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Cognomi famosi: Loschi

(Articolo di Adriano Bevilacqua sul cognome Loschi da Vicenza In Centro n.4- aprile 2025)

Il cognome Loschi, malgrado le apparenze, non significa sinistro e sospetto, ma il cognome, si pensa, derivi dal tedesco Losk o molto più probabilmente da Luscus (contrazione del latino Luce-Captus) che significa letteralmente “cieco da un occhio”. Molto probabilmente il capostipite della casata, il condottiero Bartolomeo Branzo de Loschi era strabico oppure durante una battaglia venne colpito ad un occhio e ne perse l’uso.
Una delle prime notizie della famiglia è del 1206 quando Andrea Loschi, prode condottiero, fu ucciso in una delle molteplici guerre tra vicentini e padovani, per il dominio del fiume Bacchiglione. Nella stessa battaglia furono catturati e condotti in catene a Padova un altro Andrea Loschi e il figlio di Gherardino Loschi. I Loschi furono un’importante famiglia vicentina, tra le più potenti della città. Membri del nobile consiglio della città di Vicenza, avevano molte torri-case sparse per la città. Purtroppo, oggi l’unica rimasta e tuttora visibile, è la torre Loschi in contrà Sant’Antonio, eretta nel XIII° secolo. Un’altra torre si ergeva in contrà Oratorio dei Servi, ma fu demolita per far posto all’Oratorio del Crocefisso su disegno dell’architetto Giambattista Albanese. La famiglia Loschi era ricca per i proventi che derivavano dai molti fondi agricoli posseduti. Personaggio pubblico tra i più noti della famiglia fu sicuramente Antonio Loschi 1368-1441, fu egli un famoso umanista che, seguendo la tradizione familiare, entrò prima a servizio dell’arcivescovo di Milano Pietro Filargia per poi diventare collaboratore di Gian Galeazzo Visconti, che era subentrato agli Scaligeri nel dominio di Vicenza. Qui conobbe e sposò la nobildonna milanese Elisabetta Brivio. Con la dedizione di Vicenza alla Repubblica di Venezia nel 1404, Antonio abbandonò gli incarichi a Milano ed entrò a servizio della Serenissima. Fu suo tramite che, nel 1436,
la famiglia cedette ai Benedettini di SS. Felice e Fortunato i terreni che possedevano in Angarano, in cambio degli 800 campi vicentini nella campagna di Biron, dove costruirono alcune barchesse e depositi di attrezzi. Con il tempo le costruzioni vennero ingrandite fino al 1734 con la costruzione della villa su progetto dell’architetto Muttoni. Possedevano molte altre ville e palazzi quale villa Loschi detta delle Cattane, villa Loschi Zaccaria sulle pendici di Monte Crocetta. Nicolò Loschi, nel 1729 per celebrare l’iscrizione nel libro d’oro della Repubblica di Venezia, ritenne adeguato al nuovo titolo, dover migliorare dell’immagine della famiglia chiamando il giovane Giambattista Tiepolo a decorare con 12 affreschi il nuovo salone nobile della villa al Biron. Notevoli le ville sparse per la provincia. Oltre la più importante villa a Biron, un palazzo Brando Loschi a Malo ed uno a Isola Vicentina oltre all’importante palazzo Loschi in Vicenza corso Palladio.

Torneo delle Regioni dall’11 al 18 aprile, Morgana “Nostro impegno anche sociale”

TERRASINI (PALERMO) (ITALPRESS) – “Abbiamo messo in moto questo meccanismo con cinque gironi, cinque comitati organizzatori, è evidente che facciamo una conferenza stampa in ognuno di questi, quindi è impegnativo. Tuttavia è un grande segnale della nostra organizzazione, un segnale che vogliamo dare ai giovani e un impegno sociale di contrasto a tutte le violenze”. Così il presidente del Comitato Regionale Sicilia della Figc-Lnd, Sandro Morgana, nell’Aula Consiliare del Comune di Terrasini, a margine della presentazione Girone A del Torneo delle Regioni, manifestazione di calcio giovanile che si disputerà in Sicilia dall’11 al 18 aprile.

