, dopo un’attenta analisi da parte Andrea Panzeri, presidente della Commissione Medica Fisi, è stato deciso di operarla immediatamente: “Ha avuto questa brutta caduta oggi, questa frattura importante. Abbiamo fatto una valutazione degli esami e della situazione della cute, quanto il ginocchio si sia gonfiato, e abbiamo deciso di andare in sala operatoria subito”.

“È una frattura impegnativa, l’osso si è rotto in modo significativo, lei per fortuna è forte e non si è mai fatta male in modo importante prima di oggi”, ha ammesso Panzeri che poi ha aggiunto: “Come l’ha presa? Come tutti i grandi atleti che si fanno male, accettando quello che succede – continua – Non era felice, ha avuto una stagione eccezionale dove ha vinto tutto quello che poteva vincere, questo incidente non ci voleva ma i grandi campioni sanno reagire e anche lei saprà farlo, speriamo che tutto vada per il meglio. Lei è forte, è una tigre”.

Niente previsioni sui tempi al momento ma “il recupero non sarà velocissimo, parliamo di mesi”. Difficile dunque valutare se riuscirà a recuperare per i Giochi di Milano-Cortina del prossimo febbraio ma già nei prossimi giorni si saprà quale sarà il percorso. Non è mancato il sostegno da parte del presidente del Coni Giovanni Malagò: “Tornerai a farci gioire più di prima, da vera ‘Tigre’ delle nevi. Con la tua classe, il tuo sorriso e la tua consapevolezza. Scriverai altre pagine indelebili dello sci alpino: ti aspettiamo presto, per prenderti quel sogno Milano-Cortina che la sfortuna non può negarti. Forza, Federica!”.

In serata si è conclusa l’operazione alla quale la Brignone si è sottoposta presso la clinica La Madonnina di Milano, L’intervento, “perfettamente riuscito, è stato eseguito dal presidente della Commissione Medica Fisi Andrea Panzeri in collaborazione con i dottori Riccardo Accetta (responsabile dell’Unità operativa di Traumatologia dell’IRCCS Ospedale Galeazzi-Sant’Ambrogio), Gabriele Thiebat (commissione medica Fisi) e Alberto Zangrillo (primario dell’Unità Operativa di Anestesia e Rianimazione Generale dell’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano) e si è reso necessario per la riduzione e sintesi della frattura scomposta pluriframmentaria del piatto tibiale e della testa del perone della gamba sinistra, oltre alla riparazione legamentosa del compartimento mediale del ginocchio – fa sapere la Federazione in una nota – E’ stata evidenziata anche la rottura del legamento crociato anteriore, che verrà valutata nelle prossime settimane. La campionessa del mondo di supergigante a Saalbach 2025 e fresca vincitrice della Coppa del mondo inizierà sin dai prossimi giorni il percorso riabilitativo”.

– Foto IPA Agency –

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Le alte cariche sportive a confronto con Giusy Versace per la pace

ROMA (ITALPRESS) – In vista della “Giornata Mondiale dello Sport per lo Sviluppo e la Pace” indetta dall’Onu nel 2013 e in programma domenica 6 aprile, Giusy Versace è tornata ad accendere i riflettori su questa ricorrenza internazionale, per rimarcare il potere dello sport e dei suoi valori, soprattutto per le giovani generazioni, come strumenti educativi importantissimi per favorire l’inclusione e contrastare le discriminazioni.

L’occasione è stato il convegno da lei organizzato e dal titolo “Sport e Pace“, ospite della Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani a Roma, al quale hanno preso parte le più alte cariche dello Stato, dello sport italiano, atleti e giornalisti.

Due ore fitte di interventi, iniziati con i saluti istituzionali del presidente del Senato Ignazio La Russa e del presidente di ‘Noi Moderati’, Maurizio Lupi e che hanno poi visto susseguirsi, in una sorta di staffetta, un primo panel di interventi prestigiosi come quelli del Ministro dello Sport Andrea Abodi, del presidente del Coni Giovanni Malagò, del presidente del Cip Luca Pancalli (in video messaggio), del presidente dell’Associazione Internazionale della Stampa Sportiva Gianni Merlo, della leggenda del nuoto Novella Calligaris e dell’ex calciatore e allenatore Marco Tardelli.

