sabato, Settembre 12, 2026
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Tv, reality, sport e talent show, i 60 anni di Simona Ventura

ROMA (ITALPRESS) – Nove Telegatti, quindici Premi Regia Televisiva ma, soprattutto, oltre settanta programmi televisivi che l’hanno vista coinvolta come conduttrice, inviata, giurata, opinionista, ospite fissa o concorrente. E ora, a meno di un anno dal matrimonio con Giovanni Terzi (il secondo, dopo quello con Stefano Bettarini), le prime sessanta candeline sulla torta. A spegnerle, il 1° aprile, sarà Simona Ventura.

Ne ha solo 21 quando vince la fascia di Miss Muretto, prima tappa di una lunga e fortunata carriera che la vede esordire in tv nel 1988 al fianco di Giancarlo Magalli nel programma di Rai1 “Domani sposi”. Dopo un periodo all’allora Tmc (oggi La7), dove lavora come giornalista praticante in alcuni programmi sportivi (tra cui “Galagol”, condotto da Massimo Caputi e Alba Parietti), sbarca a Mediaset dove conosce il successo, diventando uno dei volti di Italia 1 grazie alla conduzione di programmi come “Mai dire gol”, “Scherzi a parte” e “Le Iene”.

Nel 2001 torna in Rai dove conduce per dieci stagioni “Quelli che il calcio” (Rai2). È un successo la cui scia la porta sul palco del teatro Ariston a condurre, terza donna nella storia della kermesse (prima di lei Loretta Goggi e Raffaella Carrà), il Festival di Sanremo. I risultati non sono all’altezza delle aspettative: gli ascolti vanno a picco e la terza serata viene perfino battuta da una puntata del “Grande fratello”, fatto mai verificatosi prima.

Nel frattempo, l’anno precedente aveva condotto per la prima volta (di otto) il nuovo reality show “L’isola dei famosi” che nella prossima edizione (dal 2015 va in onda su Canale 5) potrebbe vederla tornare nel ruolo di opinionista. Nel 2008 è uno dei giudici di “X Factor”, talent show di Rai2 (anch’esso poi ha lasciato la Rai ed è passato a Sky) condotto da Francesco Facchinetti. Gli altri giurati sono Mara Maionchi e Morgan. Rimane al banco della giuria anche nell’edizione successiva e vi ritorna anche dopo il suo arrivo su Sky, con la conduzione di Alessandro Cattelan.

Due anni dopo lascia Sky e, per alcuni anni, lavora senza contratti di esclusiva per La7, Fox Life, Rai1 e Agon Channel. Fino al ritorno a Mediaset, nel 2016, dove, tra gli altri impegni, è concorrente a “L’isola dei famosi, conduttrice di “Selfie – Le cose cambiano” e della prima edizione di “Temptation Island Vip” e giudice ad “Amici”.

Nel 2019 è di nuovo in Rai e conduce la sesta edizione di “The Voice of Italy” (Rai2). Nel 2021 è annunciata come conduttrice del Festival di Sanremo accanto ad Amadeus e Fiorello ma il Covid la ferma. Qualche mese dopo inizia l’avventura, che dura tuttora, di “Citofonare Rai2” , insieme a Paola Perego. Dal 2022 è nel cast fisso de “Il Tavolo” di “Che tempo che fa”. Gli ultimi impegni sono, al momento, quelli con “Il cantante mascherato” (concorrente sotto la maschera di Stella), con “Ballando con le stelle” (è arrivata al secondo posto, nella stessa edizione gareggia anche Giovanni Terzi) e giurata nel talent “L’acchiappatalenti”.

Simona Ventura ha fatto anche qualche incursione al cinema come attrice (ne “La fidanzata di papà” di Enrico Oldoini, “Videocrazy – Basta apparire” di Erik Gandini, “Somewhere” di Sofia Coppola e “Vacanze di Natale a Cortina” di Neri Parenti) e come regista de “Le 7 giornate di Bergamo” e “Marco inedito, dagli ultimi 100 giorni di Marco Pannella”. Nel 2008 è uscita la sua autobiografia “Crederci sempre arrendersi mai”, scritta con Darwin Pastorin.

