sabato, Settembre 12, 2026
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Dopo la pioggia lo tsunami, Mensik piega Djokovic e trionfa a Miami

MIAMI (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Dopo la pioggia, un autentico tsunami. E’ quello che si è abbattuto nella notte italiana al “Miami Open”, secondo Masters 1000 della stagione, dotato di un montepremi complessivo pari a 11.255.535 dollari e disputatosi sul duro dell’Hard Rock Stadium.

A trionfare, in un autentico scontro generazionale, è stato Jakub Mensik, che si è aggiudicato la sfida con il sei volte re Novak Djokovic con il punteggio di 7-6(4) 7-6(4), maturato in due ore e 4 minuti di gioco. Il centesimo titolo Atp per il fuoriclasse serbo, testa di serie numero 4, rimane ancora una chimera e il grande tennis tiene a battesimo la nascita di un nuovo campione al primo centro della carriera.

A 19 anni Mensik si aggiudica un torneo perfetto: un solo set perduto, ma soprattutto 7 tie-break giocati e 7 vinti, di cui gli ultimi 4 (due in semifinale e due in finale) vinti sempre per 7 punti a 4.

“A dire il vero – esordisce Mensik – non so proprio cosa dire. E’ incredibile quello che è successo. Questo è stato il giorno più importante della mia vita e ho fatto una prestazione davvero grande. Sono felice di aver tenuto i nervi saldi sia prima di scendere in campo che dopo. Ora mi sento super felice e penso che le emozioni vere arriveranno più tardi, quando mi renderò conto di quello che ho fatto”.

Dopo oltre sei ore di attesa per la pioggia, Mensik è entrato in campo come nulla fosse, ha gestito al meglio la pressione e ha mantenuto le premesse portandosi subito avanti 3-0. Il ceco è salito avanti fino al 4-1, poi sul 4-2, nel delicato settimo game, ha perso la battuta rimettendo in corso il serbo. Ma in quel frangente Mensik ha concesso al rivale l’unica palla break di tutto il match dominando poi il tie-break del primo set per 7 punti a 4.

Nel secondo set Mensik ha cercato di fare il vuoto nel quinto game, ma ha mancato due palla break. L’epilogo ancora una volta al tie-break che ancora una volta si è concluso per 7 punti a 4 con il ceco che ha chiuso con l’ultimo servizio vincente del match.

“Avevo già giocato contro Djokovic – prosegue Mensik – e credo che il compito di batterlo in finale sia un’impresa veramente ardua. Oggi mi sono sentito sempre bene e ho deciso di sfruttare il mio momento. Mi sono concentrato solo sulla partita, come avevo fatto nei sei turni precedenti, senza mai pensare a niente”.

Sul pallottoliere di Mensik sono finiti 14 ace in 12 turni di battuta, un solo doppio fallo, il 67% di prime messe in campo, il 77% di punti fatti con la prima, il 54% dei punti fatti con la seconda, una sola palla break concessa e un bilancio finale di 76 punti vinti e 76 punti perduti.

Mensik è il primo ceco a conquistare un Masters 1000 dopo Tomas Berdych campione a Parigi-Bercy nel lontano 2005. Nel ranking odierno Mensik guadagna 30 posizioni attestandosi al numero 24 della classifica Atp.

E’ il secondo più giovane campione a Miami dopo Carlos Alcaraz nel 2022 e il nono più giovane campione di un Mille dopo Chang (Open del Canada 1990 a 18 anni e 157 giorni), Nadal (Monte Carlo 2005), Alcaraz, Nadal (Roma 2005), Alcaraz (Madrid 2022), Nadal (Montreal 2005), Nadal (Madrid 2005) e Rune (Bercy 2022). Insomma, è nata una stella.

– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Gaza, ore critiche per garantire una tregua

ROMA (ITALPRESS) – La Striscia di Gaza attende ore critiche per garantire una tregua che coincida con la festività dell’Eid al-Fitr, sulla base dei risultati dei negoziati ospitati da Doha.

Tutto ciò avviene in un contesto di numerose sfide, prima fra tutte la possibilità di una continua escalation militare israeliana dopo il fallimento dell’accordo di cessate il fuoco del 18 marzo.

Mentre i media israeliani promuovono la ripresa del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, gli esperti intervistati dal giornale arabo Asharq Al-Awsat affermano che l’impegno del governo di Benjamin Netanyahu nei confronti della tregua su cui i mediatori stanno lavorando da giorni è la migliore garanzia per una tregua umanitaria duratura durante l’Eid al-Fitr.

