sabato, Settembre 12, 2026
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A Bari le imprese pugliesi incontrano il governo albanese

BARI (ITALPRESS) – Tra Italia e Albania c’è un canale già aperto, che merita di essere allargato e approfondito. Ne è convinta la presidente di Unioncamere Puglia Luciana Di Bisceglie e ne sono convinti i rappresentanti delle istituzioni albanesi e delle venti aziende pugliesi che li hanno incontrati questa mattina nella sala Azzurra della Camera di Commercio di Bari nell’ambito di “Business to Institution”, iniziativa promossa da Unioncamere Puglia e Uniontrasporti nell’ambito del progetto Deliver con lo scopo di favorire partnership industriali fra Puglia e Albania in materia di infrastrutture.

Non è d’altronde un caso che le imprese italiane abbiano investito nel 2024 circa 1,7 miliardi nel Paese delle Aquile: tra le due nazioni si è consolidata nel tempo una vicinanza sostanziale, non solo geografica. Oltre ai vertici delle aziende pugliesi dei comparti logistica, trasporti e ICT e a Di Bisceglie, alla giornata hanno preso parte la viceministra all’Energia ed Infrastrutture di Albania Enkelejda Muçaj, la direttrice generale dello stesso Ministero Erjola Muka, il segretario generale del Consiglio Economico Nazionale Arben Shkodra e la direttrice dell’Autorità Stradale Albanese Miranda Shkurti, oltre al segretario generale di Unioncamere Puglia Luigi Triggiani. 

“Noi – ha spiegato la viceministra (IL VIDEO DELLE SUE PAROLE) – pensiamo che ci siano veramente tante opportunità in Albania in questo momento. Siamo in un momento in cui si sta investendo in tutti i tipi di infrastrutture nel Paese. Non solo la logistica, ma anche per esempio le ferrovie: le infrastrutture ferroviarie si stanno costruendo in questo momento in tutto il Paese, collegando diciamo il nord con il sud ma anche il mare Adriatico con il mar Nero. Abbiamo poi investimenti in autostrade e strade. Abbiamo anche il nuovo aeroporto di Valona, che verrà aperto prestissimo e darà un’altra opportunità agli operatori di diversi settori per poter operare nel Paese. Vediamo anche il porto. Il nuovo porto commerciale di Durazzo, che pensiamo darà ulteriori possibilità di investire nella logistica o in altri servizi nei quali sappiamo che le aziende italiane hanno delle specializzazioni. Ci sono davvero investimenti che rappresentano gran parte del budget dello Stato, quindi questi incontri che saranno stanno avvenendo con le aziende possono aprire delle finestre, delle opportunità di collaborazione con l’Albania, una realtà che per la vicinanza e per la forte connessione culturale tra i due Paesi può significare buoni investimenti per le aziende italiane”.

“Per l’Albania”, ha aggiunto, “collaborare con l’Italia (specialmente nella parte energetica) è una cosa naturale. Noi abbiamo una vicinanza e siamo un Paese che produce esclusivamente da fonti rinnovabili. In questo momento sono in crescita anche le risorse solari e gli investimenti in fotovoltaico e nell’eolico. L’obiettivo è quello di poter diventare un esportatore netto di energia da fonti rinnovabili entro il 2030, un’occasione enorme”.

“Direi che non c’è giornata migliore di quella dei dazi – ha affermato Di Bisceglie – per cominciare a parlare di quali sono le possibilità per le imprese di affrontare i mercati che in realtà suscitano meno interesse, ma senza una motivazione concreta. L’Albania, che consideriamo quasi tutti come la 21esima regione italiana, è in realtà per noi un grande bacino di interesse considerando anche i fondi strutturali che l’Albania sta mettendo in campo per infrastrutturare la nazione. Soprattutto per le imprese che per le infrastrutture possono dare un contributo significativo, questo è quindi un momento di grandi opportunità. Unioncamere fa proprio questo: lavora per aprire altri mercati, altre possibilità per le nostre imprese che hanno bisogno di guardarsi intorno per capire dove poter sviluppare al meglio le proprie necessità e le proprie possibilità”.