Non solo sport, ma anche solidarietà: infatti, il Comitato Regionale Sicilia ha deciso di donare 5 euro per ogni rete messa a segno nel corso del torneo, da destinare all’associazione culturale “La Casa di Lucia” di Bompietro: “Un impegno importante. Lucia Pepe era una donna che è morta a 32 anni per un male incurabile ed era molto impegnata in favore delle fasce deboli delle popolazioni, degli indifesi, dei migranti e noi vogliamo dare un segnale a questa organizzazione”.

Presenti, oltre al padrone di casa Giosuè Maniaci, sindaco di Terrasini, anche il vicepresidente del CR Sicilia Dino Corbo, il consigliere regionale Lillo Andolina, il responsabile regionale del Calcio a 5 Maximiliano Birchler, il presidente dei Revisori dei Conti Leonardo Impellizzeri e i delegati provinciali di Palermo e Trapani Fabio Cardella e Bruno Lombardo.

Per quanto riguarda le istituzioni locali, erano rappresentati i Comuni di Castellammare (dove si disputerà la gara inaugurale), Palermo, Trapani, Valderice, e le società impegnate nella manifestazione: Renzo Lo Piccolo Terrasini, Fulgatore, Castellammare Calcio 94 e Valderice Calcio 2013.

-Foto xd6/Italpress)-
(ITALPRESS).

Bayer, De Spirito “Fondamentale dialogo con associazioni dei pazienti”

MILANO (ITALPRESS) – “Il paziente al centro non è un esercizio di stile, ma deve essere una scelta di paradigma. In Bayer significa partire dalla persona, identificare i bisogni clinici, emotivi e familiari per creare dei percorsi di valore, con l’obiettivo di garantire benessere al paziente e anche alla comunità, alla società. Dobbiamo guardare il paziente come a una parte della società in cui viviamo: questo per me rappresenta mettere il paziente al centro”. Lo ha detto Danilo De Spirito, Market Innovation Access, Regulatory & Tender Head di Bayer Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.

“La cosa principale per noi è ascoltare veramente il paziente, per poter poi modellare i nostri programmi: dalla voce del paziente andiamo a sviluppare delle innovazioni terapeutiche in linea con i suoi bisogni e dei modelli assistenziali. Per esempio, siamo impegnati in aree terapeutiche dove la qualità di vita è un driver fondamentale, come l’emofilia. Insieme al farmaco, abbiamo supportato e sviluppato dei Patient support program per facilitare la gestione della malattia da parte del paziente e dei clinici. E’ fondamentale il nostro dialogo con le associazioni dei pazienti”, ha ricordato.

“I Patient Reported Outcome sono delle leve che utilizziamo da un pò di tempo per modellare i nostri programmi di ricerca e sviluppo: significa andare a capire quali sono gli outcome che il paziente si aspetta e capire come possiamo modellare i nostri programmi, nella logica di definire una strategia proprio su misura dei pazienti”, ha sottolineato.

“Come azienda farmaceutica abbiamo la grande opportunità di umanizzare la comunicazione ai pazienti: in Bayer siamo impegnati a creare dei contesti anche di comunicazione che sia chiara, trasparente, ma anche umanizzata, in linea con quello che è la possibilità di apprendimento. Oggi i pazienti guardano su internet le notizie, si informano: il comparto farmaceutico ha l’opportunità di poter evitare che il paziente si informi in modo sbagliato. Una comunicazione chiara si fa tramite una stretta collaborazione e comunicazione”.

Il dialogo costante riguarda anche i medici. “Post-approvazione significa che una volta che abbiamo il farmaco disponibile sul mercato, l’azienda continua a fare comunicazione e informazione, in particolare verso la classe medica. Di recente abbiamo cambiato il nostro paradigma di approccio con tutto il sistema sanitario: oggi Bayer si è impegnata a essere una parte attiva, parliamo con le direzioni generali, con le direzioni nazionali, con le aziende nazionali e regionali, con le associazioni di categoria, quindi con i clinici, con le società scientifiche e poi con le associazioni dei pazienti. Tutto questo percorso significa continuare a dialogare anche dopo che il farmaco è immesso nel mercato, continuando questa cultura e questa informazione”.