Altrimenti la situazione crollerà di nuovo. Una fonte informata ha dichiarato ad Asharq Al-Awsat che Hamas ha dimostrato flessibilità con i mediatori Egitto e Qatar per garantire una tregua per l’Eid al-Fitr.

Le possibilità di raggiungere questa tregua e di mantenerla fino alla Pasqua sono maggiori delle sfide che essa presenta, a patto che Netanyahu la rispetti e Washington faccia pressione su di lui. Sabato il Times of Israel ha riferito che Hamas potrebbe essere disponibile a rilasciare alcuni ostaggi in cambio di una tregua durante l’Eid al-Fitr, sottolineando che l’Israeli Broadcasting Authority ha riferito che tra gli ostaggi da rilasciare ci sarebbe anche il soldato israeliano Idan Alexander, che ha la cittadinanza americana, con gli Stati Uniti e il Qatar fortemente coinvolti nella proposta.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

‘Ndrangheta, confiscati beni per 160 milioni a tre imprenditori

CATANZARO (ITALPRESS) – La Guardia di Finanza di Catanzaro, coordinata dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, hanno eseguito un provvedimento di confisca di prevenzione di beni per un valore di oltre 160 milioni di euro.

Destinatari della misura ablativa sono tre imprenditori catanzaresi, padre e due figli, condannati in via definitiva perché riconosciuti colpevoli, il primo, di concorso esterno in associazione mafiosa, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di valori ed estorsione; i secondi, per i reati di autoriciclaggio e trasferimento fraudolento di valori.

Le indagini hanno consentito di individuare ingenti patrimoni, i cui valori sono risultati sproporzionati rispetto ai redditi dichiarati o alle attività economiche svolte dagli stessi e dai loro familiari.

Inoltre, l’analisi delle precedenti vicende giudiziarie che avevano visto coinvolti gli imprenditori in passato, hanno disvelato l’esistenza di legami con esponenti di importanti cosche di ‘ndrangheta.

I beni sottoposti a confisca costituiscono gran parte del patrimonio già sequestrato nel maggio 2021 e sono costituiti da 79 unità immobiliari e 45 appezzamenti di terreno nei territori di Catanzaro, Simeri Crichi (CZ), Sersale (CZ), Soveria Simeri (CZ), Settingiano (CZ) e Cirò Marina (KR), 80 automezzi (tra autoveicoli e macchine operatrici), 43 rapporti bancari e polizze assicurative, quote sociali e complessi aziendali, tra i quali figurano un importante cantiere per la produzione del calcestruzzo, 7 società con sede a Catanzaro, Botricello (CZ), Simeri Crichi (CZ) e Firenze operanti nel settore dell’edilizia pubblica e privata.

Il valore complessivo dell’ingente patrimonio confiscato in primo grado ammonta ad un totale di oltre 160 milioni di euro.

– Foto: ufficio stampa Guardia di Finanza –

(ITALPRESS).

Conte “Contro di noi c’è il partito delle armi”

ROMA (ITALPRESS) – Calenda ha detto una cosa gravissima, profondamente antidemocratica, perchè non si invoca la cancellazione di un Movimento e di milioni di cittadini che lo votano. E mi dispiace che sui giornali non ho letto parole di condanna: i liberali sono tutti spariti?”. Così, in una intervista alla Stampa, il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, commentando le dichiarazioni di Carlo Calenda durante il congresso di Azione.

“Non è normale che un partito di opposizione, per la sua sopravvivenza, celebri un congresso per incoronare Giorgia Meloni – aggiunge –. La verità è che in prima fila era schierato il partito trasversale delle armi, che vuole un’Europa con l’elmetto e affida la crescita a un’economia di guerra. Ci insultano e ci deridono, ma risponderemo con una possente onda di partecipazione”.

“Davvero – si chiede Conte – qualcuno pensa seriamente di garantire più sicurezza ai nostri cittadini buttando via 800 miliardi per riarmare la Germania e pochi altri Paesi? Davvero il futuro è una transizione militare al termine della quale, per offrire lavoro ai nostri figli, li costringeremo ad arruolarsi nelle forze armate”.

“Non c’è dubbio – sottolinea il leader del M5s – che questi tre anni di guerra abbiano rafforzato enormemente il potere negoziale di Putin. Avendo avuto la meglio sul campo di battaglia, vorrebbe dettare le condizioni”.