“Sugli investimenti in Albania”, ha concluso, “più che di vantaggi io parlerei proprio di necessità e opportunità. L’Albania è una delle nazioni più vicine alla nostra Regione, parla l’italiano il 50% della popolazione e il 60% lo comprende, quindi un’impresa italiana è molto facilitata ad andare ad investire lì. Abbiamo poi uno storico importante su diversi settori in cui le nostre imprese arrivano in quella nazione. E devo dire che abbiamo anche contribuito allo sviluppo che ha investito l’Albania negli ultimi negli ultimi anni. C’è già un canale aperto, siamo due territori vicinissimi tra loro, su questo dobbiamo concentrarci ancora”.

-Foto Unioncamere Puglia-
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Bernini “Per colpa del numero chiuso all’Università molti studenti sono costretti a lasciare l’Italia”

ROMA (ITALPRESS) – “Io non ho paura della fuga dei cervelli, ho paura del pessimismo cosmico che si accompagna alla fuga dei cervelli: i cervelli non fuggono, i cervelli vanno a contaminarsi all’estero. Per colpa del numero chiuso all’università sono costretti ad andare a studiare in Europa, facendo una fatica terribile a ritornare perché le lauree che si prendono in Europa, in Romania, in Bulgaria o in Albania non sono quelle che potrebbero prendersi in Italia, e questo è uno dei motivi per cui io ho insistito per l’apertura programmata del numero chiuso”. Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca, intervenendo al convegno “Ricerca e futuro. Il contributo dell’industria farmaceutica per la salute di domani”, organizzato da Farmindustria.

“I medici non servono solo il Servizio Sanitario Nazionale ma servono anche al Pharma, i medici, le nuove professionalità servono all’industria farmaceutica. Dobbiamo metterli nelle condizioni di tornare in Italia, a partire dagli investimenti in ricerca, i nostri professionisti torneranno a studiare in una comunità scientifica dinamica e porteranno amici, dobbiamo aprirci al mondo”, ha aggiunto.

Il ministro Bernini ha ricordato che “la ricerca è importante perché non è cuore, è formazione. Il Pharma, è al primo posto sul podio, non solamente del nostro budget domestico di impresa, ma anche soprattutto sull’export. Un settore dove il capitale umano non potrà mai fare agio sul capitale tecnologico ma i due capitali non potranno far finta di non conoscersi”.

– foto IPA Agency –

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A Pasqua torna il treno Sicilia Express che collega la Sicilia al Piemonte

ROMA (ITALPRESS) – Torna sui binari il Sicilia Express, il collegamento fra Piemonte e Sicilia pensato per offrire un’opportunità di viaggio ai siciliani residenti nel nord Italia per motivi di lavoro o studio.

In occasione del lungo ponte pasquale questo servizio, realizzato grazie alla collaborazione tra FS Treni Turistici Italiani e l’Assessorato Regionale delle Infrastrutture e della Mobilità della Regione Siciliana, collegherà Torino, Milano, Parma, Bologna, Firenze e Roma a Palermo e Siracusa il 17 aprile, con viaggio di ritorno previsto il 26 aprile.

Il Sicilia Express, che ha visto il suo debutto lo scorso dicembre, non è solo un viaggio in treno, ma un’esperienza immersiva capace di trasformare il tragitto in un evento da ricordare. A bordo dell’Espresso turistico di FS Treni Turistici Italiani i passeggeri avranno modo di assistere a performance artistiche e di partecipare a degustazioni, tutto a tema Sicilia. Chi sceglierà di viaggiare con il Sicilia Express potrà optare per il servizio cuccette o per i posti a sedere in comodi scompartimenti. A completare l’offerta anche la presenza di due carrozze ristorante dove sarà possibile cenare in un ambiente confortevole e conviviale.