-Foto IPA Agency-
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A Cagliari sequestrati 110kg di cocaina e 29.500 euro, due arresti

CAGLIARI (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Cagliari a Sestu hanno notato che l’autista di un autoarticolato, con targa polacca, si accingeva a consegnare ad un’altra persona (giunta a bordo di un’utilitaria) 4 borse molto voluminose, che, con atteggiamento furtivo e sospetto, provvedeva a riporre nell’abitacolo della propria autovettura.

Le successive attività di ispezione e perquisizione degli automezzi hanno consentito di accertare che all’interno dei borsoni fosse occultata un’ingente partita di cocaina, suddivisa in 100 panetti, per un peso complessivo pari a 110 Kg; la droga, se fosse stata immessa sul mercato, avrebbe determinato il conseguimento di un ingente profitto per i trafficanti pari a oltre 10 milioni di euro.

L’operazione si è conclusa con l‘arresto dei due responsabili (tradotti presso la Casa circondariale di Uta), il sequestro dello stupefacente, nonché di un’ingente somma di denaro contante (29.500 euro), ritenuta parte del provento dell’attività illecita.

-Foto ufficio stampa Guardia di Finanza-
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Nucleare di nuova generazione, colloquio Urso-Pichetto “Piena convergenza”

ROMA (ITALPRESS) – Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, hanno avuto questa mattina un colloquio sullo sviluppo del nucleare di nuova generazione.

I due ministri hanno confermato la piena convergenza sull’interesse strategico del governo affinché l’Italia partecipi attivamente alla realizzazione di tecnologie innovative nel settore, con una particolare attenzione ai progetti promossi da Newcleo, realtà italiana leader nella progettazione di reattori di terza generazione avanzata e quarta generazione.

Il governo intende infatti sostenere concretamente il rafforzamento della filiera industriale nazionale dedicata all’energia nucleare innovativa, riconoscendone l’importanza fondamentale per garantire sicurezza energetica, sostenibilità ambientale e competitività tecnologica del Paese.

In questo quadro, l’esecutivo ha già adottato un provvedimento normativo che pone le basi per rilanciare l’impegno italiano nella ricerca e nello sviluppo del nucleare di nuova generazione. Tale misura definisce un chiaro quadro legislativo per disciplinare le attività di sperimentazione, autorizzazione e vigilanza, favorendo al contempo investimenti pubblici e privati nel settore. L’obiettivo è valorizzare le competenze già esistenti e creare nuove opportunità industriali e occupazionali a vantaggio del sistema produttivo italiano.

-Foto IPA Agency-
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Sconfitta con maxi-rissa per Detroit, solo 3 punti per Fontecchio

ROMA (ITALPRESS) – Sconfitta esterna con maxi-rissa per Detroit nella notta italiana della regular-season dell’Nba.

Sul parquet del Target Center di Minneapolis, di fronte a quasi 19mila spettatori, i Pistons cedono per 123-104 ai Minnesota Timberwolves, trascinati dai 27 punti siglati da Beasley, top-scorer della serata; tra gli ospiti ne infilano 26 Randle e 25 Edwards, mentre la 29enne ala piccola pescarese Simone Fontecchio non riesce ad incidere quanto vorrebbe, finendo a referto con 3 punti, 5 rimbalzi ed un assist in 26 minuti complessivi di impiego.

Ma la notizia è la maxi-rissa che si scatena in campo dopo un fallo su Reid nel secondo quarto: un brutto episodio che cinque giocatori (Reid e Donte DiVincenzo per i TimberWolves, Stewart, Holland II e Sasser per i Pistons) e due tecnici (Prigioni di Minnesota e l’head coach Bickerstaff di Detroit) pagano con l’espulsione.

Crollo casalingo per San Antonio: gli Spurs cedono per 148-106 ai Golden State Warriors, che creano un gap incolmabile con i 47 punti complessivi messi a segno dalla coppia Podziemski-Moody.