Il negoziato “sarà faticosissimo ma Trump non può permettersi di non tutelare al meglio gli interessi dell’Ucraina. Ho solo il forte rimpianto per l’Europa che non siede al tavolo, ma addirittura sembra quasi volere boicottare questo negoziato per non ammettere di avere sbagliato tutto”.

Per Conte “non contano le chiacchiere nei talk show ma come voti in Parlamento. E Salvini è rigorosamente allineato alla maggioranza nella prospettiva guerrafondaia. Noi abbiamo presentato una mozione contro il piano di riarmo: la voti e vedremo se alle chiacchiere per una volta seguiranno i fatti”.

Per quanto riguarda il Pd, dichiara: “Schlein, con fatica, sta provando a invertire la rotta rispetto alle componenti del suo partito che spingono per il riarmo. Mi auguro che ce la faccia perchè altrimenti rovineremo tutto il lavoro fatto in Europa”.

Ed in merito alla manifestazione di sabato contro il riarmo promossa dal Movimento, dice: “La nostra piazza è aperta a tutte le forze politiche, sociali, associazioni, cittadini che vogliono la pace e vogliono protestare contro un governo che scarica sul sociale la corsa al riarmo, in un Paese dove la produzione industriale è ferma, i salari i più bassi d’Europa, la sanità al collasso”.

– foto IPA agency –
(ITALPRESS).

Conte “Contro di noi c’è il partito delle armi”

ROMA (ITALPRESS) – “Calenda ha detto una cosa gravissima, profondamente antidemocratica, perchè non si invoca la cancellazione di un Movimento e di milioni di cittadini che lo votano. E mi dispiace che sui giornali non ho letto parole di condanna: i liberali sono tutti spariti?”. Così, in una intervista alla Stampa, il leader del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, commentando le dichiarazioni di Carlo Calenda durante il congresso di Azione.
“Non è normale che un partito di opposizione, per la sua sopravvivenza, celebri un congresso per incoronare Giorgia Meloni – aggiunge -. La verità è che in prima fila era schierato il partito trasversale delle armi, che vuole un’Europa con l’elmetto e affida la crescita a un’economia di guerra. Ci insultano e ci deridono, ma risponderemo con una possente onda di partecipazione”.
“Davvero – si chiede Conte – qualcuno pensa seriamente di garantire più sicurezza ai nostri cittadini buttando via 800 miliardi per riarmare la Germania e pochi altri Paesi? Davvero il futuro è una transizione militare al termine della quale, per offrire lavoro ai nostri figli, li costringeremo ad arruolarsi nelle forze armate”. “Non c’è dubbio – sottolinea il leader del M5s – che questi tre anni di guerra abbiano rafforzato enormemente il potere negoziale di Putin. Avendo avuto la meglio sul campo di battaglia, vorrebbe dettare le condizioni”. Il negoziato “sarà faticosissimo ma Trump non può permettersi di non tutelare al meglio gli interessi dell’Ucraina. Ho solo il forte rimpianto per l’Europa che non siede al tavolo, ma addirittura sembra quasi volere boicottare questo negoziato per non ammettere di avere sbagliato tutto”.
Per Conte “non contano le chiacchiere nei talk show ma come voti in Parlamento. E Salvini è rigorosamente allineato alla maggioranza nella prospettiva guerrafondaia. Noi abbiamo presentato una mozione contro il piano di riarmo: la voti e vedremo se alle chiacchiere per una volta seguiranno i fatti”. Per quanto riguarda il Pd, dichiara: “Schlein, con fatica, sta provando a invertire la rotta rispetto alle componenti del suo partito che spingono per il riarmo. Mi auguro che ce la faccia perchè altrimenti rovineremo tutto il lavoro fatto in Europa”. Ed in merito alla manifestazione di sabato contro il riarmo promossa dal Movimento, dice: “La nostra piazza è aperta a tutte le forze politiche, sociali, associazioni, cittadini che vogliono la pace e vogliono protestare contro un governo che scarica sul sociale la corsa al riarmo, in un Paese dove la produzione industriale è ferma, i salari i più bassi d’Europa, la sanità al collasso”.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

Spaccio di droga nel napoletano, 13 misure cautelari

NAPOLI (ITALPRESS) – I carabinieri della compagnia di Torre del Greco stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Napoli su richiesta della DDA partenopea a carico di 13 persone.