Nella seconda parte, che ha avuto come focus ‘sport e l’integrazione’ sono invece intervenuti: Massimo Achini e Valentina Piazza di ‘CSI per il Mondo‘; i giornalisti Luca Corsolini e Claudio Arrigoni, il presidente dell’Osservatorio Nazionale Bullismo e Disagio Giovanile Luca Massaccesi e il Generale Vincenzo Parrinello. Hanno poi chiuso la mattinata raccontando le loro esperienza personali dentro e fuori lo sport, gli atleti Annalisa Minetti, Igor Cassina (in collegamento), Monica Contrafatto, Paolo Pizzo (in video messaggio) e Hadi Tiranvalipour, un atleta iraniano del taekwondo che lo scorso anno è stato selezionato per far parte della squadra Olimpica dei Rifugiati del Comitato Olimpico Internazionale ai Giochi Olimpici di Parigi 2024.

Erano presenti tra il pubblico gli studenti dell‘Itis Galileo Galilei di Roma, il capitano della nazionale di calcio amputati Francesco Messori e tutti gli esponenti dei Gruppi Sportivi Militari e Corpi Civili dello Stato. Molti i temi approfonditi dagli ospiti, accomunati dall’unanime senso di dolore e angoscia per gli attuali scenari internazionali e dalla visione dello sport come unico vero strumento per costruire la pace, unire i popoli, includere e non escludere il diverso, creare ponti e abbattere barriere, favorire il dialogo e l’elevazione culturale e gettare le basi per una società ed un futuro migliori.

Sono emersi anche i ricordi più bui della storia sportiva internazionale, come gli scontri tra polizia e studenti ai Giochi di Città del Messico nel 1968, il massacro di Monaco nel 1972 e i boicottaggi olimpici di Mosca 1980 e Los Angeles 1984, ma è emersa anche la grande generosità di alcune federazioni sportive e associazioni che stanno accogliendo e allenando campioni ucraini come la Federciclismo e l’Accademia d’Armi Musumeci Greco 1878, e la grande umanità delle missioni organizzate dal Csi in quei territori di guerra, dove l’obiettivo diventa sganciare palloni e armarsi di sorrisi, per regalare un pò di spensieratezza.

Il presidente del Coni Giovanni Malagò ha riportato alla memoria la nascita della ‘tregua olimpica’ nell’Antica Grecia, come momento di sospensione di tutte le guerre e inimicizie pubbliche proprio per permettere agli ateniesi di partecipare ai giochi olimpici. Per tutti, l’auspicio è che già il prossimo anno, quando l’Italia ospiterà i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano-Cortina le odierne guerre saranno solo un brutto ricordo.

“Sport e pace sono un binomio imprescindibile e vincente e ho trovato doveroso organizzare un momento di incontro e riflessione come questo, in un periodo così delicato come l’attuale e soprattutto in vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali del prossimo anno. Quando si parla di sport, facciamo tutti parte della stessa squadra e sono davvero onorata di aver avuto la partecipazione di voci così autorevoli come le più alte cariche dello Stato, del mondo sportivo, prestigiosi giornalisti, presidenti di associazioni e federazioni, atleti ed importanti esponenti del volontariato. Sono anche molto contenta del fatto che abbiano partecipato gli studenti del Galileo Galilei di Roma, che spero oggi tornino a casa con qualche spunto di riflessione e valore in più nello zaino. Ringrazio di cuore tutte le persone che sono intervenute e coloro che anche dal pubblico non hanno fatto mancare il loro sostegno” – queste le parole di Giusy Versace.

– Foto Ufficio stampa Giusy Versace –

(ITALPRESS).