GLI ORARI E LE FERMATE

Il treno partirà il 17 aprile da Torino Porta Nuova alle ore 12:30 ed effettuerà fermate a Milano Porta Garibaldi (14:10), Parma (15:42), Modena (16:20), Bologna Centrale (16:55), Firenze Santa Maria Novella (18:13), Roma Tiburtina (22:32), Salerno (1:26), Villa San Giovanni (5:33). Dopo aver attraversato lo Stretto di Messina il treno si dividerà in due sezioni: una diretta a Palermo, con fermate a Messina (7:55), Milazzo (8:57), Capo d’Orlando (9:38), S.Stefano di Camastra (10:20), Cefalù (10:49), Termini Imerese (11:07), Bagheria (11:23), e arrivo a Palermo Centrale alle 11:36, e l’altra diretta a Siracusa, con soste a Taormina (9:15), Giarre Riposto (9:37), Acireale (9:50), Catania Centrale (10:09), Lentini (10:30), Augusta (11:00) con arrivo a Siracusa alle 11:23.

I PREZZI E COME ACQUISTARE I BIGLIETTI

I prezzi per la tratta Torino – Palermo/Siracusa partono da 29,90 euro per un posto a sedere in scompartimento da sei posti o in cuccetta. I biglietti per viaggiare a bordo del Sicilia Express saranno disponibili a partire dal 5 aprile sul sito www.fstrenituristici.it e attraverso tutti i canali di vendita di Trenitalia, inclusi l’App Trenitalia, le biglietterie di stazione, i distributori Self-Service e le agenzie di viaggio.

-Foto Gruppo Fs-
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Ucraina, gli italiani favorevoli all’invio di aiuti ma non di armi. I risultati del sondaggio

ROMA (ITALPRESS) – Lo scenario politico internazionale sta vivendo, da diverso tempo, un periodo di crisi generale, con le trattative per raggiungere un accordo di pace tra Russia e Ucraina che seguono un andamento altalenante tra accordi a volte vicini e altre in risalita. Una situazione generale che oltre ad impattare sullo scenario geopolitico internazionale, ha avuto anche delle ricadute dirette sulla vita dei cittadini, anche se in modo minoritario.

Oltre 1 italiano su 3 (il 36,7%), infatti, dichiara che la guerra in Ucraina ha influenzato in maniera molto o abbastanza importante la propria vita quotidiana. In questo contesto la percezione predominate tra la popolazione italiana (il 64,5%) è che l’Unione Europea non stia lavorando in maniera efficace per la risoluzione di questo conflitto. Una percezione che trova d’accordo l’elettorato di tutti i partiti politici senza alcuna distinzione. Di parere leggermente contrario solo gli elettori del partito Azione di Carlo Calenda.

Considerando lo scenario generale e le continue trattative, dunque, oltre un terzo degli italiani si dichiara favorevole all’invio di aiuti umanitari alle popolazioni colpite dal conflitto, ma condividono meno altre soluzioni come l’invio di armi o truppe. Dati Euromedia Research – Realizzato il 21/03/2025 con metodologia CATI/CAWI su un campione di 1.000 casi rappresentativi della popolazione italiana maggiorenne.

-Foto Euromedia Research-
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Immobili, appello al Governo sul Fondo di Garanzia “Mutui Prima Casa”

ROMA (ITALPRESS) – Consumerismo NO Profit e la Consulta Nazionale dell’Intermediazione Immobiliare (FIAIPFIMAAANAMA) lanciano un pressante appello al Governo Italiano affinché intervenga urgentemente per ripristinare la piena efficacia del Fondo di Garanzia “Mutui Prima Casa”.