Gli indagati sono accusati di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, di detenzione a fini di spaccio di varie tipologie di droga e di tentata estorsione. Nel corso delle indagini sono state accertati oltre 500 episodi di spaccio con una base logistica che partiva da Ercolano fino a coprire tutto il perimetro vesuviano fino ad arrivare a Napoli e alla penisola Sorrentina.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Gli Houthi segnalano nuovi raid Usa nello Yemen

ROMA (ITALPRESS) – Gli Houthi sostenuti dall’Iran affermano che almeno una persona è stata uccisa in presunti attacchi aerei statunitensi avvenuti nei pressi della capitale yemenita controllata dai ribelli durante la notte.

L’entità dei danni e delle possibili vittime non è immediatamente chiara. Gli attacchi nei pressi di Sanaa, la capitale yemenita controllata dagli Houthi dal 2014, hanno anche ferito altre quattro persone, affermano i ribelli.

Il loro canale di notizie satellitare al-Masirah trasmette filmati di vetri rotti disseminati nelle case dopo l’esplosione delle bombe, ma continua a non mostrare gli obiettivi degli attacchi, il che suggerisce che i siti avevano una funzione militare o di intelligence.

-Foto IPA Agency-
(ITALPRESS).

Il Napoli piega il Milan 2-1 e resta a -3 dall’Inter

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Napoli supera 2-1 il Milan nel posticipo della domenica e rimane ampiamente in corsa per lo scudetto. Sono Politano e Lukaku a mettere la firma su una vittoria maturata nel primo tempo, con Jovic a siglare l’unica rete rossonera nelle battute finali della ripresa, dopo che Meret aveva fermato un tiro di Gimenez dal dischetto.
Ai partenopei basta poco più di un minuto per trovare l’1-0. Dalla destra, Di Lorenzo serve in profondità Politano che sfrutta un’incomprensione difensiva tra Hernandez e Pavlovic per infilarsi tra i due e battere Maignan con il sinistro. Al quarto d’ora, una deviazione al volo di tacco di Anguissa su un tiro-cross di Politano esce non di molto alla sinistra del portiere. Il raddoppio arriva al 19′. Gli ospiti perdono palla in uscita, Gilmour la recupera e serve in area Lukaku, che viene perso dai centrali avversari e trafigge Maignan con il mancino per il 2-0. Tre minuti dopo, Anguissa ci prova con un destro da fuori ma l’estremo difensore francese alza in corner. La reazione rossonera è piuttosto timida e i padroni di casa non faticano a gestire il doppio vantaggio fino all’intervallo. Conceicao mette subito dentro Leao, lasciato inizialmente in panchina. Il primo guizzo dei 7 volte campioni d’Europa arriva al 14′, quando il portoghese sfonda sulla sinistra e serve al centro Pulisic che allarga a sua volta per l’altro neo entrato Gimenez, il quale però spara alto con il sinistro dal limite dell’area. Al 24′, Maignan e compagni si procurano una grande occasione quando Hernandez viene atterrato in area da Billing, guadagnando così un calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Gimenez, che calcia però male e si fa ipnotizzare da Meret. Pavlovic è uno degli ultimi a mollare e al 34′ va al tiro dalla distanza, ma Meret alza sopra la traversa. I rossoneri spingono e al 39′ accorciano le distanze. Hernandez chiede e ottiene il triangolo da Leao, entra in area e serve al centro il neo entrato Jovic, il quale ci mette la punta del piede destro e infila la sfera alle spalle di Meret. L’attaccante serbo è in palla e, in pieno recupero, va alla conclusione dal limite con il destro ma la palla esce di circa un metro alla sinistra del palo. Sarà l’ultima occasione del match, con il risultato che non cambierà più. Grazie a questa vittoria, il Napoli sale a quota 64, tornando a tre punti di ritardo dalla capolista Inter. Per il Milan, fermo al nono posto a quota 47, la strada verso l’Europa si fa sempre più in salita.
– foto Ipa Agency –
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Il Milan si sveglia troppo tardi, il Napoli vince 2-1 al Maradona e risponde all’Inter

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Napoli supera 2-1 il Milan nel posticipo della domenica e rimane ampiamente in corsa per lo scudetto. Sono Politano e Lukaku a mettere la firma su una vittoria maturata nel primo tempo, con Jovic a siglare l’unica rete rossonera nelle battute finali della ripresa dopo che Meret aveva fermato la conclusione di Gimenez dal dischetto.