Successi interni invece per Cleveland e New York: i Cavaliers piegano per 127-122 i Los Angeles Clippers, che possono consolarsi solo per i 34 punti realizzati da un ispirato Powell, il più prolifico dell’incontro; i Knicks hanno la meglio sui Portland Trail Blazers per 110-93 sebbene l’israeliano Avdija termini la sua ottima performance con un bottino personale di 33 punti.

Anche i New Orleans Pelicans sfruttano il fattore campo mettendo al tappeto per 98-94 i Charlotte Hornets con 20 punti di Bridges e 19 di Smith. Colpi esterni, infine, per Atlanta Hawks (145-124 sui Milwaukee Bucks), Toronto Raptors (127-109 sui Philadelhia 76ers) e Houston Rockets (148-109 sui Phoenix Suns).

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Foti “Sulla difesa il centrodestra non si è mai diviso”

ROMA (ITALPRESS) – “Esistono linguaggi e posizioni anche diverse in una coalizione, ma poi contano i fatti. E il centrodestra su questi non si è mai diviso, a differenza dell’opposizione. Poi quello che ci sarà da fare nel concreto è ancora da definire, non è che l’Europa dovrà per forza spendere 650 miliardi per il piano di ‘riarmò, come era stato definito in modo infelice. Tant’è che ogni Stato potrà stabilire quanto investire sulla difesa”.

E’ quanto dichiara, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, sottolineando che “sulla politica di difesa vi è piena identità di vedute nella maggioranza su quanto proposto da Meloni”.

Ovvero, spiega, “non inviare alcun contingente militare italiano in Ucraina prima di un accordo di pace e solo se deciso con mandato Onu; estendere invece l’articolo 5 del Trattato Nato anche all’Ucraina, anche se non ne fa parte; lavorare per realizzare una politica di difesa che rinforzi le capacità operative degli Stati nazionali europei nell’ambito dell’alleanza Nato, in un quadro geopolitico in cui si registrano fortissime tensioni e conseguenti pericoli”.

All’intervistatore che gli fa osservare che la Lega continua a sostenere che non si devono spendere soldi in armi ma per i bisogni degli italiani, risponde: “Intanto, non si tratta di comprare carrarmati, si tratta di cybersicurezza, di innovazione. Poi, una quota dovremo necessariamente spenderla, perchè l’obiettivo del 2% del Pil da destinare alla Nato lo abbiamo accettato tutti, a partire dal governo Conte che lo approvò. E va anche detto che se si vuole mantenere un rapporto con Trump, è lui stesso che lo pretende. Diverso è il resto”. Secondo Foti “rafforzare la difesa è un obiettivo che si potrà raggiungere anche tramite l’introduzione di piani di garanzia pubblica per il finanziamento degli investimenti sia nell’industria della difesa sia nei settori tecnologici, logistici e infrastrutturali, così come proposto dall’Italia in sede Ecofin dello scorso 11 marzo”.

Poi, aggiunge: “Può assolutamente accadere che su grandi temi ci siano convergenze da parte dell’opposizione, anche noi siamo stati 5 anni all’opposizione ma su Ucraina e scostamento di bilancio per il Covid votammo con il governo. Non perdiamo tempo a immaginare stranezze o sostituzioni o aggiunte, il governo va avanti e lo fa bene. Sarebbe bene che tutti evitassero di alzare la tensione, di cercare il male assoluto per farne una guerra politica, e stessero ai fatti. Non è che gli Usa sono cattivi perchè c’è Trump o buoni quando c’era Biden. Restano un alleato fondamentale”.

“Mantenere i nervi saldi – sottolinea Foti – non significa essere deboli, così come mettersi l’elmetto prima che la guerra sia dichiarata è controproducente. E comunque una cosa è certa: sono stati altri i governi che si sono messi a cuccia di fronte a richieste straniere, non lo è il nostro”.

“Trump – aggiunge – ha minacciato dazi anche alla Russia se dovesse ostacolare l’accordo per arrivare poi alla pace, e sull’Iran ha detto che potrebbe passare ai bombardamenti e dazi secondari se vanno avanti con lo sviluppo dell’arma nucleare”.