Il Fondo, nato per agevolare l’accesso al credito per l’acquisto dell’abitazione principale, si trova in una situazione critica a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge di Bilancio 2025. La sostituzione del termine “priorità” con “esclusivamente” ha prodotto una ingiustificata e pericolosa restrizione nell’accesso al Fondo, penalizzando un’ampia fascia di cittadini che necessitano di questo strumento per realizzare il diritto alla casa.

Le organizzazioni firmatarie ritengono che “tale modifica legislativa tradisca lo spirito originario del provvedimento e determini conseguenze negative sul piano sociale ed economico. Rischio di esclusione sociale: molte famiglie, pur trovandosi in condizioni di difficoltà economica, non rientrano nelle categorie “esclusive” individuate dalla Legge di Bilancio e si vedranno precludere la possibilità di accedere al mutuo per l’acquisto della prima casa. Aggravamento dell’emergenza abitativa: La difficoltà di accesso al credito per l’acquisto della casa di proprietà spingerà un numero sempre maggiore di persone verso il mercato degli affitti, già saturo e caratterizzato da prezzi elevati, soprattutto nelle grandi città. Freno al mercato immobiliare: La restrizione del Fondo di Garanzia rischia di deprimere il mercato immobiliare, con ripercussioni negative sull’intero sistema economico”.

Le organizzazioni firmatarie chiedono al Governo di “abrogare il comma 115 dell’art. 1 della L. 207/2024 (Legge di Bilancio 2025) e ripristinare la formulazione originaria dell’art. 1, comma 48, lettera c) della Legge 27 dicembre 2013, n. 147, rendendo nuovamente accessibile il Fondo di Garanzia “Mutui Prima Casa” a tutti coloro che ne hanno bisogno, pur mantenendo un regime di priorità per determinate categorie sociali; promuovere un’ampia concertazione con le parti sociali e le associazioni di categoria per individuare soluzioni efficaci e sostenibili per favorire l’accesso alla casa e sostenere il mercato immobiliare”.

L’appello è aperto alla sottoscrizione di tutte le associazioni, organizzazioni e realtà che si riconoscono nelle istanze qui rappresentate e che intendono unirsi in un’azione comune per la tutela del diritto alla casa e per un mercato immobiliare più giusto ed equo.

– foto IPA Agency –

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Al Giglio di Cefalù i primi 50 interventi di chirurgia robotica per curare l’obesità

CEFALU’ (PALERMO) (ITALPRESS) – Sono 50 i primi interventi di chirurgia robotica per la cura dell’obesità effettuati alla Fondazione Giglio di Cefalù. Il programma di chirurgia robotica bariatrica, che utilizza le tecniche più innovative nella sfida contro l’obesità grave, è stato predisposto dal chirurgo Silvana Leanza con il proctor di chirurgia robotica avanzata Massimo Giuseppe Viola.

“Un approccio multidisciplinare – ha spiegato Silvana Leanza – che garantisce un’assistenza completa e personalizzata per ogni paziente, prima, durante e dopo l’intervento. Il supporto multidisciplinare – ha aggiunto il chirurgo – è cruciale per facilitare un cambiamento duraturo nello stile di vita”.

L’equipe include, oltre i chirurghi, l’endocrinologo Stefania Marchisotta, la nutrizionista Melania Blasco e la psicologa Maria Di Pasquale. Quest’ultima ha evidenziato che “il supporto psicologico gioca un ruolo rilevante per la gestione dello stress psico-emotivo legato alla trasformazione del proprio corpo e al cambiamento dello stile di vita”.

Tutti i pazienti trattati hanno raggiunto una perdita di peso significativa con una media di circa 30-40 chilogrammi nei primi sei mesi dopo l’intervento. “Inoltre – hanno rilevato i clinici – come riportato in letteratura, anche nei nostri pazienti, il 70 percento di coloro che soffrivano di diabete di tipo 2 ha potuto interrompere o ridurre significativamente la propria terapia farmacologica grazie agli effetti della chirurgia. L’utilizzo del robot ha, infine, migliorato i tempi operatori e l’efficacia degli interventi, riducendo i tempi di recupero con abbattimento significativo delle complicanze post operatorie”.