Ai partenopei basta poco più di un minuto per trovare l’1-0. Dalla destra, Di Lorenzo serve in profondità Politano che sfrutta un’incomprensione difensiva tra Hernandez e Pavlovic per infilarsi tra i due e battere Maignan con il sinistro. Al quarto d’ora, una deviazione al volo di tacco di Anguissa su un tiro-cross di Politano esce non di molto alla sinistra del portiere. Il raddoppio arriva al 19′. Gli ospiti perdono palla in uscita, Gilmour la recupera e serve in area Lukaku, che viene perso dai centrali avversari e trafigge Maignan con il mancino per il 2-0. Tre minuti dopo, Anguissa ci prova con un destro da fuori ma l’estremo difensore francese alza in corner. La reazione rossonera è piuttosto timida e i padroni di casa non faticano a gestire il doppio vantaggio fino all’intervallo. Conceicao mette subito dentro Leao, lasciato inizialmente in panchina.

Il primo guizzo dei 7 volte campioni d’Europa arriva al 14′, quando il portoghese sfonda sulla sinistra e serve al centro Pulisic che allarga a sua volta per l’altro neo entrato Gimenez, il quale però spara alto con il sinistro dal limite dell’area. Al 24′, Maignan e compagni si procurano una grande occasione quando Hernandez viene atterrato in area da Billing, guadagnando così un calcio di rigore. Dal dischetto si presenta Gimenez, che calcia però male e si fa ipnotizzare da Meret. Pavlovic è uno degli ultimi a mollare e al 34′ va al tiro dalla distanza, ma Meret alza sopra la traversa. I rossoneri spingono e al 39′ accorciano le distanze. Hernandez chiede e ottiene il triangolo da Leao, entra in area e serve al centro il neo entrato Jovic, il quale ci mette la punta del piede destro e infila la sfera alle spalle di Meret. L’attaccante serbo è in palla e, in pieno recupero, va alla conclusione dal limite con il destro ma la palla esce di circa un metro alla sinistra del palo. Sarà l’ultima occasione del match, con il risultato che non cambierà più.

Grazie a questa vittoria, il Napoli sale a quota 64, tornando a tre punti di ritardo dalla capolista Inter. Per il Milan, fermo al nono posto a quota 47, la strada verso l’Europa si fa sempre più in salita.

IL TABELLINO

NAPOLI (4-3-3): Meret 7.5; Di Lorenzo 7, Rrahmani 6.5, Buongiorno 6.5, Olivera 7; Gilmour 7, Lobotka 6.5 (36’st Juan Jesus sv), Anguissa 6.5 (20’st Billing 5); Politano 7.5 (40’st Ngonge sv), Lukaku 7.5 (40’st Simeone sv), Neres 6.5 (40’st Mazzocchi sv). In panchina: Scuffet, Turi, Esposito, Marin, Hasa, Okafor, Raspadori. Allenatore: Conte 6.5.

MILAN (4-2-3-1): Maignan 6; Walker 5 (34’st Jimenez sv), Gabbia 5, Pavlovic 5, Hernandez 6.5; Bondo 5.5 (1’st Leao 6.5), Fofana 5; Pulisic 5 (34’st Jovic 7), Reijnders 5.5, Joao Felix 5 (10’st Chukwueze 6); Abraham 5 (10’st Gimenez 5). In panchina: Sportiello, Torriani, Florenzi, Terracciano, Thiaw, Tomori, Sottil. Allenatore: Conceicao 5.5.

ARBITRO: Sozza di Seregno 6.

RETI: 2’pt Politano, 19’pt Lukaku, 39’st Jovic.

NOTE: cielo sereno, campo in buone condizioni. Al 24’st Meret para un calcio di rigore a Gimenez. Ammoniti: Lukaku, Jimenez, Conceicao (all.), Conte (all.). Angoli 2-6. Recupero: 2′, 5′.