Inoltre “siamo impegnati a supporto dei clinici su attività di formazione e dialogo, abbiamo realizzato dei progetti su come poter far dialogare il clinico e il paziente in maniera molto più umana e molto più efficace: è un elemento molto delicato nelle aree terapeutiche dell’oncologia, in cui la relazione tra clinico e paziente è importante”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Dazi, Mattarella “Da UE serve una risposta compatta, serena e determinata”

ROMA (ITALPRESS) – Guerra in Ucraina, Unione Europea, allargamento dell’Unione e dazi. Questi, secondo quanto si apprende, i temi al centro del colloquio al Quirinale tra il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente della Repubblica di Estonia, Alar Karis.

Emersa piena sintonia sulla necessità di recuperare rapporti transatlantici collaborativi, di accelerare il processo di allargamento dell’Ue ai Balcani, considerando anche Ucraina e Moldova. Riguardo ai dazi, sono considerati da Mattarella un “errore profondo”. Per il capo dello Stato da parte europea Da parte europea “serve una risposta compatta, serena, determinata”.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS)-

Bayer, De Spirito “Il paziente al centro della nostra strategia”

MILANO (ITALPRESS) – “Il paziente al centro non è un esercizio di stile, ma deve essere una scelta di paradigma. In Bayer significa partire dalla persona, identificare i bisogni clinici, emotivi e familiari per creare dei percorsi di valore, con l’obiettivo di garantire benessere al paziente e anche alla comunità, alla società. Dobbiamo guardare il paziente come a una parte della società in cui viviamo: questo per me rappresenta mettere il paziente al centro”. Lo ha detto Danilo De Spirito, Market Innovation Access, Regulatory & Tender Head di Bayer Italia, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica “Primo Piano” dell’agenzia Italpress. “La cosa principale per noi è ascoltare veramente il paziente, per poter poi modellare i nostri programmi – ha aggiunto -: andiamo a sviluppare delle innovazioni terapeutiche in linea con i suoi bisogni e dei modelli assistenziali. Per esempio, siamo impegnati in aree terapeutiche per cui la qualità di vita è un driver fondamentale, come l’emofilia”

sat/gsl

Mucaj “In Albania tante opportunità per le aziende italiane”

Mucaj

BARI (ITALPRESS) – “Noi pensiamo che ci siano veramente tante opportunità in Albania in questo momento. Siamo in un momento in cui si sta investendo in tutti i tipi di infrastrutture nel Paese. Non solo la logistica, ma anche per esempio le ferrovie: le infrastrutture ferroviarie si stanno costruendo in questo momento in tutto il Paese, collegando diciamo il nord con il sud ma anche il mare Adriatico con il mar Nero”. Lo ha detto Enkelejda Muçaj, viceministra all’Energia ed Infrastrutture di Albania, a margine di Business to Institution”, iniziativa promossa da Unioncamere Puglia e Uniontrasporti nell’ambito del progetto Deliver con lo scopo di favorire partnership industriali fra Puglia e Albania in materia di infrastrutture. “Ci sono davvero investimenti che rappresentano gran parte del budget dello Stato, quindi questi incontri che saranno stanno avvenendo con le aziende possono aprire delle finestre, delle opportunità di collaborazione con l’Albania, una realtà che per la vicinanza e per la forte connessione culturale tra i due Paesi può significare buoni investimenti per le aziende italiane”, ha concluso la viceministra.

xa2/pc/mca2

Lollobrigida “La cucina italiana è il biglietto da visita del nostro Paese nel mondo”

ROMA (ITALPRESS) – “Era fondamentale dare una risposta all’appello di chi nel tempo si era affermato nella sua attività in Italia e nel mondo, ma soffriva nel vederselo riconosciuto ufficialmente ovunque ma non in patria. Ringrazio i maestri premiati per la passione, la competenza e l’esempio che offrono ogni giorno: saranno i primi nomi incisi nella storia di un’Italia che non pretende di essere prima, ma nemmeno seconda a nessuno”. Lo afferma il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, durante la prima edizione del Premio Maestro dell’Arte della Cucina italiana.