“Siamo particolarmente orgogliosi dei progressi raggiunti in questo settore – ha affermato il presidente della Fondazione Giglio, Victor Mario Di Maria, ringraziando tutto il personale medico, infermieristico e tecnico coinvolto in questo ambizioso programma. Il consiglio di amministrazione e la direzione generale – ha concluso Di Maria – sono fermamente impegnati nell’investire in tecnologie e competenze di alto livello”.

La chirurgia bariatrica del Giglio, grazie ai risultati raggiunti nel 2024, è stata inserita tra i centri affiliati dalla Società italiana della chirurgia dell’obesità (SICOB).

-Foto ufficio stampa Giglio-
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Israele, il vice capo dello Shin Bet guiderà ad interim l’intelligence interna

TEL AVIV (ISRAELE) (ITALPRESS) – Il vice capo dello Shin Bet assumerà la guida ad interim dell’agenzia di intelligence interna israeliana, fino a quando non verrà nominato il successore di Ronen Bar, sollevato dall’incarico dal primo ministro, Benjamin Netanyahu. Lo ha annunciato oggi l’ufficio del premier.

L’identità del capo temporaneo dello Shin Bet è anonima. Il capo dell’esecutivo sta proseguendo con le interviste dei potenziali successori di Bar, dopo che ieri, a sorpresa, è stata ritirata la scelta dell’ex vice ammiraglio della Marina militare, Eli Sharvit. La nomina di quest’ultimo era stata criticata per la mancanza di esperienza nel settore dell’intelligence e perché l’ex ufficiale non conosce l’arabo, un requisito essenziale per guidare lo Shin Bet. Inoltre, la nomina aveva creato imbarazzo all’interno della maggioranza: Sharvit ha preso parte, infatti, ad alcune manifestazioni contro il governo.

– foto IPA Agency –

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La Protezione civile di Malta assiste la Libia per gli incendi ad Al-Asabaa

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – La Protezione civile di Malta sta assistendo la municipalità libica di Al-Asabaa, dopo una serie di incendi che hanno distrutto numerose abitazioni nella zona e le cui cause restano sconosciute.

Quattro funzionari del dipartimento di Protezione civile maltese assisteranno le autorità libiche nell’indagine sulle cause degli incendi e negli sforzi per garantire la sicurezza delle famiglie coinvolte. L’operazione è coordinata tramite il meccanismo di Protezione civile europeo, con Malta che offre nuovamente un supporto fondamentale a nazioni in difficoltà, come già fatto in passato con paesi come la Libia, la Grecia e la Turchia.

Il ministro dell’Interno Byron Camilleri ha sottolineato che il dipartimento di Protezione Civile di Malta non è solo impegnato ad assistere chi ha bisogno a livello locale, ma svolge anche un ruolo chiave nell’offrire la propria esperienza a livello internazionale.

“Con questo aiuto, stiamo riaffermando il nostro impegno per gli sforzi umanitari a livello globale”, ha dichiarato Camilleri. Peter Paul Coleiro, Direttore del Dipartimento di Protezione Civile, ha ribadito che la missione del dipartimento è quella di aiutare chi è in difficoltà, sia a Malta che all’estero, e questa operazione rappresenta una continuazione di quel lavoro vitale. Gli incendi sono divampati ad Al-Asabaa, situata a circa 120 chilometri da Tripoli, dove diverse case e veicoli sono stati consumati dalle fiamme in circostanze misteriose.