– foto IPA Agency –

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Coppa del Mondo, argento per gli azzurri della spada a Marrakech

MARRAKECH (MAROCCO) (ITALPRESS) – L’Italia della spada maschile conquista una splendida medaglia d’argento nella prova a squadre che ha chiuso la tappa di Coppa del Mondo di specialità a Marrakech. Un secondo posto griffato da Davide Di Veroli, Valerio Cuomo, Gianpaolo Buzzacchino ed Enrico Piatti, battuti solo in finale dall’Ungheria al tramonto di una prestazione esaltante che ha riportato meritatamente gli spadisti azzurri sul podio. Nella domenica dei team event sulle pedane marocchine ha chiuso invece al 5° posto la formazione italiana femminile.
Il quartetto dell’Italia maschile è entrato subito nel clima da “battaglia” vincendo per 44-42 il match d’esordio contro la Svezia. E’ stata un’iniezione di carica importantissima per gli azzurri che hanno proseguito il loro cammino con la vittoria negli ottavi di finale, col punteggio di 40-34, sugli Stati Uniti. Nei quarti Davide Di Veroli, Valerio Cuomo, Gianpaolo Buzzacchino ed Enrico Piatti hanno continuato a lottare e a imporsi anche contro Hong Kong, con risultato di 32-29. La squadra condotta in panchina dai maestri Diego Confalonieri e Alfredo Rota ha messo in ghiaccio la medaglia con un’altra super-prestazione in semifinale, in cui gli spadisti italiani hanno superato per 45-37 Israele, volando così all’ultimo atto contro l’Ungheria. La finale è stata equilibrata e incerta sino all’ultima frazione: a spuntarla sono stati i magiari, con il punteggio di 38-28, ma agli azzurri resta un argento di assoluto prestigio e che dà grande fiducia in vista degli appuntamenti clou della stagione. Ha concluso in 5^ posizione la squadra italiana di spada femminile. Il quartetto composto da Rossella Fiamingo, Alberta Santuccio, Federica Isola e Lucrezia Paulis ha debuttato negli ottavi di finale con la vittoria sulla Germania con il risultato di 35-24. Nei quarti di finale le ragazze del ct Dario Chiadò, affiancato dal maestro Daniele Pantoni, sono state superate all’ultima stoccata dall’Estonia, impostasi 26-25. Dirottate nel tabellone dei piazzamenti, le spadiste italiane non hanno mollato, superando prima la Svizzera per 36-31 e poi gli Stati Uniti con il punteggio di 36-30, chiudendo al 5° posto finale. Si è concluso così il weekend di Coppa del Mondo di spada a Marrakech che nelle gare individuali di ieri aveva visto la medaglia di bronzo di Davide Di Veroli e i podi sfiorati da Giulia Rizzi e Rossella Fiamingo. Il prossimo appuntamento per la spada sarà il Grand Prix di Bogotà che si svolgerà dal 9 all’11 di maggio.
Il weekend della sciabola italiana in Coppa del Mondo si conclude invece con il sesto posto del quartetto maschile del ct Andrea Terenzio nella prova di Budapest e il decimo della squadra femminile del ct Andrea Aquili nella tappa del Cairo.
Tanti rimpianti per gli sciabolatori azzurri Luca Curatoli, Michele Gallo, Pietro Torre e Dario Cavaliere rimasti a una stoccata dai “top 4”. La prova della squadra maschile italiana sulle pedane magiare è iniziata con il successo nel tabellone da 32 sull’Azerbaijan per 45-29. Il quartetto condotto dal ct Terenzio, affiancato dal maestro Diego Occhiuzzi (con loro anche il capitano Gigi Samele), ha proseguito la gara con il successo negli ottavi sulla Cina grazie al punteggio di 45-33. Solo un beffardo 45-44 ha fermato la corsa dell’Italia nei quarti di finale contro i padroni di casa dell’Ungheria, tra tante recriminazioni. Il quartetto azzurro si è prontamente ripreso e ha superato per 45-35 nel tabellone dei piazzamenti la Germania prima dello stop contro la Corea (45-24) che ha decretato il 6° posto finale. Decima piazza, invece, per l’Italia della sciabola femminile nella prova a squadre della Coppa del Mondo del Cairo. Il team composto da Michela Battiston, Michela Landi, Chiara Mormile e Manuela Spica ci ha provato sino in fondo ma è stato superato dalla Polonia per 45-43 negli ottavi di finale. Nel tabellone dei piazzamenti il quartetto guidato dal ct Aquili e dal maestro Alessandro Di Agostino ha reagito con le vittorie contro l’Argentina (45-34) e gli Stati Uniti (45-35). Le azzurre sono state poi battute dalla Spagna (45-43) nel match per il nono posto. Il prossimo impegno, sia per gli uomini che per le donne della sciabola, sarà il Grand Prix di Seoul che si terrà dal 2 al 4 maggio.
– foto BIZZI/Federscherma –
(ITALPRESS).