“Pare evidente – fa osservare – che i dazi diventano un’arma di trattativa di Trump, e per questo prima di reagire l’Europa deve individuare quale sia la strategia migliore. Grandi economisti sostengono che i dazi commerciali sarebbero un’arma a doppio taglio, colpirebbero anche gli Usa. Vediamo esattamente in cosa consistono le misure che vuole prendere l’amministrazione americana e l’Europa risponda poi con equilibrio, razionalità, mostrandosi aperta al confronto. Anche in Italia: non alimentiamo agitazione nell’opinione pubblica, perchè i danni non sarebbero per il governo, o non solo, ma per il Paese. E all’Italia dobbiamo pensare”.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

Foti “Sulla difesa il centrodestra non si è mai diviso”

ROMA (ITALPRESS) – “Esistono linguaggi e posizioni anche diverse in una coalizione, ma poi contano i fatti. E il centrodestra su questi non si è mai diviso, a differenza dell’opposizione. Poi quello che ci sarà da fare nel concreto è ancora da definire, non è che l’Europa dovrà per forza spendere 650 miliardi per il piano di ‘riarmò, come era stato definito in modo infelice. Tant’è che ogni Stato potrà stabilire quanto investire sulla difesa”. E’ quanto dichiara, in una intervista al Corriere della Sera, il ministro per gli Affari europei, le Politiche di coesione e il Pnrr, Tommaso Foti, sottolineando che “sulla politica di difesa vi è piena identità di vedute nella maggioranza su quanto proposto da Meloni”. Ovvero, spiega, “non inviare alcun contingente militare italiano in Ucraina prima di un accordo di pace e solo se deciso con mandato Onu; estendere invece l’articolo 5 del Trattato Nato anche all’Ucraina, anche se non ne fa parte; lavorare per realizzare una politica di difesa che rinforzi le capacità operative degli Stati nazionali europei nell’ambito dell’alleanza Nato, in un quadro geopolitico in cui si registrano fortissime tensioni e conseguenti pericoli”.
All’intervistatore che gli fa osservare che la Lega continua a sostenere che non si devono spendere soldi in armi ma per i bisogni degli italiani, risponde: “Intanto, non si tratta di comprare carrarmati, si tratta di cybersicurezza, di innovazione. Poi, una quota dovremo necessariamente spenderla, perchè l’obiettivo del 2% del Pil da destinare alla Nato lo abbiamo accettato tutti, a partire dal governo Conte che lo approvò. E va anche detto che se si vuole mantenere un rapporto con Trump, è lui stesso che lo pretende. Diverso è il resto”. Secondo Foti “rafforzare la difesa è un obiettivo che si potrà raggiungere anche tramite l’introduzione di piani di garanzia pubblica per il finanziamento degli investimenti sia nell’industria della difesa sia nei settori tecnologici, logistici e infrastrutturali, così come proposto dall’Italia in sede Ecofin dello scorso 11 marzo”. Poi, aggiunge: “Può assolutamente accadere che su grandi temi ci siano convergenze da parte dell’opposizione, anche noi siamo stati 5 anni all’opposizione ma su Ucraina e scostamento di bilancio per il Covid votammo con il governo. Non perdiamo tempo a immaginare stranezze o sostituzioni o aggiunte, il governo va avanti e lo fa bene. Sarebbe bene che tutti evitassero di alzare la tensione, di cercare il male assoluto per farne una guerra politica, e stessero ai fatti. Non è che gli Usa sono cattivi perchè c’è Trump o buoni quando c’era Biden. Restano un alleato fondamentale”. “Mantenere i nervi saldi – sottolinea Foti – non significa essere deboli, così come mettersi l’elmetto prima che la guerra sia dichiarata è controproducente. E comunque una cosa è certa: sono stati altri i governi che si sono messi a cuccia di fronte a richieste straniere, non lo è il nostro”. “Trump – aggiunge – ha minacciato dazi anche alla Russia se dovesse ostacolare l’accordo per arrivare poi alla pace, e sull’Iran ha detto che potrebbe passare ai bombardamenti e dazi secondari se vanno avanti con lo sviluppo dell’arma nucleare”. “Pare evidente – fa osservare – che i dazi diventano un’arma di trattativa di Trump, e per questo prima di reagire l’Europa deve individuare quale sia la strategia migliore. Grandi economisti sostengono che i dazi commerciali sarebbero un’arma a doppio taglio, colpirebbero anche gli Usa. Vediamo esattamente in cosa consistono le misure che vuole prendere l’amministrazione americana e l’Europa risponda poi con equilibrio, razionalità, mostrandosi aperta al confronto. Anche in Italia: non alimentiamo agitazione nell’opinione pubblica, perchè i danni non sarebbero per il governo, o non solo, ma per il Paese. E all’Italia dobbiamo pensare”.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