A causa della natura insolita degli incendi, alcuni residenti locali hanno speculato che la città possa essere stata attaccata da forze sovrannaturali. Tuttavia, il ministero dell’Interno del Governo di unità nazionale (Gnu) ha avviato un’indagine completa sull’incidente, con il Dipartimento delle indagini criminali (Cid) che guida gli sforzi. Le autorità hanno esortato i residenti locali a collaborare con le squadre dei pompieri e a seguire le linee guida di sicurezza emesse dalle autorità competenti. Il ministero ha anche invitato chiunque abbia informazioni sulle cause degli incendi a recarsi alla stazione di polizia più vicina per assistere nelle indagini.

-Foto IPA Agency-
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Focus ESG – Episodio 50

MILANO (ITALPRESS) – Il sistema bancario sta entrando in una fase di profondo cambiamento. In Italia c’è l’aspirazione per una maggiore concentrazione, supportata dagli ottimi risultati di questi ultimi anni che hanno posizionato l’Italia come uno dei mercati più solidi del Vecchio Continente, creando i presupposti per un futuro di sicurezza. Ma per competere a livello globale manca sempre una vera unione bancaria europea (quando arriverà?) e serve un po’ meno burocrazia. Non è un caso se ben 4 governatori delle banche centrali di Germania, Francia, Spagna e Italia abbiano scritto una lettera comune alla Commissione chiedendo regole più semplici. Si seguiranno gli Stati Uniti dove si sta promuovendo una deregolamentazione i cui effetti rischiano di alzare i rischi in un mercato dove l’esposizione è poco tutelata da sempre? Oppure si persevera sulla strada tracciata che ha permesso alle Banche italiane di fare grande pulizia nei bilanci e oggi non essere più fanalino di coda? E questo riposizionamento delle banche italiane come cambia il rapporto tra le grandi e le piccole per l’accesso al credito delle imprese? Per saperne di più ma anche per capire cosa servirebbe per far cambiare passo all’Europa, nella puntata 50 di FOCUS ESG, la Professoressa Loriana Pelizzon dell’Università Ca Foscari Venezia e Goethe University e il Professore Matteo De Poli ordinario di diritto bancario dell’Università di Padova entrano nel merito di questi temi con il giornalista Marco Marelli.
fsc/gsl

Commissario Ue Micallef “Sì all’aumento della spesa per la difesa”

LA VALLETTA (MALTA) (ITALPRESS/MNA) – Il commissario europeo per l’Equità intergenerazionale, la cultura e lo sport, il maltese Glenn Micallef, ha sostenuto che l’aumento della spesa per la difesa all’interno dell’Unione europea potrebbe portare alla creazione di più posti di lavoro in tutta l’Unione.

Parlando in un’intervista al programma di attualità “Xtra”, trasmesso sulla stazione televisiva nazionale maltese, Micallef ha evidenziato il potenziale di crescita occupazionale, non solo nel settore militare, ma anche in ambiti come i porti, che, sebbene non direttamente legati alla difesa, sono comunque strettamente connessi agli sforzi di sicurezza.

Micallef ha sottolineato l’importanza di considerare tutte le prospettive sulla difesa, in particolare dato che i vari paesi dell’Ue hanno opinioni diverse su questo tema. Ha anche rilasciato una dichiarazione sulla situazione in Ucraina, esprimendo la sua convinzione che il paese debba far parte dell’Ue.

“Anche in tempi di guerra, la nostra priorità dovrebbe sempre essere il benessere dei cittadini europei”, ha detto. Per quanto riguarda la relazione tra l’Europa e gli Stati Uniti, Micallef ha enfatizzato la necessità di continuare la collaborazione, sottolineando che la partnership Ue-Usa, che dura da oltre 80 anni, è fondamentale per affrontare sfide globali come i cambiamenti climatici. Ha però osservato che durante l’amministrazione Trump i cambiamenti climatici non sono una priorità.

Sulla questione del Medio Oriente, Micallef ha ribadito che l’Ue si concentra principalmente sull’aiuto umanitario a Gaza, sul miglioramento delle infrastrutture e sul rilascio degli ostaggi come punti centrali della crisi in corso nella regione.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).