“Questa cerimonia nasce dalla consapevolezza che l’Italia è da sempre patria di saperi, mestieri, tradizioni e tecniche che rendono unico il nostro modo di produrre, trasformare e raccontare la nostra cultura alimentare – continua Lollobrigida, -. Eppure fino ad oggi non esisteva un riconoscimento ufficiale e strutturato per coloro che hanno saputo distinguersi in questo ambito: altre nazioni hanno da tempo valorizzato le proprie eccellenze artigianali e oggi anche l’Italia, grazie all’impegno concreto di questo governo che ha creduto fin dall’inizio in chi custodisce e innova le nostre tradizioni gastronomiche, ha un riconoscimento così importante”.

“In queste ore l’apprensione dei mercati rispetto a nuovi eventuali dazi non ci deve far dimenticare i record raggiunti in questi anni, con primati nella Dop Economy, nell’export del vino, nella valorizzazione di olio e formaggi in Europa e nel mondo, nell’affermazione della pizza italiana come eccellenza alimentare, nell’aver spiegato il valore del gelato artigianale italiano”, ha sottolineato il ministro sui dazi: “Siamo una superpotenza in ambito agricolo e sapremo vincere ogni sfida, perché abbiamo imprese eccellenti ed era sufficiente avere un governo che sia di supporto e non di ostacolo – prosegue Lollobrigida -. Oggi premiamo uomini e donne straordinarie, dando il via a un percorso che valorizza grandi tradizioni del nostro saper fare: gelateria, cucina, viticultura, gastronomia, arte casearia e arte della pizza. Questa non è solo una celebrazione del presente e dell’eccellenza, ma uno sguardo verso il futuro: i maestri premiati saranno coinvolti nel dialogo con il mondo della scuola per raccontare la loro esperienza, trasmettere competenze e ispirare i talenti di domani”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Le università investono sempre di più nella formazione imprenditoriale

MILANO (ITALPRESS) – Le università italiane stanno investendo sempre di più nella formazione imprenditoriale, offrendo a studentesse e studenti strumenti concreti per sviluppare competenze utili ad avviare e gestire un’impresa.

E’ quanto emerge dal report italiano 2024 del progetto GUESSS (Global University Entrepreneurial Spirit Students’ Survey), un’indagine internazionale coordinata dalle Università di San Gallo e Berna e, per l’Italia, dall’Università degli Studi di Bergamo presentata oggi a Milano in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

L’indagine, condotta su un campione di 4.374 studentesse e studenti italiani provenienti da diversi atenei, evidenzia una crescente attenzione all’imprenditorialità nei percorsi accademici: negli ultimi dieci anni, la percentuale di chi ha frequentato un corso sull’argomento è passata da meno del 30% a oltre il 35%. Inoltre, le intenzioni di carriera imprenditoriale risultano superiori alla media europea (3,9 vs 3,4 su una scala da 1 a 7 dove 1 è il punteggio più basso), segno che le università italiane stanno incentivando concretamente questa opportunità professionale.

Subito dopo la laurea, la maggior parte degli studenti preferisce un impiego in medie o grandi imprese (44,1%) piuttosto che intraprendere un percorso autonomo (16,1%). Tuttavia, a distanza di cinque anni dalla laurea, la percentuale di chi desidera avviare una propria impresa raddoppia (31,7%), posizionando l’Italia al di sopra della media europea (25,7%) e nordamericana (25,9%).