Fingono di essere carabinieri per avere soldi e droga, la Polizia arresta due romani

ROMA (ITALPRESS) – “Sigarette, soldi e droga, altrimenti vi arrestiamo”. Così, due romani di 40 e 45 anni, fingendosi carabinieri, hanno inscenato un controllo in strada nei confronti di cinque ragazzi fermi a bordo della loro auto, minacciandoli di ritorsioni penali nel caso in cui non avessero aderito alla loro singolare richiesta. È accaduto nella zona di Due Ponti.

ECCO IL VIDEO

Mentre uno dei giovani, che aveva già avvistato i due uomini mentre si aggiravano con fare sospetto nel vicinato, è riuscito a fuggire, gli aggressori non hanno desistito dal loro intento. Così hanno accerchiato la macchina e si sono scagliati contro gli altri ragazzi presenti nell’abitacolo, aggredendoli con calci e pugni. Nel frattempo che i passeggeri chiamavano l’ 112, il conducente dell’auto, però, è riuscito a divincolarsi e ad ingranare la marcia.

Gli agenti del XV Distretto Ponte Milvio, allertati dalla Sala Operativa, li hanno raggiunti a qualche isolato di distanza, dove i ragazzi si erano ricongiunti all’amico che per primo era riuscito a fuggire di corsa. Ascoltati sul posto dai poliziotti, sebbene ancora visibilmente spaventati, sono riusciti a fornire loro una descrizione dettagliata dei due aggressori ed il numero della targa dell’auto da loro utilizzata.

Gli agenti sono così riusciti ad intercettarli a pochi metri di distanza, quando, perseverando nelle “vesti” di appartenenti all’Arma, stavano provando ad ottenere dei “favori” da altre persone. Alla vista della Volante, i due hanno tentato di dileguarsi. Mentre il passeggero è stato immediatamente messo in sicurezza, l’altro è stato individuato poco dopo, colto di sorpresa dai poliziotti nella sua abitazione dopo che aveva parcheggiato all’esterno l’auto usata poco prima.

Grazie ai controlli incrociati della targa, si è rivelato vano anche il tentativo di quest’ultimo di adottare un’ulteriore scappatoia consegnando agli agenti la denuncia di furto della sua macchina, che, non a caso, aveva sporto il giorno prima per pianificare la sua estraneità ai fatti.

I successivi accertamenti hanno permesso di accertare non solo che il furto non si fosse mai verificato, ma che l’uomo fosse addirittura sprovvisto della patente di guida. Gli ulteriori riscontri investigativi, svolti con il coordinamento della Procura di Roma, hanno permesso agli stessi P.M. di chiedere ed ottenere dal Giudice per le Indagini Preliminari l’emissione di una misura cautelare a carico di entrambi indagati. Sono stati gli stessi agenti del Distretto Ponte Milvio a rintracciare, prima l’uno e poi l’altro ragazzo, e a condurli in carcere. Per entrambi l’accusa è di tentata rapina; il 40enne dovrà altresì rispondere di simulazione di reato.

-Foto ufficio stampa Polizia di Stato-
(ITALPRESS).