Il report evidenzia che le università italiane stanno potenziando l’offerta di corsi di imprenditorialità: la partecipazione a corsi obbligatori è più alta rispetto alla media europea (17,3% vs 12,6%). Inoltre, gli studenti di università di piccole dimensioni e non classificate nei ranking internazionali riportano livelli più elevati di competenze imprenditoriali e percezione di un clima favorevole all’innovazione, probabilmente grazie a una maggiore flessibilità e interattività nei percorsi formativi.

L’indagine mette in luce anche alcune differenze di genere: gli uomini riportano punteggi più alti nelle intenzioni di carriera imprenditoriale (4,1 vs 3,7 su una scala da 1 a 7 dove 1 è il punteggio più basso). Inoltre, gli studenti con almeno un genitore imprenditore dimostrano una maggiore propensione a intraprendere un’attività in proprio, spesso al di fuori dell’azienda familiare, suggerendo un’evoluzione nel concetto di continuità imprenditoriale.

Lo studio conferma, infine, che le università italiane stanno giocando un ruolo chiave nello sviluppo delle competenze imprenditoriali, promuovendo un cambiamento culturale che valorizza l’iniziativa d’impresa come percorso professionale sempre più ambito.

“Dal 2003, GUESSS raccoglie dati fondamentali per comprendere il clima imprenditoriale negli atenei e individuare le strategie più efficaci per sviluppare queste competenze – afferma Tommaso Minola, Direttore Scientifico di CREO e Principal Investigator per GUESSS Italia -. I risultati aiutano studenti, docenti e policy maker a valorizzare l’imprenditorialità come opportunità concreta di carriera”.

Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, sottolinea che “il nostro ateneo è tra i primi in Italia a offrire una formazione imprenditoriale strutturata. Con il progetto CREO permettiamo a studentesse e studenti di ogni disciplina di sviluppare creatività, innovazione e spirito imprenditoriale in sinergia con il tessuto economico e sociale del territorio valorizzando anche la dimensione internazionale in virtù di collaborazioni con università straniere interessate a questo modello”.

Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs Intesa Sanpaolo: “Il report GUESSS 2024 rafforza la partnership tra Intesa Sanpaolo e l’Università di Bergamo. La ricerca, che evidenzia lo spirito imprenditoriale degli studenti universitari italiani su un campione di oltre 4000 studenti su circa 25 università italiane, conferma l’importanza di rafforzare le soft skills legate all’autoimprenditorialità, come la curiosità, il coraggio, lo spirito critico, la capacità di fare network. Questa collaborazione – aggiunge – rappresenta una delle iniziative attraverso le quali il nostro Gruppo promuove azioni strategiche di education su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di creare un ecosistema che metta in connessione il mondo accademico con tessuto industriale, produttivo e dei servizi e istituzioni per favorire lo sviluppo delle competenze chiave in un mercato del lavoro in continua trasformazione”.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).