Si fingono carabinieri per avere soldi e droga, arrestati due romani

Si fingono carabinieri per avere soldi e droga, arrestati due romani

ROMA (ITALPRESS) – “Sigarette, soldi e droga, altrimenti vi arrestiamo”. Così, due romani di 40 e 45 anni, fingendosi carabinieri, hanno inscenato un controllo in strada nei confronti di cinque ragazzi fermi a bordo della loro auto, minacciandoli di ritorsioni penali nel caso in cui non avessero aderito alla loro singolare richiesta. È accaduto nella zona di Due Ponti. Mentre uno dei giovani, che aveva già avvistato i due uomini mentre si aggiravano con fare sospetto nel vicinato, è riuscito a fuggire, gli aggressori non hanno desistito dal loro intento. Così hanno accerchiato la macchina e si sono scagliati contro gli altri ragazzi presenti nell’abitacolo, aggredendoli con calci e pugni.

Fonte video: Polizia di Stato
pc/mca2

Iran, Khamenei “Se gli Stati Uniti attaccheranno ci sarà una risposta forte”

ROMA (ITALPRESS) – La guida suprema dell‘Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, afferma che gli Stati Uniti riceveranno un “forte” colpo se agiranno sulla minaccia del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di “bombardare” se Teheran non raggiungerà un nuovo accordo nucleare con Washington.

“Minacciano di fare danni”, dice Khamenei durante un discorso in diretta, riferendosi alle minacce degli Stati Uniti, aggiungendo che “se verrà attuato, riceveranno sicuramente un forte contrattacco”.

Trump ha minacciato ieri l’Iran di bombardamenti e tariffe secondarie se Teheran non raggiungerà un accordo con Washington sul suo programma nucleare. Nelle prime dichiarazioni di Trump da quando l’Iran ha rifiutato i negoziati diretti con Washington la scorsa settimana, il presidente degli Stati Uniti ha affermato che funzionari statunitensi e iraniani stavano parlando, ma non ha fornito ulteriori dettagli.

“Se non raggiungono un accordo, ci saranno i bombardamenti”, ha detto Trump in un’intervista telefonica con NBC News. “Saranno bombardamenti come non ne hanno mai visti prima”. Il linguaggio di Trump rappresentava un’inasprimento del suo commento di qualche giorno prima, secondo cui se Teheran si fosse rifiutata di negoziare un nuovo accordo nucleare, “all’Iran sarebbero successe cose brutte, brutte”. Non era chiaro se Trump stesse minacciando di bombardare solo con aerei statunitensi o forse in un’operazione coordinata con Israele.

-Foto IPA Agency-
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Scoperta a Lucca frode sui bonus edilizi, sequestro per 750 mila euro

LUCCA (ITALPRESS) – I finanzieri del Comando Provinciale di Lucca hanno scoperto un’ingente frode in materia di crediti d’imposta derivanti dai cosiddetti “Bonus facciata” e “Ristrutturazioni edilizie”.

I militari di Castelnuovo Garfagnana hanno svelato, a carico di un imprenditore garfagnino, un meccanismo fraudolento che ha consentito alla società, da lui amministrata, di beneficiare illecitamente, tra il 2021 e il 2022, di crediti d’imposta inesistenti quantificati in oltre 680.000 euro.

Nel dettaglio, all’esito degli approfondimenti investigativi e dell’analisi di copiosa documentazione tecnica ed amministrativa, è stato riscontrato che l’impresario, sovrafatturando il costo delle ristrutturazioni edilizie, ha generato un credito d’imposta superiore a quello realmente spettante.

Tale credito è stato, quindi, dapprima acquisito mediante lo strumento dello sconto in fattura e, successivamente, monetizzato attraverso la cessione ad istituti di credito. L’amministratore, al termine delle indagini, è stato segnalato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Lucca per “indebita percezione di erogazioni pubbliche” e di “utilizzo di fatture per operazioni inesistenti”.

Nei confronti della società, a seguito di decreto di sequestro preventivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Lucca, sono stati sequestrati 750.000,00 euro, ritenuti profitto di reato, di cui parte dell’importo costituito da disponibilità finanziarie e parte da immobili situati rispettivamente in provincia di Lucca e in prossimità di ambite mete turistiche della Sardegna, Puglia e Piemonte.

– Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).