Le università investono sempre di più nella formazione imprenditoriale

MILANO (ITALPRESS) – Le università italiane stanno investendo sempre di più nella formazione imprenditoriale, offrendo a studentesse e studenti strumenti concreti per sviluppare competenze utili ad avviare e gestire un’impresa. E’ quanto emerge dal report italiano 2024 del progetto GUESSS (Global University Entrepreneurial Spirit Students’ Survey), un’indagine internazionale coordinata dalle Università di San Gallo e Berna e, per l’Italia, dall’Università degli Studi di Bergamo presentata oggi a Milano in collaborazione con Intesa Sanpaolo.
L’indagine, condotta su un campione di 4.374 studentesse e studenti italiani provenienti da diversi atenei, evidenzia una crescente attenzione all’imprenditorialità nei percorsi accademici: negli ultimi dieci anni, la percentuale di chi ha frequentato un corso sull’argomento è passata da meno del 30% a oltre il 35%. Inoltre, le intenzioni di carriera imprenditoriale risultano superiori alla media europea (3,9 vs 3,4 su una scala da 1 a 7 dove 1 è il punteggio più basso), segno che le università italiane stanno incentivando concretamente questa opportunità professionale.
Subito dopo la laurea, la maggior parte degli studenti preferisce un impiego in medie o grandi imprese (44,1%) piuttosto che intraprendere un percorso autonomo (16,1%). Tuttavia, a distanza di cinque anni dalla laurea, la percentuale di chi desidera avviare una propria impresa raddoppia (31,7%), posizionando l’Italia al di sopra della media europea (25,7%) e nordamericana (25,9%).
Il report evidenzia che le università italiane stanno potenziando l’offerta di corsi di imprenditorialità: la partecipazione a corsi obbligatori è più alta rispetto alla media europea (17,3% vs 12,6%). Inoltre, gli studenti di università di piccole dimensioni e non classificate nei ranking internazionali riportano livelli più elevati di competenze imprenditoriali e percezione di un clima favorevole all’innovazione, probabilmente grazie a una maggiore flessibilità e interattività nei percorsi formativi.
L’indagine mette in luce anche alcune differenze di genere: gli uomini riportano punteggi più alti nelle intenzioni di carriera imprenditoriale (4,1 vs 3,7 su una scala da 1 a 7 dove 1 è il punteggio più basso). Inoltre, gli studenti con almeno un genitore imprenditore dimostrano una maggiore propensione a intraprendere un’attività in proprio, spesso al di fuori dell’azienda familiare, suggerendo un’evoluzione nel concetto di continuità imprenditoriale.
Lo studio conferma, infine, che le università italiane stanno giocando un ruolo chiave nello sviluppo delle competenze imprenditoriali, promuovendo un cambiamento culturale che valorizza l’iniziativa d’impresa come percorso professionale sempre più ambito.
“Dal 2003, GUESSS raccoglie dati fondamentali per comprendere il clima imprenditoriale negli atenei e individuare le strategie più efficaci per sviluppare queste competenze – afferma Tommaso Minola, Direttore Scientifico di CREO e Principal Investigator per GUESSS Italia -. I risultati aiutano studenti, docenti e policy maker a valorizzare l’imprenditorialità come opportunità concreta di carriera”.
Sergio Cavalieri, Rettore dell’Università degli Studi di Bergamo, sottolinea che “il nostro ateneo è tra i primi in Italia a offrire una formazione imprenditoriale strutturata. Con il progetto CREO permettiamo a studentesse e studenti di ogni disciplina di sviluppare creatività, innovazione e spirito imprenditoriale in sinergia con il tessuto economico e sociale del territorio valorizzando anche la dimensione internazionale in virtù di collaborazioni con università straniere interessate a questo modello”.
Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs Intesa Sanpaolo: “Il report GUESSS 2024 rafforza la partnership tra Intesa Sanpaolo e l’Università di Bergamo. La ricerca, che evidenzia lo spirito imprenditoriale degli studenti universitari italiani su un campione di oltre 4000 studenti su circa 25 università italiane, conferma l’importanza di rafforzare le soft skills legate all’autoimprenditorialità, come la curiosità, il coraggio, lo spirito critico, la capacità di fare network. Questa collaborazione – aggiunge – rappresenta una delle iniziative attraverso le quali il nostro Gruppo promuove azioni strategiche di education su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di creare un ecosistema che metta in connessione il mondo accademico con tessuto industriale, produttivo e dei servizi e istituzioni per favorire lo sviluppo delle competenze chiave in un mercato del lavoro in continua trasformazione”.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).

Ricerca, Bernini “Disinvestendo gli Usa creano flusso di ritorno”

Ricerca, Bernini

ROMA (ITALPRESS) – “Disinvestendo l’America sta creando un flusso di ritorno, noi stiamo investendo molto, moltissimo sulle infrastrutture di ricerca e in particolare sulle grandi infrastrutture di ricerca, su temi sfidanti come le biotecnologie, le tecnologie quantistiche, il biopharma”. Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, a margine del convegno “Ricerca e futuro. Il contributo dell’industria farmaceutica per la salute di domani”, organizzato da Farmindustria. “Abbiamo verificato che ricercatori che avevano cercato approdi formativi altrove stanno invertendo la tendenza e tornando in Europa”, ha aggiunto.

xc3/sat/mca1